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giovedì 23 gennaio 2020

Pancakes salati al parmigiano


Un piatto unico vegetariano o un contorno: a voi la scelta.
Provateli perchè sono buonissimi e veramente facili.
Ma metteteci il sale ;)
Ricetta e dritte oggi su Starbooks!

lunedì 16 dicembre 2019

Brunsli, i biscotti di Natale! (gluten free e senza lattosio)



Magari l'avete letto e non ci avete fatto caso.
Ma il fatto che l'Arabia Saudita abbia finalmente aperto ai visti turistici dopo essere stata pressocchè inaccessibile per moltissimo tempo è un fatto epocale.
Saranno presenti regole e restrizioni ma più blande, le donne dovranno vestire modestamente ma non saranno obbligate alla tradizionale "abaya" e coppie non sposate potranno condividere la stessa camera d'albergo!
Quelle che vi sembrano ovvietà qui sono veramente passi da gigante.
E sorprendentemente, sono arrivate loro.
Le domande.
Quei lettori sconosciuti che mi scrivono di solito per chiarimenti sulle ricette, qualche complimento gentile, ed in qualche caso qualche insulto (yes!).
Stavolta i lettori sconosciuti mi fanno finalmente domande su dove viva, e se valga la pena venirci.
Ora, tutto dipende da cosa cercate.
L'Arabia Saudita è un Paese splendido, con una natura sorprendentemente varia e siti spettacolari come quello di Mada'in Salih, patrimonio dell'Unesco.
Non è Dubai, e nemmeno gli USA.
E tanto meno un Paese del terzo mondo, anzi tutto il contrario.
Quindi, ricapitolando:

Ma la corrente c'è?
Santo cielo, si. E siccome l'elettricità si paga pochissimo è tutto illuminato a livello stadio del Maracanà per la finale del Mondiale.

Internet c'è?
Santo cielo, si. D'altronde come lo scrivo questo blog? Non ci sarà wifi libero ovunque ma vi basterà entrare in uno degli onnipresenti Starbucks.

Ma i locali e i bar?
Locali notturni e bar come in Occidente, no. Una marea di ristoranti, locali dove fumare la shisha o tirare tardi. Alcolici e carne di maiale, no. Cibo di ogni tipo, e siate coraggiosi negli assaggi. La pasta al dente e la pizza buona magari le mangiate a casa, ok?

Il mare è attrezzato?
Grazie al cielo, no. Stabilimenti orripilanti con sdraio in fila no, ma ahimè arriveranno. Godetevi il Mar Rosso con una gita in barca ed un'immersione (non è bello allo stesso modo il Golfo Persico) ricordandovi che per mettervi in bikini dovrete trovare spiagge isolate o riservate agli occidentali.

E' caro?
Dipende. Se andate a cena al Ritz Carlton o al Nobu Hotel, si. Se mangiate nei localini per la strada, no.

Ci sono malattie?
No, non è richiesta alcuna profilassi ed anzi a noi residenti sono richieste analisi e vaccinazioni prima di entrare nel Paese per mostrare che non siamo portatori di alcun contagio.

L'acqua c'è?
Santo cielo, si. L'acqua in bottiglia costa più cara delle bibite, dato che è sempre importata. Avrete acqua a volontà per in Arabia Saudita è presente il desalinizzatore più grande del mondo. Piuttosto, non sprecatela (anche se vedrete prati all'inglese innaffiati a 50 gradi per tenerli in vita contro ogni regola della natura)

Ma ne vale la pena?
Santo cielo, mi tocca dire di nuovo, ma che domanda è. Qualunque posto vale il viaggio e specie se è stato oscuro ed inaccessibile  per tanto tempo. Abbiate chiaro in testa cosa cercate, ed informatevi: se avete un po' di spirito d'avventura e siete curiosi di scoprire un mondo tanto diverso da sembrare un universo parallelo, si. Se dovete tornare a casa per raccontare che gli spaghetti non li sanno cucinare, che le spezie puzzano, che le strade non sono chiare  e che non potete bere alcolici (tutte sentite con le mie orecchie) state a casa che risparmiate :)

Ed in tutto questo lo confesso: sono ben contenta di essermela goduta quando potevano farlo in pochi.
Non me la rovinate, ora ;)


Natale in Arabia non si festeggia ufficialmente ma come dicevo nei post precedenti è un mese che ci si scambia regali per farsi gli auguri prima delle varie partenze.
Questi hanno riscosso lo stesso successo dei precedenti, con in più il fatto che possono essere mangiati anche dai celiaci e dagli intolleranti al lattosio.
E sono facilissimi!!!
Sempre grazie a quel genio di Yotam Ottolenghi ;)





 BRUNSLI CHOCOLATE COOKIES
da Simple di Yotam Ottolenghi
per 20-25

270 g di farina di mandorle
250 g di zucchero semolato (più dell'altro per la copertura)
40 g di zucchero a velo
40 g di cacao amaro
un cucchiaino di buccia d'arancia grattugiata
un cucchiaino e mezzo di mix di cinque spezie cinesi (vedere la nota)
la punta di un cucchiaino di sale
2 albumi grandi
un cucchiaino di estratto di vaniglia



Mescolare in una ciotola la farina di mandorle, lo zucchero semolato, lo zucchero a velo, il cacao, la buccia d'arancia, il mix 5 spezie e il sale.
Aggiungere gli albumi (non montati) girando finchè il tutto sta insieme.
Avvolgere in pellicola per alimenti e mettere in frigo per un'ora.
Stendere l'impasto tra due fogli di carta forno ad uno spessore di circa un cm e mezzo e tagliare i biscotti. Reimpastare i ritagli e continuare fino ad esaurimento.
Spolverizzare ogni biscotto con zucchero semolato  e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 12 minuti, finchè la base sarà leggermente croccante ed il centro ancora morbido.
Far raffreddare e servire.


NOTE

- il mix di cinque spezie cinesi (five spice mix) ormai si trova abbastanza comunemente (Naturasì, supermercati forniti, online). E' una miscela di spezie macinate che racchiude cannella, chiodi di garofano, anice stellato semi di finocchio e pepe nero. Dà un gusto veramente natalizio :)

- quanti biscotti vengono dipende ovviamente dalla dimensione degli stampini, i miei erano abbastanza piccoli e ne ho ottenuti 27.

- l'impasto crudo dura qualche giorno in frigo e da cotti durano anche una settimana in una scatola ermetica.

- a me non piace molto l'abbinata cioccolato/arancia per cui ne ho lasciato metà senza scorza grattugiata.

lunedì 9 dicembre 2019

Polvorones al pistacchio



Non è questo il periodo sacro in cui nonostante il tempo sia se possibile meno del solito si ha la scusa per provare nuovi biscotti?
Li avevo puntati da tempo immemore, e già sapevo che sarebbero stati buonissimi.
Quello che non sapevo è che mai come in questo caso la parola "buonissimi" non rende minimamente quello che sono questi biscotti.
L'augusto consorte, con due in bocca, ha chiesto deroga alla non scritta regola che solo ben poche ricette si ripetono, in casa arabafelice, mentre si insegue il nuovo ed il curioso...
Si sciolgono in bocca, un'esplosione quasi, e sentirete i pistacchi, la cannella da ultima, forse un po' il salato e si, quel grado di  burroso che ogni biscotto che si rispetti deve promettere e mantenere.
Come vi ho già detto per il fudge dell'ultima ricetta, fateli e regalateli.
E non mangiatevi tutto l'impasto crudo...
O teneteveli tutti pensando che tanto la prova costume è lontanissima :D




PISTACHIO POLVORONES


120 g di farina 00
120 g di farina integrale fine per dolci (oppure altra farina 00)
un quarto di cucchiaino di cannella in polvere
la punta di un cucchiaino di sale fino
225 g di burro a temperatura ambiente
225 g di zucchero a velo (non vanno tutti dentro i biscotti, leggere bene)
un cucchiaino e mezzo di estratto di vaniglia
mezzo cucchiaino di estratto di mandorle
95 g di pistacchi leggermente tostati non salati (metà macinata finemente l'altra metà leggermente più grossolana)
20 g di farina di mandorle


In una ciotola mescolare la farina, (o le farine se si usano i due tipi) la cannella ed il sale.
A parte sbattere il burro con le fruste elettriche per circa 5 minuti finchè chiaro e montato, unirvi quindi 75 g di zucchero a velo (presi dal totale della ricetta) e sbattere ancora per un minuto.
Unire estratto di vaniglia e quello di mandorle, quindi aggiungere la farina usando una spatola senza mescolare troppo.
Unire tutti in una volta farina di mandorle e pistacchi (sia quelli in polvere che quelli più grossolani), mescolare velocemente solo finchè il tutto sta insieme quindi avvolgere l'impasto in pellicola e mettere in frigo mezz'ora almeno o finchè sodo (è piuttosto morbido appena fatto).
Prelevare pezzetti di impasto grandi all'incirca un cucchiaio scarso e formare delle palline che andranno rotolate nello zucchero a velo rimasto.
Sistemarle in teglia coperta con carta forno distanziandole di circa 2,5 cm l'una dall'altra e mettere in freezer per 15 minuti finchè ben sode.
Cuocere quindi in forno preriscaldato a 180 gradi per curca 18-22 minuti finchè saranno dorate attorno al bordo (c'è voluto meno nel mio forno, quindi controllate a vista)
Sfornare e far riposare nella stessa teglia per 10 minuti, quindi trasferire su una gratella per far raffreddare completamente.
Quando saranno perfettamente raffreddati  rotolare ogni biscotto nello zucchero a velo rimasto.
Conservarli in un contenitore ermetico, durano anche una settimana.


NOTE

- la farina integrale per dolci ha una grana più fine di quella classica, se non la trovate optate per tutta farina 00.

- i biscotti crudi possono essere surgelati, nel caso cuocere circa un minuto un più ma come ho detto meglio controllare a vista. Non stracuoceteli!

mercoledì 27 novembre 2019

Il fudge più buono del mondo (gluten free e senza uova)



Di nuovo quel periodo dell'anno nella vita expat: quando le vacanze si avvicinano e ci si comincia a fare gli auguri per tutte le feste, da Thanksgiving a Natale, per anticiparsi dato che poi a breve quasi tutti partono.
E di nuovo il fantozziano scambio di regali di  cui vi ho parlato già lo scorso anno e che, credetemi, non è migliorato affatto.
Anzi.
Complice il grande movimento ambientalista del momento ecco che l'ispirazione è stata il DIY, il regalo fai da te.
Niente sprechi, usiamo quello che abbiamo in casa, attiviamo la fantasia.
Bellissima idea, in teoria.
Nella pratica un po' meno, dato che nell'ordine ho rimediato: primo, un sapone fatto in casa con ingredienti che sono stati definiti "preziosi e segreti" dalla signora che lo ha realizzato.
Temo una vaga presenza di candeggina però, visto il segno che mi ha lasciato sulle mani appena ho provato a usarlo: funzionerà meglio come detersivo per le superfici, immagino.
Una candela fatta con avanzi di cera : e qui l'idea poteva essere vincente, peccato che la cera sia stata versata in un contenitore che appena accesa si è sciolto con lei.
Un'esortazione a pensare alla caducità delle cose umane?
Leggermente meglio è andata col cibo, d'altronde assaggiare specialità di altre culture e Paesi è una delle mie passioni.
I dolcetti filippini i migliori insieme ad alcune variazioni di brigadeiros brasiliani chiamati "brigadeiros gourmet" e di cui devo riuscire a farmi dare la ricetta a costo di minacciare con le armi.
Meno poetica la signora che ha portato una scatola di cioccolatini acquistata ma, ahimè, dalla quale ne mancavano alcuni.
Ha candidamente ammesso che non le fossero piacuti, ma meglio riciclare che buttare.
No comment.
Ma vince la coppa la tizia americana che ha portato dei tipici biscuits, quelli che accompagnano il tacchino al Ringraziamento, al formaggio.
Divini, ve lo giuro.
Tampinata dalla sottoscritta, prima ha ringraziato.
Poi ha cominciato a balbettare.
Che formaggio avesse usato, non lo ricordava.
Farina, burro?
Forse.
Per ammettere solo per sfinimento oh dear, I have no idea. They are from a box!
Fatti con apposito preparato pronto.
Pazienza :)

Questi erano nei vassoi che ho regalato e non c'è stato nessuno che non se ne sia mangiato metà prima ancora che l'evento fosse finito. Dunque, fudge ne avete visti altri su queste pagine ma qui è un altro livello proprio: scioglievoli, buonissimi, irresistibili. La droga.
Impossibile smettere di mangiarne.
Fatene tanti.
E regalateli al prù presto, anche se la prova costume è lontanissima, ancora :D






BEST CHOCOLATE FUDGE
da Food52
per una teglia quadrata da 20 cm
70 g di burro non salato
560 g di cioccolato fondente tritato col coltello (o comunque tagliato in piccoli pezzi)
una lattina da 397 g di latte condensato zuccherato
un cucchiaino di caffè solubile
mezzo cucchiaino di sale in fiocchi (tipo Maldon) più altro da cospargere sopra


Foderare una teglia quadrata da 20cm con carta forno.
Preparare il burro nocciola: mettere il burro in una piccola casseruola a fondo spesso su fuoco medio/alto. Cuocere senza mai perdere di vista e mescolando ogni tanto finchè si forma la schiuma, l'odore diventa quasi di nocciole tostate e si formano dei residui sul fondo di color pane tostato, insomma scuri.
Togliere dal fuoco (continuerà a cuocere un pochino ancora col calore residuo) quindi trasferirlo in una ciotola.
Sciogliere il cioccolato nel modo preferito, a bagnomaria o al microonde  se si è pratici col metodo.
Aggiungere quindi al cioccolato il burro nocciola, il latte condensato, il caffè solubile e mezzo cucchiaino di sale.
Mescolare bene  e il composto comincerà ad addensare e prendere l'aspetto di terra bagnata (sic!).
Assaggiare un pezzetto ed aggiungere altro sale a piacere  tenendo però presente che dell'altro ne andrà sulla superficie.
Versare il tutto nella teglia preparata  e usare una spatola bagnata per livellare (ma con le mani si fa meglio).
Aggiungere dei fiocchi di sale, coprire e mettere in frigo almeno due ore (ma meglio una notte) finchè sarà facilmente tagliabile in quadretti.
Meglio usare un coltello scaldato sotto l'acqua del rubinetto (ma perfettamente asciugato).
Durano oltre una settimana in frigo o un mese in freezer, ma portare a temperatura ambiente prima di gustare.


NOTE

- l'unico passaggio a cui fare attenzione è quello della preparazione del burro: consiglio di usare un pentolino chiaro in modo da vedere bene la trasformazione del burro e non rischiare di bruciarlo.

-il composto appare un po' granuloso quando comincia ad addensare, non preoccupatevi, lavorate velocemente e dopo che sarà rassodato sarà perfetto!


venerdì 15 novembre 2019

Chutney di Natale


Anche i chutney, come tante altre che mi sono sembrate inizialmente stramberie, fanno parte delle scoperte della vita expat.
La prima volta che me ne hanno offerto uno non avevo idea di cosa fosse, cosa farci e nemmeno ne avevo mai sentito il nome.
Una signora inglese me lo regalò ormai diversi anni fa, fatto da lei: grazie al cielo la curiosità ebbe la meglio sui molti dubbi e reticenze che ancora avevo allora.
Mi si aprì un mondo, ed oltre a mangiarli volentieri li preparo molto spesso anche solo per regalarli dato il successo che riscuotono e la versatilità che li contraddistingue.
Nati in India e poi regalati al resto del mondo in primo luogo dagli Inglesi, quelli classici hanno in genere una base di frutta e verdura cotte in aceto e spezie.
Anche se il primo chutney commercializzato in realtà non fu indiano ma proprio inglese, col  nome di Major Grey, ovvero la figura molto probabilmente inventata del militare inglese che ne era ghiotto così tanto da averne preparato una sua versione a base di mango.
In questo di Delia Smith il mango non c'è, ma c'è tutta la frutta secca che la fa da padrone sulle tavole di Natale: datteri, prugne ed albicocche secche.
Da qui il nome di chutney di Natale.
Ed anche perchè fa bellissima ed originale figura tra i regali homemade da farsi per forza di cose in anticipo ;)

CHRISTMAS CHUTNEY
per un barattolo dalla capacità di un litro
350 g di prugne secche denocciolate
275 g di albicocche secche
275 g di datteri snocciolati
450 g di cipolla
570 ml di aceto di mele
50 g di sale
un cucchiaino da caffè raso di zenzero fresco grattugiato o un cucchiaino colmo di quello secco
75 g di bacche di pimento (pepe garofanato)
450 g di zucchero demerara
 
 Tagliare in cubetti sottili la cipolla e la frutta secca. L'operazione può essere comodamente fatta in un robot da cucina o a mano, dotandosi di un buon coltello e tanta pazienza.
Quando l'operazione è conclusa mettere l'aceto in una larga casseruola con il sale e lo zenzero ed infine le bacche di pimento avvolte in una garza e ben chiuse in modo che non possano fuoriuscire.
Mettere sul fuoco ed all'arrivo a bollore versarvi la frutta secca tagliuzzata, la cipolla e lo zucchero.
Lasciar sobollire piano senza coperchio per circa un'ora e mezza o comunque finchè il chutney risulterà addensato.
Non dimenticarsi di mescolare di tanto in tanto durante la cottura.
Per verificare che sia pronto passare un cucchiaio sulla superficie del chutney: dovrà lasciare un solco che non viene immediatamente riempito dall'aceto.
Nel frattempo preparare i barattoli che vanno ben lavati, asciugati e scaldati in forno moderato per 5 minuti.
Versare il chutney nei barattoli tiepidi e chiuderli bene, capovolgendoli.
Etichettare i barattoli una volta freddi e far riposare un mese prima di assaggiare.


 NOTE

- il lavoro non è particolarmente gravoso se si usa un robot da cucina: mai mi sarebbe venuto in mente, nè avrei avuto onestamente tempo e pazienza, per mettermi a tagliuzzare tutto con il coltello. Si pesa, si mischia e si cuoce. Tutto qui.

- le bacche di pimento sono introvabili, per cui ho sopperito con un po' di pimento in polvere. Attenzione solo al sale, che per me era perfetto così ma ricordo che il sale all'estero sala meno che in Italia (giuro, e tutte le straniere o chi vive in altri Paesi lo confermerà)

- tempo di cottura perfetto al secondo ed anche dose per i barattoli : invece che uno grande ne ho riempiti quattro più piccoli.

-  il gusto di questo chutney è deliziosamente agrodolce e veramente natalizio. Si abbina benissimo a carni fredde, maiale, salsicce ma anche con del formaggio stagionato (il Cheddar per Donna Hay, io direi un bel pecorino a latitudini italiche.

- last but not least, deve riposare un mese prima di essere assaggiato: quindi realizzandolo ora sarà perfetto per Natale. E diciamolo, è il regalo veramente per tutti: l'amico gourmet, quello celiaco ed anche il vegano!

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