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venerdì 25 settembre 2020

Fagottini velocissimi al formaggio

 

La pasta si fa in un attimo ed ha solo due ingredienti.
Idem il ripieno.
Se volete farli già per pranzo, trovate tutto oggi su Starbooks!

venerdì 18 settembre 2020

Cetrioli in barattolo


Vi piacciono i cetriolini?
Allora adorerete anche i cetrioloni in barattolo :D
Se siete curiosi, è tutto su Starbooks!

lunedì 22 giugno 2020

Sorbetto istantaneo alla ciliegia



Tutta colpa del virus.
Altrimenti non si spiega.
Non sarà la prima volta che su queste pagine leggete di dibattiti accesi sull'italiano parlato dalla sottoscritta e quello invece di cui si fregia come illuminato portatore sano il mio augusto consorte.
In Toscana parliamo il VERO italiano è refrain che ho sentito spesso al dubbio su qualche parola usata dall'uno e non dall'altra.
Partono in genere controlli incrociati che sono finiti pure in messaggi agli esperti dell'Accademia della Crusca, per cui in genere viene fuori che poi le suddette parole esistono, anche se sembrano astruse, per dirla gentilmente, anche se nessuno le usa più da minimo il 1200.
La cannella, in particolare, ancora un trauma.
E non solo per la prima volta che ho capito che poteva anche non essere una spezia, come ho già raccontato.
E nemmeno per la seconda, quando ancora vivevamo in una casa a due piani e ho azzardato di aprirne il barattolo, pur sapendo che per il consorte il profumo è quasi come la kriptonite per Superman.
Mentre lui era al piano di sopra.
Chiuso nella doccia.
Con l'acqua aperta.
Non se ne accorgerà mai, ho pensato, se ne metto un pizzico nella torta.
Improvvisa, dalle scale, una voce un po' urtata.
Ma hai aperto la cannella???
Santo cielo, come ha fatto a sentirne il profumo da così lontano.
Ma poi subito: perchè non arriva più acqua calda in doccia!
Ecco, era quell'ALTRA cannella di cui parlava.
Sospiro di sollievo, e quella nella torta poi c'è l'ho messa eccome.
Ma la vendetta arriva sempre.
O il karma.
Piena pandemia, lockdown totale.
Mia sorella e la sua famiglia lo passano in Toscana.
Il mio nipotino treenne quindi passa molto tempo nella terra del suo papà, babbo pardon, full immersion non indifferente rispetto alla sua vita quotidiana che  si svolgeva a Roma.
Succede d'improvviso.
Senza avvisaglie.
Mamma, questo è sporco, lo laviamo sotto la cannella?
Un colpo è preso a lei, mia sorella, ed a me appena me l'ha raccontato.
Speriamo che il rientro a Roma porti giudizio.
Ed un repentino cambio di lingua parlata :D


Questo sorbetto DOVETE farlo subito: cercate le ciliegie surgelate perchè sono proprio quelle che servono per la ricetta, spero più economiche di quelle fresche di cui leggo prezzi tali da poter essere battute da Sotheby's.
Unica condizione di avere un robot da cucina, poi non si cuoce niente, non si mescola, non si fatica.
E nemmeno c'è da aspettare troppo per mangiarlo ;)






QUICK CHERRY SORBET
di Irina Georgescu

500g di ciliegie surgelate (non fatele scongelare)
50-100 g di zucchero o miele (a seconda di quanto lo si voglia dolce)
poca buccia di limone grattugiata
un tappo di liquore alla ciliegia (o succo di limone)
un albume (circa 40grammi se come me usati quelli pastorizzati in brik)


Nel robot versare tutti gli ingredienti TRANNE l'albume. Frullare finchè il tutto è amalgamato ma non sciolto, raschiate in caso le pareti del frullatore se parte del composto rimane attaccato.
Appena omogeneo versare l'albume e frullare ancora ad alta velocità per qualche secondo, finchè sarà liscio e omogeneo.
Tenere in freezer per 30 minuti e servire decorato con poca scorza di limone.


NOTE

- la ricetta funziona in realtà con qualunque tipo di frutta ma NON OMETTETE L'ALBUME. Anche se l'autrice dice che è facoltativo in realtà contribuisce in modo essenziale alla divina consistenza finale.

- non indurisce troppo in freezer ed è più buono se lo servite morbido come indicato.

lunedì 8 giugno 2020

Donut in due ingredienti e due minuti!



Una settimana da sballo.
Almeno nella testa, ma questo già basta.
Ebbene si, da una settimana ci avevano allentato le restrizioni ed il coprifuoco comincia alle 8 di sera invece che alle 3 del pomeriggio.
Ma soprattutto, udite udite, bar e ristoranti aperti per mangiarci, moschee di nuovo ad accogliere i fedeli, negozi riaperti.
Tre mesi che non usciamo.
Secondo il mio augusto consorte vanno calcolati tipo anni dei cani, per cui sembra che non si esca da minimo il triplo del tempo.
Sempre che non si contino i miei viaggi settimanali al supermercato, ormai diventati slalom ridicoli per evitare l'incontro ravvicinato con qualsiasi altro essere umano e benefica pratica dell'apnea sotto mascherina ogni qual volta qualcuno mi sembri a meno di due metri.
Non usciamo il primo giorno, aspettiamo il weekend.
Mi dimentico nell'ordine le chiavi di casa.
Gli occhiali da sole.
Il consorte gli occhiali da vista.
Due deficienti.
Il centro commerciale a cui puntiamo per una commissione di cui necessitiamo da tempo ovviamente presenta barriera all'ingresso per misurazione temperatura.
Per motivi che mi sfuggono viene presa sulla mano e sulla fronte: immagino sia per fare media dato che alla prima ho 42 e alla seconda 34.
No comment.
Ci viene rimisurata con le stesse modalità nell'ordine poi per ingresso al supermercato, ingresso in negozio ed ingresso al ristorante che essendo pomeriggio è vuoto per cui decidiamo di inaugurare la stagione con una roba tra merenda ed aperitivo che ci farà da cena.
E non importa che ognuno di questi esercizi sia all'interno del centro commerciale che ci ha già autorizzato all'ingresso.
Via di corsa, che anche se il coprifuoco lo abbiamo alle 20 alle 19 il centro commerciale chiude ed il ristorante alle 18:30.
E commentiamo che si, dai, è un traffico ma ci voleva, ed abbiamo visto che la vita sulla Terra è ancora presente e poi aver trovato dopo mesi le fette biscottate non ha prezzo.
Mattino successivo: battiamo ogni record.
Dopo ben una settimana di allentamento delle restrizioni, ci richiudono per picco nel numero di contagi!
Per ora solo la città di Jeddah, ma aspetto con fiducia che estendano la cosa anche ad altre, la mia compresa.
Come si dice, è stato bello finchè è durato.
E si che uscire con guanti e mascherina con 50 gradi all'ombra mi è sembrato stupendo :D


Esperimenti da lockdown ben riusciti: questi mini donuts battono tutti i record! Velocissimi (avete mai visto una ricetta di fritto che cominci dal mettere l'olio a scaldare? Io no!) ma soprattutto di un buono inaspettato.
Fate lo sforzo e glassateli, che così diventano proprio come i donuts americani.
E semplicissimo anche adattarli alla versione vegan.
Due ingredienti, due minuti: ci vuole più a dirlo che a farli ;)






2 INGREDIENT DONUTS
per circa 40 pezzi piccoli

140 g di farina autolievitante (vedere le note per eventuale sostituzione)
200 g di yogurt bianco naturale (anche di soia)
abbondante olio vegetale per friggere

per la glassa:

75 g di burro (anche vegetale)
230 g di zucchero a velo
poco latte (anche vegetale)
cacao amaro in polvere a piacere (circa un cucchiaio)


Preparare una padella a bordi alti con almeno due dita di olio e metterla su fuoco medio.
Mescolare in una ciotola farina e yogurt. Si otterrà una pasta della consistenza quasi di quella per bignè.
Mettere la pasta in una tasca da pasticceria senza bocchetta e tagliare in modo da ottenere delle palline di due centimetri di diametro che vanno tagliate con le forbici direttamente sul fuoco e fatte cadere delicatamente.
Potete in alternativa usare un sacchetto per alimenti tagliandone il bordo o in caso estremo due cucchiaini ma in questo caso i mini donuts avranno una forma meno regolare (ma saranno comunque buonissimi!)
Friggerli a fuoco medio finchè saranno ben dorati, quindi scolarli su carta da cucina e farli raffreddare.
Preparare la glassa: mescolare il burro fuso con lo zucchero a velo ed unire qualche cucchiaio di latte fino ad ottenere una pastella semiliquida. La densità della glassa dipende da voi: più o meno liquida, più o meno densa a seconda di quanta ne vogliate sui donut.
Versare metà dei donut nella glassa, farli ricoprire per bene e scolarli su una gratella con un mestolo forato.
Aggiungere del cacao in polvere alla glassa rimasta e ricoprire i donut rimasti.
Attendere che la glassa si rapprenda prima di servirli.

NOTE 

- se non avete la farina autolievitante usate 140g di farina comune addizionata di un cucchiaino e mezzo di lievito per dolci.


- se non volete glassarli sono buonissimi anche solo rotolati nello zucchero semolato. Ma consiglio caldamente il passaggio extra della glassa: per amanti ed intenditori è uguale a quella sui donut americani! Potete farla più o meno densa a seconda di come vi piaccia...a me bella spessa, è  la parte migliore ;)

- se avete la pazienza dei santi, quella che non ho io e si vede dalla foto, la glassa rapprende ed asciuga perfettamente lasciando i mini donut all'aria per un'oretta circa. Io li ho toccati prima perchè mi ero stancata di aspettare :)



venerdì 22 maggio 2020

Maionese di...polpo!


Voi riaprite, noi chiudiamo.
Guardo con un mix di invidia ed apprensione l'Italia che pian piano torna ad una specie, o sottospecie, di normalità, e mi preparo.
Al secondo, ebbene si, lockdown totale che ci tocca da domani.
Dopo averci aperto, sempre relativamente, le gabbie per un paio di settimane ci richiudono del tutto in concomitanza con l'inizio delle feste di fine Ramadan.
E' un periodo di cene e cenoni in famiglia, e se considerate che si possono avere quattro mogli e ciascuna di solito fa a gara con le altre per avere più figli ,la famiglia in questione può arrivare a numeri da rave party solo con i congiunti più stretti.
Quindi si taglia la testa al toro, non si può uscire, nè uscire per nessun motivo che non sia un'emergenza comprovata.
E quindi ieri mi è toccato.
Me l'aspettavo, ma non così.
La fila a quel certo super che da domani mi sarà proibito raggiungere perchè appena fuori dal mio quartiere è lunga quanto l'isolato.
Temperatura all'ombra: 42 gradi.
Al sole, dove per metà del tempo sono dovuta sostare pazientemente, non saprei.
Con l'abaya nera e la mascherina fpp2 schiacciata in faccia mi sosteneva solo il pensiero che sarebbe stata l'ultima possibilità, e sentirmi male non un grosso affare.
E finalmente arrivo a lei.
La cabina di self-sanitizing.
Avete letto bene: all'ingresso del super c'è una specie di cabina in cui si entra uno alla volta.
Viene misurata automaticamente la temperatura (rincuoro tutti quelli che "al mare la temperatura non si può prendere che fa caldo e viene falsata": anche stando in piedi un'ora a duemila gradi poi il termometro ha segnato i miei soliti 35 ) ma soprattutto si viene investiti da una nuvola di chissà cosa, sicuro almeno non è l'insetticida del tassista di cui vi ho raccontato, che dovrebbe disinfettarci abiti, capelli, mani.
E soprattutto è freschissimo!
Entro ma ormai scoraggiata.
Tutti di nuovo si accaparrano l'impossibile, non troverò nulla.
E poi, un miraggio.
Il commesso del banco delle delicatessen e specialità alimentari che ben mi conosce me la alza tipo coppa dei campioni.
Non ci credo.
La bresaola della Valtellina.
Una burrata pugliese.
Pure il gorgonzola dalla provincia di Brescia.
I prodotti del mio Paese che non avevo più visto sono tornati.
Sono stupida, e quasi mi commuovo.
Piangerei pure mentre guardo lo scontrino, ma pazienza.
Esco tronfia manco portassi nel carrello i gioielli della corona.
Il tassista, sempre lui, nemmeno si lamenta più che nonostante la temperatura esterna e l'aria condizionata accesa io tenga il finestrino dell'auto un po' aperto.
Ventilation, madame?
Si, arieggiamo che non si sa mai.
Sistemo tutto in frigo e aspetto la sera.
Che il mio augusto consorte è curioso di vedere se dopo il trattamento sono anche diventata fluorescente :D


Dunque, questa ricetta è stata amore a prima vista dopo averla ammirata da lei ed impellente necessità di provarla quanto prima.
Complice una botta di fortuna indicibile che mi ha consentito di trovare un polpo fresco dopo mesi, eccola realizzata: fatela di corsa, avete trovato la salsa milleusi di questa estate.
Senza uova, si fa solo con l'acqua di cottura del polpo che viene fatta restringere ed olio: provate e fatemi sapere!




MAIONESE DI POLPO
di Antonino Cannavacciuolo
(ma presa da Il fior di cappero

500 ml di acqua di cottura del polpo
300 ml di olio di semi di girasole
succo di limone, facoltativo


Innanzitutto dovete lessare un polpo :) in abbondante acqua bollente con sedano, carota, scalogno o cipolla, mezzo limone, mezzo bicchiere di vino, qualche grano di pepe per circa 45 minuti.
Fatelo raffreddare nella sua acqua, poi filtrarla e misurarne 500 ml che andranno messi in un pentolino e fatti ridurre a fuoco medio fino ad averne circa 100 ml.
Far raffreddare completamente.
Quando ben freddo metterla in un contenitore stretto ed alto ed azionare il frullatore ad immersione.
Unire l'olio a filo continuando a montare fino ad ottenere una crema della consistenza di una maionese.
Assaggiate e se volete aggiungete a piacere poco succo di limone o del tabasco.


NOTE

- mi raccomando NON SALATE l'acqua del polpo! Va lessato solo con gli ingredienti indicati.

- è ottima su tartine, crostini e divina per accompagnare dei gamberi grigliati. E poi è di un colore, un lilla splendido!





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