lunedì 24 giugno 2024
Insalata di elanzane con datteri, yogurt e tahini
Ci si può innamorare di una insalata di melanzane?
Ebbene, provate questa e mi saprete dire.
Gluten free e, con lo yogurt giusto, anche vegan.
Che volere di più?
La ricetta oggi su Starbooks!
venerdì 14 giugno 2024
Frittelle di spinaci, zucchine e feta
Spinaci e zucchine vi hanno stancato?
Beh, allora metteli dentro queste frittelle!
Anche senza glutine, se dovesse servire.
Le trovate su Starbooks!
mercoledì 29 maggio 2024
French toast salato al formaggio
A me moltissimo, ed per questo che non potevo non provare questa ricetta.
Ovviamente questo è toast 2.0: ovvero diventa in pratica un french toast salato, che non è tostato ma fritto nel burro.
Spalmato di maionese e senape, e ricorperto di formaggio: si può chiedere di più dalla vita?
Si, di mangiarlo caldo appena preparato, in piedi davanti al piano della cucina.
E se non vi leccate le dita, godete solo a metà ;)
SAVOURY EGGY BREAD
da Good Eggs di Ed Smith
per 2- 4 persone
2 uova grandi
60ml di latte intero
un generoso pizzico di sale di sedano
un generoso pizzico di pepe nero appena macinato
4 fette di pane da toast, appena rafferme (circa 1,5cm di spessore)
2 cucchiai di maionese
2 cucchiai di senape di Digione
40g di burro
100g di Cheddar, il tipo più maturo, grattugiato grossolanamente
Battere
leggermente le uova con il latte, il sale di sedano ed il pepe e
versare il mix in un contenitore adatto a contenere il liquido ad uno
spessore di un centimetro.
Adagiare le fette di pane per 2 minuti per lato, 2 volte per lato. Il pane deve risultare ben imbevuto.
A parte, mescolare maionese e senape e lasciare da parte.
Sciogliere
metà del burro in una padella e friggere le fette un minuto e mezzo per
lato, girandole più volte finchè saranno ben dorate.
A metà cottura
aggiungere il resto del burro. Se la padella non è abbastanza grande per
contenere tutto il pane, procedere con meno fette alla volta e regolare
di conseguenza la quantirà di burro.
Spalmare un po' del mix di
maionese e senape su ogni fetta finchè ancora calda, quindi
spolverizzare con il formaggio e servire subito.
NOTE
-
ricetta veramente semplice e veloce, in letteralmente pochi minuti si
ha una merenda/pranzo/snack da leccarsi i baffi (e le dita). Pane fritto
nel burro, maionese e senape e il tutto spolverizzato di fomaggio che
comincia a fondere: c'è qualcuno a questo mondo a cui tutto questo
potrebbe non piacere?
- il sale di sedano usato qui è un
condimento molto comune, all'estero, e che trovo in ogni supermercato.
E' in pratica del sale comune addizionato dei semi macinati del sedano o
a volte addirittura coste di sedano essiccato. Ha un aroma piuttosto
deciso ma non avendolo a disposizione del sale comune andrà benissimo.
-
le dosi della ricetta vengono furbescamente indicate per due o quattro
persone...ma credetemi, due fette vanno giù che è una meraviglia quindi
se è un pasto a sè lo considererei sufficiente per due porzioni.
martedì 14 maggio 2024
Uovo in cialda di formaggio
Ho già detto del mio immenso amore per le uova.
Amore certamente
ricambiato, dato che ne ho mangiato e ne mangio quantità sconsiderate
senza alcun problema ( e no, non fanno aumentare il colesterolo, è un
luogo comune sfatato da molti, recenti studi ;)
Cotte in ogni modo, e
in passato anche crude, piacere che ahimè non mi concedo più, non ce
n'è uno che non mi faccia venire l'acquolina in bocca.
Ebbene, quando ho visto questa ricetta ho pensato solo come avesse fatto a non venirmi in mente.
Un'idea di una semplicità imbarazzante.
E per questo al limite del genio.
Vi avviso: provate, e la padella non arriverà nemmeno in tavola.
Un piacere solitario ed un po' perverso, mentre ve lo mangerete in piedi davanti ai fornelli.
Con l'unico pensiero che si, forse uno è poco :D
FRIED EGG WITH A CRISP CHEESE SKIRT
Da Good Eggs di Ed Smith
per una porzione
25-30 grammi di Cheddar stagionato, grattugiato grossolanamente
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato finemente
1/2 cucchiaino di semi di sesamo
un uovo
salsa Worchestershire, per servire
Mettere
il Cheddar in una padella unta della misura adatta a contenere un uovo.
Sistemarlo in modo che sia più o meno della stessa circonferenza
dell'uovo una volta che sarà cotto, ed infine spolverizzare con il
parmigiano.
Porre il tutto su fuoco medio e cercare di creare un
piccolo avvallamento al centro in modo da poterci sgusciare l'uovo.
Spolverizzare i semi di sesamo sui bordi esterni.
Rompere quindi
l'uovo al centro prima che il formaggio sia completamente sciolto e
cuocere per circa 2 minuti e mezzo finchè il formaggio risulterà dorato e
croccante.
Togliere dal fuoco prima che bruci! E se l'albume non è
ancora completamente cotto, lasciare il tutto nella padella, ma fuori
dal fuoco, per altri 30/60 secondi.
Usare una spatola per trasferire il tutto su un piatto e completare con la salsa Worchestershire.
NOTE
-
difficile che non sappia cosa dire, ma qui c'è solo da alzare le mani.
Facilissimo da fare, incredibile il risultato finale. La salsa
Worchestershire può essere sostituita da Sriracha, che è un'ottima salsa
piccante, così come si può giocare con i semi, provando con semi di
finocchio e di carvi.
- capisco che in Italia il Cheddar possa
non essere così usato, ma dategli una chance. E no, non stiamo parlando
in inquietanti sottilette gialle che trovate negli hamburger di nota
marca, ma di quello vero ;) fonde benissimo, diventa croccante, dona un
sapore unico.
- il mio uovo era perfettamente cotto in 3 minuti,
calcolando che era XL e che a me il tuorlo piace liquido. Ognuno potrà
regolarsi a suo gusto.
- sempre l'autore sottolinea come sia inappropriato, per un genitore, manifestare preferenza per uno dei suo figli. Ebbene, aggiunge, questo è assolutamente il suo figlio preferito tra tutte le ricette del libro.
venerdì 26 aprile 2024
Budini salati alla soia e gamberi

Avete presente quelle zuppe dei ristoranti orientali,
quelle che sembrano impossibili da replicare a casa per via dei sapori e
degli aromi così peculiari?
Ebbene, quella di oggi, sebbene chiamata "custard", è una di quelle.
Una zuppa densa, quasi una crema appunto, senza ingredienti strani o troppo complicati.
Sorprendente il risultato, per una cena esotica o una cena casalinga un po' diversa.
SAVOURY EGG CUSTARDS
da Ultimate Comfort Food degli Hairy Bikers
per 4 porzioni
per il ripieno:
olio per ungere
150g di gamberetti cotti
5g di zenzero grattugiato
4 cipollotti finemente tritati
1 cucchiaino di olio di sesamo
1 cucchiaino di salsa di soia
sale
per la crema:
3 uova
350-425g di dashi, o brodo di pollo o di verdura
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di mirin
1 spicchio d'aglio schiacciato o tritato
per servire:
qualche foglia di coriandolo
16 asparagi lessati o al vapore
Ungere
con un po' d'olio quattro stampini individuali di misura media.
Mescolare i gamberetti con lo zenzero, i cipollotti, l'olio di sesamo e
la salsa di soia. Aggiungere il sale e dividere il composto tra gli
stampini.
Metterli in una vaporiera.
Rompere le uova in una
ciotola e pesarle. Questo è essenziale per capire quando brodo vada
usato. Battere le uova leggeremente, senza renderle schiumose. Quindi
aggiungere il brodo che dovrà essere 3 volte il peso delle uova, la
salsa di soia ed il mirin. Mescolare tutto cercando di non incorporare
troppa aria quindi filtrare il tutto in una brocca. Dividerlo quindi tra
gli stampini.
Cuocere le creme in una vaporiera, o sistemarle su
un cestello per cottura a vapore a sua volta posto su una pentola con
acqua in ebollizione. Coprire parzialmente quindi cuocere per circa 20
minuti o finchè le creme risulteranno rapprese.
Dovranno essere
comunque un po' morbide al centro. Togliere gli stampini dal cestello e
metterli nei piatti da portata. Guarnire con il coriandolo ed
accompagnare con gli asparagi.
NOTE
- come ho anticipato, la ricetta è buonissima! Interessante nei sapori e negli aromi senza essere troppo strana, è piaciuta anche ai più tradizionalisti difensori della cucina italiana :) leggera, specie se servita in piccole dosi come qui, ma sostanziosa grazie alla presenza dei gamberi, diventa una entrée perfetta per una cena di pesce, o per una cena orientale.
- il procedimento, ben spiegato, è molto
semplice. Solo per la cottura a me è servito più tempo dei venti minuti
indicati, circa una decina in più. Inutile dire che al posto del
coriandolo qui è presente del prezzemolo.
lunedì 19 febbraio 2024
Insalata di riso nero con condimento al cocco e lime
Non so voi, ma il mio rapporto con le insalate di riso è un po' conflittuale.
Evocano
ricordi di grandi blob indefiniti che ingoiavano tipo buco nero
qualunque cosa commestibile avessero nei dintorni (ed in alcuni casi,
secondo me, anche di non totalmente commestibile), tenuti insieme da
maionese in quantità industriali a mo' di calcestruzzo.
E sempre in quantità da sfamare eserciti, che non vuoi avere il pranzo pronto almeno per qualche giorno?
Sapore indefinito, alla fine si tagliavano persino a fette e questo la dice lunga sulla densità del composto.
Tutta
altra cosa qui oggi: il riso nero, bellissimo a vedersi e molto buono,
oltre che perfetto per le insalate perchè mantiene la sua consistenza
anche mischiato ai condimenti.
Un mix di verdura, frutta e frutta secca che dà un tocco esotico e fresco ma non appesantisce.
Ed infine un condimento che no, non prevede maionese :) ma è stato una vera rivelazione.
Un piatto, ve lo anticipo qui, sublime.
Per una cena a casa, una gita all'aria aperta, un pranzo estivo.
Basta che lo proviate ;)
BLACK RICE SALAD WITH LIME COCONUT DRESSING
per 4 porzioni
da The Simple Art of Rice di J. J. Johnson
1 tazza di riso nero (o Forbidden Rice) sciacquato
2 tazze di acqua
4 indivie belga, tagliate a pezzi da 2cm e mezzo
4 cipollotti, affettati
1 tazza e mezzo di pomodorini ciliegia, tagliati a metà
1 mango pulito e tagliato a cubetti
1 tazza di anacardi salati arrostiti
2 cucchiai di basilico Thai (o altro tipo) tagliuzzato
1 cucchiaino di buccia di arancia grattugiata
1/2 cucchiaino di sale
pepe
per il condimento
125ml di latte di cocco intero (il tipo in barattolo, non nel cartone)
un cucchiaio e mezzo di succo di lime
un cucchiaio e mezzo di aceto di riso
un cucchiaino di zenzero grattugiato
un cucchiaio di miele
sale e pepe
Mettere acqua e riso in un pentolino medio, quindi accendere il fuoco e far arrivare a bollore.
Abbassare
quindi la fiamma e far cuocere, coperto, finchè l'acqua sarà assorbita
ed il riso cotto (non stracotto), circa 25-30 minuti.
Versare il riso su una teglia da forno allargandolo bene e farlo raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo.
Mentre
il riso cuoce, preparare il condimento: mescolare latte di cocco, succo
di lime, aceto, zenzero e miele. Aggiungere sale e pepe a piacere e
lasciare da parte.
Quando il riso sarà raffreddato aggiungervi
l'indivia belga, i cipollotti, i pomodori, il mango e gli anacardi,
quindi mescolare per amalgamare il tutto. Aggiungere quindi il basilico,
la scorza d'arancia, sale e pepe a piacere e mescolare nuovamente. A
questo punto versare pian piano il condimento, sempre mescolando, in
modo che tutto sia ricoperto ma non annegato. Probabilmente ve ne
avanzerà un po'.
Assaggiare l'insalata ed aggiustare di sale se necessario.
Servire subito.
NOTE
-
il piatto è semplice perchè in effetti si tratta di mero lavoro di
assemblaggio. Ho cotto il riso il giorno prima per motivi di tempo e
questo ha fatto si che poi la preparazione richiedesse veramente pochi
minuti per essere realizzata. A parte il riso, ovviamente, non si cuoce
nulla.
- il riso indicato è un riso nero che appunto, dice
l'autore, mantiene una certa consistenza e non si disfa anche mischiato
al condimento. Ho trovato un ottimo Forbidden Rice, riso proibito, ed ho
usato quello: si chiama così perchè al tempo degli imperatori cinesi
era considerato una rarità e come tale esclusiva della dieta delle
classi più abbienti.
- il condimento lo dovete provare per
forza. Persino il mio augusto consorte, sempre sospettoso verso tutto
ciò che ha un che di agrodolce, ha spazzolato la sua porzione (ed il
resto, ma questa è un'altra storia). Un bilanciamento perfetto ma mi
raccomando, che il latte di cocco sia quello del barattolo per cucinare,
diciamo, e non quello da bere in cartone.
venerdì 12 gennaio 2024
Insalata di cetrioli e noccioline
Lo confesso.
Tanto mi piace ordinare le più varie insalate quando sono al
ristorante, quanto divento pigrissima quando si tratta di mangiarle a
casa.
Tutta la meraviglia suscitata da abbinamenti, ingredienti e
condimenti si scontra con il desiderio di un piatto rapido e non troppo
impegnativo, perchè se voglio mangiare qualcosa di più complicato allora
mi cucino direttamente altro :)
Qui lo sforzo però è veramente minimo, i cetrioli li amo, per non parlare delle noccioline.
E quindi?
Ve lo dico nelle note!
CUCUMBER + ROASTED PEANUT SALAD
2 grossi cetrioli, tagliati a metà per il lungo, puliti dai semi e tagliati a fette
35g di arachidi tostate e salate, spezzettate
un cipollotto finemente affettato
un peperoncino fresco
3 g di foglie di coriandolo fresco
2 cucchiai di aceto nero cinese o aceto di malto
1 cucchiaio di olio di sesamo (preferibilmente tostato)
1 cucchiaio di zenzero fresco tritato
mezzo cucchiaino di pepe
sale in fiocchi
In una ciotola mescolare i cetrioli, le arachidi, il cipollotto, il peperoncino tritato e il coriandolo spezzettato.
A parte mescolare l'aceto, l'olio di sesamo, lo zenzero ed il pepe.
Versare il composto sull'insalata mescolando in modo che ne sia ben ricoperta.
Spolverizzare con il sale e servire subito.
NOTE
-
poco da dire, mero lavoro di assemblaggio e la parte più difficile
affettare i cetrioli! Il coriandolo fresco, come ho ripetuto fino alla
nausea, non mi avrà mai ed è stato sostituito dal prezzemolo.
-
l'autore dice che questa insalata è ispirata ad una indiana e che sono
le noccioline a dare il tocco geniale al piatto. Utilizza quelle
acquistate, quasi scusandosi. Dal mio canto non ho alcuna remora a fare
lo stesso, complice il fatto che qui vendano bustine da esattamente 35
grammi che ho considerato un segnale da non sottovalutare.
- certo, le noccioline. Ma il tocco vero lo dà il condimento. Non fate l'errore di sostituire l'aceto nero cinese con quello tradizionale, o un altro tipo. In realtà può essere usato quello di malto, che ha un aroma simile. Sono fortunata a vivere in una comunità multiculturale da ogni punto di vista per cui lo trovo facilmente al supermercato: ha un aroma più dolce, meno pungente, più avvolngente e quasi maltato. Da usare su tutto!
- l'insalata va fatta e servita al massimo in venti minuti, dopo i cetrioli cominceranno a rilasciare troppo liquido rovinando il piatto.
- insomma, è buonissima. Altro che tristi insalate da dieta!
lunedì 30 ottobre 2023
Insalata di radicchio e indivia con salsa al tahini e noci allo sciroppo d'acero
Già la seconda volta, questo mese, che dedico i miei sforzi culinari ad un contorno più elaborato del solito.
Bugia, qui in effetti ci troviamo davanti a foglie di radicchio e indivia belga.
Ma poi si devono tostare e caramellare le noci.
Preparare il condimento.
E l'olio al prezzemolo.
Vale la pena di sporcare ciotole, padella e frullatore per praticamente condire un'insalata?
Ebbene, si.
Già
entrato di gran carriera nei contorni delle prossime feste, ha ricevuto
plauso unanime e quasi inaspettato: non perchè non sia buonissimo, ma
chi si aspettava tutti questi complimenti per il condimento?
Il resto ve lo dico nelle note ;)
CHICORY SALAD WITH MAPLE WALNUTS AND TAHINI-PARMESAN DRESSING
per 4 persone, come antipasto o contorno
15g di prezzemolo tritato
60 ml di olio d'oliva
350 g di radicchio, foglie separate
350 g di indivia belga, foglie separate
sale e pepe nero
per le noci allo sciroppo d'acero
un cucchiaino d'olio
2 cucchiai di sciroppo d'acero
la punta di un cucchiaino di peperoncino di Aleppo
90g di noci
per il condimento al tahini e parmigiano
60 g di tahini
50 g di yogurt greco
3 cucchiai e mezzo di succo di limone
2 spicchi d'aglio tritati
45 g di parmigiano grattugiato, più altri 20 per servire
15 g di acciughe sott'olio
un cucchiaino e mezzo di senape inglese
2 cucchiai di olio d'oliva
Preriscaldare il forno a 160 gradi. Foderare una piccola teglia con carta forno.
Preparare
le noci: versare l'olio e lo sciroppo d'acero in un pentolino su fuoco
medio/alto. Portare a bollore quindi aggiungere il peperoncino, le noci e
un generoso pizzico di sale. Cuocere mescolando sempre per circa 2
minuti o comunque finchè il liquido sarà quasi completamente ridotto e
le noci saranno ben ricorperte dalla glassa.
Trasferire noci e glassa sulla teglia preparata quindi cuocere per 12 minuti circa, mescolandole a metà cottura.
Lasciar poi raffreddare completamente quindi spezzettarle.
Preparare
il condimento al tahini e Parmigiano: versare tutti gli ingredienti più
due cucchiai di acqua e abbondante pepe in un frullino e procedere a
scatti finchè il composto sarà liscio e non troppo denso. Trasferirlo in
una ciotola e sciacquare il frullino.
Aggiungervi quindi il prezzemolo, 3 cucchiai di olio ed un po' di sale. Frullare finchè liscio ed omogeneo.
A parte, condire le foglie di radicchio e indivia con sale, un cucchiaio di olio e abbondante pepe.
Trasferire
metà delle foglie sul piatto da portata. e versarvi sopra metà del
condimento al tahini, un quarto delle noci e metà del parmigiano
grattugiato. Finire con le foglie ed il condimento rimasti. Finire con
l'olio al prezzemolo e ancora qualche noce, servendo la rimanenza a
parte.
NOTE
- che il risultato sia spettacolare ve l'ho già anticipato. Il bello è che il condimento può essere preparato fino a tre giorni in anticipo! Nel periodo delle feste un bonus non da poco. In frigo tende a rassodare un po', basta allungarlo nuovamente alla giusta consistenza con un po' d'acqua. Nel caso non si mangiasse il pesce, le acciughe possono essere sostituite da capperi. Non piace il radicchio? In realtà qualunque insalata a foglia verde sarà felicissima di annegarci.
- le noci caramellate, leggermente piccanti, sono una disgrazia. Le fate e ve ne mangiate metà, le rifate, ve ne mangia un'altra metà chiunque ci passi davanti. Nascondetele, o fatene qualche chilo.
- le tre parti del condimento, l'olio al prezzemolo, la salsa al tahini e parmigiano e le noci sono perfettamente complementari l'una all'altra. Il quadro completo lo avete solo alla fine, quando il piatto è completo. Non saltate nè omettetene alcuna!
- a parte le noci che vanno cotte in padella e poi tostate e lasciate raffreddare, il resto si fa velocemente e senza cuocere altro. Anche le noci possono essere fatte un giorno in anticipo (ma sconsiglio: spariscono dalla dispensa ...)
- è stata una delle rare volte in cui ho visto fare il bis del contornolunedì 16 ottobre 2023
Asparagi con labneh e condimento al burro nocciola
Ok, non so voi ma di solito i miei sforzi culinari sono diretti alla buona riuscita di primi, secondi e dessert.
Ai contorni, sarà che mi interessano meno, è riservata non dico meno attenzione ma certamente meno lavoro.
Ebbene, cambiamo le cose :)
Il
contorno in questione vi fa sporcare diverse pentole, ha bisogno di un
certo numero di passaggi e richiede una discreta voglia.
Ed ovviamente bisogna che vi piacciano gli asparagi.
Sarete premiati.
Tutti vi chiederanno cosa ci avete messo nel condimento, per farlo così buono.
Non faranno che ripetere quanto ci stia bene il labneh con gli asparagi.
E domanderanno cos'è quella polverina magica, nera come la pece ma dal gusto così intenso.
Passate direttamente la ricetta, fate prima.
E
di polverina nera fatene tanta, che dopo che la provate non resisterete
al metterla ovunque ;) d'altronde se c'è lo zampino di OTK Extra Good Things
di Ottolenghi ed il suo team già sapete che magari la lista ingredienti
è lunga, e qualche volta poco usuale, ma sicuramente interessante.
ASPARAGUS WITH LABNEH, BROWN BUTTER AND BURNT LEMON
per 4 persone, come contorno
900g di asparagi abbastanza grossi (450g da puliti)
3 cucchiai di olio d'oliva
70 g di burro
2 rametti di timo, più un cucchiaino di foglie
1 cucchiaino di brown sugar
sale e pepe
per il labneh
650g di yogurt greco
1 spicchio d'aglio sbucciato e tritato
per il burnt lemon (buccia di limone essiccata)
2 limoni non trattti
Per
prima cosa preparare il labneh mettendo lo yogurt e mezzo cucchiaino di
sale in una ciotola, mescolando bene.Foderare un colino con della garza
per formaggi o uno strofinaccio pulitissimo, lasciandolo
abbondantemente uscire dai bordi. Versare lo yogurt nella garza e
sistemare il colino su una ciotola. Chiudere la garza o lo strofinaccio
sullo yogurt e metterci sopra un peso.
Lasciare in frigo una notte quindi eliminare il liquido che sarà colato nella ciotola e trasferire il labneh in un contenitore.
Per il burnt lemon preriscaldare il forno a 220 gradi. Pelare i limoni usando un pelapatate, cercando di ottenere delle lunghe strisce, circa 30 g almeno. Lasciarne qualcuna da parte e mettere le altra in una teglia coperta con carta forno. Cuocere per 9-12 minuti finchè saranno completamente secche e annerite (si ridurranno sensibilmente). Macinarle in un mortaio quindi passare il risultato attraverso un colino eliminando i pezzi più grossi. Lasciare da parte la polvere ottenuta.
Mettere gli asparagi, l'olio un po' di sale e del pepe in una teglia coperta con alluminio per alimenti. Fare in modo che non si sovrappongano quindi cuocere sotto il grill del forno per 8-10 minuti o comunque finchè saranno teneri e leggermente abbrustoliti. Ogni forno è diverso quindi monitorare gli asparagi, potrebbero servire anche solo 6-7 minuti.
Intanto
preparare il burro nocciola. Mettere il burro in un pentolino su fuoco
medio/alto. Farlo sciogliere quindi continuar a cuocerlo per 3-4 minuti
finchè sarà scurito ed emanerà un profumo quasi di nocciole. Aggiungere i
rametti di timo, lo zucchero (facendo attenzione agli schizzi), mezzo
cucchiaino abbondante di burnt lemon e la punta di un cucchiaino di
sale. Farlo intiepidire per 5 minuti.
Tagliare a spicchi uno dei
limoni rimasti, eliminare la pellicina in eccesso quindi tagliare ogni
spicchio in 3-4 pezzi. Spremere l'altro limone in modo da ottenere 4
cucchiai di succo. Aggiungere il succo e gli spicchi tagliati al
composto di burro nocciola.
Distribuire il labneh su un piatto ed adiagiarci sopra gli asparagi. Condire con il composto di burro e le foglioline di timo. Completare con un po' di burnt lemon e della buccia di limone fresca a julienne.
NOTE
- come accennato, la ricetta non è quelle da cinque minuti e via. Ci sono un po' di passaggi, niente di particolarmente complicato, ma che comunque prenderanno il loro tempo. Ottolenghi stesso consiglia di semplificare le cose utilizzando labneh acquistato pronto, o di realizzare la buccia di limone essiccata un giorno prima.
- quest'ultima si conserva benissimo per diversi giorni in un barattolo di vetro ben chiuso. Mettetela ovunque!
- la preparazione del burro nocciola è l'unico passaggio che richieda un minimo di attenzione extra. Non perdetelo di vista, che da brown a irrimediabilmente black il passaggio è solo di pochi secondi.
- i miei asparagi erano particolarmente grossi quindi il tempo di cottura è stato superiore a quello indicato. D'altronde anche i forni cuociono tutti in modo diverso ma anche qui, teneteli sott'occhio.
- il composto di brown butter è divino. Non assaggiatelo troppo o non ve ne rimane per gli asparagi...ed il contrasto con il gusto leggeremente acidulo del labneh è perfetto. D'altronde c'è una ragione se Ottolenghi è lui e non io :)
mercoledì 13 settembre 2023
Covrigi
Incantata dalla foto su Nistisima mi ero ripromessa di realizzarli al più presto.
Poi si sa, "al più presto" prende connotazioni da era geologica nella vita quotidiana...
Ora, complice un'amica vegana, il libro in questione è sempre in giro, in casa arabafelice, e soprattutto sempre aperto!
I
covrigi sono in pratica molto simili a bagel e pretzel, con i quali
condividono la bollitura prima del passaggio in forno e, spesso, la
tipica forma.
Georgina Hayden dice che la ricetta è in realtà rumena, arrivata da quelle parti grazie ai fornai ebrei e mediorientali.
Nella versione originale la bollitura non era prevista, ma il passaggio è caldamente raccomandato per un risultato ottimale.
Anche
il topping non è tradizionale, con i fiocchi di cipolle, quegli onion
flake che trovo ovunque nei supermercati delle mie parti.
E con i
semi di papavero, che invece, udite udite, da me non solo non si trovano
ma sono severamente vietati per motivi legati al bando di ogni droga
possibile ed immaginabile, dato che possono contenere tracce di oppio e
hanno un blando contenuto di morfina.
Non siamo gli unici eh! Sono banditi anche a Singapore, in Cina e negli Emirati Arabi.
Inoltre possono falsare il risultato dei test antidroga comunemente usati negli aeroporti causando dei falsi positivi.
Insomma, se li fate pensate che c'è chi, banalmente, al loro posto ha dovuto usare semi di nigella.
Voi, fatevi conquistare dal lato proibito e andata di originale :)
COVRIGI
per 8 pezzi
1 cucchiaio di zucchero semolato
7g di lievito di birra disidratato
500g di farina forte per pane, più dell'altra per spoverizzare
1 cucchiaino di sale fino
3 cucchiai di olio d'oliva o di girasole
2 cucchiai di bicarbonato di soda
1 cucchiai di semi di papavero
1 cucchiaio di semi di sesamo
sale in fiocchi
1 cucchiaio di fiocchi di cipolla disidratata
Mettere
lo zucchero in contenitore alto e stretto insieme al lievito e versarvi
sopra 260ml di acqua tiepida. Mescolare e lasciare riposare per 5
minuti.
Versare la farina in una ciotola capiente e mescolarla con il
sale. Fare un buco al centro e unire l'acqua con il lievito aiutandosi
con una forchetta per amalgamare. Aggiungere 2 cucchiai di olio,
mescolare finchè il tutto sta insieme quindi versare il tutto sul piano
di lavoro leggermente infarinato ed impastare per 5/10 minuti, finchè
liscio ed elastico. Metterlo in un contenitore leggemente unto, coprire e
lasciar lievitare fino al raddoppio.
Quando l'impasto è pronto
rovesciarlo sul piano di lavoro e sgonfiarlo. Dividerlo in 8 pezzi
uguali e dare o la forma di un classico pretzel o quella arrotolata
mostrata qui, realizzata dividendo ognuno degli 8 pezzi in due filoncini
lunghi circa 30cm. Pizzicarne le estremità per farle stare insieme
quindi arrotolare, fermando le altre estremità nello stesso modo a
formare un anello. Trasferire su due teglie unte, coprire e lasciar
lievitare fino al raddoppio (circa 20 minuti).
Preriscaldare il
forno a 220 gradi. Mettere una pentola capiente piena d'acqua sul fuoco,
portare a bollore ed aggiungere il bicarbonato. In una ciotola
mescolare semi di sesamo, di papavero, sale in fiocchi e fiocchi di
cipolla. Usando un grosso mestolo forato o un colino per frittura
immergere un pezzo alla volta per 30 secondi, scolarlo bene e rimetterlo
in teglia. Quando sono tutti pronti ungerli con l'olio rimasto e
spolverizzare con il mix di semi.
Cuocere in forno per 15-20 minuti, finchè ben coloriti ma ancora morbidi all'interno.
Far raffreddare e servire.
NOTE
- ricetta precisa al grammo, cosa che con i lievitati, vuoi per le diverse farine, vuoi per le condizioni ambientali, non è mai scontata. Nonostante il caldo secchissimo, e il fresco in casa secco da aria condizionata l'impasto è risultato perfetto con le dosi di liquido indicato. Dato che la cosa mi causa sempre un certo patema, la sottolineo con soddisfazione .)
- la lavorazione indicata è a mano, ed in effetti l'impasto lo consente senza problemi. Per la solita, cronica, personale pigrizia ho utilizzato l'impastatrice ma devo dire che l'impasto in mano è veramente un piacere da maneggiare.
- ricetta tutto sommato veloce, dato che la quantitàdi lievito consente di non dover attendere molto il raddoppio. Unico passaggio più indaginoso, ma nemmeno più di tanto, è la bollitura che va fatta rigorosamente un pezzo per volta. Ma trattandosi di 30 secondi direi che c'è poco da lamentarsi...
- la formatura è molto semplice e ben spiegata. Nulla vieta di procedere anche con la forma da pretzel classico.
- il topping con la cipolla disidratata e i semi è veramente il quid in più. Morbidi dentro, croccanti fuori, da annoverare tra le ricette non solo da rifare, ma da raddoppiare, triplicare...perchè veramente non bastano mai.lunedì 7 agosto 2023
Ajo blanco (gazpacho bianco)
C'è caldo, anzi caldissimo.
Ma certo dalle mie parti non è una novità.
Più del solito no, sicuramente arrivato in anticipo.
Ed all'inizio benvenuto, dato che abbiamo passato l'inverno più freddo, e piovoso, che la storia di questo deserto ricordi.
Vero è che nel suddetto deserto non si cammina per strada per fare compere, ma si entra in centri commerciali dove l'aria condizionata è mantenuta a livelli da ibernazione.
Vero è che le fermate dell'autobus sono non solo coperte, ma chiuse, dotate di panchine e perfettamente climatizzate.
Vero è che simile comodità è presente anche alle stazioni dei taxi.
E per tornare agli autobus di cui sopra, non solo sono dotati di aria condizionata ma sono numerosi, comodi, frequenti e perfettamente in orario: scusate, ma per chi è di Roma come me la cosa è sempre fonte di un certo stupore.
Vero è che tutte, dicasi tutte le case sono dotate di impianti di climatizzazione, bagni compresi.
Come tutti gli uffici, o le scuole, ed i negozi.
Ogni singola automobile (si, si cuoce l'uovo sul cofano se la lasciate al sole per abbastanza tempo).
Comodo, ovvio.
Però qualche stonatura tutta questa comodità ce l'ha.
Camminavo qualche giorno fa in un'area commerciale all'aperto, di fretta per evitare di sciogliermi.
Ma non solo stranamente non fondevo, non solo, una brezza deliziosa e rinfrescante mi colpiva da ogni lato.
Un improvviso cambio del meteo?
No, un capillare impianto di climatizzazione all'aperto.
Calcolo velocemente quanto debba costare questo spreco epocale, per ricordare che il costo dell'energia qui non è un problema. Per ora.
E mentre spero che sia episodio unico ed isolato, leggo la notifica sul telefono del nuovissimo ristorante appena aperto.
Non scherzo: il ristorante è all'aperto ma in pratica le pareti sono un gigantesco frigorifero.
Consigliano di coprirsi e portare un giaccone.
Anche perchè il venerdì sera dalle 20:30 in poi c'è lo spettacolo.
Leggo due volte: ci nevica.
Giuro.
I tavoli vengono inondati da neve artificiale.
Anche io ogni tanto non so che dire.
Tranne che forse, ecco,un filo si sta esagerando :)
Ricetta senza cottura e che si fa in due colpi di frullatore: cerchiamo di rimediare agli sprechi altrui con qualcosa che almeno ci consoli il palato!
Antipasto o entréè, fate voi: in ciotola o bicchieri farete un figurone.
Ne basta poca a testa, essendo molto ricca.
Ma qui qualcuno ha fatto il bis!
AJO BLANCO
da Food52
50g di mandorle spellate non tostate
1 spicchio di aglio
150g di pane raffermo (senza glutine per commensali celiaci)
2 cucchiai di scalogno tritato
un cetriolo sbucciato a cubetti
circa 100 g di acini di uva bianca
2 cucchiai di olio extravergine
3 cucchiaini e mezzo di aceto di sherry
un cucchiaino di sale
Mettere il pane in una ciotola e versarvi sopra 125ml di acqua per ammorbidirlo.
Versare le mandorle e l'aglio nel frullatore e far andare finchè il composto sarà molto liscio. Aggiungere quindi lo scalogno, il cetirolo, l'uva, l'olio, l'aceto, il sale ed il pane ammorbidito con altri 150ml di acqua.
Frullare fino alla consistenza desiderata, assaggiare ed eventualmente aggiustare sale ed aceto.
Aggiungere ulteriore acqua se lo si desidera più liquido.
Servire ben freddo dopo un riposo in frigo di almeno un paio d'ore in ciotoline o bicchieri, guarnito con mandorle, uva ed erba cipollina.
NOTE
- la ricetta è semplicissima. Raccomando solo di assaggiare dopo averla fatta riposare, in modo da dare al sale il tempo di sciogliersi per bene ed a tutti gli aromi di amalgamarsi.
- il pane usato qui era integrale, per questo il risultato è leggermente meno "blanco" del normale :)
mercoledì 14 giugno 2023
Feta croccante in pasta phyllo e miele
Immagino che nessuno, o quasi, sia pronto ad alzarsi a contestare il
detto universale per cui qualunque cosa, fritta, diventi mille volte più
buona.
Possiamo poi andare per il sottile e precisare, quello si,
che la frittura debba essere realizzata a regola d'arte, arte che ahimè è
molto meno facile di quel che sembri.
Qui in realtà non dovendo
preparare nessuna pastella ma solo controllare che l'olio sia alla
giusta temperatura le difficoltà si riducono praticamente quasi allo
zero.
L'autrice dice che ha mangiato questo piatto durante una
vacanza in Grecia e la reazione all'assaggio fu estasi ma anche rabbia,
per non averci pensato prima lei stessa.
Un abbinamento
semplicissimo, pochi ingredienti, che però si trasforma in un piatto da
leccarsi i baffi, le dita e chi più ne ha, più ne metta.
Idem per me: basita dalla semplicità, quasi dall'ovvietà dell'abbinamento per poi rimanerne colpita appena l'ho assaggiato.
La feta la metto ovunque, giusto dentro la pasta phyllo mi mancava!
Successone su tutti i fronti.
Fatene tanti.
E tanti saranno sempre pochi!
FRIED FETA PARCELS WITH HONEY
per 2 persone
da Persiana Everyday di S. Ghayour
olio di semi, per friggere
un blocco di feta da 200g diviso in quattro
un foglio di pasta phyllo (circa 48cm x 25cm) diviso in quattro
2 cucchiai colmi di miele chiaro
Scaldare
l'olio in padella, in modo che abbia circa un centimetro di spessore
(per testare la temperatura immergere un pezzetto di pasta phyllo, se
frigge piano facendo qualche bolla va bene, se invece sfrigola molto è
troppo caldo).
Foderare un piatto con carta da cucina.
Avvolgere ogni pezzetto di feta in uno dei pezzi di pasta phyllo, sigillando bene aiutandosi con un pochino di acqua o olio.
Immergere
ogni pezzo (con la chiusura verso il basso) nell'olio e cuocere un paio
di minuti, girandoli poi per continuare la cottura dall'altro lato.
Dovranno risultare croccanti e ben dorati.
Farli scolare sulla carta preparata quindi servire accompagnando con un filo di miele.
NOTE
-
la ricetta, se così possiamo chiamarla, è un mero esercizio di
assemblaggio. L'autrice taglia in 4 il blocco di feta da 200g ricordando
come quello mangiato da lei in vacanza fosse invece lasciato intero e
fritto in un unico pezzo. Sicuramente vincente l'idea di creare pezzi
più piccoli e vi confesso che in realtà, avendoli già rifatti, la
seconda volta ho tagliato il blocco in 8 parti. Ancora più sfiziosi e
decisamente più comodi da mangiare.
- insomma, stiamo parlando di formaggio in un guscio croccante ed un filo di miele. Non immagino esista qualcuno che possa resistere a un bis, come minimo (tranne chi non ama il formaggio). Idea dall'eccezionalità inversamente proporzionale alla difficoltà di preparazione.
Perfetto per tutti gli aperitivi estivi, sia tiepido che a temperatura ambiente.
Fateli!
lunedì 22 maggio 2023
Sandwich uova, tonno e curry
I tramezzini erano la grande passione di mia madre che se
ne concedeva pochi, in realtà, rigorosamente presi nei bar selezionati
che li preparassero con tutti i crismi.
Perchè non sono io a doverlo
dire, ma ogni tanto se ne vedono di usciti da film dell'orrore. Senza
ripieno, o posizionato alla bell'e meglio solo sul lato in mostra, per
poi scoprire che il resto è vuoto.
Con il pane secco o vecchio, o spruzzato di acqua per farlo sembrare fresco (visto con i miei occhi).
Farciture banali o improbabili quando vogliono sembrare originali.
Insomma, anche quella del tramezzino è un'arte.
E la prima regola è che il ripieno sia strepitoso!
Qui
sicuramente il problema non si pone: la farcia è un filo anche troppo
buona, tanto che si rischia di finirsela a cucchiaiate.
Non so se a
casa vostra si usi pranzare a panini e finger food sul divano davanti
alla tv: da noi solo in occasioni particolari che spaziano da finali dei
Mondiali ad attentati spaventosi, e tutto quello che si trova in mezzo
...come la cerimonia di incoronazione di un nuovo sovrano, durante la
quale sono stati offerti con successo ;)
DEVILLED EGG TUNA SANDWICHES
da The Joy of Better Cooking di A. Zaslavsky
per 4 persone
4 uova a temperatura ambiente
185 g di tonno in scatola scolato
2 lunghi gambi di sedano affettati sottili
uno scalogno finemente affettato
1/2 mazzetto di coriandolo, foglie e rametti finemente affettati (più dell'altro del guarnire)
185 g di maionese (possibilmente la Kewpie)
2 cucchiaini di curry in polvere
un cucchiaino di coriandolo in polvere
un cucchiaino di sale in fiocchi
2 cucchiai di burro ammorbidito
8 fette di pane da toast
un cetriolo affettato molto sottile
Per cuocere le uova mettere un pentolino d'acqua sul fuoco e adagiarle dentro usando un mestolo forato. Abbassare la fiamma in modo che sobbolla appena e lasciar andare per 5 minuti. Togliere quindi il mestolo con le uova dal pentolino e passarle subito sotto l'acqua corrente. Una volta fredde, pelarle.
Mettere il tonno, il sedano,
lo scalogno ed il coriandolo in una ciotola insieme alla maionese, il
curry in polvere e il coriandolo in polvere. Amalgamare cercando di non
sminuzzare troppo il tonno. Aggiungere le uova e unire anch'esse, quindi
salare ed assaggiare: se piace, a questo punto si può aggiungere un po'
di pepe.
Imburrare metà delle fette di pane e farcirle con il composto di tonno, finendo con una striscia di cetriolo. Usare le fette rimaste per chiudere i sandwich, quindi tagliarli a strisce e servire con coriandolo extra e cetrioli.
NOTE
- l'autrice racconta che questo è un grande classico della sua famiglia che lei ha solo leggermente modificato lasciando i tuorli morbidi in modo che si fondano meglio con gli altri ingredienti. Suggerisce di provare anche a sostituire il tonno con del pollo, il pane con quello senza glutine se dovesse servire. Oppure ancora, per realizzare un antipasto con poco sforzo, suggerisce di acquistare dei vol-au-vents pronti e farcirli con il ripieno.
- una nota a parte necessita la maionese suggerita. Non so se in Italia si trovi quella della marca indicata, Kewpie, che è un brand giapponese che ha conquistato chef e scaffali dei supermercati in mezzo mondo. La particolarità? Il sapore delicato ed intenso allo stesso tempo, indescrivibile. Realizzata con soli tuorli, non uova intere, ha anche la consistenza ideale per essere mischiata ad un ripieno o usata per creare decorazioni che reggereanno perfettamente la forma. Cercatela per curiosità, facendo attenzione a comprare quella che nasce per il mercato giapponese e non quella americana, la cui ricetta leggermente diversa la rende meno buona dell'originale. Al solito qui da me si trova facilmente al super.
- imburrare il sandwich prima di farcirlo mi è sembrato un po' ridondante. Really? E soprattutto, perchè? Non aggiunge nulla in termini di sapore dato che è poco, non isola il panino perchè comunque va imburrato un solo lato. Insomma, l'ho fatto per amor di ricetta ma non cambierebbe nulla se lo si evitasse.
- piccola nota sul coriandolo fresco: impossibile che entri a casa mia, è stato sostituito come al solito con prezzemolo.
lunedì 24 aprile 2023
Parmigiana...eretica!
DISCLAIMER: questa non è la parmigiana delle vostre nonne.
SECONDO
DISCLAIMER: l'Ottolenghi team sa benissimo che questa non è una
parmigiana classica, e spiega che il piatto nostrano ne è solo
ispirazione.
TERZO ED ULTIMO DISCLAIMER: . a me la parmigiana classica piace...poco.
La
colpa è certamente mia e del mio palato piuttosto difficile da
accontentare ma ahimè ne ho assaggiate tante ed il responso è rimasto
quello.
Sarà la consistenza sempre un po' troppo morbida per i miei
gusti, i sapori che non sempre si amalgamano, o ancora la quantità di
olio che galleggia in superficie che inquieta già solo lo sguardo prima
dello stomaco.
Colpa mia, ripeto, ma anche probabilmente di molte parmigiane preparate male, concedetemelo.
Non
è quindi un controsenso essersi tuffata a pesce sulla ricetta di cui
sopra, innanzitutto per la presenza di un ingrediente tipico della zona
del mondo in cui vivo, ovvero la pasta kataifi.
In realtà qui è
utilizzata per la realizzazione di dolci, prima di tutti la kunafa, un
dessert a strati che prevede che venga imbevuta di sciroppo e
stratificata con panna dolce, o ancora formaggio.
Insomma, usare la pasta kataifi per un piatto salato la prima tentazione.
Una parmigiana eretica, la seconda.
Vi svelo subito come è finita: è buonissima.
Ma non è quella della nonna.
Avvisate
quell'ospite lamentoso e nostalgico della madrepatria che ve lo
ripeterà ad ogni boccone, ma che nel frattempo se ne è finito un terzo
;)
PARMIGIANA PIE WITH TOMATO SAUCE
per 4 persone
1 kg di melanzane, tagliate per il lungo in fette di 1cm - 1 1/2 cm di spessore
70g di farina comune
2 uova grandi + 3 tuorli grandi
2 cucchiai di latte o acqua
225g di pangrattato fine
105ml di olio d'oliva
40g di pasta kataifi, scongelata e tagliuzzata in pezzi di 2-3cm di lunghezza
75g di pecorino romano grattugiato o parmigiano
300g di mozzarella di bufala affettata finemente e ben scolata
sale e pepe nero
per la salsa di pomodoro
120ml di olio d'oliva
2 cipolle sbucciate e tritate finemente (circa 180g)
8 spicchi di aglio sbucciati e schiacciati
2 cucchiaini di peperoncino di Aleppo
2 1/2 cucchiaini di cannella
1 1/2 cucchiai di cumino in polvere
2 barattoli di pomodori pelati, 800g, spezzettati con le mani
2 cucchiaini di zucchero semolato
30g di coriandolo fresco, tritato grossolanamente
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Foderare due teglie da forno con carta forno.
In una ciotola molto capiente spolverare le fette di melanzane con 3/4 di cucchiaino di sale e una generosa macinata di pepe.
Mettere la farina in un piatto poco profondo e mettere i tuorli, le uova intere, il latte (o acqua) in un altro mescolandoli bene In un terzo piatto mettere il pangrattato con 1/4 di cucchiaino di sale, girando per amalgamarli.
Lavorando con una fetta alla volta passare le
melanzane nella farina, scuoterle per eliminare l'eccesso, quindi
passarle nel composto di uova ed infine nel pangrattato.
Adagiarle nelle teglie preparate e condirle con 2 cucchiai di olio ciascuna (presi dal totale).
Cuocere per 15 minuti quindi invertire le teglie e cuocere altri 15 minuti o comunque finchè ben dorate.
Sfornare ed abbassare la temperatura a 180 gradi.
Nel
frattempo preparare la salsa di pomodoro. Mettere l'olio in una pentola
capiente su fuoco medio/alto. Una volta caldo unire le cipolle e
cuocere, mescolando ogni tanto, finchè si saranno ammorbidite e avranno
preso colore.
Aggiungere l'aglio, le spezie e cuocere ancora un
minuto, quindi unire i pomodori pelati, lo zucchero, 400 ml di acqua, 1
e 3/4 cucchiaini di sale e del pepe. Portare a bollore quindi abbassare
il fuoco e far cuocere piano per circa 25 minuti, o finchè addensato
leggermente.
Unire il coriandolo quindi prelevare 700ml di salsa e
metterli da parte (servirà per gli strati della parmigiana). Tenere il
resto della salsa nella pentola.
In una ciotola mescolare la pasta kataifi, metà del pecorino e i rimanenti 3 cucchiai di olio.
A
questo punto assemblare la preparazione: Foderare una teglia a cerniera
da 23cm di diametro con carta forno, abbastanza perchè oltre alla base
copra anche i lati.
Mettere alla base un terzo delle fette di
melanzane (rifilandole se dovesse servire). Coprire con un terzo della
salsa, un terzo della mozzarella e un terzo del rimanente pecorino.
Conitnuare per altri due strati quindi terminare con la pasta kataifi condita e infornare per 35 minuti.
Aumentare la temperatura a 200 gradi e cuocere per ulteriori 15-20 minuti o comunque finchè la superficie risulterà ben dorata.
Togliere dal forno e far riposare per circa 30 minuti.
Togliere l'anello della teglia a cerniera e aiutarsi con la carta forno per appoggiare la pie su un tagliere.
Servirla appena tiepida o a temperatura ambiente, con la salsa rimasta riscaldata.
NOTE
-
il piatto non è complicato ma certamente non si prepara in un attimo.
C'è da fare il sugo, impanare e cuocere le melanzane, assemblare il
tutto, cuocere e far riposare. Vero che il sugo si può fare il giorno
prima ma comunque prende il suo tempo. Se il vostro forno non è grande
potreste dover fare più infornate delle teglie con le melanzane
impanate.
- il sugo è buonissimo! Ne è avanzato e come suggerito è stato usato il giorno dopo per cuocervi delle uova, ma gli autori suggeriscono di provarlo anche per una pasta al forno.
- le melanzane impanate e cotte al forno conservano la loro struttura, cuociono ma non diventano mollicce. Questo fa si che anche dopo cotta la pie conservi bene la forma e possa tagliarsi in fette perfette, condite ma non troppo "bagnate"se si capisce cosa intendo :)
- la pasta kataifi è in pratica pasta phillo tagliata in fili sottilissimi. Se non doveste trovarla la ricetta suggerisce di acquistare proprio quest'ultima e di tagliarla poi più sottile possibile. So per certo che a Roma la kataifi la vende Castroni, fate attenzione che spesso è chiamata "kunafa pastry".
- è saporita in modo molto tradizionale per palati nostrani, unica nota particolare appunto questa copertura croccante che dà un bell'effetto anche visivo. Osate :)
mercoledì 11 gennaio 2023
Melanzane al miso
Sapete
che Gennaio, complici i buoni propositi per il nuovo anno, è il mese in
cui si registrano i più alti picchi di acquisto di verdure e prodotti
plant-based?
In più è anche il mese in cui comincia Veganuary, ovvero
la sfida lanciata per la prima volta nel 2014 e poi ogni anno da una
organizzazione no profit britannica che incoraggia le persone a provare
un regime alimentare completamente vegano per un mese.
Nel 2020 si erano iscritte oltre 400.000 persone!
Ora,
vegana non credo diventerò mai: vegetariana è possibile, dato che ormai
carne ne mangio veramente pochissima e invece mi butto a pesce su tutto
ciò che contenga uova o formaggio.
Come sulle verdure.
Cucinate in ogni modo per farle piacere anche all'augusto consorte, quando per me basta farmele al vapore.
Quintali di broccoli passano per il mio frigo, seguiti da altrettanti di zucca e pomodori.
Questa la top-3: poi viene tutto il resto.
E
se il consorte ha una predilezione per i fagiolini, che personalmente
non sopporto, entrambi amiamo le melanzane (purchè non mi offriate la
parmigiana: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa ma così è).
Di solito grigliate sulla piatra o al forno per fare prima, e condite con italianissimo origano, sale e succo di limone.
Anche
se si sa, le più buone in assoluto rimangono quelle impanate e fritte
che faceva mia nonna, e che mai mi è riuscito di emulare nella
perfezione.
Queste invece le ho fatte al volo mezz'ora dopo aver
letto la ricetta: complici i sapori orientaleggianti, ed il fatto che
tutti gli ingredienti erano già in frigo.
Una goduria da leccarsi i
baffi, buonissima servita tiepida ma ottima anche a temperatura ambiente
o addirittura, per gli amanti del genere come me, fredda di frigo ;)
Ah,
un'ultima nota: da me le melanzane ci sono. Vivo ad altre latitudini
rispetto all'Italia...prima che comincino i rimproveri ,)
MISO AUBERGINES
da The Daily Veg di J. Woodhouse
per 4 persone
3 cucchiai di olio dal sapore neutro
80 g di miso bianco
40 ml di aceto di riso
un pezzo di zenzero più o meno delle dimensioni di un pollice, pelato e grattugiato finemente
2 spicchi di aglio tritati
3 melanzane del tipo lungo tagliate in quattro per la lunghezza
per servire
50 g di sesamo tostato
2 peperonicini freschi, affettati
un po' di erba cipollina tritata
riso bollito per accompagnare
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
In una terrina capiente mescolare l'olio con il resto degli ingredienti, tranne le melanzane. Mescolare bene.
Unire a questo punto le melanzane e rigirarle nel composto affinchè ne siano ben ricoperte.
Mettere
le melanzane, parte tagliata verso il basso, ben distanziate su une
teglia da forno, avendo cura che metà della salsa preparata rimanga
nelle ciotola per poterle spennellare dopo.
Cuocere per dieci minuti.
Togliere dal forno e girare ogni pezzo di melanzana su un altro lato. Cuocere per altri dieci minuti.
Ora
girare le melanzane dal lato della pelle. Versarci sopra la salsa
rimasta usando un cucchiaio e cuocere per altri 5 minuti, o finchè le
melanzane saranno tenere.
Una volta cotta spostarle sul piatto da
portata ( o su piatti individuali) e condire a piacere con l'erba
cipollina, il peperoncino ed il sesamo.
Servirle con del riso in bianco.
NOTE
- la ricetta non presenta alcuna difficoltà, ma l'autore sottolinea come vadano scelte melanzane del tipo lungo piuttosto che le tonde perchè di solito hanno meno semi.
- la salsa si fa mescolando tutto insieme, dopodichè si versa sulle melanzane e si comincia la cottura. Fanno tutto da sole, tranne girarsi :) ma è lavoro di poco. Non è presente sale tra gli ingredienti ma non è un errore, il miso dà la sapidità necessaria ed unito all'aceto conferisce un sapore orientaleggiante veramente gustoso.
- vengono leggermente caramellate alla fine, una goduria. Con il riso in bianco come indicate sono buonissime, ma faranno da eccellente contorno a qualsiasi piatto abbiate in mente o si presenteranno benissimo anche tra una serie di antipasti. Da leccarsi i baffi, letteralmente.lunedì 5 dicembre 2022
Noci pecan speziate
Un consesso che sembra l'ONU.
Signore da ogni Paese del mondo e dai molti passaporti si affollano ad un buffet a cui tutte abbiamo contribuito.
Chi più, chi meno.
Quei dim sum, i famosi ravioli cinesi, sono invitantissimi, ma sono solo dieci.
Siamo una ventina almeno.
La signora che li ha portati e realizzati parla poco inglese, ma abbastanza da spiegare che ne ha portati pochi perchè magari non tutti li conoscono e non verranno assaggiati.
A pensare male si fa peccato, lo so.
Ma non mi scaccio dalla testa l'idea che giusto quelli le siano avanzati...
Un casco di banane.
Sarebbe un Christmas brunch, ma capisco che la signora pensa alla nostra salute e tiene a ribadire che immaginando la presenza di molte portate poco sane ci ha pensato lei, a rimetterci in riga.
Un barattolo di curcuma.
Si, avete letto bene.
Un'altra auto-proclamatasi guru di non so bene cosa se ne prende il merito e con fare piuttosto imperioso ci invita, o sarebbe meglio dire ordina, di metterne ovunque per presunti miracoli per salute, bellezza e forma fisica.
Su di lei gli effetti tardano ad arrivare, ma non l'ho detto e sto cercando di non pensarlo.
Prima di essere fraintesa, il buffet è strapieno.
Torte, pasticcini di ogni tipo, salati di ogni foggia.
La signora vegana per cinque giorni a settimana si aggira sconsolata.
Ahimè non è weekend ancora, non può toccare nulla a parte le banane.
Poi vede queste.
Si prende la ciotola.
Se la porta al tavolo.
Se le mangia.
Si incarta la rimanenza.
Ne condivide un paio giusto con la tizia della curcuma, che evidentemente approva.
Dove le hai comprate, mi chiedono.
Spiego brevemente come si facciano.
Too much work. Troppo sforzo, rispondono.
Le venderesti?
Non le vendo, ma vi invito caldamente a replicarle quanto prima.
Metterete d'accordo vegani, celiaci. E guru del momento :)
SPICED CANDIED PECANS
di D. Lebovitz
210 g di noci pecan non tostate
55 g di zucchero a velo
3/4 di cucchiaino di sale in fiocchi
mezzo cucchiaino di pepe di Cayenne
2 cucchiaini di acqua (da valutare)
Preriscaldare il forno a 170 gradi e foderare una teglia con carta forno.
In una ciotola mischiare lo zucchero a velo, il sale, il pepe di Cayenne e 1 cucchiaino e mezzo di acqua.
Amalgamare ed unire le noci pecan, mescolando in modo che siano ricoperte.
Non aggiungere l'acqua tutta insieme, se il composto è troppo liquido non si attacca alla frutta secca.
Valutate quanto aggiungerne, vi metto la foto di come è il composto prima di andare in forno.
Versare le noci pecan sulla teglia preparata, separandole un po'.
Cuocere per 10-12 minuti, mescolandole un paio di volte, finchè saranno ben colorite e brillanti.
Far raffreddare completamente prima di servire, o conservare in un contenitore ermetico, separando quelle che si saranno attaccate tra loro in cottura.
NOTE
- queste sono il male, e non dite che non vi avevo avvisato. Fatene TANTE.
- si conservano benissimo anche due settimane, oltre non ci sono arrivate. Perfette per aperitivi e regalini homemade.
martedì 15 novembre 2022
Tartellette di sfoglia con cipolle caramellate e caprino
La regola è quella e non si cambia: le ricette in casa arabafelice non si ripetono.
Se
ne provano tante, sempre nuove, con quell'ansia che viene dal
possedere un numero di libri inversamente proporzionale al tempo a
disposizione, sapendo che la maggior parte non prenderà mai vita.
Rarissime
le eccezioni alla suddetta regola, che contemplano che la ricetta in
questione sia come minimo un capolavoro assoluto di cui non sia stato
trovato emulo minimamente accostabile.
Fanno parte del gruppo un paio
di ricette di Yotam Ottolenghi, due di Martha Stewart, una di Nigella
Lawson. Alla santissima trinità in questione si aggiunge, ebbene si,
questa degli Hairy Bikers dal loro The HB Perfect Pies.
Per quanto semplice possa sembrare il risultato è, credetemi, al di sopra di qualsiasi aspettativa ed immaginazione.
Inutile
che vi elenchi i complimenti, le richieste di condividere la ricetta,
la preghiera di portare "quegli affari con le cipolle" a qualunque cena o
buffet in cui fosse presente qualcuno che già li aveva assaggiati.
Più
emblematico che sia l'unica, dicasi l'unica ricetta al mondo che
preveda le cipolle come elemento principale che il mio augusto consorte
mangi, e di gran gusto.
E se gli chiedete il perchè, ricordandogli
che i bulbi in questione vanno annoverati tra quelli che considera la
sua personale kryptonite, la risposta è "ma qui ci stanno benissimo".
Quindi
anche in considerazione delle feste che arriveranno presto e delle idee
a riguardo che non bastano mai, ho deciso di inaugurare il cesto di Natale con queste tartellette divine.
Non
storcete il naso alla sfoglia pronta: ne esistono di qualità
eccellente! E nemmeno al procedimento piuttosto semplice: non è una
benedizione ogni tanto potersi semplificare la vita? ;)
CARAMELISED RED ONION & GOAT'S CHEESE TARTS
da HB Perfect Pies degli Hairy Bikers
per 6 pezzi
50g di burro
4 cipolle rosse medie, tagliate a metà e poi affettate sottilmente
50 g di brown sugar
3 cucchiai di aceto di vino rosso
3 cilindri di caprino
2-3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
pepe macinato al momento
origano fresco o prezzemolo per guarnire
un rotolo di pasta sfoglia da 375g
farina per spolverare
latte per spennellare
Fondere
il burro in una pentola antiaderente quindi aggiungere le cipolle.
Cuocere su fuoco molto dolce per circa 30 minuti, finchè saranno ben
ammorbidite, mescolando ogni tanto.
Aumentare il fuoco e cuocere altri 3-4 minuti mescolando sempre, finchè cominceranno a colorire.
Aggiungere quindi lo zucchero e l'aceto e cuocere per 5 minuti, mescolando, finchè la maggior parte del liquido sarà evaporato.
Togliere dal fuoco e lasciare da parte.
Srotolare la pasta sfoglia e stenderla su una superficie infarinata finchè sarà circa 4cm più lunga. Tagliarla in 6 rettangoli uguali, metterli in una teglia, bucherellarli con una forchetta e spennellarli leggermente con del latte. Cuocere in forno preriscaldato a 200 gradi per 10 minuti, quindi toglierli dal forno ed abbassarli delicatamente con una spatola.
Dividere le cipolle tra i rettangoli di pasta. Tagliare il formaggio a fette, ed ogni fetta a metà, quindi mettere 2 pezzi su ogni rettangolo. Condire con del pepe nero.
Cuocere immediatamente oppure mettere da parte
fino a 10 minuti prima di servirli (ma se manca più di un'ora alla
cottura tenerli in frigo.)
Infornarli per 6-8 minuti finchè la pasta sarà ben colorita ed il formaggio comincerà a fondere leggermente.
Trasferire
i rettangoli sul piatto da portata e condirli con un filo d'olio.
Guarnire con origano o prezzemolo e servire tiepidi.
NOTE
- più semplice di così si muore. Unica attenzione va posta alla cottura delle cipolle, che deve essere molto dolce e prolungata. Ho le piastra ad induzione per cui riesco a regolare il calore perfettamente in modo che rimanga costante senza rischio che bruci nulla. Con la fiamma me la cavo meno bene, ma suggerirei l'uso di uno spargifiamma per massima sicurezza.
- le cipolle con il burro, poi caramellate con zucchero e aceto: fatene tante perchè non solo si riducono in modo impressionante dopo la cottura, ma parte del calo, ehm, fisiologico, potrebbe essere causato da frequenti, necessari, assaggi.
- le indicazioni sulla sfoglia vengono date su un rotolo già steso di determinato peso che mi pare di aver visto anche in Italia. Io qui la trovo solo in panetto e quello è stato usato, dopo averlo opportunamente steso.
- oltre ad essere buonissime hanno il pregio di possono essere preparate in anticipo e, a scelta, cotte all'ultimo momento. In alternativa negli anni sono state anche cotte e leggermente scaldate al momento non perdendo nulla dello charme di cui vi ho già abbondantemente parlato :)
venerdì 14 ottobre 2022
Flatbread alla paprika e halloumi
Di flatbread è pieno il mondo, nel vero senso della parola.
Chapati,
naan, roti, paratha, pita, batbout, hobz solo per citarne alcuni che
vanno dall'India al Medio Oriente passando per L'Europa e per tornare in
casa nostra le italianissime piadine o il pane carasau, senza che mi
addentri fino alle focacce non lievitate mangiate dagli antichi Romani.
Se
negli impasti troviamo delle differenze date dalla presenza o meno di
un agente lievitante, di un grasso e a volte dello yogurt, quello che
sicuramente accomuna questi pani è la forma, ovvio, ma anche la velocità
di preparazione e cottura, almeno per gran parte di essi.
Quello
della ricetta di oggi non fa eccezione: un impasto veloce, senza troppi
fronzoli, reso lavorabilissimo dallo yogurt e dal burro.
Profumatissimo dalla paprika.
Saporitissimo dall'halloumi, il formaggio cipriota per eccellenza, di cui sono ripieni prima della cottura.
E come se non bastasse vengono accompagnati da quella che in pratica è una semplice, ma sempre vincente, insalata di pomodori.
Ora, pane e pomodoro non saremo certo noi italiani a dover imparare quanto siano buoni insieme.
L'autrice
rivela nell'introduzione di preparare questa ricetta come
accompagnamento ad altri piatti e ritrovarsi invece a pasteggiare solo
con esso.
Quindi seguite il suo, ed ora anche mio, consiglio e raddoppiate se non addirittura triplicate la dose: non andranno sprecati :)
SMOKED PAPRIKA AND HALLOUMI FLATBREADS
da A Good Day to Bake di B. Ebuhei
per 6 pezzi
50g di burro non salato
2 cucchiaini di paprika affumicata
320 g di farina forte per pane (più altra per spolverare)
un cucchiaino di zucchero semolato
un cucchiaino di sale
7 g di lievito di birra disidratato
120 g di yogurt bianco naturale
120 ml di acqua tiepida
120 g di halloumi grattugiato
per i pomodori:
150 g di pomodorini ciliegia tagliati grossolanamente
uno spicchio di aglio tritato
un cucchiaio di olio d'oliva
mezzo cucchiaino di sale
una manciata di origano fresco finemente tritato
Fondere
il burro in un pentolino su fuoco medio finchè schiumoso. Aggiungervi
la paprika e cuocere un paio di secondi prima di rimuovere dal fuoco e
versare il tutto in un contenitore per farlo raffreddare.
In un'altra
ciotola mischiare farina e zucchero. Aggiungere sale e lievito
(ciascuno in un angolo diverso, in modo che non vengano direttamente a
contatto) quindi creare un avvallamento al centro dove versare lo
yogurt, l'acqua ed il burro alla paprika mescolando fino ad avere un
composto grezzo.
Lavorare l'impasto per 6-8 minuti sul piano di lavoro leggermente spolverato di farina fino ad ottenere un composto liscio.
Metterlo
in una ciotola leggermente unta, coprirlo e farlo lievitare in luogo
tiepido per 40-60 minuti (non è necessario che raddoppi).
Trascorso
il tempo di lievitazione dividere l'impasto in sei porzioni uguali.
Appiattire ogni pezzo con le dita in un cerchio di circa 10 cm e
mettervi parte dell'halloumi, ripiegando poi i bordi verso il centro
chiudendo bene a formare una pallina che andrà poi stesa con il
mattarello (la parte con la chiusura verso il basso) fino ad ottenere
un cerchio di circa 15 cm.
Scaldare una padella antiaderente su fuoco alto.
Cuocere un pane alla volta per circa 2-3 minuti per lato (se non si servono subito tenerli in caldo in forno tiepido).
Per i pomodori, condirli con l'aglio, il sale e l'olio. Unire l'origano poco prima di servire i flatbread.
NOTE
- come accennato impasto facilmente lavorabile e proporzioni tra ingredienti liquidi e polveri assolutamente perfette. Talmente è piacevole da maneggiare che ho optato per un impasto a mano piuttosto che nella mia grande amica planetaria.
- lievita per poco tempo, d'altronde non è certo il lievito che scarseggia tra gli ingredienti...vero che l'impasto è ricco e l'autrice vive in clima ben diverso dal mio. Se preferite, diminuitelo aumentando il tempo di riposo.
- la lavorazione e stesura non presentano alcun problema: veramente una preparazione a prova di principiante. La farina forte per pane non ha altre indicazioni più specifiche, ma al super dalle mie parti la trovo esattamente con questa dicitura. La formatura è semplice e la cottura ancora di più.
- viene fuori un pane morbido e saporitissimo, quasi sfogliato, con un profumo di paprika che non è assolutamente preponderante ma accompagna senza coprire. Buonissimo tiepido sul momento (a tavola è arrivato...finito) ma sorprendentemente rimasto ottimo anche il giorno dopo, sia il pezzo scaldato che quello a temperatura ambiente. L'halloumi del ripieno è il più famoso formaggio cipriota che è perfetto da fare alla piastra o comunque in preparazioni che ne richiedano la cottura perchè mantiene la sua consistenza anche con il calore.venerdì 16 settembre 2022
Crema di fagioli alla paprika
La ricetta qui sopra non appartiene alla tradizione cipriota
ma a quella serba, anche se l'occasione in cui viene servita rimane la
stessa, ovvero quell'alimentazione di magro che accompagna alcune feste
religiose.
Tutto il mondo è paese, si dice.
Ed ho sorriso molto
leggendo come la nonna (baka) dell'autrice raccomandasse che questa
ricetta dovesse per forza realizzarsi con parecchio olio.
Se si teme l'olio, questo piatto non sarà mai come l'originale della baka Mara.
Mi ha ricordato un parente di mia nonna che era famoso per condirsi l'insalata, ogni santa sera, con un litro di olio.
Avete letto bene: un litro.
Per carità, di olio eccellente, di sua produzione, ma sempre olio.
E quando il medico gli ordinò di diminuire drasticamente la dose, la moglie provò, per iniziare, a mettergliene mezzo litro.
Raccontava sempre che dalla stanza accanto arrivava immancabile l'esclamazione "ma stasera olio non ne hai messo per niente!"
Ora, cosa sia molto o poco ha valenza diversa per ciascuno di noi.
Qui
vi raccomando di seguire le indicazioni e addirittura abbondare, come
faceva anche baka Mara: le nonne sono sagge, e sanno bene cosa serva per
rendere un piatto semplice più appetitoso.
Una cascata di grasso :)
BAKA MARA'S MELJANAC
da Nistisima di G. Hayden
per 4-6 porzioni
200 g di fagioli cannellini secchi oppure 2 barattoli da 400g di fagioli in scatola
1 carota
1 cipolla
3 foglie di alloro
qualche grano di pepe nero
sale
8 cucchiai di olio di girasole
1 cucchiaio di farina comune
un cucchiaino colmo di paprika dolce
2 spicchi d'aglio
Se
si usano i fagioli secchi ammollarli in acqua fredda abbondante per una
notte, quindi scolarli, versarli in una pentola e coprirli con acqua.
Pelare e tagliare grossolanamente la carota e metà della cipolla e
aggiungerle alla pentola insieme alle foglie di alloro e il pepe.
Portare
a bollore su fuoco alto quindi ridurre la fiamma e far sobollire piano
per un'ora/ un'ora e mezzo o comunque finchè i fagioli saranno teneri.
Scolarli quindi in un colino ed eliminare le verdure, le foglie di alloro ed il pepe.
Metterli
di nuovo nella pentola e schiacciarli con uno schiacciapatate (se si
usano i fagioli in scatola scolarli e versarli nella pentola come quelli
cotti in casa) finchè diventeranno una crema abbastanza liscia ma non
così omogenea come fosse un purè.
Aggiustare di sale.
Pelare ed
affettare finemente il resto della cipolla. Aggiungere 4 cucchiai di
olio in una padella media. Sarebbe ideale averne almeno 5mm a coprire
la base della padella. Porla su fuoco medio/basso e cuocere la cipolla
per circa 10 minuti così che si ammorbidisca e diventi dorata. Unire
quindi la farina e la paprika mescolando velocemente ed appena il tutto
diventa una pasta toglierla dal fuoco, facendo attenzione che non
brucino nè la cipolla nè la paprika che altrimenti darebbero un sapore
amaro al piatto.
Versare questa pasta sui fagioli schiacciati e mescolare, quindi trasferire il tutto in un piatto da portata.
Pulire la padella con della carta da cucina quindi rimetterla sul fuoco e aggiungere gli ultimi 4 cucchiai di olio.
Pelare
e affettare l'aglio quindi aggiungerlo alla padella.. Friggerlo su
fuoco dolce e quando sarà appena dorato versarlo insieme all'olio sui
fagioli.
Servire subito, con del pane tostato o abbondante pita.
NOTE
- ricetta semplice ma curiosa, era la prima volta che cucinavo i fagioli unendoli a un roux e annegandoli nell'olio. In realtà l'olio viene infuso di aromi diversi, cipolla e aglio si fondono perfettamente, il roux si scioglie nei fagioli ed il grasso rende il tutto divino. Si, perchè sono sicuramente i fagioli più buoni che abbia mai cucinato (pari merito con hummus, of course)
- necessita ovviamente di un pane o
della pita per mangiarlo. Ma assicuro che ci sono stati coraggiosi che
ne hanno ingurgitato cucchiaiate anche senza nulla... capisco che possa
risultare non particolarmente bello, o invitante ma fate un atto di fede
perchè merita.
- non sarà una sorpresa sapere che il piatto è buonissimo anche freddo, e forse migliore il giorno dopo: aromi e profumi si fondono ed amalgamano ancora meglio. Pochi secondi di microonde secondo me ne esaltano comunque il sapore meglio che se mangiato freddo di frigo.
lunedì 15 novembre 2021
(Non) insalata di patate!
Insalate di patate ne abbiamo mangiate tutti, a bizzeffe.
Spero
le vostre esperienze siano state migliori delle mie: per molti anni un
vicinato americano DOC me ne ha propinato di ogni tipo e fattezza.
Con
le patate troppo molli, o troppo dure. Annegate nella maionese, o in
condimenti alternativi spacciati per il segreto di Fatima che
irrimediabilmente trasformavano il tutto in una specie di zuppa.
Con o senza le uova, con o senza i sottaceti.
Con o senza piselli e carote.
Il piatto da saltare a piè pari appena avvistato ad ogni buffet o cena tra amici.
Così
come la nostrana insalata russa che dell'americanissima insalata di
patate è cugina di primo grado: mangiarle buone è un miraggio, e
sembrano spesso più la scusa per far finire in una ciotola quello che
altrimenti sarebbe volato nella spazzatura.
Accozzaglie di ingredienti e condimenti per arrivare, nella migliore delle ipotesi, ad un pastone senza sapore.
Poi arriva Big Y e il suo team.
Mette
subito le mani avanti e dice che questa ricetta è la versione
rimaneggiata di un grande classico un po' in disuso e sicuramente un po'
old-fashion come l'insalata Olivieh (che è come si chiamerebbe
realmente l'insalata russa).
Le patate si schiacciano, le uova si grattugiano, i sottaceto sono sopra e non dentro.
Sorpresa.
Qui veramente siamo oltre, come dice il titolo.
Non dico altro tranne che dovete, dovete provarla.
E mi sento abbastanza sicura nel dire che molti di voi, come me, la porteranno sulla tavola delle prossime feste ;)
BEYOND POTATO SALAD
da OTK Shlef Love, di Y.Ottolenghi
per 6 porzioni, servite come contorno
650 g di patate King Edward o comunque un tipo farinoso
5 uova grandi
80 g di maionese
220 g di yogurt greco
3 cucchiai e mezzo di succo di limone
105 ml di olio di oliva
30 g di cetriolini sott'aceto, affettati finemente
10 g di foglie di dragoncello spezzettate
10 g di erba cipollina tagliata a pezzi da un cm
1 cucchiaino e mezzo di semi di coriandolo leggermente pestati
3 quarti di cucchiaino di semi di nigella tostati
3 quarti di cucchiaino di semi di sesamo tostati
mezzo cucchiaino di peperoncino di Aleppo, o altro tipo
sale e pepe nero
Mettere
le patate in una pentola coprendole con acqua in modo che siano
sommerse di circa 4 cm. Aggiungere 2 cucchiaini di sale quindi portare a
bollore su fuoco medio/alto.
Abbassare la fiamma, coprire con un
coperchio e continuare a cuocere per circa 25 minuti, o comunque finchè
la patate potranno essere facilmente infilzate con una forchetta.
Scolarle e appena saranno maneggiabili sbucciarle e schiacciarle in modo grossolano in una ciotola.
Intanto cuocere le uova in acqua bollente per 8 minuti o comunque finchè sode.
Scolarle, pelarle e grattugiarle con una grattugia direttamente nella ciotola con le patate.
In una ciotola mescolare la maionese, lo yogurt, 2 cucchiai e mezzo di succo di limone, 2 cucchiai di olio, un cucchiaino di sale e una generosa macinata di pepe. Unire al composto di patate e uova e mescolare bene per amalgamare. Trasferire il tutto su un grande piatto da portata, allargandolo e creando un lieve avvallamento al centro.
Mescolare i cetriolini, le erbe, il restante succo di limone, 5 cucchiai di olio, mezzo cucchiaino di sale e una macinata di pepe. Versare a cucchiaiate sulle patate.
Mischiare i semi ed il peperoncino e spargere sulla superficie.
Servire a temperatura ambiente o freddo.
NOTE
- allora, questa ricetta non è buona. E' buonissima. Da mangiarsela a cucchiaiate tanto per provare se i condimenti sono giusti, nonostante già sappiate che lo sono. Finalmente faccio pace con insalate russe, di patate e company. Non avrò mai altra ricetta all'infuori di questa.
- le patate schiacciate e mescolate con le uova sono un connubio buonissimo che conosciamo tutti. Il condimento di maionese ma alleggerito con lo yogurt non la rende quel mattone indigeribile a cui siamo abituati. Il succo di limone in abbondanza rinfresca e sgrassa il tutto.
- erbe, spezie e sottaceti rimangono sulla superficie, evitando quindi di sparire ed essere fagocitati dal resto. Gli elementi rimangono perfettamente distinguibili, cosa che ho apprezzato moltissimo rispetto ai mix visti e rivisti che spesso fanno un effetto altalenante tra la pappa del cane e il blocco di cemento.
- si presenta benissimo, e va via in un attimo. Non ammazza il resto delle portate ma rimane un contorno con una sua propria personalità. L'augusto consorte, grande amande dell'insalata russa classica purchè sia fatta con la sola e unica ricetta tramandata da generazioni nella sua famiglia, ne ha assaggiato un cucchiaio piuttosto scettico. Dal cucchiaio a fare il bis il passo è stato molto breve.Ve lo dico in tutte le lingue: provatela quanto prima, che ha anche il pregio di essere molto semplice.





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