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martedì 14 settembre 2021

Empanadas di pollo

 


Mi ha fatto sorridere l'introduzione a questa ricetta.
Guisell Harith Osorio, l'autrice arrivata negli USA dal Cile facendo mille lavori, arrabattandosi e riuscendo a coronare il sogno di aprirvi un ristorante, ne spiega meticolosamente i passaggi imparati dalla nonna.
E quando volle, per la prima volta, cucinare qualcosa per i neo-suoceri californiani rimase spiazzata perchè i loro piatti preferiti erano tutti pronti, in barattolo o da scaldare al microonde!
Orgogliosamente rivela che al suo ristorante questo elettrodomestico nemmeno viene utilizzato, e che tutto ciò che voleva era far conoscere le autentiche empanadas agli americani.
Ora, di gente che con un certo compiacimento mi ha detto "noi in casa non cuciniamo" ne ho conosciuta anche io.
Ma per fortuna ne ho incontrata molta di più che, specie nelle comunità di expat che si formano all'estero, non vedeva l'ora di farti conoscere la cucina tradizionale, le sue specialità.
E non solo: non vedeva l'ora di conoscere le nostre, con un certo sbigottimento quando ciò che credeva tanto italiano di italiano non aveva nemmeno il nome esatto.
Empanadas preparate da sudamericani DOC ne ho mangiate tante, e vi confermo che non una volta la ricetta non mi è stata presentata come la più autentica, l'unica, l'originale.
L'ultimissima versione, durante una cena surreale che mi riservo di raccontare prima o poi non sapendo se partire dall'assenza totale di posate in tavola o dai fazzoletti da naso offerti come tovaglioli, ha previsto la presenza della zuccheriera in tavola.
Pare che nella cittadina di cui la nostra ospite è originaria le empanadas di pollo vadano aperte a metà e spolverizzate di zucchero.
Ho provato per cortesia, e che dire: passo volentieri :)
Invece la ricetta qui sotto è tradizionale nel senso più estremo della parola, con tanto di numero esatto di acini di uvetta da usare in ciascuna!


EMPANADAS DE POLLO
da "We Are La Cocina" AA.VV.
per 12 pezzi

per la pasta
420 g di farina comune
mezzo cucchiaino di sale
110 g di burro tagliato a pezzetti e congelato
110 g di strutto, tagliato a pezzetti e congelato
acqua fredda a seconda della necessità (tra 180 e 240ml)

per il ripieno
un pollo cotto da circa 1.6-1.8 kg (cotto in casa, lesso oppure di rosticceria)
2 cucchiai di olio di semi
70 g di cipolla tritata
60 g di peperone rosso tagliato finemente
1 peperoncino giallo peruviano a pezzetti (semi inclusi)
3 spicchi di aglio tritati
un cucchiaio di origano secco
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
240 ml di brodo di pollo
sale
3 uova sode, tagliate in quarti
circa 70 g di uvetta
12 olive nere, denocciolate

per spennellare
un uovo intero
2 cucchiai di acqua

 

Preparare la pasta: mescolare la farina con il sale.
Mettere nel robot da cucina il burro, il lardo e la farina azionando le lame a scatti. Il composto dovrà apparire grumoso e con il grasso a pezzi ben distribuito. Aggiungere quindi l'acqua, pochissima alla volta e con le lame sempre azionate a scatti, finchè il tutto sta insieme.
Non dovrà risultare troppo appiccicose quindi regolarsi bene con l'acqua.
Avvolgere l'impasto in pellicola da cucina e metterlo in frigo per almeno un'ora.

Per il ripieno: separare la carne di pollo dalle ossa, quindi tagliarla finemente e lasciare da parte.
Scaldare l'olio in una padella capiente quindi aggiungere la cipolla, i peperoni e l'aglio facendo cuocere per qualche minuto finchè le verdure risulteranno ammorbidite.
Aggiungere quindi l'origano ed il concentrato di pomodoro, mescolare bene ed aggiungere il pollo.
Abbassare la fiamma ed aggiungere il brodo, grattando bene con il mestolo il fondo della padella per staccare eventuali residui.
Far cuocere, mescolando spesso, per 3 o 4 minuti o finchè il liquido sarà evaporato quasi del tutto. Aggiungere del sale e spegnere il fuoco, quindi assaggiare e regolare il condimento.
Far raffreddare completamente (l'operazione può essere velocizzata versando il tutto su un vassoio e mettendolo in frigo)

Confezionare le empanadas: preriscaldare il forno a 190 gradi. Dividere l'impasto a metà e stenderlo col mattarello su una superficie infarinata allo spessore di circa 3mm. Tagliare con un coppapasta  6 cerchi da 15cm di diametro e versare 2 cucchiai di ripieno su ciascuno. Completare ogni empanadas con un quarto di uovo sodo, 4 acini di uvetta e un'oliva.
Inumidire i bordi e piegare la pasta sul ripieno a formare una mezzaluna. Pressare bene i bordi e completare arrotolandoli su se stessi.
Ripetere con la seconda metà dell'impasto fino ad esaurimento degli ingredienti, sistemare le empanadas su una teglia e spennellarle con il mix di uovo e acqua.
Cuocere per circa 25-30 minuti o comunque finchè ben dorate.
Servire tiepide.

NOTE

- la ricetta non è particolarmente complicata, solo avendo diversi passaggi è ovviamente un po' lunga. Rido perchè l'autrice dopo averci detto che meglio cucinare tutto "from scratch" ovvero da zero offre l'opzione del pollo di rosticceria per il ripieno. L'alternativa sarebbe stata un pollo lesso usato per realizzare del brodo, di cui comunque riporta la ricetta...beh, da me ha vinto la rosticceria!

- non so se per il clima, ovvero il caldo, l'impasto è risultato piuttosto morbido anche con l'aggiunta di meno acqua di quanto indicato. Viene comunque ricordato di andarci piano e di aggiungerne poca alla volta.

- il ripieno, complice il pollo arrosto, è molto buono e saporito e sta benissimo con l'involucro che invece risulta abbastanza neutro. Anche la dimensione indicata è perfetta per una empanada che non risulti troppo grande.

giovedì 26 agosto 2021

Melanzane Fumé

 


Altro trasloco, in casa arabafelice.
Non troppi chilometri da dove siamo stati nei tre anni precendenti.
Niente più grattacielo altissimo davanti al Golfo Persico.
Villetta a piano terra, giardino, grandi vetrate nel soggiorno.
Cosa chiedere di più?
Il primo giorno, si sono rotti i bagni.
All'unisono.
Due sciacquoni su tre hanno deciso di smettere di funzionare, e meno male c'è il bagno di servizio.
Il secondo giorno  l'aria condizionata ha deciso di emettere un fischio assordante e continuo.
Mi correggo: era notte, e non giorno.
Se la spegni, muori perchè fuori ci sono cinquanta gradi.
Se la riaccendi, impazzisci.
Il terzo giorno sono venuti a riparare tutto e abbiamo ripreso fiato.
Fino al quarto giorno, in cui si è staccata la parte anteriore di un cassetto della cucina e mi è caduta su un piede.
Il quinto giorno sono arrivate, in massa, le formiche.
Il sesto ho comprato ogni tipo di insetticita ma mi hanno spiegato che eh no signora, è il bello del giardino nel deserto.
Il settimo, decidiamo di prendere fiato.
Un paio d'ore in piscina, dopo l'ammazzata del trasloco, non ce le toglie nessuno.
Vuota, tutta per noi.
Un sogno.
Dura poco, come tutti i sogni.
Appaiono mamma con bimbo, lei è gentile ed il bimbo un amore.
Ma  insiste che lui provi a nuotare, e lui galleggia a mala pena.
Sempre a bocca aperta, la maggior parte del tempo sott'acqua.
E' stato un attimo e  tutto è successo nello stesso momento.
Bimbo beve, e vomita in piscina.
Noi voliamo fuori.
La signora imbarazzatissima si scusa, ovviamente sono cose che possono capitare.
Ma è possibile che capitino tutte a noi? :D


Questa ricetta l'ho adocchiata su Facebook, da Giuliana , che a sua volta le aveva preparate per Keep Calm and What's for Dinner.
Lei la definisce la ricetta PERFETTA, e sottoscrivo in toto: non avete idea.
Semplicissima, la dovete provare!

 


 

MELANZANE FUMÉ
dal blog La gallina vintage

3 grosse melanzane
50 ml di aceto bianco
100 ml di olio extravergine d'oliva
20 g di zenzero tritato
3 spicchi di aglio tritati molto fini
un cucchiaino colmo di miele
un pizzico di  Piment d'Espelette (o peperoncino secco)
sale
origano


Tagliare le melanzane a metà e ogni metà a spicchi, avendo cura di non farli troppo spessi.
Farle spurgare, se serve.
Intanto preparare una marinata semplicemente mescolando tutti gli ingredienti e far marinare le fette per almeno mezz'ora.
A questo punto grigliare finchè si ammorbidiscono.
Servire a temperatura ambiente, irrorate con la marinata rimasta.


NOTE

- le melanzane che trovo qui non necessitano di essere spurgate e ho saltato questo passaggio.

- per un imprevisto ho lasciato le melanzane nella marinata per un paio d'ore invece che la mezz'ora consigliata: lo farò sempre perchè si sono insaporite tantissimo!

- Giuliana consiglia di passarle brevemente in padella e poi sulla griglia/bistecchiera per essere sicuri che cuociano bene. Non ho provato perchè le ho cotte direttamente sulla bistecchiera ma mi riservo alla prossima occasione.

- si conservano qualche giorno in frigo,   in teoria.Le ho irrorate con la marinata rimasta  ma il giorno dopo erano sparite. Sono buonissime anche fredde,

martedì 15 giugno 2021

Dip di melanzane alla soia e miele al timo

 


Melanzane sono la mia nonna siciliana che ne frigge una tonnellata,  noi bambini che torniamo dal mare e le facciamo sparire prima ancora che possano arrivare in tavola.
Il profumo arrivava al cancello, e dal vialetto già sapevi che l'avresti trovata in piedi ai fornelli e che ci avrebbe detto senza convinzione di stare lontani.
E lei che i suoi polli li conosceva bene preparava il piatto "esca" da farci sbranare e friggeva le altre mentre velocemente ci rendevamo presentabili per andare a tavola.
Melanzane fritte, semplici o impanate.
E sto.
In altro modo non mi sono mai piaciute più di tanto, e mi perdonino gli amanti della parmigiana che mai mi ha conquistato.
Hanno scalfito il mio credo negli anni solo il baba ganoush, la crema di melanzane tipicamente mediorientale incontrata nella mia vita di arabafelice e la melitzanosalata, dip tipico tra gli antipasti greci.
Quindi ho scelto al volo questa ricetta che finalmente proponeva di quest'ultima una versione rinnovata.
Funziona?
Leggete e lo saprete.
Ma intanto correte a comprare il pane.
Perchè se la provate capirete perchè sia il piatto più gettonato là dove è stato creato ;)

 

 

 GRILLED AUBERGINE WITH SOY AND THYME HONEY
per 8 persone
da Mazi-Moder Greek Food

9 grosse melanzane (circa 3kg)
60 ml di olio d'oliva
mezza cipolla bianca affettata
1 spicchio d'aglio tritato
5 pomodori maturi
4 cipollotti affettati in anelli sottili
un mazzetto di prezzemolo tritato
un generoso pizzico di sale

per la vinaigrette di salsa di soia e miele al timo:
100 ml di salsa di soia (tipo "dark")
100 ml di olio extravergine d'oliva
50g di miele al timo

per la vinaigrette al balsamico:
2 cucchiaini di salsa di soia
60ml di olio extravergine d'oliva
25 g di miele al timo
1 cucchiaio di aceto balsamico

 

Usando delle pinze da cucina abbrustolire ogni melanzana sulla fiamma del fornello per circa 15 minuti finchè saranno ben scurite e la polpa risulterà morbida. In alternativa si possono cuocere su un barbecue.
Lasciarle raffreddare quindi tagliarle nel senso della lunghezza e ricavarne la polpa aiutandosi con un cucchiaio. Metterla in un colino e lasciarla perdere l'acqua in eccesso per almeno mezz'ora. Affettare la polpa grossolanamente, evitando di lasciare comunque pezzi troppo grossi.

Nel frattempo preparare le due vinaigrette: mescolare gli ingredienti della prima e versarli in una ciotola. Fare lo stesso con la seconda, mescolando gli ingredienti tra loro. Tenere le due vinaigrette separate.

Scaldare l'olio in una casseruola su fuoco alto e cuocere la cipolla per circa un minuto girando sempre. Dovrà ammorbidirsi senza scurirsi. Aggiungere quindi l'aglio e la polpa di melanzana e cuocere, sempre mescolando, finchè l'eventuale liquido sarà evaporato e il composto assumerà un colore brunito. Il tempo di cottura dipenderà da quando acquose sono le melanzane.
Aggiungere quindi la vinaigretta di salsa di soia e miele, cuocere altri 2 minuti quindi togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.

Mentre le melanzane si raffreddano tagliare i pomodori a metà ed eliminare i semi. Ridurne 4 a cubetti e affettare l'ultimo.

Una volta che le melanzane sono raffreddate aggiungere la vinaigrette di balsamico e mescolare, quindi unire i pomodori a cunetti, i cipollotti, il prezzemolo, il sale e mescolare bene.

A questo punto la preparazione può essere servita in ciotoline individuali guarnita con fette di pomodoro ed erbette.
In alternativa può essere conservata in frigo in un contenitore ermetico per 3 giorni.


NOTE

- la ricetta non è complicata ma necessita di vari passaggi. In realtà sono facilmente suddivisibili tra mattina/sera e la cottura delle melanzane può essere realizzata anche il giorno prima. 

- la qualità delle melanzane è ovviamente fondamentale. Se penso a quelle, bellissime, siciliane mi vien da piangere! Quelle rinsecchite che trovo qui hanno fatto comunque una discreta figura e non essendo per nulla acquose hanno invece facilitato la realizzazione che non ha avuto bisogno di asciugare troppo sul fuoco.

- confesso che la cottura delle stesse mi è stata impossibile sulla fiamma viva perchè in casa ho le piastre elettriche.  Le ho arrostite invece sotto il grill del forno, avendo cura di bruciacchiarle per bene, quindi non so dire se 15 minuti a melanzana su fiamma viva siano sufficienti per la cottura anche dell'interno. Sicuramente, viste le nove melanzane previste si finirebbe di cuocerle tutte dopo ore!

- la preparazione andrebbe servita a temperatura ambiente ma secondo me fredda di frigo, il giorno dopo, era ancora migliore. Ah si, l'olio è abbondante. Resistete alla tentazione di metterne meno, serve tutto!


martedì 18 maggio 2021

Brownie al cioccolato e...l'ingrediente segreto!

 


 Ve lo dico subito: preparatevi
Preparatevi ad impiastricciare la cucina come non mai.
Tutto viola, ovvio.
Alla barbabietola così grossa che per cuocerla ore ce ne sono volute due.
A realizzare in corso d'opera che il robot da cucina non è abbastanza grande per contenere il composto da frullare, ed esce dal coperchio.
A versarlo nell'altro frullatore, quello grande per davvero, che non avete tirato fuori per pura pigrizia.
Ad affettare la barbabietola per la decorazione insieme al vostro dito.
A versarlo, ormai senza più poesia, nella teglia preparata quasi segretamente sperando che venga male per poterlo bocciare, e vendicare quindi il lavoro extra, la cucina disastrosa, il dito mezzo andato.
Ad assaggiarlo quindi, prevenuti.
E ricredervi.
Si, perchè se fino all'ultimo mi sono chiesta se tutto il lavoro giustificasse la presenza di un dolce con dentro una barbabietola nella mia vita ebbene, la risposta è stata si.
Un brownie tra i migliori mai fatti, morbido, cremoso e che comunque si taglia in porzioni perfette.
Fate anche voi il quiz dell'assaggio.
Il mio augusto consorte ha temuto un depistaggio vedendo la barbabietola sulla superficie ed ha azzardato carote?
Ma solo perchè sapeva solo che avrebbe dovuto nominare qualcosa di strano!
Un'ultima nota e poi correte a farlo: la barbabietola non rende questo dolce più sano, meno calorico, meno ricco.
Solo meravigliosamente morbido, e fa si che la farina senza glutine (che ho usato per testarne la riuscita) lavori benissimo e non faccia rimpiangere quella comune.
E' solo più buono, non più salutare ;)

 

BLENDER BEETROOT BROWNIE (BBB)

da In Praise of Veg di Alice Zaslavsky

un'arancia, meglio se biologica
una barbabietola più o meno della stessa dimensione dell'arancia, più un'altra piccola per la decorazione
200g di burro fuso
200g di cioccolato fondente fuso, più altri 50g per la copertura
3 uova
220g di zucchero semolato
un cucchiaino di estratto o pasta di vaniglia
200g di farina di mandorle
75g di farina senza glutine (o farina comune)
55g di cacao amaro in polvere
70g di noci
un cucchiano di lievito per dolci
la punta di un cucchiaino di sale in fiocchi
yogurt, per servire

 

Bollire l'arancia intera e la barbabietola insieme, in una pentola con acqua abbondante aggiungendone sempre quando evapora. Cuocere per circa un'ora o comunque finchè saranno morbide ed uno spiedino le attraverserà facilmente.
Foderare con carta forno una teglia da brownie da 30x20cm oppure una pentola di ghisa (per quest'ultima basta foderare solo la base).

Quando la barbabietola non è più così calda da non poter essere maneggiata sfregarla con della carta forno o con il lato di un cucchiaino per rimuovere la buccia.
Preriscaldare il forno a 180 gradi.

Mettere la barbabietola tiepida, l'arancia, il burro ed i 200 g di cioccolato fuso nel frullatore o in un robot da cucina. Frullare finchè il tutto diventa una pasta liscia.
Aggiungere uova, zucchero e vaniglia e frullare a scatti solo per amalgamare.
In una ciotola a parte amalgamare farina di mandorle, farina senza glutine, le noci, il cacao ed il lievito. Versare questo mix nel frullatore e far girare le lame solo il tempo di amalgamare.
Non frullare troppo o il risultato sarà un mattone!
Versare il composto nella teglia preparata, cospargere con i 50g di cioccolato a pezzetti e con delle fette sottili della barbabietola tenuta da parte. Cospargere infine con il sale.
Cuocere per 40-45 minuti, finchè l'interno sarà ancora morbido: qui la prova stecchino non fa fede.
Servire tiepido con dello yogurt per accompagnare, oppure mettere in frigo.
Si conserva perfettamente anche una settimana.


 

NOTE

- se siete alla ricerca di un dolce gluten free buonissimo, non troppo complicato e che venga umido e morbidissimo lo avete trovato. Ma anche con la farina comune viene benissimo. Il colore è stupendo, una specie di burgundy veramente incantevole. E se non è il colore che deve impressionare in un dolce ma il sapore, allora si va sul sicuro. Ovviamente non riconoscerete la barbabietola ma più l'arancia con il suo contrasto con il cioccolato. Se conoscete e soprattutto vi piacciono quelle tortine confezionate che si chiamano Jaffa Cakes (non sono sicura si trovino in Italia, a dire il vero) allora è il dolce per voi: assomiglia moltissimo!

- il procedimento in sè non è complicato, solo lungo in alcuni passaggi. Mi sono amaramente pentita di aver preso una barbabietola grossa come l'arancia perchè ci ha messo una vita a cuocersi! Con due più piccole avrei fatto prima. Il composto è parecchio, e nonostante il mio robot da cucina sia grande ho dovuto virare sul Vitamix per evitare di avere composto viola da tutte le parti. Tenetelo presente.

- come detto il composto riempie una teglia piuttosto grande. Dello skillet non viene messa la dimensione ma il mio da 30cm è andato benissimo.

- il dolce è denso, umido e compatto. Un vero e proprio brownie. Attenzione a non lavorare troppo l'impasto nè a cuocerlo troppo. La prossima volta voglio cuocerlo ancora meno, per un vero e proprio effetto tipo "lava cake".

- tiepido era molto buono, ma secondo me imbattibile freddo di frigo: l'interno diventa quasi una mousse. Complice i miei attuali 45 gradi all'ombra ho preferito questa seconda versione. Addirittura il secondo giorno è forse anche più buono.

- l'unico punto su cui mi sento di dissentire è lo yogurt di accompagnamento: non so se sia per intenti salutari o salutistici ma con un dolce denso come questo ho preferito della normale panna montata per la versione fredda e una pallina di gelato per quando l'ho assaggiato tiepido.

martedì 11 maggio 2021

Peperoni ripieni...col ripieno dei samosa!

 



 

C'è piatto più estivo dei peperoni ripieni?
E, concedetemelo, più banale?
Non fraintendetemi: ma le classiche verdure ripiene dove alla fine nemmeno distingui cosa stai mangiando non mi hanno fatto mai particolare simpatia.
Qui invece è stato amore a prima vista.
Andando matta per i samosa, ovvero quei fagottini di pasta phillo tipici della cucina indiana (e dintorni) ho colto la palla al balzo.
E poi l'uso dei miei amatissimi papandum, o poppadum, o ancora pappam che dir si voglia: sfoglie fritte di farina di ceci, leggere come nuvole, che volendo possono assomigliare a delle frappe salate.
Insomma, ho capitolato.
E meno male ;)

 

SAMOSA-MIX STUFFED PEPPERS
per 6 porzioni
da In Praise of Veg di Alice Zaslavsky

6 peperoni, gialli o rossi o entrambi, tagliati a metà per il lungo
95g di yogurt greco
3 spicchi d'aglio tritati
un paio di papandum per servire (facoltativi, vedere la nota)
coriandolo, per servire

per il ripieno:
500 gi di patate farinose pelate e tagliate in cubetti da 2cm
60 ml di olio vegetale o di senape
2 cucchiaini di semi di senape gialla
1 cucchiaio di curcuma in polvere
1 cucchiaino di curry in polvere
1 cucchiaino di garam masala
1 cucchiaino di pepe nero macinato al momento
2 spicchi d'aglio finemente tritati
2 piccoli peperoncini verdi affettati finemente
qualche foglia fresca di curry tritata (e qualcuna per guarnire)
400 g di macinato di manzo
140g di piselli congelati, fatti scongelare
1 cucchiaio di brown sugar
1 cucchiaio di aceto bianco

Preriscaldare il forno a 200 gradi.

Cominciare dal ripieno: mettere le patate in una pentola e coprirle con acqua fredda abbondantemente salata. Portare a bollore su fuoco medio quindi abbassare la fiamma e lasciar sobollire 15 minuti o comunque finchè cotte. Scolare e lasciare da parte.
Nel frattempo scaldare l'olio vegetale o di senape in una larga padella su fuoco medio/alto. Una volta ben scaldato aggiungere i semi di senape che scoppietteranno immediatamente.
Toglierne la metà dalla padella e lasciare da parte. Aggiungere invece a quelli in padella tutte le spezie, l'aglio ed il peperoncino ed infine le foglie di curry. Cuocere per circa un minuto quindi aggiungere la carne. Con un mestolo o uno schiacciapatate rompere eventuali grumi della carne e cuocerla per circa 5 minuti o finchè ben dorata.
Aggiungere quindi le patate, i piselli, l'aceto, lo zucchero ed aggiustare anche di sale.
Togliere dal fuoco e lasciare da parte.

Mettere i peperoni tagliati a metà su una teglia da forno, la parte tagliata verso il basso, e arrostirli per circa 10 minuti, finchè cominceranno a trasudare ed ammorbidirsi. Togliere quindi semi e filamenti dall'interno e riempirli con il composto preparato.
Rimettere il tutto in forno nella parte più alta ed arrostire per 5-10 minuti, finchè il tutto sarà leggermente brunito .
Intanto mischiare lo yogurt con l'aglio ed i semi di senape lasciati da parte.
Se si usano, friggere i papandum e qualche foglia di curry.
Versare la salsa di yogurt sui peperoni, guarnire con il coriandolo, i papandum spezzettati e le foglie di curry e servire subito.



NOTE

- comincio dai papandum, perchè in effetti in Italia potrebbe essere più complicato reperirli. La versione a cui fa riferimento l'autrice è quella pronta, essiccata e da friggere a casa. Da me si trovano al supermercato e ne ho sempre in casa perchè sono divini a dir poco. Sono pure gluten free e vegani e rappresentano una scelta vincente per uno sfizio che non sia le solite patatine. E sono anche bellissimi una volta fritti, come potete vedere dalla foto qui sopra. Mi raccomando una cottura rapida, veramente pochi secondi, in olio profondo e caldissimo. Gonfieranno e si arricceranno quasi come delle frappe. Resistete agli assaggi :)

- la ricetta non è complicata ed in realtà quello che potrebbe sembrare un ripieno quasi banale (carne, patate, piselli) diventa una meraviglia con l'uso delle spezie indicate. Non ci va leggera l'autrice ma direi che è necessario per dare una connotazione decisa al piatto. La salsa di accompagnamento è assolutamente necessaria per dare completezza e legare il tutto: non omettetela.

- tempi di cottura rispettati in gran parte ma i miei peperoni ci hanno messo di più ad ammorbirsi, in effetti erano piuttosto grandi. In effetti possono essere cotti con largo anticipo e non mentre si prepara il ripieno. 

- il sale non è elencato tra gli ingredienti ma viene rammentato spesso di aggiungerlo. D'altronde anche le patate vanno lessate in acqua ben salata, sicuramente non è un ripieno sciapo! Invece il coriandolo è stato sostituito da prezzemolo perchè credo sia una delle pochissime cose che non mangio.

- insomma, qui sono stati un successone! Portati ad un barbecue sono stati graditissimi. Giusto il mio augusto consorte storce il naso davanti alle spezie, ma si sa...nessuno è perfetto :)

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