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martedì 18 maggio 2021

Brownie al cioccolato e...l'ingrediente segreto!

 


 Ve lo dico subito: preparatevi
Preparatevi ad impiastricciare la cucina come non mai.
Tutto viola, ovvio.
Alla barbabietola così grossa che per cuocerla ore ce ne sono volute due.
A realizzare in corso d'opera che il robot da cucina non è abbastanza grande per contenere il composto da frullare, ed esce dal coperchio.
A versarlo nell'altro frullatore, quello grande per davvero, che non avete tirato fuori per pura pigrizia.
Ad affettare la barbabietola per la decorazione insieme al vostro dito.
A versarlo, ormai senza più poesia, nella teglia preparata quasi segretamente sperando che venga male per poterlo bocciare, e vendicare quindi il lavoro extra, la cucina disastrosa, il dito mezzo andato.
Ad assaggiarlo quindi, prevenuti.
E ricredervi.
Si, perchè se fino all'ultimo mi sono chiesta se tutto il lavoro giustificasse la presenza di un dolce con dentro una barbabietola nella mia vita ebbene, la risposta è stata si.
Un brownie tra i migliori mai fatti, morbido, cremoso e che comunque si taglia in porzioni perfette.
Fate anche voi il quiz dell'assaggio.
Il mio augusto consorte ha temuto un depistaggio vedendo la barbabietola sulla superficie ed ha azzardato carote?
Ma solo perchè sapeva solo che avrebbe dovuto nominare qualcosa di strano!
Un'ultima nota e poi correte a farlo: la barbabietola non rende questo dolce più sano, meno calorico, meno ricco.
Solo meravigliosamente morbido, e fa si che la farina senza glutine (che ho usato per testarne la riuscita) lavori benissimo e non faccia rimpiangere quella comune.
E' solo più buono, non più salutare ;)

 

BLENDER BEETROOT BROWNIE (BBB)

da In Praise of Veg di Alice Zaslavsky

un'arancia, meglio se biologica
una barbabietola più o meno della stessa dimensione dell'arancia, più un'altra piccola per la decorazione
200g di burro fuso
200g di cioccolato fondente fuso, più altri 50g per la copertura
3 uova
220g di zucchero semolato
un cucchiaino di estratto o pasta di vaniglia
200g di farina di mandorle
75g di farina senza glutine (o farina comune)
55g di cacao amaro in polvere
70g di noci
un cucchiano di lievito per dolci
la punta di un cucchiaino di sale in fiocchi
yogurt, per servire

 

Bollire l'arancia intera e la barbabietola insieme, in una pentola con acqua abbondante aggiungendone sempre quando evapora. Cuocere per circa un'ora o comunque finchè saranno morbide ed uno spiedino le attraverserà facilmente.
Foderare con carta forno una teglia da brownie da 30x20cm oppure una pentola di ghisa (per quest'ultima basta foderare solo la base).

Quando la barbabietola non è più così calda da non poter essere maneggiata sfregarla con della carta forno o con il lato di un cucchiaino per rimuovere la buccia.
Preriscaldare il forno a 180 gradi.

Mettere la barbabietola tiepida, l'arancia, il burro ed i 200 g di cioccolato fuso nel frullatore o in un robot da cucina. Frullare finchè il tutto diventa una pasta liscia.
Aggiungere uova, zucchero e vaniglia e frullare a scatti solo per amalgamare.
In una ciotola a parte amalgamare farina di mandorle, farina senza glutine, le noci, il cacao ed il lievito. Versare questo mix nel frullatore e far girare le lame solo il tempo di amalgamare.
Non frullare troppo o il risultato sarà un mattone!
Versare il composto nella teglia preparata, cospargere con i 50g di cioccolato a pezzetti e con delle fette sottili della barbabietola tenuta da parte. Cospargere infine con il sale.
Cuocere per 40-45 minuti, finchè l'interno sarà ancora morbido: qui la prova stecchino non fa fede.
Servire tiepido con dello yogurt per accompagnare, oppure mettere in frigo.
Si conserva perfettamente anche una settimana.


 

NOTE

- se siete alla ricerca di un dolce gluten free buonissimo, non troppo complicato e che venga umido e morbidissimo lo avete trovato. Ma anche con la farina comune viene benissimo. Il colore è stupendo, una specie di burgundy veramente incantevole. E se non è il colore che deve impressionare in un dolce ma il sapore, allora si va sul sicuro. Ovviamente non riconoscerete la barbabietola ma più l'arancia con il suo contrasto con il cioccolato. Se conoscete e soprattutto vi piacciono quelle tortine confezionate che si chiamano Jaffa Cakes (non sono sicura si trovino in Italia, a dire il vero) allora è il dolce per voi: assomiglia moltissimo!

- il procedimento in sè non è complicato, solo lungo in alcuni passaggi. Mi sono amaramente pentita di aver preso una barbabietola grossa come l'arancia perchè ci ha messo una vita a cuocersi! Con due più piccole avrei fatto prima. Il composto è parecchio, e nonostante il mio robot da cucina sia grande ho dovuto virare sul Vitamix per evitare di avere composto viola da tutte le parti. Tenetelo presente.

- come detto il composto riempie una teglia piuttosto grande. Dello skillet non viene messa la dimensione ma il mio da 30cm è andato benissimo.

- il dolce è denso, umido e compatto. Un vero e proprio brownie. Attenzione a non lavorare troppo l'impasto nè a cuocerlo troppo. La prossima volta voglio cuocerlo ancora meno, per un vero e proprio effetto tipo "lava cake".

- tiepido era molto buono, ma secondo me imbattibile freddo di frigo: l'interno diventa quasi una mousse. Complice i miei attuali 45 gradi all'ombra ho preferito questa seconda versione. Addirittura il secondo giorno è forse anche più buono.

- l'unico punto su cui mi sento di dissentire è lo yogurt di accompagnamento: non so se sia per intenti salutari o salutistici ma con un dolce denso come questo ho preferito della normale panna montata per la versione fredda e una pallina di gelato per quando l'ho assaggiato tiepido.

lunedì 2 novembre 2020

Fudge facilissimi agli Oreo

 

 

Voi in quasi-lockdown, noi no: qui in Arabia il coronavirus non ha ancora deciso di colpire con la seconda ondata o forse funzionano bene quelle pene severe per chi non rispetti le effettivamente poche regole che ci consentono di portare avanti una vita normale.
Il "nuovo" normale, si intende, quello in cui siamo sempre mascherati, testati, distanziati, disinfettati, vaccinati.
Ma insomma, si può fare ;)
Cosa non si può fare è pensare a cuor leggero ad un rientro in Italia almeno per Natale: sarà il nostro Paese di nuovo in liste nere o nerissime? Sarà chi ci passa di nuovo bandito dall'Arabia Saudita come all'inizio della pandemia?
E chi lo sa.
Quindi vi prego: rispettate le regole perchè dopo praticamente un anno che non possiamo rientrare il pensiero di non poterlo ancora fare è veramente devastante.
In mio soccorso arriva una lettrice e collega di blog, Deb.
Mi scrive che ha letto una ricetta che contiene in un colpo solo tutti gli ingredienti che mi piacciono.
Accidenti, se ha ragione.
E accidenti, che brutta fama mi sono fatta.
Insomma, Deb ci ha azzeccato e non la ringrazierò mai abbastanza.
Fatela anche voi, e la ringrazierete a profusione pure voi ;)



OREO FUDGE
da Suburbansimplicity.com
per una teglia quadratada 20 cm di lato

una lattina di latte condensato da 397 g
24 biscotti Oreo
340 g di cioccolato bianco di buona qualità

 

Mettere 20 Oreo (lasciarne 4 da parte) in un sacchetto e con l'aiuto di un mattarello o di un bicchiere romperli in pezzi non troppo fini.
In un pentolino scaldare latte condensato e cioccolato bianco su fuoco molto basso, mescolando continuamente finchè il cioccolato sarà fuso e ben amalgamato.
Versare immediatamente le briciole di biscotti, mescolare e versare il tutto nella teglia foderata con carta forno.
Ora spezzettare grossolanamente i 4 Oreo lasciati da parte e spolverizzarli sulla superficie, pressandoli un poco.
Mettere in frigo qualche ora ed infine tagliare a cubetti con un coltello a cui avrete scaldato leggermente la lama.

NOTE

- non so se in Italia si trovino le barrette della Hershey al cioccolato bianco gusto "cookies&cream": bene, queste sono la quasi-perfetta imitazione. Se vi piacciono quelle, adorerete questi fudge.

- si mantengono benissimo in frigo e potete anche surgelarli. Anche a temperatura ambiente, se non fa troppo caldo, vanno benissimo e possono essere confezionati per la scatole di Natale (no, non mi ricordate il Natale, va...)

- per quanto la ricetta sia una vera e propria cialtronata non fate l'errore di usare un cioccolato bianco di bassa qualità: si scioglie male e rischiate di ritrovarvi una marea di grumi nel latte condensato. A quel punto è irrecuperabile!


venerdì 16 ottobre 2020

Blondies alle nocciole e cioccolato

 

 

 Racconta l'autore del libro da cui questa ricetta è tratta che si, l'Italia ha donato al mondo un numero infinito di bontà in ambito culinario ma dovendone nominare una allora questa è sicuramente la gianduja: la meravigliosa pasta di cacao e nocciole nata per far fronte alla cronica mancanza di cacao diventato costosissimo durante il blocco economico voluto da Napoleone e che i pasticceri torinesi decisero di sostituire in parte con le nocciole del Piemonte, decisamente meno care e soprattutto più facilmente reperibili.
Il resto è storia, e sono certa la conosciate tutti.
La ricetta è stata modificata e perfezionata nel tempo fino ad arrivare alle versioni che possiamo gustare oggigiorno. Potrei citarne molte, di marchi famosi, eleganti e raffinati...ma il mio pensiero ed il mio cuore vanno, rapiti, ad una delle figlie più maltrattate: la Nutella :D
Questi blondies in realtà non contengono Nutella nè creme simili.
Della gianduja qui c'è l'idea di base ovvero l'abbinamento delle nocciole con del cioccolato al latte.
E devo dire che l'esperimento ha funzionato benissimo!

 

GIANDUJA BLONDIES
da One Tin Bakes di Edd Kimber
per una teglia 23 x 33 cm

200 g di burro
365 g di light brown sugar
2 uova grandi e 4 tuorli
65 g di burro di nocciole
un cucchiaio di estratto di vaniglia
200g di farina
un cucchiaino di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di sale
200 g di cioccolato al latte, tritato grossolanamente
200 g di nocciole, tritate grossolanamente

 

Preriscaldare il forno a 190 gradi. Ungere la teglia e foderarla con carta forno in modo che sporga dai lati lunghi.
Iniziare preparando il brown butter o burro noisette: mettere il burro in un pentolino e farlo fondere a fuoco medio finchè  assumerà un bel colore nocciola, mescolando continuamente. In pratica il burro fonderà, sfrigolerà ed inizierà a formarsi una schiuma sulla superficie. Quando si forma la schiuma  cominceranno ad apparire tante piccole macchie più scure, prima che brucino togliere tutto dal fuoco e versare in un altro contenitore a raffreddare per cinque minuti.

Passati i cinque minuti aggiungere al burro lo zucchero, le uova, i tuorli, il burro di nocciole e la vaniglia sbattendo con le fruste per circa 3 minuti finchè ben amalgamato.

Aggiungere quindi la farina, le nocciole e il cioccolato mescolando con delicatezza. Tenere da parte qualche pezzetto di cioccolato e nocciole da spargere sulla superficie prima della cottura.
Versare il tutto nella teglia preparata livellando bene e spargere il cioccolato e le nocciole messe da parte.
Cuocere per circa 30 minuti o comunque finchè uno spiedino inserito al centro del dolce viene fuori con solo qualche mollica attaccata.

Lasciar raffreddare completamente nella teglia prima di rimuovere il dolce e tagliarlo a pezzi.
Si conserva per 3-4 giorni in un contenitore ermetico.

 

NOTE

- tutto molto semplice a parte la realizzazione del burro noisette che va controllato a vista perchè da color nocciola a carbonizzato è questione di secondi. Però regala un'aroma molto intenso, autunnale, al dolce che è un peccato non perderci quel poco tempo che serve a realizzarlo.

- come ho accennato nell'introduzione non c'è pasta gianduja qui, ma solo i suoi ingredienti principali: cioccolato e nocciole. In questo gioca un ruolo fondamentale il burro di nocciole utilizzato che regala ulteriore complessità al gusto finale. Non facilissimo da reperire nei supermercati ma credo che in Italia nei negozi tipo Naturasì si possa trovare facilmente, così come online. Ovviamente va preso il burro di nocciole puro, senza zucchero aggiunto. In caso disperato si può usare il burro di mandorle, dice l'autore, o burro normale: ma il risultato non sarà lo stesso.

- il light brown sugar  è cosa nota: zucchero melassato che ormai si trova in molti supermercati. Può essere in alternativa fatto in casa unendo zucchero semolato e melassa in proporzioni che trovate facilmente online. La dicitura "light" o "dark" si riferisce alla percentuale di melassa presente: più ce n'è, più scuro risulterò lo zucchero.

- prima di farvi spaventare dalla quantità di zucchero e degli altri ingredienti ricordate che le dosi sono per una teglia enorme! Ve ne vengono anche 20 pezzi...

- attenzione alla cottura: come i cugini più scuri, ovvero i brownies, devono rimanere leggermente umidi all'interno. Non seccateli.

- che dire, se non che sono stati divorati? E regalati ovviamente, che qui come da voi feste e cene non se ne fanno: e chi li ha ricevuti mi ha detto quanto fossero buoni per tre giorni di fila, incontrandomi!

lunedì 16 aprile 2018

Quadrotti di nocciole e cocco (gluten free e senza lattosio)





Che si porta al primo invito nel nuovo compound (= centro residenziale per expat in Arabia Saudita, all'interno del quale si può condurre una vita più consona alle nostre abitudini)  per un coffee morning, che poi in realtà era un coffee afternoon?
Si, perchè le signore expat che non lavorino fuori casa spesso organizzano questi incontri per, ufficialmente, conoscere le nuove arrivate, socializzare, dare il benvenuto, fare amicizie.
Ufficiosamente, almeno nella mia esperienza, il fine ultimo è farsi il più possibile i fatti altrui, giudicare se ciò che indossi a partire dal valore del tuo orologio a finire con quello delle scarpe che indossi o il lavoro di tuo marito vale la pena della loro pseudo-amicizia.
Altro fine: una montagna di cibo in pratica gratis, dato che ciascuno deve portare qualcosa e che ogni avanzo sarà portato a casa per , dicono, cane, figli, mariti.
Che poi nessuno obbliga che si cucini qualcosa: si può tranquillamente acquistare.
Certo sarebbe auspicabile qualcosa di meglio di un pacchetto di simil Oro-Saiwa, per capirci, o una bottiglia di succo di frutta iniziato (vita vissuta, non maldicenza).
Comunque sia, essendo la mia prima volta mi è stato gentilmente comunicato che alcune altre ospiti sono celiache ed intolleranti al lattosio.
Benissimo, mi aiuta Justin Gellatly che nell'ultimo libro ha tutta una sezione di ricette gluten-free!
Questa è casualmente anche senza lattosio.
Come è finita?
Che l'unica vegana si è lamentata per la presenza della uova :D






INGREDIENTI
da Baking School: The Bread Ahead Cookbook di J. Gellatly 

per circa 8 persone calcolando due pezzi a testa
6 uova intere
la buccia grattugiata di un'arancia
200 g di zucchero Demerara
10 g di lievito per dolci
150 g di farina di cocco
150 g di nocciole macinate
chips di cocco, per la decorazione


Preriscaldare il forno a 180 gradi e foderare una teglia rettangolare 30cm x 20cm e di almeno 4 cm di altezza con carta forno.
Mettere in una ciotola le uova, lo zucchero e la buccia d'arancia e sbattere con le fruste elettriche finchè il composto sarà triplicato di volume e sarà gonfio, chiaro e ben montato.
In un'altra ciotola setacciare il lievito e mescolarlo alle nocciole macinate e alla farina di cocco.
Ora unire il composto di polveri alle uova molto delicatamente, finchè il tutto sarà amalgamato.
Versare subito l'impasto nella teglia e coprirlo con abbondanti chips di cocco.
Cuocere per 18-20 minuti, finchè sarà dorato e sodo al tatto.


NOTE 

- il dolce è di una facilità disarmante. L'unica difficoltà potrebbe essere costituita dal mescolare troppo il composto di polveri con quello di uova perdendo un po' di volume. Allo stesso tempo non essendoci glutine il composto non deve lievitare ma grazie al lievito per dolci rimane comunque areato.

- il mix di sapori finale è assolutamente delizioso. Non omettete la buccia d'arancia che riesce a caratterizzare e donare personalità.

- anche le chips di cocco sono essenziali, non sostituitele con cocco in scaglie. Oltre a rendere il dolce più bello da vedere addentarle è un piacere!

- il dolce rimane morbido ed umido anche il giorno dopo, anzi secondo me era pure più buono.

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