lunedì 30 novembre 2015

Follia al cioccolato e zafferano, qualcosa da leggere ed un concorso!




Non è comune su queste pagine leggere pubblicità ad alcunchè.
E infatti di pubblicità non si tratta nemmeno stavolta.
Ma Matteo di Vallescuria con la sua mail mi ha strappato un sorriso, oltre alla voglia di leggerla fino in fondo.
Già un qualcosa che si presenta come "braccia restituite all'agricoltura" meriterebbe un Oscar.
Lui ed i suoi amici, alcuni con difficoltà cognitive, hanno avviato un progetto del quale mi va di parlare: coltivano zafferano!

 Siamo sei ragazzi tra i 25 e i 30 anni, da qualche anno ci siamo messi a fare un orto condiviso per stare insieme a dei ragazzi con difficoltà cognitive e ci siamo appassionati all'agricoltura, scoprendo uno stare insieme diverso, condividendo la fatica del lavoro fisico e la soddisfazione di veder crescere qualcosa.
L'orto è diventato una piccola società agricola, col desiderio di poter un giorno dare lavoro  a chi ha delle difficoltà, nella direzione dell'agricoltura sociale.
Abbiamo scelto la forma di società agricola semplice, dove tutti sono soci, perchè è quella che più si adatta alle nostre piccole dimensioni, la valenza sociale del nostro lavoro non ha quindi riconoscimento formale. Al momento non siamo in grado di dar lavoro stabile a qualcuno, per cui ci troviamo a lavorare durante il weekend, la sera dopo il lavoro e durante il periodo di raccolta la mattina presto.
Ci siamo studiati per due anni la coltivazione dello zafferano, facendo prove e visitando zafferaneti in giro per l'Italia, adesso abbiamo deciso di provare a fare le cose un po' più seriamente, impiantando ad agosto 10 mila bulbi di zafferano, il nostro primo raccolto sarà pronto per la vendita verso metà dicembre, lo troverete ad alcuni mercatini che faremo, ma può essere già prenotato scrivendoci tramite il nostro sito web http://www.zafferanovallescuria.it/

Abbiamo scelto lo zafferano perché è una coltivazione difficilmente meccanizzabile, cercavamo un lavoro da fare insieme, senza troppi macchinari, e perchè ci affascinava questo fiore preziosissimo. Coltiviamo secondo le regole dell'agricoltura biologica, senza uso di prodotti chimici, anche perché crediamo in una coltivazione sostenibile.

Per avere una spezia della migliore qualità noi raccogliamo i fiori all'alba, prima che si schiudano: alcune componenti dell'aroma sono fotosensibili e termolabili. Poi lo essicchiamo in giornata controllando tempistiche e temperatura con l'essiccatore e lo vendiamo in stimmi per dare garanzia di purezza.




Per far conoscere il loro zafferano hanno indetto un concorso a cui è facilissimo partecipare:

- pubblicate sul vostro blog una ricetta che preveda lo zafferano tra gli ingredienti

- specificate che si tratta di zafferano in stimmi 

- menzionare il link di Vallescuria : www.zafferanovallescuria.it

- segnalare l'avvenuta pubblicazione a info@vallescuria.it entro il 15 Dicembre 2015

- il 16 Dicembre verrà estratto a sorte un vincitore, che avrà in premio dello zafferano Vallescuria

- a fine concorso Vallescuria vorrebbe creare un ebook monografico di ricette allo zafferano. Se gradite esserci, ovviamente con nome e link ai vostri blog, date specificatamente il consenso. 


Non è difficile, vero?
Dare una mano ad una realtà così bella per farsi conoscere vale altro che una fornitura di zafferano!
E qui trovate la mia ricetta allo zafferano, rigorosamente fuori concorso :)



mercoledì 25 novembre 2015

Ravioli al laban e menta con ragù di agnello all'aceto


Tutto bene.
Tutto troppo bene.
Mi sarei dovuta insospettire.
L'idea avuta quasi subito.
Ingredienti, reperibilissimi.
Mica scema, la ricetta me la sono scelta a chilometro zero.
Se cominci a contare dal deserto, ovvio.
Ravioli ne ho fatti tanti in vita mia.
Sughi pure.
L'augusto consorte entra dalla porta della cucina, al rientro dal lavoro, e la gioia di capire che a cena non ci sarà pollo alla griglia gliela leggo in faccia alla prima occhiata.
Farcisco, chiudo, difendo il ragù da assaggi che lo lasciano dimezzato.
Fa tutto parte del gioco.
Come rimettere a posto.
E lì succede.
L'accessorio della macchina della pasta fresca, quello per fare le tagliatelle.
Il tutto pesa un quintale, ed io me la sono tirata dietro dall'Italia.
Per poi scoprire che qui la vendevano, ma fa parte del gioco anche questo.
Quell'accessorio, dicevo.
Ed io sempre scalza.
Non so nemmeno come, ma lo sento dritto e perfetto mentre la forza di gravità ma lo fa piombare sull'alluce.
Spero solo di non essermelo rotto, che a rompere le dita dei piedi sono abbonata.
Mi trascino a fatica su una sedia, il consorte cerca il ghiaccio per soccorrermi.
Cerca, appunto.
Perchè nel freezer del vero italiano all'estero ci sono scorte per aprire un ristorante per un mese.
Vinto, si presenta con un filetto di salmone.
E' che nonostante il male mi viene da ridere.
Mi alzo a fatica per sostituire il salmone con spinaci surgelati, e lui che continua a dire che dovremmo andare al pronto soccorso.
Manco morta, anzi solo morta :)
E mentre si piega, amorevole, per tenermi gli spinaci sul piede, il colpo di grazia.
Mi dà inavvertitamente una testata sulla fronte.
E allora ditelo.
Solo che rido alle lacrime, manco so più se per il male.
Lui mi guarda con occhi sbarrati.
Vabbè, com'è finita.
La me zoppa che tiene il ghiaccio sulla testa di lui.
Come volevasi dimostrare :)


Nonostante l'alluce nero i ravioli sono stati cotti e mangiati: che siano buonissimi me lo dico da sola! Il ripieno è fresco e saporito allo stesso tempo, e sta benissimo con il ragù di agnello che comunque è un sapore più forte.
La menta fresca un tocco di estivo in un  piatto così invernale, d'altronde qui non ci sono 35 gradi mica a caso :)
Ed ovviamente partecipo all'MTChallenge di questo mese ringraziando Fotocibiamo per avermi fatto...raviolare dopo tanto tempo (nonostante l'alluce!)





RAVIOLI AL LABAN E MENTA CON RAGU' DI AGNELLO ALL'ACETO
per circa 25 ravioli grandi
ispirati alla ricetta di Fotocibiamo

per la pasta

400 g di farina
200 g di semola rimacinata di grano duro
3 uova intere
poco sale
poca acqua

per il ripieno

700 g di laban (formaggio di yogurt)
una quarantina di foglie di menta fresca
un tuorlo
sale

per il ragù di agnello all'aceto

700 g di macinato di agnello
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
una cipolla bianca
mezza carota 
un gambo di sedano
mezzo bicchiere di buon aceto di vino rosso
un litro di passata di pomodoro
250 ml di brodo vegetale
sale, un pizzico di brown sugar ed uno di cannella
menta fresca extra per guarnire

Preparare il ragù: tritare con la mezzaluna la cipolla, sedano e la carota. Mettere il trito in una casseruola a fondo spesso con l'olio e farlo cuocere a fuoco molto basso per circa 15 minuti.
Unire quindi la carne ed alzare la fiamma facendola rosolare per bene.
Appena ha cambiato colore buttare tutto l'aceto in una volta e lasciarlo evaporare a fuoco vivace.
Aggiungere quindi la passata ed il brodo, far raggiungere il bollore, abbassare il fuoco, coprire e far andare piano per 2 ore e mezzo, anche tre.
A fine cottura far intiepidire coperto quindi unire la cannella, il brown sugar e il sale a piacere.
Farlo riposare una notte, sarà ancora più buono.

 Preparare la pasta: impastare farina, semola e uova. Aggiungere acqua, poca alla volta, finchè l'impasto sarà lavorabile ma non troppo molle.
Avvolgerlo nella pellicola e farlo riposare minimo mezz'ora.

Preparare il ripieno: versare il laban in una ciotola ed unire il tuorlo, poco sale e le foglie di menta tritate fini. Girare bene.



Preparare i ravioli: stendere la pasta con la macchinetta fino alla penultima tacca. Fare mucchietti di ripieno ben distanziati e tagliare con la rotella dei quadrati della dimensione desiderata.
Far seccare i ravioli su un vassoio ben infarinato per qualche ora.
Lessarli quindi in acqua bollente salata e scolarli.
Condirli  con il sugo preparato, spolverare con della menta fresca e servire subito.

NOTE

- sia la pasta che il sugo avanzeranno dai ravioli: fateci delle tagliatelle!

- il ragù meglio farlo il giorno prima, sarà più saporito. Se ne avanza molto è possibile congelarlo.

- il laban è un formaggio di yogur tipico del Medio Oriente. Ha un sapore fresco e deciso allo stesso tempo. Difficile trovare una sostituzione degna ;)

- non omettete brown sugar e cannella: esaltano, mitigandolo leggermente, il gusto della carne di agnello.

lunedì 23 novembre 2015

Caramelle mou al burro salato


Un secondo.
E davanti a me è tutto nero.
Un altro secondo, e tutto quel nero mi è venuto addosso.
Un altro mezzo secondo, e tutto quel nero mi ha afferrato un braccio.
Tutto quel nero, intanto, mi sta urlando addosso.
Allora, cominciamo col dire una cosa.
Si, faccio la sbruffona.
Spavalda.
E qualche volta, come dice il mio augusto consorte, pure arrogante.
Ma le spalle me le guardo, eccome.
E non per paura ingiustificata.
Ma per esperienze vissute di cui, in effetti, prima o poi dovrò raccontare su queste pagine.
Sono prudente, diciamo.
Anche quando vado al ristorante e cerco instintivamente con lo sguardo le vie di fuga.
Le uscite di emergenza nei locali pubblici.
Non è paranoia, si badi bene, mi viene naturale.
E' attenzione.
Istinto di sopravvivenza.
Per questo tutto quel nero improvviso, che poi era una donna coperta con la tipica abaya da capo a piedi, non mi ha colto del tutto impreparata.
Ed il braccio me l'ha afferrato che già l'avevo alzato.
Mica mi sfondo di palestra per niente, l'ho detto che sono arrogante, no?
Urla a squarciagola, le amiche con me terrorizzate.
Capisco cosa dice, in realtà,  anche se faccio finta di no.
Vuole che mi copra il capo ed il viso.
Portatrice sana di colpi di sole ed occhi chiari, a mio rischio e pericolo.
Ora, tante volte mi è già capitato.
Ma arrivare ad acchiapparmi per un braccio è cosa nuova.
Errore, grandissimo errore di valutazione.
Il suo.
C'è rimasta male, povera.
Non si risponde a violenza con violenza, mai.
Quasi mai.
Ma credo che il suo, di braccio, faccia ancora un po' male.
Non intenzionalmente, ma dovevo pur divincolarmi, no?
Non le ho risposto nulla, in arabo non sarei così fluente ed in inglese non avrebbe capito.
Le ho fatto un gran sorriso mentre mi guardava andar via.
La immagino sbigottita sotto il velo.
Ma vuoi vedere che i sorrisi li faranno rientrare tra le armi di distruzione di massa?
E non ditelo a nessuno, che mi è costato un po' ;)


Come consolarsi da uno spavento? Una caramella mou potrebbe essere la risposta, ma risposta migliore una decina almeno :) queste sono perfette, e come potrebbe essere altrimenti vista la provenienza.
La consistenza ideale, un sapore divino ed una ricetta nemmeno che si fa da sola a patto di seguire poche, semplici regole.
Chi ci prova? Saranno le prime a finire, nei vassoi dei dolci di Natale! :)



SALTED BUTTER CARAMELS
per circa 40 pezzi

180 ml di panna fresca da montare
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
mezzo cucchiaino di sale
160 g di golden syrup
200 g di zucchero
60 g di burro salato (o normale, ma allora aumentate il sale nel composto)
un po' di sale extra per la copertura


Foderare uno stampo da plumcake lungo 23 cm con della carta forno e imburrarla oppure spruzzarla con lo spray staccante.
Mettere in un pentolino la panna, la vaniglia, metà del burro ed il sale. Spegnere il fuoco appena prima che arrivi a bollore, coprire con un coperchio e lasciare da parte.
In un pentolino a bordi alti e fondo spesso mettere lo zucchero con il golden syrup e farlo sciogliere piano girando con una spatola.
Dopodichè smettere di girare, inserire un termometro da zucchero e cuocere finchè si raggiungerà la temperatura di 155 gradi.
Togliere dal fuoco e versarvi il composto di panna, ancora tiepido, girando bene.
Rimettere tutto sul fuoco e cuocere fino a raggiungere la temperatura di 127 gradi.
Togliere subito dal fuoco ed aggiungere i restanti 30 g di burro.
Versare nello stampo preparato, aspettare una decina di minuti quindi spolverizzare con del fior di sale a piacere.
Far raffreddare completamente a temperatura ambiente prima di tagliare e confezionare.


NOTE

- il golden syrup lo trovo abbastanza facilmente qui da me (uso questo , che in Italia ho visto per esempio a Roma da Castroni) ma se non doveste trovarlo ci sono molte ricette online per farlo anche in casa. La ricetta è però testata con quello acquistato.

- il termometro ed il rispetto delle temperature indicate sono due fattori essenziali per una riuscita ottimale.

- le caramelle hanno una consistenza perfetta, nè troppo dura nè troppo morbide. Durano tranquillamente anche un mese in una scatola di latta ma avvolgetele ad una ad una con della carta forno o della carta da cioccolatini.

- se preferite realizzare delle caramelle mou classiche basta omettere il sale.

- non serve mettere il composto in frigo, dove indurirebbe troppo, ma tagliatelo con un coltello affilato, magari scaldato, solo quando il tutto è completamente freddo e tenete a temperatura ambiente.

lunedì 16 novembre 2015

Torta all'arancia con la marmellata....dentro :)

Succedono un sacco di cose.
E leggo un sacco di commenti.
Mi fa piacere che in così tanti abbiano le risposte.
Le domande.
Le soluzioni.
Il giudizio finale.
Peccato, tanti potenziali leader mondiali sprecati dietro gli status di Facebook.
Peccato, che non si perda mai occasione per tacere.
Ma che bello vivere potendo liberamente parlare a vanvera :)


Questa non è una torta: è un capolavoro. 
Capolavoro di facilità, visto che bisogna semplicemente buttare tutto nel robot da cucina. 
Capolavoro di bontà. Di morbidezza. State solo attenti a farla in un contenitore abbastanza bello da portare in tavola (non la teglia antiaderente come me!) visto che è poi difficile sformarla senza romperla.



MARMALADE PUDDING CAKE
da Kitchen di Nigella Lawson
per una teglia quadrata da 23-24 cm di lato

250 g di burro morbido ma non sciolto
75 g di zucchero semolato
75 g di zucchero muscovado
150 g di marmellata d'arancia, meglio se con le scorzette
225 g di farina 
mezzo cucchiaino di bicarbonato 
un cucchiaino di lievito per dolci
4 uova grandi
succo e buccia grattugiata di mezza arancia

per la copertura

75 g di marmellata d'arancia
il succo di mezza arancia

Mettere tutti gli ingredienti per la torta (non quelli per la copertura!) nel robot da cucina, dare una girata finchè tutto amalgamato e versare nella tortiera leggermente imburrata.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40 minuti, ma potrebbe volerci leggermente meno o di più a seconda dei forni.
Farà fede la prova stecchino.
Tirare fuori dal forno ma lasciare nella teglia, scaldare quindi insieme sul fornello gli ingredienti per la copertura e versarla sul dolce.
Servire tiepida o a temperatura ambiente magari con della panna montata.


NOTE

- se non si possiede un robot da cucina sbattere il burro con i due tipi di zucchero con le fruste elettriche o anche una frusta a mano finchè il tutto sarà chiaro e montato. Unire quindi la marmellata, gli ingredienti secchi, le uova ed infine la buccia grattugiata ed il succo.

- la torta si mantiene benissimo anche cinque giorni.

- il dolce se servito tiepido è abbastanza morbido, e rimane così anche da freddo. Meglio cuocerlo in un contenitore che si possa portare in tavola piuttosto che cercare di sformarlo.

venerdì 13 novembre 2015

Chutney di pere allo zafferano





Un cucchiaio sul piatto.
Uno sguardo scettico.
Assaggio, ma solo perchè voglio far vedere che sono coraggiosa.
Nel colorato ristorante indiano dove sto mangiando profumi indefiniti.
Era fatto col mango, il mio primo.
E quel'assaggio ha sancito la nascita di uno dei miei molti grandi amori culinari.
I chutney non sono confetture, come mi è ahimè capitato di sentire, ma deliziosi accompagnamenti a piatti di carne e pesce tipici della cucina indiana  a base di frutta, verdure, zucchero, spezie ed aceto.
Adottati alla grande dalla cucina britannica per ovvi motivi storici, ne sono entrati a far parte a pieno titolo, dove sono spesso serviti insieme ai formaggi.
Questo viene nientemeno che da Gordon Ramsay, ed è a dir poco una ricetta perfetta.
Migliora col tempo, ma è consumabile da subito.
Ed un'ottima idea per i pensierini del cesto di Natale :)


CHUTNEY DI PERE ALLO ZAFFERANO
per 2/3 vasetti piccoli
un cucchiaio di olio d'oliva
una piccola cipolla
sale e pepe nero macinato al momento
50 g di zenzero fresco, pelato e grattugiato fine
un pizzico di noce moscata
un cucchiaino di cannella in polvere
da 1/2 a un cucchiaino di pepe di Cayenne
250 g di zucchero grezzo chiaro (vedere la nota sulla traduzione)
250 ml di aceto bianco
4 pere sode, possibilmente Williams (650 g di peso totale)
una mela di circa 350 g
125 g di uvetta
2 pizzichi di pistilli di zafferano
la scorza grattugiata e il succo di due arance piccole
2 pomodori tagliati a dadini
 


Scaldare l'olio in una casseruola capiente, quindi aggiungere la cipolla tritata grossolanamente e farla appassire per qualche minuto con poco sale e pepe, in modo da ammorbidirla senza farla colorire.
Aggiungere lo zenzero grattugiato, la noce moscata, la cannella ed il pepe di Cayenne.
Cuocere ancora un paio di minuti quindi aggiungere lo zucchero e mescolare su fuoco medio finchè si scioglie.
Aggiungere quindi l'aceto.
A parte sbucciare e tritare (assolutamente no: pere e mele vanno tagliate grossolanamente, a cubetti, vedere la nota sulla traduzione) pere e la mela ed aggiungere il tutto alla casseruola insieme allo zafferano, il succo d'arancia e la scorza e l'uvetta.
Portare ad ebollizione e cuocere per circa 15 minuti o comunque finchè la maggior parte del liquido sarà evaporato ed il tutto avrà una consistenza sciropposa.
Aggiungere i pomodori a dadini e cuocere altri 3 minuti circa.
Assaggiare e regolare di sale e pepe.
Versare ancora caldo nei barattoli sterilizzati e chiudere con i coperchi, facendo freddare a testa in giù.
Mettere a riposare in un luogo fresco e buio, o in frigo, e consumare entro sei mesi: il sapore migliorerà con il tempo.

NOTE

- la ricetta è assolutamente divina. Tutti gli aromi sono perfettamente bilanciati, ed essendomi attenuta pedissequamente alle dosi indicate devo dire che nessuna sovrasta l'altra, ma tutte si esaltano a vicenda.

- il sale e pepe finali sono a piacere, ma ho avuto il piacere di guardare Gordon Ramsay preparare questa ricetta in uno show televisivo e sosteneva che i chutney in Inghilterra sono sempre tenuti troppo dolci, quindi di abbondare un po' ;)

- mi ci sono voluti più di 15 minuti perchè la preparazione raggiungesse la giusta consistenza, ma ho dovuto usare un fornello piccolo perchè avevo gli altri occupati quindi la cosa non fa testo.

- il passaggio dello scioglimento dello zucchero va fatto su fuoco non troppo alto: non volete bruciarlo, perchè poi darebbe un gusto molto amaro al prodotto finito.

- si abbina benissimo sia a piatti di carne che di pesce, e con formaggi stagionati.
 Aggiungo che è buono pure a cucchiaite....

lunedì 9 novembre 2015

Anatra arrosto con le susine



Al volo che più al volo non si può un piatto per far bella figura se avete ospiti, o se l'ospite siete voi e volete viziarvi.
Cuocere l'anatra non è difficile, fa tutto da sola, e la ricetta è perfetta anche per un principiante.
Nuore, impressionate le vostre suocere questo Natale ;)
Giuro, è buonissima!


ROAST DUCK WITH PLUMS
ispirata ad una ricetta su un vecchio numero di Saveur e da me riadattata

un'anatra da circa 2 kg, 2.5 kg
4 cipolle di media grandezza
4 spicchi d'aglio
4 rametti di timo
un bastoncino di cannella
circa 800 g di  susine mature , senza nocciolo e tagliate a metà
sale e pepe


Salare e pepare generosamente l'anatra e metterla in una teglia da forno con il petto verso l'alto.
Aggiungere 250 ml di acqua alla teglia ed infornare il tutto a 180 gradi per un'ora.
Aggiungere quindi le cipolle a spicchi, il bastoncino di cannella, e l'aglio attorno all'anatra quindi rimettere in forno per altri 45 minuti, bagnando ogni tanto con i liquidi rilasciati in cottura.
Aumentare quindi la temperatura del forno a 220 gradi ed aggiungere le susine.
Cuocere per circa un'altra mezz'ora, finchè l'anatra apparirà ben scurita.
Trasferirla su un tagliere e farla riposare 10 minuti coperta con l'alluminio prima di tagliarla.
Trasferire susine e cipolle in una ciotola.
Aggiungere poca acqua alla teglia e grattare il fondo di cottura sul fuoco, facendo addensare leggermente. Togliere cannella e aglio.
Rimettere susine e cipolle nella teglia facendole ricoprire con il sughetto.
Servire l'anatra con il suo contorno di susine e cipolle ed il sughetto di cottura.

NOTE

- i tempi di cottura possono variare a seconda della grandezza dell'anatra, fate quindi attenzione.

- usare susine ben mature, se troppo sode non risulteranno buone.


lunedì 2 novembre 2015

Torta di mele...melosissima (senza burro, olio, latte nè lievito!)



Arrestato così, su due piedi.
Trascinato via dalla polizia religiosa.
Si, proprio quella che mi insegue ogni tanto redarguendomi perchè non ho il velo in testa.
Ora è in prigione.
Anzi, è stato appena rilasciato ma non può tornare in Kuwait dove abitualmente risiede.
E che mai avrà fatto, questo belloccio attore tanto famoso dalle mie parti?
Disturbo della quiete pubblica.
Abuso di social media.
Commistione illecita con donne non sposate.
Ah però.
Mi immagino scene raccapriccianti con lui che va in giro, che so, nudo per centri commerciali.
Magari a fotografare le fans senza velo sul viso, cosa gravissima qui.
Magari a postare le suddette foto in giro tra Facebook, Twitter ed affini.
Magari, orrore, appartato con una di loro.
Poi leggo.
Non mi cadono le braccia solo perchè le ho sul tavolo.
L'attore in questione ha, udite udite, commesso il terrificante reato di farsi un selfie con una fan, in uno shopping mall molto famoso del Paese dove vivo.
L'ha anche postato su Facebook, orrore.
Inutile sottolineare come il tutto non fosse organizzato.
Come le fan fossero impossibili da controllare, non appena l'hanno riconosciuto.
Inutile anche ricordare che la suddetta "commistione" avviene in pubblico, senza malizia alcuna.
Ma è giusto essere inflessibili con chi viola le regole, vero?
Sperando che lo siano anche in casi leggermente più eclatanti di questo.
E non soltanto se la tua abaya (l'abito nero che va indossato qui quando si esce) è troppo decorata.
O i tuoi colpi di sole troppo biondi.
O i tuoi occhi troppo verdi.
O il tuo sorriso di commiato al cassiere, scostumato.
O perchè sono entrata al ristorante dalla porta sbagliata, per errore.
Coraggio, dico all'attore in questione, che passa presto.
Sei in buona compagnia nelle patrie galere.
Dove pare volessero rinchiuderci anche Topolino ( e non sto scherzando).
E voi occhio, la prossima volta che tirate fuori il cellulare ;)


Come sempre non faccio commento alcuno :) e passo al dolce qui sotto che è meglio.
Avete presente l'infinita ricerca della torta di mele perfetta? Non dico che sia arrivata alla fine, perchè non si sa mai, ma credetemi se con questa mi ci sono molto avvicinata.
La ricetta è di una mia collega di scuola, polacca.
Tutte mele, e poco altro.
Credetemi, se vi dico che dovete provarla per forza!


TORTA DI MELE MELOSISSIMA
per una teglia da 23 cm di diametro

6 grosse mele
3 uova grandi
150 g di zucchero semolato
125 g di farina
un pizzico di sale
poco zucchero a velo, per la finitura


Sbucciare le mele ed eliminare il torsolo. Tagliare ciascuna in quattro parti, ed ogni quarto in tre fette.
Tagliare ogni fettina in tre pezzi.
A parte sbattere con le fruste elettrichele uova intere con il sale e lo zucchero per almeno 10 minuti (l'ho fatto nel Kenwood con la frusta per montare gli albumi).
Il composto dovrà triplicare di volume e presentarsi chiaro e spumoso.
Ora con una spatola e non con le fruste unire la farina a poco a poco, mescolando dal basso verso l'alto cercando di non smontare il tutto.
Infine unire velocemente le mele, girando appena perchè siano ricoperte.
Versare in una teglia a cerniera e foderata con carta forno quindi cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 50-60 minuti.
Servire a temperatura ambiente spolverata con zucchero a velo.


NOTE

- la torta è abbastanza delicata perchè è...tutta mele :) fate attenzione se volete tirarla fuori dalla teglia. Assolutamente consigliata una teglia a cerniera.

- le mele usate da me sono quelle verdi, asprigne, chiamate Granny Smith. Se non siete loro fan usate pure le vostre preferite.

- se vi va potete aggiungere un pizzico di cannella all'impasto oppure allo zucchero a velo per la copertura.

- data la grande quantità di frutta è una torta molto umida, ma allo stesso tempo non si deve rischiare di lasciarla cruda: una lunga cottura è necessaria, ma se dovesse scurire troppo in superficie coprirla con un foglio di alluminio.

- la torta non cresce molto, ovviamente, dato che non c'è lievito.

- si mantiene benissimo anche quattro/cinque giorni.
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