CATEGORIA SELEZIONATAdolci con latte condensato

lunedì 5 giugno 2023

Dolce al lime, latte condensato e...ingrediente segreto!

 

Del mio notorio gusto dell'orrido in cucina ho già parlato.
Se è strano, assurdo, impensabile, contro ogni logica, mi attirerà come una calamita, tormentandomi finchè non provo.
Il bello è che più è strano, più in genere il risultato è strabiliante.
Qui nemmeno onestamente so cosa dire, se non che dovete correre a comprare i Ritz e provare.
Si, proprio i crackers Ritz.
Si sentono i crackers salati?
Assolutamente no.
E' troppo dolce?
Nemmeno?
E' stucchevole?
No.
Insomma, non si riesce a non mangiarlo.
Non si riesce nemmeno a lasciarlo in pace in frigo, che ogni tanto un pezzetto sparisce.
Nessuno ha indovinato l'ingrediente segreto.
Hanno ipotizzato qualunque biscotto sul mercato, compresi gli Oreo bianchi che del resto dei Ritz sono fratelli, venendo prodotti entrambi dalla gloriosa Nabisco.
E vi giuro prima o poi andrò alla sede principale, nel New Jersey, e riuscirò ad entrare a costo di incatenarmi ai cancelli.
Prima che questo accada, voi provate.
Non è buono.
E' ASSURDO!


10-MINUTE LIME CRACKER PIE
da F52 Genius Dessert
per una teglia ovale da 20 cm di lunghezza


una lattina di latte condensato da 397g
250ml di panna fresca da montare
un cucchiaio di buccia di lime grattugiata, più altra per servire
70 ml di succo di lime appena spremuto
una quarantina abbondante circa di crackers Ritz


Versare la panna in una ciotola capiene e montarla leggemente con una frusta a mano o elettrica. Non più di un paio di minuti, giusto per areare.
Unire il latte condensato, mescolare bene, quindi da ultimo unire il succo di lime e la scorza grattugiata mescolando con la frusta elettrica o a mano finchè il tutto addensa, per circa un minuto.

Versare un terzo del composto alla base della teglia preparata quindi coprire con uno strato di Ritz. Continuare con strati di crema e Ritz fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di crema.
Coprire e mettere in frigo per una notte.
Servire ben freddo con altra scorza grattugiata.

NOTE

- di una facilità imbarazzante, fate solo attenzione che la teglia sia abbastanza profonda perchè volete fare almeno 3 strati di crackers e crema.

- il numero esatto di Ritz da usare è impossibile da prevedere con esattezza, ma tra 40 e 50 dovrebbero bastare con una teglia delle dimensioni della mia.Mi state chiedendo se si sente il sapore: NO! Spariscono e si fondono col resto :)

- si mantiene benissimo per 3 giorni in frigo. L'ultimo pezzo potrebbe essere oggetto di sfide a duello, faide familiari, intrighi e sotterfugi per chi ci arriva prima. Siete avvisati :)

giovedì 15 dicembre 2022

I biscotti con...le patatine?!

 

Niente a mia discolpa.
Averli visti ed essere corsa a comprare le patatine adatte è stato tutt'uno.
Perchè ormai dovreste averlo imparato che da queste parti forte è l'attrazione verso ciò che è strano, e più è strano più sono curiosa, e più sono curiosa più bisogna che provi.
D'altronde se abbiamo messo la maionese nei biscotti, la Coca-Cola nelle torte e pure nel pollo non ci si potrà stupire delle patatine nei biscotti.
Divertentissimi da fare, stranissimi da mangiare.
Ve lo dico: o li amate o li odiate.
La via di mezzo non è contemplata.
Qui sono stati amati, e molto, per la semplicità di realizzazione ma soprattutto per il sapore che non saprei spiegare: perchè di base è dolce (grazie, ci sono due etti di latte condensato!) che poi improvvisamente vira sul salato, e così rimane, ondulato come le patatine, prima uno e poi l'altro.
Consiglio ardentemente di usare burro salato per un sapore più deciso, ma dipende da quanto amiate i contrasti.
Forse non saranno i biscotti con cui vi presenterete a Natale dalla vostra futura suocera :) ma quelli che farete per divertirvi, per non essere sempre prevedibili, per mera curiosità.
Perchè ok, Natale e le sue tradizioni (e prometto che i prossimi biscotti saranno iper-tradizionali!).
Ma una scossa, ogni tanto, ce la vogliamo dare?

 

 

LATKE COOKIES
da Food52
per 15-18 pezzi a seconda delle dimensioni

234 g di latte condensato zuccherato
57 g di burro salato o non salato (io salato), fuso
un uovo grande
241 g di patatine in busta rigorosamente del tipo rigato

 

 Mescolare con una forchetta l'uovo intero, il latte condensato ed il burro fuso ma freddo. Quando sarà omogeneo unire la patatine, una manciata alla volta, rompendole a pezzi via via.
Non devono essere polverizzate ma risultare in pezzi, per questo schiacciarle tra le mani è il modo migliore.
Mescolare bene e lasciare riposare in frigo mentre il forno si scalda a 190 gradi.
Questo riposo è essenziale, non saltatelo.
Foderar due teglie con carta forno quindi appena il forno è caldo usare due cucchiai per creare dei piccoli pancake sulla teglia. L'impasto non sarà omogeneo ma non importa, aiutarsi con il cucchiaio per creare dei piccoli mucchietti leggermente più alti al centro.
Cuocere per 12-14 minuti finchè saranno dorati e qualche angolo risulterà bruciacchiato.
Far raffreddare 5 minuti sulla teglia quindi trasferire su una gratella.
Sono più buoni il giorno stesso, ma si conservano due giorni se conservati in una scatola ermetica.


NOTE

- ricetta semplicissima, raccomando di usare il burro salato per un sapore più netto, altrimenti viene qualcosa di non troppo dolce ma nemmeno troppo salato :)

 

- il riposo prima della cottura è imprescindibile, come imprescindibile il tipo di patatina usata. Quelle lisce non reggerebbero.

 

- nel mio forno ci sono voluti 13 minuti, non cuoceteli troppo poco perchè devono essere bruciacchiati ...sono molto più buoni ;)


lunedì 2 novembre 2020

Fudge facilissimi agli Oreo

 

 

Voi in quasi-lockdown, noi no: qui in Arabia il coronavirus non ha ancora deciso di colpire con la seconda ondata o forse funzionano bene quelle pene severe per chi non rispetti le effettivamente poche regole che ci consentono di portare avanti una vita normale.
Il "nuovo" normale, si intende, quello in cui siamo sempre mascherati, testati, distanziati, disinfettati, vaccinati.
Ma insomma, si può fare ;)
Cosa non si può fare è pensare a cuor leggero ad un rientro in Italia almeno per Natale: sarà il nostro Paese di nuovo in liste nere o nerissime? Sarà chi ci passa di nuovo bandito dall'Arabia Saudita come all'inizio della pandemia?
E chi lo sa.
Quindi vi prego: rispettate le regole perchè dopo praticamente un anno che non possiamo rientrare il pensiero di non poterlo ancora fare è veramente devastante.
In mio soccorso arriva una lettrice e collega di blog, Deb.
Mi scrive che ha letto una ricetta che contiene in un colpo solo tutti gli ingredienti che mi piacciono.
Accidenti, se ha ragione.
E accidenti, che brutta fama mi sono fatta.
Insomma, Deb ci ha azzeccato e non la ringrazierò mai abbastanza.
Fatela anche voi, e la ringrazierete a profusione pure voi ;)



OREO FUDGE
da Suburbansimplicity.com
per una teglia quadratada 20 cm di lato

una lattina di latte condensato da 397 g
24 biscotti Oreo
340 g di cioccolato bianco di buona qualità

 

Mettere 20 Oreo (lasciarne 4 da parte) in un sacchetto e con l'aiuto di un mattarello o di un bicchiere romperli in pezzi non troppo fini.
In un pentolino scaldare latte condensato e cioccolato bianco su fuoco molto basso, mescolando continuamente finchè il cioccolato sarà fuso e ben amalgamato.
Versare immediatamente le briciole di biscotti, mescolare e versare il tutto nella teglia foderata con carta forno.
Ora spezzettare grossolanamente i 4 Oreo lasciati da parte e spolverizzarli sulla superficie, pressandoli un poco.
Mettere in frigo qualche ora ed infine tagliare a cubetti con un coltello a cui avrete scaldato leggermente la lama.

NOTE

- non so se in Italia si trovino le barrette della Hershey al cioccolato bianco gusto "cookies&cream": bene, queste sono la quasi-perfetta imitazione. Se vi piacciono quelle, adorerete questi fudge.

- si mantengono benissimo in frigo e potete anche surgelarli. Anche a temperatura ambiente, se non fa troppo caldo, vanno benissimo e possono essere confezionati per la scatole di Natale (no, non mi ricordate il Natale, va...)

- per quanto la ricetta sia una vera e propria cialtronata non fate l'errore di usare un cioccolato bianco di bassa qualità: si scioglie male e rischiate di ritrovarvi una marea di grumi nel latte condensato. A quel punto è irrecuperabile!


martedì 20 ottobre 2020

Crema cotta di yogurt e latte condensato (senza uova e gluten free)

 


Una vera sorpresa, dice l'autore, questo dessert che fu servito alla persona che mangiava insieme a  lui in un ristorante del Somerset.
Il pranzo era stato veramente deludente per cui esitava ad ordinare il dolce, mentre il suo amico si fece tentare: e fece bene perchè dopo l'assaggio ne furono entrambi conquistati.
In realtà questo è un famosissimo e comunissimo dessert indiano: il Bhapa Doi, fatto appunto di yogurt e latte condensato mescolati insieme e cotti al forno.
Ma glielo diciamo sottovoce...
Potevo dunque nella fattispecie non farmi attirare da questa ricetta non solo perchè la conosco bene e so quanto sia buona, ma soprattutto per dare un senso alle lattine di latte condensato che ormai, giuro, in casa mia ci entrano da sole :D

 

 BAKED VANILLA YOGURT WITH ROASTED PLUMS
da One Tin Bakes di Edd Kimber
per 6/8 porzioni
per una teglia 23x33cm

per la frutta
600g di prugne tagliate a metà e private del nocciolo (qualunque qualità va bene)
3 cucchiai di light brown sugar
30g di burro a cubetti
3 anici stellati
i semi di 3 baccelli di cardamomo
una stecca di cannella tagliata a metà
il succo di mezzo limone

per il composto di yogurt
480ml di yogurt bianco naturale non zuccherato
una lattina di latte condensato da 397g
240 ml di doppia panna da montare
i semi di una bacca di vaniglia o 2 cucchiaini di pasta di vaniglia

 

Preriscaldare il forno a 200 gradi.

Mettere le prugne, con il lato tagliato verso l'alto nella teglia e spolverizzarle con lo zucchero. Spargere il burro nella teglia insieme alle spezie ed infine versare il succo di limone.
Cuocere per 15-20 minuti o comunque finchè la frutta sarà ammorbidita e la buccia comincia a raggrinzirsi. Trasferire frutta e tutto il succo che si sarà formato in una ciotola resistente al calore e lasciare da parte.

Lavare ed asciugare la teglia e ridurre la temperatura del forno a 120 gradi.
Mischiare lo yogurt, la panna, il latte condensato ed i semi di vaniglia (o la pasta di vaniglia) quindi versare il tutto nella teglia.
Cuocere per 25-30 minuti o comunque finchè il tutto sarà rappreso sui lati ma ancora tremolante al centro.
Potrebbe sembrare troppo liquido ma non dovrà rapprendersi completamente come un cheesecake.
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente per 30 minuti quindi mettere in frigo per almeno 4 ore.

Una volta che il dolce sarà ben freddo servirlo a cucchiaiate insieme alla frutta ed i suoi succhi.

NOTE

- il dolce è ottimo! La crema rimane vellutata, e ben fredda dà il meglio di sè. L'autore dice che il giorno dopo sia meno buona ma mi sento assolutamente di dissentire. Si fa in poco tempo e bisogna solo stare attenti alla cottura, che non sia troppo prolungata. Può essere usata in realtà qualunque frutta in abbinamento ma la nota acidula ci sta benissimo.

- ho seguito come sempre le istruzioni alla lettera ma nel mio forno a 120 gradi la crema è rimasta liquida per tutto il tempo indicato. A 140 abbiamo iniziato a ragionare.

- l'unica nota che mi sento di fare è sull'uso dell'unica teglia per cuocere la frutta e poi la crema. Capisco che il libro nasca su questa scommessa ma persino l'autore nelle note dice che se ne possediamo due possiamo usarle. Grazie :) Inoltre per quanto il dolce venga benissimo sarebbe comunque più indicato per delle monoporzioni: servirlo a cucchiate dalla teglia grande fa si che le porzioni risultino un po' "disordinate" all'aspetto. Per carità, il dolce rimane buonissimo lo stesso ma l'occhio vuole la sua parte. Almeno il mio. 



mercoledì 27 novembre 2019

Il fudge più buono del mondo (gluten free e senza uova)



Di nuovo quel periodo dell'anno nella vita expat: quando le vacanze si avvicinano e ci si comincia a fare gli auguri per tutte le feste, da Thanksgiving a Natale, per anticiparsi dato che poi a breve quasi tutti partono.
E di nuovo il fantozziano scambio di regali di  cui vi ho parlato già lo scorso anno e che, credetemi, non è migliorato affatto.
Anzi.
Complice il grande movimento ambientalista del momento ecco che l'ispirazione è stata il DIY, il regalo fai da te.
Niente sprechi, usiamo quello che abbiamo in casa, attiviamo la fantasia.
Bellissima idea, in teoria.
Nella pratica un po' meno, dato che nell'ordine ho rimediato: primo, un sapone fatto in casa con ingredienti che sono stati definiti "preziosi e segreti" dalla signora che lo ha realizzato.
Temo una vaga presenza di candeggina però, visto il segno che mi ha lasciato sulle mani appena ho provato a usarlo: funzionerà meglio come detersivo per le superfici, immagino.
Una candela fatta con avanzi di cera : e qui l'idea poteva essere vincente, peccato che la cera sia stata versata in un contenitore che appena accesa si è sciolto con lei.
Un'esortazione a pensare alla caducità delle cose umane?
Leggermente meglio è andata col cibo, d'altronde assaggiare specialità di altre culture e Paesi è una delle mie passioni.
I dolcetti filippini i migliori insieme ad alcune variazioni di brigadeiros brasiliani chiamati "brigadeiros gourmet" e di cui devo riuscire a farmi dare la ricetta a costo di minacciare con le armi.
Meno poetica la signora che ha portato una scatola di cioccolatini acquistata ma, ahimè, dalla quale ne mancavano alcuni.
Ha candidamente ammesso che non le fossero piacuti, ma meglio riciclare che buttare.
No comment.
Ma vince la coppa la tizia americana che ha portato dei tipici biscuits, quelli che accompagnano il tacchino al Ringraziamento, al formaggio.
Divini, ve lo giuro.
Tampinata dalla sottoscritta, prima ha ringraziato.
Poi ha cominciato a balbettare.
Che formaggio avesse usato, non lo ricordava.
Farina, burro?
Forse.
Per ammettere solo per sfinimento oh dear, I have no idea. They are from a box!
Fatti con apposito preparato pronto.
Pazienza :)

Questi erano nei vassoi che ho regalato e non c'è stato nessuno che non se ne sia mangiato metà prima ancora che l'evento fosse finito. Dunque, fudge ne avete visti altri su queste pagine ma qui è un altro livello proprio: scioglievoli, buonissimi, irresistibili. La droga.
Impossibile smettere di mangiarne.
Fatene tanti.
E regalateli al prù presto, anche se la prova costume è lontanissima, ancora :D






BEST CHOCOLATE FUDGE
da Food52
per una teglia quadrata da 20 cm
70 g di burro non salato
560 g di cioccolato fondente tritato col coltello (o comunque tagliato in piccoli pezzi)
una lattina da 397 g di latte condensato zuccherato
un cucchiaino di caffè solubile
mezzo cucchiaino di sale in fiocchi (tipo Maldon) più altro da cospargere sopra


Foderare una teglia quadrata da 20cm con carta forno.
Preparare il burro nocciola: mettere il burro in una piccola casseruola a fondo spesso su fuoco medio/alto. Cuocere senza mai perdere di vista e mescolando ogni tanto finchè si forma la schiuma, l'odore diventa quasi di nocciole tostate e si formano dei residui sul fondo di color pane tostato, insomma scuri.
Togliere dal fuoco (continuerà a cuocere un pochino ancora col calore residuo) quindi trasferirlo in una ciotola.
Sciogliere il cioccolato nel modo preferito, a bagnomaria o al microonde  se si è pratici col metodo.
Aggiungere quindi al cioccolato il burro nocciola, il latte condensato, il caffè solubile e mezzo cucchiaino di sale.
Mescolare bene  e il composto comincerà ad addensare e prendere l'aspetto di terra bagnata (sic!).
Assaggiare un pezzetto ed aggiungere altro sale a piacere  tenendo però presente che dell'altro ne andrà sulla superficie.
Versare il tutto nella teglia preparata  e usare una spatola bagnata per livellare (ma con le mani si fa meglio).
Aggiungere dei fiocchi di sale, coprire e mettere in frigo almeno due ore (ma meglio una notte) finchè sarà facilmente tagliabile in quadretti.
Meglio usare un coltello scaldato sotto l'acqua del rubinetto (ma perfettamente asciugato).
Durano oltre una settimana in frigo o un mese in freezer, ma portare a temperatura ambiente prima di gustare.


NOTE

- l'unico passaggio a cui fare attenzione è quello della preparazione del burro: consiglio di usare un pentolino chiaro in modo da vedere bene la trasformazione del burro e non rischiare di bruciarlo.

-il composto appare un po' granuloso quando comincia ad addensare, non preoccupatevi, lavorate velocemente e dopo che sarà rassodato sarà perfetto!


lunedì 25 febbraio 2019

Dolcetti furbissimi al cocco, in tre ingredienti e dieci minuti!



Magari non avete mai sentito nominare un burfi.
Più probabilmente avrete sentito nominare, o anche assaggiato, un fudge.
Le due parole in pratica sono sinonimi, il burfi è l'equivalente indiano dell'americanissimo fudge.
In entrambi i casi, un lavoro immane.
Misura gli ingredienti, comincia a mescolare.
Verifica la temperatura del composto: se troppo bassa non terrà la forma, se troppo alta diventerà granuloso perdendo quella consistenza scioglievole che ne è la principale caratteristica.
Quindi ci vuole un termometro, altro impiccio...
E qui arriva Meera Sodha, food writer indiana di base a Londra autrice di molti libri di ricette della sua terra di origine e columnist per il Guardian, che qui sullo Starbooks avete già conosciuto tramite il suo kulfi.
Ebbene, Meera approfitta della comodità del latte condensato per tirare fuori la versione di burfi tipica di una regione nord-occidentale dell'India, ovvero il Topra-Pak (o Kopra-Pak per i puristi).
Tre ingredienti e pochi minuti di lavoro e, come dice l'autrice, qualunque cosa abbiate da farvi perdonare svanirà alla vista, ma soprattutto all'assaggio, di questi dolcetti.




THREE-INGREDIENT COCONUT FUDGE
da Genius Desserts di Food 52
per 25-30 pezzi circa
una lattina di latte condensato zuccherato da 396 g
160 g di cocco rapè + altri 40 g per la copertura
mezzo cucchiaino di cardamomo in polvere (meglio se macinato fresco)

Mettere il latte condensato in un pentolino, meglio se antiaderente, e cuocerlo su fuoco medio/basso mescolando spesso in modo che non si attacchi al fondo. Va bene se caramella un poco, ma attenzione che non bruci.
Quando arriva a leggera ebollizione versare i 160 g di cocco ed il cardamomo mescolando bene.
Continuare a cuocere il composto per circa 4 minuti, finchè il tutto starà insieme staccandosi dalle pareti della pentola.
Per testare la cottura prelevare un pezzetto di impasto con un cucchiaio, farlo raffreddare un poco e rotolarlo tra i palmi a formare una pallina.
Se mantiene la forma, è pronto.
Togliere quindi il tutto dal fuoco ed aspettare che sia maneggiabile, quindi formare tutte le palline (da circa 3 cm di diametro).
Rotolarle quindi nel resto del cocco rapè e servire a temperatura ambiente.
Conservarle in una scatola ermetica in frigo.


NOTE

- di una facilità disarmante, l'unico inghippo può presentarsi al momento della cottura del latte condensato da solo. Come dice l'autrice, tra colorito e bruciato passa solo un attimo. Quindi fuoco basso e un pentolino si, antiaderente, ma soprattutto a fondo spesso.

- il cardamomo è assolutamente essenziale per trasformare un banale dolcetto al cocco in un assaggio di India. La dose indicata è perfetta per dare un aroma, un profumo senza essere troppo invadente. E ve lo dice una a cui il cardamomo piace a piccole dosi. Ora, è anche vero che a seconda del cardamomo che si usa l'aroma possa essere più o meno intenso: fate delle prove.

- i miei dolcetti erano pronti, giuro, in un quarto d'ora dal momento in cui ho versato il latte condensato nel pentolino. La cottura ha rispettato i tempi indicati nonostante per incresciose esperienze precedenti tenda sempre a tenere il fuoco più basso di quanto indicato nelle ricette. Me ne sono venuti esattamente 30.

- sono buonissimi! Di quelle robe irresistibili uno-tira-l'altro, comodissimi perchè si possono preparare in anticipo e durano tanto sia un frigo che in freezer.

lunedì 23 luglio 2018

Affogato con salsa al cioccolato e burro di arachidi



L'ho già scritto e mi ripeto, ma qui non siamo più nella vecchia, cara Arabia di una volta.
Improvvisamente, da un giorno all'altro, tutto è cominciato a cambiare.
Le donne guidano, anche se ancora non ne ho vista nessuna farlo, ma ho visto con i miei occhi le patenti rilasciate.
L'abaya, la lunga veste nera che copre e nasconde il corpo non è nemmeno più nera: marrone, blu, con strisce colorate. 
Le più audaci anche bianca, il mio sogno, ma non ho il coraggio.
Si, perchè muttawa, ovvero poliziotti religiosi, nella nuova città non ne ho incontrato nemmeno uno.
Ma vuoi vedere che se mi metto un'abaya bianca escono tutti fuori?
A proposito di abiti, ad Aprile qui c'è stata la prima settimana della moda.
Vabbè, era due giorni e non una settimana.
E' stata rimandata in continuazione.
La sera stessa delle sfilate più importanti stava volando via la tenda che ospitava la passerella.
E soprattutto fatta da donne, con donne e per sole donne.
Donne rigorosamente i membri dello staff dei vari stilisti, i compratori, il pubblico.
Per dire, sfilava anche Roberto Cavalli ma a lui ingresso vietato.
Foto ne girano pochine, perchè era vietato farne.
Ma non si dice che sia segno di intelligenza proprio trovare il modo di aggirare gli ostacoli?
Ebbene, nuova sfilata.
La vogliamo far vedere ad un pubblico più vasto.
Anche agli uomini, scandalo.
Come si farà a far sfilare modelle senza abaya davanti a loro?
Semplice.
Giuro, fa un po' impressione: solo a me sembrano fantasmi?
Sicuramente per una volta nessuno si sarà lamentato di eccessive magrezze.
Di eccessivi compensi.
Di eccessive nudità.
Di modelle che fanno i capricci.
Sperando, ovvio, che tutti i droni si siano comportati bene :D


Dunque, se non esistesse Nigella Lawson le nostre tavole sarebbero molto, molto più tristi.
La ricetta di oggi ce l'ho in testa da anni, da quando la vidi realizzata nella serie tv di Nigella Express.
Ebbene, nel libro relativo la stessa è riportata diversamente per quello che riguarda gli ingrediendi usati: quella che vedete qui è la versione della serie tv, mentre quella del libro la riporto nelle note.
Manco a dire che ho provato entrambi ;) e secondo me questa non ha paragoni.
Preparatevi agli ospiti che gemono ad ogni assaggio e, come dice Nigella, lanciano petali di rosa al vostro passaggio :D

 


THE ULTIMATE CHOCOLATE PEANUT BUTTER FUDGE SUNDAE
da Nigella Express di Nigella Lawson
per 4/6 abbondanti porzioni

200 ml di latte condensato zuccherato
100 g di gocce di cioccolato o cioccolato fondente a pezzi
100 g di burro di arachidi (meglio quello senza pezzi di arachidi)
3 o 4 cucchiai di acqua calda
arachidi salate
gelato preferito (qui vaniglia, caffè, cookies&cream )


Mettere il latte condensato, il cioccolato ed il burro di arachidi in un pentolino su fuoco basso.
Far sciogliere il tutto mescolando, ci vorranno solo pochi minuti. Non far bollire!
Togliere dal fuoco ed unire l'acqua calda che renderà la salsa più fluida.
Mettere il gelato nelle coppe quindi versarvi sopra la salsa calda e decorare con delle arachidi salate a pezzetti.

NOTE

- la salsa può essere preparata in anticipo e conservata in frigo dove comunque diventa piuttosto solida. Scaldare su fuoco basso al momento di servire.

- come dicevo questa è la versione della ricetta riportata nella serie televisiva.
Nel libro ne viene proposta una diversa che prevede 175 ml di doppia panna, 100 g di cioccolato al latte, 100 g di burro di arachidi, 3 cucchiai di golden syrup. Il procedimento è lo stesso, fate scaldare tutto insieme su fuoco basso mescolando di tanto in tanto finchè il cioccolato si scioglie. Et voilà, pronta.

lunedì 18 giugno 2018

Mini creme fredde al cocco e latte condensato




Un paio di mesi fa cercavo un dolce per il mio compleanno.
Una gran golosa ha aspettative di un certo tipo, ovvio.
Una gran golosa che voglia entrare nella stessa taglia che porta attualmente, anche.
Quindi per farla breve il dolce non doveva essere al cioccolato, che mi perdonerete ma non ne vado matta.
Non doveva essere troppo grande, perchè di solito i dolci in parte li regalo ma questo vista la ricorrenza volevo mangiarmelo in santa pace.
Se avesse avuto il latte condensato dentro, meglio.
Se avesse preso poco sforzo per la preparazione, idem.
E non perchè i dolci non mi piaccia farli, o non mi ci voglia applicare, anzi il desiderio segreto era una torta di Ottolenghi che ad occhio e croce non basta un pomeriggio tra farla ed assemblarla.
Ma con gli orari che ho adesso spesso non ho due ore di fila da passare in cucina.
A meno che non si parli di mettersi a preparare dalle 23 in poi, che insomma chiedo pietà anche io.
Che incontrasse il mio gran gusto per la cialtroneria che mi fa passare tranquillamente da creazioni sublimi di pasticceri affermati a barrette di Bounty.
Fritte, intendo.
Insomma la tiritera è per dire che questo è stato il prescelto.
Il latte condensato c'è, dei biscotti parenti degli Oreo pure, il cocco che adoro.
E soprattutto, si sporca pochissimo, si assembla e si lascia in frigo.
Che volere di più?
Ah, che si possa realizzare in monoporzioni non deleterie per la linea di nessuno.
Esauditi tutti i desideri, come in ogni compleanno che si rispetti ;)


INGREDIENTI
da No Bake Treats di J. Bayer
per 4 porzioni (vedere la nota)
per il pudding
2 tuorli grandi leggermente battuti
31 g di farina
128 g di zucchero semolato
473 ml di latte
 una lattina di latte condensato da 397 g
un cucchiaino di estratto di cocco
per il topping
237 ml di doppia panna
65 g di zucchero a velo
per la base
90 g di biscotti alla vaniglia sbriciolati (tipo Nilla)
43 g di burro fuso
cocco in scaglie per guarnire

Preparare il pudding: mettere in un pentolino farina e zucchero e mescolarli. Aggiungere il latte, il latte condensato e l'estratto di cocco.
Scaldare il composto su fuoco medio/basso girando sempre. Una volta che sarà caldo ma non bollente prelevarne circa 60 ml  e versarli un altro pentolino dove si saranno messi i tuorli.
Girare molto bene e quindi versare immediatamente sul composto di latte sempre mescolando e tenendo il fuoco medio /basso
Cuocere finchè il pudding comincerà ad addensare, cosa che avverrà abbastanza in fretta, quindi togliere dal fuoco e passare il composto ad un setaccio, cosa che aiuterà ad ottenere una crema liscia e setosa. Coprire con pellicola a contatto nella quale si sarà praticato qualche foro con uno stuzzicadenti e lasciare il tutto a temperatura ambiente per circa un'ora prima di passare in frigo per 4/6 ore.

Preparare il topping: mettere in freezer gli utentili che verranno usati per montare la panna per 5-10 minuti, quindi montarla con le fruste elettriche ed appena fa le bolle unire lo zucchero a velo. Sbattere finchè risulterà ben soda.

Per la base: ridurre i biscotti in polvere usando un robot. Fondere il burro al microonde e mischiarlo alle briciole.

Assemblare il dolce: dividere equamente tutti gli ingredienti tra le 4 coppe. Fare una base di biscotti sbriciolati che andranno premuti con un cucchiaio, quindi mettere sopra qualche cucchiaiata di pudding  ed infine decorare con la panna. Utilizzare il cocco in scaglie per la decorazione e tenere in frigo fino al momento di servire.

NOTE

- anche questa ricetta è semplicissima, e l'unico lavoro lungo è cuocere il pudding sul fuoco. Cosa che comunque sia prende pochi minuti. Non omettete l'aroma cocco perchè altrimenti perde molto e diventa un normale pudding alla vaniglia.

- le coppette da pudding sono più grandi dei miei bicchierini, ragion per cui ho ottenuto 8 porzioni abbondanti.

- temevo che l'insieme fosse troppo dolce persino per il mio famigerato sweet tooth e mi sbagliavo. Mi hanno magnificato il dessert per giorni, consorte compreso.

- nella foto del libro oltre alla decorazione con chips di cocco si vedeva qualche briciola della base, e così ho fatto anche io.

- c'è, come già notato in altre preparazione dallo stesso libro, qualche imprecisione nella conversione cups/grammi. Niente comunque che pregiudichi il risultato finale.


- i "Nilla wafers" indicati nella ricetta sono dei deliziosi biscotti alla vaniglia, molto semplici...unico segno particolare è che a produrli è la Nabisco, la ditta che produce anche gli Oreo, cosa che me li ha fatti essere simpatici a prima vista, oltre al fatto di essere ingrediente insostituibile del mitico banana pudding della Magnolia Bakery a New York, tappa obbligata quando vado al pari di un pellegrinaggio. 
Ultima precisazione a riguardo, quando in una ricetta americana leggete vanilla oppure chocolate wafers, non ci si riferisce ai wafer come li intendiamo in Italia, ovvero le sfoglie con la crema in mezzo. Sono semplici biscotti secchi.

venerdì 15 giugno 2018

Gelato furbissimo variegato alla cannella e...cookie dough!(senza gelatiera)



Si, mi piacciono i crudi.
E prima che mi fraintendiate, non sto parlando di tartàre, sashimi, prosciutti o quanto altro di chic ed elegante la vostra mente stia immaginando nonostante, si, mangi molto volentieri anche questi.
Cruda la frolla.
Crudo l'impasto dei biscotti.
Quello delle torte, di cui leader imbattuto rimane quello della torta allo yogurt di mia mamma.
La pizza.
Le brioche.
Se vi dico tutto, intendo tutto.
Non provo vergogna, rimorsi o chissà che altro, e rido a chiunque tenti o abbia tentato di farmi la predica a riguardo.
In Italia, perchè,udite udite, all'estero o meglio negli USA sono molto, molto più indulgenti.
Così indulgenti che il cookie dough, impasto da biscotti crudo pronto da mangiare lo vendono confezionato nei supermercati. Di tutti i tipi, compreso il vegano ed il gluten free.
Con o senza gocce di cioccolato, cannella, burro di arachidi.
Così indulgenti che di ricette di cookie dough è piena la rete, i libri ed i programmi di cucina made in USA.
Cioè, non basta una qualunque frolla: esistono impasti già destinati ad essere mangiati crudi.
Che sollievo sapere che non avrò meno biscotti di quanto indicato, come succede sempre, perchè qui l'impasto DEVO mangiarlo.
Il cookie dough è anche un gusto, come un gusto sono diventati gli Oreo, e la fa da padrone di solito nei gelati e nelle creme.
Capirete, mi sono sentita tirata in causa.
Una ricetta che insieme al latte condensato avesse un impasto crudo da essere mangiato tale è mia per destino.
Astenersi puristi, muttawa, sedicenti difensori della salute pubblica, talebani dei gusti, custodi dei sacri testi, la ricetta è solo per intenditori del settore.
Ah, ed il nome non è uno scioglilingua: gli Snickerdoodles sono biscotti alla cannella, comunissimi oltreoceano.
Crudi o cotti, of course ;)




NO-CHURN SNICKERDOODLE COOKIE DOUGH ICE CREAM
per 8 porzioni
da No Bake Treats di J.Bayer
per il cookie dough, l'impasto da biscotto:
57 g di burro
96 g di zucchero semolato
94 g di farina
 8 g di cannella in polvere
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
per il gelato:
473 ml di doppia panna (panna ad alto contenuto di grassi)
130 g di zucchero a velo
un cucchiaino di estratto di vaniglia
una lattina di latte condensato da 397 g
5 g di cannella in polvere

Per il cookie dough: ammorbidire il burro nel microonde per 10/15 secondi, quindi unirlo allo zucchero e montare a velocità media finchè il tutto sarà amalgamato, avendo cura di raccogliere l'impasto che si attaccherà ai bordi. Aggiungere a questo punto la farina, la cannella e l'estratto di vaniglia, mescolando finchè il tutto starà insieme. Lasciare da parte.

Per il gelato: prima di montare la panna mettere la ciotola e le fruste in freezer per 5/10 minuti. Versare quindi la panna nella ciotola freddissima e montare a velocità medio/alta finchè farà le prime bolle, quindi aggiungere lentamente lo zucchero a velo e la vaniglia montando a montare finchè sarà ben soda. Lasciare da parte.
Prendere 45 ml di latte condensato e metterli in ciotolina e aggiungere la cannella. Mescolare finchè il tutto risulterà amalgamato e lasciare da parte.
Ora unire il latte condensato rimasto nella panna montata usando una spatola per amalgamare con delicatezza.
Verasre un terzo di questo composto latte condensato/panna in un contenutore adatto ad andare in freezer. Versarvi sopra una cucchiaiata di latte condensato alla cannella facendo dei ghirigori ed usando la lama di un coltello o uno stuzzicadenti dare un effetto variegato.
Rompere il cookie dough in piccoli pezzi e versarli sul gelato: non siate timidi, chi non lo ama?
Ripetere altre due volte fino ad esaurimento degli ingredienti.
Potrebbe avanzare un po' do cookie dough...conservatelo per un giorno grigio e piovoso.
Scherzo! Mangiatevelo!
Coprire la superfice con un foglio di alluminio e mettere in freezer per 4/5 ore finchè sodo.


NOTE

- al solito come con certe ricette americane l'immane porcata funziona, eccome. Non è stucchevole e qui la variegatura alla cannella fa sicuramente la sua parte nel bilanciare il latte condensato. Certo, io me lo mangio direttamente dal barattolo a cucchiaiate: se l'idea vi fa orrore cambiate dessert ;)

- la ricetta è molto semplice, banale lavoro di assemblaggio. Unico sforzo realizzare il cookie dough, che poi fa tutto il mixer o le fruste. Sforzo più grande non finirlo prima che riesca ad arrivare nel dolce.

- le otto porzioni previste non sono generosissime, ma meglio così. I jeans ringrazieranno.

- viene benissimo anche con panna normale, se non trovate la doppia.

- dato l'altissimo contenuto di grassi non indurisce troppo in fretta ma soprattutto scioglie velocemente: la foto è fatta al gelato dopo 5 minuti fuori dal freezer.

mercoledì 13 giugno 2018

Tortine gelato al caffè ed Oreo




Ci hanno creato fior fiore di pubblicità, sul voler vincere facile.
Ma mi risulta che ancora non sia reato voler fare bella figura sapendo di incontrare i gusti dei propri ospiti.
E soprattutto che non sia reato volerlo fare col minimo sforzo possibile.
Perchè diciamolo: il lavoro duro lo fa il robot.
Anche se ammetto che provo sempre un minimo di dolore a vedere dei meravigliosi Oreo che potevo mangiare così com'erano trasformati in qualcos'altro, che mi piace comunque ma mi priva della gioia perversa di leccare via la crema....
Quello manuale, le fruste.
Aprire la lattina del latte condensato tocca a me, ma mi concederete di imbrodarmi dicendo che è attività che mi vede maestra ;)
Un ghirigoro di panna al cacao e sembra che ci abbia lavorato una vita.
Quindi in ordine sparso abbiamo avuto il solito copione che prevede richieste di dove sia stato acquistato il dolce.
Esclamazioni di commiserazione su quanto disturbo mi sia presa (ehm, glielo lasciamo credere)
Esclamazioni di giubilo su quanto sia buono.
Esclamazioni di terrore al pensiero di quante calorie possa avere.
Ma questa volta è stato il consorte a vincere.
Boccone bello carico, attento a prendere ogni strato come ho raccomandato.
Spalanca gli occhi, mi guarda ed esclama tutto contento: Oreo!
O tempora, o mores. 
Lo stesso uomo in altri tempi avrebbe detto, che so, eureka.
Come siamo caduti in basso :D



MOCHA MUD PIE ICECREAM CUPCAKES
per 12 pezzi (ma vedere la nota)

per la base
112 g di biscotti tipo Oreo tritati
57 g di burro non salato

per il ripieno 
118 ml di acqua
4 g di polvere di caffè espresso solubile
237 ml di doppia panna da montare
65 g di zucchero a velo
118 ml di latte condensato zuccherato

per il topping
296 ml di doppia panna da montare
65 g di zucchero a velo
14 g di cacao amaro 
59 ml di salsa calda al cioccolato, da acquistare pronta


Preparare la base: tritare i biscotti in polvere fine usando un robot da cucina. A parte fondere il burro in una ciotola adatta al microonde per 45-60 secondi, quindi versarlo sui biscotti polverizzati in modo che ne siano completamente impregnati.
Foderare le cavità di uno stampo da cupcake con gli stampini di carta appositi e suddividere il composto equalmente (circa 5 g per tortina) pressando bene con un cucchiaio.

Preparare il ripieno: scaldare l'acqua nel microonde fino a bollore quindi unire il caffè solubile e mescolare finchè si scioglie. Farlo raffreddare intanto che si prepara il resto.
Cominciare a montare la panna avendo cura di mettere prima ciotola e fruste in freezer per 5-10 minuti in modo che siano ben fredde. Montare quindi finchè sulla superficie appariranno delle bolle quindi unire poco a poco lo zucchero a velo e continuare a sbattere fino a che sarà ben soda.
Versare il latte condensato sulla panna ed amalgamare con le fruste a velocità minima. Misurare quindi 59 ml del caffè preparato ed unirli al composto, girando brevemente.
Versare quindi il composto in un sacchetto di plastica per alimenti, tagliare via un angolo ed usare questa tasca da pasticceria improvvisata per riempire le cavità dello stampo con la crema preparata.
Usarla evita di sporcare troppo!
Con la lama di un coltello livellare la crema quindi mettere il tutto in freezer per 30-60 minuti, o finchè abbastanza soda.

Preparare il topping: cominciare la panna usando lo stesso procedimento visto per il ripieno, quindi quando comincia a fare le bolle unire a poco a poco lo zucchero a velo ed il cacao montando a velocità elevata finchè il tutto sarà ben sodo.
Con una tasca da pasticceria dividere il topping sulle tortine.
Rimettere tutto in freezer per almeno tre ore o finchè completamente sode.
Per servirle, togliere lo stampino da muffin ed adagiare le tortine sui piatti.
Scaldare la salsa al cioccolato seguendo le indicazioni sulla confezione ed usarla per decorare i dolci.
Servire immediatamente: si sciolgono molto in fretta, quindi non farle aspettare ;)

NOTE 

- dolce semplicissimo in cui in pratica si tratta di montare della panna, unire poco altro, e aspettare che tutto rassodi. La parte più complicata, si fa per dire, è tritare i biscotti. Se non si ha un robot da cucina basta metterli in un sacchetto per surgelati e ...martellarli con un mattarello.


- mi ha fatto un po' sorridere l'estrema cura con cui viene indicato di montare la panna mettendo in frigo tutti gli utensili prima di farlo in modo che siano ben freddi. In effetti è però una raccomandazione da tenere presente specie se fa caldo.

- piccola nota: le dosi della base bastano per 12 tortine, quelle del ripieno invece no. Diciamo che anche al netto di, ehm, un paio di assaggi ne verranno circa 6 in stampini da muffin normali...ovviamente dipende anche da quanto si riempiono e le mie forse erano un tanto cariche. Ehm :)

- la hot fudge sauce, o salsa calda al cioccolato, è venduta comunemente nei supermercati negli Stati Uniti ed all'estero in generale. Non avrei avuto alcuna remora a comprarla, anzi, senonchè mi trovavo in frigo la mia solita salsa al cioccolato preparata per un altro dolce ed ho usato quella.


martedì 13 marzo 2018

Tortini al cioccolato senza farina con dulce de leche e panna al lime



Ogni pasto che si rispetti finisce con un dessert degno, possibilmente, di tutto ciò che si è mangiato prima.
Uno sweet tooth epocale mi porta a organizzare i miei menù  spesso proprio partendo da esso e andando a ritroso abbinando pietanze che ci stiano bene...ed infatti qual è per la sottoscritta una delle più grandi tragedie del mangiar fuori?
Sbagliare l'ordinazione del dolce.
Se succede tutto il pranzo è rovinato, senza appello e senza riguardo a quanto i piatti salati delle portate precedenti possano essere stati buoni.
Chi si scusa, s'accusa.
E qui nè mi scuso ma certamente nemmeno mi accuso per aver cominciato il viaggio culinario in Portogallo proprio dalla pietanza che di solito si gusta per ultima.
Ammetto che la scelta di un dolce al cioccolato con sentore di agrume è stata pilotata dal sapere che il mio augusto consorte adora l'abbinamento in questione.
La presenza del dulce de leche una piacevole scoperta: non sarei io se non mi fiondassi sulla prima ricetta che ordini di usare il latte condensato.
L'autrice sostiene che usare il latte condensato per il dulce de leche non sia proprio una scorciatoia vietata, visto che alla fine fa risparmiare quelle ore sul fornello che servirebbero a ridurre il latte normale proprio a quello stadio.
E se lo dice lei chi sono io per contraddirla? ;)




FLOURLESS CHOCOLATE CAKES WITH LIME CREAM
per 12 tortine 
200 g di cioccolato fondente di buona qualita tagliato a pezzi (almeno 70% di cacao)
200 g di burro e un altro po' per imburrare
4 uova
100 g di zucchero grezzo di canna o soft brown sugar
un cucchiaio di caffè forte
due cucchiai di rum invecchiato
200 g di panna da montare
buccia grattugiata di mezzo lime
12 cucchiaini di dulce de leche
per il dulce de leche
(dose standard del libro, per la ricetta ne serve meno)
 3 barattoli di latte condensato da 400 g ciascuno
un generoso pizzico di sale

Preparare il dulce de leche:
Preriscaldare il forno a 220 gradi e preparare due barattoli resistenti al calore lavandoli con acqua molto calda e sapone da cucina e facendoli poi asciugare in forno non troppo alto per 15 minuti.
Versare il latte condensato ed il sale in una teglia o piatto a bordi alti di vetro o ceramica e coprirlo bene con alluminio.
Mettere quindi la teglia in una più grande che andrà riempita con acqua molto calda che arrivi più o meno a metà altezza della teglia con il latte condensato.
Infornare quindi per un'ora controllando che il livello dell'acqua non si abbassi troppo e in caso aggiungendone.
Dopo un'ora controllare quindi il colore del latte condensato che dovrà cominciare a diventare dorato. Attenzione al livello dell'acqua a questo punto: se troppo poca il latte cuocerà troppo prendendo un aspetto granuloso. Stessa cosa può accadere se il foglio di alluminio non è ben stretto attorno ai bordi della teglia (se dovesse succedere, niente panico: versare il latte in un'altra teglia lasciando eventuali parti bruciate e batterlo vigorosamente finchè sarà più o meno liscio. Quindi passare il composto al setaccio eliminando gli ultimi grumi. Non sarà perfettamente liscio ma comunque buono. Attenzione, indossare guanti da cucina, il tutto è pericolosamente caldo!)
Quando il latte avrà preso un uniforme colore dorato rimuoverlo dal forno e farlo raffreddare un poco prima di invasarlo nei barattoli preparati.
Chiudere, far raffreddare e conservare in frigo anche un mese.

Preparare i tortini:
Preriscaldare il forno a 180 gradi ed imburrare 12 stampini da muffin.
Mettere burro e cioccolato in un pentolino e far sciogliere il tutto a bagnomaria, facendo attenzione che la base della pentola non tocchi l'acqua.
Togliere quindi dal fuoco e far raffreddare un poco.
In una ciotola battere le uova intere, il caffè, il rum e lo zucchero per almeno tre/quattro minuti o comunque finchè il composto sarà chiaro e spumoso ( le fruste dovrebbero lasciare dei segni sulla superficie del composto quando vengono sollevate)
Con una spatola o un cucchiaio di metallo unire il composto di cioccolato e burro a quello di uova mescolando dal basso verso l'alto cercando di non smontare il tutto.
Suddividere il composto tra i dodici stampini lasciando almeno 2 mm dal bordo o il composto ne uscirà.
Cuocere quindi per 13 minuti o comunque finchè i tortini si saranno gonfiati.
Togliere dal forno e far raffreddare completamente negli stampi.
Si abbasseranno mentre raffreddano, è normale.
Quando completamente freddi passare una lama tra i dolci e i bordi degli stampi e sformarli.
Montare la panna morbida insieme alla buccia di lime.
Per servire appoggiare ogni tortino sul piatto da portata e versare un cucchiaino di dulce de leche nel piccolo cratere che si sarà formato in superficie e completare con una cucchiaiata di panna.
Servire subito.

NOTE

- comincio dal dulce de leche: l'autrice sconsiglia di utilizzare il metodo che ho usato finora, ovvero quello di bollire la lattina in pentola a pressione. Dice di aver assistito a disastri per cui si è raccolto dulce de leche anche dai soffitti...per amore di Starbooks ho quindi utilizzato il metodo del forno. Pietà, sarò incosciente ma è lungo, indaginoso perchè a seconda della temperatura si rischia un disastro, costringe a guardare a vista lo sportello del forno per cui torno alla mia pentola a pressione, almeno finchè il soffitto da ripulire non sarà il mio.
La dose data nel libro è abbondante: siccome a casa mia queste cose non si conservano ma non si ha pace finchè non sono finite ne ho fatto la metà.

- le tortine sono molto buone, con una consistenza "fondente",  unico rischio quello di cuocerle troppo: in questo nuovo forno con cui come già abbondantemente detto ancora non ho feeling completo ho fatto 11 minuti e non ho sbagliato. Dovrete valutare con il vostro. Il sapore è molto intenso, deve proprio piacere il cioccolato.

- detto questo, trovo necessario per i miei gusti smorzare l'intensità con la panna ed il dulce de leche. L'aroma di lime è in realtà molto, molto delicato. Quindi mi raccomando, ad ogni cucchiaiata fare attenzione a prendere un poco di tutto ;)

-  della differenza tra zucchero di canna e brown sugar abbiamo già detto molte volte: non sono due prodotti identici, il secondo è normale zucchero semolato addizionato di melassa. Si può fare in casa ma ormai si trova facilmente anche in qualche super della madrepatria.


venerdì 11 agosto 2017

Gelato furbissimo alla fragola, senza gelatiera


Niente gelatiera, solo un frullatore.
E tutti i miei vizi confessati nero su bianco.
Se siete curiosi, trovate tutto oggi dalle Amiche di Fuso! :)

giovedì 3 agosto 2017

Sorbetto cremosissimo alla pesca, in due ingredienti


Lo capisco che abbia fatto scalpore.
Non che io ci abbia fatto l'abitudine, sia chiaro.
Ma forse vivere a contatto con certe regole ogni singolo giorno della mia vita, e soprattutto sapere bene a cosa si vada incontro se vengono infrante mi ha fatto scuotere il capo e tirare su un respiro più lungo degli altri.
E si, perchè nel Paese che mi ospita non è che sia proprio una grande idea girare per un luogo pubblico in top sbracciato e minigonna.
O meglio puoi anche farlo.
Se non ti vede nessuno.
Quindi girare un video della peccaminosa passeggiata e postarlo sui social media non è una mossa che definirei astuta, audace e nemmeno tanto divertente.
Infatti come è finita: che la ragazza del video, della quale si vede benissimo il viso, è stata trovata ed arrestata.
Niente da fare, ha commesso un reato.
Per quanto possano non piacerci, ed ad i nostri occhi occidentali possano apparire retrograde e senza senso, qui ci sono delle regole.
E come noi richiediamo che le nostre vengano rispettate, anche qui si fa lo stesso.
Ora, l'arresto qui non ha molto a che fare con quello che vediamo nei film americani o, al limite, nella nostra madrepatria.
Qui non esistono scene madri del tipo "parlo solo in presenza del mio avvocato" o "voglio fare una telefonata".
Prima ti interrogo, mi spieghi, non puoi sentire nessuno, chissà magari ti do una sberla così magari ti ricordi meglio.
Ma qui siamo, e soprattutto è, stata fortunata: la notizia è venuta fuori ed è stata letta in tutti i telegiornali di ogni parte del mondo.
Non si fa bella figura, vero, specie se il Paese dove questo succede ha da poco avuto, udite udite, una rappresentanza in quell'organismo ONU che si occupa dei diritti delle donne.
La ragazza ha detto che il video è stato postato a sua insaputa, ottima mossa sia che sia vero, sia che non lo sia: e si è riguadagnata la libertà.
Come ho detto ha fatto enorme scalpore.
Ed è bello che ci si alzi in piedi per protestare davanti a quelle che sembrano ingiustizie senza motivo.
Eppure siamo il Paese in cui un uomo ha recentemente rifiutato di sottoporsi ad un intervento chirurgico perchè l'anestesista era una donna.
Quindi va benissimo guardare oltre il proprio orizzonte.
Ma prima, scandalizziamoci per il nostro ;)


La non-ricetta di oggi è sempre colpa sua, della mia amica Lu, che con fare suadente e criminale mi manda le favolose diavolerie che trova in rete, ben sapendo che non passerà molto prima che mi ci butti a pesce. Questa fa parte della collezione e appena l'ho vista è saltata in cima alla lista!
Ovviamente ho fatto bene, e lei sempre ragione :)
Viene fuori una roba incredibile, cremosa, assolutamente non troppo dolce.
Chi prova?


PEACH SHERBET
ispirato ad una ricetta di Martha Stewart

6 grosse pesche mature
una lattina di latte condensato da 397 g

Sbucciare ed affettare le pesche quindi metterle in freezer finchè sode. Versare le pesche nel frullatore insieme al latte condensato da aggiungere poco alla volta finchè il tutto sarà omogeneo e cremoso.
Servire dopo almeno un paio d'ore di freezer.


NOTE

-  la ricetta originale dice di frullare le pesche da congelate in modo da ottenere subito un sorbetto cremoso. Sarà il caldo ma da me è davvero troppo cremoso: preferisco la ricetta un po' più soda come in foto.

- se il vostro frullatore non è molto potente e non trita il ghiaccio saltate il passaggio delle pesche in freezer.


lunedì 17 luglio 2017

Cheesecake senza cottura agli Speculoos


Ci sono droghe leggere.
E nella categoria mettiamo le Galatine, certi yogurt della Muller, le caramelle Rossana, quelle fondenti allo zucchero.
Certi biscotti acquistati, sarà che i ricordi dei sapori della mia infanzia sono pieni di olio di palma, ignaro all'epoca del fatto che sarebbe stato considerato da lì a pochi anni praticamente mortale.
Certe merendine, probabilmente per lo stesso motivo di cui sopra.
Tutte cose che ahimè o per fortuna qui nel deserto non si trovano.
Poco male.
Perchè qui invece sono passata proprio al livello superiore: le droghe pesanti.
E non parlo della Nutella venduta in secchi, giuro, non barattoli (procurerò foto).
Qui, dove non trovo la ricotta, la mozzarella fresca e il mascarpone come il Cielo comanda, ho altre soddisfazioni.
Biscotti visti solo sui siti americani, ed introvabili in Italia.
Tipo gli Oreo mille gusti, che mi sa da voi arrivano solo quelli classici.
O li avete mai visti ricoperti di cioccolato bianco?
Roba che persino io non sono riuscita a finire il pacchetto tutto in una volta.
Perchè questo distingue la droga pesante da quella leggera: il tempo che ci vuole a farla sparire.
Spariscono entrambi, sia chiaro, ma le prime necessitano di professionisti seri.
Come mi vanto di essere.
I biscotti Lotus sono stati una scoperta relativamente recente: e chi si immaginava di trovare Speculoos originali nel bel mezzo dell'Arabia Saudita.
Incartati ad uno ad uno, apposta secondo me, per dare il tempo di ingoiare il primo prima di mettersi in bocca il secondo.
Quindi, se tanto mi dà tanto, sono in categoria droga leggera pure loro.
Per il next level, basta guardare lo scaffale di fronte.
Scorgo qualcosa a fianco del secchio di Nutella.
Stessa marca dei biscotti, ma è una crema.
Santo cielo, la crema di Speculoos.
Droga pesante, pesantissima.
Solo per avvezzi ad andarci giù duro.
Il primo cucchiaino ne richiede un secondo.
E un terzo.
Mi esce dalle orecchie ma non riesco a smettere.
Curatemi.
Non fate come la mia amica Lu, che ho contagiato ma invece di redimermi che fa?
Mi manda ricette che richiedano i suddetti ingredienti...
Non guarirò mai, lo so ;)

Non dite che non vi avevo avvisato: fate questo dolce solo in caso di serate con molti ospiti e mettendo in chiaro che non ne deve avanzare. Se ne avanza, improbabile, qualcuno deve portarla via da casa vostra.
Chiaro?
Il perchè sarete voi a dirmelo ;)




CHEESECAKE SENZA COTTURA AGLI SPECULOOS
per uno stampo rettangolare 34 per 10 cm
da Tastemade con qualche modifica

per la base
340 g di biscotti speculoos (per me i Lotus)
100 g di burro

per il ripieno
400 g di formaggio tipo Philadelphia
200 g di latte condensato zuccherato
un cucchiaino di estratto di vaniglia
100 g di crema di Speculoos (sempre Lotus per me)

per la decorazione
qualche biscotto extra, sbriciolato
un po' di crema Lotus 

Preparare la base: mettere i biscotti in un robot da cucina ed azionarlo fino ad ottenere una polvere fine. Unire quindi il burro fuso e mescolare finchè la polvere ne sarà ben impregnata e si otterrà una consistenza sabbiosa.
Versare nello stampo premendo e compattando molto bene alla base e su per i bordi.
Mettere in frigo mezz'ora o ancora meglio in freezer.
Preparare il ripieno: battere il Philadelphia a temperatura ambiente con la vaniglia ed il latte condensato. Aggiungere la crema Lotus leggermente lavorata a parte e mescolare per amalgamare.
Non sarà densissimo, non preoccupatevi, prende consistenza in frigo.
Versare quindi con attenzione nella base preparata (potrebbe avanzarvi un poco di crema, io ho ringraziato il cielo :D e mettere in frigo almeno 4 ore ma meglio una notte.
Sformare con attenzione meglio se passando prima il getto d'aria calda del phon sui bordi e la base, che comunque nel mio stampo è amovibile.
Al momento di servire decorare con le briciole di Lotus e far sciogliere un pochino di crema Lotus a bagnomaria o nel microonde in modo da colarla, calda, sul dolce freddo.
Servire subito.


NOTE

- il ripieno rassoda perfettamente così da permettere di tagliare fette perfette.

- soffre il caldo quindi servitela appena tirata fuori dal frigo.

- la crema Lotus calda...provatela sul gelato...e poi abbiate la forza di fermarvi :D

- questi biscotti in Italia mi si dice li venda Esselunga. A Roma sono, insieme alla crema, da Castroni, e se proprio non la trovate c'è anche su Amazon.

- la crema Lotus è vegan, per tutti coloro che debbano o vogliano seguire questo regime alimentare. Ovviamente non lo è la torta completa.


mercoledì 4 gennaio 2017

Palline di latte (senza cottura, glutine nè uova)



Fino al sei Gennaio tutto è concesso, vero?
Anche morire per coma glicemico :)
Questi dolcetti tipici della cucina venezuelana mi sono stati regalati da una venezuelana DOC.
Assaggiarne uno.
Realizzare che sa di...Galatine.
E chiederle la ricetta è stato tutt'uno.
In Venezuela sono molto diffusi per le feste dei bambini, ma credetemi che gli adulti non rimangono indifferenti...
Provate per gli ultimi regali del periodo o magari, incartati singolarmente tipo caramelle, anche per la calza della Befana!



BOLITAS DE LECHE


 200 g di latte condensato 
70 g di latte in polvere
zucchero a velo quanto basta, un paio d'etti più o meno
chiodi di garofano per decorare


Versare il latte condensato in un ciotola ed amalgamarvi il latte in polvere. Ora unire lo zucchero a velo a poco a poco girando prima con un cucchiaio e poi a mano quando il composto prende consistenza: dovrà sembrare plastilina, non troppo molle e nemmeno troppo duro.
Formare delle palline della dimensione desiderata rotolando piccoli pezzetti di impasto tra le mani leggermente spolverate con il latte in polvere.
Inserire un chiodo di garofano e servire.

NOTE

- difficoltà: zero. Non omettete il chiodo di garofano che regala il classico aroma a questi dolcetti.

- si conservano diversi giorni in una scatola di latta o in frigo, se vivete alle mie latitudini.

- per motivi inspiegabili non risultano stucchevoli: sanno un po' delle famose caramelle chiamate Galatine :)
 

lunedì 3 ottobre 2016

Torta al lime e latte condensato con panna meringata




Allora, se un'immagine vale più di mille parole allora la teglia vuota sullo sfondo della fetta superstite deve dirvi parecchio.
Un dolce che ha rischiato di non essere fotografato mai, e continua a finire inesorabilmente prima di essere immortalato.
Perfetto per la stagione intermedia, visto che si fa in forno ma poi va mangiato freddo :D
Una crema vellutata che non avete idea.
La panna meringata che è la nuvola a portare definitivamente in Paradiso.
Crea dipendenza grazie, che non si dica che non vi avevo avvisato.
Anche perchè è di una facilità disarmante!



KEY LIME PIE
da Martha's American Food di Martha Stewart
per una teglia da pie da circa 22-24 cm di diametro

per la base
140 di biscotti Digestive
70 g di burro

per il ripieno
 4 tuorli e 4 albumi
un barattolo di latte condensato da 397 g
170 ml di succo di lime appena spremuto

per la copertura
 170 ml di panna fresca da montare 
130 g di zucchero semolato

Preriscaldare il forno a 190 gradi.
Frullare i biscotti in modo da polverizzarli, quindi mescolarli al burro fuso fino ad intriderli completamente. Versare il tutto nella teglia preparata schiacciando con le dita e salendo anche sui bordi quindi mettere in freezer per 10 minuti.
Cuocere quindi per 12 minuti, finchè la base sarà leggermente brunita.
Per il ripieno mischiare latte condensato, succo di lime e tuorli finchè ben amalgamati quindi versare sulla base. Rimettere in forno  e cuocere finchè la crema sarà appena rappresa, tra i 15  ed i 17 minuti.
Tirar fuori e far raffreddare.
Per la copertura: in una ciotola resistente al calore e posta sopra una pentola con acqua in ebollizione battere gli albumi con lo zucchero finchè il tutto si sarà scaldato e lo zucchero sciolto.
Togliere dal fuoco sbattendo con le fruste montare fino ad ottenere una meringa lucida, circa 5 minuti.
A parte montare la panna ed unirvi un terzo della meringa. Unire quindi il resto della meringa cercando di non smontare il tutto e versare sul dolce.
Mettere in freezer finchè la panna sarà abbastanza solida da poter essere tagliata a fette, circa 2 ore.

NOTE

- i biscotti per la base dovrebbero in realtà essere i mitici Graham Crackers, che io non trovo. Se voi si, usateli.

- i lime per questo dolce dovrebbero essere i miti Key Lime originari della Florida. Anche qui ci accontentiamo di quel che si trova :)

-il dolce si mantiene perfettamente in freezer perchè non ghiaccia completamente!!! Tiratelo fuori, lasciatelo per 5 minuti in modo che la base diventi leggermente più morbida e godete senza ritegno :D

lunedì 8 agosto 2016

Gelato furbissimo al burro di arachidi variegato al cioccolato, senza gelatiera!



Un peccato di gola?
Beh, qui lo portiamo to the next level, direbbero i miei amici americani.
Perchè americanissimo è nell'ispirazione, con il burro di arachidi che o lo ami, o lo odi.
Ed ovvio lo amo.
Il cioccolato.
Che da solo per la sottoscritta è una roba, diciamo, così così ma volete mettere in una peanut butter cup??
Insomma questo gelato è in pratica una peanut butter cup adattata alla stagione estiva.
Vietatissimo il conteggio dei macro.
O peggio delle calorie.
Ma consoliamoci, che la Reese's è uno degli sponsor delle Olimpiadi in corso.
Che si diventi sportivi a mangiarne tanto??? :D




GELATO FURBISSIMO AL BURRO DI ARACHIDI VARIEGATO AL CIOCCOLATO
da Chocolate, Chocolate and More ma tutta colpa della mia amica Lu che me l'ha fatto vedere!

500 ml di panna fresca liquida
una lattina di latte condensato zuccherato da 397 g
125 g di burro di arachidi

per la variegatura
120g di cioccolato fondente
4 cucchiai di panna fresca liquida


Mettere su fuoco bassissimo o a bagnomaria il cioccolato con la panna. Far sciogliere, mescolare e lasciare da parte.
Mescolare il burro di arachidi con il latte condensato ed a parte montare i 500 ml di panna fresca.
Unire il composto di burro di arachidi alla panna delicatamente in modo da non smontare il tutto.
Versare la metà del composto in uno stampo e versare metà del cioccolato.
Ricoprire col resto del gelato e finire con il cioccolato rimasto.
Infilare quindi una lama e muoverla creando dei cerchi in modo da variegare il gelato.


Finchè si otterrà qualcosa di più o meno così:


Mettere in freezer almeno sei ore.

NOTE

- il gelato va tirato fuori circa 15 minuti prima di essere servito, comunque non diventa mai troppo duro. E' meravigliosamente ricco e cremoso.

- fate in modo di avere ospiti il giorno che lo fate, che finirlo da soli è per carità una gioia momentanea da pagare con sessioni di allenamento da far invidia ad un atleta olimpico ;)

lunedì 30 maggio 2016

Barrette al cocco, limone e latte condensato (senza cottura)




Siccome non ne avevamo abbastanza qui in Arabia
Di divieti, intendo.
Quello di vestirci, noi donne, come ci pare.
Di parlare con uomini che non siano legati a noi da rapporti di parentela.
Di praticare molte professioni.
Fino a poco tempo fa di votare.
Di fare foto in giro.
Ebbene, aggiungiamone un altro.
Ma pensiamolo bene.
Applichiamoci.
Spremiamo il cervello.
Cosa potremmo fare ancora di male.
Ma ecco, per una volta che il divieto almeno sia anche per gli uomini.
Mi sembra giusto e democratico. 
Che abbia un senso profondo.
Ed una spiegazione esauriente e sensata.
Sono stata ascoltata, pare.
E' vero, è vero.
Ha esteso il divieto poi anche ad altre povere bestie, come lupi (!) e cani.
La motivazione sfugge, inizialmente.
Pare che sia una moda troppo occidentale.
Quindi almeno il problema non sono i gatti.
Siamo noi :)
Non faccio commenti, e lo sapete.
Ma immagino che per qualunque animale di questa terra sia un sollievo sapere che non verrà mai ritratto insieme al detentore di cotanta sapienza :)

Buttiamoci piuttosto su una roba che definire goduriosa è poco: la fonte è la mia amica australiana Liz, quella degli zucchini bites.
La ricetta tipicissima delle sue parti, infatti.
Delle barrette buonissime, e cosa da non sottovalutare fattibili veramente da tutti e senza alcuna cottura.
Provate? :)



 LEMON COCONUT SLICES
della mia amica Liz
per una teglia rettangolare circa 29 cm per 19 cm, circa

160 g di latte condensato
120 g di burro a temperatura ambiente, quindi morbidissimo
200 g di biscotti tipo Oro Saiwa, o tipo Marie
buccia grattugiata di un piccolo limone
70 g di farina di cocco

per il topping
150 g di zucchero a velo
qualche cucchiaio di succo di limone
un paio di cucchiaite di farina di cocco

Polverizzare i biscotti nel robot o in alternativa metterli in un sacchetto per alimenti e pestarli con un mattarello o una bottiglia. Si dovrà ottenere una polvere fine. Mescolarvi il cocco.
A parte lavorare il burro con il latte condensato, quindi unire la buccia di limone e girare bene.
Unire al composto di polveri facendole intridere per bene, quindi versare il composto nella teglia ricoperta da carta forno.
Mettere in freezer per quindici minuti, o mezz'ora in frigo.
Quindi mescolare lo zucchero a velo con il succo di limone fino ad avere un composto spalmabile ma non troppo fluido. Versarlo sul dolce e spolverizzare subito con del cocco.
Far rapprendere la glassa in frigo e servire a quadrotti.

NOTE

- è molto più buono il giorno dopo.

- secondo me sono ancora meglio freddi di frigo. In alternativa lasciateli 10 minuti a temperatura ambiente se li preferite più tiepidi.

- non osate fare a meno della glassa. E' essenziale.

- no, non è assolutamente troppo dolce. Il sapore prevalente è il limone, con un retrogusto di cocco.

- la teglia che andrebbe usata è quella da lamington.

- usando biscotti gluten free la preparazione diventa adatta ai celiaci.



lunedì 14 marzo 2016

Crème caramel al cocco, in tre ingredienti (senza glutine e senza lattosio)


Niente tempo per raccontare.
Ma certe ricette non possono aspettare.
Tre  ingredienti.
Una semplicità disarmante.
Vi prego, provate.
E' di un buono esagerato.
E farete felici chi deve rinunciare al glutine o al lattosio.
O entrambi, ahimè.
Anzi, farete felici tutti i golosi di casa vostra.
Qui è finito a tempo di record.
Chi prova per primo?
Fidatevi.
E se non di me, di Nigella Lawson ;)




COCONUT CREME CARAMEL
da How to Eat di Nigella Lawson
per uno stampo da 800ml di capacità

600 ml di latte di cocco non zuccherato (quello più denso contenuto nelle lattine)
4 uova intere e 4 tuorli
45 g di zucchero semolato (io 70 g)

per il caramello
150 g di zucchero semolato
5 cucchiai di acqua 


Accendere il forno a 160 gradi e metterci dentro a scaldare lo stampo in cui verrà cotto il dolce.
Preparare il caramello mettendo i 150 g di zucchero con l'acqua in un pentolino a fondo spesso, girare brevemente con un cucchiaio di legno perchè cominci a sciogliere quindi mettere su fuoco medio finchè si otterrà un caramello chiaro.
Versare il caramello nello stampo caldo facendolo scorrere bene lungo le pareti e lasciarlo da parte perchè indurisca.
In una terrina battere con una forchetta uova, tuorli e zucchero.
Scaldare a parte il latte di cocco e versarlo lentamente sembre battendo sul composto di uova.
Versare tutto nello stampo con il caramello e mettere il tutto in una teglia più grande.
Versarvi dell'acqua calda in modo che lo stampo del budino ne venga immerso fino a circa poco meno di metà.
Cuocere in forno per circa 45 min/un'ora: la superficie dev'essere soda ma il dolce dovrà fremere un poco se mosso.
Sfornare, togliere dall'acqua e far raffreddare prima a temperatura ambiente e poi una notte in frigo.
 Al momento di servire passare una lama tra il dolce ed i bordi dello stampo e rigirarlo sul piatto da portata.

NOTE

- sformare questo genere di dolce mi mette sempre l'ansia per cui oltre a passare la lama ho anche scaldato le pareti e la base dello stampo con il phon per sciogliere leggermente il caramello. In questo modo si è sformato perfettamente.

- lo zucchero nel dolce per i miei gusti è poco, consiglio di aumentarlo leggermente.

- resiste benissimo diversi giorni in frigo.

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