venerdì 9 dicembre 2022

Powdered Donut Cake...o meglio LA torta!

 

 

Capisco che proporvi un dolce che non sia natalizio in questo periodo possa sembrare un atto sconsiderato.
Una semplice torta?
Sul serio?
Mentre siamo circondati da torroni, panettoni, biscotti, cassate, pastiere, panforti, strufoli e chi più ne ha più ne metta?
Ma questa non è UNA torta.
Questa è LA torta.
Non so esattamente quale alchimia segreta la renda, probabilmente, la più buona mai fatta.
Apparentemente semplice, nessun ingrediente strano.
La noce moscata, insostituibile.
E' lei, credo, la colpevole.
Insieme alla copertura di zucchero a velo che unita al burro di cui è spennellata la superficie si ferma, invece di svolazzare ovunque ma senza diventare una glassa.
Insiema alla texture, la consistenza incredibile.
Il profumo, irresistibile.
Non assaggiate l'impasto crudo se non siete sicuri del vostro autocontrollo.
Me ne è servito parecchio, credetemi, per non finirlo lì per lì.
Non assaggiatela cotta, se l'avete fatta per regalarla o per gli ospiti.
Fatela piuttosto per colazione, per la merenda.
Per farvi un regalo.
Aveva proprio ragione il mio amico che me l'ha altamente raccomandata dopo averla provata lui stesso.
Falla, Stefi.
E Stefi l'ha fatta, mangiata, condivisa con l'augusto consorte.
Che raramente fa il bis di un dolce.
Ma qui ha fatto un'eccezione.
Credetemi, è ciò che vi dovrebbe far scattare ad andare ad accendere il forno ;)


 

POWDERED DONUT CAKE
per uno stampo quadrato da 20cm di lato
da Snacking Cakes di Y. Arefi

2 uova grandi
150g di zucchero semolato
220 g di panna acida
113 grammi di burro, fuso
un cucchiaino e un quarto di noce moscata
un cucchiaino di estratto di vaniglia
3/4 di cucchiaino di sale
190 g di farina
un cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
un quarto di cucchiaino di bicarbonato

per il topping
un cucchiaio di burro, fuso
3 cucchiai di zucchero a velo

 

Con una frusta a mano battere uova e zucchero molto bene. Aggiungere quindi la panna acida, il burro fuso, la noce moscata, la vaniglia, il sale, il lievito ed il bicarbonato mescolando dopo ogni aggiunta.
Unire infine la farina mescolando bene con una spatola a questo punto.
Versare in uno stampo foderato con carta forno, livellare la superficie e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per un tempo variabile dai 25 ai massimo 35 minuti, finchè la torta risulterà gonfia e dorata.
Sfornar e far riposare 15 minuti nella teglia quindi trasferirla su una gratella.
Appena risulterà tiepida al tatto spennellare la superficie con il burro fuso e spolverizzare con abbondante zucchero a velo. 


NOTE

- la torta si conserva anche tre giorni coperta con pellicola per alimenti. Ovviamente lo zucchero sulla superficie viene assorbito quindi i giorni seguenti magari ha bisogno di una piccola spolverata aggiuntiva.

- la mia si è cotta in 28 minuti. Comunque non stracuocetela.

- questa torta è il paradiso. Non omettete per nessun motivo la noce moscata, è ciò che la rende unica.


lunedì 5 dicembre 2022

Noci pecan speziate


 

Un consesso che sembra l'ONU.
Signore da ogni Paese del mondo e dai molti passaporti si affollano ad un buffet a cui tutte abbiamo contribuito.
Chi più, chi meno.
Quei dim sum, i famosi ravioli cinesi,  sono invitantissimi, ma sono solo dieci.
Siamo una ventina almeno.
La signora che li ha portati e realizzati parla poco inglese, ma abbastanza da spiegare che ne ha portati pochi perchè magari non tutti li conoscono e non verranno assaggiati.
A pensare male si fa peccato, lo so.
Ma non mi scaccio dalla testa l'idea che giusto quelli le siano avanzati...
Un casco di banane.
Sarebbe un Christmas brunch, ma capisco che la signora pensa alla nostra salute e tiene a ribadire che immaginando la presenza di molte portate poco sane ci ha pensato lei, a rimetterci in riga.
Un barattolo di curcuma.
Si, avete letto bene.
Un'altra auto-proclamatasi guru di non so bene cosa se ne prende il merito e con fare piuttosto imperioso ci invita, o sarebbe meglio dire ordina, di metterne ovunque per presunti miracoli per salute, bellezza e forma fisica.
Su di lei gli effetti tardano ad arrivare, ma non l'ho detto e sto cercando di non pensarlo.
Prima di essere fraintesa, il buffet è strapieno.
Torte, pasticcini di ogni tipo, salati di ogni foggia.
La signora vegana per cinque giorni a settimana si aggira sconsolata.
Ahimè non è weekend ancora, non può toccare nulla a parte le banane.
Poi vede queste.
Si prende la ciotola.
Se la porta al tavolo.
Se le mangia.
Si incarta la rimanenza.
Ne condivide un paio giusto con la tizia della curcuma, che evidentemente approva.
Dove le hai comprate, mi chiedono.
Spiego brevemente come si facciano.
Too much work. Troppo sforzo, rispondono.
Le venderesti?
Non le vendo, ma vi invito caldamente a replicarle quanto prima.
Metterete d'accordo vegani, celiaci. E guru del momento :)



 

SPICED CANDIED PECANS
di D. Lebovitz

210 g di noci pecan non tostate
55 g di zucchero a velo
3/4 di cucchiaino di sale in fiocchi
mezzo cucchiaino di pepe di Cayenne
2 cucchiaini di acqua (da valutare)

 

Preriscaldare il forno a 170 gradi e foderare una teglia con carta forno.
In una ciotola mischiare lo zucchero a velo, il sale, il pepe di Cayenne e 1 cucchiaino e mezzo di acqua.
Amalgamare ed unire le noci pecan, mescolando in modo che siano ricoperte.
Non aggiungere l'acqua tutta insieme, se il composto è troppo liquido non si attacca alla frutta secca.
Valutate quanto aggiungerne, vi metto la foto di come è il composto prima di andare in forno.

 

 

Versare le noci pecan sulla teglia preparata, separandole un po'.
Cuocere per 10-12 minuti, mescolandole un paio di volte, finchè saranno ben colorite e brillanti.
Far raffreddare completamente prima di servire, o conservare in un contenitore ermetico, separando quelle che si saranno attaccate tra loro in cottura.

NOTE

- queste sono il male, e non dite che non vi avevo avvisato. Fatene TANTE.

- si conservano benissimo anche due settimane, oltre non ci sono arrivate. Perfette per aperitivi e regalini homemade.


venerdì 2 dicembre 2022

Corona di brioche ai lamponi e cannella

 

Ops, it's beginning to look alot like Christmas!
Dalle parti di casa arabafelice onestamente l'atmosfera è forse meno convenzionale, e si sente più nelle valigie che si comincia a pensare di riempire per l'agognato rientro in patria per le feste che nelle lucine e decorazioni.
Si sente nei regali che si sono messi da parte, qualcuno ancora solo in testa.
E, udite udite, nei Panettoni e Pandori che i supermercati locali hanno cominciato a vendere da almeno un mese e l'Amazon locale che consegna incurante anche alberi e palline.
Sono passati i tempi in cui tutto era vietato e fatto sottobanco.
Non che ufficialmente i divieti siano caduti, in realtà, ma si è cominciato a chiudere un occhio, poi un altro, fino a quella che definirei una certa noncuranza, per riaprirli  davanti alla ricca possibilità del business che le feste occidentali rappresentano: un pandoro già mezzo secco viene venduto al prezzo di uno eccezionale, dato che l'expat nostalgico non baderà certo al costo.
Insomma, Natale quando arriva, arriva e soprattutto dove arriva, arriva :D
Per cui quando i miei amici Glogg the Blog e La cucina di zia Ale mi hanno invitato ad unirmi a loro per il primo mese dell'iniziativa che trovate su Instagram sotto l'hashtag #lievitiamo non ho esitato: chi resiste a una bella ghirlanda lievitata da usare magari come centrotavola o regalare?
Che poi non so voi, da me i centrotavola non godono di tanta fortuna.
Tanto sono belli quanto a volte poco pratici, dopo essere stati guardati cinque minuti dalla sottoscritta con gli occhi a cuore finiscono ahimè spostati, tolti, mangiati senza pietà se commestibili dagli invitati che evidentemente ne fanno volentieri a meno.
Vi auguro migliore fortuna ;)




 

CORONA DI BRIOCHE AI LAMPONI E CANNELLA
per una corona grande
da The Great British Bake Off: Christmas di L.Kamenetzky(con qualche aggiustamento)

250 ml di latte intero
60 g di zucchero semolato
10 semi di cardamomo, schiacciati
85 g di burro non salato
7 g di lievito di birra disidratato
un uovo medio
500 g di farina, più dell'altra per il piano di lavoro
mezzo cucchiaino di sale
4 cucchiai di confettura di lamponi
2 cucchiaini di cannella mescolata con due cucchiaini di zucchero

 

Scaldare il latte con lo zucchero ed il cardamomo. Appena fuma versarci il burro e togliere dal fuoco.
Lasciare quindi da parte per qualche minuto, finchè il burro si scioglie, quindi passare il tutto attraverso un colino.
Lasciare da parte finchè il tutto sarà appena tiepido quindi aggiungere il lievito e l'uovo mescolando bene.

Setacciare la farina con il sale ed unire il liquido a poco a poco, mescolando con le mani finchè il tutto sta insieme (ho usato la planetaria). Se troppo secco aggiungere un poco di latte extra, se troppo morbido un poco di farina. Cercare comunque di tenere l'impasto piuttosto morbido, e lavorarlo per almeno 10 minuti.
Metterlo in una ciotola, coprire con un panno o della pellicola trasparente e lasciar lievitare un'ora o comunque fino al raddoppio.

Quando raddoppiato metterlo sul piano di lavoro infarinato, sgonfiarlo e stenderlo col mattarello in un rettangolo 25x45cm, con il lato lungo verso di voi.
Spalmare la marmellata (lasciando 2cm liberi sul lato lungo verso di voi) e completare con il composto di zucchero e cannella, quindi arrotolare  ben stretto cominciando dal lato lungo più lontano da voi.
Mettere il rotolo ottenuto in freezer per una ventina di minuti, finchè sarà solido ma non congelato.

Tagliare ora per il lungo con un coltello affilato quindi incrociare le due metà una sull'altra, quindi trasferire la treccia su una teglia coperta con carta forno e arrotolare dando la forma di una corona.
Coprire con un panno o della pellicola unta e lasciare lievitare nuovamente fino al raddoppio.

Scaldare il forno a 180 gradi. Cuocere la corona per 30-35 minuti circa (coprire con carta forno se si scurisce troppo) e far raffreddare prima di servirla.
Spolverizzare con zucchero a velo per un look...innevato :)

 

NOTE

- non è difficile, si lavora benissimo. Regolatevi con i liquidi aggiungendoli man mano ricordando che deve essere morbido ma non certo impossibile da maneggiare.

- è buonissima! Una brioche in piena regola, non lesinate nel ripieno ma attenzione a non esagerare per  evitare che arrotolare sia un macello. E non saltate il passaggio in freezer, si taglia molto meglio e con meno pasticci.

- la corona è grande, fate attenzione che cuocia bene anche all'interno. Colorirà inevitabilmente fuori, ma non tiratela via dal forno prima che sia tempo...a me ci sono voluti quasi 40 minuti. In caso coprite come già scritto e abbassate a 170 la temperatura.



giovedì 24 novembre 2022

Dolce di semolino all'arancia, mandorle e cannella (vegan)

 

 

Cena della Vigilia e pranzo di Natale condividono a casa arabafelice lo stesso postulato: per nessuna ragione si serviranno dolci diversi dai classici Pandoro e Panettone.
Ci saranno per accompagnarli salse, creme, zabaioni, un anno anche un gelato al vinsanto che strappò un'ovazione.
Al naturale, scaldati, le fette una volta grigliate che per poco non mi costarono un'accusa di eresia.
Tutto il resto, torroncini, panforti, ricciarelli (ricordiamo sommessamente la, ehm, notevole ed immancabile toscanità acquisita della suddetta casa) pastiere, capresi, marron glacè, diavolerie varie viene portato in tavola rigorosamente al caffè, che nulla ci sia a distogliere dall'importanza dei dolci precedenti.
Ma nella vita expat Natale non è solo il 25 Dicembre, quello che si cerca ad ogni costo di festeggiare in terra natìa: in realtà comincia a fine Novembre, con il Ringraziamento americano, e continua man mano ogni fine settimana per salutare amici e conoscenti prima che tutti si viaggi o si rientri nei Paesi d'origine.
Quindi è un fiorire di cene e tè pomeridiani a tema, con decorazioni che stridono con i 30 gradi del clima, e ben poco dei cibi tipici che si trovano di qualità discutibile ed a prezzi folli.
Per l'ultimo a cui ho partecipato, pochi giorni fa, mi sono presentata con qualcosa che sapevo avrebbe fatto piacere alle mie nuove conoscenze (tipo la signora vegana ma solo cinque giorni a settimana, nel weekend poco ci manca che diventi direttamente cannibale, ma ve lo racconto un'altra volta) o meglio alle loro abitudini alimentari sempre tanto alla moda: un dolce che casualmente è vegano, senza uova nè latticini ovviamente, freddo come si addice al clima ma con un profumo di Natale da far esclamare che assomiglia ad un Christmas Pudding inglese.
Ora, con il Christmas Pudding non ha niente a che spartire ma tra chiodi di garofano, cannella ed arancia che sappia di festa è assicurato.
E nemmeno si usa il forno, che a queste latitudini e ahimè di questi tempi, è un bonus non da poco!
La ricetta viene da un libro recentemente recensito su queste pagine, Nistisima di Georgina Hayden, che ho amato alla follia e che vi consiglio vivamente per un regalo di Natale.
Piatti vegetariani e vegani della tradizione ortodossa greca e cipriota che hanno tutto fuorchè l'essere punitivi nè fanno rimpiangere piatti più ricchi o complessi.
Provatelo questo dolce, perchè è una vera sorpresa!

 

 

MAMA'S HALVA
da Nistisima di G. Hayden

per 16 porzioni

600 ml di latte di mandorla
360 g di zucchero semolato
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio
5 chiodi di garofano
2 bastoncini di cannella
un'arancia
200 ml di olio di semi di girasole (o altro olio neutro) più dell'altro per lo stampo
140 g di mandorle spellate
400 g di semolino (non il tipo finissimo)
cannella in polvere per la finitura


Versare il latte di mandorla in una pentola media insieme a 600 ml di acqua, lo zucchero, l'acqua di fiori di arancio, i chiodi di garofano ed i bastoncini di cannella. Grattugiare finemente la buccia dell'arancia ed aggiungere anch'essa.
Portare a bollore su fuoco medio quindi abbassare la fiamma e far sobollire piano per circa un quarto d'ora, finchè leggermente sciropposo. Rimuovere chiodi di garofano e cannella e lasciare da parte.

Spennellare uno stampo da bundt non troppo piccolo con poco olio. Tritare grossolanamente le mandorle. Scaldare tutto l'olio in una padella ben capiente su fuoco medio/basso. Scaldarlo per circa un minuto quindi aggiungere il semolino e tostarlo, mescolando sempre, per circa 5 minuti o finchè sarà dorato. Far attenzione perchè se scurisce troppo prenderà un gusto amaro.
Unire le mandorle tritate quindi poco alla volta aggiungere lo sciroppo preparato, mescolando sempre, finchè sarà tutto assorbito ed il composto prenderà consistenza di un purè denso.
Versare subito nello stampo preparato livellando bene.

Far raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo per una notte. Al momento di servire invertire lo stampo su un piatto da portata e spolverizzare con cannella a piacere.

NOTE

- il nome non deve trarre in inganno: l'halva tipica dei dolci mediorientali qui non c'entra nulla! E' invece il nome di questa preparazione a base di semolino tipica di Grecia, dove viene preparato con la farina di semola, e Cipro, dove si preferisce il semolino non così fine. Negli ingredienti viene indicato che non vada usato, appunto quello finissimo che in pratica è la farina. Non vi stupirà sapere che dove vivo il semolino si trovi in ogni super in tre differenti misure: fine, medio, grosso.
Ho usato il medio ma in realtà qualunque andrà bene.

- la ricetta è semplice ma bisogna far attenzione alla tostatura del semolino perchè il passo da deliziosamente tostato a bruciato è molto, molto breve e parlo con cognizione di causa. Non lasciate il fornello incustodito.

- il composto viene pressato in uno stampo da bundt di cui poi prenderà la forma. Nessun problema a sformarlo ma ungetelo bene! Il mio misura 25 cm ed era pieno quasi fino all'orlo. Le 16 porzioni si riferiscono al fatto che essendo un dolce molto ricco non se ne servono fette giganti. Portato ad un consesso di dieci persone ce ne sarebbe stato anche per un eventuale bis di tutti i commensali.

- il latte di mandorla usato è quello non zuccherato. Non è specificato ma direi ovvio. Può essere in realtà sostituito da tutta acqua ma dà un bellissimo aroma quindi non omettetelo.

- la consistenza è quella di una torta morbida o un budino. Buonissimo a dir poco, sembra quasi marzapane ma molto meno carico

martedì 15 novembre 2022

Tartellette di sfoglia con cipolle caramellate e caprino

 

 

 La regola è quella e non si cambia: le ricette in casa arabafelice non si ripetono.
Se ne provano tante, sempre nuove, con quell'ansia che viene dal  possedere un numero di libri inversamente proporzionale al tempo a disposizione, sapendo che la maggior parte non prenderà mai vita.
Rarissime le eccezioni alla suddetta regola, che contemplano che la ricetta in questione sia come minimo un capolavoro assoluto di cui non sia stato trovato emulo minimamente accostabile.
Fanno parte del gruppo un paio di ricette di Yotam Ottolenghi, due di Martha Stewart, una di Nigella Lawson. Alla santissima trinità in questione si aggiunge, ebbene si, questa degli Hairy Bikers dal loro The HB Perfect Pies.
Per quanto semplice possa sembrare il risultato è, credetemi, al di sopra di qualsiasi aspettativa ed immaginazione.
Inutile che vi elenchi i complimenti, le richieste di condividere la ricetta, la preghiera di portare "quegli affari con le cipolle" a qualunque cena o buffet in cui fosse presente qualcuno che già li aveva assaggiati.
Più emblematico che sia l'unica, dicasi l'unica ricetta al mondo che preveda le cipolle come elemento principale che il mio augusto consorte mangi, e di gran gusto.
E se gli chiedete il perchè, ricordandogli che i bulbi in questione vanno annoverati tra quelli che considera la sua personale kryptonite, la risposta è "ma qui ci stanno benissimo".
Quindi anche in considerazione delle feste che arriveranno presto e delle idee a riguardo che non bastano mai, ho deciso di inaugurare il cesto di Natale con queste tartellette divine.
Non storcete il naso alla sfoglia pronta: ne esistono di qualità eccellente! E nemmeno al procedimento piuttosto semplice: non è una benedizione ogni tanto potersi semplificare la vita? ;)



CARAMELISED RED ONION & GOAT'S CHEESE TARTS
da HB Perfect Pies degli Hairy Bikers
per 6 pezzi

50g di burro
4 cipolle rosse medie, tagliate a metà e poi affettate sottilmente
50 g di brown sugar
3 cucchiai di aceto di vino rosso
3 cilindri di caprino
2-3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
pepe macinato al momento
origano fresco o prezzemolo per guarnire
un rotolo di pasta sfoglia da 375g
farina per spolverare
latte per spennellare


Fondere il burro in una pentola antiaderente quindi aggiungere le cipolle. Cuocere su fuoco molto dolce per circa 30 minuti, finchè saranno ben ammorbidite, mescolando ogni tanto.
Aumentare il fuoco e cuocere altri 3-4 minuti mescolando sempre, finchè cominceranno a colorire.
Aggiungere quindi lo zucchero e l'aceto e cuocere per 5 minuti, mescolando, finchè la maggior parte del liquido sarà evaporato.
Togliere dal fuoco e lasciare da parte.

Srotolare la pasta sfoglia e stenderla su una superficie infarinata finchè sarà circa 4cm più lunga. Tagliarla in 6 rettangoli uguali, metterli in una teglia, bucherellarli con una forchetta e spennellarli leggermente con del latte. Cuocere in forno preriscaldato a 200 gradi per 10 minuti, quindi toglierli dal forno ed abbassarli delicatamente con una spatola.

Dividere le cipolle tra i rettangoli di pasta. Tagliare il formaggio a fette, ed ogni fetta a metà, quindi mettere 2 pezzi su ogni rettangolo. Condire con del pepe nero.

Cuocere immediatamente oppure mettere da parte fino a 10 minuti prima di servirli (ma se manca più di un'ora alla cottura tenerli in frigo.)
Infornarli per 6-8 minuti finchè la pasta sarà ben colorita ed il formaggio comincerà a fondere leggermente.
Trasferire i rettangoli sul piatto da portata e condirli con un filo d'olio. Guarnire con origano o prezzemolo e servire tiepidi.

NOTE

- più semplice di così si muore. Unica attenzione va posta alla cottura delle cipolle, che deve essere molto dolce e prolungata. Ho le piastra ad induzione per cui riesco a regolare il calore perfettamente in modo che rimanga costante senza rischio che bruci nulla. Con la fiamma me la cavo meno bene, ma suggerirei l'uso di uno spargifiamma per massima sicurezza. 

- le cipolle con il burro, poi caramellate con zucchero e aceto: fatene tante perchè non solo si riducono in modo impressionante dopo la cottura, ma parte del calo, ehm, fisiologico, potrebbe essere causato da frequenti, necessari, assaggi.

- le indicazioni sulla sfoglia vengono date su un rotolo già steso di determinato peso che mi pare di aver visto anche in Italia. Io qui la trovo solo in panetto e quello è stato usato, dopo averlo opportunamente steso.

- oltre ad essere buonissime hanno il pregio di possono essere preparate in anticipo e, a scelta, cotte all'ultimo momento. In alternativa negli anni sono state anche cotte e leggermente scaldate al momento non perdendo nulla dello charme di cui vi ho già abbondantemente parlato :)

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