venerdì 29 aprile 2011

Chocolate biscuit cake di Ale



La Carboneria: ci fa un baffo.
La Massoneria: roba da dilettanti.
Il Mossad: viene a prendere lezioni da noi.
La CIA: no, niente americanate, siamo inglesi...oggi.
E quindi grazie ad Alessandra che oggi magari il matrimonio del principe William lo guardiamo si in tv, e pure in ciabatte, ma non rimpiangeremo di non essere al ricevimento a Buckingham Palace.
Il dolce preferito del principe, infatti, fa bella mostra di sè nel mio frigo, e in quello di molte altre foodblogger, oggi.
Che versioni di questa torta è vero che ce ne sono tante, ma vogliamo mettere la gioia di provare quella di chi, si, ci è simpatico, ma ha pure origini inglesi?
Beh, ha pure un blog di tutto rispetto, se vogliamo dirla tutta. 
E scusate se è poco.
Con un'organizzazione degna della migliore tradizione di Sua Maestà, la vulcanica EliFla ci ha saputo coordinare ed organizzare nella segretissima operazione Chocofinger.
Poi, diciamolo, bisogna poi farsi pregare più di tanto per fare un dolce al cioccolato, un delirio dei sensi,  che manco va in forno e con un tempo di preparazione che si aggirerà sui dieci minuti al massimo?
E se tutto questo non bastasse a convincervi, aggiungo le parole di quel lupo mannaro con cui condivido la mia vita.
Cos'è?
Amore, è il Chocolate Biscuit Cake, il dolce che il principe William ha voluto fosse presente al suo matrimonio.
Silenzio.
D'altronde se ne hai infilato in bocca una fetta spaventosa non puoi contemporaneamente anche parlare.
Si gira, mi guarda, e annuisce.
E ancora assaporando l'ultima briciola che sentenzia.
William ha fatto bene.
E non fa anche tanto bene al cuore, ogni tanto, fare una sopresa a qualcuno che ci è caro?
E che nessuno provi a dire che Internet è un luogo fatto solo di schermi di computer ;-)


CHOCOLATE BISCUIT CAKE DI ALE (presa da Menuturistico)

200 g circa di biscotti Digestive
250 ml di panna fresca
250 g di cioccolato fondente
( zucchero, facoltativo, ma ho aggiunto 2 cucchiai)

Portare la panna a ebollizione. Appena raggiunta spegnere il fuoco e buttarci dentro il cioccolato spezzettato ( e per me lo zucchero, il mio cioccolato era piuttosto amaro) . Girare e far sciogliere.
Spezzettare intanto i biscotti in modo grossolano.
A questo punto si può versare nello stampo, che per me erano due piccoli anelli da pasticceria foderati con pellicola trasparente. 



Mettere in frigo per diverse ore, io una notte.
Ale suggerisce di mettere in freezer prima di tagliare, a me non è servito, il dolce era già perfetto così.



giovedì 28 aprile 2011

Omelette di soli albumi con caprino, pomodori e origano


Non so se devo rotolarmi in terra dal ridere, rimanere semplicemente a bocca aperta o piuttosto indignarmi.
Ma poi, con chi?
E' che ho appena visto una pubblicita' in televisione che davvero non saprei come commentare: dunque, ci sarebbe una crema in grado di far dimagrire mentre si dorme???
Se fosse vero, mi auguro che i suoi scopritori siano gia' candidati a tutti i Nobel possibili ed immaginabili e soprattutto che qualcuno lo faccia sapere alle famose ragazze libiche che cercavano a me, anni fa, un rimedio a qualche chilo di troppo che non fosse particolarmente pesante ma soprattutto rapido negli effetti.
Sara', ma la tragedia non e' la pubblicita' in se'.
Piuttosto che ci sia chi ci crede e fara' dimagrire il portafogli, quello si, acquistando il miracolo in questione.
Ma dato che non ci facciamo mancare nulla, specialmente in campo di scemenze, ecco che mi appare un curioso attrezzo che in, udite udite, ben tre minuti di utilizzo quotidiano promette non solo di appiattire la pancia, di far uscire quella che noi chiamiamo tartaruga e gli americani six pack, ma anche di far diventare chiunque sia piuttosto in carne un palestrato fotomodello.
E come dimenticare la crema contro la cellulite che funziona senza massaggio, e che mi fa fantasticare su quale percentuale di acqua di Lourdes contenga.
Quindi diciamolo che ho sbagliato tutto.
Sbaglio a correre ogni santo giorno km su km, consumando paia su paia di scarpe da ginnastica. Sbaglio a tenere tre lezioni settimanali di step, a farmi due sedute settimanali di pesi e un numero di addominali che raggiunge sempre le tre cifre.
Ed e' proprio a step che una nuova, rotondetta allieva alla sua prima lezione, sudata come probabilmente mai prima in vita sua e dopo avermi gentilmente ringraziato di averla quasi uccisa, mi chiede candidamente quante volte devo venire per perdere 20 kg?
Che non mi si dica che non ci ho provato, ad essere gentile.
Che si apprezzi lo sforzo di non aver dato subito una di quelle risposte che spesso, purtroppo o per fortuna, mi contraddistinguono.
E' anzi con un sorriso che le ho chiesto se nel frattempo stesse anche, diciamo cosi', ridimensionando le porzioni dei suoi piatti.
No, perche'? Questo non basta?
Allora me le tirate fuori dalla bocca contro la mia volonta'.
No, allora non basta nemmeno se ci vieni una vita.
E ci e' rimasta pure male.
Sara', ma intanto pensavo: se la chiamiamo tartaruga non sara' anche perche' viene fuori lentissimamente, nonostante ci si spacchi in due di palestra? ;-)

Si sara' capito dal preambolo che la ricetta di oggi e' leggera leggera? Ma e' anche gustosissima, tanto da essere piaciuta al voracissimo marito.
Il ripieno, ovviamente, e' ampiamente personalizzabile con quello che piu' vi piace, o che sia momentaneamente parcheggiato nel vostro frigo.


OMELETTE DI SOLI ALBUMI CON CAPRINO, POMODORI E ORIGANO
dalla rivista Living di Martha Stewart
(dosi per una omelette)

4 albumi
un cucchiaio d'acqua
sale
caprino morbido
pomodorini ciliegia o anche dei pelati
origano secco
poco olio per la padella

Battere leggermente con una frusta a mano gli albumi a cui avrete aggiunto il cucchiaio d'acqua e un po' di sale. Non montateli, devono diventare al massimo come in foto:



Versare quindi il composto in una padella antiaderente di circa 18 cm di diametro, leggermente unta d'olio e fatta scaldare sul fornello.
Cuocere come una normale omelette, bucherellando ogni tanto la parte gia' rappresa in modo che anche quella ancora non cotta possa farlo.
Quando sara' uniformemente cotta, sbriciolare sopra il caprino, mettervi i pomodori e una generosa spolverata di origano.



Tenere sul fuoco un altro minuto, quindi far scivolare delicatamente sul piatto da portata piegandola contemporaneamente in due. Spolverare con un altro po' di origano e servire calda.

martedì 26 aprile 2011

New York Cheesecake

Che cucinare mi piaccia non e' un segreto per nessuno.
Che adori i dolci piccoli e le monoporzioni, nemmeno.
D'altronde un motivo ci sara' se invece della solita, grande torta nuziale al mio matrimonio vennero servite piccole tortine da porzione, graziosi cubi bianchi coperti di fragole...
Pero' se c'e' da sfamare le trentasei persone che mi incombevano sulla testa, e soprattutto sui miei piatti, il giorno del mio compleanno un minimo di senso pratico va tirato fuori.
E magari anche un compromesso.
Si, perche' andava trovato un dolce che mi piacesse, d'altronde mica e' il mio compleanno tutti i giorni!
Uno che si potesse fare in anticipo, per evitare la morte della festeggiata immolata sul barbecue all'arrivo degli ospiti, sopraffatta dalle miriadi di portate da preparare.
Che fosse fresco, nel vero senso della parola, e un piacere da mangiare anche in giardino con oltre 30 gradi senza stramaledire la cuoca.
Che incontrasse un minimo i gusti di tutti: sara' pure stato il mio compleanno, ma insomma non per questo avrei servito quel dolce giapponese fatto con i fagioli azuki del quale, pare, sono tra i pochissimi estimatori.
Che piacesse anche ai bambini, e forse questo era il problema minore.
Che si potesse fare grande, parecchio grande, senza perdere troppo in grazia.
E' chiedere troppo?
No, perche' grazie al cielo esiste il cheesecake!
Buono da morire, da preparare obbligatoriamente in anticipo, e che piace sempre a tutti.
Si serve pure freddo di frigo, che volere di piu'.
Ah si, il frigo.
Gia' oberato, il povero elettrodomestico, dal resto delle pietanze per il buffet, si e' inizialmente rifiutato di lasciare libero un ripiano intero solo per il dolce rettangolare, immenso, che avevo preparato.
E credetemi e' stato con un lavoro certosino di incastri e impilamenti che alla fine ho vinto io, benedicendo il fatto che qui in Arabia vadano di moda quegli elettrodomestici americani enormi.
Ma fino all'ultimo, nonostante le dimensioni ragguardevoli, ho avuto il terrore che non bastasse.
Un terrore immotivato, dato che alla fine molti hanno fatto il bis e me ne e' comunque avanzato.
Un terrore tale pero' da farmi alzare la notte prima della festa per...farne un'altro, piu' piccolo, con i pochi ingredienti che mi erano rimasti.
E che ovviamente mi e' rimasto tutto, per la gioia di chi e' passato da casa mia il giorno dopo.
E la mia, dato che questo, almeno, l'ho potuto fotografare ;-)

Questo e' il cheesecake classico, che piu' classico non si puo', il mio preferito. Cotto in forno a temperatura non troppo elevata mantiene una cremosita' indescrivibile, con un gusto dolce e pungente al punto giusto.
Se pero' volete un'idea ancora piu' sprint, nonche' senza uova e senza uso del forno, date un'occhiata anche al cheesecake senza cottura., mentre i Mini Oreo Cheesecakes, rapidi e golosi, fanno un figurone sui buffet o per le feste dei bambini.



NEW YORK CHEESECAKE ( stampo da 22 cm)

per la base

130 g di biscotti tipo Digestive
65 g di burro

per il ripieno

750 g di formaggio tipo Philadelphia
4 uova intere
il succo di un limone
la buccia grattugiata di mezzo limone
180 g di zucchero
poco estratto di vaniglia

per la copertura

200 g di panna acida comprata o fatta in casa oppure yogurt bianco naturale
2 cucchiai di zucchero
poco estratto di vaniglia
frutta a piacere

per la salsa

fragole, oppure lamponi, anche surgelati
poco zucchero a velo
succo di limone


Cominciare imburrando leggermente una tortiera a cerniera ed incastrando della carta forno tra la base e i bordi.
Sbriciolare finemente i biscotti nel mixer e mescolarli al burro fuso. Quando il composto sembrera' sabbia bagnata versarlo nello stampo e livellarlo con il dorso di un cucchiaio o con le mani per ricavarne uno strato uniforme e compatto.
Mettere la teglia in frigo per mezz'ora.




Preparare il ripieno: versare in una ciotola il Philadelphia ammorbidito, le uova intere, lo zucchero, il succo e la buccia di limone e poco estratto di vaniglia. Frullare qualche minuto finche' liscio ed omogeneo. La stessa operazione puo' essere fatta nel mixer.
Versare sulla base preparata e battere leggermente sul piano di lavoro per eliminare eventuali bolle d'aria.
Mettere la teglia su un'altra ( non volete che il burro che potrebbe fuoriuscire dalla base vi sporchi tutto il forno, vero?) e cuocere in forno preriscaldato a 160 gradi per circa 40 minuti.
La cottura va controllata, nel senso che il dolce deve rapprendersi ma non seccarsi, mantenendo la caratteristica cremosita', e quindi adeguata al vostro forno.



Appena cotto tirare fuori il dolce dal forno ma non spegnerlo. Mescolare velocemente con un cucchiaio la panna acida ( o lo yogurt) con lo zucchero e la vaniglia e versare il tutto sul dolce, stando attenti a formare uno strato omogeneo.
Rimettere in forno per circa 15 minuti, finche' anche questo strato sara' rappreso.




Tirare il dolce definitivamente fuori dal forno e farlo raffreddare a temperatura ambiente senza toglierlo dalla teglia.
Metterlo quindi con tutta la teglia in frigo per almeno una notte.
Il giorno dopo staccare con delicatezza i bordi della teglia a cerniera e far scivolare il dolce sul piatto da portata.
Servire freddo di frigo con una salsa fatta semplicemente frullando la frutta scelta con zucchero a velo e limone, a proprio gusto, decorato con la frutta che preferite.

NOTE:

- il cheesecake e' buonissimo il giorno dopo, sublime dopo due.

- se i bordi del cheesecake dopo la cottura non fossero bianchi ma leggermente bruniti, niente paura: grattare via con delicatezza con la lama di un coltello lo strato piu' scuro.
Fidatevi, e' stato fatto anche al dolce della foto ;-)

- zucchero e succo di limone sono ampiamente personalizzabili nelle quantita', senza compromettere il risultato finale.

- ovviamente se non volete decorarlo va benissimo servito anche solo con la salsa di frutta, o una al cioccolato.


giovedì 21 aprile 2011

Zucchini bites


Liz e' una mia cara amica australiana, e questa e' la ricetta per cui l'ho perseguitata per mesi.
Facendo a ritmi indescrivibili avanti ed indietro tra l'Australia e l'Arabia e' un miracolo incontrarla, o riuscire ad invitarla a cena.
Ma se ci si riesce, e' una festa.
Liz ride sempre.
E non fraintendete, non siamo in uno di quei casi in cui risus abundat in ore stultorum.
Tutt'altro: e' che sa sempre prendere tutto con meravigliosa leggerezza, anche quelle cose che di leggero non hanno nulla, e piuttosto pesano sul cuore come macigni.
E se anche sul tuo, di cuore, c'e' qualcosa che pesa, Liz sa trovare una parola, o un pensiero che ti strappera' sempre un sorriso.
Il doppio dei miei anni ed un problema ad un ginocchio non l'hanno fermata dal partecipare ad una delle classi di step che tengo per hobby nel centro residenziale dove vivo.
Ed alle mie preoccupazioni, che non avrei mai voluto dover chiamare l'ambulanza per un suo salto troppo ardito, ha risposto spiazzandomi con quel solito sorriso ma dai, vengo per sentire un po' di musica, per stare con i giovani.
I suoi zucchini bites sono un must di ogni cena, brunch o party insieme. Sa quanto mi piacciano e arriva con quella sua andatura leggermente ciondolante facendomi l'occhiolino, mostrandomi la teglia da lontano.
E ogni singola volta si dimentica di portarmi la ricetta, e non che lo faccia apposta, dato che ultimamente si e' anche dimenticata di aver invitato una decina di persone a cena, e al nostro arrivo alla porta e' scoppiata a ridere dicendo di farci strada nel frigo, che avremmo mangiato sandwiches con quel che c'e'!
Io al posto suo mi sarei messa a piangere...
E' ripartita ora, e la rivedremo tra un paio di mesi.
Ma sorpresa, qualche settimana fa, di mattina molto presto, squilla il telefono.
Mi si ghiaccia il sangue nelle vene, che se vi chiamano a quell'ora non pensate anche voi ad una disgrazia?
Mi scapicollo al telefono e rispondo col fiatone, dall'ansia.
Una voce in lontananza. Non capisco subito, ma ecco la risata.
Non e' possibile, Liz mi sta chiamando dall'Australia per dirmi di...andare in giardino e aprire il coperchio del mio barbecue?
Ventiquattr'ore prima, a pochi istanti dalla partenza, e' venuta a bussarmi per la famosa ricetta. Non trovandomi, l'ha infilata li'.
Se l'avesse messa nella cassetta della posta non sarebbe la Liz che mi piace tanto :-)

E' quindi con gioia che mi sono subito cimentata nella preparazione di questi bites buonissimi, e che hanno fatto bella mostra di se' in quel famoso buffet recentemente preparato.
Si fanno in un attimo e sono ancora piu' buoni se preparati in anticipo.
Serve altro per convincervi ad infilarli nel cestino delle prossime scampagnate? ;-)
Se invece cercate un piatto pasquale da tavola apparecchiata, date un'occhiata ai ravioloni con il nido. Si fanno in un attimo, specie se comprate le sfoglie pronte al negozio della pasta fresca ( ma io non l'ho detto!), e lasciano tutti a bocca aperta.
E buona Pasqua a tutti!!!




ZUCCHINI BITES
( per una teglia rettangolare 25cm x 19cm)

5 uova intere
120 g di farina
110 g di olio di semi
un cucchiaino e mezzo di lievito per torte salate
120 g di formaggio grattugiato ( parmigiano, pecorino, cheddar...come volete)
mezza cipollina
3 grosse zucchine
una carota
sale, pepe

Mischiare in una ciotola le uova intere con l'olio, la farina e il lievito. Girare con una frusta a mano finche' il composto sara' perfettamente amalgamato.



Unire quindi le zucchine e la carota grattugiate, la cipollina tritatissima e il formaggio che avrete scelto. Girare bene e assaggiare per regolare eventualmente il sale.
Non unitene prima, a seconda del formaggio usato potrebbe non servirne.


Versare in una teglia coperta con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40-45 minuti, finche' sara' solido e brunito sulla superficie.
Togliere la teglia dal forno e far raffreddare completamente prima di sformare.
Servire tagliato a quadrotti.

NOTE:
-secondo me, e chi l'ha assaggiato con me, e' ancora piu' buono il giorno dopo. In questo caso, appena raffreddato a temperatura ambiente conservatelo non tagliato ed avvolto nell'alluminio, in frigo.

- ottimo sia come antipasto che come accompagnamento, o come pranzo veloce al lavoro che non va nemmeno scaldato.

- aggiungo una nota, visto che molti mi hanno chiesto anche in privato del sapore: non ricorda assolutamente una frittata, ma piuttosto un cake morbidissimo.



lunedì 18 aprile 2011

Torta di mandorle senza farina

Inevitabile, è inevitabile.
Vivendo con un'altra persona se ne assorbono abitudini e qualche volta modi di dire, se ne condividono interessi anche se magari di nostro non ci fanno impazzire. 
Immagino sia il minimo che possa succedere, vivendo con un altro essere umano per il quale si abbia un debole ;-)
Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle proprie personalità.
Per questo non mi aspetto che mio marito, così entusiasta nel vedermi cucinare, torni a casa dal lavoro chiedendomi, che so, di insegnarli a fare la pizza. Che a stenderla già ha provato, e con risultati niente male.
Come dubito mi chiederà mai di aiutarlo a squamare e pulire le prede che tira su dal fondo del mare,  una delle quali ultimamente talmente grossa che, abbiate pazienza, il piano della cucina sembrava aver ospitato un'autopsia, le piastrelle pareva avessero assistito a uno sgozzamento, e il pavimento lo lascio immaginare a voi.
E non che sia problemi di dimensione, per quel che mi riguarda. Peggio.
Basti pensare che quando pulisco i gamberi con tanto di guantini di lattice, e che pure mi piacciono moltissimo, devo farmi forza per non pensare a quale altra rivoltante bestia somiglino un po' che tra l'altro fa loro buona compagnia nella grande famiglia animale degli artropodi...
Insomma, per amore un piccolo sacrificio si fa, e volentieri.
E quindi, per dirne una,  mi sorbisco interminabili puntate di Indagini ad alta quota, che magari mi annoiasse solo. Magari.
E' che proprio mi terrorizza.
Per una che ha una stramaledettissima paura di volare, capirete, è un dramma.
Anche perchè le immagini mi vengono immancabilmente in mente ogni volta che decollo, e la cosa succede piuttosto spesso!
Ma c'è un ma.
Che l'amore è evidentemente reciproco.
Pomeriggio di fine settimana, sonnacchioso e rilassato. Marito sul divano, a fare una delle sue sessioni di zapping a velocità della luce, io dietro un'asse da stiro che implora pietà e due chiacchiere da un lato all'altro del soggiorno.
Poi, si blocca. Silenzio. Si gira e mi guarda.
Ti lascio la tv su questo canale?
Alzo gli occhi dal ferro che perde acqua, e vedo Luca Montersino, il noto pasticcere, nell'ennesima replica di una puntata del suo programma.
No grazie, amore, è vecchia.
Ma come! E' Montersino!
Non credo alle mie orecchie. Sono basita.
Quindi fatemi capire: mio marito ha realmente guardato con me quello show che credevo lo avrebbe ucciso dalla noia come la palpebra calante faceva pensare, mentre il pasticcere in questione spiegava i segreti del glutine e degli albumi montati?
E soprattutto, se ne ricorda il nome?
I casi sono due: o Montersino ha doti che sfiorano il paranormale, nel qual caso cercheremo di farci passare anche i numeri al lotto, o i dolci che fa ed io replico sono proprio buoni.
Oppure è l'amore, che fa miracoli? :-)

Allora: questa non è una torta, è un sogno. 
Senza farina, senza burro, senza olio, senza tuorli: e quello che viene fuori è un dolce perfetto, morbido e delicato, dalla consistenza "tortosa" e non assolutamente "meringosa".
Insomma, una sorpresa. Provatela per la colazione, la merenda, o un bel pic-nic: ve ne innamorerete senza scampo.





TORTA DI MANDORLE SENZA FARINA di Luca Montersino ( stampo da 20-22cm)

180 g di albumi ( sono circa 6)
200 g di zucchero semolato
200 g di farina di mandorle
25 g di amido di riso o mais
un pizzico di sale
circa 100g di mandorle a fettine, per lo stampo
2 g di mandorle amare macinate, se le avete ( io le ho omesse)


Per prima cosa imburrare uno stampo e coprire il fondo con carta forno. Imburrare anch'essa e cospargerla con le mandorle a fettine.


Montare gli albumi con le fruste ed un pizzico di sale. Man mano che montano aggiungere poco alla volta lo zucchero semolato, sempre montando, fino ad ottenere una meringa sostenuta.
Mescolare la farina di mandorle con l'amido e versarle sulla meringa, girando delicatamente solo con una spatola e non piu' con le fruste


Ecco come dovra' presentarsi il composto: ben amalgamato ma non smontato.



Versare nello stampo preparato e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 45 minuti. Nel mio forno ho cotto i primi 20 minuti a 180, poi ho abbassato a 170 il resto del tempo.
Far raffreddare la torta nel suo stampo, poi rovesciarla sul piatto da portata.
Servire a temperatura ambiente, e se proprio siete inguaribili golosi, con un filo di salsa al cioccolato.

NOTE:
- per questa ricetta sarebbe meglio acquistare della farina di mandorle gia' pronta, che ha grana piu' fine di quella che si ottiene in casa macinando le mandorle da noi.

- se comunque volete procedere alla macinazione casalinga, abbiate l'accortezza di mettere le mandorle in freezer mezz'ora prima di passarle, insieme alle lame del mixer. Quando le passerete unite dell'amido di mais ( prelevato dalla quantita' che serve nella ricetta) che aiutera' ad assorbire l'olio che quasi inevitabilmente rilasceranno.
E da ultimo, usate la funzione pulse, o comunque non fate girare le lame per troppo tempo tutto in una volta, proprio per evitare il riscaldamento delle mandorle.

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