lunedì 29 dicembre 2014
Anatra al forno con glassa al balsamico
Siamo onesti e parliamo chiaro.
Ma la categoria esiste.
Foto che mai e poi mai si pensa di pubblicare.
Fatte di nascosto, con il cellulare, per propria memoria.
Al massimo quella di mia sorella.
Una cena un po' più seria delle altre.
E come sempre la dimostrazione che sono una scriteriata.
Non si provano ricette nuove quando si hanno ospiti, diceva mia mamma.
Ed aveva ragione da vendere.
Poi non so cosa mi prenda.
Sarà stata la gioia di avere tra le mani un'anatra arrivata congelata tra le dune.
Tutte le parole sopra stridono tra loro.
Anatra.
Deserto.
Ghiaccio.
Vabbè, proviamo.
Fosse solo per liberare il freezer.
Ed il menù deciso da tempo prende un'altra via.
Chi l'ha mai cucinata un'anatra.
Studio matto e disperatissimo, e ricordo una ricetta suggerita ad un'amica poco tempo fa.
Nella mia stessa situazione di volatile per le mani nel mezzo del deserto avevo alzato bandiera bianca, davanti alla sua richiesta di una dritta.
Ma le avevo detto che Martha Stewart di solito ha la risposta.
E non sbagliavo.
La ricetta, provata da lei per prima, un successo (grazie, Caterina ;)
Gli ospiti seduti e l'anatra riposa.
Avrei dovuto legare le zampe?
Troppo tardi per pensarci.
La foto malamente mentre sono schiacciata contro il muro, sperando che dalla sala da pranzo non mi veda nessuno.
Beh, sorpresa.
Non è buona.
E' buonissima.
Troppo per non essere condivisa qui.
Scopro che amo l'anatra.
La ama l'augusto consorte, e come potrebbe essere altrimenti vista la regione italiana da cui proviene.
La adorano gli ospiti.
Ve la beccate così, con la teglia sporca.
Il vassoio con la carne disossata è stato solo per i nostri occhi.
A voi, l'immaginazione.
E la consapevolezza che a volte viene bene anche una cosa al volo.
O dovrei dire al...volatile? :)
Non so se sia stata la fortuna del principiante ma la ricetta è venuta al primo colpo e già stata rifatta. La foto no, mi è simpatico l'originale ;)
Nessun particolare talento, solo un po' di tempo per la cottura e si fa da sola.
Buttatevi, che qui si atterra sul morbido.
State solo attenti alla cottura, di non prolungarla oltre il dovuto.
Ed il figurone è assicurato!
ANATRA AL FORNO CON GLASSA AL BALSAMICO
per circa 6-8 persone
da The Martha Stewart Show
un'anatra di circa 2,2 kg
collo ed ali dell'anatra
spicchi d'aglio
2 finocchi, solo le parti esterne
750 ml di brodo di pollo
mezzo limone
timo
sale, pepe
3 cucchiai di olio extravergine
per la glassa
100 ml di aceto balsamico
succo di mezzo limone
Intanto scaldare l'olio in un pentolino e rosolarvi le ali ed il collo tagliati a pezzi finchè ben scurite.
Unire quindi due spicchi di aglio interi e il finocchio a pezzi, abbassare il fuoco ed aggiungere il brodo.
Far ridurre per circa 40 minuti su fuoco basso, passare da un colino e lasciare da parte.
Inserire nella cavità dell'anatra mezzo limone intero, qualche spicchio d'aglio, del timo ed un altro po' di sale.
Infornare a 175 gradi possibilmente su una griglia con sotto una teglia (così che il grasso della carne coli senza che l'anatra vi rimanga immersa) ed intanto preparare la glassa mischiando aceto balsamico e succo di limone.
Dopo 25 minuti di cottura spennellare l'anatra e rimettere in forno, continuando a cuocere a seconda della grandezza per un tempo variabile tra un'ora e mezzo e due e mezzo.
Girarla e spennellarla nuovamente ogni 25 minuti.
Togliere dal forno e lasciar riposare 15/20 minuti, quindi servire irrorando con moderazione con la salsa lasciata da parte e scaldata leggermente.
NOTE
- il piatto è semplicissimo. Calcolate i tempi in modo che sia pronta mentre state per servire il primo, in modo che possa riposare.
- spennellare con la glassa, che è assolutamente divina, durante la cottura è essenziale per una crosticina dorata e saporita.
- la salsa di accompagnamento è piuttosto liquida, se preferite addensatela con poca maizena (non l'ho fatto)
- accompagnatela con verdure arrostite ed un'insalata.
giovedì 25 dicembre 2014
Buon Natale!
Che importa tu sia ateo, cristiano, vegano.
Agnostico, perplesso, metodista.
Triste, allegro, stufo.
Buono, meno buono, cattivissimo.
Musulmano, induista, buddista.
Sorridente, incupito, impaziente.
Hannibal Lecter o Florence Nightingale.
Cane, gatto, varano.
Gli auguri per la migliore vita possibile, nonostante tutto, te li meriti anche tu.
E me li merito pure io :)
martedì 16 dicembre 2014
Dolci Regali, perchè non c'è due senza tre!
E' arrivato anche il terzo libro dell'MTCHALLENGE!!
Dopo il grande successo de L'ORA DEL PATE' e INSALATA DA TIFFANY, Sagep Editori dà alla luce DOLCI REGALI, a cura di Alessandra Gennaro.
Inutili per vivere, ma indispensabili per vivere bene.
Eterei nella forma, ma corposi nella sostanza. Superflui, dispendiosi, effimeri, immorali e per questo così amati dall’umanità, sin dai suoi albori: sono i Dolci, i protagonisti del terzo appuntamento della Collana de I Libri dell’MTChallenge. Dolci “regali”,
cioè quelli che apparvero sulle tavole imbandite di re e regine, a
simboleggiarne il potere con le loro forme soffici, tonde e maestose,
allusive di un potere e di una ricchezza sfrontati e che si ritrovano
anche sulle mense dei poveri, come assaggio di una prosperità confinata,
per loro, al solo palato.
A corredo, sciroppi, creme, liquori fatti in casa e confetture, nella ormai consueta forma grafica che rende ancora più accattivanti i contenuti, con le fotografie di Paolo Picciotto e le illustrazioni di Mai Esteve: oltre cento ricette, per poter ricreare a casa preparazioni scenografiche a vedersi e deliziose a gustarsi...
A corredo, sciroppi, creme, liquori fatti in casa e confetture, nella ormai consueta forma grafica che rende ancora più accattivanti i contenuti, con le fotografie di Paolo Picciotto e le illustrazioni di Mai Esteve: oltre cento ricette, per poter ricreare a casa preparazioni scenografiche a vedersi e deliziose a gustarsi...
...perché quest’anno Buon Natale si augura con un dolce regalo!!!
Inoltre, come per i precedenti volumi, anche Dolci Regali contribuisce a sostenere progetti di aiuti umanitari:
Acquistando una copia di DOLCI REGALI, contribuirai alla creazione
di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/),
un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e
che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in
uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe
di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e,
ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira
dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove
persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi
culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la
centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in
questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi
con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà,
derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il
proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche
attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto
Il libro viene presentato ufficialmente oggi alle h 18 al Caffè Cambi di Genova, e potete acquistarlo su Amazon, Ibs, il sito della casa editrice o in libreria.
Cinque anni ed un giveaway: i vincitori!
Giveaway concluso nella notte.
Io sconclusionata come non mai.
Questo blog è trascurato e molti me lo hanno fatto notare.
Che non si tira il sasso e poi si ritira la mano.
Dove sono le storie?
Le ricette nuove?
E' che non tutte le nuove storie fanno ridere.
O fanno venire voglia di riderci sopra per forza.
Non tutte le ricette vengono bene.
Quelle che vengono bene non si ha voglia di immortalarle.
Forse.
O forse no.
Parlo sempre troppo o troppo poco, pare.
Ma voglio dirvi grazie: come dico sempre le manifestazioni d'affetto da parte di sconosciuti mi lasciano ogni volta di sasso.
E ne ho avute tante.
Grazie delle parole gentili, degli incoraggiamenti, dei consigli.
Della pazienza e delle domande.
Grazie a tutti, di tutto.
Che non vi suoni banale, perchè davvero non lo è.
Bando alle ciance ed ecco i vincitori, estratti tramite random.org
Sempre tramite lo stesso strumento ho provveduto ad assegnare a ciascun numero uno dei sei premi in palio.
Vincono il set Wilton per creare l'alberello di biscotti i numeri:
- 33- Luciana Crema (partecipante via fb)
- 63- Ardian Loreta Ago (partecipante via fb)
- 6- Angela Russo Spena (partecipante via fb)
Vincono il set Wilton per creare un vassoio per decorare ed imballare i biscotti insieme agli zuccherini i numeri:
- 214- Giuseppina Franco (via email)
- 164- Dolcemeringa
- 13- Marina Braito ( via fb)
Chiedo gentilmente che mi vengano mandat via email all'indirizzo arabafeliceincucina@gmail.com gli estremi per poter spedire i premi.
Ancora grazie a tutti!
mercoledì 10 dicembre 2014
Gnocchi di pistacchi
Lo so, sono brutti.
Cioè, erano meno brutti dal vivo e in foto non rendono.
D'altronde succede anche a donne bellissime di non essere fotogeniche, figuriamoci a due gnocchi.
Ho avuto per questo piatto complimenti a non finire.
Richieste di bis.
Di ter.
Della ricetta.
Di portare a casa gli avanzi.
Assolutamente negati perchè ho detto che non mi sembrava bello dar via cinque gnocchi.
E soprattutto non mi sembrava bello non dare ascolto agli occhi dell'augusto consorte che fra il supplichevole e il disperato intimavano silenziosamente di lasciarli per un ultimo assaggio l'indomani.
Facilissimi.
Sorprendenti.
Di un buono esagerato.
Non richiedono ingredienti introvabili o cotture astruse.
Si fanno in anticipo.
Insomma, sembra la ricetta per Natale portata da Babbo Natale in persona.
Che ha deciso di ascoltare le richieste di una cuoca cialtrona e con i minuti contati ;)
Provateli, che alla Vigilia staranno una meraviglia!
GNOCCHI DI PISTACCHI
da Cracking Yolks & Pig Tales di Glynn Purnell
per 6-8 persone
4 grosse patate
200g di sale (servono per cuocere le patate, non per l'impasto!)
125 g di farina forte per pane
50 g di semolino
50 g di parmigiano grattugiato
100 g di pistacchi tritati
pepe bianco
noce moscata
sale
un tuorlo
10 g di burro
per servire
burro per saltare gli gnocchi
pistacchi tritati
Versare il sale in uno strato uniforme in una teglia e appoggiarvi sopra le patate con la buccia.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 45 minuti, o comunque finchè le patate saranno tenere.
Appena cotta passarle allo schiacciapatate eliminando la buccia: bisognerà ricavare 500 g di polpa.
In una ciotola unire farina, semolino, pistacchi, Parmigiano, pepe, noce moscata e sale.
Unire le patate e mescolare molto bene, quindi unire il tuorlo e il burro fuso.
Formare palline da circa 2 cm di diametro rotolando pezzetti di composto tra i palmi e pressarle con una forchetta in modo da schiacciarle leggermente.
Portare a bollore abbondante acqua in una larga casseruola e salarla.
Lessarvi man mano gli gnocchi (non tutti insieme) finchè vengono a galla quindi scolarli benissimo con una schiumarola.
Far schiumare il burro in una padella e farvi saltare gli gnocchi finchè ben coloriti.
Servire con pistacchi tritati.
NOTE
- il composto crudo può essere preparato il giorno prima e conservato in frigo, oppure potete conservare gli gnocchi crudi gia formati coprendo il tutto molto bene con la pellicola.
- seguire le indicazioni date per la cottura delle patate e resistete alla tentazione di lessarle: avrete un composto perfetto ed asciutto che non vi verrebbe altrimenti.
- l'impasto è lavorabilissimo e le palline si formano molto facilmente.
- scolare molto bene gli gnocchi prima di saltarli nel burro. Li appoggio un attimo su un vassoio coperto con carta da cucina prima di versarli in una teglia in attesa che tutti siano cotti.
- l'autore sostiene che la dose basti per 16 persone. Certo, ma se ne date 4 o 5 a testa come nel suo ristorante stellato ;) per dosi più ...italiane calcolateli per sei/otto commensali.
- visto che mi viene chiesto in continuazione: i 200 g di sale sono solo per cuocere le patate, non vanno uniti all'impasto che altrimenti diventerebbe immangiabile.
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