giovedì 14 ottobre 2010

Tutù


A vederla non ci credi.
Non puo' una signora tanto minuta, cosi' anziana, che sai anche stare poco bene, aver impastato tutti quei chili di farina a mano da sola sapendo che stai per arrivare, e farti trovare taralli, biscotti, ed i Tutu' per cui e' giustamente famosa in tutto il paese.
Eppure e' vero, zia Angela per l'ennesima volta ha disobbedito a tutti i figli, a noi nipoti, a miriadi di dottori, solo per farci assaggiare di nuovo queste specialita' che credetemi, come a lei non vengono a nessuno in famiglia.
Zia Angela che poi non e' nemmeno una zia in senso stretto, ma d'altronde non e' che la potevamo chiamare cugina-di-primo-grado-di-papa', no? :-)
Somiglia un po' a certi personaggi interpretati tanto tempo fa da Tina Pica, sempre affaccendata e con quella voce che sentiresti anche in mezzo alla folla di piazza San Pietro, da quanto e' particolare e inconsapevolmente un tono sopra tutti.
Chiederle le ricette per cui e' famosa la rende sempre piena di orgoglio, si schernisce, e sorride quando le ricordi di come tutti la considerino una pasticcera imbattibile.
E' qui che fa quella faccia furba, proprio alla Tina Pica, e quasi a scusarsi dice che no, non e' brava, ma che brave erano sua madre e sua nonna, da cui ha imparato a cucinare.
E aggiunge sempre "sai perche' erano considerate pasticcere straordinarie? Perche' in tempo di guerra, per risparmiare, chi voleva fare un dolce cercava di usare meno ingredienti possibile, omettendo i costosi burro ed olio e riducendo sempre le uova...mamma e nonna no. Meglio mangiarne una volta l'anno, ma fatto come si doveva"
Potevo io, secondo voi, non pregarla quindi di darmi la ricetta antichissima dei Tutu', dolcetti glassati tipici di alcune zone della Sicilia, che tanto mi piacciono?
Lei ha acconsentito di buon grado, e mi ha mandato una lettera con dosi e dettagli.
Ora, di solito ricopio le ricette che mi interessano nelle agende, nei bloc notes, oppure le salvo in ormai straripanti files del computer.
Questa no, perche' se la ricopiassi nella Moleskine perderei tutta la magia di questa lettera che parla con l'inconfondibile voce della zia, che ad ogni passaggio mi fa delle raccomandazioni, che mi dice di stare attenta a non bruciarmi quando glasso i dolcetti, e di aggiungere un pizzico di sale alle uova prima di montarle per "battezzarle".
D'altronde, proprio per le sue raccomandazioni e' famosa:  al nipote spericolato pilota di aerei caccia non c'e' volta che non dica, salutandolo,  "mi raccomando, vola basso e piano!" E vi giuro, ogni volta che salgo in aereo con la mia solita terribile paura di trovarmi a pochi istanti dalla morte, sarei tentata di riferirlo al pilota, se non fosse che andare alti e veloci e' quello che ci terra' tutti su :-)

I Tutu', a differenza di altri dolci, non vi daranno soddisfazione subito. L'impasto crudo e' immangiabile per via dell'ammoniaca, l'odore in cucina mentre cuociono pestilenziale per lo stesso motivo, e senza glassa non sono poi questo granche'.
Fate un atto di fede, resistete agli assaggi lungo la via e mangiateli solo il giorno dopo averli preparati: sara' li' che capirete che ne e' valsa la pena.
La crosticina di glassa che si rompe lascia sotto i denti il contrasto con un dolcetto morbido e profumato, e quasi miracoloso: non conosco molti altri dolci che si conservino cosi' bene per anche due settimane!
Saranno perfetti nei sacchettini dei regali natalizi, e se li fate pensate che la ricetta avra', come minimo, 150 anni :-)

TUTU' (per circa 60 dolcetti, grandezza di una noce)

2 uova intere
200 g di zucchero semolato
3 cucchiai da minestra di olio di semi
un pizzico di cannella
un pizzico di sale
pochissimo estratto di vaniglia (non usate la vanillina, al limite omettetelo)
6 cucchiaini da caffe' di cacao amaro
8 g di ammoniaca per dolci
125 ml di latte
450-500 g di farina

per il gileppo (sciroppo di zucchero per la glassatura)

250 g di zucchero semolato
62 g di acqua (non ridete!)

per il gileppo al cacao

250 g di zucchero semolato
62 g di acqua
un cucchiaino raso di cacao amaro

Montare la uova intere ed il pizzico di sale con i 200g di zucchero fino ad ottenere un composto ben gonfio, unire quindi l'olio, il pizzico di cannella, il cacao, l'ammoniaca, e si stempera tutto con il latte.
Ora a poco a poco si comincia ad aggiungere la farina, mescolando prima con una spatola e poi lavorando a mano se non possedete un'impastatrice (della quale in caso va usato il gancio a K). Bisogna ottenere un impasto simile a quello della pizza, morbido ma non appiccicoso, quindi vedete voi se usare o meno tutti i 500g di farina.
Non assaggiate! L'ammoniaca cruda da' un aroma terribile che sparisce completamente dopo la cottura.
Preriscaldare il forno a 175 gradi, e con le mani unte con poco olio formare tante palline della grandezza di una noce, che vanno messe in teglia su carta forno un po' distanziate.


Infornarli e cuocerli 8-10 minuti. Non stracuoceteli, basta che la base si colori (controllate ogni tanto) e sono pronti. Appariranno un po' piu' pallidi che da crudi, ma ancora non assaggiateli, per carita'!
L'ammoniaca, che puzzera' un po' durante la cottura, cancellera' ogni traccia di se' appena i dolcetti saranno completamente freddi.

Solo a questo punto, quindi a minimo un paio d'ore dalla cottura, si puo' procedere alla glassatura. Potete scegliere se fare entrambe le glasse o una sola, fate voi.
Mettere zucchero ed acqua in un pentolino (siate precisi, eh, che misurare a cosa corrispondesse per zia Angela un piccolo bicchiere della sua cucina ha richiesto una certa applicazione!) e far cuocere su fuoco medio finche' il composto di presentera' schiumoso


Dalla formazione della schiuma fate cuocere altri 5 minuti esatti, quindi spegnete il fuoco e velocemente buttate pochi biscotti alla volta nel pentolino, rigirateli per bene e scolateli su una gratella o su della carta forno, usando due forchette o una pinza.
Per la glassatura al cioccolato, procedere alla cottura dello zucchero nell'acqua fino all'apparizione della schiuma. Appena la vedete, unire il cacao e far cuocere un minuto esatto. Glassare i Tutu' come sopra.
Far asciugare la glassa una notte all'aria, dopodiche' conservare i dolcetti in scatole di latta.

NOTE:
- questi dolcetti hanno una durata veramente sorprendente, ma e' dovuto all'uso dell'ammoniaca per dolci come agente lievitante. Vi prego, non sostituitela con lievito per dolci, non avreste lo stesso sapore, ne' la stessa resistenza.

141 commenti:

  1. Buongiorno cara, questi tutù profumano proprio di zia!Bellissima ricetta, non ne avevo mai sentito parlare, mi incuriosicono molto!Un bacio e buona giornata!

    RispondiElimina
  2. ho sempre guardato i biscottini con l'ammoniaca con molto sospetto ma stavolta leggendo la storia che accompagna questa ricetta mi sono detta " è ora di superare queste sciocche prevenzioni", userò l'ammoniaca che ho da tanto in dispensa e niente di meglio di questi Tutù per iniziare....Stefania, come sempre sei riuscita a monopolizzare l'attenzione della blogosfera,sei una narratrice eccezionale....buona giornata cara, qui c'è freschino e vento ma si sa siamo a Trieste e non dobbiamo smentirci...

    RispondiElimina
  3. Fantastici questi biscottini!!!!

    RispondiElimina
  4. Ma che carina la tua zia ! che affetto nel tuo narrare e in questi tutù ! nelle ricette di casa c'è sempre una marcia in più, un valore aggiunto.... ciao e buona giornata !!!

    RispondiElimina
  5. Ciao, complimenti per questi dolcetti che io da buona siciliana conosco...proverò questa tua ricetta che mi incuriosisce molto...complimenti per il tuo blog che mi piace tantissimo.
    Buona giornata

    RispondiElimina
  6. leggendo della zia Angela mi verrebbe e da dire: non ci son più le donne di una volta. Non conoscevo questi biscottini ma oltre ad essere tenerissimi nella forma devono essere anche stupendamente buoni. Hai fato dei bon bon tutti uguali e perfetti che nemmeno Giotto...Un bacio, buona giornata

    RispondiElimina
  7. Grazie per questa preziosa ricetta ma sopratutto grazie per il bellissimo racconto che mi ha regalato immagini da vecchio film!!! sono perfetti questi dolcetti! un bacione Ely

    RispondiElimina
  8. Mamma mia Stefania adorabile la zia Angela,adoro le nonnine di altri tempi sempre pronte ad insegnarci qualcosa di nuovo e di bello! Questi dolcetti dall'aria retrò sono stupe facenti belli me ne sono fin da subito innamorata, quindi oggi li provo...
    Grazie per aver condiviso una ricetta piena di valori e cosi antica (150 anni)che spettacolo!
    A presto cara un abbraccio.
    Antonella.

    RispondiElimina
  9. Ma quante belle palline!!!!
    :)))

    Senti, hai pensato a scansionare la pergamena della Zia Angela, alias Tina Pica?

    RispondiElimina
  10. sono splendidi...non oso immaginare quanto sono buoni!!!

    RispondiElimina
  11. Non li ho mai mangiato, mi piacerebbe molto provare a farli per fare qualcosa di diverso. non conoscevo neanche Tina Pica... troppo forte!!
    a presto:)
    pat

    RispondiElimina
  12. sono davvero particolarissimi :)

    RispondiElimina
  13. Noi li chiamiamo "LI TETU'" e io li adoro!!! Ma a volte quell'ammoniaca è davvero fastidiosa, sopratutto quando non è sciolta bene e di colpo te ne trovi un pezzo in bocca e ti senti soffocare! ciao. stefania

    RispondiElimina
  14. Le vecchie zie hanno un fascino irresistibile, i dolcetti che hai proposto hanno un sapore antico e meritano sicuramente di essere provati perchè hanno un aspetto delizioso. Ciao scrittrice!!!

    RispondiElimina
  15. Non conosco questi dolcetti...ovviamente essendo ad un bel pò di distanza dalla Sicilia difficilmente arrivano tutti i prodotti tradizionali, ma sono sicura che devono essere buonissimi..bisogna assolutamente provarli!!si si!!
    Brava Stefania riesci sempre a trovare delle ricettine moooooolto particolari!!!

    RispondiElimina
  16. non è difficile credere alla magia di questi dolcetti.. le ricette tramandate da chi ha sempre cucinato con amore e passione sono le migliori, le infallibili.. quelle che oltre ad essere buone hanno quel qualcosa in più!!! ti sono venuti spettacolari..tale zia tale nipote!!! pensa quando saranno i tuoi pronipoti a leggere i tuoi consigli e le tue ricette!!! un bacio

    RispondiElimina
  17. Non li conoscevo questi dolci.. credo li proverò. Le ricette antiche sono tra le migliori. bacio

    RispondiElimina
  18. mitica tina pica! bellini questi dolcetti, un'ottima idea per i regalini natalizi home made e il fatto che si conservino abbastanza a lungo da la possibilità di prepararli con un poco di anticipo. bacio

    RispondiElimina
  19. Sono fantastici!!! In sicilia gli chiamano i toto'. Dire che sono ottimi é troppo poco, me ne mangerei quintali!! Ho provato una volta ma non erano granché forse perché non c'era l'amoniaca... I tuoi sembrano perfetti. Buona giornata!!

    RispondiElimina
  20. Le ricette che racchiudono in sè tante "cose" belle come questa, mi fanno sempre sognare. Perfette sfere tutte allineate e pronte per essere gustate. Tanti saluti anche alla nonna.

    RispondiElimina
  21. Non conosco questi biscotti, almeno che non vengono chiamati con un altro nome, cmq è bello rivivere certe tradizioni, baci.

    RispondiElimina
  22. Il tuo racconto è così affascinante e pieno di magia da essere completo in sè, non mi fa venire voglia di tentare la ricetta a casa mia, mi fa desiderare di provare la ricetta a casa sua....nella stessa atmosfera, con le stesse persone ...davanti allo sguardo celatamente orgoglioso della tua specialissima zia Angela.

    Un abbraccio,Fabiana

    RispondiElimina
  23. NO!!!!! i mitici TOTO'! da noi si chiamano così e sono una bontà, e fanno come le ciliegie: uno tira l'atro! a me piacciono tantissimo anche quelli tutti bianchi! buoni buoni!!! sicuramente ti rubo la ricetta! Brava Stefania

    RispondiElimina
  24. questi dolcetti sono meravigliosi....l'istinto è stato quello di correre in cucina a prepararli e credo proprio che prima della fine delle giornata lo seguirò.... e la storia che li accompagna è di quelle delicate, di persone speciali...

    RispondiElimina
  25. "3 cucchiai da minestra di olio di semi". E'questa la firma di una ricetta di casa che ha un unico difetto ed anche grande per me...quello di non poter assaggiare prima. Solitamente non resisto e quindi non posso promettere posso solo dire che farò del mio meglio per rispetto ad una condivisione solida come quella della nostra tradizione culinaria in questo caso passata attraverso le maglie della tua famiglia.
    Grazie davvero eh...prometto di non scrivere nessun commento dopo del tipo:"...si lo avevi detto mai provare prima!!!!..."

    RispondiElimina
  26. Günaydın, ellerinize, emeğinize sağlık. Çok leziz ve iştah açıcı görünüyor.

    Saygılar.

    RispondiElimina
  27. Uhmmm mi sa che sono simili alle castagnelle, e che bel nome!!!

    RispondiElimina
  28. IO l'ammoniaca per dolci non l'ho mai usata ma se serve a farli mantenere più a lungo allora la avado subito a comprare...ammesso che, una volta fatti, questi tutù non scompaiano in quattro e quattr'otto! Eh perchè immagino che se li faccio, golosa com'è di cicoccolato la mia famiglia, li dovorerà subito! Complimenti a te e alla zia che ti ha passato questa splendida e misconosciuta ricetta che sembra deliziosissima! Un abbraccio

    RispondiElimina
  29. carinissimi questi bonbons.. e ci scommetto che sono anche buonissimi! me li segno per i regalini-appetitosi-natalizi!

    RispondiElimina
  30. Dolcetti curiosi e interessanti. Non ne avevo mai sentito parlare prima. Salvo la ricetta..solo a sapere che ha 150 anni, mi tira molto!

    RispondiElimina
  31. E' bastata la tua descrizione di "zia Angela" per capire che questi dolcetti devono essere favolosi, e che la ricetta deve essere seguita senza cambiarne neanche una virgola.

    Le ricette "della tradizione" sono le miei preferite. E' come se mangiandole si facessero rivivere i ricordi e i tanti avvenimenti che si sono intrecciati con queste ricette.

    RispondiElimina
  32. tesoro sei un amore!hai condiviso con noi questi piccoli bocconcini di gioia e ci hai parlato cosi bene della zia che mi sembra di conoscerla, deve essere uno spettacolo!!!!!!!!quanto mi tentano stefy questi bonbon golosi segno tutto anch'io ma a penna questa volta mi sembra giusto:D!!!bacioni imma

    RispondiElimina
  33. che bontà devono essere!! sono carinissimi, voglio provarli!! ciao e complimenti!

    RispondiElimina
  34. Già dalla foto si vede che è una ricetta d'altri tempi. Semplici, senza abbellimenti particolari, con una glassa leggera. Sanno proprio di tradizione!
    Bellissima immagine questa di tua zia, anche lei, sembra una donna di altri tempi! :)

    RispondiElimina
  35. Ciao Araba, la foto descrive bene la magia di questi dolcetti.. quella ricetta scritta a penna sembra proprio d'altri tempi!! i tutù saranno buonissimi e da siciliana, apprezzo molto!! :D
    brava come sempre!
    buona giornata

    RispondiElimina
  36. Non so se mi attira di più il nome, l'aspetto meraviglioso..o direttamente tutta la ricetta..
    :-D

    RispondiElimina
  37. Che bello è stato leggero questo post!
    Inutile dire quanto siano carini oltre che ottimi questi dolcette che vagamente somigliano a dei pasticcini tipici della mia zona!

    Grazie per la ricetta la proverò senz'altro!

    Donatella

    RispondiElimina
  38. absolutly yummy
    lovely blog too
    bises from France
    Delphine

    RispondiElimina
  39. Meravigliosi Stefy!!!!!!!
    bacio

    RispondiElimina
  40. Stefy....come potrei non provarli dopo una premessa come questa!
    L'ammoniaca ce l'ho e i biscottini glassati non li faccio tanto spesso ma mi piacciono moltissima. Quindi direi che tutto fa presumere che li proverò prestissimo....
    In più adoro le ricette delle nonne, zie, e cugine-di-primo-grado di papà :D
    Sono quelle cose che per me hanno un valore inestimabile......
    Grazie per avercela regalata
    Un bacio e a presto

    RispondiElimina
  41. splendida ricetta... hai reso perfettamente l'idea di zia Angela... dev'essere proprio una bella donnina!!! un bacione.

    RispondiElimina
  42. Cara la mia Stefania, come le racconti tu le cose...sei davvero unica!E grazie per aver condiviso con noi questa preziosa ed antica ricetta, è una grande fortuna essere depositarie della tradizione!L'ammoniaca la voglio provare da tempo, dicono renda i biscotti di una consistenza favolosa!Bacione

    RispondiElimina
  43. ciao stefy!!! le donne di una volta sono insuperabili!!!!tieniti stretta i consigli della zia...sono quelli più preziosi!!!per i dolcetti che dire...mi fido di te...li proverò!!!

    RispondiElimina
  44. Come posso non sorridere davanti ad un racconto così (come anche davanti ai 62 gr di acqua della glassa! eheheheheheh ;-))
    Una ricetta senza tempo, molto particolare ed interessante... Stefania, non finisci mai di stupirmi!
    Ciao!

    RispondiElimina
  45. anche io ho una zietta che ama cucinare e se da piccola ho iniziato a mettermi ai fornelli è grazie a lei.ha idee strabilianti come la tua1che belle le ricette tramandate!

    RispondiElimina
  46. Bellisima ricetta.
    Da noi in Puglia si chiamano "pzzett e cannell c'u sclepp", che tradotti dal tarantino penso voglia dire "pezzetti con cannella ricoperti di glassa"
    Gli ingredienti ci sono tutti, anche se cambiano di poco le quantita`. Li ho postati anch'io tempo fa.
    Li faceva la mia mamma e posso confermare che sono buonissimi.

    RispondiElimina
  47. Mai sentiti nominare, ma sembrano uno sfizio del tipo "uno tira l'altro", brava, e complimenti alla zia!

    RispondiElimina
  48. Ciao
    penso di averli mangiati una volta, me li ha portati mia madre dalla Sicilia erano però tutti bianchi, ma penso che omettendo il cacao siano gli stessi ........... erano veramente fantastici .......... devo provarli sicuramente e poi anche il nome mi sembra fosse lo stesso

    grazie li farò prestissimo
    smack Manu

    RispondiElimina
  49. Spettacolissimi!!!!!! è da un po' che voglio sperimentare l'ammoniaca nei dolci e questa sarà la prima ricetta, mi piacciono proprio!
    ciao

    RispondiElimina
  50. mi metto in coda a tutti i commenti e complimenti più che meritati!!!
    E anche questi li copio...proponi sempre delle ricette super favolose!!!complimenti davvero!!baci!

    RispondiElimina
  51. mai sentiti! li provo,come faccio sempre per le tue ricette, sempre stra-ordinarie....su alcune cose ti devo chiedere delle puntualizzazioni però...come mi consolo quando anche tu mi dici che hai paura di volare!!!!!

    RispondiElimina
  52. Ma sono irresistibili complimenti te li copio anche io un bacione

    RispondiElimina
  53. Grazie per avere condiviso con noi questa ricetta che sa di belle époque... Ciao!

    RispondiElimina
  54. Grazie per il tuo commento da me! e grazie soprattutto per questa preziosa ricetta! quelle di famiglia sono sempre le migliori e una bacio a zia Angela!
    Francesca

    RispondiElimina
  55. hai sempre un sacco di commenti!!!!
    SPERO CHE LEGGERAI QUESTO :
    TRA QUALCHE ORA PASSA DA ME CHE HO UNA COSINA PER TE ;) BACI

    RispondiElimina
  56. Que receta más maravillosa, esto se ve autentico y original.

    saludos

    RispondiElimina
  57. @ meggY: grazie cara, un bacione :-)

    @ Chiara: guarda, preparandoli la prima volta ho pensato che ci fosse qualcosa che non andava, che ci fosse qualche ingrediente andato a male. MA poi mi hanno spiegato, e visto il risultato tengo sempre l'ammoniaca in dispensa :-)

    @ Rossella: e' vero, ricette provate centinaia di volte, che non possono non venire...:-)

    @ letizia: sono contenta, e mi fa piacere sapere che la proverai. Fammi sapere!

    @ Federica: merito dell'impasto, e' facilmente lavorabile e verrebbero palline tutte uguali anche al mio gatto, se ci si mettesse!

    @ Ely: vero, zia Angela starebbe benissimo proprio in uno di quei film degli anni '50 :-)

    @ Antonella: si dolcetti antichi, ma attualissimi nel sapore, prova e vedrai :-)

    @ Zio Piero: giammai :-) zia Angela deve rimanere su carta, che gia' sono stata eretica ed ho impastato i tutu' nel kenwood...se lo scopre mi sgrida :-)

    @ raffy: grazie, a me piacciono tanto, te li consiglio :-)

    @ Patricia: beh, Tina Pica al giorno d'oggi si conosce solo se si ama un certo vecchio cinema italiano...o se si ha una zia che le assomiglia in modo impressionante :-)

    @ Mirtilla: vero, non sono ne' biscotti ne' dolcetti...

    @ Stefy e Rosy: santo cielo, per fortuna un'esperienza che non mi e' mai capitata!!!

    @ Le pellegrine Artusi: grazie, come dicevo su sono antichi ma dal sapore modernissimo. Provali, se ti va :-)

    @

    RispondiElimina
  58. Non conoscevo questi dolcetti e pensa che stavo per chiederti che tipo di olio usavi. Poi ho letto la ricetta e ho capito :-)
    Grande Tina Pica e grande zia!

    RispondiElimina
  59. ma sono indispensabili i due g dei 62 dio acqua?? :DD ghgh sono eccezionali sti dolcetti!! un bacione! :D

    RispondiElimina
  60. giuro stefania che mi aspettavo tu avessi creato una ballerina, con tanto di tutù!
    :)
    invece son dolcetti!!!!
    bacini :DDDDDD

    RispondiElimina
  61. Non li conoscevo ma sembrano davvero ottimi!!!...e poi mi piace il nome!!! ^_^

    RispondiElimina
  62. Le tue ricette sono sempre interessanti.

    complimenti.

    ciao

    RispondiElimina
  63. Un grazie personale alla zia ....stasera li faccio. Grazie di esistere

    RispondiElimina
  64. che forte dev'essere zia Angela:)
    questi dolcetti non li ho mai sentiti, ma sembrano decisamente interessanti!!chissà che buoni!

    RispondiElimina
  65. je découvre une belle gourmandise à en couper le souffle
    une merveilleuse recette à mettre de côté
    bonne soirée

    RispondiElimina
  66. ma devo essere la fine del momndo questi dolcetti, li segno vorrei provarli.
    un abbraccio.

    RispondiElimina
  67. beh tu li hai chiamati tutù..c'è chi li chiama totò...qui sono famosi con il nome di Teitù...e poi ci sono anche i Catalano, in versione bianca. presso i nostri panifici, spesso e volentieri li trovi insiene nel sacchetto trasparente...il sapore ricorda i taralli, la glassa qui la fa da padrona.
    Un bacio bedda!;)

    RispondiElimina
  68. mai provati e siccome siamo curiosi oltre che golosi li proveremo nonostante l'ammoniaca ;)
    E per finire un abbraccio alla nostra
    " Araba con la ricetta della zia in cucina "
    perdonaci... ma ormai al sottotitolo non riusciamo a rinunciare ;)

    RispondiElimina
  69. Grazie per aver condiviso con noi questa ricetta così preziosa!
    Bellissima la foto dei dolcetti sulla lettera.
    Ora mi immagino Tina Pica che ti fa le raccomandazioni :-)

    Quando proverò a farli userò l'ammoniaca comprata in sardegna, anche lì la usano tantissimo.

    Oh e un applauso ai 62 gr di acqua! :-DDDDD

    RispondiElimina
  70. I dolci della tradizione tendono a rimanere integri e fragranti per parecchio tempo, probabilmente perchè un tempo gli ingredienti costavano tanto ed era difficile procurarseli spesso. Questi li vedo perfetti per il mio Natale :D

    RispondiElimina
  71. Bellissimo post, bellissima figura quella della "zia-Tina", bellissimi dolcetti e precississime le tue indicazioni: mi sorprendi sempre ....
    P.S.: sai che anche in alcune zone della Calabria, la glassa viene chiamata "gileppo"?

    RispondiElimina
  72. ...la nostra zia Angela...sono buoni come i suoi?!!!

    RispondiElimina
  73. Complimenti sono buoni e profumati, a presto :D

    RispondiElimina
  74. a "non ridete" ho riso :-D siccome ho una bilancia precisisssssima e sono golosisssssima stai certa che questi (forse addirittura domani, se ho l'ammoniaca ancora in dispensa) li faccio!

    RispondiElimina
  75. Mi hai fatto proprio ridere, anch'io ho un paio di zie come la tua, sono dei fenomeni!!
    Ma che delizia questi dolcetti, mai visti prima, sono rimasta incantata....

    RispondiElimina
  76. che belle, e che buone, le ricette di famiglia! hanno un gusto particolare per ognuno di noi :)

    ps: ho appena avuto una folgorazione sul dolce da fare per il tuo contest!!!! :) bacioni

    RispondiElimina
  77. uno tira l'altro!! che belli!!!!

    RispondiElimina
  78. dimenticavo, mi piace tanto anche la foto!

    RispondiElimina
  79. tesoro, questa è una super ricetta, per la ricetta in sè d'accordo, ma soprattutto per la storia che racchiude, avercene di questi piccoli tesori di famiglia, molto più preziosi degli ori!!
    ho letto del tuo blog-compleanno..sono rimasta basita perchè ero davvero convinta che non fosse così giovane..la cura, le foto, il tuo seguito mi facevano pensare che fosse più anzianotto! per cui doppio applauso, sei veramente veramente brava!!
    la raccolta...ehm...se ziopiero giudica le foto c'ho poco da stare allegra, sono penosa!!
    ma non demordo, appena mi frulla una bella ricetta con le mele te la mando! un bacione e scusa per il commento chilometrico...ma quando ce vò ce vò !!

    RispondiElimina
  80. Grazie per questa ricetta speciale.Conoscevo i tutu' di nome ma non avrei saputo da dove cominciare se avessi voluto farli!La glassa mi interessa doppiamente perche' e' la stessa (a parte un goccino di acqua di fiori d'arancio) dei pirichittus sardi.GRAZIE! :)

    RispondiElimina
  81. @ Morena: e pensa che addirittura anche da zona a zona della stessa Sicilia non sono conosciuti, o usano delle ricette diverse per farli:-)

    @ Fabiana: credimi, vengono meglio alla zia :-)

    @ Zucchero e Farina: quantomeno sono testate nel tempo! ;-)

    @ Cristina: provali, dal punto di vista durata hanno del miracoloso!

    @ kristel: anche io ne ho mangiate diverse versioni, e devo dire che questa rimane la mia preferita!

    @ Letiziando: grazie mille, un bacio!

    @ Fabiola: sono abbbastanza inusuali, se ti fa piacere provali!

    @ Fabiana: ti capisco, infatti in tanti anni non li ho mai replicati, ma sempre aspettato che me li facesse lei ;-)

    @ Giovanna: non li ho mai visti tutti bianchi, ma sempre scuri...chissa' se la zia ne sa qualcosa!

    @ Genny: e che piacere mi farebbe se mi dessi le tue impressioni...grazie :-)

    @ Gambetto: guarda che parli con una che impasta apposta piu' frolla del previsto perche' sa che ne mangera' cruda! Ma con l'odore dell'ammoniaca ti assicuro che non e' difficile resistere all'assaggio, in questo caso :-) grazie, Gamby!

    @ Fuat Gencal: thanks!

    @ Gloria: grazie mille!

    @ colores: ecco, io non so cosa siano le castagnelle!!!

    RispondiElimina
  82. Vola basso e piano ci ha fatto morire dal ridere! E' bello come riesci a farci entrare dentro ciò che racconti, con le tue descrizioni minuziose e molto visive, così ci stiamo immaginando anche la zia e la sua energia! Sono magnifici questi Tutù, piuttosto complicati da preparare, ma le tue foto sono uno spettacolo di cui godere!
    Bacioni
    Sabrina&Luca

    RispondiElimina
  83. Sono magiche queste zie,magiche e mitiche!Complimenti a lei e a te per questa ricetta dei Tutù,per me sconosciuta.Grazie e un felice weekend

    RispondiElimina
  84. 'ebbrava la zia!! :)
    buon week-end! ale

    RispondiElimina
  85. Trascorro sempre un momento delizioso qui (forse perché non sento l'odore dei biscotti ;-). Grazie per la scoperta, il racconto e la voglia che fai nascere di diventare tua amica :-)

    RispondiElimina
  86. Bellezza! E' due giorni che cerco di scriverti un commento ma ogni volta accade che qualcuno dei miei figli o marito mi chiamano urgentemente e.....ma ogni male non viene per nuocere perchè leggendo gli altri commenti ho capito di quali dolcetti siciliani parlavi, infatti si chiamano Totò e sono buonissimi quelli che fanno dal fornaio e sono dei dolci che fanno solo in questo periodo ossia per la festa dei morti, infatti il giorno dei morti, a casa mia, oltre ai giocattoli la mattina si trovano anche i piattini pieni di biscotti del periodo, tra cui questi. Quelli bianchi nella glassa hanno il limone ed è fantastico.
    Baci! E grazie della condivisione.
    P.s Tu hai la zia Angela, io la zia Aurora super cuoca che fortuna che abbiamo!

    RispondiElimina
  87. Ma che roba buonerrima!!!! E credi che non li provi dopo tutta questa bella storia che hai raccontato?!?!?! Li farò di sicuro e di sicuro saranno presenti tra i dolcetti di natale! Ah... io ho riso ai 62 gr di acqua ;))

    RispondiElimina
  88. @ Mirtilla: anche per me l'ammoniaca e' stata una scoperta, l'ho usata la prima volta proprio per i Tutu'...e ti dico, funziona alla grande!

    @ Valeria: oltre ad essere molto buoni, sono diversi dai soliti biscotti, e si mantengono a lungo. Ergo, vanno dritti anche ai miei regalini home made ;-)

    @ Federica-Pan di ramerino: anche su di me l'eta' di questa ricetta ha il suo fascino...

    @ elenuccia: giusto. Zia Angela non si sognerebbe mai di cambiare una virgola a questi dolcetti, e men che meno me lo sogno io ;-)

    @ dolci a...gogo!: Imma che carina, a penna addirittura...sei entrata nello spirito della ricetta :-)

    @ giulia: grazie mille!

    @ Tery: beh, diciamo che lo e'....ha 83 anni!!!

    @ elena: sono contenta che la foto dia quell'idea di antico che ho sperato emanasse. Grazie!

    @ michela: ahahahaha grazie!

    @ ilcucchiaiodoro: ma dai, davvero? ora sono curiosa di vedere i pasticcini di cui parli tu :-)

    @ delphcoteciusine: thanks a lot :-)

    @ il ramaiolo: ti ringrazio tanto!

    @ Ale: mille grazie, bacione a te!

    @ viola: grazie a te per apprezzarla proprio per quello che e', il regalo di una signora anziana alla giovane nipote, e la voglia di quest'ultima che il regalo si moltiplichi all'infinito :-)

    RispondiElimina
  89. @ Micaela: credimi, sembra un personaggio da film :-)

    @ Saretta: si, l'ammoniaca e' imbattibile.Puzza un po' all'inizio ma ne vale la pena :-)

    @ federica: come hai ragione! e grazie ;-)

    @ Nanninanni: ma hai letto il motivo del perche' proprio 62? con tutto lo zucchero ahime' buttato in tre prove alla fine ho deciso di riportare i grammi di acqua che avevano realmente funzionato :-)

    @ lucy: ma che bella cosa. Spero solo che tua zia sia piu' vicina a te della mia...

    @ anna: ricordo benissimo i dolcetti visti da te, perche' mi ricordarono questi!!!

    @ Vicky: se ti va provali. Vedrai che buoni!

    @ Manu: ah bene, allora se li hai assaggiati sai che non bastano mai :-)

    @ Cristina: si, ne vale la pena :-)

    @ Federica: grazie cara, e se li provi dammene notizia!

    @@@ Aria in Cucina@@@: allora sara' bene che io e te non si faccia mai un viaggio insieme, eh? ;-)

    @ steval: grazie mille, cara!

    @ cippamunka: grazie a te, un bacione!

    @ Acquolina: credimi, zia Angela sarebbe felicissima di ricarmbiartelo :-)

    @ Shamira gatta: grazie ;-)

    @ jose manuel: thanks a lot :-)

    @ Carlotta D: grazie mille!

    @ Roberta: e' che misurarli mi e' costato tanto di quello zucchero che ho deciso di lasciarli :-)))

    RispondiElimina
  90. @ Babs: oddio, come una ballerina :-)))Baci!

    @ Vanessa: vero che hanno un nome moto grazioso?

    @ Alice4161: ti ringrazio tanto!

    @ Francesco: sarai un pelino esagerato? ;-)

    @ Cris: beh, qui in casa piacciono parecchio...

    @ Fimere: merci, my dear!

    @ Betty: credimi, piacciono sempre!

    @ cinzietta; grazie della spiegazione. invece al paese di mia zia i taralli son proprio diversissimi...misteri della cucina siciliana :-)

    @ I VIAGGI DEL GOLOSO: eh si, ormai il vostro e' un appuntamento immancabile :-)))

    @ Muscaria: lo so, lo so, che quei 2 g fanno parecchio ridere...ciao!

    @ Elga: anche io penso sia questa la ragione. E meno male, dico io! :-)

    @ Milena: davvero? ed io che pensavo fosse un qualcosa di tipicamente siciliano!

    @ Giovanna: dovremmo farglieli assaggiare e chiedere a lei ;-)

    @ Luciana: grazie mille :-)

    @ sara b: beh, far ridere e' meglio di far piangere...grazie mille!!!

    @ Zia Elle: grazie. queste zie sono da patrimonio mondiale dell'umanita!

    @ Alice: allora aspetto ansiosa di vedere cosa ti e' venuto in mente!

    @ Sara: grazie mille...e' proprio come dici!

    @ dauly: che gentile sei, grazie. Lo zio Piero mica e' stato ribattezzato IL TEMUTISSIMO a caso...ahahahaha

    @ Edith Pilaff: ma davvero dici che e' la stessa? nella pasticceria sarda sono moooolto ignorante :-)

    @ Luca e Sabrina: non sono poi tanto complicati, e' la glassatura che puo' dare qualche noia ma per il resto sono semplici. Grazie mille :-)

    @ Antonella-Vera55: mi fa piacere allora avertela fatta conoscere ;-) grazie!

    @ ViaggiandoMangiando: altrettanto, e grazie!

    @ Edda: mi hai scritto un pensiero davvero bellissimo, tanto che risponderti GRAZIE non mi sembra adeguato...ti abbraccio :-)

    @ gloria cuce': dalle parti di mia zia invece niente limone, e sono solo in questa versione...e saluti alla zia Aurora!

    @ giulia pignatelli: ahahaha lo so che avete riso tutti :-) e se li provi, vedrai che durata!!!

    RispondiElimina
  91. Che bella questa ricetta e che bella la zia! Da noi ci sono dei dolcetti simili per cui vado pazza, solo che sono morbidi, questi mi sembrano più tipo biscotto, o sbaglio?

    RispondiElimina
  92. @ Rosa: no, sono morbidi morbidi all'interno, la parte croccantina e' solo l'esterno, e data dalla glassatura. Ciao :-)

    RispondiElimina
  93. Che new entry di dolcetto! Non lo conoscevo! Grazie della condivisione della ricetta! Ciao!
    Sissa

    RispondiElimina
  94. Ciao! sono stranissimi e ci incuriosisce la particolare ocnsistenza...chissà se te ne è rimasto ancora uno in assaggio...
    baci baci

    RispondiElimina
  95. ma che meraviglia...basta solo la vista per farteni innamorare...poi leggi la ricetta e pensi: Ok,ne voglio assagiare subito uno!!!!!!
    :-)

    RispondiElimina
  96. @ la sissa: grazie a te :-)

    @ manuela e silvia: come potete immaginare...purtroppo no :-)

    @ Daisy: che gentile, grazie!

    RispondiElimina
  97. Una ricetta davvero speciale! brava la zia e brava te, grazie per averla condivisa con noi!
    bacioni!

    RispondiElimina
  98. Ciao Stefania ho realizzato i tuoi splendidi Tutù, che bontà se ti va di vederli basta che vieni a farti un giretto nel mio blog!
    Bacioni...
    Antonella.

    RispondiElimina
  99. @ terry: grazie!

    @ Antonella: ho visto, ti sono davvero grata per aver provato!

    RispondiElimina
  100. Ti adoro... avevo assaggiato questi dolcetti portati dalla Sicilia e non avevo la più pallida idea di come si facessero. Grazie! Ed un saluto alla zia.

    RispondiElimina
  101. Ma grazie! la zia ne sara' felice :-)

    RispondiElimina
  102. Ciao sono nuova di blog, vorrei complimentarmi per il ben sito e la tua passione (così deduco) per due terre, la tua attuale e quella nativa.
    Le proprie origini sono sempre delle buone radici, se si vuole andare altrove! O essere/diventare qualcun' altro! :)
    Tornando al blog...questa ricetta sembra molto golosa, sarei curiosa di assaggiare queste dolcezze ricoperte al cacao :P

    Se ti va, passa pure dal mio blog (ancora in costruzione), potrai lasciare un commento!
    Inizialmente non troverai granchè, per ora, ma sarò felice di accoglierti, nel mio piccolo. Accetto consigli e spero di tirarlo su al meglio!
    Baci. A presto!

    RispondiElimina
  103. pensa che mi è venuta voglia di prepararli o meglio di trovarli già pronti a fine lettura per quanto mi incuriosiscono!
    li proverò sicuramente e farò attenzione ai 62gr d'acqua :D

    RispondiElimina
  104. @ Federica (deri):grazie e benvenuta! Ed in bocca al lupo per il giovanissimo blog :-)

    @ Neapolitan Cook: accidenti, mi fa piacere, e' quello che speravo...farvi correre in cucina ;-) Grazie e benvenuta anche a te!

    RispondiElimina
  105. Carissima Stefania, naturalmente ho provato subito i "Tutù". Ma avrò sbagliato dose di ammoniaca, perchè quando erano morbidi e freddi "l'odore" di ammoniaca non andava via. Li ho rimessi nel forno, l'odore dell'ammoniaca e andato via ma, i Tutù si sono induriti. Sono buoni lo stesso solo che non sono morbidi. Riproverò. Un saluto da Anna

    RispondiElimina
  106. Ciao Anna, grazie per avermi scritto. L'ammoniaca e' un po' "bastarda" se mi consenti il termine.
    Per curiosita', quanto hai aspettato per l'assaggio? A volte ci vuole piu' tempo perche' lo sgradevole aroma vada via, l'ho constatato di persona. La prossima volta, se ti andra' di riprovare, aspetta anche tutta una notte prima di glassarli, vedrai che l'odore sparira', e' solo questione di tempo.
    E ovviamente, pesa l'ammoniaca al grammo (meglio un grammo meno che uno in piu') ;-)
    A presto, e fammi sapere!

    RispondiElimina
  107. ciao ^^ cercavo questa ricetta da tanto tempo devo provarla assolutamente perchè me li faceva la mia bisnonna =)
    senti..una curiosità...la minestra di olio di semi...mmm cosa sarebbe??? XD scusa la mia ignoranza =P
    grazie mille ^^ Giada

    RispondiElimina
  108. No, Giada, non è minestra di olio...è normale olio di semi misurato con un cucchiaio da minestra quindi semplicemente 3 cucchiai di olio di semi normale. Ciao e grazie :-)

    RispondiElimina
  109. Sicuramente saranno da provare! ma una cosa, zia angela di dov'è esattamente?

    RispondiElimina
  110. Cara Araba Felice,
    complimenti per la ricetta :-) Domani la vorrei provare ma prima avrei due domande da farti: il forno va impostato su ventilato o statico? E per l'essenza di vaniglia va bene l'aroma paneangeli?
    Ti ringrazio per la disponibilità e ancora complimenti per il blog.
    Filippo.

    RispondiElimina
  111. Filippo, il forno e' statico. L'estratto di vaniglia e' diverso dall'aroma, ma immagino che possa usarlo ugualmente, purche' con moderazione perche' credo sia piuttosto forte.
    Ciao e grazie :-)

    RispondiElimina
  112. ottima ricetta, mi piace dvavvero tanto..!

    RispondiElimina
  113. Cara Araba,
    prendo la ricetta e li farò.
    Troppo belli i 62g.
    Nonostante le tue precise raccomandazioni, so già che non userò l'ammoniaca (puzza troppo - mia figlia già non mangia le cose che hanno un profumo pazzesco. Comunque ho avuto un'esperienza a dir poco negativa).
    So che non saranno uguali, ma ti faro sape (per il resto sarò precisissima - anche per i 2, fondamentali, grammi di acqua).
    P.S. Il nome è bellissimo... Saluti a Zia Angela
    Dann/www.cucinaamoremio.com

    RispondiElimina
  114. Dann, ti prego: usa l'ammoniaca. Questa e' una ricetta tanto antica, per questo la prevede...con il lievito viene tutta un'altra cosa.
    Comunque si, grazie per la fiducia e aspetto il responso!

    RispondiElimina
  115. E scusami.
    Ora ho letto di +.
    Ciao,
    grazie della risposta.
    DDann/www.cucinaamoremio.com

    RispondiElimina
  116. Ciao Simona, vorrei fare questi biscotti ma non trovo l'amoniaca. Oggi al supermercato ho trovato bicarbonato di amoniaca. E' la stessa cosa?

    RispondiElimina
  117. L'ammoniaca e' bicarbonato di ammonio...se c'e' scritto cosi' allora e' quella.
    Invece il bicarbonato di ammoniaca non l'ho mai sentito!
    Ciao :-)

    RispondiElimina
  118. Grazie Stefania, era scrito bicarbonato di amoniaca. Proverò anche in farmacia. Grazie ancora.

    RispondiElimina
  119. Buongiorno Stefania. Ho comprato l'ammoniaca
    hihihihiii adesso mi sono accorta di averla scritta con una m. Non fare caso, sono straniera e qualche errore lo faccio. Comunque sulla confezione è scritto bicarbonato di ammoniaca. Speriamo bene. Quando farò i biscotti ti faccio sapere. Ciaooo.

    RispondiElimina
  120. Ok, sicuramente e' la stessa cosa. Buoni esperimenti :-)

    RispondiElimina
  121. Grazie, sei molto gentile a rispondermi subito.

    RispondiElimina
  122. Ciao cara. Ho appena fatto i tutù. Ho scelto la mattina per farli ( sono sola ) perche mio marito ha un fiuto molto sottile e non sopporta molto gli odori forti, i bambini anche. Io invece, grazie alle gravidanze sento poco. In questo caso mi va anche bene ;)))) Comunque quando li avrò glassati ti farò sapere del risultato finale. Buona giornata. P.S. In quale occasione si fanno i tutù? Per un battesimo potrebbero andare?

    RispondiElimina
  123. Mia zia li faceva per ogni festeggiamento di famiglia, compresi i battesimi, quindi se ti piacciono fai pure ;-)
    Ciao!

    RispondiElimina
  124. Sono passati 2 ore da quando ho finito di farli ma odorano ancora di ammoniaca? E' normale? Devo aspettare che sparisca l'odore per glassarli oppure posso procedere?Mah...Prefferisco aspettare.

    RispondiElimina
  125. Si e' normale, non ti preoccupare...c'e' solo da avere pazienza. Non glassarli subito, altrimenti "imprigioni" l'odore!!!

    RispondiElimina
  126. Fatti, finalmente...Buoni e l'ammoniaca non si sente. Grazie Simona e scusa perche forse ti ho " rotto " un pochino con i miei dubbi. Ciaooo

    RispondiElimina
  127. Macche' rotto, cosa dici. Mi fa piacere dare una mano se posso :-)
    Solo non mi chiamo Simona, ma Stefania :-))))

    RispondiElimina
  128. Scusaaaa....Povera me, sono proprio persa...

    RispondiElimina
  129. I miei con questo tempo l'odore l'han perso dopo una notte intera ;) Li ho glassati, uno ad uno usando le bacchette cinesi di legno, una comodità unica!!!

    RispondiElimina
  130. hai sempre delle proposte geniali! bellissimi!

    RispondiElimina
  131. Oh, sì, adoro l'effetto dell'ammoniaca nei biscotti! E questa glassa mi incuriosisce molto. Magari... ;)

    RispondiElimina
  132. sono letteralmente estasiata, dalla ricetta e dal racconto li proverò... ascolterò il tuo consiglio...^_^

    RispondiElimina
  133. Ciao Stefy, dopo aver provato il mitico pds della zia Angela come non provare i suoi tutù?? Grazie Stè sei mitica!!! ;-)

    RispondiElimina
  134. Funziona, grazie!
    (che meraviglia di ricetta, felice di poterti commentare!!)

    RispondiElimina