lunedì 22 marzo 2021
Louisiana Barbecued Shrimp
Probabilmente il piatto più famoso di New Orleans, quello che trovate in ogni singolo ristorante del posto, il più diffuso.
Con
un nome che alla fine poco ha a che fare con quello che vi trovate
davanti: di salsa barbecue nemmeno l'ombra, e nemmeno del barbecue
inteso come strumento di cottura.
Pare che semplicemente "barbecued"
fosse chiamata dagli chef creoli in Louisiana qualunque preparazione che
prevedesse gamberi cotti nel vino, nella birra o in una salsa di aglio e
burro.
Vero è che, come ogni ricetta tipica, tutti ne rivendicano paternità ed autenticità.
Ancora oggi si dibatte se vada cotta nella padella di ghisa, versione prevalente, o se la preparazione vada terminata in forno.
Le spezie usate variano, le erbe non ne parliamo.
Il risultato comune ad ogni versione? Un piatto da leccarsi i baffi, e soprattutto le dita.
Perchè
ebbene si, i gamberi dovranno essere pelati a tavola dai commensali, e
non stupirà che il piatto arrivi completato da un tovagliolo gigante se
lo ordinate al ristorante!
Scarpetta d'obbligo, ovviamente.
E
anche sull'origine in realtà di dibatte ancora: ancor prima che gli chef
creoli se ne attribuissero la paternità un ristorante a gestione
italiana a New Orleans reclama di averlo inventato...noi zitti, e
godiamoci il risultato ;)
LOUISIANA BARBECUE SHRIMP
da Jubilee di Toni Tipton-Martin
per 2-4 porzioni
1/2 cucchiaino di pepe di Cayenne
1/4 di cucchiaino di pepe nero
1/2 cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di peperoncino in fiocchi
1/2 cucchiaino di timo secco
1/2 cucchiaino di origano secco
1/4 di cucchiaino di paprika
2 foglie di alloro, spezzettate
62 grammi di burro
2 spicchi di aglio tritati
62 ml di vino bianco
62 ml di brodo di pesce
2 cucchiai di succo di limone appena spremuto
2 cucchiai di salsa Worcerstershire
mezzo kg circa di gamberi, non sbucciati
2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
pane francese, per servire
Mescolare il pepe di Cayenne, il pepe nero, il sale, il peperoncino, il timo, l'origano, la paprika e le foglie di alloro.
In
una padella di ghisa abbastanza grande fondere il burro su fuoco
medio/alto quindi aggiungere l'aglio, il mix di spezie, il vino, il
brodo, il succo di limone e la salsa Worchestershire.
Portare a
bollore, ridurre il fuoco e far sobollire piano finchè la salsa velerà
il dorso di un cucchiaio.Ci vorranno solo pochi minuti, scuotendo la
padella di tanto in tanto.
Aggiungere quindi i gamberi, abbassare
ulteriormente il fuoco e farli cuocere girandoli una sola volta finchè
diventeranno rosa, altri 3-5 minuti circa.
Spolverizzare col prezzemolo e servire subito, con pane francese ben caldo.
BRODO DI PESCE
2.5 Kg circa di teste di pesce/lische e/o gusci di gamberi
circa 6 gambi di sedano tagliati grossolanamente, foglie incluse
2 cipolle medie sbucciate e tagliate in quattro
2 foglie di alloro
un rametto di prezzemolo
qualche grano di pepe nero
In
una pentola capiente metterecirca 4 litri di acqua, le cipolle il
sedano e le teste/lische (o gusci di gamberi). Aggiungere prezzemolo,
pepe nero e foglie di alloro quindi portare a bollore su fuoco
medio/basso (ci vuole più tempo ma il sapore finale e l'aspetto ne
guadagneranno) quindi abbassare la fiamma e cuocere piano, senza
coperchio, per 1 o 2 ore eliminando la schiuma che si formerà in
superficie.
Passare quindi il brodo da un colino per elimiare le parti solide quindi passarlo di nuovo ad un colino a maglie molto fitte.
Metterlo in frigo finchè il grasso si raccoglierà in superficie e potrà essere facilmente eliminato.
Conservare in frigo per 3 giorni oppure congelarlo.
NOTE
-
la lista ingredienti sembra lunga, in effetti lo è, ma a leggere bene
vedrete che sono tutti di uso comunque e che probabilmente avete in
dispensa. La velocità di preparazione è inversamente proporzionale al
numero di ingredienti usati, in un quarto d'ora avete il piatto pronto
in tavola.
Quattro porzioni direi di no, a meno che non lo serviate come antipasto... quindi fatene tanti.
- e che piatto! Indescrivibile il mix di sapori e la bontà della salsina che si forma. Ho preferito utilizzare il brodo di pesce indicato dalla ricetta (che ho realizzato con gusci di gamberi) ma qualunque versione usiate andrà benissimo.
- i gamberi non sono sgusciati, nella
ricetta non viene menzionato nulla ma nella foto del libro, che è poi
quella della copertina, manca loro solo le teste ( che in alcune
versioni vengono lasciate). Quindi portate anche voi a tavola il
tovagliolo gigante! Ovviamente il filo va tolto comunque.
- provateli, e capirete perchè sono diventati il piatto più famoso di New Orleans.
mercoledì 10 marzo 2021
Zuppa al burro di arachidi
C'è nulla di più tipicamente americano del burro di arachidi nell'immaginario collettivo?
Ebbene,
le popolazioni africane usavano già le arachidi molto prima di essere
ridotte in schiavitù e deportate negli Stati Uniti.
Il legume in
questione (ebbene si) sebbene endemico del Sud America fu poi esportato
dai Portoghesi e usato moltissimo in Africa, basti pensare a quante
preparazioni tipiche le prevedano tra gli ingredienti.
Con la
deportazione, gli africani ridotti in schiavitù portarono quindi con sè
il bagaglio di conoscenze e ricette che di arachidi facevano uso: zuppe,
salse, stufati e addirittura pani!
La zuppa che vedete qui è un primo piatto di lusso,ispirato a quello che l'autrice ha letto su un libro di cucina creola.
Ovviamente in origine la ricetta prevedeva che le arachidi fossero cotte, pelate e lavorate fino ad ottenere una pasta morbida.
E qui ci viene in soccorso il burro di arachidi già pronto: ovviamente naturale e senza zucchero!
Di
mio, invece di comprare quello industriale mi sono recata al bellissimo
supermarket sotto casa che te lo prepara espresso macinando le arachidi
davanti ai tuoi occhi.
PEANUT SOUP
da Jubilee di Tono Tipton-Martin
per 6-8 porzioni
57g di burro
25 g di cipolla tritata
1 cucchiaino di aglio tritato ( circa uno spicchio)
un cucchiaio di farina
240 g di burro di arachidi senza zucchero
un litro di brodo di pollo
250 ml di panna fresca
sale e pepe
salsa piccante (facoltativa)
qualche arachide tostata per la decorazione (facoltative)
In una casseruola di dimensioni medie far sciogliere il burro su fuoco
medio finchè sfrigola. Aggiungere la cipolla e l'aglio e far cuocere
finchè saranno ammorbiditi ma senza farli scurire, circa 3 minuti.
Aggiungere la farina e mescolare velocemente con una frusta per farla
amalgamare, quindi unire il burro di arachidi sempre mescolando molto
bene.
Quando il tutto sarà liscio ed omogeneo aggiungere il brodo e portare ad un leggero bollore.
Abbassare
il fuoco e far cuocere per circa 20 minuti in modo che i sapori si
fondano e la zuppa addensi un po', mescolando di tanto in tanto.
Togliere dal fuoco ed aggiungere la panna quindi aggiustare di sale e pepe, unendo anche un po' di salsa piccante se la si usa.
Servire
con delle arachidi tostate facendo attenzione a non scaldare la zuppa
su fuoco troppo alto dopo aver aggiunto la panna o potrebbe separarsi.
Aggiungo la ricetta del brodo di pollo usato per questa ricetta:
una gallina da 2/3 kg oppure 1.5 kg di ossa di pollo
una cipolla media tagliata in quattro
3 gambi di sedano
3 foglie di alloro
qualche grano di pepe nero
2 rametti di timo fesco o un quarto di cucchiaino di timo secco
3 gambi di prezzemolo
In
una pentola molto capiente mettere 5 litri di acqua e la gallina (o le
ossa) e la cipolla, i gambi di sedano tagliati a metà ed il resto degli
ingredienti.
Portare a bollore su fuoco alto quindi abbassarlo,
coprire parzialmente con un coperchio e lasciar cuocere piano per 2 o 3
ore:più lunga sarà la cottura, più intenso risulterà il brodo.
A fine cottura se si usa la gallina intera toglierla e lasciarla da parte, in modo da poter usare la carne.
Filtrare il brodo e metterlo in frigo dopo che si sarà raffreddato.
Quando sarà ben freddo il grasso salirà a galla, toglierlo con un mestolo forato.
Conservarlo ben coperto in frigo per una settimana oppure surgelarlo.
NOTE
- la zuppa è una vera sorpresa! Il sapore del burro di arachidi viene smorzato dal brodo e dalla panna, è ovviamente prevalente ma non stucchevole o pesante. L'insieme è buonissimo e risulta in una zuppa cremosa senza essere troppo densa.
- il brodo di pollo non deve essere necessariamente quello della ricetta ma per amore di autenticità del piatto ho preferito realizzarlo. Un po' diverso negli aromi usati da quello che preparo di solito ma veramente ottimo e profumato.
- il piatto è pronto praticamente in meno di mezz'ora, da quando cominciate a soffriggere cipolla ed aglio al momento di servirlo: di nuovo, un figurone senza troppi sforzi.
- essendo molto ricca non
ne serve una porzione gigantesca, quindi dalla ricetta si ottengono
tranquillamente 6 porzioni normali o 8 più piccole.
La risposta, assolutamente affermativa, è stata completata dalla lamentela che poi i piatti non li rifaccio mai, ma c'è sempre qualcosa di nuovo da provare etc
giovedì 18 febbraio 2021
Polenta al formaggio con uovo fritto e panna acida
Il piatto in questione, molto facile ed economico da preparare, rappresenta una tipica colazione romena.
Osserva l'autrice che in pratica è come avere il sole nel piatto, a prescindere dal tempo atmosferico!
Seppure in casa arabafelice
non si abbia problema alcuno a mangiare i salati a colazione questa
volta abbiamo deciso che forse, date le nostre abitudini, stava meglio
sulla tavola della cena.
E non poteva andar meglio di così: si prepara in pochissimo tempo e veramente esce fuori un piatto unico delizioso.
Serve che vi dica quanto sia buono il tuorlo che si va ad unire alla polenta?
Il
formaggio usato non è l'originale, dato che è introvabile al di fuori
del Paese natale dell'autrice del libro: le sostituzioni da lei indicate
sono quanto di più vicino per replicare il sapore originale.
MAMALIGA CU BRANZA SI SMANTANA
per 4 porzioni
da Carpathia di Irina Georgescu
300 ml di latte
150 ml di acqua
150 g di polenta
50 g di burro
175 g di formaggio tipo Gorgonzola sbriciolato o Cheddar grattugiato
4 cucchiai di panna acida
4 uova fritte
sale e pepe macinato al momento
Versare acqua e latte in un pentolino e portare a bollore a fuoco basso.
Aggiungere
quindi la polenta ed alzare la fiamma. Cuocere mescolando sempre per
circa 10 minuti, aggiungendo man mano dell'altra acqua bollente se
dovesse servire, finchè la polentà avrà la consistenza di un porridge e
cadrà lentamente dal mestolo.
Aggiungere quindi burro e formaggio mescolando bene, infine aggiustare di sale e pepe e dividere tra quattro ciotole.
Completare
ogni piatto con un cucchiaio di panna acida ed un uovo fritto.
Aggiungere dell'altro formaggio, a piacere, e servire subito.
NOTE
- come accennato il piatto è semplice e si prepara in pochissimo tempo. Ricco e saporito fa veramente da piatto unico. Le dosi indicate sono esatte al grammo per ricavare quattro porzioni non gigantesche ma d'altronde riempie parecchio sin dalle prime cucchiaiate.
venerdì 12 febbraio 2021
Pane fritto al formaggio
Dunque, il pane è buono.
Il formaggio pure.
Se li mettiamo insieme, il paradiso.
Se li mettiamo insieme in un impasto che non richiede chissà quali lavorazioni, meglio.
Ma il top assoluto lo raggiungiamo se nemmeno va accesso il forno: un pane in padella, fritto.
Insomma di fritti questo è il periodo, per la maggior parte dolci.
Buttiamoci per una volta anche su quelli salati: racconta l'autrice che questi scovergi erano lo snack preferito quando da piccola la famiglia si riuniva davanti alla televisione.
Pop corn non se ne trovavano ed invece erano gli scovergi ad essere condivisi, da qui il nome buffo di "Romanian pop corn"!
Ora
non me ne vogliano gli amanti dei pop corn tra cui si annovera anche la
sottoscritta ma qui siamo su un altro pianeta e il confronto non regge:
troppo buoni questi pani!
Al solito, rischio ustione in agguato perchè il profumo appena cotti è irresistibile: ma credetemi, ne vale tutta la pena :)
SCOVERGI
da Carpathia di Irina Georgescu
per 8 pezzi
500 g di farina
250 g di yogurt naturale
7 g di lievito di birra disidratato
1 uovo
un cucchiaino e 1/4 di sale
un cucchiaio di acqua
200 g di formaggio Cheddar, grattugiato
6-8 cucchiai di olio, per la cottura
Mischiare
in una ciotola farina, yogurt, lievito, uovo, sale e acqua. Lavorare
brevemente finchè il tutto sta insieme, coprire la ciotola e mettere in
frigo due ore.
L'impasto risulterà un po' appiccicoso ma diventerà più gestibile con il riposo.
Spolverizzare
di farina il piano di lavoro quindi riprendere l'impasto, lavorarlo
bene con le mani quindi tirarlo fino ad ottenere un cerchio spesso 2 mm.
Spolverizzarlo con farina se troppo appiccicoso quindi spargere il
formaggio grattugiato sulla superficie.
Arrotolare quindi fino ad ottenere un cilindro lungo circa 40-45 cm.
Con un coltello ricavare 8 fette tutte uguali.
Prendere
una fetta e posizionarla col lato tagliato verso l'alto (in modo che si
vedano i diversi strati di impasto e formaggio) e stenderla fino ad
ottenere un cerchio da circa 18 cm.
Scaldare un cucchiaio di olio in
una padella quindi cuocervi il cerchio per circa 3 minuti per lato o
comunque finchè ben dorato.
Continuare con le altre fette ed impilare
i flatbread pronti su un piatto coprendoli con un panno in modo che si
mantengano morbidi.
NOTE
- procedimento di una facilità disarmante, specie nella preparazione dell'impasto che non richiede alcun accorgimento o lavorazione particolare. Scordatevi giri, pieghe e quant'altro: qui si mescola tutto e si mette in frigo! Il riposo farà la magia di far stare tutto insieme.
- l'impasto è si, un po' appiccicoso, ma non l'ho trovato difficile da gestire con un poco di farina extra sul piano di lavoro come suggerito. Le fette si tagliano poi perfettamente e l'effetto anche visivo è molto gradevole.
- solito annoso problema delle quantità di lievito: ricordiamoci che questa ricette viene dalla tradizione casalinga rumena e risale a tempi in cui il riscaldamento era certamente un lusso. Comunque sia l'impasto non cresce quasi per nulla durante il riposo in frigo, ma allungate i tempi se mai ne usaste meno.
- cottura rapidissima, direi che è un fritto per cui non c'è poi molto da sacrificarsi: l'olio da usare è poco, non si schizza e non si sporca :)
- sono irresistibili. Volevo inizialmente dimezzare le dosi ma ho desistito quando ho letto della presenza di un solo uovo e non mi andava di fare alchimie per dividerlo perfettamente. Mannaggia a me, piuttosto avrei dovuto raddoppiarle tanto sono buoni!martedì 9 febbraio 2021
Palline di polenta al formaggio con pomodorini e yogurt
Dice l'autrice che la polenta non potrebbe assumere forma
di presentazione più originale, ed in effetti è vero: quasi un finger
food da mangiare con le mani.
Eppure l'origine di questo piatto non
va ricercata nei buffet di aperitivi raffinati, tutt'altro: nasce come
cibo che i pastori usavano portarsi appresso nei campi.
Le palline venivano quindi scaldate ed arrostite sulla fiamma del fuoco acceso.
Difficile ahimè replicare la fiamma viva di un falò in casa ma si ottiene un ottimo risultato anche nel forno.
Anzi,
volendo proprio avvicinarsi al risultato originale ancora meglio
sarebbe cuocerle su un barbecue avvolgendole prima in dell'alluminio da
cucina.
In attesa che i tempi siano clementi, in tutti i sensi, per eventuali prove, godiamocele così.
Piccola curiosità: il Bulz più grande del mondo appare nel Guinnes dei Primati, ed era lungo ben 50 metri!
BULZ
per 6 persone
500ml di acqua
250 g di farina di mais
25 g di burro
un cucchiaino di sale
100 g di formaggio tipo Cheddar grattugiato
250 g di yogurt bianco naturale
150 g di formaggio stagionato di pecora o di capra grattugiato
250 g di pomodorini ciliegia
olio di oliva, per la cottura dei pomodorini
100 g di altro yogurt bianco naturale per servire
Portare
l'acqua a bollore su fuoco alto quindi aggiungere la farina di mais, il
burro ed il sale girando vigorosamente in modo che non si formano
grumi.
Abbassare il fuoco fino ad una fiamma media e continuare a
cuocere, sempre mescolando, per circa 5 minuti in modo che la polenta
risulti ben soda.
Spegnere il fuoco ed aggiungere immediatamente lo
yogurt ed il Cheddar, mescolando bene, quindi versare la polenta su un
vassoio coperto con carta forno livellandola con il mestolo.
Farla raffreddare per 20 minuti.
Intanto foderare una teglia con carta forno ed accendere il forno a 200 gradi.
Con
le mani inumidite prelevare piccole porzioni di polenta da 50 g,
appiattirle tra i palmi ed aggiungere un po'di formaggio grattugiato al
centro. Arrotolare quindi il tutto in una pallina.
Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti e posizionare tutte le palline sulla teglia preparata.
Infornare per 25-30 minuti o finchè colorite, croccanti e dorate.
Nel frattempo arrostire i pomodorini dopo averli conditi con sale e olio, usando una teglia separata, per 15-20 minuti.
Servire i bulz ben caldi, appena usciti dal forno, accompagnandoli con i pomodorini ed una cucchiaiata di yogurt.
NOTE
- la ricetta è precisa al grammo e non presenta difficoltà alcuna. Anche i tempi di cottura della polenta sono stati perfetti.
- mi chiedevo come ci sarebbe stato lo yogurt, ma ovviamente mi sbagliavo: quello nell'impasto si sente appena, e quello che accompagna sta benissimo sia con l'involucro che comunque sia è piuttosto neutro che con il ripieno.
- ho ahimè fatto un errore rendendomene conto troppo tardi: i pomodorini andavano lasciati interi prima di arrostirli, non tagliati a metà come ho fatto io quasi senza pensarci. Poco male comunque.
- ricapitolando, ricetta tutto sommato semplice, molto buona e saporita e con il grande vantaggio di poterla preparare in anticipo e cuocerla sul momento. Si fa mangiare, come ha decretato l'augusto consorte, e pure con una certa facilità. Le palline da ricetta sono abbastanza grandi, diventa un piatto unico, per renderlo un antipasto magari farle leggermente più piccole. Anche gluten free di natura, se mai dovesse servire.

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