CATEGORIA SELEZIONATApasta e riso

martedì 9 aprile 2024

Linguine cremose al limone



Confesso che non so se siano i molti anni di vita all'estero, o le abitudini che cambiano comunque, ma non ho l'abitudine del piatto di pasta come parte centrale di un pasto casalingo.
In realtà ne mangio proprio poca, privilengiando altri cereali, ma chi ne è e rimane grande fan è il mio augusto consorte.
Una volta a settimana si concede quello che chiama "il piatto di pasta fine a se stesso" che alterna tutti i condimenti possibili, in un rigurgito di italianità :)
Questa pasta ha fatto parte di una di queste cene: velocissima da realizzare, molto buona, tutto sommato semplice seppur con qualche insidia nella lavorazione degli ingredienti.
Gli autori invitano a mangiarla pensando di essere su una terrazza di fronte alla costiera Amalfitana, cosa che la renderebbe possibilmente ancora più buona!
Quindi ok, lavoriamo di fantasia :)

CREAMY LEMON PASTA
da Ultimate Comfort Food degli Hairy Bikers
per 4 porzioni


500g di linguine
6 spicchi d'aglio lasciati con la buccia
1 grosso rametto di timo
10g di burro
buccia grattugiata di 2 limoni
150g di pecorino o parmigiano grattugiati
una spruzzata di succo di limone
sale e pepe nero
per servire:
peperoncino secco
spicchi di limone

Riempire d'acqua una pentola capiente e salarla. Arrivata a bollore cuocerci le linguine al dente, gli spicchi d'aglio e il rametto di timo.

Scolare la pasta tenendo da parte in una brocca circa 500 ml dell'acqua di cottura. Rimettere la pasta nella pentola ma togliere l'aglio e il timo. Spremere gli spicchi d'aglio in modo che la polpa cotta casa in una ciotola larga abbastanza per contenere la pasta più tardi.
Condire la pasta con burro e la buccia di limone.

Ora aggiungere 100g d formaggio alla ciotola con l'aglio e cominciare a versare l'acqua di cottura tenuta da parte, pochissima alla volta. Il tutto formerà una pasta inzialmente, continuare ad aggiungere acqua finchè il composto avrà la consistenza della panna liquida. Aggiungere subito la pasta al composto e mescolare in modo che ne sia ben ricoperta.
Servire la pasta spolverizzando ogni porzione con il formaggio rimasto e il peperoncino.
Servire con spicchi di limone extra.

NOTE


- piatto dalla velocità impressionante, in pratica si prepara tutto mentre cuoce la pasta ed immediatamente dopo. Ovviamente come normale in questi casi tutto dev'essere pronto perchè la rapidità è il segreto della buona riuscita del piatto.

- il momento clou dell'aggiunta dell'acqua al formaggio determina la riuscita o meno del piatto: i segreti sono come accennato la rapidità, il fatto che il formaggio non sia freddo di frigo e l'aggiunta dell'acqua veramente pochissima alla volta. Un'altra cosa, non usate i formaggi già grattugiati in busta che si sciolgono male (ma questo ve lo dico io, non gli autori :)

- al solito vedendo il numero di spicchi d'aglio si può rimanere sorpresi, ribadisco come ogni volta che l'aglio all'estero è molto meno intenso di quello nostrano quindi usatene anche meno. Il metodo di cuocerlo nell'acqua della pasta infonde l'aroma in maniera più intensa.

- con un po' di pazienza si ottiene la agognata cremina, che è deliziosa e saporita. Il piatto completo è veramente molto buono!

lunedì 19 febbraio 2024

Insalata di riso nero con condimento al cocco e lime

 


Non so voi, ma il mio rapporto con le insalate di riso è un po' conflittuale.
Evocano ricordi di grandi blob indefiniti che ingoiavano tipo buco nero qualunque cosa commestibile avessero nei dintorni (ed in alcuni casi, secondo me, anche di non totalmente commestibile), tenuti insieme da  maionese in quantità industriali a mo' di calcestruzzo.
E sempre in quantità da sfamare eserciti, che non vuoi avere il pranzo pronto almeno per qualche giorno?
Sapore indefinito, alla fine si tagliavano persino a fette e questo la dice lunga sulla densità del composto.
Tutta altra cosa qui oggi: il riso nero, bellissimo a vedersi e molto buono, oltre che perfetto per le insalate perchè mantiene la sua consistenza anche mischiato ai condimenti.
Un mix di verdura, frutta e frutta secca che dà un tocco esotico e fresco ma non appesantisce.
Ed infine un condimento che no, non prevede maionese :) ma è stato una vera rivelazione.
Un piatto, ve lo anticipo qui, sublime.
Per una cena a casa, una gita all'aria aperta, un pranzo estivo.
Basta che lo proviate ;)

 

 

BLACK RICE SALAD WITH LIME COCONUT DRESSING
per 4 porzioni
da The Simple Art of Rice di J. J. Johnson

1 tazza di riso nero (o Forbidden Rice) sciacquato
2 tazze di acqua
4 indivie belga, tagliate a pezzi da 2cm e mezzo
4 cipollotti, affettati
1 tazza e mezzo di pomodorini ciliegia, tagliati a metà
1 mango pulito e tagliato a cubetti
1 tazza di anacardi salati arrostiti
2 cucchiai di basilico Thai (o altro tipo) tagliuzzato
1 cucchiaino di buccia di arancia grattugiata
1/2 cucchiaino di sale
pepe

per il condimento
125ml di latte di cocco intero (il tipo in barattolo, non nel cartone)
un cucchiaio e mezzo di succo di lime
un cucchiaio e mezzo di aceto di riso
un cucchiaino di zenzero grattugiato
un cucchiaio di miele
sale e pepe

Mettere acqua e riso in un pentolino medio, quindi accendere il fuoco e far arrivare a bollore.
Abbassare quindi la fiamma e far cuocere, coperto, finchè l'acqua sarà assorbita ed il riso cotto (non stracotto), circa 25-30 minuti.
Versare il riso su una teglia da forno allargandolo bene e farlo raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo.

Mentre il riso cuoce, preparare il condimento: mescolare latte di cocco, succo di lime, aceto, zenzero e miele. Aggiungere sale e pepe a piacere e lasciare da parte.

Quando il riso sarà raffreddato aggiungervi l'indivia belga, i cipollotti, i pomodori, il mango e gli anacardi, quindi mescolare per amalgamare il tutto. Aggiungere quindi il basilico, la scorza d'arancia, sale e pepe a piacere e mescolare nuovamente. A questo punto versare pian piano il condimento, sempre mescolando, in modo che tutto sia ricoperto ma non annegato. Probabilmente ve ne avanzerà un po'.
Assaggiare l'insalata ed aggiustare di sale se necessario.
Servire subito.

NOTE

 
- il piatto è semplice perchè in effetti si tratta di mero lavoro di assemblaggio. Ho cotto il riso il giorno prima per motivi di tempo e questo ha fatto si che poi la preparazione richiedesse veramente pochi minuti per essere realizzata. A parte il riso, ovviamente, non si cuoce nulla.

- il riso indicato è un riso nero che appunto, dice l'autore, mantiene una certa consistenza e non si disfa anche mischiato al condimento. Ho trovato un ottimo Forbidden Rice, riso proibito, ed ho usato quello: si chiama così perchè al tempo degli imperatori cinesi era considerato una rarità e come tale esclusiva della dieta delle classi più abbienti.

- il condimento lo dovete provare per forza. Persino il mio augusto consorte, sempre sospettoso verso tutto ciò che ha un che di agrodolce, ha spazzolato la sua porzione (ed il resto, ma questa è un'altra storia). Un bilanciamento perfetto ma mi raccomando, che il latte di cocco sia quello del barattolo per cucinare, diciamo, e non quello da bere in cartone.

- qui le cene all'aperto si sprecano e questo va diretto al prossimo menù con ospiti. Vi consiglio caldamente di fare altrettanto :)

mercoledì 14 febbraio 2024

RISO E GAMBERI CON MARINATA ALLE ERBE E LIME

 


 
Riso e gamberi non è forse un grande classico di tanti buffet, pranzi estivi, insalate da pic-nic?
Si, e non certo un piatto complicato se tenuto a livelli "basic".
Mi ha fatto sorridere che l'autore sottolinei come questo piatto gli ricordi la sua infanzia, quando sua madre lo cucinava...ma usando un preparato già pronto!
In effetti le scatole di qualunque cibo da farsi in pochi minuti sono diffusissime all'estero, in Italia non mi sembra di averne viste poi tante.
Tranne i preparati per purè di patate: crocifiggetemi, ma quelli li ho usati anche io.
E non solo: ho una amica che si è dannata per realizzare un purè buono come quello che realizzavano alla mensa scolastica del figlio per poi scoprire, appunto, che si trattava di una bustina a cui aggiungere il latte.
Ora, volendo elevare riso e gamberi a livello "pro" non serve tutto questo sforzo.
E nemmeno la box relativa :)
Solo qualche erba e spezia opportunamente usata.
E vedrete!


HERBED SHRIMPS WITH CILANTRO LIME RICE
per 3-4 porzioni
da The Simple Art of Rice di J.J. Johnson

Per i gamberi alle erbe:
la buccia grattugiata ed il succo di 5 lime
un mazzetto di coriandolo
un mazzetto di prezzemolo, solo le foglie
un mazzetto di erba cipollina
120 ml di olio extravergine, più dell'altro per la griglia
sale
1/2 kg circa di gamberi grossi, puliti
1/2 cucchiaino di pepe nero

Per il riso al coriandolo e lime:
2 cucchiai di burro non salato
2 tazze di riso a chicco lungo, sciacquato
3 1/2 tazze di acqua
un cucchiaino di sale
un mazzetto di coriandolo, solo le foglie, tagliuzzate
buccia grattugiata di un lime
succo di 3 lime

Preparare la marinata per i gamberi mettendo nel robot buccia e succo di lime, il coriandolo, il prezzemolo, l'erba cipollina, olio e un cucchiano di sale fino ad ottenere un composto grossolano.
Mettere i gamberi in una ciotola, condirli con un cucchiaino di sale, il pepe e tre quarti della marinata.
Mescolare in modo che ne siano ben ricoperti e mettere in frigo.
Conservare in frigo anche la rimanente marinata.

Per il riso, mettere il burro in una casseruola su fuoco medio. Aggiungere il riso e far tostare per circa 4 minuti, finchè leggermente colorito. Aggiungere l'acqua, mescolare e portare a bollore. Abbassare quindi la fiamma, coprire con un coperchio e lasciar cuocere 20 minuti.
Togliere dal fuoco e lasciar riposare, sempre coperto, altri 10 minuti.
Separare quindi i chicchi di riso con una forchetta e condire con il sale, il coriandolo, la buccia ed il succo di lime.
Preriscaldare quindi una griglia e cuocervi i gamberi per 2 minuti per lato, o comunque finchè cotti.
Trasferire i gamberi su un piatto da portata, e servirli con il riso e la restante marinata.

NOTE

- come riso ho usato un Basmati, riso che uso moltissimo perchè in casa è molto gradito. L'autore dà le indicazioni per la cottura sottolineando che vada riscaicquato e non mette mai sale nell'acqua di cottura perchè questo potrebbe alterare la consistenza del riso stesso. Così ho fatto anche se in futuro, per gusto personale, un po' nell'acqua lo metto lo stesso :) è vero però che sia i gamberi che la marinata alle erbe sono molto saporite e bilanciano bene con la neutralità del riso.

- la quantità di riso che viene preparata seguendo le indicazioni è davvero molta. Poco male perchè già uso nei miei "meal prep" lessarne parecchio e conservarlo in frigo per la settimana, ma se non volete mangiarne per dieci giorni regolatevi! Altre che 3 o 4 porzioni come indicato (che sono invece valide per gamberi e marinata)

- come sempre dico fino a diventare noiosa, in casa entriamo o io, o il coriandolo. E' stato sostituito da prezzemolo.

- la ricetta è semplice, non presenta alcuna difficoltà ed è ben spiegata. Il risultato è gustoso, saporito, molto fresco grazie alla preponderanete presenza del lime e gradito da tutti. Riso e marinata si possono realizzare in anticipo, cosa che rende il piatto anche molto pratico.

martedì 16 gennaio 2024

Pasta con broccoli e miso

 

 

Non saremo noi italiani a stupirci per un piatto di pasta con i broccoli: solo per citarne alcuni, mi vengono in mente il famosissimo piatto tipico palermitano, o le orecchiette con i broccoli che si mangiano in Puglia, o ancora la versione campana e persino la ricetta tradizionale laziale ovvero la minestra di broccoli e arzilla.
Insomma, un piatto da unità d'Italia e d'altronde lo stesso autore ammette di essersi ispirato alla pasta con i broccoli di cui ha letto nel libro di Marcella Hazan, The Classic Italian Cookbook.
Confesso che in casa arabafelice di pasta se ne mangia poca, ed ormai si è quasi completamente adottato l'uso di farne più un piatto di contorno che uno principale.
Di contro, si mangiano un sacco di broccoli, ed un sacco di miso!
Si, perchè è vero che nella versione di Nik Sharma non c'è l'acciuga a dare quel tocco di umami, come direbbero quelli che se ne intendono, ma è egregiamente sostituito dal miso, appunto, che apporta lo stesso tocco.
Non solo, rende il piatto completamente vegetariano.
E' buono? No, è buonissimo!
 

 

PASTA WITH BROCCOLI MISO SAUCE
per 4 porzioni
da Veg-Table di Nik Sharma

455 g di rigatoni o spaghetti
455 g di cime di broccoli
60 ml di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di miso bianco o giallo
2 spicchi di aglio tritati
un cucchiaio di grani di pepe nero grossolanamente tritati
un cucchiaino di peperoncino in polvere
60 g di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di buccia di limoni in conserva (preserved lemons), tagliuzzata
sale

Mettere sul fuoco una pentola capiente riempita d'acqua salata e portare a bollore. Cuocere i rigatoni al dente, lasciare da parte una tazza di acqua di cottura e scolarli lasciandoli da parte.

Nel frattempo mettere sul fuoco un'altra pentola con acqua salata e lessarvi le cime di broccoli per 3-5 minuti. Scolarle con un mestolo forato e lasciarle da parte, eliminando l'acqua di cottura.

Nella stessa pentola in cui si è cotta la pasta mettere l'olio ed appena è caldo unire l'aglio, il miso, il pepe ed il peperoncino. Cuocere per 30-45 secondi, unire quindi i broccoli scolati mescolando bene. Assaggiare ed aggiustare di sale.

Unire quindi da ultimo la pasta ed il parmigiano, insieme a 60 ml di acqua di cottura della pasta lasciata da parte. Regolarsi per la consistenza, aggiungendo eventualmente poca altra acqua se il tutto fosse troppo denso. Mescolando, parte dei broccoli si disferà, amalgamandosi al condimento.
Servire immediatamente guarnito con la buccia tagliuzzata dei limoni in conserva.

NOTE 

- come anticipato il piatto è buonissimo! Viene indicato di usare a scelta sia rigatoni che spaghetti ma credo che per una ricetta simile stia meglio la pasta corta, oltre ad essere la mia preferita. Il miso, che ultimamente vediamo ovunque, dal salato al dolce a tutto quello che c'è in mezzo, ci sta effettivamente molto bene. Uso di preferenza quello bianco, un po' più delicato.

- consiglio di non salare troppo l'acqua della pasta e nemmeno quella dei broccoli, dato che il miso ed il parmigiano concorreranno abbondantemente alla sapidità del piatto. Tocco meraviglioso quello della buccia dei preserved lemon, che ci sta un incanto. Da me si trovano al supermercato, non so quanto siano diffusi in Italia ma vale la pena di cercarli se si intende preparare questo piatto.

- l'aglio, lo dico sempre e sempre lo dirò, all'estero ha metà dell'aroma che ha in Italia, per cui il piatto non ne è sovrastato. Regolatevi secondo le vostre preferenze.

- insomma, i broccoli, il miso e quel tocco di piccante insieme al parmigiano. Non solo ci si lecca i baffi, ma si prepara tutto in un baleno.

mercoledì 15 febbraio 2023

Torta di riso al latte di cocco con pomodori arrostiti

 

 


Una proposta moderna?
Cosi ha chiesto, tra il serio ed il faceto, l'augusto consorte mentre sciorinavo gli ingredienti scandendo bene le parole "riso" e "pomodori", mangiandomi un po' "latte di cocco" e "semi di cumino" nella speranza che gli restassero impresse solo quelle più gradite e familiari, insieme alla nota fatta scivolare casualmente che l'autrice della ricetta ha passato l'infanzia in Toscana.
Così la "proposta moderna" è stata presentata e nell'ordine abbiamo avuto: lodi ai pomodori saporitissimi.
Lodi al riso, udite udite, che nonostante il latte di cocco non risulta dolciastro ma delizioso, croccante fuori e morbido dentro.
Lodi al piatto nella sua interezza dato che ogni parte è complementare all'altra ed il riso, specie se unite le uova fritte come suggerisce Ixta Belfrage per renderlo completo, si arricchisce del sapore delle stesse e dell'aroma e del sughetto dei pomodori.
Insomma, ve lo anticipo qui, un successo strabiliante che aggiunge il piatto alla rotazione di quelli che ogni tanto vengono rifatti (che ve la ricordate la tara che ci si porta appresso noi appassionati di cucina, se ne provano sempre di nuovi e raramente si ripetono quelli passati).
Un piatto non facile, di più: si mischia tutto e si butta in teglia, sia per i pomodori che per il riso.
Per quest'ultimo attenzione ad usare proprio quello indicato.
Niente ingredienti strani o introvabili, ed in mezz'ora è tutto pronto: meglio di così...;)

 

STICKY COCONUT RICE CAKE WITH TURMERIC TOMATOES
da Mezcla di Ixta Belfrage
per 4 persone

per i pomodori:
400 g di pomodorini ciliegia tipo datterini
15 g di zenzero sbucciato e tagliato a julienne
15g di coriandolo (foglie e gambi)
3 spicchi d'aglio sbucciati
70g di olio d'oliva
2 cucchiaini di sciroppo d'acero o miele
1/2 cucchiaino di curcuma
un cucchiaino e 1/4 di semi di cumino
mezzo cucchiaino di sale

per la torta di riso
400 g di riso Thai ovvero riso glutinoso, tenuto in acqua per un'ora e poi scolato (vedere la nota)
una lattina da 400 g di latte di cocco intero
250 g di acqua
2 piccoli spicchi d'aglio finemente tritati
2 cucchiaini di zenzero fresco tritato finemente
2 cipollotti tritati finemente (circa 25g)
un cucchiano e 1/2 di sale

per servire
2 cipollotti tritati finemente
15g di coriandolo fresco
un lime tagliato a spicchi

 

Prerscaldare il forno a 250 gradi.
Foderare uno stampo quadrato da 23cm con carta forno.

Per i pomodori, unire tutti gli ingredienti in una teglia in cui possano stare in un singolo strato, senza sovrapporsi troppo.
Per la torta di riso, mescolare tutti gli ingredienti insieme facendo attenzione a sciogliere eventuali grumi nel latte di cocco. Versare nella teglia preparata e livellare la superficie. Il liquido deve sommergere il riso (se così non fosse va usata una teglia più piccola).

Mettere entrambe le teglie in forno, se possibile sullo stesso ripiano in alto o, se non ci entrano, i pomodori in alto e il riso nel ripiano più in basso.
Cuocere per 30 minuti: i pomodori dovrebbero risultare ammorbiditi e leggermente abbrustoliti mentre il riso dovrebbe essere cotto e dorato in superficie.
Estrarre le teglie dal forno e coprire i pomodori per tenerli al caldo. Lasciare da parte il riso per circa 20 minuti e intanto accendere il grill del forno alla massima temperatura.

Passato il tempo di riposo sollevare la torta di riso con tutta la carta forno e metterla su una teglia piatta. Tagliare la carta extra che potrebbe bruciare quindi metterla sotto il grill del forno per 5-8 minuti finchè il riso sulla superficie risulterà croccante e ben dorato.
Tutti i forni sono diversi quindi guardare a vista la preparazione durante l'operazione perchè potrebbe volerci più o meno tempo.
Se si possiede una torcia da pasticceria usarla per abbrustolire ulteriormente la superficie.
Far raffreddare cinque minuti prima di tagliare la torta in quadrati.
Servire accompagnando con i pomodori e guarnire con spicchi di lime, cipollotto e coriandolo fresco.

 

NOTE

- come ho accennato per la ricetta serve il Thai sticky rice ovvero il riso glutinoso. Non c'entra nulla il glutine, il nome viene dal latino ed indica il fatto che questo riso diventi particolarmente appiccicoso dopo la cottura grazie alla notevole presenza di amido. Seguite le indicazioni sulla confezione perchè spesso va tenuto a bagno o sciacquato, ma alcuni marchi si possono cuocere saltando questi passaggi: controllate.

- sia il riso che i pomodori si realizzano mescolando gli ingredienti e basta: una goduria! Le indicazioni sulla misura delle teglie da usare sono perfette ed essenziali dato che il riso deve essere sommerso dal liquido per potersi cuocere. Anche i tempi di cottura sono stati rispettati alla lettera e si sono rivelati sufficienti.

- il latte di cocco usato è quello in lattina di alluminio, non quello nel cartone. E soprattutto che non sia del tipo low fat.

- il coriandolo, lo sapete, in casa mia o noi, o lui. E' stato egregiamente sostituito da prezzemolo.

- il giorno dopo l'autrice suggerisce di passare i quadrati di riso in padella per consumarli, io non l'ho fatto ma erano buonissimi comunque e avevano conservato la croccantezza. Un successo su tutta la linea!

lunedì 23 gennaio 2023

Lasagne alle zucchine ed erbe

 

 


 Siete del partito lasagne rigorosamente con sugo di pomodoro declinato in ogni possibile variazione o siete aperti anche a quelle che non lo prevedono?
Personalmente prediligo senza appello quelle in bianco, ed immagino che aver confessato di non amare la parmigiana di melanzane non farà suonare questa come una totale sorpresa.
E' che, personalmente, trovo che il sugo con pomodoro come base tenda a coprire tutto il resto e renda la preparazione meno versatile.
Prima che mi linciate, anche l'autore è dalla vostra parte: dice che le lasagne a base rossa sono in assoluto le sue preferite.
Eppure fa un'eccezione per il piatto che vedete qui: le zucchine, le verdure e le erbe frullate, la ricotta e la bechamelle e immancabile pasta fresca, tanto da raccomandarlo caldamente per una cena estiva.
Ora, dipenderà dalle estati dalle mie parti o dalla latitudine, ma forse con 45 gradi non lo servirei.
Piuttosto, una voglia precoce di primavera, o i venticinque gradi di oggi che hanno spazzato l'inusuale ondata di freddo dalle mie parti, o le giornate che hanno iniziato ad allungarsi, o ancora Pasqua che non è poi così lontana: queste si che sono occasioni in cui non me la farei scappare.
Credetemi, vale tutta la pena ;)

 

  

COURGETTE & HERB LASAGNE
per 6 porzioni abbondanti
da The Daily Veg di J.Woodhouse

per la pasta
400g di farina 00, più dell'altra per spolverare
4-5 uova
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale

per la bechamelle
75g di burro
75g di farina
un litro di latte
metà di una noce moscata, grattugiata

per il ripieno
un kg di zucchine (circa 6)
8 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 piccole cipolle affettate finemente
400g di spinaci
25 g di prezzemolo
250g di ricotta
150g di Parmigiano grattugiato
50g di basilico, senza i rametti più grossi
3 cucchiai di succo di limone
sale e pepe macinato al momento


Mischiare la farina con 4 uova, l'olio ed una generoso pizzico di sale nella ciotola della planetaria usando il gancio a spirale a velocità medio/bassa. Quando il tutto diventa più uniforme aumentare la velocità e far andare per circa 5 minuti.
Se l'aspetto a questo punto fosse ancora molto secco unire l'uovo extra oppure un po' d'acqua.
Allo stesso modo se fosse troppo umido aggiungere un cucchiaio di farina alla volta finchè avrò raggiunto la giusta consistenza.
Trasferire l'impasto su un tagliere e coprirlo con una ciotola. Far riposare per 30 minuti.

Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Affettare le zucchine allo spessore di circa mezzo cm usando una mandolina oppure un coltello. Condirle con sale e 4 cucchiai di olio quindi versarle su una teglia da forno (o due, se dovesse servire) e infornarle per circa 30 minuti o comunque finchè dorate, girandole una volta con una spatola.
Togliere dal forno e abbassare la temperatura a 180 gradi.

Per la bechamelle fondere il burro in un pentolino insieme alla farina su fuoco medio, mescolando sempre per circa 5 minuti. La farina dovrà risultare tostata e dorata: questo passaggio serve a cuocerla,basta che non diventi troppo scura.
Aggiungere il latte, 100ml alla volta, sempre mescolando finchè non sarà stato tutto aggiunto e la salsa sarà liscia e vellutata, velando il cucchiaio di legno. Aggiustare di sale e aggiungere la noce moscata.

Scaldare due cucchiai di olio in una padella capiente, unirvi le cipolle e farle cuocere dolcemente per 10-15 minuti finchè saranno ammorbidite. Aggiungere quindi gli spinaci ed il prezzemolo cuocendo finchè appassiscono. Trasferire il tutto su un piatto per far raffreddare un poco.

Mettere il mix di spinaci e prezzemolo in un robot da cucina insieme a del sale, pepe, la ricotta, il parmigiano, il succo di limone, il basilico e 2 cucchiai di olio.
Frullare finchè si ottiene una crema.

Dividere il panetto di pasta in 4 e passare ciascuno da una macchinetta per stenderla, fermandosi al penultimo buco. Tagliare quadrati di pasta che più o meno coprano la teglia scelta, tenendo i migliori per l'ultimo strato.

in una teglia 35x25 versare qualche cucchiaiata di bechamelle, quindi aggiungere qualche fettina di zucchina e un altro po' di bechamelle. Coprire con la pasta e continuare allo stesso modo aggiungendo anche qualche cucchiaiata della crema di verdure fino a creare 4 strati in totale finendo con uno strato di pasta che andrà coperta con altra bechamelle e parmigiano grattugiato.
Cuocere per circa 50 minuti o comunque finchè i bordi saranno croccanti e la superficie ben dorata
Far riposare fuori dal forno 20 minuti prima di servirla.

NOTE

- la preparazione non è complicata ma necessita di diversi passaggi distinti. In realtà basta un po' di organizzazione ed il tutto si può fare anche dividendo le operazioni in due giorni diversi: la preparazione del ripieno di verdure il giorno prima ed il giorno stesso invece la pasta fresca e la bechamelle. In realtà l'autore dice che fare la pasta è un di più, e può benissimo essere acquistata pronta.

- dosi, cotture e tempistiche si sono rivelati corretti. Fanno eccezione la bechamelle che secondo me poteva essere un po' più abbondante non perchè non basti ma perchè arriviamo proprio al limite e la cottura della lasagna: nel mio forno in 35 minuti era pronta.

- il ripieno di verdure ed erbe frullate è buonissimo! La ricotta che si trova all'estero è un po' diversa da quella bella fresca e cremosa che si trova in Italia. E' in genere quella confezionata che però in un piatto del genere è perfetta perchè poco acquosa, tenetelo presente se decidete di replicare il piatto.

- non inorridite per la ricetta della pasta fresca che è abbastanza ...sportiva. Viene benissimo comunque.

- il piatto è stato un successo, molto buono appena fatto ma anche la porzione riscaldata il giorno dopo aveva il suo perchè. Nessuno ha rimpianto il pomodoro ;)

giovedì 8 marzo 2018

Gnocchi di mascarpone al pesto...che non si lessano!


Ebbene, sono in rehab.
Rehab da accumulo compulsivo di scorte alimentari.
O almeno ci provo.
Dopo il recente trasloco dal mezzo del nulla alla civiltà lo shock è ancora da superare.
Che shock?
Ma ad esempio quello per cui qui i supermercati vengono riforniti tutti i giorni.
Nello sperduto deserto di prima ricorderete le visite settimanali all'unico super disponibile nelle vicinanze che riceveva scorte solo il giovedì mattina: quello che arrivava, bene.
Quello che mancava, pace.
Ritenta e sarai magari più fortunata la settimana prossima.
A volte lo ero.
Ma la maggior parte no.
Qui invece cominciamo col dire che non ho ancora finito il tour dei super che la piazza offre.
Tutti blandiscono la grande comunità expat di qui facendo a gara ad importare quanti più prodotti una famiglia europea o americana sia interessata a comprare.
Dalle mozzarelle italiane al vero pecorino sardo, al latte di mandorla bio e senza zucchero che amo ai semi di chia.
Carne e pesce di ogni tipo, meravigliosi.
Farine bio, e l'olio di cocco che per me era poco meno del Santo Graal.
Lo yogurt di cocco.
Il mio amato Fruyo.
E non parliamo della sezione dolciumi e biscotti dal mondo.
Signori, qui non solo si trovano banalmente gli Oreo: qui ci sono corridoi dei supermercati a loro dedicati ed a tutte le possibili varianti.
I thin, quelli sottili ma che non mi ispirano, se voglio un Oreo lo voglio intero, non la metà, come quelli mini per lo stesso motivo.
I normali, ok, che poi tanto normali non sono se presenti alla fragola, al peanut butter, alla cannella, alla zucca, all'ignoto gusto "birthday cake" che mi riprometto di scoprire di cosa sappia, alla menta, ricoperti di cioccolato fondente o bianco.
I double stuff, con doppia crema all'interno.
Le Oreo cheesecake surgelate e vendute, opportunamente, anche in fette confezionate singolarmente.
Oreo crust! Ovvero la base già fatta di Oreo sbriciolati come base di altri dolci, venduta anche con apposita teglia usa-e-getta.
Oreo ice cream, nella versione biscotto farcito o tipo classico Cornetto nostrano con i pezzetti di biscotto sopra.
Yogurt con Oreo dentro, e persino le barrette proteiche gusto Oreo (si, queste le ho comprate!)
Ho resistito a tutto (le barrette proteiche non valgono, eh)
Ma dove ho veramente vacillato, dove ho temuto che il rehab da accumulo compulsivo stesse fallendo è stato lì.
Quello scaffale in bella vista.
Just arrived from USA.
Oreo Mega Stuff.
Avete letto bene: c'è il quadruplo della crema di quelli normali.
Ho guardato la scatola imbambolata per un minuto buono.
L'ho rimessa a posto.
Ciao, mi chiamo Stefania ed ho un problema di dipendenza.
E ho deciso mentre scrivo che non mi interessa più superarlo ;)



Pasqua è alle porte e nonostante qui da me come ben sapete non solo non si festeggi la suddetta ma non sia nemmeno festiva la domenica, una bella cena quella sera non ce la leverà nessuno! I menù pasquali degli scorsi anni hanno spesso previsto piatti di carne come pezzo forte, ma ne mangiamo sempre meno...e allora via di primi piatti che poi sono i preferiti dal consorte e dalla sottoscritta.

Tra i primi Pasquali che sto sperimentando questo ha riscosso l'incondizionato amore del severo giudice di casa arabafelice e la preghiera che farà parte dei menù di casa, non solo di quello pasquale!

Se vi piacciono gli gnocchi ecco una variante interessante, e se non vi piacciono o vi hanno stancato ecco un nuovo modo di cuocerli che ve li farà rivalutare.
Come scritto nelle note possono essere anche lessati in maniera tradizionale: ma se posso darvi un consiglio, osate ;)




GNOCCHI AL MASCARPONE IN PADELLA CON PESTO DI BASILICO E RUCOLA
da Everyday Easy di Lorraine Pascale
per 4/6 persone

per gli gnocchi:
100 g di parmigiano grattugiato
un cucchiaio di timo oppure origano
350 g di mascarpone
300 g di farina
2 uova
sale, pepe

per il pesto:
30 g di parmigiano grattugiato
uno spicchio d'aglio (anche arrostito, se si vuole)
60 g di basilico fresco
60 ml di olio extravergine
60 g di pinoli leggermente tostati
sale
qualche foglia di rucola e una manciata di pinoli per decorare
poco succo di limone
olio e burro per cuocere

 Preparare il condimento: mettere nel frullatore il parmigiano, l'aglio, il basilico ed i pinoli con un po' di sale. Unire quindi l'olio e frullare a scatti fino ad ottenere una crema. Lasciare da parte.

Preparare gli gnocchi: versare in una ciotola il parmigiano, il timo o origano, il mascarpone, la farina, le uova, sale e pepe a piacere. Girare il composto ed impastarlo fino ad ottenere un panetto morbido e liscio.
Dividerlo quindi in rotolini da cui ricavare degli gnocchi non troppo piccoli.
Mettere quindi sul fuoco una padella con poco olio e burro, farli scaldare, abbassare la fiamma e versare gli gnocchi in un solo strato.
Lasciarli un minuto, quindi molto delicatamente muovendo la padella e usando una spatola girarli. Devono diventare dorati e croccanti da tutti i lati, ci vorranno circa altri 4 minuti.
Versare gli gnocchi nel pesto quindi impiattarli decorando con della rucola, qualche pinolo e una spruzzata di succo di limone.


NOTE

- il piatto è semplicissimo e molto veloce. Volendo gli gnocchi possono essere anche lessati in maniera tradizionale.

- se la padella non è sufficientemente grande per contenere tutti gli gnocchi cuocerne un po' alla volta e tenere gli altri in una ciotola coperti con un foglio di alluminio perchè non freddino.

- gli gnocchi sono buonissimi! Sbizzaritevi con i condimenti. Possono anche essere surgelati dopo la formatura ma prima della cottura.

- non so quanto mangi Lorraine Pascale ma questi gnocchi sono abbastanza sostanziosi quindi noi ci abbiamo mangiato in ben più che quattro persone.


lunedì 8 maggio 2017

La pasta fresca di Luca Montersino



Quando si dice avere un'idea e portarla avanti.
In effetti è ammirevole.
Incurante delle critiche, dei pareri contrari, delle inevitabili polemiche.
Cinque anni, ci ha messo.
Cinque anni di studi.
Di ricerche.
Di, assicura, visione di documenti riservati inviateli nientemeno che dalla NASA.
Me la immagino china sui libri di notte.
Quella notte che arriva perchè è il Sole a girare, non la Terra.
Eh si, non sapete degli ultimi trend in tema?
Cinque anni in cui, tra l'altro, avrà pur avuto un relatore.
Si, perchè cinque anni sono serviti ad una studentessa tunisina per scrivere una tesi di laurea per cercare di dimostrare che la Terra è piatta come viene desunto dalla lettura del Corano.
Un respiro profondo, ci vuole.
La ragazza, nell'introduzione, scrive di voler rovesciare le leggi di Newton, Copernico ed Einstein vista la debolezza dei loro fondamenti (!) e di proporre quindi una nuova visione basata su alcuni versetti del Corano.
Comincio dalla fine: la tesi è stata respinta.
E' spuntato un tal putiferio in Tunisia appena il documento è stato reso noto che l'università non ha avuto scelta, bocciata.
Ora per carità non sono uno scienziato.
Ma ad occhio e croce nemmeno la signorina in questione.
E nemmeno lo diventerà, se tanto mi dà tanto.
Ma le ho appena trovato l'anima gemella.
Il noto, da queste parti, religioso che sostiene la stessa tesi.
Facendo anche esempi pratici come quelli che si possono visionare nel video relativo.
Dio li fa e poi li accoppia, o meglio dovrebbe accoppiarli.
Peccato perchè avrebbero fatto furore.
Se solo fossimo mille anni indietro :)

No comment :) ed oggi incolpo ringrazio quella cuoca straordinaria e generosa di Pasqualina che ha condiviso su facebook questa ricetta perfetta per la pasta fresca.
Qui nel deserto non trovo grandi farine, la semola me la devo portare ed i risultati non sono sempre granchè: ebbene con questa ricetta ho fatto bingo, non la cambierò più.
Provate e mi saprete dire ;)



PASTA FRESCA
di Luca Montersino

300 g farina debole
200 g di semola rimacinata
50 g di tuorli
200 g di uova intere
10 g di olio
goccio d'acqua


Impastare tutti gli ingredienti insieme tranne l'acqua. Unirla poco a poco, alla dose di un cucchiaino alla volta non di più, ed impastare energicamente.
Io sono cialtrona ed impasto tutto nella planetaria con il gancio a K.
Se lavorate con la macchina fermatevi ogni tanto e provate con le mani se l'impasto sta insieme, piuttosto che correre il rischio di aggiungere troppa acqua!
Si dovrà ottenere un panetto piuttosto sodo ma che non si sbricioli. Avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo un'oretta almeno.
Stendere quindi nel formato desiderato.


NOTE

 - vi prego, non mi chiedete quante uova siano 200 g o quanti tuorli siano i 50 g indicati: a seconda della dimensione il numero usato varia parecchio! Va proprio fatto lo sforzo di pesare :)

mercoledì 11 gennaio 2017

Pilaf di finocchi, gamberoni, pomodori e menta


Diana Henry è una vecchia conoscenza dello Starbooks, ed il suo libro sul pollo già passato per queste pagine rimane uno di quelli che fanno più avanti ed indietro tra la mensola e il piano di lavoro della mia cucina.
Già il suo approccio non era complicato, figuriamoci in un libro che si intitola "Simple"!
Massimi risultati e sapori con minimo sforzo, si potrebbe tradurre con un po' di libertà il sottotitolo.
Un po' di porca figura di vanpeltiana memoria, più che furbate da cialtrona tipiche di chi scrive.
Piatti semplici, ma di soddisfazione, dice.
E proviamo allora questa ricetta che mi è stato simpatica a prima vista dalla foto del libro, e alla seconda occhiata perchè le dosi sono esattamente per due.
Alla terza perchè si sporca una pentola e mezzo, oltre al tagliere, e si fa da sola in poco tempo.
Non ci sono ingredienti astrusi ma tutti ingredienti che ho già in dispensa, a parte i gamberoni.
Ma per quelli ci pensa il Mar Rosso a cui vivo a fianco...
This is everything I want from a cookbook, ha scritto Nigella Lawson a recensione del suddetto.
Ed io pure :)

INGREDIENTI
per due porzioni
110 g di riso basmati
mezzo finocchio
3 cucchiai di olio di oliva
mezza cipolla tritata
uno spicchio d'aglio tritato
un generoso pizzico di peperoncino secco
150 g di pomodori perini, tagliuzzati e privati dei semi (San Marzano per i fortunati)
100 ml di vermouth secco o vino bianco
175 ml di brodo vegetale, o di pesce o ancora di pollo
200 g di gamberoni, sgusciati e puliti dal filo intestinale
sale e pepe
2 cucchiai di prezzemolo e menta finemente tritati
50 g di feta sbriciolata
 
 Mettere il riso in un colino e sciacquarlo finchè l'acqua di risciacquo diventa limpida.
Dividere il mezzo finocchio in due, scartare le foglie più esterne e la parte centrale più dura. Tritare il resto.
Scaldare metà dell'olio in una pentola e unire finocchio e cipolla tritata cuocendo finchè saranno morbidi ma non coloriti. Aggiungere l'aglio tritato ed il peperoncino quindi cuocere un altro paio di minuti.
Aggiungere i pomodori e cuocere due ulteriori minuti.
Unire il riso e girare con delicatezza quindi versare il vermouth o il vino bianco e far bollire finchè il liquido si riduce della metà, quindi unire il brodo scelto, riportare a bollore ed abbassare il fuoco al minimo cuocendo per circa 20 minuti, dinchè il riso risulterà morbido e il liquido sarà stato assorbito.
Quando il riso è quasi a cottura scaldare l'olio rimasto in una padella e cuocere i gamberoni finchè diventano rosa, quindi condirli con sale e pepe.
Unire quindi al riso le erbe tritate ed i gamberoni sgranandolo con una forchetta .
Completare con la feta e servire subito.
 
 
 NOTE

- il piatto è semplicissimo e dettagliamente spiegato in ogni passaggio nella corretta sequenza temporale. Veramente a prova di ogni cuoca.

- i finocchi che trovo qui sono giganteschi e piuttosto coriacei, quindi scartare le foglie ed il cuore è essenziale. Con i finocchi italiani di solito non ho tanto scarto.

- la dose di liquidi mi sembrava scarsa ma mi sbagliavo. Temevo che non essendoci indicazioni di coprire la pentola del riso con un coperchio questi sarebbero evaporati molto velocemente quindi sono stata ben attenta davanti al fuoco. Mi sono dovuta ricredere, ho lasciato il calore al minimo (ho le piastre ad induzione) ed il riso ha cotto nel tempo indicato senza necessitare di altre aggiunte.

- il vermouth non ce l'ho e ho usato il vino bianco (ah, non dovrei avere nemmeno questo, già, ma voi non avete letto) che comunque è consigliato dall'autrice in sostituzione. Voi usate il vermouth però!

- non ero sicurissima del finocchio cotto insieme al riso: io l'adoro ma il mio augusto consorte lo odia! Ma essendo tritato molto fine regala un aroma particolare che si mischia con quello della cipolla e lui non ha detto nulla...

- unica perplessità il colore del riso: il mio è risultato appena rosato per la cottura insieme ai pomodori, nonostante li abbia privati di polpa e semi, quello della foto del libro è bianco candido. Magari il segreto per farlo rimanere così ci verrà spiegato un giorno...sperando che non sia che ha cotto il riso a parte per esigenze di foto ;)
- il risultato è un piatto pieno di freschezza nonostante vada servito caldo. Ma essendone avanzato un po' confermo che è buonissimo anche il giorno dopo a temperatura ambiente tipo insalata di riso (che non si offenda Diana Henry), anzi forse mi è piaciuto ancora di più. Ma può dipendere anche dal clima che qui al momento registra trenta gradi :)
 
 

giovedì 28 luglio 2016

Insalata di farro al tonno e certosa



Una ricetta da mare oggi ...o d'amare? Entrambe le cose, visto che è buonissima, facile e comodissima da trasportare anche in spiaggia.
Ho preso spunto dall'insalata di farro vista qui ma invece di utilizzare la mozzarella l'ho arricchita con la certosa: sentirete che bontà! 



 INSALATA DI FARRO AL TONNO E CERTOSA
per 4 persone

250 g di farro perlato (peso a crudo)
200 g di tonno sott'olio
200 g di pomodorini ciliegia
un piccolo cipollotto, solo la parte bianca
dieci foglie di basilico, più qualcuna per decorare
160 g di certosa
sale
olio extravergine d'oliva



Versare il farro in una pentola con abbondante acqua fredda leggermente salata, portare a bollore, abbassare il fuoco e coprire con un coperchio. Calcolare circa 20-30 minuti di cottura, quindi scolarlo e lasciarlo da parte.
Tagliare a metà i pomodorini lavati e mescolarli al tonno ben scolato dall'olio, al cipollotto tritato fine ed alle foglie di basilico spezzettate con le mani.
Condire quindi con sale ed olio.
Appena il farro sarà raffreddato unirlo al condimento e farlo riposare in frigo un'oretta.
Guarnire con la certosa appena prima di servire e portare in tavola.

NOTE

- il farro può essere lessato in anticipo e tenuto in frigo in un contenitore ermetico per un paio di giorni. Basterà quindi unirlo al condimento prescelto per un piatto express!

- l'insalata è ancora più buona se preparata il giorno prima e fatta riposare, ma la certosa unitela solo prima di portare in tavola.

- il farro cotto ma non condito può anche essere surgelato. Di solito lo divido in monoporzioni in modo da poter tirar fuori ogni volta solo ciò che mi serve, senza sprechi.

martedì 31 maggio 2016

Spaghetti al tonno, erbe e zafferano




Una di quelle giornate.
Che sia perchè avete lavorato come matte.
Che sia perchè il frigo piange.
E voi con lui :)
Che sia perchè siete reduci da una giornata di spiaggia.
Che sia perchè non avete voglia.
O ne avete una matta.
Insomma, questi spaghetti al tonno metteranno tutti d'accordo.
Mica il solito.
Provate, e mi saprete dire!


SPAGHETTI AL TONNO, ERBE E ZAFFERANO
per 2 persone

160 g di spaghetti
2 confezioni di tonno sott'olio da 80 g
150 g di polpa di pomodoro
mezza cipollina
mezzo spicchio d'aglio piccolo
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di basilico tritato
2 dita di vino bianco
sale
una bustina di zafferano in polvere


Versare l'olio in un piccolo tegame e scaldarlo insieme a due cucchiai d'acqua. Unire la cipolla e l'aglio tritati molto fini ed appena cominciano ad imbiondire sfumare con il vino.
Far evaporare ed unire la passata. Cuocere circa dieci minuti quindi unire il tonno sminuzzato e scolato dall'olio e le erbe aromatiche
Far scaldare sul fuoco per un minuto circa quindi spegnere ed aggiungere lo zafferano.
Aggiustare di sale e usare per condire la pasta.

NOTE

- il sugo può essere surgelato. Per comodità, se ne fate una grande quantità, potete surgelarlo nei contenitori per i cubetti di ghiaccio, così poi da poter usare di volta in volta solo quello che serve, senza sprechi.

mercoledì 25 novembre 2015

Ravioli al laban e menta con ragù di agnello all'aceto


Tutto bene.
Tutto troppo bene.
Mi sarei dovuta insospettire.
L'idea avuta quasi subito.
Ingredienti, reperibilissimi.
Mica scema, la ricetta me la sono scelta a chilometro zero.
Se cominci a contare dal deserto, ovvio.
Ravioli ne ho fatti tanti in vita mia.
Sughi pure.
L'augusto consorte entra dalla porta della cucina, al rientro dal lavoro, e la gioia di capire che a cena non ci sarà pollo alla griglia gliela leggo in faccia alla prima occhiata.
Farcisco, chiudo, difendo il ragù da assaggi che lo lasciano dimezzato.
Fa tutto parte del gioco.
Come rimettere a posto.
E lì succede.
L'accessorio della macchina della pasta fresca, quello per fare le tagliatelle.
Il tutto pesa un quintale, ed io me la sono tirata dietro dall'Italia.
Per poi scoprire che qui la vendevano, ma fa parte del gioco anche questo.
Quell'accessorio, dicevo.
Ed io sempre scalza.
Non so nemmeno come, ma lo sento dritto e perfetto mentre la forza di gravità ma lo fa piombare sull'alluce.
Spero solo di non essermelo rotto, che a rompere le dita dei piedi sono abbonata.
Mi trascino a fatica su una sedia, il consorte cerca il ghiaccio per soccorrermi.
Cerca, appunto.
Perchè nel freezer del vero italiano all'estero ci sono scorte per aprire un ristorante per un mese.
Vinto, si presenta con un filetto di salmone.
E' che nonostante il male mi viene da ridere.
Mi alzo a fatica per sostituire il salmone con spinaci surgelati, e lui che continua a dire che dovremmo andare al pronto soccorso.
Manco morta, anzi solo morta :)
E mentre si piega, amorevole, per tenermi gli spinaci sul piede, il colpo di grazia.
Mi dà inavvertitamente una testata sulla fronte.
E allora ditelo.
Solo che rido alle lacrime, manco so più se per il male.
Lui mi guarda con occhi sbarrati.
Vabbè, com'è finita.
La me zoppa che tiene il ghiaccio sulla testa di lui.
Come volevasi dimostrare :)


Nonostante l'alluce nero i ravioli sono stati cotti e mangiati: che siano buonissimi me lo dico da sola! Il ripieno è fresco e saporito allo stesso tempo, e sta benissimo con il ragù di agnello che comunque è un sapore più forte.
La menta fresca un tocco di estivo in un  piatto così invernale, d'altronde qui non ci sono 35 gradi mica a caso :)
Ed ovviamente partecipo all'MTChallenge di questo mese ringraziando Fotocibiamo per avermi fatto...raviolare dopo tanto tempo (nonostante l'alluce!)





RAVIOLI AL LABAN E MENTA CON RAGU' DI AGNELLO ALL'ACETO
per circa 25 ravioli grandi
ispirati alla ricetta di Fotocibiamo

per la pasta

400 g di farina
200 g di semola rimacinata di grano duro
3 uova intere
poco sale
poca acqua

per il ripieno

700 g di laban (formaggio di yogurt)
una quarantina di foglie di menta fresca
un tuorlo
sale

per il ragù di agnello all'aceto

700 g di macinato di agnello
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
una cipolla bianca
mezza carota 
un gambo di sedano
mezzo bicchiere di buon aceto di vino rosso
un litro di passata di pomodoro
250 ml di brodo vegetale
sale, un pizzico di brown sugar ed uno di cannella
menta fresca extra per guarnire

Preparare il ragù: tritare con la mezzaluna la cipolla, sedano e la carota. Mettere il trito in una casseruola a fondo spesso con l'olio e farlo cuocere a fuoco molto basso per circa 15 minuti.
Unire quindi la carne ed alzare la fiamma facendola rosolare per bene.
Appena ha cambiato colore buttare tutto l'aceto in una volta e lasciarlo evaporare a fuoco vivace.
Aggiungere quindi la passata ed il brodo, far raggiungere il bollore, abbassare il fuoco, coprire e far andare piano per 2 ore e mezzo, anche tre.
A fine cottura far intiepidire coperto quindi unire la cannella, il brown sugar e il sale a piacere.
Farlo riposare una notte, sarà ancora più buono.

 Preparare la pasta: impastare farina, semola e uova. Aggiungere acqua, poca alla volta, finchè l'impasto sarà lavorabile ma non troppo molle.
Avvolgerlo nella pellicola e farlo riposare minimo mezz'ora.

Preparare il ripieno: versare il laban in una ciotola ed unire il tuorlo, poco sale e le foglie di menta tritate fini. Girare bene.



Preparare i ravioli: stendere la pasta con la macchinetta fino alla penultima tacca. Fare mucchietti di ripieno ben distanziati e tagliare con la rotella dei quadrati della dimensione desiderata.
Far seccare i ravioli su un vassoio ben infarinato per qualche ora.
Lessarli quindi in acqua bollente salata e scolarli.
Condirli  con il sugo preparato, spolverare con della menta fresca e servire subito.

NOTE

- sia la pasta che il sugo avanzeranno dai ravioli: fateci delle tagliatelle!

- il ragù meglio farlo il giorno prima, sarà più saporito. Se ne avanza molto è possibile congelarlo.

- il laban è un formaggio di yogur tipico del Medio Oriente. Ha un sapore fresco e deciso allo stesso tempo. Difficile trovare una sostituzione degna ;)

- non omettete brown sugar e cannella: esaltano, mitigandolo leggermente, il gusto della carne di agnello.

lunedì 25 maggio 2015

Spaghetti al pomodoro, laban e za'atar


Mai sfida fu più sfida.
Non per menzionare la difficoltà a reperire uno spaghetto di marca italiana e non araba o, il Signore ce ne scampi, americana.
Non per menzionare il prezzo della suddetta, assolutamente ascrivibile alla categoria ricatto.
Non per menzionare l'ardire di ordinare dei pomodorini ciliegia, fatti arrivare, pare, direttamente dall'Olanda.
E qui invece il prezzo è stato direttamente considerato pagamento di un riscatto.
Non per menzionare che si, ho trovato gli ingredienti.
Ma non ho avuto nemmeno lo straccio di un'idea.
Niente, nada, nulla.
Gli spaghetti al pomodoro, quanto di più difficile da rinnovare.
Ma che vuoi reinterpretare quando il piatto è già perfetto?
E poi improvviso, quel ricordo.
Un vezzo di mia mamma che questo piatto lo amava moltissimo.
Aggiungeva all'ultimo una noce di burro (e questa possibilità la menziona anche Paola nel suo splendido post)
Poco, eh.
Ma santo cielo se faceva la differenza.
E allora sostituiamo il burro con il laban, il buonissimo formaggio di yogurt che si fa in tutto il Medio Oriente e dello yogurt non conserva il gusto pungente ma solo la cremosa pastosità.
Ed invece dell'origano mettiamoci lo za'atar, nome locale della spezia che indica un misto di timo, maggiorana, origano, santoreggia e qualcos'altro che il signore che me lo vende non mi svelerà mai.
E quel ricordo si rinnova.
Si adegua.
Parla una lingua nuova.
Anche se dice ancora le stesse cose :)

Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di questo mese.





SPAGHETTI AL POMODORO, LABAN E ZA'ATAR
per due porzioni

160 g di spaghetti
300 g di pomodorini ciliegia
un paio di cucchiai di olio extravergine
mezzo spicchio di aglio
sale
un paio di cucchiai di laban
un cucchiaino raso di za'atar

Scaldare l'olio in una padella con l'aglio e toglierlo appena colorisce.
Versare nella padella i pomodorini lavati e tagliati in due cuocendoli per qualche minuto a fiamma viva e coperti.
Quindi schiacciarli leggermente con una forchetta, aggiustare di sale a piacere ed abbassare la fiamma.
Coprire e continuare la cottura per circa una ventina di minuti.
Lessare la pasta al dente in abbondante acqua salata e scolarla versandola nella padella con il sugo.
Aggiungere un cucchiaio di laban e saltare il tutto per pochi secondi.
Servire subito con del laban extra ed una spruzzata di za'atar.

NOTE

- del laban trovate diverse ricette anche per farlo in casa, io qui da me lo trovo fresco in ogni supermarket.

- anche lo za'atar è reperibile negli ormai molti negozi di spezie presenti in Italia ed on line.


lunedì 19 gennaio 2015

Pasta fresca e salsa alla marinara


Di Martha Stewart ho comprato moltissimi libri, oso dire quasi tutti.
Tranne questo, ovvio.
Una Scuola di Cucina? Non che non ne avessi bisogno, ma non mi attirava come gli altri.
Sbagliavo, ovvio, che poi succede come a scuola quando ti viene detto che ti mancano le basi...
La ricetta l'ho scelta quasi a sfida: potrà un'americana insegnare agli italiani a far la pasta?
Beh, la risposta è si.
E pure benissimo.

IMPASTO PER PASTA FRESCA
per circa 340g di prodotto finito
230 g di farina
3 uova grandi
un pizzico di sale grosso (vedere la nota)
semolino (vedere la nota)

Versare la farina a fontana sul piano di lavoro o una terrina. Sbattere le uova con il sale (che non è il NOSTRO sale grosso, ma quello americano che è leggermente meno fine del sale fino) e versarle al centro della fontata, aiutandosi con una forchetta per incorporare la farina a poco a poco.
Usare quindi le mani per incorporare tutta la farina, potrebbe non servire tutta.
Lavorare per circa dieci minuti finchè si otterrà un panetto liscio ed elastico.
Avvolgerlo nella pellicola e farlo riposare circa un'ora e mezzo a temperatura ambiente.
Stenderlo quindi con la macchina per la pasta, tagliando l'impasto in otto pezzi e passandoli ciascuno tra gli spessori un paio di volte per ciascuno fino al raggiungimento di quello desiderato.
Le lasagne di solito si lasciano più spesse, le paste ripiene più sottili.
Se l'impasto si rompe o fa le bolle passarlo nuovamente tra i rulli della macchinetta.
La pasta pronta va fatta asciugare a temperatura ambiente dopo averla tagliata, in caso di pasta lunga andrebbe stesa sul graticcio ad asciugare e poi su una teglia coperta con semolino (che in realtà è farina di semola) e mettere in frigo se non si cuoce subito.


SALSA ALLA MARINARA 
1,5 kg di pomodori o due scatole di pelati da 800g
2 cucchiai d'olio extravergine
1-2 spicchi d'aglio
un pizzico di peperoncino, facoltativo
sale grosso (vale la considerazione precedente) e pepe macinato al momento

Sbollentare e pelare i pomodori, incidendo una X in ogni pomodoro ed immergendoli in una pentola di acqua bollente per 10 secondi. Scolarli ed immergerli in un bagno di acqua ghiacciata per circa 30 secondi, quindi pelateli partendo dalla X.
Scaldare olio e aglio e peperoncino finchè profuma e sfrigola, quindi unire i pomodori, un cucchiaino e mezzo di sale e un quarto di cucchiaino di pepe nero.
Portare ad ebollizione su fuoco alto quindi abbassare la fiamma e lasciar sobbollire per circa 15 minuti.
Passate il sugo al passaverdura con il disco fine o nel robot.
Si può usare subito o congelare per 3 mesi.

NOTE
- ho eseguito la ricetta della pasta seguendola pedissequamente per verificare se non ci fosse eventuale necessita di aggiunta di liquidi o farina. E' assolutamente perfetta, a prova della più inesperta delle cuoche. La consistenza del panetto è ideale.

- stessa considerazione per il sugo che viene cremoso, saporito il giusto ed allo stesso tempo delicato.

- oltre alle mere dosi e procedimento vengono elencati una miriade di consigli ed accorgimenti per non avere problemi durante alcuna fase: in effetti la Martha ha pensato davvero a tutto!

- confrontando il testo in lingua originale con quello in italiano mi è balzato subito all'occhio come ovunque coarse salt venga tradotto con un generico "sale grosso", sia che si parli di sughi, pasta fresca o dolci. Pur non essendo in sè errato va però sottolineato come il coarse salt che si usa in cucina in USA sia all'incirca una via di mezzo tra il nostro fine e quello grosso con cui saliamo l'acqua della pasta. Andrebbe precisato per evitare danni, ce ne vuole altrimenti a sciogliersi nell'impasto della pasta fresca...

- il "semolino" di cui si fa menzione è in realtà farina di semola rimacinata. Di nuovo, solo un traduttore esperto di cucina ed ingredienti made in USA avrebbe potuto notare e conoscere questi dettagli.

- nonostante le precisazioni le ricette vengono molto bene.
E' vero quindi che un'americana possa insegnarci a fare la pasta,  e che l'italianissima sottoscritta possa insegnare lingua inglese in una American School ;)

mercoledì 10 dicembre 2014

Gnocchi di pistacchi



Lo so, sono brutti.
Cioè, erano meno brutti dal vivo e in foto non rendono.
D'altronde succede anche a donne bellissime di non essere fotogeniche, figuriamoci a due gnocchi.
Ho avuto per questo piatto complimenti a non finire.
Richieste di bis.
Di ter.
Della ricetta.
Di portare a casa gli avanzi.
Assolutamente negati perchè ho detto che non mi sembrava bello dar via cinque gnocchi.
E soprattutto non mi sembrava bello non dare ascolto agli occhi dell'augusto consorte che fra il supplichevole e il disperato intimavano silenziosamente di lasciarli per un ultimo assaggio l'indomani.
Facilissimi.
Sorprendenti.
Di un buono esagerato.
Non richiedono ingredienti introvabili o cotture astruse.
Si fanno in anticipo.
Insomma, sembra la ricetta per Natale portata da Babbo Natale in persona.
Che ha deciso di ascoltare le richieste di una cuoca cialtrona e con i minuti contati ;)
Provateli, che alla Vigilia staranno una meraviglia!



GNOCCHI DI PISTACCHI
da Cracking Yolks & Pig Tales di Glynn Purnell
per 6-8 persone

4 grosse patate
200g di sale (servono per cuocere le patate, non per l'impasto!)
125 g di farina forte per pane
50 g di semolino
50 g di parmigiano grattugiato
100 g di pistacchi tritati
pepe bianco
noce moscata
sale
un tuorlo
10 g di burro

per servire

burro per saltare gli gnocchi
pistacchi tritati


Versare il sale in uno strato uniforme in una teglia e appoggiarvi sopra le patate con la buccia.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 45 minuti, o comunque finchè le patate saranno tenere.
Appena cotta passarle allo schiacciapatate eliminando la buccia: bisognerà ricavare 500 g di polpa.
In una ciotola unire farina, semolino, pistacchi, Parmigiano, pepe, noce moscata e sale.
Unire le patate e mescolare molto bene, quindi unire il tuorlo e il burro fuso.
Formare palline da circa 2 cm di diametro rotolando pezzetti di composto tra i palmi e pressarle con una forchetta in modo da schiacciarle leggermente.
Portare a bollore abbondante acqua in una larga casseruola e salarla.
Lessarvi man mano gli gnocchi (non tutti insieme) finchè vengono a galla quindi scolarli benissimo con una schiumarola.
Far schiumare il burro in una padella e farvi saltare gli gnocchi finchè ben coloriti.
Servire con pistacchi tritati.

NOTE

- il composto crudo può essere preparato il giorno prima e conservato in frigo, oppure potete conservare gli gnocchi crudi gia formati coprendo il tutto molto bene con la pellicola.

- seguire le indicazioni date per la cottura delle patate e resistete alla tentazione di lessarle: avrete un composto perfetto ed asciutto che non vi verrebbe altrimenti.

- l'impasto è lavorabilissimo e le palline si formano molto facilmente.

- scolare molto bene gli gnocchi prima di saltarli nel burro. Li appoggio un attimo su un vassoio coperto con carta da cucina prima di versarli in una teglia in attesa che tutti siano cotti.

- l'autore sostiene che la dose basti per 16 persone. Certo, ma se ne date 4 o 5 a testa come nel suo ristorante stellato ;) per dosi più ...italiane calcolateli per sei/otto commensali.

- visto che mi viene chiesto in continuazione: i 200 g di sale sono solo per cuocere le patate, non vanno uniti all'impasto che altrimenti diventerebbe immangiabile.

sabato 27 settembre 2014

Dolce di riso al latte condensato e frutta


Avete presente la sensazione di sgomento che prende nel realizzare che no, non c'è più tempo.
Che ho sbagliato a guardare il calendario.
Che ho preso una cantonata.
Forse, che mi sono solo rimbecillita.
Ma questo è processo inevitabile e senza rimedio :)
Quindi con l'acqua all gola pubblico di corsa il mio contributo per l'MTChallenge di Settembre, chiedendo umilmente scusa ad Acquaviva per aver...cialtronato con il suo bellissimo riso :)






Allora, questa cialtronata è di un buono, ma di un buono che ha stupito parecchio: l'augusto consorte ne ha fatti fuori tre con la scusa che gli ricordano qualcosa che mangiava da bambino...facilissimo, buonissimo, assolutamente non troppo dolce. Ottimo per una merenda moooolto nutriente, provate? ;)


                            DOLCE DI RISO AL LATTE CONDENSATO E FRUTTA
per circa 6 porzioni abbondanti

200 g di riso a chicco corto
acqua sufficiente a coprirlo
una lattina di latte condensato da 397 g
frutta fresca a piacere, qui mango


Per la cottura del riso ho seguito le indicazioni di Acquaviva: sciacquarlo e lasciarlo riposare immerso in acqua fredda per mezz'ora. Scolarlo nuovamente quindi metterlo in una pentola a fondo spesso con acqua sufficiente a superarne il livello di due/tre centimetri.
Cuocere su fuoco medio finchè prende il bollore quindi coprire con un coperchio e lasciar cuocere per circa dieci minuti, abbassando la fiamma.
Spegnere e lasciar riposare coperto altri dieci minuti, quindi togliere il coperchio ed unire subito il latte condensato girando bene. Cuocere su fuoco basso mescolando spesso per circa 20 minuti.
Versare il dolce negli stampini scelti o in coppette individuali e far raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo.
Servire con frutta fresca a piacere.

NOTE

-il dolce è più buono se realizzato con un giorno di anticipo.

- se preferite cuocere il riso come siete abituati ricordate che deve risultare cotto e morbido ma non sfatto.




giovedì 19 settembre 2013

Raviole del plin con laban e molokhia



Ok, ci ho provato.
E dire che visto come sono messa al momento nella scuola di pazzi dove lavoro ho pure pensato per un attimo di passarla, questa sfida.
Però troppa la voglia.
Troppa la curiosità.
Elisa ha messo pure un video, non potrà essere troppo difficile.
Difficile mi è sembrato trovare un ripieno adatto.
Volevo vedere le raviole tramutarsi in mediorentali, da piemontesi che sono nate.
Un po' come questo blog lo scrive e da romana si è ritrovata araba, felice e pure in cucina ;)
Carne?
Esclusa subito, che per farle a chilometro zero dovrei metterci il cammello e dall'MTChallenge mi squalificherebbero per overdose del suddetto.
Buttiamoci su una versione vegetariana.
Quella verdura con le foglie belle e larghe, e tanto buona quando è lessata si chiama Molokhia, e dubito che la troverete dal fruttivendolo di fiducia.
Ma qui è ovunque, perchè ci si fa una zuppa lunga lunga, nel lavoro che ci vuole e nella lista degli ingredienti.
Uhm, il parmigiano dal ripieno non mi pare tanto arabo, proviamo a metterci invece il laban, ovvero il formaggio di yogurt che qui va per la maggiore.
L'aroma dei semi di cumino pestati nel mortaio.
Lo zafferano per il condimento, e il ghee già nella mia testa.
Sarei quasi contenta.
Poi arrivo davanti a quella striscia di pasta.
Va bene che il mio ripieno è un po' morbido.
Va bene che la mia rotella è un po'...sdentata.
Niente, sono brutti.
Nemmeno si avvicinano a quelli di Elisa.
Sembrano ravioli marziani, altro che del plin.
E qui mi illumino.
Mi sembrano improvvisamente i più adatti a me, che vivo la vita su un altro pianeta :)


Allora, come detto mi appello a clemenza e ammetto la bruttezza inenarrabile delle mie raviole.
 Però erano tanto, tanto buone! Il ripieno ha retto perfettamente con il laban e la Molokhia che ha una dolcezza diversa rispetto agli spinaci si sposa perfettamente con i semi di cumino nero( semi di nigella)
Zafferano e ghee per condirli con semplicità, e qualche seme di nigella intero solo per decorare.
Ah, le foglie nella foto sono Molokhia cruda.
E come si sarà capito partecipo con questa ricetta all'MTC Challenge di questo mese.




RAVIOLE DEL PLIN CON LABAN E MOLOKHIA
ispirata alla ricetta di Elisa
per circa 4 porzioni


per la pasta

200g di farina 
2 uova intere

per il ripieno

circa un chilo di Molokhia
200g di laban, circa
un uovo intero
sale
semi di cumino nero (nigella) pestati in un mortaio

per il condimento

ghee (burro chiarificato)
zafferano in polvere
qualche seme di cumino nero intero

Il giorno prima lessare la Molokhia pulita in pochissima acqua salata, tenendo il coperchio sulla pentola.
Scolarla, farla raffreddare e strizzarla molto bene.
Unire quindi il laban e l'uovo intero, badando che il composto non risulti troppo molle. Aggiustare di sale e unire pochi semi di cumino nero pestati.
Far riposare in frigo una notte, in questo modo il ripieno acquisterà più consistenza.
Impastare a mano o in planetaria la farina con le uova fino ad ottenere un composto elastico, da avvolgere nella pellicola e far riposare una mezz'ora.
Stendere quindi la pasta a mano o con la macchinetta apposita, come ho fatto io, arrivando alla tacca 5 dell'Imperia.
Formare le raviole seguendo il video sul blog di Elisa.

Lessarle quindi in acqua salata, scolarle e condirle con il ghee fuso a cui sarà stato unito poco zafferano.
Decorare con qualche seme di nigella e servire.

lunedì 27 maggio 2013

Tiella-ll'...arabafelice :-)


Il giorno che succederà nevicherà nel deserto.
E magari avremo un'eclissi a coronare l'evento.
Perchè mai e poi mai riuscirò a riproporre una ricetta per l'MT Challenge così com'è.
Vorrei, sia chiaro, e forse mai come questa volta.
La tiella di riso, patate e cozze non l'ho mai assaggiata.
Ma solo il cielo sa quanta gola faccia a me, che ogni volta che esco dal Paese che mi ospita faccio certe scorpacciate di cozze al limite dell'indigestione.
Mai messe in un piatto più complicate di uno spaghetto, e sono curiosa.
Ma dei mitili in questione nessuna traccia.
O meglio, ogni tanto se ne vede un vassoietto triste e sconsolato sul banco del pescivendolo.
Non sconsolato, ora che ci penso.
Scongelato è la parola giusta.
E sono pure tutte già aperte.
Insomma, non mi ci avvicinerei nemmeno se fossero loro a pagarmi.
E quindi si fa senza, ripiegando sui bellissimi gamberi locali per quello tocco di mare che altrimenti mancherebbe.
Sul resto, considero quasi un lusso non avere troppa scelta.
Trovo solo un tipo di patate.
Solo un tipo di zucchine.
Solo un tipo di riso oltre al Basmati, un chicco egiziano con cui vengono risotti abbastanza decenti.
Chissà se il tutto reggerà o mi ritroverò con un budino.
Non capisco cottura durante, accidenti a quando ho messo tutte quelle patate in superficie che mi impediscono di vedere.
La forchetta ci entra, e tira su un paio di chicchi.
Cotti!
E pure staccati l'uno dall'altro, che mi sembra una specie di miracolo.
Beh, voi forse lo sapevate, ma qui in casa arabafelice è la prima volta che il riso viene cotto in questo modo.
Sorpresa, e gaudio e giubilo.
Scopro un piatto buonissimo.
Altro che budino.
L'augusto consorte ha esclamato che lo vuole almeno una volta a settimana per il resto della vita.
Non so cosa potrebbe succedere, se dovesse assaggiare quello con le cozze ;-)

La tiella in questione non è ovviamente l'originale avendo sostituito le cozze con i gamberi: del mar Rosso, però! ;-)
Il resto è rimasto fedele alla ricetta di Cristian tranne per il sale che lui non usa e che io ho dovuto aggiungere.
Ed ovviamente il piatto va all'MT Challenge di questo mese :-)




TIELLA DI RISO, PATATE E GAMBERI

300 g di patate
200 g di riso
una cipolla media
2 zucchine
un grosso pomodoro
circa mezzo kg di gamberi, peso da sgusciati
circa 50 g di formaggio grattugiato (metà parmigiano, metà pecorino)
sale
acqua q.b.

Fare un giro d'olio nella teglia preparata quindi adagiarvi uno strato di patate affettate sottilmente, alcune fette di zucchina e la cipolla anch'essa molto sottile.
A parte sciacquare il riso e versarlo nella teglia a coprire le verdure, quindi mettervi sopra il pomodoro a pezzi e i gamberi sgusciati.
Mettere nella teglia poca acqua nella quale si sarà sciolto il sale, ad arrivare a filo del riso ma la preparazione non deve galleggiare.
Spolverizzare con metà del formaggio grattugiato e fare un altro strato con le patate e zucchine rimaste.
Finire con il formaggio e un filo d'olio.
Infornare a 170 gradi (ho coperto con l'alluminio la prima mezz'ora) per un'ora circa.
Ho alzato la temperatura a 200 gradi verso la fine per ottenere una bella gratinatura.


NOTE

- il piatto è più buono se riposa un pochino dopo la cottura.

- noi l'abbiamo gustato tiepido, ed addirittura freddo al lavoro il giorno dopo: ancora perfetto!
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