Recent Posts

martedì 20 ottobre 2020

Crema cotta di yogurt e latte condensato (senza uova e gluten free)

 

Una crema buonissima e vellutata che si fa con yogurt e latte condensato cotti al forno!
Ricetta e trucchi oggi su Starbooks.

venerdì 16 ottobre 2020

Blondies alle nocciole e cioccolato

 

 

Quadrotti divini che ricordano la pasta gianduja senza averne dentro un solo grammo.
Ma c'è parecchio altro...se siete curiosi, ricetta oggi su Starbooks!

venerdì 25 settembre 2020

Fagottini velocissimi al formaggio

 

Avete presente quelle ricette che solo a leggere gli ingredienti sapete che piaceranno a tutti.
Quelle ricette che non nascono per arrivare a tavola ed essere mangiate educatamente con le posate ma vanno consumate lì per lì accanto ai fornelli.
Quelle ricette che sono goduria pura, e fa parte della goduria anche l'inevitabile ed immancabile ustione del palato: ne vale tutta la pena.
Come vale tutta la pena di doverle friggere, a maggior ragione se l'impasto si fa in un attimo, nessuna attesa nè lievitazione, il ripieno in un lampo e la cottura anch'essa prende non più di tre minuti!
Di una facilità disarmante ma di una soddisfazione senza pari.
E pazienza se vi ho già svelato come va a finire ;)





FRIED FLATBREADS WITH CHEESE
da Summer Kitchens di Olia Hercules
per 8 persone

150 ml di kefir, o buttermilk 
220 g di farina
100 g di halloumi grattugiato grossolanamente
150 g di feta sbriciolata
un cucchiaio di aneto tritato, facoltativo
strutto per friggere o olio di semi di girasole per la frittura
 

Versare il kefir in una ciotola e aggiungere a poco a poco la farina, mescolando fino ad ottenere un composto sodo che va poi impastato finchè risulterà liscio ed omogeneo.
Far riposare l'impasto almeno un quarto d'ora.
Nel frattempo preparare il ripieno mescolando la feta sbriciolata con l'halloumi e l'aneto se lo si usa.
Ora usando il mattarello stendere l'impasto più fine possibile.
Coprirne metà con il ripieno preparato e chiudere coprendo con la metà di impasto ancora libero, lasciando un bordo di circa 2cm ad ogni lato pressandoli bene per chiudere.
Tagliare dei rettangoli con un coltello affilato o una rotella da pasticceria di circa 10x15 cm, assicurandosi che i bordi siano ben chiusi e che non ci sia aria all'interno.
Scaldare un cm di strutto o olio in una padella su fuoco medio/basso. Cuocere i rettangoli pochi alla volta due minuti da un lato ed un minuto dall'altro o comunque finchè dorati e croccanti.
Scolarli su carta di cucina e servirli caldi.

NOTE

- come accennato nell'introduzione l'impasto si fa veramente in un attimo. Kefir o buttermilk (latticello) ormai si trovano con una certa facilità in molti supermercati e proprio in casi estremi potete usare al suo posto metà lattè, metà yogurt lasciati riposare un'oretta fuori dal frigo. Questo tipo di pasta si trova in diverse ricette turche, e qualcuna araba. Se ne ricavano involtini che vengono cotti su griglie roventi dopo essere stati unti di burro o ghee. In alternativa, dice l'autrice, possono essere cotti in forno a 180 gradi per circa 15 minuti e spennellati di burro fuso appena fuori dal forno. Ma credetemi, non c'è paragone.
Strutto per friggere non ne trovo alle mie latitudini, e le scorte sono state prosciugate dal lockdown. L'olio di semi fa benissimo il suo lavoro ;)

- il ripieno è delizioso, ma cercate di comprare halloumi di qualità e non quei blocchi di sale che si trovano al super. Detto questo, non omettete l'aneto per nessun motivo! Persino il mio augusto consorte ne ha notato la presenza, ed è tutto dire, magnificandone l'abbinamento con i formaggi.

- seguendo la ricetta alla lettera vengono dei saccottini piuttosto grandi, che l'autrice del libro indica come perfetti per un pranzo serviti con un'insalata. Mi riprometto di prepararli di nuovo ma più piccoli in modo da poterli servire con gli aperitivi.

- la pasta frigge in un attimo, ma va stesa molto sottile. Gonfia in cottura e rimane croccante per qualche ora. Dopodichè diventa inevitabilmente più morbida, ma comunque buonissima.

 

venerdì 18 settembre 2020

Cetrioli in barattolo

Avete presente quando vi si apre un mondo e vedete la luce.
La rivelazione: chi se l'immaginava che realizzare degli stupendi cetrioli marinati fosse così semplice!
E ve lo dice una che nel barattolo dei cetriolini, quelli comprati, una forchetta ogni tanto la infila tanto per.
Per quella botta di aspro che arriva dritta dritta in testa e mi fa l'effetto del caffè, io che caffè non ne bevo?
Non saprei, so di sicuro che mi piacciono moltissimo.
La realizzazione prende solo qualche giorno di tempo in cui tutto ciò che si deve fare è aspettare.
Sarebbe stata una perfetta ricetta da lockdown, se solo l'avessi scoperta in tempo...:)





QUICK-FERMENTED CUCUMBERS
per un barattolo da circa 3 litri di capacità 
da Summer Kitchens di Olia Hercules

20g di sale marino
10 grani di pepe nero o rosa
5 bacche di pimento
una manciata di foglie di rafano o ribes nero, oppure un pizzico di foglie di tè nero
un chilo di cetrioli piccoli (se grandi, tagliarli in quattro)
un peperoncino rosso affettato sottilmente
10 spicchi di aglio affettatti molto sottili
2 gambi di sedano, uno affettato e l'altro lasciato intero
fiori di aneto o una manciata di gambi e foglie


Mettere a bollire un litro di acqua insieme al sale, mescolando bene per farlo sciogliere.
Portare a bollore quindi aggiungere il pimento e il pepe e spegnere il fuoco facendo raffreddare il tutto a temperatura ambiente.
In un barattolo da circa 3 litri di capacità mettere le foglie, se si usano, quindi inserire i cetrioli, il peperoncino, l'aglio, il sedano affettato e l'aneto.
Versarvi sopra il liquido preparato facendo attenzione che il tutto risulti ben coperto: se i cetrioli tendessero a galleggiare usare il gambo di sedano lasciato intero messo di traverso sulla superficie per tenerli giù.
Chiudere con il tappo sterilizzato e tenere a temperatura ambiente per almeno 24 ore: in clima caldo/tiepido i cetrioli inizieranno a fermentare entra questo tempo ma se fa fresco possono volerci anche due giorni.
Saranno pronti quando la superficie del barattolo risulterà schiumosa, a questo punto si può tirar fuori con una forchetta un cetriolo ed assaggiarlo.
Dovrà risultare piacevolmente aspro, se invece il sapore non si discosta molto da un normale cetriolo prolungare la fermentazione di un giorno ulteriore.
Quando si è soddisfatti del risultato e non si vuole che i cetrioli diventino troppo forti di sapore passare il barattolo in frigo in modo che la fermentazione venga rallentata.
Se invece piacciono più forti si possono lasciare a temperatura ambiente per un altro paio di giorni.


NOTE

- come già detto nell'introduzione è una ricetta semplice, di pura attesa in pratica. Ovvio che più sarà vario il contenuto di aromi nel barattolo più il sapore finale ne guadagnerà. Non avendo foglie di rafano o ribes ho optato per il tè nero ma sono gli unici ingredienti meno comuni, il resto si trova facilmente ad ogni latitudine.

- il risultato finale è direttamente influenzato dalla temperatura esterna. Da me, aria condizionata a parte, fa comunque caldo ed in questo periodo caldissimo per cui il barattolo è stato messo in frigo in due giorni scarsi. Voi assaggiate e valutate a seconda di quanto vi piacciano forti.

- gli usi di un cetriolo marinato non devo certo spiegarvelo io :) ma sono favolosi anche solo come aggiunta ad un'insalata mentre l'autrice rammenta, facendomi sentire meno in colpa, che vada benissimo anche mangiarseli così, in piedi davanti al frigo.

- cetrioli baby da queste parti non si vedono da prima del lockdown quindi ho semplicemente preso i più  piccoli che ho trovato e tagliato in quattro i più grossi. Risultato egregio che non mi ha fatto rimpiangere l'originale.

- se vi siete stufati di conserve e marmellate questa può essere una bella idea per i regali di Natale. Perchè lo sapete si, che arriverà pure in questo pazzo 2020....

lunedì 22 giugno 2020

Sorbetto istantaneo alla ciliegia



Tutta colpa del virus.
Altrimenti non si spiega.
Non sarà la prima volta che su queste pagine leggete di dibattiti accesi sull'italiano parlato dalla sottoscritta e quello invece di cui si fregia come illuminato portatore sano il mio augusto consorte.
In Toscana parliamo il VERO italiano è refrain che ho sentito spesso al dubbio su qualche parola usata dall'uno e non dall'altra.
Partono in genere controlli incrociati che sono finiti pure in messaggi agli esperti dell'Accademia della Crusca, per cui in genere viene fuori che poi le suddette parole esistono, anche se sembrano astruse, per dirla gentilmente, anche se nessuno le usa più da minimo il 1200.
La cannella, in particolare, ancora un trauma.
E non solo per la prima volta che ho capito che poteva anche non essere una spezia, come ho già raccontato.
E nemmeno per la seconda, quando ancora vivevamo in una casa a due piani e ho azzardato di aprirne il barattolo, pur sapendo che per il consorte il profumo è quasi come la kriptonite per Superman.
Mentre lui era al piano di sopra.
Chiuso nella doccia.
Con l'acqua aperta.
Non se ne accorgerà mai, ho pensato, se ne metto un pizzico nella torta.
Improvvisa, dalle scale, una voce un po' urtata.
Ma hai aperto la cannella???
Santo cielo, come ha fatto a sentirne il profumo da così lontano.
Ma poi subito: perchè non arriva più acqua calda in doccia!
Ecco, era quell'ALTRA cannella di cui parlava.
Sospiro di sollievo, e quella nella torta poi c'è l'ho messa eccome.
Ma la vendetta arriva sempre.
O il karma.
Piena pandemia, lockdown totale.
Mia sorella e la sua famiglia lo passano in Toscana.
Il mio nipotino treenne quindi passa molto tempo nella terra del suo papà, babbo pardon, full immersion non indifferente rispetto alla sua vita quotidiana che  si svolgeva a Roma.
Succede d'improvviso.
Senza avvisaglie.
Mamma, questo è sporco, lo laviamo sotto la cannella?
Un colpo è preso a lei, mia sorella, ed a me appena me l'ha raccontato.
Speriamo che il rientro a Roma porti giudizio.
Ed un repentino cambio di lingua parlata :D


Questo sorbetto DOVETE farlo subito: cercate le ciliegie surgelate perchè sono proprio quelle che servono per la ricetta, spero più economiche di quelle fresche di cui leggo prezzi tali da poter essere battute da Sotheby's.
Unica condizione di avere un robot da cucina, poi non si cuoce niente, non si mescola, non si fatica.
E nemmeno c'è da aspettare troppo per mangiarlo ;)






QUICK CHERRY SORBET
di Irina Georgescu

500g di ciliegie surgelate (non fatele scongelare)
50-100 g di zucchero o miele (a seconda di quanto lo si voglia dolce)
poca buccia di limone grattugiata
un tappo di liquore alla ciliegia (o succo di limone)
un albume (circa 40grammi se come me usati quelli pastorizzati in brik)


Nel robot versare tutti gli ingredienti TRANNE l'albume. Frullare finchè il tutto è amalgamato ma non sciolto, raschiate in caso le pareti del frullatore se parte del composto rimane attaccato.
Appena omogeneo versare l'albume e frullare ancora ad alta velocità per qualche secondo, finchè sarà liscio e omogeneo.
Tenere in freezer per 30 minuti e servire decorato con poca scorza di limone.


NOTE

- la ricetta funziona in realtà con qualunque tipo di frutta ma NON OMETTETE L'ALBUME. Anche se l'autrice dice che è facoltativo in realtà contribuisce in modo essenziale alla divina consistenza finale.

- non indurisce troppo in freezer ed è più buono se lo servite morbido come indicato.
Arabafelice in cucina! © . Template by Berenica.