venerdì 27 maggio 2022
Praline al cacao...con il segreto dentro :D
Allora, come qualcuno già sa non mi piace più di tanto il cioccolato.
Per cioccolato si intende quello da intenditori, fondentissimo, puro.
Niente, il mio palato cialtrone lo trova troppo amaro.
Cambia
tutto se il cioccolato è bianco (la so la storia che cioccolato non è,
grazie :) magari arricchito da mandorle salate come in una ultima,
peccaminosissima scoperta.
O ancora se posso buttarmi nell'infinito, insano mare delle barrette tipo Kinder e simili.
Quindi Nutella, Mars, Snicker...tutto benvenuto.
Basta che ci siano chili di zucchero e nessuno si farà male :)
Quindi perchè ho scelto le praline che vedete qui oggi?
Semplice:
potrei menarla con la storia che non ci sia zucchero raffinato, ma non
sarò io a perpetrare la bufala per cui sia il male assoluto (è quanto te
ne mangi, piuttosto)
Piuttosto il cacao, pur non tantissimo, è annegato nei datteri e nel miele.
E soprattutto, in una marea di nocciole tritate.
Nocciole e cioccolato vi ricorda qualcosa?
Magari la cara, nostrana Nutella?
Sarò breve: fateli.
E fatene il doppio.
Che questi piacciono a chi ama il cioccolato.
E, ahimè, anche a chi no.
Che sia questo l'annoso segreto custodito da queste praline, oltre a quelli ben più piccanti di Lord e Lady Granville...;)
CHOCOLATE HAZELNUT BALLS WITH A SECRET
da The Bridgerton Unofficial Cookbook
una tazza di nocciole (circa 130g)
una tazza di datteri Medjool denocciolati (circa 170g)
4 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai di sciroppo di datteri (silan) o miele ambrato
Foderare una contenitore con coperchio con carta forno.
Versare
le nocciole in un mixer e tritarle fino ad avere un composto che sembri
sabbia. Toglierle dal mixer e lasciarle da parte.
Ora frullare i
datteri finchè formeranno una palla omogenea, unirvi quindi le nocciole
tritate, 2 cucchiai di cacao e lo sciroppo di datteri o il miele.
Frullare finchè il tutto sarà omogeneo.
Dividere il composto in dieci parti e formare delle palline della dimensione di palline da golf.
Rotolarle nei restanti due cucchiai di cacao e mettere in frigo minimo 20 minuti perchè rassodino leggermente.
NOTE
- allora, le praline sono buonissime e si realizzano con facilità. Ahimè anche qui l'autore dimentica di dire se le nocciole vadano tostate (l'ho fatto ovviamente).
- il silan è uno sciroppo fatto con i
datteri. Da me si trova ovunque e quello ho usato, in alternativa c'è il
miele anche se il sapore è ovviamente diverso.
- altra pecca, per quanto il procedimento sia abbastanza lineare sarebbe bene spiegare che dopo che i datteri si raccolgono a palla nel mixer può risultare difficile che a questo blob si amalgaminino le nocciole e il cacao, a meno che prima non lo si spezzetti un po' con le mani.
- essendo parecchio umidi il cacao di cui vengono spolverizzati viene assorbito a tempo di record. Fatelo solo prima di servirli. E se potete, ma capisco che il sacrificio sia arduo, fateli riposare almeno una notte in frigo invece che soli venti minuti: prenderanno tutto un'altro sapore.
mercoledì 18 maggio 2022
Zuppa al cocco e gamberi al curry
La forma, signori, la forma.
Ahimè
ho cercato un cocco alla disperazione per, come sottolinea l'autore,
riuscire ad ottenere l'effetto che avrebbe fatto strabuzzare gli occhi,
girare le teste, cadere mascelle.
E non ultimo la mia reputazione,
parole testuali, non avrebbe potuto che crescere a dismisura una volta
che gli ospiti ne avessero narrato la meraviglia.
Sia chiaro, non per la bontà del piatto: ma proprio per la presentazione.
Ora,
sono stata invitata a pranzi penosi ma dei quali mi è stato fatto
notare che però la padrona di casa aveva preparato "tanto una bella
tavola".
Soprassediamo sul fatto che le portate fossero insapori,
presentate in ordine sparso senza alcun senso apparente per cui il mio
augusto consorte si servì con molta moderazione pensando che fossero
antipasti per finire a farsi un panino una volta a casa, dato che i
parchi antipasti si rivelarono una sorta di piatti unici serviti tutti
insieme (e furono parchi anche nelle quantità).
Eppure, appunto,
un'altra ospite fu incantata dall'apparecchiatura, dalla tovaglia
oggettivamente bellissima, dal centrotavola di design.
Mi torna in
mente mentre scrivo un altro invito questa volta ricevuto da mia madre
che, a pranzo sul bellissimo yacht di un notaio, a metà di una epocale
mangiata di aragoste, vide arrivare in tavola rotoli di carta igienica.
Avete letto bene, carta igienica.
Pare che fossero finiti i tovaglioli, e non si trovò altra soluzione che quella.
Quindi
ahimè nonostante il cibo eccezionale, l'unica cosa che venne menzionata
per i trent'anni a seguire da quel pranzo luculliano e molto ben
preparato fu l'orrida visione di quei rotoli che va bene tutto, ma a
tavola no.
Insomma, ci sarà una via di mezzo?
Sicuramente ai tempi
di Bridgerton le famiglie facoltose affermavano il loro status sociale
non solo con pietanza esotiche, come può essere questa, ma anche con
tavole strepitose di argenti e porcellane.
Non so in quanti abbiano realmente servito la zuppa in questione nel mezzo cocco ma sarà sembrata una vera stravaganza!
Oggi
magari fa un po' anni '80, poi ovviamente vedete voi, a seconda dello
stato della vostra reputazione nei circoli della gente che conta :D
HEAD- TURNING COCONUT SHRIMP SOUP
da The Unofficial Bridgerton Cookbook
per 4 porzioni
una piccola patata a pasta gialla (Yukon Gold)
6 cucchiai di olio di semi
un grosso porro, affettato sottilmente
10 spicchi d'aglio di medie dimensioni, sbucciati e tritati
circa 700 g di gamberi puliti dal carapace e dal filo nero
un cucchiaino e mezzo di sale
un cucchiaino di pepe nero macinato
3 cups di latte di cocco non zuccherato (700ml circa)
6 cucchiai di curry rosso in pasta
un cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
un mazzetto di coriandolo fresco, pulito e privato dei gambi
un grosso mango maturo, sbucciato e tagliato a cubetti
Mettere
la patata in un pentolino insieme a dell'acqua e portare a bollore su
fuoco alto. Abbassare il fuoco e far cuocere finchè risulterà tenera se
infilzata con una forchetta, circa 20-30 minuti.
Toglierla dal fuoco e farla raffreddare 10 minuti.
In
una casseruola non troppo grande posta su fuoco medio mettere 3
cucchiai di olio (presi dal totale della ricetta), il porro e 6 spicchi
d'aglio. Cuocere per 10 minuti finchè il porro sarà ammorbidito ed il
tutto comincerà a sprigionare il profumo.
Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare 5 minuti.
In
una casseruola più grande aggiungere l'olio rimasto, i gamberi e il
resto degli spicchi d'aglio condendo con sale e pepe. Cuocere per circa 5
minuti finchè i gamberi diventano rosa (o comunque raggiungono una
temperatura interna di 74 gradi).
Versare in un frullatore il latte
di cocco, il porro e la patata. Frullare quindi versare il passato in
una pentola insieme al curry in pasta e lo zenzero.
Scaldare per due minuti quindi versare in ciotole individuali o gusci di cocco, se si hanno.
Tagliare i gamberi in dadini della dimensione desiderata e distribuirli nelle ciotole.
Guarnire con il mango e il coriandolo e servire.
NOTE
- dunque, manca nella ricetta l'indicazione di quale latte di cocco usare. Se forse in alcune culture è più diffuso l'uso di cucine che lo prevedano tra gli ingredienti sarebbe comunque utile sottolineare che quello per cucinare non è quello sbiadito ed annacquato venduto nelle bottiglie/cartoni con cui fate i frullati ma quello serio, in barattolo. Denso e cremoso.
- l'aglio è tanto. Va bene che, giuro e so che i miei colleghi Starbooker sparsi per altri continenti lo confermeranno, l'aglio fuori dall'Italia è molto meno pungente ma qui rischia di diventare l'aroma più prepotente. Sappiatevi regolare :)
- il
procedimento mi lascia un tantino perplessa, tutto è cotto separatamente
e poi frullato alla fine con il latte di cocco ed il mix viene
semplicemente scaldato insieme. Il risultato è gradevole ma non
particolarmente "complesso" come sapori. Molto basic, aiutato comunque
dalla presenza di curry in pasta (che procura anche il bellissimo
colore) e dello zenzero.
- in casa arabafelice il coriandolo fresco non entrerà di nuovo: o lui, o noi :) Quindi è stato sostituito con del prezzemolo.
-
il risultato finale non è sgradevole ma meglio servirne piccole dosi
perchè il latte di cocco da solo con il resto risulta un po'
predominante. Di solito nelle ricette di questo tipo di zuppa è diluito
ed insaporito con del brodo, ed anche qui avrebbe aiutato.
martedì 10 maggio 2022
Frittelle dolci velocissime
Allora, anche voi, come tantissimi, sfegatati fan della serie di così grande successo su Netflix?
Le crinoline, le trame, gli intighi, le case, i pettegolezzi e l'amore: c'è tutto per incollare allo schermo!
Il tutto costellato da una marea di cibo (e sesso, ma questa è un'altra storia): cene, buffet, tè pomeridiani.
Parliamo
ovviamente di ciò che mangiavano le famiglie di un certo rango: se
oggigiorno il porridge vive un periodo di grande auge perchè tanto in
voga tra le colazioni sazianti e sane degli appassionati di health &
fitness (compresa la sottoscritta che se ne serve una ciotola ogni
benedetta mattina con infinita goduria) non poteva dirsi la stessa cosa
all'epoca, quando nella sua versione più basica di avena cotta
nell'acqua rappresentava il piatto principale di cui si cibava la classe
operaia.
Il ceto sociale si mostra anche con cibi raffinati, spezie
esotiche provenienti dalle colonie dell'impero e tonnellate di zucchero.
Ora, durante gli anni in questione lo zucchero non era più così
proibitivo nei costi e questo ne provocò una diffusione che ebbe
dell'incredibile.
Beh, non così incredibile: è zucchero, signori :)
Tutti ne volevano sulle torte, nel tè, ovunque.
E
in quantità da coma glicemico senza alcun senso di colpa, visto che
seppur fosse un periodo di grandi progressi e scoperte i dietologi, i
nutrizionisti e le calorie non erano ancora stati inventati.
La
ricetta che vedete qui è inserita nel capitolo dedicato alle colazioni
ma viene indicata come tra le più adatte da essere servite anche durante
un tè pomeridiano che veda tra gli ospiti eventuali pretendenti.
Quindi, se aspettate dei corteggiatori avete il menù pronto :)
Una vostra sorella più piccola li preparerà per voi, come la Francesca del titolo.
Anche
nelle famiglie di ceto più elevato e che quindi potevano contare sulla
servitù si riteneva appropriato che le ragazze avessero comunque
un'infarinatura di cucina, e che sapessero come assemblare un dessert
degno di una padrona di casa del loro rango.
Ora, le signorine della
serie mi sembrano in tutt'altre faccende affaccendate...tranne la povera
Francesca che poco si vede. Che sia lei l'unica relegata nelle cucine?
A parte gli scherzi, la servitù qui è superflua: le frittelle in questione si fanno in attimo.
Sacrificate
le crinoline che dubito indossiate e soprattutto la vostra messa in
piega a pochi minuti di fritto: che abbiate un Duca da servire, o la
regina in persona sappiate che non sbagliate ;)
FRANCESCA'S FRIED DOUGH
da The Unofficial Bridgerton Cookbook
per 8 pezzi
2 tazze e 1/2 di farina comune (circa 300g)
4 cucchiaini di brown sugar (zucchero melassato)
2 cucchiaini di lievito per dolci
la punta di un cucchiaino di sale
1 tazza e 1/2 di latticello (o latte intero fatto riposare con un cucchiaio di aceto di mele, circa 300 ml))
olio di canola per friggere (ho usato olio di semi di girasole)
Preriscaldare l'olio nella friggitrice o comunque in una pentola che possa contenerne abbastanza da poter immergere i dolci. Foderare un piatto con carta da cucina.
In una ciotola mescolare gli ingredienti secchi,
aggiungere quindi il latticello a poco a poco fino ad ottenere un
composto molto umido ed appiccicoso.
Ora infarinandosi le mani
separare il composto in 8 parti e dare a ciascuna una forma rotonda.
Friggere le palline nell'olio caldo, stando attenti a non metterne
troppe tutte insieme. Cuocere finchè saranno ben dorate, non meno di
cinque minuti.
Rimuovere dal fuoco e far scolare sulla carta da cucina prima di servirle cosparse di zucchero o con panna e fragole.
NOTE
- dire che la ricetta è semplice è dir poco. Mescolate, sporcate una ciotola ed un cucchiaio ed è fatta. L'impasto è realmente molto appiccicoso ma con la farina extra si riesce a formare delle palline, consiglio comunque di aiutarsi con due cucchiai per praticità.
- il latticello l'ho adocchiato in Italia nei super più grandi, ma viene comunque indicata una alternativa da preparare con latte ed aceto. Idem per il brown sugar, anche questo visto spesso sugli scaffali della madrepatria. Una curiosità: viene richiesto il "light brown sugar", dove "light" nulla ha a che fare con calorie o simili ma si riferisce alla percentuale di melassa mescolata allo zucchero. Light è quello dove ce n'è meno, quindi più delicato, in contrapposizione al "dark" dove ce n'è ovviamente di più ed ha un gusto più marcato. Usate quello che trovate, vengono benissimo in ogni caso.
- i cucchiaini di lievito, come
del resto quelli di zucchero, andrebbero misurati proprio con i
teaspoon che trovate negli appositi set di misuratori (cups/teaspoon
etc) Attenzione a non usare cucchiaini da cucina troppo grandi.
- la dimensione dei dolci è abbastanza grande, come noterete. Nonostante questo si cuociono benissimo se si ha l'attenzione di monitorare il fuoco e soprattutto non si tolgono dall'olio troppo presto. Ho messo la foto dell'interno apposta per far vedere come devono risultare, perchè non c'è nulla di peggio di un fritto bruciato fuori e crudo dentro.
-
il sapore? Uno sfizio semplice ma buonissimo! Deliziosi da soli, con un
po' di zucchero a velo perchè comunque non sono eccessivamente dolci,
anzi, ma sublimi con panna e fragole come consigliato.
Addirittura
viene indicata la possibilità di servirli con piatti salati tipo un
arrosto con salsa e sottaceti, ovviamente saltando la spolverata di
zucchero a velo.
Sono stati una merenda graditissima da chi li ha
provati e graditissima da chi li ha preparati, dato che ci vuole
veramente un attimo.
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