lunedì 24 giugno 2024
Insalata di elanzane con datteri, yogurt e tahini
Ci si può innamorare di una insalata di melanzane?
Ebbene, provate questa e mi saprete dire.
Gluten free e, con lo yogurt giusto, anche vegan.
Che volere di più?
La ricetta oggi su Starbooks!
martedì 21 maggio 2024
Stir fry di uova e pomodori
Uno stir fry con le uova come ingrediente principale ammetto
di non averlo mai assaggiato prima di questo. Piatto molto usato nelle
case cinesi, dice l'autore che se ne trovano versioni anche arricchite
da cipollotti e verdure varie o con il sale al posto della salsa di
soia.
Favoloso pasto completo, si prepara veramente in pochi minuti e
con l'accortezza di lessare il riso in anticipo si ha pranzo/cena
pronti in un baleno e soprattutto con ingredienti che si hanno di solito
in casa.
Come sia andata ve lo svelo più giù ;)
TOMATO EGG STIR FRY
Da Good Eggs di Ed Smith
per 2 persone
180 g di riso
5 uova
2 cucchiai di olio neutro
3 spicchi d'aglio, affettati finemente
350g di pomodori maturi, grossolanamente tagliati
1 cucchiaio di salsa di soia
2 cucchiaini di zucchero semolato superfine
1 cucchiaio di ketchup
un pizzico di pepe bianco
Cuocere il riso normalmente e lasciarlo da parte.
Sbattere le uova con un cucchiaio di acqua finchè i tuorli e gli albumi saranno ben amalgamati.
Mettere
un wok su fuoco alto e aggiungere un cucchiaio di olio. Quando sarà ben
caldo versarvi le uova e non toccarle per 20 secondi in modo che la
base rapprenda e si gonfi un po'.
Quindi cominciare a trascinare le
uova con un mestolo per tutto il wok per altri 30-45 secondi, in modo
che risultino ben cotte e gonfie. Trasferirle su un piatto e mettere da
parte.
Rimettere il wok sul fuoco, aggiungere il secondo cucchiaio di olio e l'aglio.
Dopo 30 secondi aggiungere i pomodori, e dopo altri 45 secondi aggiungere 60ml di acqua e tutti gli ingredienti del condimento.
Cuocere per un paio di minuti, finchè i pomodori saranno ben morbidi e metà dell'acqua sarà evaporata.
Rimettere le uova nel wok, mescolare tutto velocemente e servire subito con il riso.
NOTE
-
difficile trovare un difetto a questa ricetta, che è buonissima,
velocissima e chi più ne ha più ne ha, più ne metta. Volendo essere
fiscali, ho trovato il cucchiaio di salsa di soia insufficiente per dare
sapidità al piatto , ovviamente per il mio gusto. Un po' di sale l'ho
quindi aggiunto.
- tutto si cuoce veramente nel giro di pochissimi
minuti. L'unico accorgimento perchè la ricetta venga bene è che il
wok/padella sia veramente molto caldo.
- di solito le porzioni
dei libri di cucina sono abbastanza risicate :D questa ricetta è
considerata per due persone ma è piuttosto abbondante, considerando
anche il riso!
- saporita (se aggiungete soia o sale), veloce, completa. Ci si può aggiungere del tofu per arricchirlo, o sostituire il riso con del pane per realizzarci un toast o ancora un flatbread. Insomma, un jolly da giocarsi in mille modi!
lunedì 19 febbraio 2024
Insalata di riso nero con condimento al cocco e lime
Non so voi, ma il mio rapporto con le insalate di riso è un po' conflittuale.
Evocano
ricordi di grandi blob indefiniti che ingoiavano tipo buco nero
qualunque cosa commestibile avessero nei dintorni (ed in alcuni casi,
secondo me, anche di non totalmente commestibile), tenuti insieme da
maionese in quantità industriali a mo' di calcestruzzo.
E sempre in quantità da sfamare eserciti, che non vuoi avere il pranzo pronto almeno per qualche giorno?
Sapore indefinito, alla fine si tagliavano persino a fette e questo la dice lunga sulla densità del composto.
Tutta
altra cosa qui oggi: il riso nero, bellissimo a vedersi e molto buono,
oltre che perfetto per le insalate perchè mantiene la sua consistenza
anche mischiato ai condimenti.
Un mix di verdura, frutta e frutta secca che dà un tocco esotico e fresco ma non appesantisce.
Ed infine un condimento che no, non prevede maionese :) ma è stato una vera rivelazione.
Un piatto, ve lo anticipo qui, sublime.
Per una cena a casa, una gita all'aria aperta, un pranzo estivo.
Basta che lo proviate ;)
BLACK RICE SALAD WITH LIME COCONUT DRESSING
per 4 porzioni
da The Simple Art of Rice di J. J. Johnson
1 tazza di riso nero (o Forbidden Rice) sciacquato
2 tazze di acqua
4 indivie belga, tagliate a pezzi da 2cm e mezzo
4 cipollotti, affettati
1 tazza e mezzo di pomodorini ciliegia, tagliati a metà
1 mango pulito e tagliato a cubetti
1 tazza di anacardi salati arrostiti
2 cucchiai di basilico Thai (o altro tipo) tagliuzzato
1 cucchiaino di buccia di arancia grattugiata
1/2 cucchiaino di sale
pepe
per il condimento
125ml di latte di cocco intero (il tipo in barattolo, non nel cartone)
un cucchiaio e mezzo di succo di lime
un cucchiaio e mezzo di aceto di riso
un cucchiaino di zenzero grattugiato
un cucchiaio di miele
sale e pepe
Mettere acqua e riso in un pentolino medio, quindi accendere il fuoco e far arrivare a bollore.
Abbassare
quindi la fiamma e far cuocere, coperto, finchè l'acqua sarà assorbita
ed il riso cotto (non stracotto), circa 25-30 minuti.
Versare il riso su una teglia da forno allargandolo bene e farlo raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo.
Mentre
il riso cuoce, preparare il condimento: mescolare latte di cocco, succo
di lime, aceto, zenzero e miele. Aggiungere sale e pepe a piacere e
lasciare da parte.
Quando il riso sarà raffreddato aggiungervi
l'indivia belga, i cipollotti, i pomodori, il mango e gli anacardi,
quindi mescolare per amalgamare il tutto. Aggiungere quindi il basilico,
la scorza d'arancia, sale e pepe a piacere e mescolare nuovamente. A
questo punto versare pian piano il condimento, sempre mescolando, in
modo che tutto sia ricoperto ma non annegato. Probabilmente ve ne
avanzerà un po'.
Assaggiare l'insalata ed aggiustare di sale se necessario.
Servire subito.
NOTE
-
il piatto è semplice perchè in effetti si tratta di mero lavoro di
assemblaggio. Ho cotto il riso il giorno prima per motivi di tempo e
questo ha fatto si che poi la preparazione richiedesse veramente pochi
minuti per essere realizzata. A parte il riso, ovviamente, non si cuoce
nulla.
- il riso indicato è un riso nero che appunto, dice
l'autore, mantiene una certa consistenza e non si disfa anche mischiato
al condimento. Ho trovato un ottimo Forbidden Rice, riso proibito, ed ho
usato quello: si chiama così perchè al tempo degli imperatori cinesi
era considerato una rarità e come tale esclusiva della dieta delle
classi più abbienti.
- il condimento lo dovete provare per
forza. Persino il mio augusto consorte, sempre sospettoso verso tutto
ciò che ha un che di agrodolce, ha spazzolato la sua porzione (ed il
resto, ma questa è un'altra storia). Un bilanciamento perfetto ma mi
raccomando, che il latte di cocco sia quello del barattolo per cucinare,
diciamo, e non quello da bere in cartone.
lunedì 30 ottobre 2023
Insalata di radicchio e indivia con salsa al tahini e noci allo sciroppo d'acero
Già la seconda volta, questo mese, che dedico i miei sforzi culinari ad un contorno più elaborato del solito.
Bugia, qui in effetti ci troviamo davanti a foglie di radicchio e indivia belga.
Ma poi si devono tostare e caramellare le noci.
Preparare il condimento.
E l'olio al prezzemolo.
Vale la pena di sporcare ciotole, padella e frullatore per praticamente condire un'insalata?
Ebbene, si.
Già
entrato di gran carriera nei contorni delle prossime feste, ha ricevuto
plauso unanime e quasi inaspettato: non perchè non sia buonissimo, ma
chi si aspettava tutti questi complimenti per il condimento?
Il resto ve lo dico nelle note ;)
CHICORY SALAD WITH MAPLE WALNUTS AND TAHINI-PARMESAN DRESSING
per 4 persone, come antipasto o contorno
15g di prezzemolo tritato
60 ml di olio d'oliva
350 g di radicchio, foglie separate
350 g di indivia belga, foglie separate
sale e pepe nero
per le noci allo sciroppo d'acero
un cucchiaino d'olio
2 cucchiai di sciroppo d'acero
la punta di un cucchiaino di peperoncino di Aleppo
90g di noci
per il condimento al tahini e parmigiano
60 g di tahini
50 g di yogurt greco
3 cucchiai e mezzo di succo di limone
2 spicchi d'aglio tritati
45 g di parmigiano grattugiato, più altri 20 per servire
15 g di acciughe sott'olio
un cucchiaino e mezzo di senape inglese
2 cucchiai di olio d'oliva
Preriscaldare il forno a 160 gradi. Foderare una piccola teglia con carta forno.
Preparare
le noci: versare l'olio e lo sciroppo d'acero in un pentolino su fuoco
medio/alto. Portare a bollore quindi aggiungere il peperoncino, le noci e
un generoso pizzico di sale. Cuocere mescolando sempre per circa 2
minuti o comunque finchè il liquido sarà quasi completamente ridotto e
le noci saranno ben ricorperte dalla glassa.
Trasferire noci e glassa sulla teglia preparata quindi cuocere per 12 minuti circa, mescolandole a metà cottura.
Lasciar poi raffreddare completamente quindi spezzettarle.
Preparare
il condimento al tahini e Parmigiano: versare tutti gli ingredienti più
due cucchiai di acqua e abbondante pepe in un frullino e procedere a
scatti finchè il composto sarà liscio e non troppo denso. Trasferirlo in
una ciotola e sciacquare il frullino.
Aggiungervi quindi il prezzemolo, 3 cucchiai di olio ed un po' di sale. Frullare finchè liscio ed omogeneo.
A parte, condire le foglie di radicchio e indivia con sale, un cucchiaio di olio e abbondante pepe.
Trasferire
metà delle foglie sul piatto da portata. e versarvi sopra metà del
condimento al tahini, un quarto delle noci e metà del parmigiano
grattugiato. Finire con le foglie ed il condimento rimasti. Finire con
l'olio al prezzemolo e ancora qualche noce, servendo la rimanenza a
parte.
NOTE
- che il risultato sia spettacolare ve l'ho già anticipato. Il bello è che il condimento può essere preparato fino a tre giorni in anticipo! Nel periodo delle feste un bonus non da poco. In frigo tende a rassodare un po', basta allungarlo nuovamente alla giusta consistenza con un po' d'acqua. Nel caso non si mangiasse il pesce, le acciughe possono essere sostituite da capperi. Non piace il radicchio? In realtà qualunque insalata a foglia verde sarà felicissima di annegarci.
- le noci caramellate, leggermente piccanti, sono una disgrazia. Le fate e ve ne mangiate metà, le rifate, ve ne mangia un'altra metà chiunque ci passi davanti. Nascondetele, o fatene qualche chilo.
- le tre parti del condimento, l'olio al prezzemolo, la salsa al tahini e parmigiano e le noci sono perfettamente complementari l'una all'altra. Il quadro completo lo avete solo alla fine, quando il piatto è completo. Non saltate nè omettetene alcuna!
- a parte le noci che vanno cotte in padella e poi tostate e lasciate raffreddare, il resto si fa velocemente e senza cuocere altro. Anche le noci possono essere fatte un giorno in anticipo (ma sconsiglio: spariscono dalla dispensa ...)
- è stata una delle rare volte in cui ho visto fare il bis del contornomercoledì 27 settembre 2023
Maghmour, melanzane e ceci alla libanese
Le melanzane piacciono parecchio, in casa arabafelice, e sicuramente piacciono anche in casa Starbooks dato che questo mese è la terza ricetta che proponiamo con questo ingrediente!
Dove vivo non sono certo pari alle meravigliose melanzane italiane, ma continuo a comprarle ostinatamente per un misto di nostalgia e disperazione che mi fa sperare, ogni singola volta, che siano improvvisamente eccezionali.
Non lo sono mai, ma sono comunque buone specie se aggiunte a preparazioni più complesse dal punto di vista degli accostamenti e dei sapori.
Il piatto di oggi è una ricetta libanese che viene chiamata moussaka, senza aver nulla in comune con il parente greco se non le melanzane, appunto, e la salsa di pomodoro.
In Turchia invece un piatto con lo stesso nome viene servito con della carne trita al posto dei ceci, e sicuramente da questa versione viene poi la moussaka che conosciamo, a strati con bechamelle.
Ah, e ne esiste ancora una versione diffusa nei Balcani, che al posto delle melanzane usa addirittura le patate.
Per la serie che tutto il mondo è paese, più o meno :)
MAGHMOUR
per 4 persone
2 melanzane grandi o 3 medie
3 cipolle
6 spicchi di aglio
100 ml di olio d'oliva
sale e pepe
un cucchiaio colmo di concentrato di pomodoro
mezzo cucchiaino di pepe di Cayenne oppure di peperoncino in fiocchi
una lattina da 400g di pomodori pelati
400g di ceci cotti e privati della pellicina, fatti in casa o in scatola
mezzo cucchiaio di menta essiccata
Tagliare
le estremità alle melanzane ed usare un pelapatate per rimuovere gran
parte della buccia, lasciando un effetto "a strisce", quindi tagliarle a
pezzi di circa 4 cm.
Sbucciare e tagliare finemente le cipolle, e fare lo stesso con l'aglio.
Porre
su fuoco medio una casseruola larga e aggiungervi l'olio. Friggere le
melanzane, non troppe alla volte, per circa 5 minuti per lato in modo
che diventino ben dorate, condendole con sale e pepe mentre cuociono.
Scolarle su un piatto coperto con carta da cucina.
Aggiungere
alla stessa casseruola l'aglio e le cipolle, ridurre il fuoco e far
cuocere piano circa 15 minuti, finchè saranno ammorbidite e quasi
caramellate.
Unirvi quindi il concentrato di pomodoro ed il pepe di
Cayenne, cuocere per un minuto quindi aggiungere i pomodori pelati
rompendoli grossolanamente con un mestolo.
Aggiungere 400 ml di acqua e portare a bollore.
Aggiungere quindi i ceci cotti e nuovamente le melanzane, spolverizzare con la menta secca ed abbassare nuovamente il fuoco.
Cuocere per circa 30 minuti, finchè il tutto sarà amalgamato e denso.
Far riposare fuori dal fuoco almeno 10 minuti prima di servire.
NOTE
-
piatto non velocissimo ma semplice. Ogni passaggio non richiede di
sporcare troppe pentole o utensili, a parte la frittura che per me
rimane un atto eroico e come quasi sempre succede, adeguatamente
premiato dal risultato finale.
- istruzioni chiarissime, dosi
perfette tranne per quello che mi riguarda quella dell'olio di frittura
delle melanzane. Non so se sia perchè quelle di qui ne assorbano di più
ma mi sono trovata ad aggiungerne man mano che le friggevo, e
sicuramente alla fine quando ho dovuto rosolare aglio e cipolla.
- il riposo è necessario perchè i sapori si amalgamino alla perfezione. In realtà, come molti piatti dello stesso genere, è immensamente più buono il giorno dopo.
- il piatto è, come moltissimi del libro, completamente vegano. In realtà anche senza glutine, oltre che veramente buonissimo. Insomma, con questo mettete tutti d'accordo, e offritelo con molto pane come piatto unico, che la scarpetta è assicurata!
lunedì 24 aprile 2023
Parmigiana...eretica!
DISCLAIMER: questa non è la parmigiana delle vostre nonne.
SECONDO
DISCLAIMER: l'Ottolenghi team sa benissimo che questa non è una
parmigiana classica, e spiega che il piatto nostrano ne è solo
ispirazione.
TERZO ED ULTIMO DISCLAIMER: . a me la parmigiana classica piace...poco.
La
colpa è certamente mia e del mio palato piuttosto difficile da
accontentare ma ahimè ne ho assaggiate tante ed il responso è rimasto
quello.
Sarà la consistenza sempre un po' troppo morbida per i miei
gusti, i sapori che non sempre si amalgamano, o ancora la quantità di
olio che galleggia in superficie che inquieta già solo lo sguardo prima
dello stomaco.
Colpa mia, ripeto, ma anche probabilmente di molte parmigiane preparate male, concedetemelo.
Non
è quindi un controsenso essersi tuffata a pesce sulla ricetta di cui
sopra, innanzitutto per la presenza di un ingrediente tipico della zona
del mondo in cui vivo, ovvero la pasta kataifi.
In realtà qui è
utilizzata per la realizzazione di dolci, prima di tutti la kunafa, un
dessert a strati che prevede che venga imbevuta di sciroppo e
stratificata con panna dolce, o ancora formaggio.
Insomma, usare la pasta kataifi per un piatto salato la prima tentazione.
Una parmigiana eretica, la seconda.
Vi svelo subito come è finita: è buonissima.
Ma non è quella della nonna.
Avvisate
quell'ospite lamentoso e nostalgico della madrepatria che ve lo
ripeterà ad ogni boccone, ma che nel frattempo se ne è finito un terzo
;)
PARMIGIANA PIE WITH TOMATO SAUCE
per 4 persone
1 kg di melanzane, tagliate per il lungo in fette di 1cm - 1 1/2 cm di spessore
70g di farina comune
2 uova grandi + 3 tuorli grandi
2 cucchiai di latte o acqua
225g di pangrattato fine
105ml di olio d'oliva
40g di pasta kataifi, scongelata e tagliuzzata in pezzi di 2-3cm di lunghezza
75g di pecorino romano grattugiato o parmigiano
300g di mozzarella di bufala affettata finemente e ben scolata
sale e pepe nero
per la salsa di pomodoro
120ml di olio d'oliva
2 cipolle sbucciate e tritate finemente (circa 180g)
8 spicchi di aglio sbucciati e schiacciati
2 cucchiaini di peperoncino di Aleppo
2 1/2 cucchiaini di cannella
1 1/2 cucchiai di cumino in polvere
2 barattoli di pomodori pelati, 800g, spezzettati con le mani
2 cucchiaini di zucchero semolato
30g di coriandolo fresco, tritato grossolanamente
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Foderare due teglie da forno con carta forno.
In una ciotola molto capiente spolverare le fette di melanzane con 3/4 di cucchiaino di sale e una generosa macinata di pepe.
Mettere la farina in un piatto poco profondo e mettere i tuorli, le uova intere, il latte (o acqua) in un altro mescolandoli bene In un terzo piatto mettere il pangrattato con 1/4 di cucchiaino di sale, girando per amalgamarli.
Lavorando con una fetta alla volta passare le
melanzane nella farina, scuoterle per eliminare l'eccesso, quindi
passarle nel composto di uova ed infine nel pangrattato.
Adagiarle nelle teglie preparate e condirle con 2 cucchiai di olio ciascuna (presi dal totale).
Cuocere per 15 minuti quindi invertire le teglie e cuocere altri 15 minuti o comunque finchè ben dorate.
Sfornare ed abbassare la temperatura a 180 gradi.
Nel
frattempo preparare la salsa di pomodoro. Mettere l'olio in una pentola
capiente su fuoco medio/alto. Una volta caldo unire le cipolle e
cuocere, mescolando ogni tanto, finchè si saranno ammorbidite e avranno
preso colore.
Aggiungere l'aglio, le spezie e cuocere ancora un
minuto, quindi unire i pomodori pelati, lo zucchero, 400 ml di acqua, 1
e 3/4 cucchiaini di sale e del pepe. Portare a bollore quindi abbassare
il fuoco e far cuocere piano per circa 25 minuti, o finchè addensato
leggermente.
Unire il coriandolo quindi prelevare 700ml di salsa e
metterli da parte (servirà per gli strati della parmigiana). Tenere il
resto della salsa nella pentola.
In una ciotola mescolare la pasta kataifi, metà del pecorino e i rimanenti 3 cucchiai di olio.
A
questo punto assemblare la preparazione: Foderare una teglia a cerniera
da 23cm di diametro con carta forno, abbastanza perchè oltre alla base
copra anche i lati.
Mettere alla base un terzo delle fette di
melanzane (rifilandole se dovesse servire). Coprire con un terzo della
salsa, un terzo della mozzarella e un terzo del rimanente pecorino.
Conitnuare per altri due strati quindi terminare con la pasta kataifi condita e infornare per 35 minuti.
Aumentare la temperatura a 200 gradi e cuocere per ulteriori 15-20 minuti o comunque finchè la superficie risulterà ben dorata.
Togliere dal forno e far riposare per circa 30 minuti.
Togliere l'anello della teglia a cerniera e aiutarsi con la carta forno per appoggiare la pie su un tagliere.
Servirla appena tiepida o a temperatura ambiente, con la salsa rimasta riscaldata.
NOTE
-
il piatto non è complicato ma certamente non si prepara in un attimo.
C'è da fare il sugo, impanare e cuocere le melanzane, assemblare il
tutto, cuocere e far riposare. Vero che il sugo si può fare il giorno
prima ma comunque prende il suo tempo. Se il vostro forno non è grande
potreste dover fare più infornate delle teglie con le melanzane
impanate.
- il sugo è buonissimo! Ne è avanzato e come suggerito è stato usato il giorno dopo per cuocervi delle uova, ma gli autori suggeriscono di provarlo anche per una pasta al forno.
- le melanzane impanate e cotte al forno conservano la loro struttura, cuociono ma non diventano mollicce. Questo fa si che anche dopo cotta la pie conservi bene la forma e possa tagliarsi in fette perfette, condite ma non troppo "bagnate"se si capisce cosa intendo :)
- la pasta kataifi è in pratica pasta phillo tagliata in fili sottilissimi. Se non doveste trovarla la ricetta suggerisce di acquistare proprio quest'ultima e di tagliarla poi più sottile possibile. So per certo che a Roma la kataifi la vende Castroni, fate attenzione che spesso è chiamata "kunafa pastry".
- è saporita in modo molto tradizionale per palati nostrani, unica nota particolare appunto questa copertura croccante che dà un bell'effetto anche visivo. Osate :)
giovedì 19 gennaio 2023
Brodo di pomodori con dumpling al burro
Non ci si crede, ma è vero: l'Arabia Saudita è stata colpita da un'ondata di freddo senza precedenti.
Temperatura notturne che hanno toccato i 4 gradi, e giorni in cui faceva più caldo a Roma o Parigi che qui.
Alle
stelle le vendite di stufe, coperte, piumini e finalmente hanno avuto
un senso le collezioni di autunno/inverno che vengono vendute
immancabilmente, a prescindere dal clima.
Un senso ha avuto
finalmente anche l'ombrello che possiedo da anni, incurante dei
sorrisini e delle prese in giro: si è trasformato in poche ore da
ridicolo e inutile orpello a oggetto del desiderio.
Case ghiacciate,
pompe di calore accese per la prima volta, addirittura scuole chiuse
perchè gli edifici non avevano previsto l'installazione di
condizionatori che potessero anche scaldare.
Scene al limite del
ridicolo come la guardia di sicurezza del centro commericiale con
cappello, sciarpa, coperta avvolta addosso modello burrito che si
ostina però a tenere le ciabatte, che le scarpe chiuse danno fastidio a
chi non le porta mai.
Clima perfetto quindi per provare un brodo di verdure caldo con dei dumpling al burro (o grasso vegetale) dentro.
Come sarà andata? ;)
TOMATO BROTH WITH THYME DUMPLINGS
per 4 persone
per il brodo
3 spicchi di aglio a pezzi
1 cipolla a pezzi grossolani
un porro pulito e spuntato tagliato grossolanamente fino alla fine della parte verde
un finocchio a pezzi grossolani
2 carote a pezzi grossolani
2 gambi di sedano a pezzi
1 kg di pomodori maturi, possibilmente ancora attaccati al picciolo
per i dumplings
5 rametti di timo, foglioline da usarsi per i dumpling ed il resto per il brodo
100 g di lardo vegetale oppure burro, congelato e grattugiato grossolanamente
225 g di farina autolievitante
poca acqua fredda
sale e pepe macinato al momento
In una pentola capiente mettere tutti gli ingredienti per il brodo tranne i pomodori (includere i rametti di timo privati delle foglie). Coprire con 3 litri di acqua e portare a bollore. Far sobbollire per 30 minuti quindi togliere dal fuoco e far riposare più a lungo possibile: minimo un'ora, meglio ancora tre ma possibilmente una notte intera.
Preriscaldare il forno a 200 gradi e mettere pomodori e timo in una teglia. Cuocerli per 20-30 minuti finchè cominceranno a sfaldarsi e la polpa si separerà dalla buccia. Togliere dal fuoco e aspettare che raggiungano una temperatura a cui possano essere maneggiati.
Ora passare i pomodori da un passaverdura, scartando semi e buccia, oppure schiacciarli molto bene da un passino. Filtrare il brodo dalle verdure ed unirvi la polpa di pomodoro ottenuta. Aggiustare di sale e lasciare da parte. Più riposa, più sarà saporito quindi cercare di farlo in anticipo.
In una ciotola mettere farina e burro (o lardo vegetale)
insieme a del timo, del sale e del pepe. Aggiungere quindi un cucchiaio di
acqua fredda e lavorare fino ad ottenere un impasto. Formare con
l'impasto delle palline della dimensione di una noce e metterle in frigo per 10 minuti, quindi immergerle nel
brodo preparato che intanto sarà stato messo sul fuoco. Far sobbollire
piano per 7-12 minuti, possibilmente con il coperchio.
Servire in
piatti individuali oppure portare la pentola direttamente a tavola in
modo che ciascuno si serva da sè, completando con una bella macinata di
pepe.
NOTE
- il brodo è buonissimo. Non è nemmeno particolarmente laborioso dato che le verdure fanno tutto da sole, compresi i pomodori nel forno. Li ho passati poi da un setaccio finissimo senza alcun problema. L'autore sottoline che sia più buono se riposa quindi l'ho realizzato il giorno prima.
- il lardo vegetale
indicato non è un controsenso ma una preparazione a base di olio che lo
rende adatto anche ai vegani e spesso contiene meno grassi
dell'originale. Ho comunque usato del normale burro.
martedì 9 novembre 2021
Salmone con za'atar e salsa tahine
Quanto avete cucinato durante il lockdown imposto dalla diffusione del COVID-19 nel 2020?
Io, confesso, non tantissimo: ho si, avuto più tempo ma ho comunque lavorato da casa.
Per
non parlare dell'ansia che allora mi attanagliava non sapendo bene come
sarebbe andata, quando sarei potuta rientrare in Italia e così via.
Anche
i membri dell'Ottolenghi team, che con Big Y ha lavorato a distanza a
questo libro, si sono trovati spaesati e rinchiusi, non solo in case
diverse ma addirittura in continenti diversi: ma a differenza della
sottoscritta hanno usato il tempo extra a disposizione per spremersi le
meningi su come usare gli ingredienti che avevano in casa, o come
abbinarli in modo nuovo così da non lasciarli scadere in dispensa.
La
salsa tahini che ormai quasi tutti conoscono non solo più come
indispensabile, irrinunciabile ingrediente di un hummus che si rispetti
ma anche come aggiunta interessante e sorprendente ad una serie di dolci
( l'avete provata con il cioccolato? In caso non l'abbiate fatto,
evitate se tenete alla linea) qui viene abbinata al pesce.
Funziona?
Per
quanto fossi curiosa, e per quanto ogni ingrediente preso singolarmente
in questa ricetta mi piaccia moltissimo, non sapevo che aspettarmi.
Ebbene, ha ragione Big Y, again ;)
ZA'ATAR SALMON AND TAHINI
da OTK Shelf Kitchen di Y. Ottolenghi
per 4 porzioni
4 filetti di salmone con la pelle (circa 600g totali)
2 cucchiai di za'atar
2 cucchiaini di sumac (e mezzo cucchiaino extra per spolverizzare)
60 ml di olio di oliva
250g di spinaci baby
90g di tahini
3 spicchi di aglio, schiacciati
3 cucchiai e mezzo di succo di limone
1 cucchiaio e mezzo foglie di coriandolo grossolanamente tritate
sale e pepe nero
Preriscaldare il forno a 220 gradi.
Asciugare
il salmone con della carta da cucina e condirlo con sale e pepe. In una
ciotola mescolare za'atar e sumac e usare il composto per creare una
crosta sul salmone.
Mettere una padella che possa andare anche in
forno su fuoco medio/alto e aggiungere un cucchiaio di olio. Appena
caldo aggiungere gli spinaci, un pizzico di sale e pepe e cuocere per 2 o
3 minuti, giusto per farli appassire.
Mettere i filetti di salmone sugli spinaci e cospargerli con 2 cucchiai di olio. Infornare per 5 minuti.
Nel frattempo in una ciotolina mescolare tahini, aglio, 2 cucchiai e mezzo di succo di limone, un generoso pizzico di sale e 100 ml di acqua finchè il tutto risulterò liscio e piuttosto fluido.
Passati i 5 minuti
di cottura versare la salsa tahini preparata attorno al pesce (ma
assolutamente non sopra) e infornare nuovamente per 5 ulteriori minuti, o
comunque finchè la salsa tahini sobolle e il pesce risulterà cotto.
Completare con il succo di limone restante e l'olio quindi spolverizzare con il coriandolo e il sumac.
Servire subito.
NOTE
- ricetta
di facilità e rapidità evidenti, non presenta particolari insidie.
L'unica, ben specificata dall'autore nell'introduzione, è che la salsa
tahini debba essere di ottima qualità. Meglio controllare, quando la si
compra, che provenga da un Paese mediorientale e , aggiungo io, che il
colore non sia troppo scuro.
Ha un gusto molto particolare, ma se troppo amara potrebbe essere vecchia, non compratela se troppo vicina alla scadenza.
- la salsa tahini cotta non dura molto: buonissima appena fatta, si rapprende velocemente raffreddandosi e non è più così gradevole se riscaldata nuovamente. Il piatto va fatto e servito subito come indicato.
- cosa viene fuori? Il salmone, che con i tempi indicati risulta cotto al punto giusto (nè crudo, nè stracotto) si abbina a questa salsa che oltre che di tahini sa di limone in maniera sorprendente. Il resto delle spezie dà un tocco e retrogusto mediterraneo che non risulta invasivo. Persino quell'iper-conservatore del mio augusto consorte ha approvato e continuato a raccogliere la salsa ad ogni forchettata del pesce!Finalmente un modo nuovo di cucinare il salmone, e un sapore diverso. Semplice nell'esecuzione ma tutt'altro che banale nel risultato.
martedì 26 ottobre 2021
Pollo all'aglio e limone
martedì 15 giugno 2021
Dip di melanzane alla soia e miele al timo
Melanzane sono la mia nonna siciliana che ne frigge una
tonnellata, noi bambini che torniamo dal mare e le facciamo sparire
prima ancora che possano arrivare in tavola.
Il profumo arrivava al
cancello, e dal vialetto già sapevi che l'avresti trovata in piedi ai
fornelli e che ci avrebbe detto senza convinzione di stare lontani.
E
lei che i suoi polli li conosceva bene preparava il piatto "esca" da
farci sbranare e friggeva le altre mentre velocemente ci rendevamo
presentabili per andare a tavola.
Melanzane fritte, semplici o impanate.
E sto.
In altro modo non mi sono mai piaciute più di tanto, e mi perdonino gli amanti della parmigiana che mai mi ha conquistato.
Hanno
scalfito il mio credo negli anni solo il baba ganoush, la crema di
melanzane tipicamente mediorientale incontrata nella mia vita di arabafelice e la melitzanosalata, dip tipico tra gli antipasti greci.
Quindi ho scelto al volo questa ricetta che finalmente proponeva di quest'ultima una versione rinnovata.
Funziona?
Leggete e lo saprete.
Ma intanto correte a comprare il pane.
Perchè se la provate capirete perchè sia il piatto più gettonato là dove è stato creato ;)
GRILLED AUBERGINE WITH SOY AND THYME HONEY
per 8 persone
da Mazi-Moder Greek Food
9 grosse melanzane (circa 3kg)
60 ml di olio d'oliva
mezza cipolla bianca affettata
1 spicchio d'aglio tritato
5 pomodori maturi
4 cipollotti affettati in anelli sottili
un mazzetto di prezzemolo tritato
un generoso pizzico di sale
per la vinaigrette di salsa di soia e miele al timo:
100 ml di salsa di soia (tipo "dark")
100 ml di olio extravergine d'oliva
50g di miele al timo
per la vinaigrette al balsamico:
2 cucchiaini di salsa di soia
60ml di olio extravergine d'oliva
25 g di miele al timo
1 cucchiaio di aceto balsamico
Usando
delle pinze da cucina abbrustolire ogni melanzana sulla fiamma del
fornello per circa 15 minuti finchè saranno ben scurite e la polpa
risulterà morbida. In alternativa si possono cuocere su un barbecue.
Lasciarle
raffreddare quindi tagliarle nel senso della lunghezza e ricavarne la
polpa aiutandosi con un cucchiaio. Metterla in un colino e lasciarla
perdere l'acqua in eccesso per almeno mezz'ora. Affettare la polpa
grossolanamente, evitando di lasciare comunque pezzi troppo grossi.
Nel
frattempo preparare le due vinaigrette: mescolare gli ingredienti della
prima e versarli in una ciotola. Fare lo stesso con la seconda,
mescolando gli ingredienti tra loro. Tenere le due vinaigrette separate.
Scaldare
l'olio in una casseruola su fuoco alto e cuocere la cipolla per circa
un minuto girando sempre. Dovrà ammorbidirsi senza scurirsi. Aggiungere
quindi l'aglio e la polpa di melanzana e cuocere, sempre mescolando,
finchè l'eventuale liquido sarà evaporato e il composto assumerà un
colore brunito. Il tempo di cottura dipenderà da quando acquose sono le
melanzane.
Aggiungere quindi la vinaigretta di salsa di soia e miele,
cuocere altri 2 minuti quindi togliere dal fuoco e lasciare
raffreddare.
Mentre le melanzane si raffreddano tagliare i pomodori a metà ed eliminare i semi. Ridurne 4 a cubetti e affettare l'ultimo.
Una volta che le melanzane sono raffreddate aggiungere la vinaigrette di balsamico e mescolare, quindi unire i pomodori a cunetti, i cipollotti, il prezzemolo, il sale e mescolare bene.
A questo punto la preparazione può essere servita in ciotoline individuali guarnita con fette di pomodoro ed erbette.
In alternativa può essere conservata in frigo in un contenitore ermetico per 3 giorni.
NOTE
- la ricetta non è complicata ma necessita di vari passaggi. In realtà sono facilmente suddivisibili tra mattina/sera e la cottura delle melanzane può essere realizzata anche il giorno prima.
- la qualità delle melanzane è ovviamente fondamentale. Se penso a quelle, bellissime, siciliane mi vien da piangere! Quelle rinsecchite che trovo qui hanno fatto comunque una discreta figura e non essendo per nulla acquose hanno invece facilitato la realizzazione che non ha avuto bisogno di asciugare troppo sul fuoco.
- confesso che la cottura delle stesse mi è stata impossibile sulla fiamma viva perchè in casa ho le piastre elettriche. Le ho arrostite invece sotto il grill del forno, avendo cura di bruciacchiarle per bene, quindi non so dire se 15 minuti a melanzana su fiamma viva siano sufficienti per la cottura anche dell'interno. Sicuramente, viste le nove melanzane previste si finirebbe di cuocerle tutte dopo ore!
- la preparazione andrebbe servita a
temperatura ambiente ma secondo me fredda di frigo, il giorno dopo, era
ancora migliore. Ah si, l'olio è abbondante. Resistete alla tentazione
di metterne meno, serve tutto!
lunedì 16 novembre 2020
Dip di barbabietola e laban alla feta e pistacchi
Piatto comunissimo nella cucina dei Paesi che vanno
dall'Egitto, al Libano ed a tutti quelli del Golfo Persico questa crema
che nelle versioni classiche prevede solo barbabietola e labna non è uno
di quelli che l'autore del libro ricorda dall'infanzia.
Piuttosto ha
voluto caratterizzare un piatto tipico e molto diffuso aggiungendo
profumi ed aromi, quelli si, per lui estremamente familiari: le spezie,
specialmente l'all spice, l'aggiunta inconsueta dalla patata dolce e del
composto di burgul.
Devo dire che ho provato questo piatto con
interesse perchè l'originale non mi fa impazzire, buono ma a volte un
tantino scialbo rispetto ai saporitissimi hummus o muhammara, ormai
piuttosto noti anche a latitudini nostrane.
E' stata una vera sorpresa, e ve la racconto nelle note :)
BEETROOT AND SWEET POTATO DIP WITH PISTACHIO BULGUR SALSA
da Falastin di Sami Tamimi
per 4 persone
500 g di barbabietole con la buccia
240 g di patata dolce
70 g di bulgur
75 g di pistacchi leggermente tostati e finemente tritati
15 g di prezzemolo tritato
15 g di menta tritata grossolanamente più dell'altra per decorare
un cucchiaio e mezzo di succo di limone
105 ml di olio d'oliva
4 spicchi di aglio tritati
mezzo cucchiaino di cannella
un quarto di cucchiaino di pimento (all spice)
un dattero Mejdool da 20 g ammorbidito in 50 ml acqua bollente per 20 minuti
2 cucchiai di aceto di mele
100 g di labna o yogurt greco molto denso
35 g di feta sbriciolata
sale
Preriscaldare il forno a 220 gradi.
Avvolgere
ogni barbabietola e la patata dolce singolarmente in alluminio quindi
infornare il tutto per circa un'ora o comunque finchè la lama di un
coltello entrerà facilmente nella verdura.
Togliere dal forno e
lasciare da parte finchè saranno tiepide abbastanza da poterle
maneggiare, quindi pelare le barbabietole e la patata.
Si dovrebbero ottenere circa 180-200 g di polpa di patata e circa 400g di barbabietola.
Affettare la barbabietola mentre la patata può rimanere intere. Tenere da parte separatamente.
Mettere
il bulgur in un pentolino con 75 ml di acqua e 1/8 di cucchiaino di
sale. Portare a bollore quindi togliere immediatamente dal fuoco,
mettere il coperchio e far riposare 20 minuti.
Mescolare quindi con
una forchetta per separare i grani e versarlo in una ciotola lasciandolo
da parte per 20 minuti per farlo raffreddare. Unire quindi il
prezzemolo, i pistacchi, la menta, il succo di limone, 3 cucchiai di
olio d'oliva e un po' di pepe nero. Lasciare da parte.
Mettere 3
cucchiai di olio d'oliva in una padella e mettere su fuoco medio. Una
volta caldo aggiungere l'aglio e cuocere per circa 2 minuti finchè sarà
leggermente colorito.Aggiungere le spezie, cuocere per qualche secondo
mescolando sempre e togliere dal fuoco.
Lasciarlo raffreddare quindi
versarlo nella ciotola del robot da cucina insieme alla barbabietola, un
cucchiaino di sale ed una macinata di pepe. Aggiungere anche il dattero
scolato dall'acqua e frullare per un minuto o finchè liscio. Aggiungere
la patata dolce e frullare ancora per una ventina di secondi a scatti.
Trasferire
il composto in una ciotola ed aggiungere l'aceto di mele e 50 g di
labna. Non mescolare troppo, si vuole ottenere un effetto un po'
variegato, quindi versare in una ciotola livellando con il dorso di un
cucchiaio. Scavare il centro ad ottenere un incavo in cui mettere il
restante labna senza mescolare troppo, quindi il composto di bulgur, la
feta e delle foglie di menta.
Condire con l'ultimo cucchiaio di olio e servire.
NOTE
- comincio con il commento più inutile e vacuo: il piatto è bellissimo! Il colore è incantevole ed il contrasto visivo con il topping ne fa subito quello di cui tutti vengono a chiedere cosa sia.
- lode a Sami Tamimi per aver reso questo dip veramente interessante. Altro che scialbo, il piatto è profumatissimo e perfettamente bilanciato. C'è il dolce, le spezie, il salato, la punta quasi nascosta dell'aceto di mele, il sapido della feta. Tocco da maestro il composto di bulgur e pistacchi che insieme alla menta aggiunge ulteriore freschezza al tutto.
-
il bulgur è grano essiccato. Si trova ormai facilmente anche in Italia
(è ingrediente irrinunciabile nel taboule, l'insalata di prezzemolo e
pomodori tipica di queste terre) e va necessariamente fatto gonfiare con
un liquido prima di essere consumato. Se si desidera o si ha necessità
di realizzare il piatto senza glutine l'autore suggerisce di usare della
quinoa al suo posto, tenete però presente che quest'ultima ha un sapore
particolare che nulla ha a che fare con il burgul.
- il laban, o labna è formaggio di yogurt. Si può realizzare anche in casa facendo scolare dello yogurt (magari mescolato a yogurt di capra) in un telo finchè la parte liquida sarà eliminata e rimarrà solo una crema molto densa. In alternativa si può usare yogurt greco, io ovviamente qui in Arabia non ho problemi di reperibilità.
- la ricetta sembra lunga ma è veramente basica nelle lavorazioni. I passaggi sono tutti semplici, non si cuoce quasi nulla, e tutto può essere preparato con anticipo. Meglio però servirla a temperatura ambiente.
- come si mangia? Così com'è :) con del pane arabo, fa parte del classico tavolo di antipasti locali. Oppure può essere servito come contorno a pesci grassi come il salmone.
venerdì 22 maggio 2020
Maionese di...polpo!
Voi riaprite, noi chiudiamo.
Guardo con un mix di invidia ed apprensione l'Italia che pian piano torna ad una specie, o sottospecie, di normalità, e mi preparo.
Al secondo, ebbene si, lockdown totale che ci tocca da domani.
Dopo averci aperto, sempre relativamente, le gabbie per un paio di settimane ci richiudono del tutto in concomitanza con l'inizio delle feste di fine Ramadan.
E' un periodo di cene e cenoni in famiglia, e se considerate che si possono avere quattro mogli e ciascuna di solito fa a gara con le altre per avere più figli ,la famiglia in questione può arrivare a numeri da rave party solo con i congiunti più stretti.
Quindi si taglia la testa al toro, non si può uscire, nè uscire per nessun motivo che non sia un'emergenza comprovata.
E quindi ieri mi è toccato.
Me l'aspettavo, ma non così.
La fila a quel certo super che da domani mi sarà proibito raggiungere perchè appena fuori dal mio quartiere è lunga quanto l'isolato.
Temperatura all'ombra: 42 gradi.
Al sole, dove per metà del tempo sono dovuta sostare pazientemente, non saprei.
Con l'abaya nera e la mascherina fpp2 schiacciata in faccia mi sosteneva solo il pensiero che sarebbe stata l'ultima possibilità, e sentirmi male non un grosso affare.
E finalmente arrivo a lei.
La cabina di self-sanitizing.
Avete letto bene: all'ingresso del super c'è una specie di cabina in cui si entra uno alla volta.
Viene misurata automaticamente la temperatura (rincuoro tutti quelli che "al mare la temperatura non si può prendere che fa caldo e viene falsata": anche stando in piedi un'ora a duemila gradi poi il termometro ha segnato i miei soliti 35 ) ma soprattutto si viene investiti da una nuvola di chissà cosa, sicuro almeno non è l'insetticida del tassista di cui vi ho raccontato, che dovrebbe disinfettarci abiti, capelli, mani.
E soprattutto è freschissimo!
Entro ma ormai scoraggiata.
Tutti di nuovo si accaparrano l'impossibile, non troverò nulla.
E poi, un miraggio.
Il commesso del banco delle delicatessen e specialità alimentari che ben mi conosce me la alza tipo coppa dei campioni.
Non ci credo.
La bresaola della Valtellina.
Una burrata pugliese.
Pure il gorgonzola dalla provincia di Brescia.
I prodotti del mio Paese che non avevo più visto sono tornati.
Sono stupida, e quasi mi commuovo.
Piangerei pure mentre guardo lo scontrino, ma pazienza.
Esco tronfia manco portassi nel carrello i gioielli della corona.
Il tassista, sempre lui, nemmeno si lamenta più che nonostante la temperatura esterna e l'aria condizionata accesa io tenga il finestrino dell'auto un po' aperto.
Ventilation, madame?
Si, arieggiamo che non si sa mai.
Sistemo tutto in frigo e aspetto la sera.
Che il mio augusto consorte è curioso di vedere se dopo il trattamento sono anche diventata fluorescente :D
Dunque, questa ricetta è stata amore a prima vista dopo averla ammirata da lei ed impellente necessità di provarla quanto prima.
Complice una botta di fortuna indicibile che mi ha consentito di trovare un polpo fresco dopo mesi, eccola realizzata: fatela di corsa, avete trovato la salsa milleusi di questa estate.
Senza uova, si fa solo con l'acqua di cottura del polpo che viene fatta restringere ed olio: provate e fatemi sapere!
Innanzitutto dovete lessare un polpo :) in abbondante acqua bollente con sedano, carota, scalogno o cipolla, mezzo limone, mezzo bicchiere di vino, qualche grano di pepe per circa 45 minuti.
Fatelo raffreddare nella sua acqua, poi filtrarla e misurarne 500 ml che andranno messi in un pentolino e fatti ridurre a fuoco medio fino ad averne circa 100 ml.
Far raffreddare completamente.
Quando ben freddo metterla in un contenitore stretto ed alto ed azionare il frullatore ad immersione.
Unire l'olio a filo continuando a montare fino ad ottenere una crema della consistenza di una maionese.
Assaggiate e se volete aggiungete a piacere poco succo di limone o del tabasco.
NOTE
- mi raccomando NON SALATE l'acqua del polpo! Va lessato solo con gli ingredienti indicati.
- è ottima su tartine, crostini e divina per accompagnare dei gamberi grigliati. E poi è di un colore, un lilla splendido!
lunedì 27 gennaio 2020
Patate arrosto con salsa alla tahine
Di tutto lo scibile cucinabile non sono tantissimi i piatti che hanno il superpotere di non stancare mai.
Sicuramente le patate arrosto sono tra questi, e non mi stupisce che una versione presa in prestito da un noto chef sia la ricetta più cliccata in assoluto sul mio blog personale.
Fatte bene, devono essere, che quelle molli, bruciate o mezze crude, annegate nell'olio, riscaldate penosamente fino a diventare un mezzo purè sfatto, insapori hanno un superpotere opposto: di finire a volo d'angelo nel secchio della pattumiera.
Per cucinarle a puntino sono nate guide, tutorial, video.
Qui la cottura non è una novità, con la bollitura veloce e il passaggio in forno.
Ma è il condimento con un ingrediente che porta dritto dritto dalle mie parti che mi ha conquistata: e la prova è stata d'obbligo :)
Senza sbucciarle, tagliare le patate in cubetti (della misura di patate arrosto dice l'autore, regolatevi :D e lessarli in acqua bollente salata finchè saranno morbidi, circa 15 minuti.
Scolare le patate e versarle in una teglia da forno, condirle con l'olio, i rametti di timo, sale e l'aglio non sbucciato.
Dare una bella mescolata al tutto quindi cuocere per circa 50 minuti, togliendo l'aglio dopo i primi 30.
Tagliare i cipollotti in pezzi da 3 cm ed aggiungerli alla teglia negli ultimi dieci minuti di cottura.
Schiacciare l'aglio in modo da ricavarne la polpa quindi unirla alla tahine e succo di limone. Unire anche l'olio rimasto in teglia con le patate e se fosse necessario aggiungerne un po' in modo che il condimento risulti fluido ed un po' di sale.
Dividere le patate tra i piatti da portata e servirle con la salsa preparata.
- non so se anche voi come me (e come Nigel Slater!) abbiate sempre in casa un barattolo di tahine che poi rimane lì per mesi inutilizzato. Secondo l'autore questa ricetta è una benedizione perchè invece consente di usarlo spessissimo.
venerdì 15 novembre 2019
Chutney di Natale
Anche i chutney, come tante altre che mi sono sembrate inizialmente stramberie, fanno parte delle scoperte della vita expat.
La prima volta che me ne hanno offerto uno non avevo idea di cosa fosse, cosa farci e nemmeno ne avevo mai sentito il nome.
Una signora inglese me lo regalò ormai diversi anni fa, fatto da lei: grazie al cielo la curiosità ebbe la meglio sui molti dubbi e reticenze che ancora avevo allora.
Mi si aprì un mondo, ed oltre a mangiarli volentieri li preparo molto spesso anche solo per regalarli dato il successo che riscuotono e la versatilità che li contraddistingue.
Nati in India e poi regalati al resto del mondo in primo luogo dagli Inglesi, quelli classici hanno in genere una base di frutta e verdura cotte in aceto e spezie.
Anche se il primo chutney commercializzato in realtà non fu indiano ma proprio inglese, col nome di Major Grey, ovvero la figura molto probabilmente inventata del militare inglese che ne era ghiotto così tanto da averne preparato una sua versione a base di mango.
In questo di Delia Smith il mango non c'è, ma c'è tutta la frutta secca che la fa da padrone sulle tavole di Natale: datteri, prugne ed albicocche secche.
Da qui il nome di chutney di Natale.
Ed anche perchè fa bellissima ed originale figura tra i regali homemade da farsi per forza di cose in anticipo ;)
Quando l'operazione è conclusa mettere l'aceto in una larga casseruola con il sale e lo zenzero ed infine le bacche di pimento avvolte in una garza e ben chiuse in modo che non possano fuoriuscire.
Mettere sul fuoco ed all'arrivo a bollore versarvi la frutta secca tagliuzzata, la cipolla e lo zucchero.
Lasciar sobollire piano senza coperchio per circa un'ora e mezza o comunque finchè il chutney risulterà addensato.
Non dimenticarsi di mescolare di tanto in tanto durante la cottura.
Per verificare che sia pronto passare un cucchiaio sulla superficie del chutney: dovrà lasciare un solco che non viene immediatamente riempito dall'aceto.
Nel frattempo preparare i barattoli che vanno ben lavati, asciugati e scaldati in forno moderato per 5 minuti.
Versare il chutney nei barattoli tiepidi e chiuderli bene, capovolgendoli.
Etichettare i barattoli una volta freddi e far riposare un mese prima di assaggiare.
NOTE
- il lavoro non è particolarmente gravoso se si usa un robot da cucina: mai mi sarebbe venuto in mente, nè avrei avuto onestamente tempo e pazienza, per mettermi a tagliuzzare tutto con il coltello. Si pesa, si mischia e si cuoce. Tutto qui.
- le bacche di pimento sono introvabili, per cui ho sopperito con un po' di pimento in polvere. Attenzione solo al sale, che per me era perfetto così ma ricordo che il sale all'estero sala meno che in Italia (giuro, e tutte le straniere o chi vive in altri Paesi lo confermerà)
- tempo di cottura perfetto al secondo ed anche dose per i barattoli : invece che uno grande ne ho riempiti quattro più piccoli.
- il gusto di questo chutney è deliziosamente agrodolce e veramente natalizio. Si abbina benissimo a carni fredde, maiale, salsicce ma anche con del formaggio stagionato (il Cheddar per Donna Hay, io direi un bel pecorino a latitudini italiche.
- last but not least, deve riposare un mese prima di essere assaggiato: quindi realizzandolo ora sarà perfetto per Natale. E diciamolo, è il regalo veramente per tutti: l'amico gourmet, quello celiaco ed anche il vegano!
martedì 12 novembre 2019
Anatra arrosto con salsa di ciliegie e vino rosso
Anatra a casa mia per molto tempo è stato sinonimo di festa grande.
Pressocchè introvabile alle mie latitudini precedenti, quando con fare furtivo il commesso del supermercato mi sussurrava che ne erano arrivate un paio mi precipitavo all'acquisto "tanto per".
E poco importa che non fosse Natale, Capodanno, o alcuna Eid del Paese che mi ospita: si festeggia a prescindere dall'occasione, no?
Ora che invece vivo a latitudini più generose confesso che appare in tavola più spesso, complice il fatto di essere uno dei piatti in assoluto tra i preferiti dell'augusto consorte ed il fatto che con le dovute accortezze viene buonissima senza troppo lavoro.
Con le dovute accortezze, ho detto: che mi sono state rifilate anatre secche e stoppose da perderci i denti e il fiato per soffocamento...
Di questa ricetta Delia Smith dice di farla e rifarla da oltre trent'anni, e che nonostante ne abbia provate tante sempre a questa ritorna.
Mi ha strappato un sorriso leggendo gli ingredienti e trovando abbondante vino nella salsa: conoscendo la passione della signora per gli alcolici comprendo meglio la predilezione ;)
Tamponare bene l'anatra con carta da cucina quindi usando uno spiedino bucherellare le parti più grasse della pelle, specie quelle tra le zampe ed il petto.
Condire l'anatra generosamente con sale e pepe ricordando che il sale aiuta ad ottenere una pelle più croccante.
Porla su una grata con una teglia sotto ( se non si possiede una grata realizzare qualcosa di simile usando della carta alluminio in modo che l'anatra non anneghi nei suoi succhi e nel grasso che rilascerà) quindi mettere il tutto in forno in uno dei ripiani alti.
Dopo 20 minuti abbassare la temperatura a 180 gradi e lasciare l'anatra cuocere per circa 2 ore e mezzo (30 minuti in più in caso di anatra da quasi 3 kg)
Ogni tanto svuotare la teglia in cui si raccoglie il grasso (conservatelo, è favoloso per le patate arrosto!)
Per realizzare la salsa mescolare vino e confettura quindi porre il tutto sul fuoco facendo bollire piano per 10 minuti o comunque finchè sarà leggermente addensato.
A fine cottura la pelle dovrà risultare croccante, in caso contrario prolungarla di cinque minuti.
Far riposare l'anatra altri cinque minuti prima di tagliarla in porzioni.
Servirla con la salsa a parte ed il crescione ad accompagnare.
- la ricetta è tutto sommato semplice, solo un po' lunga. Attenzione al peso dell'anatra per aggiustare i tempi di cottura. Il fatto di asciugarla e di salarla abbondantemente sono passaggi essenziali per ottenere quella pelle croccante che tutti si litigheranno.
- essenziale anche cuocerla su una griglia in modo che non anneghi nel suo stesso grasso. E assolutamente, conservatelo come indicato e fateci le patate arrosto: vedrete il paradiso!
- la salsa di accompagnamento è deliziosa. Non risulta troppo dolce grazie al vino ed alla scelta di una confettura abbastanza aspra. Ci sta divinamente.
- Anatre ne ho cotte tante, e di solito lo faccio a bassa temperatura ma la botta di calore iniziale dona un bel colore e, nuovamente, favorisce la formazione della pelle croccante di cui sopra.
mercoledì 10 ottobre 2018
Guacamole...con l'ingrediente segreto!
Sta tutto nel titolo.
Eh si, perchè questo non è un guacamole classico secondo i sacri testi.
E' una variazione sul tema.
Nemmeno tanto stramba o coraggiosa, onestamente.
Eppure, dice l'autrice che a sua volta ha preso la ricetta da Ian Coogan, chef di un noto ristorante di New York, quando la pubblicò per la prima volta sul New York Times si scatenò un putiferio.
Tutti i puristi del guacamole, che evidentemente sono tanti, le si rivoltarono contro.
Il mondo di Twitter fu invaso da migliaia di tweet di condanna, e ben pochi di approvazione.
Sia chiaro, non che lo avessero assaggiato: ma era l'idea dei piselli aggiunti all'avocado che evidentemente ha scioccato il sentire comune sull'argomento.
E se ci aggiungiamo che persino l'allora presidente Obama ed il suo avversario politico Jeb Bush (Melissa Clark, una signora, non lo dice, ma ve lo dico io: Jeb Bush ai tempi raccoglieva fondi per la sua campagna elettorale e prese la palla al balzo, dopo il famoso tweet, per vendere guacamole, a suo dire fatto con la ricetta perfetta, sul suo sito...), per una volta d'accordo su un argomento, ci misero del loro si capisce quale sia stata la portata della cosa.
Sono nati, udite udite, gruppi di assaggio.
Chi promuove, chi boccia.
Che poi volendo essere puntigliosi, l'hummus, per fare un esempio, nasce come fatto con i ceci.
Perchè hummus, in arabo, vuol dire proprio cece.
Poi ovunque è un fiorire di creme simili a base della qualunque, e non ho visto alzarsi stendardi e spade in difesa dell'originale.
Insomma, sono del parere che nel mondo ci sia posto per più di un guacamole.
O no? ;)
- Se si usano piselli freschi, riempire una ciotola con acqua e ghiaccio. In una casseruola portare a bollore dell'acqua salata quindi appena bolle immergervi i piselli per un minuto per mantenerli "al dente". Scolarli e trasferirli immediatamente nella ciotola di acqua ghiacciata.
Se si usano piselli surgelati saltare questo passaggio.
- Accendere il grill del forno alla massima potenza. Mettere uno dei peperonicini in una piccola teglia adatta alla cottura col grill ed arrostirlo, girandolo ogni tanto, finchè sarà bene abbrustolito, circa 2 o 3 minuti. Trasferirlo in una ciotola, coprirla con della pellicola trasparente da cucina e lasciar riposare un quarto d'ora.
Quando sarà possibile maneggiarlo rimuovere la pelle bruciacchiata usando uno strofinaccio, quindi tagliarlo a metà, eliminare i semi e le membrane interne.
Tagliare a metà e rimuovere i semi e le membrane anche all'altro peperoncino, quindi tritarlo.
- Mettere i piselli nel robot da cucina, tenendone da parte due cucchiaiate per la guarnizione finale, ed aggiungere il peperoncino crudo, quello arrostito, il coriandolo e un quarto di cucchiaino di sale.
Frullare finchè il tutto sarà amalgamato ma con ancora qualche pezzetto visibile.
- In una ciotola media amalgamare la polpa di avocado schiacchiata, i cipollotti tritati, il succo e la buccia di lime, mezzo cucchiaino di sale e il mix di piselli.
Assaggiare ed aggiungere più sale e succo di lime, se serve.
Guarnire il guacamole con i piselli lasciati da parte, i semi di girasole tostati, del sale in fiocchi e qualche spicchio di lime.
NOTE
- ricetta semplice e rapida, non presenta alcuna difficoltà pratica. La presenza dei piselli addolcisce il tutto ed a gusto personale, come indicato, ho aggiunto più sale e succo di lime di quanto scritto.
Il coriandolo in casa mia è entrato una sola volta, e volato fuori alla velocità della luce. Da allora viene sempre ed immancabilmente sostituito con il prezzemolo, e qui non si è fatta eccezione.
- l'aggiunta dei piselli fa si anche che la preparazione rimanga di un verde brillante ben più a lungo che con l'avocado e basta.
- se sia buono o meno? E' buonissimo, tenendo a mente che non è il guacamole classico: il mio augusto consorte ha detto che è cento volte meglio, altri dissentivano, altri ancora erano d'accordo.
La controversia è arrivata anche in Medio Oriente, ma devo dire che la maggior parte di chi l'ha assaggiato l'ha trovata una gradevolissima variante dell'originale.
lunedì 1 ottobre 2018
Confettura agrodolce di peperoni
Avete presente un invito dell'ultimo minuto.
Declino, anzi no, magari passo un attimo a salutare.
Che ormai visto il tempo che ho finirà che non andrò più da nessuna parte.
Ah si, tocca portare qualcosa.
Apro il frigo: non è che in casa mia manchino mai gli ingredienti per tirar fuori un piatto.
E' il tempo piuttosto a farsi desiderare.
Una torta ce ne vuole troppo, i biscotti idem.
Forse una di quelle cialtronate senza cottura che ho qui su queste pagine.
Potrei in effetti comprare qualcosa, il meraviglioso super sotto casa ha una sezione pasticceria e sfizi salati niente male.
Ma mi capite, lo so, se dico che è contro la mia religione :)
Quindi ok, mi sa che me la cavo facendo pure finta di aver fatto una roba alla moda.
Che qui i "cheese and fruit platters" vanno alla grande sui buffet chic.
Tanto chic alla fine non sarà, pazienza.
Un po' di formaggi, dell'uva, delle albicocche secche.
Le noci pecan che piacciono a tutti.
I mitici Triscuit, i crackers olio e rosmarino della stessa azienda che produce gli Oreo, e quindi buonissimi.
Ed in mezzo il mio asso nella manica, o nel barattolo.
La confettura di peperoni preparata pochi giorni prima.
Complici i peperoni stessi in super offerta speciale per poi scoprire, ovviamente, che tanto freschi non erano e l'offerta era in realtà una mezza "sòla", come si direbbe a Roma.
Quindi per la regola che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma i peperoni diventano confettura.
Un po' agrodolce, appena appena di piccante.
Sono stata quindici minuti, all'evento dove l'ho portata.
Sono bastati per un numero infinito di richiesta della ricetta.
Ma la migliore, la padrona di casa.
Che assaggiandola, mi fa.
Ora sai che regalarmi per Natale ;)
Divina a dir poco, fatta sempre e mi chiedo perchè mai postata prima. Ottima con i formaggi, con gli antipasti, per gli aperitivi. Ottima da regalare e con il pregio di essere gluten free e vegan.
Fatene scorta, e buon uso ;)
Lavare i peperoni quindi liberarli dal picciolo, aprirli in due ed eliminare tutti i semi ed i filamenti bianchi. Tagliarli quindi a strisce e quindi a dadini.
Metterli in una ciotola capiente con metà dello zucchero, mescolare, coprire con della pellicola e lasciare una notte in frigo.
Il giorno dopo versare nella pentola di cottura i peperoni e tutto il liquido che si sarà formato, aggiungere il resto dello zucchero, l'aceto ed il sale.
Far sobollire piano un'ora circa ed a questo punto dare una frullata con un frullatore ad immersione: il tutto non dovrà ridursi a crema ma solo amalgamarsi un po'.
Rimettere sul fuoco per un'altra mezz'ora ed a questo punto cominciare a controllare la consistenza con la prova piattino: versare un po' del composto in un piattino e mettere in frigo, quindi controllare dopo che si sarà raffreddato.
Continuare la cottura fino a raggiungimento della consistenza desiderata quindi aggiungere un poì dipeperoncino secco, se piace, nella quantità preferita.
Invasare la marmellata calda in barattoli sterilizzati, chiuderli e capovolgerli a formare il sottovuoto.
Lasciarli capovolti fino a completo raffreddamento.
NOTE
- anche il sale può essere un po' aumentato: assaggiate e verificate ma a fine cottura, non aggiungetene troppo all'inizio.
- si conserva per mesi nei barattoli sterilizzati e col sottovuoto. Fate attenzione che i tappi siano a prova di aceto (ormai tutti i tappi lo sono in realtà)
- per sterilizzare i barattoli vuoti : metterli in lavastoviglie con un lavaggio ad almeno 60 gradi e farli asciugare all'interno.
In alternativa passarli in forno a 100 gradi per una decina di minuti, spegnerlo e farli raffreddare completamente all'interno.
giovedì 8 marzo 2018
Gnocchi di mascarpone al pesto...che non si lessano!
Ebbene, sono in rehab.
Rehab da accumulo compulsivo di scorte alimentari.
O almeno ci provo.
Dopo il recente trasloco dal mezzo del nulla alla civiltà lo shock è ancora da superare.
Che shock?
Ma ad esempio quello per cui qui i supermercati vengono riforniti tutti i giorni.
Nello sperduto deserto di prima ricorderete le visite settimanali all'unico super disponibile nelle vicinanze che riceveva scorte solo il giovedì mattina: quello che arrivava, bene.
Quello che mancava, pace.
Ritenta e sarai magari più fortunata la settimana prossima.
A volte lo ero.
Ma la maggior parte no.
Qui invece cominciamo col dire che non ho ancora finito il tour dei super che la piazza offre.
Tutti blandiscono la grande comunità expat di qui facendo a gara ad importare quanti più prodotti una famiglia europea o americana sia interessata a comprare.
Dalle mozzarelle italiane al vero pecorino sardo, al latte di mandorla bio e senza zucchero che amo ai semi di chia.
Carne e pesce di ogni tipo, meravigliosi.
Farine bio, e l'olio di cocco che per me era poco meno del Santo Graal.
Lo yogurt di cocco.
Il mio amato Fruyo.
E non parliamo della sezione dolciumi e biscotti dal mondo.
Signori, qui non solo si trovano banalmente gli Oreo: qui ci sono corridoi dei supermercati a loro dedicati ed a tutte le possibili varianti.
I thin, quelli sottili ma che non mi ispirano, se voglio un Oreo lo voglio intero, non la metà, come quelli mini per lo stesso motivo.
I normali, ok, che poi tanto normali non sono se presenti alla fragola, al peanut butter, alla cannella, alla zucca, all'ignoto gusto "birthday cake" che mi riprometto di scoprire di cosa sappia, alla menta, ricoperti di cioccolato fondente o bianco.
I double stuff, con doppia crema all'interno.
Le Oreo cheesecake surgelate e vendute, opportunamente, anche in fette confezionate singolarmente.
Oreo crust! Ovvero la base già fatta di Oreo sbriciolati come base di altri dolci, venduta anche con apposita teglia usa-e-getta.
Oreo ice cream, nella versione biscotto farcito o tipo classico Cornetto nostrano con i pezzetti di biscotto sopra.
Yogurt con Oreo dentro, e persino le barrette proteiche gusto Oreo (si, queste le ho comprate!)
Ho resistito a tutto (le barrette proteiche non valgono, eh)
Ma dove ho veramente vacillato, dove ho temuto che il rehab da accumulo compulsivo stesse fallendo è stato lì.
Quello scaffale in bella vista.
Just arrived from USA.
Oreo Mega Stuff.
Avete letto bene: c'è il quadruplo della crema di quelli normali.
Ho guardato la scatola imbambolata per un minuto buono.
L'ho rimessa a posto.
Ciao, mi chiamo Stefania ed ho un problema di dipendenza.
E ho deciso mentre scrivo che non mi interessa più superarlo ;)
Pasqua è alle porte e nonostante qui da me come ben sapete non solo non si festeggi la suddetta ma non sia nemmeno festiva la domenica, una bella cena quella sera non ce la leverà nessuno! I menù pasquali degli scorsi anni hanno spesso previsto piatti di carne come pezzo forte, ma ne mangiamo sempre meno...e allora via di primi piatti che poi sono i preferiti dal consorte e dalla sottoscritta.
Tra i primi Pasquali che sto sperimentando questo ha riscosso l'incondizionato amore del severo giudice di casa arabafelice e la preghiera che farà parte dei menù di casa, non solo di quello pasquale!
Se vi piacciono gli gnocchi ecco una variante interessante, e se non vi piacciono o vi hanno stancato ecco un nuovo modo di cuocerli che ve li farà rivalutare.
Come scritto nelle note possono essere anche lessati in maniera tradizionale: ma se posso darvi un consiglio, osate ;)
Preparare il condimento: mettere nel frullatore il parmigiano, l'aglio, il basilico ed i pinoli con un po' di sale. Unire quindi l'olio e frullare a scatti fino ad ottenere una crema. Lasciare da parte.
Preparare gli gnocchi: versare in una ciotola il parmigiano, il timo o origano, il mascarpone, la farina, le uova, sale e pepe a piacere. Girare il composto ed impastarlo fino ad ottenere un panetto morbido e liscio.
Dividerlo quindi in rotolini da cui ricavare degli gnocchi non troppo piccoli.
Mettere quindi sul fuoco una padella con poco olio e burro, farli scaldare, abbassare la fiamma e versare gli gnocchi in un solo strato.
Lasciarli un minuto, quindi molto delicatamente muovendo la padella e usando una spatola girarli. Devono diventare dorati e croccanti da tutti i lati, ci vorranno circa altri 4 minuti.
Versare gli gnocchi nel pesto quindi impiattarli decorando con della rucola, qualche pinolo e una spruzzata di succo di limone.
NOTE
- il piatto è semplicissimo e molto veloce. Volendo gli gnocchi possono essere anche lessati in maniera tradizionale.
- se la padella non è sufficientemente grande per contenere tutti gli gnocchi cuocerne un po' alla volta e tenere gli altri in una ciotola coperti con un foglio di alluminio perchè non freddino.
- gli gnocchi sono buonissimi! Sbizzaritevi con i condimenti. Possono anche essere surgelati dopo la formatura ma prima della cottura.
- non so quanto mangi Lorraine Pascale ma questi gnocchi sono abbastanza sostanziosi quindi noi ci abbiamo mangiato in ben più che quattro persone.
lunedì 20 marzo 2017
Pollo alla paprika, origano e limone
Uno cordiale, allegro, gentile oltre ogni limite ed ormai un caro amico.
L'altro, un collega dell'augusto consorte venuto da lontano conosciuto finora solo di nome.
Ma che sarebbe andata male si è capito subito.
Il primo saluta sorridendo.
Il secondo chiede cosa ci sia per cena.
Esattamente come ho detto: ancora nell'ingresso, quasi preoccupato.
Il saluto non arriverà mai.
Annuncio pasta al pesto, che per quanto possa sembrare banale a voi fortunati, nel deserto è un piatto esotico e pressocchè introvabile.
Tralasciando che la pasta sia fatta in casa ed il pesto quello delle preziose scorte portate dall'Italia.
Non mangio il pesto. Preferisco la pasta in bianco.
Un sasso, al mio posto, sarebbe stato più espressivo.
E di secondo?
Non batto ciglio, e parlo del vassoio di costolette di agnello fritte e presentate con tre salse diverse.
Non mangio l'agnello. C'è del pollo?
Ma il mio consorte lo ha riconosciuto bene lo sguardo assassino, e non so se tema di più per la sua incolumità o quella dell'educatissimo, ehm, ospite.
Scongelo al volo, e lo preparo a tempo di record con una specie di crumble di formaggio ed erbe, che non si dica mai che gli ho fatto la fettina ai ferri
Viene servito il pesto agli altri, a lui la pasta in bianco come ordinato.
Che, per fugare ogni dubbio, non ha previsto aggiunta di olio, burro o chissà quale formaggio.
In purezza appena scolata.
L'agnello al resto dei commensali, ed il pollo a lui.
Ormai lo guardo con un'aria leggermente di sfida, mentre mi sforzo di rimanere educata.
Questo è, accidenti, il mio problema.
Un'educazione perfetta e l'idea inculcata che l'ospite sia sacro.
Ma nonostante tutto?
Non mi guarda nemmeno mentre accuratamente ripulisce il petto di pollo dalla graziosa panatura scartandola verso il lato del piatto.
Ma il bello doveva ancora venire.
Annuncio l'arrivo del dessert, e di nuovo la sua voce.
Sono diabetico.
Quanto mi sia venuto da ridere non riesco nemmeno a descriverlo, mentre gli dico serafica pazienza, dovrà fare a meno della panna cotta.
E di colpo ribatte, quasi spaventato.
No no, questa la mangio!
Come è andata a finire? Mio marito mi ha chiesto scusa in ginocchio per mesi, e con l'altro ospite che aveva riso sotto i baffi tutta la sera conoscendo il soggetto ne parliamo ancora dopo anni.
Il gentleman in questione? Mai più rivisto, ovviamente, e buon per lui più che per me.
Dato che nel frattempo le buone maniere le ho lasciate sotto le palme e dietro ai cammelli ;)
Passando al pollo, che è meglio, correte a farlo perchè veramente non solo è facilissimo, è tutto pronto in tavola in meno di mezz'ora, ma veramente viene fuori una roba incredibile.
Provate e poi venite a dirmi se non avevo ragione!
Mescolare in una ciotola la paprika, il pepe di Cayenna, il cumino e l'origano.
Unire l'olio, un solo cucchiaio di aceto, lo zucchero, sale e pepe a piacere e mescolare.
Togliere da questo mix due cucchiaiate che vanno messe da parte.
Aggiungere al resto della marinata gli spicchi d'aglio schiacciati e il pollo, girando perchè sia ben coperto.
Versare quindi il tutto su una teglia coperta con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 250 gradi per circa 15-18 minuti, o comunque finchè dorato e ben cotto.
Mentre il pollo cuoce mettere il pane a pezzi, l'acqua, il cucchiaio di aceto rimasto e i duc cucchiai di marinata lasciati da parte in un piccolo robot da cucina, facendo andare le lame finchè il tutto è amalgamato.
Servire il pollo con la salsa preparata e degli spicchi di limone.
NOTE
- la ricetta si fa letteralmente da sola, salsa a parte. L'ho servito anche senza salsa di accompagnamento e credetemi, ci siamo leccati le dita anche così.
- le spezie usate sono di uso comune, secondo me le avete tutte in casa.
- il brown sugar è uno zucchero bianco addizionato di melassa. Si trova ormai anche in Italia ma se proprio fosse irreperibile buttatevi sullo zucchero di canna, tenendo a mente che è un'altra cosa ;)
lunedì 13 marzo 2017
Terrina di verdure e mousse al pomodoro in crosta di porri
Morta.
O meglio fingermi morta.
Questo l'impellente desiderio leggendo della sfida di MTChallenge di questo mese.
Una terrina per cui ci vuole un recipiente che non ho.
Che non posso acquistare perchè sono nel mezzo del deserto.
E no, Amazon non consegna nei luoghi dove le vie non hanno nomi nè numeri civici.
Con ingrediente fondamentale la gelatina.
La colla di pesce, che sarà mai.
Nulla, tranne che nei Paesi islamici la nostra colla di pesce ricavata dal maiale è per ovvi motivi bandita e se ne trova una "halal" ovvero permessa estratta dal manzo con la quale non mi sono mai trovata bene.
Uhm, confessiamo.
Ne ho una piccola, preziosa scorta portata dall'Italia.
Tanto non grunisce e non sembra salame, non l'hanno mai confiscata.
Ma religiosamente conservata perchè quando finisce, finisce.
E addio panna cotta, budini e bavaresi.
Ok, Giuliana, solo perchè sei tu :)
Poi leggo che la terrina si può fare di verdura e quindi l'obbligo del recipiente mi pare venga meno.
Non so nemmeno se ho azzeccato tutte le regole.
Ma ci tenevo troppo a provare.
Ispirata alla ricetta che è conservata da non so quante decine d'anni in quell'agenda gialla e marrone che è appartenuta a mia madre e ora ho io.
Un foglio strappato ad una rivista, e non ricordo quale.
Quella ovviamente più ricca e complessa, questa figlia del ricordo di una foto che mi incantava.
Un piatto fresco, adatto al clima dove vivo e dove non c'è nessuno che non abbia fatto il bis dopo la prima fetta con la scusa che tanto è leggera, no?
Ma adatto anche ad una tavola pasquale.
Due giorni, Giuliana, due giorni ci ho messo!
Ma accidenti se ogni tanto vale la pena far finta di non essere cialtrona :)
Con questa ricetta partecipo a MTChallenge di questo mese che vede Giuliana lanciare il guanto di sfida sulle terrine.
Per prima cosa foderare lo stampo con pellicola trasparente in modo che sporga bene e in abbondanza dai quattro lati.
Tagliare dai porri le foglie ben verdi, lavarle e lessarle in acqua bollente salata per 14 minuti, usando una pentola molto capiente.
Scolarle su una superficie piana ed asciugarle con della carta da cucina.
Appena saranno raffreddate abbastanza da poter essere maneggiata prenderne una alla volta ed aprirla facendo scorrere le dita all'interno, vedrete che si aprono con facilità.
Foderare quindi lo stampo con le foglie, sovrapponendole e lasciando che sporgano dai lati in modo da poter alla fine essere richiuse.
Per il mio stampo sono bastate le foglie di sei porri.
Prendere i porri a cui sono state tagliate le foglie e tagliarli a metà per il lungo ma senza arrivare a separarli in fondo. Lessarli per dieci minuti in una pentola capiente piena di acqua bollente salata e scolarli in piano su una teglia, cercando di eliminare quanta più acqua possibile.
Tagliare le carote molto sottili (ho usato uno spiralizer, l'attrezzo per fare gli spaghetti di verdura) e stufarle in poco olio in una larga padella per circa cinque minuti, tagliate così sottili ci vuole poco a farle ammorbidire. Salare e lasciare da parte.
Lessare i fagiolini in acqua bollente salata lasciandoli leggermente al dente e lasciarli da parte, cercando sempre di tamponare quanta più acqua possibile.
Arrostire i peperoni in forno a 200 gradi per circa 45 minuti, a seconda della dimensione degli stessi. Tirare fuori dal forno e lasciarli riposare in una ciotola coperta con pellicola.
Quando saranno abbastanza tiepidi spellarli e dividerli in falde più o meno uguali, tamponandoli con carta da cucina e lasciare da parte.
Preparare la mousse di pomodoro: incidere sui pomodori una croce sulla buccia senza andare troppo in profondità. Mettere una pentola di acqua sul fuoco e quando bolle immergere i pomodori per circa un minuto, quindi trasferirli subito in una ciotola di acqua ben fredda.
Spellarli usando l'incisione a croce come punto di partenza, eliminare i semi e frullare la polpa.
Farla restringere un poco sul fuoco quindi condire con del sale e mettervi dentro le foglie di basilico spezzettate con le mani. Coprire e lasciare in infusione per mezz'ora, quindi passare da un colino per eliminare il basilico.
Ammollare la colla di pesce in acqua fredda per circa 10 minuti, quindi strizzarla benissimo ed unirla mescolando al pomodoro tiepido, mettendo il tutto su fuoco bassissimo solo il tempo che la gelatina si incorpori.
Lasciar tornare a temperatura ambiente.
Misurare 180 ml di liquido dal composto di pomodoro appena preparato e quando freddo unirlo con delicatezza alla panna che sarà stata montata ben soda con sale e pepe a piacere.
Non usare cucchiai o mestoli, meglio una frusta a mano per incorporare il liquido che va aggiunto a poco a poco.
Comporre quindi la terrina adagiando i porri lessati ora divisi a metà con la parte piatta rivolta verso l'alto, facendo attenzione che siano asciutti.
Coprire con circa un centimentro di mousse di pomodoro e mettere la terrina cinque minuti in freezer.
Ora fare uno strato di carote, versare la mousse e rimettere in freezer.
Fare lo stesso con lo strato di fagiolini e terminare con i peperoni, sempre ben asciutti come il resto delle verdure.
Chiudere quindi le foglie di porro sulla terrina ed avvolgere con la pellicola trasparente che pende dai lati.
Mettere in frigo per almeno sei ore, ma meglio una notte.
Per la salsa allo yogurt mescolare tutti gli ingredienti.
Per la salsa al pomodoro procedere con i pomodori come fatto su per la terrina. Tagliuzzarli a quadretti ed unirli al resto degli ingredienti.
Al momento di servire rivoltare la terrina sul piatto da portata, sarà facile aiutandosi con la pellicola che andrà staccata con delicatezza.
Usando un coltello a lama lunga e senza premere, ma piuttosto affettando come fareste per un filone di pane tagliare delle fette sottili che andranno adagiate sui piatti ed accompagnate dalle salse a piacere.
NOTE
- il piatto non è complicato ma solo lungo, ho preparato le verdure il giorno prima rispetto a quello in cui ho effettivamente composto la terrina, e servita quello dopo ancora.
- fare attenzione che le verdure siano bene asciutte prima di essere utilizzate: una terrina annacquata non è il massimo...
- questa dose di gelatina è sufficiente perchè la mousse sia morbida senza risultare imbalsamata.
- se avete paura a tagliare le fette mettete la terrina in freezer una decina di minuti prima di tagliarla e soprattutto non premete con il coltello. Siate delicati e le fette usciranno perfettamente. Andranno spostate con una spatola.







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