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martedì 18 aprile 2017

Mini pavlove al mango e cocco


Quando cercate un dolcino, ed i libri che possedete sono troppi.
Troppe le ricette segnate da provare.
Troppi gli ingredienti che mi mancano per l'una o per l'altra.
Perchè diciamolo, la vita nel deserto può essere frustrante.
Un giorno arrivano i lamponi dal Messico, e quello dopo non si sa perchè al super manca il latte.
I finocchi costano un mutuo, ma almeno ogni tanto arrivano.
I carciofi nemmeno pregando in tutte le lingue e dicendo che sul prezzo possiamo, ehm, trattare.
Però c'è il latte condensato al cioccolato, per dire.
Le peanut butter cups della Reese's.
E anche la crema spalmabile della stessa marca al cioccolato e burro d'arachidi.
Gli Oreo di tutti i colori, compreso al tè matcha per un periodo.
Coca Cola a tutti i gusti immaginabili.
Un secchio, avete capito bene, un secchio da cinque chili della nostrana Nutella.
Che ancora non ho avuto il coraggio di comprare nonostante il lampante affarone che farei.
Il panko per la frittura, e poi non c'è un pangrattato decente che mi tocca fare da me.
I sughi per la pasta di Jamie Oliver.
Spinaci freschi che nemmeno il santo Graal, solo una poltiglia surgelata che ormai mi rifiuto di comprare perchè veramente, capisco che polverizzare sia di moda ma qui dello spinacio non c'è nemmeno lo scarto.
Al suo posto la crema di cocco.
Ed edamame come se piovesse.
I Malteser.
Ed anche di questi la crema spalmabile, ora che ci penso.
Ogni tipo possibile di burro di arachidi.
Anche i drink di Starbucks confezionati in comode cup da passeggio.
La quinoa, anche quella bicolore, in fiocchi o barrette.
E manco uno straccio di farina decente.
Del riso non parlo nemmeno.
Piuttosto la crema Lotus, ora anche in versione crunchy, e il Lotus crumble!
Un cibo per gatti ai gusti , giuro, Tuna Tuscany e Wild Salmon Primavera.
E per il salmone da consumo umano devo invocare Lari e Penati ( la Banca Centrale Europea, quando poi arriva...)
Il Philadelphia di ogni colore, sapore, confezione e consistenza.
Il Mascarpone, si, a volte c'è.
Ma ad un prezzo che nemmeno il fatto di essere al limite della disperazione giustifica, specie da quando ho imparato che si può fare in casa con grosso giovamento delle finanze familiare.
Per farla breve per le schifezze sono perfettamente equipaggiata.
Quindi be prepared ;)

Per il dolce di oggi non vi serviranno ingredienti introvabili, a meno che non viviate in un deserto simile al mio: nel qual caso armatevi di pazienza e fatevi il mascarpone perchè viene una roba che definire divina è poco.
La Pavlova è un grande amore di questo blog, e soprattutto della sua autrice...come sa bene la mia amica Lu che mi ha regalato un libro sull'argomento, quella disgraziata!!!! ;)
Provate seguendo la ricetta alla lettera: sarebbero andate bene anche per Pasqua, visto che in realtà sembrano uova al tegamino!



Mini Pavlove Mango-Cocco
da Pavlova, meringhe & Co., di Lene Knudsen

per i gusci
3 albumi
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero a velo setacciato
10 gocce di succo di limone
un pizzico di sale

per la crema
125 g di mascarpone
75 g di yogurt greco
2 cucchiai di zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaio di noce di cocco tostata (vedere la nota)

per la decorazione
1 mango piccolo
1 cucchiaino di noce di cocco tostata per ogni pavlova


Sbattere gli albumi con le fruste o in planetaria aumentando gradatamente la velocità, quando cominciano a montare versare lo zucchero semolato poco alla volta (se lo unite tutto insieme si smonta tutto!) sempre montando.
Quando il tutto è bene a neve ferma unire il limone, quindi unire lo zucchero a velo in un paio di volte e sbattere ancora 5 minuti.
Versare la meringa in una tasca da pasticceria con bocchetta dentellata da 2cm e tracciare sulla teglia coperta da carta forno imburrata (o spruzzata con spray staccante per dolci) 4 cerchi da 10 cm di diametro.
Formare quindi dei nidi risalendo i lati fino a creare delle pareti di circa 6 cm (io 5) di altezza. Cuocere in forno preriscaldato a 100 gradi per un'ora e lasciar raffreddare nel forno spento per un'altra ora.
Per la crema: sbattere il  mascarpone con la vaniglia, lo yogurt e la noce di cocco. Unire quindi lo zucchero e sbattere nuovamente.
Tagliare il mango in due, snocciolarlo, sbucciarlo e tagliare la polpa a pezzi. QUindi frullarla.
Rivestire il fondo e le pareti dei nidi con un po' di crema. Completare con la polpa di mango frullata e spolverizzare con noce di cocco tritata.
Servire dopo un paio d'ore di frigo.

NOTE

- la polpa di cocco fresca non si trova dalle mie parti, ho trovato della farina di cocco morbida e non secca che ho usato al suo posto, tostandola leggermente dove richiesto.

- i gusci di meringa si possono preparare anche con cinque giorni di anticipo e si conservano in un recipiente a chiusura ermetica. Ovviamente si conservano vuoti, non farciti.

- La crema può essere preparata con qualche ora di anticipo, ma meglio farcire i dolci non più di due/tre ore prima di servirli.


lunedì 19 settembre 2016

Meringa alle noci con mele e crema pasticciera



Come ho già detto per altri libri, è mia personale debolezza esplorare subito la sezione dolci.
La golosa patentata che è in me è sempre alla ricerca di qualcosa che incuriosisca insieme a solleticare il palato.
Qui con i sapori andavo sul sicuro, ma mi interessava questa crema così poco dolce in un contesto dove di solito si trova la panna montata non dolcificata.
Sarebbe stato passabile, buono, eccezionale o niente di che?
E amor di scienza ha imposto una prova ;)

WALNUT MERINGUE WITH APPLES AND CUSTARD
per 6 persone
da The Kitchen Diaries III di Nigel Slater

per la meringa
250 g di zucchero semolato finissimo
6 albumi
un cucchiaio di amido di mais
2 cucchiaini di aceto di vino bianco
50 g di gherigli di noce
per la crema
600 ml di latte
una bacca di vaniglia
6 tuorli
50 g di zucchero semolato finissimo
2 cucchiai di amido di mais

per le mele
500g di mele dolci
50 g di burro
una manciata di mandorle a lamelle
 
 
Versare il latte in un pentolino antiaderente ed aggiungervi la bacca di vaniglia tagliata a metà ed i semini che saranno stati prelevati a parte con la punta di un coltello.
Portare quasi ad ebollizione quindi spegnere il fuoco e lasciare da parte.
Mischiare i tuorli con lo zucchero usando un cucchiaio di legno quindi unire l'amido. Versare il latte ormai tiepido sul composto di tuorli sempre mescolando, quindi rimettere il tutto su fuoco moderato e, girando sempre, aspettare che la crema ispessisca.
Versarla quindi in una ciotola ed aspettare che sia abbastanza fredda per poter andare in frigo, dove addenserà ulteriormente.

Intanto preriscaldare il forno a 200 gradi.
Versare lo zucchero per la meringa in una teglia in uno strato sottile e metterlo in forno per circa cinque minuti, per scaldarlo.
Intanto versare gli albumi in una ciotola abbastanza profonda e cominciare a montarli usando uno sbattitore elettrico o una planetaria. Quando saranno gonfi e spumosi unire lo zucchero scaldato, un cucchiaio alla volta e continuare montare con le fruste a velocità elevata.
Continuare a montare per circa cinque minuti quando tutto lo zucchero sarà stato unito, finchè la meringa sarà lucida e manterrà la forma.
Unire quindi l'aceto e l'amido.

Mentre gli albumi montano tostare le noci in un padellino finchè la pelle scurisce, quindi strofinarle con un canovaccio per eliminare parte della pelle. Rimetterle quindi nel padellino per tostarle ulteriormente, facendo attenzione a non bruciarle. Tritarle grossolanamente.
Unirle quindi alla meringa ormai pronta e versarla in una teglia rettangolare circa 32 cm per 22 cm foderata con carta forno, appiattendola in modo da ottenere un rettangolo abbastanza uniforme.
Metterla in forno ed immediatamente abbassare la temperatura a 140 gradi.
Cuocere per 45 minuti, finchè l'esterno risulterà croccante ma l'interno ancora morbido (marshmarmelloso, dice Slater, e rende l'idea). Lasciar raffreddare.

Preparare quindi le mele togliendo il torsolo ed affettandole sottilmente.
Cuocerle nel burro finchè saranno morbide ma non sfatte.
Tostare le mandorle.
Quando la meringa è fredda usando un cucchiaio formare sei piccole cavità nella meringa che andranno riempite con la crema fredda. Completare con le mele tiepide e spolverizzare con le mandorle a lamelle tostate.

NOTE

- la preparazione sembra indaginosa ma in realtà i passaggi sono tutti semplicissimi e Slater ne spiega la naturale sequenza cronologica, per cui in realtà ci vuole molto meno di quel che sembri.

- il passaggio in forno dello zucchero è spesso usato dai pasticcieri per eliminare eventuale umidità residua e favorire una meringa più stabile.

- la crema è in effetti molto poco dolce, ma proprio poco. E quindi assolutamente perfetta con la dolcezza della meringa, ma più interessante della "solita" panna montata.

- il passaggio di spellare le noci è alla fine l'unico che persino Slater definisca veramente noioso, ed aggiungo "time-consuming", ovvero fa perdere un sacco di tempo. Ma le noci ovviamente ci guadagnano in sapore.

- le mele richieste dalla ricette sono di tipo dolce.
Faccio ammenda ed ammetto di aver usato le Granny Smith ma non per pura disobbedienza, ma perchè se vivete in un paesino sperduto tra la Mecca e la Medina nei giorni della sacra festa del sacrificio, ovvero in una settimana in cui è come se fosse ogni giorno Natale per noi, è già un miracolo che si riesca a reperirne tre di numero. E non si va tanto per il sottile sulla qualità. Ed a proposito di Natale, questa ricetta è segnata al 26 di Dicembre...

- Slater raccomanda l'uso di una planetaria per montare gli albumi, in effetti il volume della meringa montata è tale che delle normali fruste elettriche farebbero fatica. Ma sicuramente funzionano lo stesso.

- in questo dolce è l'insieme che fa il miracolo. La meringa da sola è, appunto, una meringa con le noci dentro,  la crema non particolarmente dolce e le mele...solo delle mele ripassate. Mettete tutto insieme e poi ne riparliamo.
 

lunedì 7 marzo 2016

Pavlova al limone e mandorle


Certo te la sei cercata.
Proprio qui.
In uno dei Paesi islamici più conservatori ed osservanti.
Che razza di idea.
Te ne vai in giro con le braccia scoperte.
La testa pure.
Che scandalo.
Hanno fatto benissimo a portarti via con la macchina della polizia religiosa.
Che qui in realtà si chiama Commissione per la Prevenzione del Vizio e la Promozione della Virtù.
Un compito elevatissimo, controllare che nessuno di noi sgarri dalla retta via.
Anche tu.
E non importa che tu sia una bambola gigante.
O meglio un povero lavorante pagato per vestire un costume da principessa dei cartoni.
Stai sulla strada per pubblicizzare un negozio di dolciumi ed attirare i bambini.
Sei ovviamente un insulto alla pubblica moralità.
Un incentivo a comportamenti scellerati.
Un esempio che potrebbe deviare le nostre menti.
Sia mai che vedendoti ci venga voglia di metterci un vestito da principessa.
Le tue foto nel cellulare della polizia fanno quasi ridere, se non fossero tragiche.
Hanno arrestato una bambola.
Ma sul serio.
Vabbè che qui i pupazzi di neve sono considerati anti-islamici.
E Topolino un agente di Satana.
Dei Puffi nemmeno parliamo, per carità.
Che poi a pensarci bene vivono tutti a torso nudo.
E con una sola donna nel villaggio.
Non commento, lo sapete.
Riporto un fatto.
Però spero che l'abbia detto, il poveretto appena si sarà tolto il costume incriminato.
Non è colpa mia.
E' che mi disegnano così :)

Riprendiamo fiato, è il caso di dirlo, con un dolce che vi OBBLIGO a provare se come me amate meringa e limone. Nigella dice che è come una specie di lemon pie  al contrario ma non rende.
E' il paradiso del lemon curd che annega nella meringa, la panna e le mandorle.
Uno di quei dolci assassini che non riuscirete a smettere di mangiare.
Una roba divina.
Lo so che la foto non rende, ma immaginatemi in cucina a cercare di scattare di nascosto mentre gli ospiti sono a tavola...
Su, che di sicuro avete qualche albume da riciclare ;)



LEMON PAVLOVA
per un dolce da circa 23 cm di diametro
da Simply Nigella di Nigella Lawson

6 albumi
375 g di zucchero semolato
 2 cucchiaini e mezzo di amido di mais (maizena)
2 limoni bio
50 g di mandorle a lamelle
300 ml di panna fresca da montare
un barattolo di lemon curd da 375 g

se preferite fare il lemon curd a casa:

2 uova grandi
2 tuorli
150 g di zucchero
succo e buccia grattugiata di due limoni grandi
100 g di burro


Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Battere gli albumi finchè cominciano a montare ma ancora non sono ben sodi, aggiungere quindi sembre battendo con le fruste (o in una planetaria) un cucchiaio di zucchero alla volta.
Quando la meringa sarà ben soda e tutto lo zucchero amalgamato unire l'amido, la buccia grattugiata di un limone e 2 cucchiaini del suo succo.
Amalgamare velocemente con una spatola e non con le fruste quindi versare il composto in una teglia coperta con carta forno (imburratela, è meglio, o spruzzatela con spray staccante) ed allargarlo in un cerchio di circa 23 cm di diametro.
Infornare ed IMMEDIATAMENTE ABBASSARE IL FORNO a 150 gradi. Cuocere per un'ora quindi spegnere il forno e lasciare la meringa dentro con la porta socchiusa finchè raffredda completamente.
Intanto tostare velocemente in padella le mandorle finchè saranno colorite, ed a parte montare la panna (non troppo, deve rimanere un po' morbida) e tenerla in frigo.
Circa un'ora prima di servire spalmare delicatamente il lemon curd sul dolce, coprire il curd con la panna ed infine completare con le mandorle e la buccia grattugiata dell'altro limone.
Tenere in frigo.
Se preferite fare il lemon curd in casa Nigella dà la sua ricetta: mettere succo di limone, buccia, uova, tuorli e zucchero in un pentolino e girare velocemente con una frusta a mano, unire quindi il burro a pezzetti e mettere tutto su fuoco medio, girando sempre.
Il composto pian piano addenserà (ci vogliono pochi minuti).
Trasferirlo in una ciotola, farlo raffreddare a temperatura ambiente e poi in frigo.


NOTE

- la base di meringa può essere preparata il giorno prima, tenetela al riparo dall'umidità, meglio se in un contenitore ermetico.

- il curd può essere preparato diversi giorni prima e tenuto in frigo, idem le mandorle.

- Nigella usa un lemon curd acquistato: suggerisce, nel caso, di assaggiarlo sempre ed eventualmente aggiungere un po' di succo di limone, visto che quelli comprati sono spesso molto dolci.

- la pavlova assemblata è buona anche il giorno dopo ma avrà perso un po' di croccantezza.

 - la cottura di Nigella è piuttosto veloce e la meringa colorisce un pochino. Se avete tempo, potete preriscaldare il forno a 150 gradi, infornare ed abbassare immediatamente a 100 gradi. Continuare la cottura per un paio d'ore, facendo freddare con lo stesso procedimento indicato nella ricetta.

- se preferite un lemon curd con meno burro qui la ricetta di Martha Stewart.

- pazzi per la Pavlova tanto quanto me? Allora sul blog trovate anche quella classica, quella con lo yogurt ed il marshmallow ed anche una al cappuccino! Qual è la vostra preferita? :)

lunedì 19 ottobre 2015

Pavlova al cappuccino



Nigella Lawson dice di essere fierissima di questa ricetta.
Allora, non ho tempo per perdermi in ciance.
Ma sappiate che doveva essere per otto.
Ce la siamo mangiata in quattro.
E non è finita la sera stessa perchè tutti ci siamo vergognati come cani.
Fatta per festeggiare il compleanno dell'augusto consorte, grande amante di meringhe & simili.
Praticamente, come dice l'autrice, una meringa al caffè con panna montata e cacao.
E si che sono più da dolci con la frutta.
Ma al momento sono ancora convinta che sia una delle robe più buone mai uscite dalla mia cucina.
Ed entrata nelle nostre pance.
Non fatevi ingannare dalla foto fatta in fretta e furia sul piano della cucina: è molto, molto più bella dal vivo (soprattutto se non ce ne manca già metà....:)



CAPPUCCINO PAVLOVA
da Nigellissima di Nigella Lawson
per un dolce da 23cm di diametro

250 g di zucchero semolato
4 cucchiaini di caffè istantaneo solubile in polvere (non in granuli)
4 albumi freschi o pastorizzati
un pizzico di sale
2 cucchiaini di amido di mais
1 cucchiaino di aceto bianco
300 ml di panna fresca da montare
1 cucchiaino di cacao in polvere di buona qualità


Preriscaldare il forno a 180 gradi e foderare una placca da forno con carta forno.
Imburrarla leggermente (consiglio mio, si stacca meglio)
Mischiare in una ciotola lo zucchero con il caffè istantaneo.
A parte cominciare a montare gli albumi con il pizzico di sale finchè non cominceranno ad essere gonfi e spumosi.
A questo punto unire a poco a poco il mix di zucchero e caffè.
Continuare a montare finchè si otterrà una meringa soda e di un bel colore écru.
Alla fine unire l'amido e l'aceto.
Versare la meringa sulla carta forno e modellarla in un cerchio da 23 cm di diametro, cercando di farla perfettamente piatta in superficie.
Infornare ed immediatamente abbassare il calore a 150 gradi.
Cuocere per un'ora, quindi spegnere il forno e lasciar raffreddare la meringa completamente all'interno.
Una colta che è perfettamente fredda rovesciarla così che la base risulti ora in alto (si può evitare...) e staccare delicatamente la carta forno.
Montare la panna e versarla sul dolce.
Cospargere con il cacao e servire.


NOTE

- la meringa può essere cotta un giorno in anticipo ma il dolce va assemblato al massimo mezz'ora prima di servirlo per evitare che la meringa si ammorbidisca troppo.

- rispetto alla ricetta originale non trovo necessario rivoltare la meringa sotto-sopra: è fragile e rischiate comunque che si rompa di più, anche se il suo aspetto pieno di crepe è parte del suo fascino.
Basterà sfilare la carta forno che avrete imburrato da sotto e far scivolare il dolce sul piatto da portata.

- fare attenzione che il caffè solubile sia effettivamente in polvere: i granuli non si scioglierebbero bene nella meringa.

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