mercoledì 29 maggio 2024
French toast salato al formaggio
A me moltissimo, ed per questo che non potevo non provare questa ricetta.
Ovviamente questo è toast 2.0: ovvero diventa in pratica un french toast salato, che non è tostato ma fritto nel burro.
Spalmato di maionese e senape, e ricorperto di formaggio: si può chiedere di più dalla vita?
Si, di mangiarlo caldo appena preparato, in piedi davanti al piano della cucina.
E se non vi leccate le dita, godete solo a metà ;)
SAVOURY EGGY BREAD
da Good Eggs di Ed Smith
per 2- 4 persone
2 uova grandi
60ml di latte intero
un generoso pizzico di sale di sedano
un generoso pizzico di pepe nero appena macinato
4 fette di pane da toast, appena rafferme (circa 1,5cm di spessore)
2 cucchiai di maionese
2 cucchiai di senape di Digione
40g di burro
100g di Cheddar, il tipo più maturo, grattugiato grossolanamente
Battere
leggermente le uova con il latte, il sale di sedano ed il pepe e
versare il mix in un contenitore adatto a contenere il liquido ad uno
spessore di un centimetro.
Adagiare le fette di pane per 2 minuti per lato, 2 volte per lato. Il pane deve risultare ben imbevuto.
A parte, mescolare maionese e senape e lasciare da parte.
Sciogliere
metà del burro in una padella e friggere le fette un minuto e mezzo per
lato, girandole più volte finchè saranno ben dorate.
A metà cottura
aggiungere il resto del burro. Se la padella non è abbastanza grande per
contenere tutto il pane, procedere con meno fette alla volta e regolare
di conseguenza la quantirà di burro.
Spalmare un po' del mix di
maionese e senape su ogni fetta finchè ancora calda, quindi
spolverizzare con il formaggio e servire subito.
NOTE
-
ricetta veramente semplice e veloce, in letteralmente pochi minuti si
ha una merenda/pranzo/snack da leccarsi i baffi (e le dita). Pane fritto
nel burro, maionese e senape e il tutto spolverizzato di fomaggio che
comincia a fondere: c'è qualcuno a questo mondo a cui tutto questo
potrebbe non piacere?
- il sale di sedano usato qui è un
condimento molto comune, all'estero, e che trovo in ogni supermercato.
E' in pratica del sale comune addizionato dei semi macinati del sedano o
a volte addirittura coste di sedano essiccato. Ha un aroma piuttosto
deciso ma non avendolo a disposizione del sale comune andrà benissimo.
-
le dosi della ricetta vengono furbescamente indicate per due o quattro
persone...ma credetemi, due fette vanno giù che è una meraviglia quindi
se è un pasto a sè lo considererei sufficiente per due porzioni.
lunedì 7 agosto 2023
Ajo blanco (gazpacho bianco)
C'è caldo, anzi caldissimo.
Ma certo dalle mie parti non è una novità.
Più del solito no, sicuramente arrivato in anticipo.
Ed all'inizio benvenuto, dato che abbiamo passato l'inverno più freddo, e piovoso, che la storia di questo deserto ricordi.
Vero è che nel suddetto deserto non si cammina per strada per fare compere, ma si entra in centri commerciali dove l'aria condizionata è mantenuta a livelli da ibernazione.
Vero è che le fermate dell'autobus sono non solo coperte, ma chiuse, dotate di panchine e perfettamente climatizzate.
Vero è che simile comodità è presente anche alle stazioni dei taxi.
E per tornare agli autobus di cui sopra, non solo sono dotati di aria condizionata ma sono numerosi, comodi, frequenti e perfettamente in orario: scusate, ma per chi è di Roma come me la cosa è sempre fonte di un certo stupore.
Vero è che tutte, dicasi tutte le case sono dotate di impianti di climatizzazione, bagni compresi.
Come tutti gli uffici, o le scuole, ed i negozi.
Ogni singola automobile (si, si cuoce l'uovo sul cofano se la lasciate al sole per abbastanza tempo).
Comodo, ovvio.
Però qualche stonatura tutta questa comodità ce l'ha.
Camminavo qualche giorno fa in un'area commerciale all'aperto, di fretta per evitare di sciogliermi.
Ma non solo stranamente non fondevo, non solo, una brezza deliziosa e rinfrescante mi colpiva da ogni lato.
Un improvviso cambio del meteo?
No, un capillare impianto di climatizzazione all'aperto.
Calcolo velocemente quanto debba costare questo spreco epocale, per ricordare che il costo dell'energia qui non è un problema. Per ora.
E mentre spero che sia episodio unico ed isolato, leggo la notifica sul telefono del nuovissimo ristorante appena aperto.
Non scherzo: il ristorante è all'aperto ma in pratica le pareti sono un gigantesco frigorifero.
Consigliano di coprirsi e portare un giaccone.
Anche perchè il venerdì sera dalle 20:30 in poi c'è lo spettacolo.
Leggo due volte: ci nevica.
Giuro.
I tavoli vengono inondati da neve artificiale.
Anche io ogni tanto non so che dire.
Tranne che forse, ecco,un filo si sta esagerando :)
Ricetta senza cottura e che si fa in due colpi di frullatore: cerchiamo di rimediare agli sprechi altrui con qualcosa che almeno ci consoli il palato!
Antipasto o entréè, fate voi: in ciotola o bicchieri farete un figurone.
Ne basta poca a testa, essendo molto ricca.
Ma qui qualcuno ha fatto il bis!
AJO BLANCO
da Food52
50g di mandorle spellate non tostate
1 spicchio di aglio
150g di pane raffermo (senza glutine per commensali celiaci)
2 cucchiai di scalogno tritato
un cetriolo sbucciato a cubetti
circa 100 g di acini di uva bianca
2 cucchiai di olio extravergine
3 cucchiaini e mezzo di aceto di sherry
un cucchiaino di sale
Mettere il pane in una ciotola e versarvi sopra 125ml di acqua per ammorbidirlo.
Versare le mandorle e l'aglio nel frullatore e far andare finchè il composto sarà molto liscio. Aggiungere quindi lo scalogno, il cetirolo, l'uva, l'olio, l'aceto, il sale ed il pane ammorbidito con altri 150ml di acqua.
Frullare fino alla consistenza desiderata, assaggiare ed eventualmente aggiustare sale ed aceto.
Aggiungere ulteriore acqua se lo si desidera più liquido.
Servire ben freddo dopo un riposo in frigo di almeno un paio d'ore in ciotoline o bicchieri, guarnito con mandorle, uva ed erba cipollina.
NOTE
- la ricetta è semplicissima. Raccomando solo di assaggiare dopo averla fatta riposare, in modo da dare al sale il tempo di sciogliersi per bene ed a tutti gli aromi di amalgamarsi.
- il pane usato qui era integrale, per questo il risultato è leggermente meno "blanco" del normale :)
venerdì 14 ottobre 2022
Flatbread alla paprika e halloumi
Di flatbread è pieno il mondo, nel vero senso della parola.
Chapati,
naan, roti, paratha, pita, batbout, hobz solo per citarne alcuni che
vanno dall'India al Medio Oriente passando per L'Europa e per tornare in
casa nostra le italianissime piadine o il pane carasau, senza che mi
addentri fino alle focacce non lievitate mangiate dagli antichi Romani.
Se
negli impasti troviamo delle differenze date dalla presenza o meno di
un agente lievitante, di un grasso e a volte dello yogurt, quello che
sicuramente accomuna questi pani è la forma, ovvio, ma anche la velocità
di preparazione e cottura, almeno per gran parte di essi.
Quello
della ricetta di oggi non fa eccezione: un impasto veloce, senza troppi
fronzoli, reso lavorabilissimo dallo yogurt e dal burro.
Profumatissimo dalla paprika.
Saporitissimo dall'halloumi, il formaggio cipriota per eccellenza, di cui sono ripieni prima della cottura.
E come se non bastasse vengono accompagnati da quella che in pratica è una semplice, ma sempre vincente, insalata di pomodori.
Ora, pane e pomodoro non saremo certo noi italiani a dover imparare quanto siano buoni insieme.
L'autrice
rivela nell'introduzione di preparare questa ricetta come
accompagnamento ad altri piatti e ritrovarsi invece a pasteggiare solo
con esso.
Quindi seguite il suo, ed ora anche mio, consiglio e raddoppiate se non addirittura triplicate la dose: non andranno sprecati :)
SMOKED PAPRIKA AND HALLOUMI FLATBREADS
da A Good Day to Bake di B. Ebuhei
per 6 pezzi
50g di burro non salato
2 cucchiaini di paprika affumicata
320 g di farina forte per pane (più altra per spolverare)
un cucchiaino di zucchero semolato
un cucchiaino di sale
7 g di lievito di birra disidratato
120 g di yogurt bianco naturale
120 ml di acqua tiepida
120 g di halloumi grattugiato
per i pomodori:
150 g di pomodorini ciliegia tagliati grossolanamente
uno spicchio di aglio tritato
un cucchiaio di olio d'oliva
mezzo cucchiaino di sale
una manciata di origano fresco finemente tritato
Fondere
il burro in un pentolino su fuoco medio finchè schiumoso. Aggiungervi
la paprika e cuocere un paio di secondi prima di rimuovere dal fuoco e
versare il tutto in un contenitore per farlo raffreddare.
In un'altra
ciotola mischiare farina e zucchero. Aggiungere sale e lievito
(ciascuno in un angolo diverso, in modo che non vengano direttamente a
contatto) quindi creare un avvallamento al centro dove versare lo
yogurt, l'acqua ed il burro alla paprika mescolando fino ad avere un
composto grezzo.
Lavorare l'impasto per 6-8 minuti sul piano di lavoro leggermente spolverato di farina fino ad ottenere un composto liscio.
Metterlo
in una ciotola leggermente unta, coprirlo e farlo lievitare in luogo
tiepido per 40-60 minuti (non è necessario che raddoppi).
Trascorso
il tempo di lievitazione dividere l'impasto in sei porzioni uguali.
Appiattire ogni pezzo con le dita in un cerchio di circa 10 cm e
mettervi parte dell'halloumi, ripiegando poi i bordi verso il centro
chiudendo bene a formare una pallina che andrà poi stesa con il
mattarello (la parte con la chiusura verso il basso) fino ad ottenere
un cerchio di circa 15 cm.
Scaldare una padella antiaderente su fuoco alto.
Cuocere un pane alla volta per circa 2-3 minuti per lato (se non si servono subito tenerli in caldo in forno tiepido).
Per i pomodori, condirli con l'aglio, il sale e l'olio. Unire l'origano poco prima di servire i flatbread.
NOTE
- come accennato impasto facilmente lavorabile e proporzioni tra ingredienti liquidi e polveri assolutamente perfette. Talmente è piacevole da maneggiare che ho optato per un impasto a mano piuttosto che nella mia grande amica planetaria.
- lievita per poco tempo, d'altronde non è certo il lievito che scarseggia tra gli ingredienti...vero che l'impasto è ricco e l'autrice vive in clima ben diverso dal mio. Se preferite, diminuitelo aumentando il tempo di riposo.
- la lavorazione e stesura non presentano alcun problema: veramente una preparazione a prova di principiante. La farina forte per pane non ha altre indicazioni più specifiche, ma al super dalle mie parti la trovo esattamente con questa dicitura. La formatura è semplice e la cottura ancora di più.
- viene fuori un pane morbido e saporitissimo, quasi sfogliato, con un profumo di paprika che non è assolutamente preponderante ma accompagna senza coprire. Buonissimo tiepido sul momento (a tavola è arrivato...finito) ma sorprendentemente rimasto ottimo anche il giorno dopo, sia il pezzo scaldato che quello a temperatura ambiente. L'halloumi del ripieno è il più famoso formaggio cipriota che è perfetto da fare alla piastra o comunque in preparazioni che ne richiedano la cottura perchè mantiene la sua consistenza anche con il calore.martedì 13 settembre 2022
Koulouri, il pane di Cipro
Se avete viaggiato tra Grecia e Turchia, o semplicemente
curiosato tra siti di ricette di questi Paesi, sicuramente avrete
incontrato il Koulouri nella sua forma più comune: anelli di pane
croccante ricoperti di sesamo venduti spesso per strada.
Si perchè è
uno street food per eccellenza, o meglio la versione greca di una
barretta proteica dati gli ingredienti di cui spesso è arricchito:
tahine, frutta secca, semi. Ha origini antichissime e pare sia nato come
cibo dato agli schiavi proprio per le sue proprietà nutritive.
Thessalonika ne rivendica la paternità, insieme ad un paio di città turche.
La
versione cipriota, invece, prende la forma di un filone allungato,
ricoperto sempre di sesamo e con la caratteristica forma incisa.
Tre ingredienti differenziano questo pane dal cugino greco: il mastic, il mahlepi e i semi di anice.
L'autrice
scrive di essere conscia delle difficoltà di reperire i primi due, ma
invita a fare lo sforzo di cercarli perchè è ciò che dà unicità alla
preparazione.
DIfficile anche solo descriverne l'aroma: basti sapere
che trasformano quello che sarebbe un pane comune in un'esperienza
veramente nuova.
Una autentica " Cypriot koulouri experience" come la definisce l'autrice.
KOULOURI
da Nistisima di G.Hayden
7 g di lievito secco disidratato
1 cucchiaio e 1/2 di zucchero semolato
1 pezzetto di mastic (vedere la nota)
2 pezzi di mehlepi (vedere la nota)
500 g di farina forte per pane, più dell'altra per spolverare
un cucchiaino di sale fino
1/4 di cucchiaino di cannella
2 cucchiai di olio d'oliva, più dell'altro per ungere
4 cucchiai di semi di sesamo
2 cucchiani di semi di nigella
mezzo cucchiaino di semi di anice
Versare
330 ml di acqua tiepida in una brocca e unire il lievito ed un
cucchiaio di zucchero, quindi lasciare da parte per un paio di minuti.
Nel
frattempo macinare il mastic e il mahlepi, separatamente, insieme ad un
cucchiaio di farina (preso dal totale) fino ad ottenere una polvere
fine.
Versare il resto della farina tranne un cucchiaio che verrà
lasciato da parte in una ciotola capiente insieme al sale, la cannella,
il mastic e il mehlepi.
Mescolare bene quindi creare un foro al centro e versarvi l'acqua con il lievito insieme all'olio, girando con una forchetta.
Potrebbe essere necessario aggiungere ancora un paio di cucchiai di acqua, l'impasto deve essere morbido e non secco.
Quando il tutto sta insieme rovesciare la ciotola sul piano di lavoro ed impastare per 10 minuti.
Far attenzione a non infarinare troppo il piano.
Trasferire
l'impasto in una ciotola pulita e leggermente unta, coprire con un
panno da cucina e lasciare lievitare in un luogo tiepido per circa
un'ora/un'ora e mezzo o comunque fino al raddoppio.
Quando l'impasto è pronto rovesciarlo sul piano di lavoro e sgonfiarlo.
Arrotolarlo in un lungo cilindro di circa 30 cm e posizionarlo in diagonale su una teglia da forno unta.
Ora
usando un taglierino o un coltello ben affilato praticare 10 tagli nel
cilindro, senza arrrivare fino in fondo, e aprire leggermente le fette
con le dita.
Mescolare il cucchiaio di farina lasciato da parte con 2
cucchiai di acqua fino a creare una pasta molto morbida che verrà usata
per spennellare il pane.
Mescolare semi di sesamo, di nigella e di
anice quindi spolverizzarli sul pane in modo che aderiscano bene,
facendo attenzione che il tutto risulti in una copertura abbastanza
uniforme.
Coprire con un panno e lasciar lievitare ancora 30 minuti.
Preriscaldare il forno a 220 gradi e mettere dell'acqua a bollire.
Versare 150 ml di acqua bollente in un piccolo contenitore da forno e metterlo alla base del forno quando si inforna il pane.
Cuocere 22-25 minuti, quindi controllare che sia ben dorato.
Far raffreddare 10 minuti prima di servire.
NOTE
-
la preparazione è molto semplice. L'impasto è basilare, con tutti gli
ingredienti uniti e lavorati insieme. La particolarità come accennato
nell'introduzione è l'aggiunta di questi ingredienti inusuali. Da me si
trovano senza problemi al supermercato nel reparto spezie e frutta secca
e sono vendute in granuli trasparenti piuttosto duri. Ne risulta un
aroma complesso, a dispetto della facilità di preparazione.
- il risultato è un pane dalla mollica morbida e profumatissima. La crosticina croccante crea un bel contrasto con l'interno, ed è molto bello da vedere. Non si conserva benissimo nei giorni successivi, ma il problema non si pone dato che ne staccherete una fetta alla volta fino a finirlo in un baleno...
- molti dei piatti del libro vengono accompagnati nella foto proprio da questo koulouri, dato che si presta benissimo ad essere inzuppato in salse, dip e preparazioni cremose. Fa una bellissima figura anche al centro del cestino del pane!
venerdì 12 febbraio 2021
Pane fritto al formaggio
Dunque, il pane è buono.
Il formaggio pure.
Se li mettiamo insieme, il paradiso.
Se li mettiamo insieme in un impasto che non richiede chissà quali lavorazioni, meglio.
Ma il top assoluto lo raggiungiamo se nemmeno va accesso il forno: un pane in padella, fritto.
Insomma di fritti questo è il periodo, per la maggior parte dolci.
Buttiamoci per una volta anche su quelli salati: racconta l'autrice che questi scovergi erano lo snack preferito quando da piccola la famiglia si riuniva davanti alla televisione.
Pop corn non se ne trovavano ed invece erano gli scovergi ad essere condivisi, da qui il nome buffo di "Romanian pop corn"!
Ora
non me ne vogliano gli amanti dei pop corn tra cui si annovera anche la
sottoscritta ma qui siamo su un altro pianeta e il confronto non regge:
troppo buoni questi pani!
Al solito, rischio ustione in agguato perchè il profumo appena cotti è irresistibile: ma credetemi, ne vale tutta la pena :)
SCOVERGI
da Carpathia di Irina Georgescu
per 8 pezzi
500 g di farina
250 g di yogurt naturale
7 g di lievito di birra disidratato
1 uovo
un cucchiaino e 1/4 di sale
un cucchiaio di acqua
200 g di formaggio Cheddar, grattugiato
6-8 cucchiai di olio, per la cottura
Mischiare
in una ciotola farina, yogurt, lievito, uovo, sale e acqua. Lavorare
brevemente finchè il tutto sta insieme, coprire la ciotola e mettere in
frigo due ore.
L'impasto risulterà un po' appiccicoso ma diventerà più gestibile con il riposo.
Spolverizzare
di farina il piano di lavoro quindi riprendere l'impasto, lavorarlo
bene con le mani quindi tirarlo fino ad ottenere un cerchio spesso 2 mm.
Spolverizzarlo con farina se troppo appiccicoso quindi spargere il
formaggio grattugiato sulla superficie.
Arrotolare quindi fino ad ottenere un cilindro lungo circa 40-45 cm.
Con un coltello ricavare 8 fette tutte uguali.
Prendere
una fetta e posizionarla col lato tagliato verso l'alto (in modo che si
vedano i diversi strati di impasto e formaggio) e stenderla fino ad
ottenere un cerchio da circa 18 cm.
Scaldare un cucchiaio di olio in
una padella quindi cuocervi il cerchio per circa 3 minuti per lato o
comunque finchè ben dorato.
Continuare con le altre fette ed impilare
i flatbread pronti su un piatto coprendoli con un panno in modo che si
mantengano morbidi.
NOTE
- procedimento di una facilità disarmante, specie nella preparazione dell'impasto che non richiede alcun accorgimento o lavorazione particolare. Scordatevi giri, pieghe e quant'altro: qui si mescola tutto e si mette in frigo! Il riposo farà la magia di far stare tutto insieme.
- l'impasto è si, un po' appiccicoso, ma non l'ho trovato difficile da gestire con un poco di farina extra sul piano di lavoro come suggerito. Le fette si tagliano poi perfettamente e l'effetto anche visivo è molto gradevole.
- solito annoso problema delle quantità di lievito: ricordiamoci che questa ricette viene dalla tradizione casalinga rumena e risale a tempi in cui il riscaldamento era certamente un lusso. Comunque sia l'impasto non cresce quasi per nulla durante il riposo in frigo, ma allungate i tempi se mai ne usaste meno.
- cottura rapidissima, direi che è un fritto per cui non c'è poi molto da sacrificarsi: l'olio da usare è poco, non si schizza e non si sporca :)
- sono irresistibili. Volevo inizialmente dimezzare le dosi ma ho desistito quando ho letto della presenza di un solo uovo e non mi andava di fare alchimie per dividerlo perfettamente. Mannaggia a me, piuttosto avrei dovuto raddoppiarle tanto sono buoni!martedì 10 novembre 2020
Panini di formaggio e za'atar
l pane allo za'atar è probabilmente uno dei primi cibi a cui un expat in libera uscita in Medio Oriente si avvicina.
Sarà che di solito ha la forma di una rassicurante pizzetta, verdissima, con la quale sei ben felice di bruciarti il palato se la compri appena fatta.
E' di solito mangiato a colazione, per questo si trova pronto presto in un Paese dai ritmi decisamente più lenti.
Compagno di gite al mare, quel mar Rosso bellissimo dal lato saudita, comprato da rivenditori per la strada, strada lunga e dritta in mezzo alla sabbia dove magicamente ogni tanto si palesa un distributore di benzina e l'immancabile baracchino dei pani appena fatti: e mai arrivato a destinazione perchè ad un pezzetto alla volta è sempre finito in macchina ancor prima di raffreddarsi.
Questa è una versione un po' più sofisticata, in cui la solita forma schiacciata è sostituita da quella di un panino ripieno.
Prima di scatenare guerre sante, lo za'atar bread lo trovate in ogni Paese del Medio Oriente, ed ognuno ne reclamerà la paternità.
O quantomeno il primato di farlo meglio degli altri vicini :)
Voi fidatevi, e provatelo: è un'ottimo modo per avvicinare ad una cucina diversa anche i più scettici, visto il profumo molto mediterraneo e familiare dello za'atar, che in gran parte è realizzato con timo ed origano,
ZA'ATAR BREAD
da Falastin di Sami Tamimi
per 12 pezzi
un cucchiaino e mezzo di levito di birra disidratato
un cucchiano di zucchero semolato
170ml di acqua tiepida
320 g di farina, più dell'altra per spolverizzare
un cucchiaio di latte in polvere
un cucchiaino e una punta di curcuma in polvere
un cucchiaino e 1/4 di sale
3 cucchiai di olio di semi di girasole
3 cucchiai di olio d'oliva, più un altro per ungere
2 cucchiai di semi di sesamo più un cucchiaino e mezzo per la superficie
un cucchiaio di semi di nigella, più mezzo cucchiaino per la superficie
15 g di foglie di origano
120 g di feta sbriciolata
2 cucchiai di yogurt greco
un cucchiaio di za'atar
Mettere
lievito, zucchero e acqua in una ciotola e mescolare brevemente.
Lasciare da parte per 5 minuti finchè la superficie si coprirà di bolle.
Versare
la farina, il latte in polvere, la curcuma ed il sale nella ciotola
della planetaria a cui sarà stato montato il gancio da impasti e fare
girare un poco solo per amalgamare.
Aggiungere quindi il composto di lievito, l'olio di semi di girasole e quello di oliva.
Lavorare
per circa due minuti a bassa velocità quindi appena il tutto sta
insieme aumentarla un po' e lavorare per altri 3 minuti.
Unire i semi di sesamo, quelli di nigella e l'origano e far andare la macchina per altri 4 minuti.
L'impasto dovra risultare molto morbido.
Rovesciare
l'impasto sul piano di lavoro e formare una palla, quindi ungere la
ciotola della planetaria con l'ulteriore cucchiaio di olio, ungere anche
la tutto l'impasto e mettervelo a riposare, coperto con un telo, per
circa un'ora in luogo tiepido (o comunque fino al raddoppio).
Riprendere
l'impasto, lavorarlo dandogli la forma di un salsicciotto lungo 30 cm e
tagliarlo in 12 pezzi uguali da circa 50 g ciascuno.
Lavorare ogni
pezzo in modo da formare delle palline quindi metterle su un piatto,
coprirle con un telo pulito e lasciarle riposare per 20 minuti.
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Ora
schiacciare ogni pallina sul piano di lavoro fino a formare un disco da
circa 10 cm di diametro e 2-3 mm di spessore. Mettere al centro circa
10g di feta sbriciolata e piegare i lati verso l'interno in modo da
richiudere il ripieno e formare una pallina.
Mettere i panini sulla teglia con il lato della chiusura rivolto verso il basso e distanziandoli bene.
Spennellarli con lo yogurt, spolverizzarli con za'atar, semi di sesamo e semi di nigella.
Far riposare 5 minuti e cuocere per circa 20, finchè saranno coloriti e la base dorata.
Servirli subito oppure a temperatura ambiente.
NOTE
- preparazione molto semplice, non richiede particolari tecniche di lavorazione. L'autore dice che l'impasto lievitato può essere conservato in frigo in contenitore ermetico fino a due giorni e che i panini pronti possono essere surgelati. In questo caso meglio poi tagliarli in due e tostarli prima di consumarli.
- lo za'atar è un mix di spezie ed erbe (timo, maggiorana, origano, sesamo, sale...) che cambiano leggermente nelle proporzioni a seconda della zona del Medio Oriente in cui viene preparato. Quello palestinese è a base più "verde" diciamo, rispetto alle versioni libanese ed arabo che non disdegnano l'aggiunta del sumac, del cumino o dei semi di finocchio. Davvero qui ogni famiglia, ed ogni rivenditore, ha la sua ricetta.
- il latte in
polvere, mi raccomando, non è quello per bambini! E' normale latte
disidratato, ingrediente comunissimo in queste terre perchè molto più
facilmente conservabile di quello fresco o pastorizzato. Ci sono ancora
zone dove il frigorifero non è così diffuso, e dove anche se lo avete
potreste non avere la corrente elettrica per farlo funzionare ;)
- la ricetta è precisa al grammo! Ho molto apprezzato che ci fosse addirittura il peso dei panini e quello della quantità di formaggio da mettere in ciascuno.
- nel mio forno si sono cotti qualche minuto in meno di quanto indicato: devono risultare coloriti e croccantini fuori ma molto morbidi, quasi fondenti all'interno.
- sono buonissimi! Aggiungeteli al cestino dei pani fatti in casa a tavola e non ne avanzerà uno.mercoledì 11 aprile 2018
Chiocciole di pane sfogliato al burro
La cucina è sapori, ovvio.
Ma molto anche profumi.
E deve saperlo bene una famosa casa americana, la Hershey's tanto per non fare nomi, che mi ha fatto sobbalzare e non per l'ennesimo dolciume insano, malsano e quindi buonissimo sugli scaffali dei meravigliosi supermercati a cui ho accesso ora, nella mia nuova vita nella civiltà.
Candele, signori.
Aromatizzate, ovvio.
Ma con gli aromi dei dolci che produce!
Ci ho perso mezz'ora di sicuro, in quell'angolo: dal loro famoso sciroppo al cioccolato, gli S'mores, il burro di arachidi e cioccolato che se non avessi saputo fosse cera avrei addentato.
La solita candela alla vaniglia è stata superata, ed alla grande.
Incantati e quasi drogati dall'aroma è ciò che succede anche in questa ricetta: il burro sfogliato, la farina, il tutto che si mescola e santo cielo, se ne gode a pieni polmoni o almeno lo si fa a casa mia!
Aberdeen, per chi non lo sapesse, è una città della Scozia.
E scozzese è una mia carissima amica.
L'amica che mi ha iniziato all'haggis, al black e al white pudding.
A certe piccole tablets di caramello che non ho mai osato rifare visto l'effetto devastante sul mio autocontrollo.
Ed a questi rolls, panini, perchè alla fine questo sono.
Anche se i suoi erano surgelati.
Dei panini incrociati con del burro a creare un cugino del croissant, ma più facile nella realizzazione.
Le pieghe ci sono ma più semplici.
La formatura meno regolare.
Un croissant indulgente, o un panino vestito a festa.
Scegliete voi.
So solo che sono pericolosissimi.
A partire dal momento in cui vi entrano nei polmoni.
Chiediamo alla Hershey's di farci la candela al burro? :D
Preparare la biga: mescolare il lievito e 25 g di acqua (presi dal totale per la ricetta), mescolare per farlo sciogliere ed unire lo zucchero. Coprire e far riposare circa un'ora.
Per un aroma più intenso e complesso, prepararlo il giorno prima e dopo un'ora metterlo in frigo per tutta la notte.
Il giorno dopo mescolare farina e sale. Creare un cratere al centro ed unire la biga ed il resto dell'acqua (145 g). Usando la mano con le dita aperte mescolare giusto finchè il tutto è amalgamato.
Pulire le dita dall'impasto quindi versarlo tutto sul piano di lavoro infarinato.
Ora usando il palmo della mano impastare tirando l'impasto e poi riportandolo verso di sè per circa 8 minuti.
Ho usato l'impastatrice in questa fase.
Infarinare una ciotola (va benissimo quella in cui si è preparata la biga) e metterci l'impasto dopo aver formato una palla.
Coprire con uno strofinaccio o della pellicola per alimenti e lasciar riposare per 20 minuti.
In un'altra ciotola mescolare burro e strutto finchè ben amalgamati.
Stendere quindi l'impasto usando un mattarello in un rettangolo 20cm x 40cm.
Mettere quindi metà del composto di burro su metà del rettangolo, quindi piegarci sopra la parte non imburrata.
Stendere di nuovo il tutto con il mattarello in un rettangolo con le misure precendenti e ripetere l'operazione con il burro rimanente. Ripiegare la metà libera e mettere a riposare in frigo, coperto, per 20 minuti circa.
Questa operazione di piegatura e nuova stesura fa fatta altre due volte, sempre facendo riposare l'impasto per 20 minuti tra una piega e l'altra.
Una volta finito avvolgere in pellicola e far riposare in frigo per 30 ulteriori minuti.
Prendere l'impasto dal frigo e dividerlo in otto pezzi uguali.
Usando le dita arrotolare ogni pezzo in forme più o meno tondeggianti e lasciar lievitare a temperatura ambiente, coperti con pellicola, per circa un'ora.
Spolverizzarli con i fiocchi di sale.
Preriscaldare il forno a 220 gradi e cuocere i panini per circa 25 minuti, finchè croccanti e dorati.
Sfornare (attenzione, potrà esserci del burro fuso nella teglia) e far intiepidire prima di servire.
NOTE
- la ricetta sembra lunga, in effetti ha diversi passaggi ma organizzandosi con la biga il giorno precedente quello successivo non saranno più di tre ore totali a passare prima di averli belli e pronti.
- la formatura: gli Aberdeen Butteries li conosco quindi non mi è stato difficile capire come si dovessero arrotolare, ovvero in modo abbastanza grossolano. L'autore ne presuppone evidentemente la conoscenza, d'altronde si rivolge ad un pubblico in UK. Se non fosse così, cercarli su Google ;)
- dosi, proporzioni, tempi di riposo e cottura: tutto seguito alla lettera, e nessuna sorpresa. Veniva indicata la possibilità che i rolls perdessero burro in cottura ma a me non è successo se non in maniera infinitesimale.
- non è una ricetta difficile ma bisogna avere un po' di confidenza con il lavoro di pieghe che comporta. Non sono le pieghe matematiche e precise di un croissant, è vero, e può essere quindi una buona base di partenza per allenarsi prima di preparazioni più complesse.
- gli otto panini indicati vengono abbastanza grandi. Ciò non ha evitato che finissero, tutti, ben prima di cena. La prossima volta, perchè eccome se ci sarà, li farò più piccoli.
- il sapore è una roba divina: un panino che sa di croissant, o un croissant che sa di panino. La consistenza, poi...non spugnosa ma friabile. Un sogno.
venerdì 16 marzo 2018
Focaccina istantanea con yogurt, uova e chutney al mango
A tavola in pochi minuti.
Focaccine home-made comprese!
Un topping golosissimo.
Un pasto completo da abbinare ad un'insalata ed il gioco è fatto.
E che c'entrano gli animali degli expat?
Per scoprirlo e scoprire la ricetta mi leggete oggi dalle Amiche di Fuso :)
lunedì 27 novembre 2017
Seconda stella a sinistra, con quel pane che è un abbraccio
Non è tanto la ricetta che conti, oggi, anche se è il pretesto che Michael me l'ha fatto conoscere.
Conoscere come si fa oggi nei tempi moderni, su un blog che ha condiviso con Eleonora ed un social media.
E tramite quel gioco da cui tanto ho imparato.
Come dicevo non è la ricetta che sia importante, ma la sua forma: un abbraccio da cui sarebbe impossibile riuscire a liberarsi.
Michael era arguto, colto, simpatico ed umile.
Direte che è facile dirlo di una persona che non c'è più?
Non per me, credetemi, che piuttosto non dico nulla.
Disponibile fino all'inverosimile, anche quando mi permisi di chiedergli un parere tramite messaggio privato e finimmo a parlare di ricette!
Abbraccio, dicevo, che oggi va ad Eleonora e Micol, sua moglie.
Sol chi non lascia eredità d'affetti poca gioia ha dell'urna.
Lo diceva spesso mia madre citando Foscolo e tanto mi colpiva quel riferimento alla gioia in un contesto che mi pareva non c'entrasse per niente.
L'ho capito col tempo, il significato.
E quanto si possa attribuire alla vita di Michael.
Non ci si consola dai lutti, lo so.
Ma si impara poi a ricordarsi solo ciò che è stato bello.
E' questo che auguro ad Eleonora e Micol oggi :)
giovedì 18 maggio 2017
Il pane. Senza pane!
Piano, piano.
Lo so che siete pronti a lanciare strali, tuoni, fulmini e saette.
Che non vedete l'ora di dirmi che questo non è pane.
Che non c'è lievito.
Farina.
Non si impasta.
Come oso chiamarlo tale.
Che il pane è altra cosa e con questa roba qua sopra non ha niente a che spartire.
Cominciamo col dire che LO SO :)
Non stupitevi: anche una cuoca cialtrona sa che che questo non è pane "vero".
Ma ho un sacco di amiche in regime low-carb, a basso contenuto di carboidrati in vista dell'estate.
Altre, meno fortunate, per problemi di salute seri.
Lo snack di un giorno low carb può essere un po' triste, in effetti, se pensate alle relativamente poche opzioni disponibili se il regime si deve, o si vuole seguire, con una certa serietà.
Qui sopra invece avete una roba che sembra, attenzione, una piadina.
Non una frittata.
Che si può spalmare di qualcosa.
O che si può abbinare a due a due per farci una specie di panino da portare in ufficio.
Ci si può fare pure una specie di scarpetta.
Una specie di tutto.
Ma se non si può mangiare altro, è sempre meglio di niente ;)
Il nome originale è cloud bread, e facile capire il perchè venga paragonato ad una nuvola visto che per la maggior parte è fatto di ...aria! La ricetta è semplice ma bisogna cuocerla bene perchè l'interno poco cotto non risulta il massimo.
L'augusto consorte, per motivi oscuri e dovuti forse alla fame atavica che si porta dietro li ha adorati.
Di che sanno, gli ho chiesto.
E lui: di sofficità.
La poesia è finita quando ci ha messo su una fetta di salame (halal, non pensate male...)
Provatelo se dovete seguire un regime a basso contenuto di carboidrati, e casualmente è pure gluten free!
Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve ben ferma insieme al cremortartaro.
A parte sbattere i tuorli con sale e formaggio fino ad avere un composto omogeneo e senza grumi. Unire eventuali spezie o erbe aromatiche scelte (qui origano secco)
Ora amalgamare gli albumi a neve con i tuorli in tre volte, mescolando delicatamente dall'alto verso il basso per non smontare il tutto.
Dividere il composto in sei mucchietti su carta forno leggermente unta che andranno leggermente appiattiti fino a raggiungere lo spessore di circa 2 cm.
Cuocere subito in forno preriscaldato a 160 gradi per circa mezz'ora o comunque fino a che sarà ben colorito.
Far raffreddare completamente prima di consumare.
NOTE
- dà il meglio di sè da freddo. Non consumatelo caldo nè tiepido.
- mi fa sorridere quando mi si chiede se sappia di uovo: è l'ingrediente principale! Ma condendolo bene ma soprattutto con l'accompagno adatto è veramente sorprendente. Il bello è la consistenza che lo rende adatto ad essere spalmato e quindi per chi non può, o non vuole, mangiare un carboidrato aiuta ad ingannare un po' la mente. Se potete mangiarvi una fetta di pane, mangiate quella. Questo è per chi per le esigenze più svariate non può farlo.
- il tempo di cottura può variare a seconda dei forni. Non alzate troppo la temperatura perchè volete che anche l'interno si cuocia bene prima di tirarlo fuori.
- con lo yogurt non ho mai provato, ma solo con il Philadelphia.
- conditelo bene, altrimenti senza sale o spezie è ovviamente un po' sciocchino.
- con il burro di arachidi, se vi piace, è divino. Ma qualcuno qui ci ha messo pure la Nutella....
- un pezzo ha circa 70 calorie. Senza Nutella, eh.
mercoledì 22 febbraio 2017
Pane sfogliato cotto in padella (Malawach)
Leggere la ricetta e volerla realizzare è stato tutt'uno.
E no, non perchè invece del lievito di birra c'è quello per torte salate che potrebbe far pensare ad una ricetta tutto sommato veloce.
Assolutamente no.
Impasta, piega, riposa, forma, riposa ancora.
E il burro.
Tanto burro.
Una specie di pane sfogliato che è una roba indescrivibile, ed anche l'autore del libro dice che solo pronunciarne il nome faccia venire ad un Israeliano l'acquolina in bocca.
Il mio augusto consorte, a bocca piena per il non riuscire a fermarsi, ha detto che non solo è buono.
Ma specialmente è buono perchè...multistrato.
La ricetta è nata in Yemen, in realtà, e da Israele è stata poi adottata.
Vivo curiosamente proprio in mezzo a queste terre che nella mia cucina si sono quindi incontrate :)
mercoledì 22 febbraio 2017
MALAWACH
Leggere la ricetta e volerla realizzare è stato tutt'uno.
E no, non perchè invece del lievito di birra c'è quello per torte salate che potrebbe far pensare ad una ricetta tutto sommato veloce.
Assolutamente no.
Impasta, piega, riposa, forma, riposa ancora.
E il burro.
Tanto burro.
Una specie di pane sfogliato che è una roba indescrivibile, ed anche l'autore del libro dice che solo pronunciarne il nome faccia venire ad un Israeliano l'acquolina in bocca.
Il mio augusto consorte, a bocca piena per il non riuscire a fermarsi, ha detto che non solo è buono.
Ma specialmente è buono perchè...multistrato.
La ricetta è nata in Yemen, in realtà, e da Israele è stata poi adottata.
Vivo curiosamente proprio in mezzo a queste terre che nella mia cucina si sono quindi incontrate :)
Aggiungere le spezie e con le lame in funzione aggiungere l'olio a filo.
Trasferire in un barattolo e tenere in frigo per un massimo di due settimane.
Preparare la salsa per servire: tagliare i pomodori a metà e grattugiarli su una grattugia a fori larghi finchè rimane in mano la buccia che va scartata. Unire del sale a piacere.
Preparare l'impasto: mettere farina, zucchero, sale e lievito in una ciotola e mescolare con una mano.
Versare circa 160 g di acqua nella ciotola facendola scorrere sopra il dorso dell'altra mano in modo che la disperda senza cadere tutta nello stesso punto. Cominciare ad amalgamare e a poco a poco unire il resto dell'acqua, quindi impastare nella ciotola sollevando e rigirando l'impasto finchè risulterà omogeneo, circa 4 o 7 minuti.
Porre il pollice al centro della pallina e raccogliere i lati attorno allo stesso per dare una forma circolare e mettere a riposare sul piatto imburrato con la chiusura verso il basso.
Procedere allo stesso modo fino ad avere otto palline che andranno fatte riposare per 10 minuti coperte con un panno da cucina.
Ora imburrare il piano di lavoro e appoggiarci una delle palline. Spalmare il burro sulla pallina con le mani e cominciare a stenderlo e tirarlo fino ad ottenere un quadrato da circa 50 cm di lato molto, molto sottile. Se si rompe, usare più burro ma qualche buco è ok.
Piegare un lato del quadrato verso il centro ed imburrarlo, quindi piegarci sopra l'altro ed imburrare anch'esso. Quindi partendo dal lato corto piegare un angolo verso il lato ad ottenere più o meno un triangolo, quindi fare lo stesso con l'altro angolo, continuando così fino a terminare la striscia e ottenere una specie di palla (in pratica è come se si stesse piegando una bandiera).
Ripetere con gli altri pezzi e mettere a riposare in frigo per un'ora coperti con pellicola.
Appoggiare il pane steso nella padella tirandolo leggermente e coprire subito con un coperchio.
Cuocere per circa 5 minuti, finchè la base comincerà a scurire. Girare e far cuocere sempre coperto anche dall'altro lato finchè il pane sarà gonfiato e scurito.
Far scivolare su un piatto e procedere allo stesso modo con gli altri pezzi.
Servire subito con la salsa preparate e lo z'hug a parte che andrà dosato a piacimento.
mercoledì 15 febbraio 2017
Focaccia senza impasto con le uova e salsa Matbucha (Shakshuka Focaccia)
Ammetto di essermi un po' spaventata ad una prima lettura di questa ricetta.
La sottoscritta evita accuratamente, per cronica mancanza di tempo e non (solo) cattiva volontà, ricette che prevedano di passare ore e ore in cucina e milioni di passaggi.
Eppure alla seconda lettura tutto mi era già più chiaro, i passaggi sono diventati logici ed il lavoro distribuibile in un pomeriggio in cui ho fatto la salsa ed il giorno dopo in cui ho realizzato le focacce.
Incuriosita dal lasciare spenta la mia impastatrice mi sono buttata.
Ebbene: dovevano essere per cena ma qualcuno, in questa casa (e non parlo nè di me nè del gatto) ne ha agguantata una per merenda!
Il risultato ha sorpreso una panificatrice poco esperta come me: veramente ottimo, e la pasta incredibilmente leggera.
Provate perchè ne vale la pena.
Un piatto povero come la shakshuka, ovvero una preparazione a base di uova cotte nel sugo, viene in pratica accoppiato ad una focaccia che fa da...piatto.
Ah, l'autore suggerisce di usare l'impasto della base anche per fare una pizza, stendendolo sottile.
una dose di impasto per focaccia senza impasto realizzato con:
per il topping:
Preparare la Matbucha:
Mettere una pentola capiente piena d'acqua sul fuoco e preparare una ciotola con acqua e ghiaccio.
Incidere una X alla base di ogni pomodoro e buttarli nell'acqua bollente per circa 2 minuti, finchè la pelle si solleverà dai tagli. Il tempo è solo indicativo, in caso di pomodori molto maturi possono bastare anche solo 30 secondi quindi fare attenzione.
Trasferirli subito con un mestolo forato nell'acqua e ghiaccio.
Scaldare l'olio in una pentola capiente su fuoco medio/basso. Aggiungere l'aglio affettato finemente e i peperoncini tagliati in 4 nella direzione della lunghezza. Cuocere mescolando spesso finchè l'aglio si ammorbidisce, 5 o 7 minuti.
Abbassare il fuoco al minimo.
Scolare i pomodori, pelarli quindi romperli tra le dita sopra la pentola così che i pezzi possano caderci dentro. Unire quindi il sale e lo zucchero, se lo si usa.
Cuocere mescolando di tanto in tanto finchè il liquido sarà evaporato, circa un'ora e mezzo.
Far raffreddare a temperatura ambiente prima di servire.
Si conserva in frigo due settimane in un contenitore ermetico.
Preparare l'impasto:
versare l'acqua in una ciotola capiente. Se si usa lievito fresco sbriciolarlo nell'acqua e mescolare finchè si scioglie. Se invece si usa lievito disidratato mescolarlo alla farina.
Aggiungere quindi all'acqua nell'ordine la farina, lo zucchero, il sale.
Usare le mani per mescolare ed amalgamare il tutto, quindi aiutarsi con una spatola per impasti per raschiare il fondo ed i bordi della ciotola.
Continuare ad amalgamare a mano, l'impasto è molto appiccicoso quindi in pratica si effettua un movimento dal basso verso l'alto per far ripiegare l'impasto su se stesso.
Lavorare finchè eventuali grumi saranno spariti, circa un minuto.
Coprire quindi la ciotola con pellicola trasparente e lasciare da parte finchè l'impasto si sarà rilassato nella ciotola, circa 30 minuti.
Togliere quindi la plastica e versare poco olio sui bordi dell'impasto e sulle mani.
Usando sempre la spatola sollevare un quarto dell'impasto, tirarlo e farlo ripiegare su se stesso m senza premere troppo sul resto della pasta. Praticamente si stanno facendo quattro pieghe, dato che il procedimento va ripetuto per ogni lato.
Quindi aiutandosi con la spatola capovolgere l'impasto in modo che la base risulti ora la parte superiore.
Coprire con pellicola la ciotola e far riposare 20 minuti, quindi ripetere il procedimento delle quattro pieghe capovolgendo di nuovo la pasta alla fine.
Far riposare altri 20 minuti.
Ora spolverizzare con molta farina (non lesinare!) il piano di lavoro e trasferirvi l'impasto senza premerlo aiutandosi con una spatola.
Utilizzando la tecnica del sollevare, tirare ed allungare (lift, pull, stretch, leggere la nota) ridurre l'impasto ad un rettangolo circa 35 cm per 20 cm.
Tagliare quindi con la spatola il rettangolo per il lungo, in modo da avere 2 strisce, e dividere ogni striscia in 3 pezzi per un totale di 6.
Piegare i 4 angoli di ogni pezzo su se stessi verso il centro, in modo da ottenere una forma circolare, quindi rovesciarli a testa in giù.
Trasferire le palline su una teglia molto infarina o lasciarli sul piano di lavoro, coprendoli con un panno da cucina.
Lasciar riposare in un luogo tiepido ed al riparo dagli spifferi finchè apparirà qualche bolla ed ogni pezzo sarà raddoppiato di volume, circa 30 minuti (più o meno, a seconda della temperatura).
Nel frattempo mettere una pietra refrattaria nel forno ed accenderlo sui 250 gradi. Se non si possiede la pietra utilizzare il retro di una teglia da forno. Qualunque cosa si usi dovrà essere ben calda prima di adagiarci sopra l'impasto.
Ora mettere una striscia di carta forno su una pala per pizza, se la si possiede, o in alternativa su un tagliere o il retro di un'altra teglia. Mettere due pezzi di impasto sulla carta forno (leggere la nota sul procedimento) e con le dita unte d'olio premere ogni pezzo di impasto al centro in modo da creare una piccola cavità, ed intando stirare la base in modo da dare una forma circolare con un bordo da circa 2,5 cm. Fare lo stesso con l'altro pezzo di impasto quindi appiattire nuovamente il primo pezzo e versarvi al centro abbondante Matbucha (circa 100 g) . Spoverizzare i bordi con i semi di sesamo o di nigella cercando di non farli cadere nella salsa ed infine creare una piccola cavità nella salsa e rompervi un uovo, da spolverizzare con poco sale.
Fare lo stesso con l'altro pezzo di impasto.
Far scivolare i due pezzi con tutta la carta forno sulla pietra o sulla teglia rovente e cuocere finchè il pane sarà colorito e le uova rapprese, circa 10 minuti.
Quando sfornati condire con un filo d'olio e il prezzemolo.
Procedere con il resto dell'impasto e servire tiepidi.
NOTE
- la ricetta ovviamente non è rapidissima, e i vari passaggi vanno letti un paio di volte per comprenderli bene. La salsa del ripieno va ovviamente preparata con almeno un giorno di anticipo.
- nonostante questo la lavorazione non è complicata, non ci sono tecniche di impasto particolari oltre al lift, stretch, pull che avviene sempre nella ciotola.
- la dose di liquidi si è rivelata precisa al millilitro e l'impasto di conseguenza perfetto come da descrizione.
- la salsa Matbucha è molto buona ma per i miei gusti un pelo salata. Sta molto bene su questo impasto però perchè non particolarmente condito.
- il tempo di cottura è risultato un po' più lungo nel mio forno, ho quindi alzato un po' la temperatura dato che nell'introduzione del libro viene raccomandato di cuocere i flat breads come questi ad alta temperatura per poco tempo, piuttosto che il contrario, per evitare il risultato di un pane secco.
- detto questo, la ricetta presenta un grave errore nella descrizione dei passaggi: prima dice di far scivolare le palline di impasto crudo sulla refrattaria bollente, dare la forma, condire e poi....far scivolare sull pietra bollente (ma come, non c'erano già??) e cuocere. Ovviamente uno dei passaggi è di troppo, e nella fattispecie il primo.
venerdì 2 settembre 2016
Schiacciatine integrali allo yogurt con feta ed avocado
Sono facili.
Sono veloci.
Sono integrali!
Ma soprattutto non serve il forno.
E nemmeno aspettare che lievitino.
La ricetta oggi la trovate su Amiche di Fuso! :)
lunedì 6 giugno 2016
Feta al forno con pomodori e olive
Ingredienti, pochi.
Instruzioni, tre righe.
E giusto perchè mi sono impegnata ad essere prolissa.
Perchè certi giorni non c'è tempo.
Fantasia.
Forse voglia.
Ma la fame, quella si che c'è sempre.
Allora un piatto che sa d'estate, anche se l'estate da voi in Italia zoppica.
Che magari a vedersi chiamata, finalmente arriva ;)
FETA AL FORNO CON POMODORI E OLIVE
Mescolare in una terrina da forno che possa andare anche in tavola feta, pomodori, olive, pane e unite un filo d'olio. Aggiustare un pochino di sale quindi infornare per circa 30 minuti in forno preriscaldato a 180 gradi. I pomodori saranno teneri e la feta ed il pane appena dorati.
Cospargere con il basilico e servire.
NOTE
- il piatto è buonissimo anche dopo aver riposato un po', anzi secondo me rende di più appena tiepido che caldo di forno.
sabato 26 marzo 2016
Zuppa di salmone e gamberi con cornbread
Abito sul mare.
Anzi su un mare bellissimo.
Eppure, di frutti di mare non ne ho mai visto uno.
Non fanno parte della cultura alimentare del posto.
Il pesce, certo diverso da quello del Mediterraneo, venduto solo al mercato locale.
Uhm, non propriamente il luogo dove una donna va sola.
Bisogna mandare gli uomini.
E come appaia questo mercato magari lo racconto un'altra volta.
Perchè dubito che se descrivessi l'odore rimarreste su questa pagina.
Un sacco di gatti ciccioni e bellissimi a girare tra i banchi.
Insomma, unica soluzione il banco pesce del supermarket.
Dove arrivano i famosi gamberi del mar Rosso e con quelli siamo già contenti.
E il salmone.
Avete capito bene.
Salmone fresco.
Pare che agli arabi piaccia tanto.
Impossibile capire da dove, visto che il proprietario mi dice che la provenienza sia lo Yemen.
Luogo che non mi pare sia famoso per il suddetto pesce ma non voglio indagare.
Anche perchè la conversazione avviene tra inglese maccheronico, arabo ancora peggiore e qualche parola di urdu qua e là.
Insomma, per farvela breve ho solo salmone e gamberi a disposizione.
Eppure il risultato è molto, molto meglio del previsto.
La zuppa buonissima, grazie al fumetto di gamberi.
E il cornbread ad accompagnare, con il suo gusto tipicamente dolciastro, perfetto complemento al piccante appena accennato dell'intingolo.
Provatela, perchè onestamente ha superato alla grande ogni aspettativa!
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di questo mese che ci vede sfidare sul Brodetto dell'Adriatico di Anna Maria Pellegrino del blog La cucina di QB.
ZUPPA DI SALMONE E GAMBERI CON CORNBREAD
Preparare il brodo di gamberi: tritare finemente del sedano, una mezza carota ed una mezza cipolla. Scaldate poco olio in una pentola e fate soffriggere per pochi minuti a fuoco basso. Unire le teste dei gamberi ed alzare il fuoco facentole tostare leggermente. Unire abbondante acqua e portare a bollore, quindi mettere il coperchio, abbassare il fuoco e far cuocere per un'ora.
Far intiepidire, passare al colino schiacciando bene le teste e aggiustare di sale se necessario.
Preparare la zuppa: scaldare l'olio un una pentola, quindi unire la cipolla tritata e lo spicchio d'aglio intero. Soffriggere ed unire il vino facendolo evaporare, quindi eliminare l'aglio. Unire la passata di pomodoro, il brodo e poco peperoncino secco. Far sobollire piano per circa 15 minuti, scoperto.
Unire quindi il salmone in pezzi grossolani e i gamberi puliti. Coprire e continuare la cottura per circa 20 minuti.
Far riposare qualche minuto prima di regolare di sale.
Per il cornbread: Preriscaldare il forno a 210 gradi e mettervi a scaldare una padella di ghisa da 20 cm unta con olio di semi.
Mescolare farina di mais, farina 00, zucchero, lievito, bicarbonato e sale. A parte mesolare il latticello, il latte e l'uovo. Unire il composto liquido alle polveri girando bene, quindi unire da ultimo il burro fuso e raffreddato.
Tirare fuori la padella dal forno e versarvi con attenzione il composto. Rimettere in forno e cuocere finchè il tutto risulterà ben dorato, circa 25-30 minuti (ne sono bastati 20 nel mio forno)
Far intiepidire prima di tagliare a cubetti e servire.
NOTE
- la zuppa può essere preparata con un giorno di anticipo, anzi sarà ancora più buona.
- il cornbread è migliore il giorno stesso in cui è preparato. E' un tipico pane veloce americano che si cuoce in una padella di ghisa in forno. Il gusto dolciastro è caratteristica imprescindibile.
- il tag gluten free si riferisce alla sola zuppa.
venerdì 4 marzo 2016
Focaccine velocissime (con l'ingrediente segreto!)
Non avete pane.
Non avete voglia di andarlo a comprare.
Non avete tempo.
Non avete lievito.
E magari non avete nemmeno il forno.
Però avete fame.
Mission:impossible?
Assolutamente no.
La soluzione, è qui :D
giovedì 18 giugno 2015
Burgers di manzo con pomodoro e mozzarella...dentro, buns ai fiocchi di sale nero e potato wedges con ketchup di peperoni arrostiti
Confessiamolo, su.
A testa alta perchè poi sai che confessione mai sarà.
A casa arabafelice, dove tutta la settimana si vive di pollo e fitness, arriva il weekend.
Weekend uguale cheat meal.
British ed elegante modo di dire che ci strafoghiamo di qualcosa.
E spesso questo qualcosa è lui.
Fuddruckers.
Catena americanissima famosa per hamburger di ogni tipo, bistecche giganti e succulente, patate fritte alla perfezione, insalate deliziose.
Particolare inutile, questo.
In effetti non ci andiamo per le insalate :)
Cowboy Burger, della dimensione più grande presente sul menù per l'augusto consorte.
Veggie Burger per la sottoscritta.
Il primo, una mezza mucca tra due fette di pane, formaggio, cipolle caramellate e favolose potato wedges ad accompagnare.
Quelle patate a spicchi grossi, croccanti fuori e morbide dentro, saporite come poche.
Il secondo, un burger vegetariano, un intruglio di riso e verdure che mi piace da impazzire con panino integrale e patatine fritte.
Che tanto le wedges le rubo a lui.
Questa l'ansia del consorte.
Vuoi vedere che per la sfida dell'MTChallenge la disgraziata si butta sulla seconda opzione?
Ma de che, si dice a Roma.
Facciamo le cose come si deve per una volta.
Beef burger condito con pomodoro e mozzarella...dentro, come ho scritto.
E le wedges : le farò per sempre, dopo che ho convinto il cuoco di Fuddruckers a svelarmi il trucco!
Il ketchup di peperoni arrostiti un mio sfizio.
E guarda un po' è piaciuto anche quello.
Non ci credo, mi ci è voluta una vita per un panino.
Non sono più la cialtrona di una volta.
Caspita che buono.
Altro che fast food, Arianna!
E come si sarà intuito, partecipo all'MTChallenge di questo mese :)
BURGERS DI MANZO CON POMODORO E MOZZARELLA DENTRO, BUNS AI FIOCCHI DI SALE NERO E POTATO WEDGES CON KETCHUP DI PEPERONI ARROSTITI
Per i buns:
Intiepidire il latte, scioglierci il lievito con il miele e lasciar riposare per una decina di minuti. In una boule di vetro capiente setacciare la farina, formare una fontana, versare il latte poco per volta e lasciarlo assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere lo strutto ed il burro a temperatura ambiente e il sale e lo zucchero. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeno.
Coprire con della pellicola e un panno e lasciar lievitare fino al raddoppio (1-2 ore). Prendere l'impasto,sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo che poi piegherete (più o meno come un asciugamano): dividetelo idealmente in tre parti, sovrapponete la parte di destra al centro ed idem con la sinistra (al centro, sopra la destra). Ora rigirate di 90° e fate lo stesso.
Far riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz'oretta. Formare poi i buns (con queste dosi mi vengono 4 panini da circa 80-90 g l'uno). Poggiarli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciarli leggermente.
Far riposare coperti da pellicola per una mezz'oretta.
I fiocchi di sale nero sono praticamente delle scaglie molto leggere ed adattissimi a condimenti o decorazioni.
Per i burgers:
Mettere la carne tritata in una ciotola ed unire sale, pepe, la mozzarella ben scolata tritata fine, i pomodori secchi tritati, il basilico tagliuzzato ed il concentrato di pomodoro.
Amalgamare il tutto e formare quattro polpette leggermente schiacciate.
Cuocerle su piastra calda senza ungerla qualche minuto per parte.
Per il ketchup di pomodori arrostiti:
Tagliare i peperoni in due ed eliminare i semi, i pomodori in quattro, la cipolla a spicchi grossolani e versare il tutto in una ciotola. Condire con l'olio ed il sale, mescolare e versare su una teglia coperta con carta forno unendo anche lo spicchio di aglio intero.
Cuocere a 200 gradi per un'ora, finchè il tutto sarà molto morbido ed i pomodori quasi sfatti.
Versare immediatamente in una ciotola e coprire con pellicola trasparente.
Lasciar raffreddare un'ora, quindi togliere la pellicola e spellare i peperoni.
Versare il tutto in un robot da cucina e frullare, quindi unire il brown sugar, il sale, l'aceto ed il Tabasco.
Ora lasciar riposare in frigo mezza giornata e solo ora assaggiare ed eventualmente regolare i condimenti secondo il vostro gusto.
Per le potato wedges:
Lavare molto bene le patate senza togliere la buccia. Tagliarle prima a metà, poi in quarti ed a seconda della dimensione valutare se ogni quarto va ulteriormente tagliato in due.
Mettere abbondante acqua sul fuoco e appena bolle versarci le patate. Coprire con un coperchio e far bollire per 4 minuti di orologio, dovranno ammorbidirsi ma non cuocersi del tutto.
Scolarle su un panno da cucina e farle asciugare perfettamente.
In un sacchetto per surgelati mettere circa 150 di farina, abbondante sale ed abbondante paprika. Non lesinate sui condimenti, qui! Appena le patate sono ben asciutte versarle nel sacchetto, chiuderlo e scuoterlo in modo che le patate si ricoprano uniformente.
Mettere quindi in freezer per almeno una notte.
Quando si vogliono servire mettere un pentolino a bordi alti con abbondante olio sul fuoco.
Dovrà essere veramente caldissimo dato che le patate vanno cotte da surgelate!
Appena ben caldo prendere le patate dal freezer, scolandole dall'eccesso di farina e versarne poche alla volta nell'olio bollente. Non abbiate fretta, fatele colorire bene.
Scolare su carta assorbente e servire.
Per l'assemblaggio:
Dividere ogni panino a metà, ungerlo con poco olio extravergine e grigliarlo su una padella ben calda per pochi minuti.
Adagiare quindi una foglia di lattuga alla base del panino, metterci la polpetta calda sopra e completare con la fetta di mozzarella.
Usare quindi il ketchup di peperoni arrostiti sia per il panino che per le patate.
NOTE
- i panini possono essere fatti in anticipo e surgelati cotti.
- i burgers possono essere preparati in anticipo e surgelati crudi.
- il ketchup di peperoni resiste qualche giorno in frigo, altrimenti dopo la cottura versarlo in un barattolo sterilizzato e farlo bollire in acqua per almeno 30 minuti. Farlo raffreddare nell'acqua quindi asciugarlo e metterlo in frigo.












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