venerdì 27 maggio 2022
Praline al cacao...con il segreto dentro :D
Allora, come qualcuno già sa non mi piace più di tanto il cioccolato.
Per cioccolato si intende quello da intenditori, fondentissimo, puro.
Niente, il mio palato cialtrone lo trova troppo amaro.
Cambia
tutto se il cioccolato è bianco (la so la storia che cioccolato non è,
grazie :) magari arricchito da mandorle salate come in una ultima,
peccaminosissima scoperta.
O ancora se posso buttarmi nell'infinito, insano mare delle barrette tipo Kinder e simili.
Quindi Nutella, Mars, Snicker...tutto benvenuto.
Basta che ci siano chili di zucchero e nessuno si farà male :)
Quindi perchè ho scelto le praline che vedete qui oggi?
Semplice:
potrei menarla con la storia che non ci sia zucchero raffinato, ma non
sarò io a perpetrare la bufala per cui sia il male assoluto (è quanto te
ne mangi, piuttosto)
Piuttosto il cacao, pur non tantissimo, è annegato nei datteri e nel miele.
E soprattutto, in una marea di nocciole tritate.
Nocciole e cioccolato vi ricorda qualcosa?
Magari la cara, nostrana Nutella?
Sarò breve: fateli.
E fatene il doppio.
Che questi piacciono a chi ama il cioccolato.
E, ahimè, anche a chi no.
Che sia questo l'annoso segreto custodito da queste praline, oltre a quelli ben più piccanti di Lord e Lady Granville...;)
CHOCOLATE HAZELNUT BALLS WITH A SECRET
da The Bridgerton Unofficial Cookbook
una tazza di nocciole (circa 130g)
una tazza di datteri Medjool denocciolati (circa 170g)
4 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai di sciroppo di datteri (silan) o miele ambrato
Foderare una contenitore con coperchio con carta forno.
Versare
le nocciole in un mixer e tritarle fino ad avere un composto che sembri
sabbia. Toglierle dal mixer e lasciarle da parte.
Ora frullare i
datteri finchè formeranno una palla omogenea, unirvi quindi le nocciole
tritate, 2 cucchiai di cacao e lo sciroppo di datteri o il miele.
Frullare finchè il tutto sarà omogeneo.
Dividere il composto in dieci parti e formare delle palline della dimensione di palline da golf.
Rotolarle nei restanti due cucchiai di cacao e mettere in frigo minimo 20 minuti perchè rassodino leggermente.
NOTE
- allora, le praline sono buonissime e si realizzano con facilità. Ahimè anche qui l'autore dimentica di dire se le nocciole vadano tostate (l'ho fatto ovviamente).
- il silan è uno sciroppo fatto con i
datteri. Da me si trova ovunque e quello ho usato, in alternativa c'è il
miele anche se il sapore è ovviamente diverso.
- altra pecca, per quanto il procedimento sia abbastanza lineare sarebbe bene spiegare che dopo che i datteri si raccolgono a palla nel mixer può risultare difficile che a questo blob si amalgaminino le nocciole e il cacao, a meno che prima non lo si spezzetti un po' con le mani.
- essendo parecchio umidi il cacao di cui vengono spolverizzati viene assorbito a tempo di record. Fatelo solo prima di servirli. E se potete, ma capisco che il sacrificio sia arduo, fateli riposare almeno una notte in frigo invece che soli venti minuti: prenderanno tutto un'altro sapore.
mercoledì 18 maggio 2022
Zuppa al cocco e gamberi al curry
La forma, signori, la forma.
Ahimè
ho cercato un cocco alla disperazione per, come sottolinea l'autore,
riuscire ad ottenere l'effetto che avrebbe fatto strabuzzare gli occhi,
girare le teste, cadere mascelle.
E non ultimo la mia reputazione,
parole testuali, non avrebbe potuto che crescere a dismisura una volta
che gli ospiti ne avessero narrato la meraviglia.
Sia chiaro, non per la bontà del piatto: ma proprio per la presentazione.
Ora,
sono stata invitata a pranzi penosi ma dei quali mi è stato fatto
notare che però la padrona di casa aveva preparato "tanto una bella
tavola".
Soprassediamo sul fatto che le portate fossero insapori,
presentate in ordine sparso senza alcun senso apparente per cui il mio
augusto consorte si servì con molta moderazione pensando che fossero
antipasti per finire a farsi un panino una volta a casa, dato che i
parchi antipasti si rivelarono una sorta di piatti unici serviti tutti
insieme (e furono parchi anche nelle quantità).
Eppure, appunto,
un'altra ospite fu incantata dall'apparecchiatura, dalla tovaglia
oggettivamente bellissima, dal centrotavola di design.
Mi torna in
mente mentre scrivo un altro invito questa volta ricevuto da mia madre
che, a pranzo sul bellissimo yacht di un notaio, a metà di una epocale
mangiata di aragoste, vide arrivare in tavola rotoli di carta igienica.
Avete letto bene, carta igienica.
Pare che fossero finiti i tovaglioli, e non si trovò altra soluzione che quella.
Quindi
ahimè nonostante il cibo eccezionale, l'unica cosa che venne menzionata
per i trent'anni a seguire da quel pranzo luculliano e molto ben
preparato fu l'orrida visione di quei rotoli che va bene tutto, ma a
tavola no.
Insomma, ci sarà una via di mezzo?
Sicuramente ai tempi
di Bridgerton le famiglie facoltose affermavano il loro status sociale
non solo con pietanza esotiche, come può essere questa, ma anche con
tavole strepitose di argenti e porcellane.
Non so in quanti abbiano realmente servito la zuppa in questione nel mezzo cocco ma sarà sembrata una vera stravaganza!
Oggi
magari fa un po' anni '80, poi ovviamente vedete voi, a seconda dello
stato della vostra reputazione nei circoli della gente che conta :D
HEAD- TURNING COCONUT SHRIMP SOUP
da The Unofficial Bridgerton Cookbook
per 4 porzioni
una piccola patata a pasta gialla (Yukon Gold)
6 cucchiai di olio di semi
un grosso porro, affettato sottilmente
10 spicchi d'aglio di medie dimensioni, sbucciati e tritati
circa 700 g di gamberi puliti dal carapace e dal filo nero
un cucchiaino e mezzo di sale
un cucchiaino di pepe nero macinato
3 cups di latte di cocco non zuccherato (700ml circa)
6 cucchiai di curry rosso in pasta
un cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
un mazzetto di coriandolo fresco, pulito e privato dei gambi
un grosso mango maturo, sbucciato e tagliato a cubetti
Mettere
la patata in un pentolino insieme a dell'acqua e portare a bollore su
fuoco alto. Abbassare il fuoco e far cuocere finchè risulterà tenera se
infilzata con una forchetta, circa 20-30 minuti.
Toglierla dal fuoco e farla raffreddare 10 minuti.
In
una casseruola non troppo grande posta su fuoco medio mettere 3
cucchiai di olio (presi dal totale della ricetta), il porro e 6 spicchi
d'aglio. Cuocere per 10 minuti finchè il porro sarà ammorbidito ed il
tutto comincerà a sprigionare il profumo.
Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare 5 minuti.
In
una casseruola più grande aggiungere l'olio rimasto, i gamberi e il
resto degli spicchi d'aglio condendo con sale e pepe. Cuocere per circa 5
minuti finchè i gamberi diventano rosa (o comunque raggiungono una
temperatura interna di 74 gradi).
Versare in un frullatore il latte
di cocco, il porro e la patata. Frullare quindi versare il passato in
una pentola insieme al curry in pasta e lo zenzero.
Scaldare per due minuti quindi versare in ciotole individuali o gusci di cocco, se si hanno.
Tagliare i gamberi in dadini della dimensione desiderata e distribuirli nelle ciotole.
Guarnire con il mango e il coriandolo e servire.
NOTE
- dunque, manca nella ricetta l'indicazione di quale latte di cocco usare. Se forse in alcune culture è più diffuso l'uso di cucine che lo prevedano tra gli ingredienti sarebbe comunque utile sottolineare che quello per cucinare non è quello sbiadito ed annacquato venduto nelle bottiglie/cartoni con cui fate i frullati ma quello serio, in barattolo. Denso e cremoso.
- l'aglio è tanto. Va bene che, giuro e so che i miei colleghi Starbooker sparsi per altri continenti lo confermeranno, l'aglio fuori dall'Italia è molto meno pungente ma qui rischia di diventare l'aroma più prepotente. Sappiatevi regolare :)
- il
procedimento mi lascia un tantino perplessa, tutto è cotto separatamente
e poi frullato alla fine con il latte di cocco ed il mix viene
semplicemente scaldato insieme. Il risultato è gradevole ma non
particolarmente "complesso" come sapori. Molto basic, aiutato comunque
dalla presenza di curry in pasta (che procura anche il bellissimo
colore) e dello zenzero.
- in casa arabafelice il coriandolo fresco non entrerà di nuovo: o lui, o noi :) Quindi è stato sostituito con del prezzemolo.
-
il risultato finale non è sgradevole ma meglio servirne piccole dosi
perchè il latte di cocco da solo con il resto risulta un po'
predominante. Di solito nelle ricette di questo tipo di zuppa è diluito
ed insaporito con del brodo, ed anche qui avrebbe aiutato.
martedì 10 maggio 2022
Frittelle dolci velocissime
Allora, anche voi, come tantissimi, sfegatati fan della serie di così grande successo su Netflix?
Le crinoline, le trame, gli intighi, le case, i pettegolezzi e l'amore: c'è tutto per incollare allo schermo!
Il tutto costellato da una marea di cibo (e sesso, ma questa è un'altra storia): cene, buffet, tè pomeridiani.
Parliamo
ovviamente di ciò che mangiavano le famiglie di un certo rango: se
oggigiorno il porridge vive un periodo di grande auge perchè tanto in
voga tra le colazioni sazianti e sane degli appassionati di health &
fitness (compresa la sottoscritta che se ne serve una ciotola ogni
benedetta mattina con infinita goduria) non poteva dirsi la stessa cosa
all'epoca, quando nella sua versione più basica di avena cotta
nell'acqua rappresentava il piatto principale di cui si cibava la classe
operaia.
Il ceto sociale si mostra anche con cibi raffinati, spezie
esotiche provenienti dalle colonie dell'impero e tonnellate di zucchero.
Ora, durante gli anni in questione lo zucchero non era più così
proibitivo nei costi e questo ne provocò una diffusione che ebbe
dell'incredibile.
Beh, non così incredibile: è zucchero, signori :)
Tutti ne volevano sulle torte, nel tè, ovunque.
E
in quantità da coma glicemico senza alcun senso di colpa, visto che
seppur fosse un periodo di grandi progressi e scoperte i dietologi, i
nutrizionisti e le calorie non erano ancora stati inventati.
La
ricetta che vedete qui è inserita nel capitolo dedicato alle colazioni
ma viene indicata come tra le più adatte da essere servite anche durante
un tè pomeridiano che veda tra gli ospiti eventuali pretendenti.
Quindi, se aspettate dei corteggiatori avete il menù pronto :)
Una vostra sorella più piccola li preparerà per voi, come la Francesca del titolo.
Anche
nelle famiglie di ceto più elevato e che quindi potevano contare sulla
servitù si riteneva appropriato che le ragazze avessero comunque
un'infarinatura di cucina, e che sapessero come assemblare un dessert
degno di una padrona di casa del loro rango.
Ora, le signorine della
serie mi sembrano in tutt'altre faccende affaccendate...tranne la povera
Francesca che poco si vede. Che sia lei l'unica relegata nelle cucine?
A parte gli scherzi, la servitù qui è superflua: le frittelle in questione si fanno in attimo.
Sacrificate
le crinoline che dubito indossiate e soprattutto la vostra messa in
piega a pochi minuti di fritto: che abbiate un Duca da servire, o la
regina in persona sappiate che non sbagliate ;)
FRANCESCA'S FRIED DOUGH
da The Unofficial Bridgerton Cookbook
per 8 pezzi
2 tazze e 1/2 di farina comune (circa 300g)
4 cucchiaini di brown sugar (zucchero melassato)
2 cucchiaini di lievito per dolci
la punta di un cucchiaino di sale
1 tazza e 1/2 di latticello (o latte intero fatto riposare con un cucchiaio di aceto di mele, circa 300 ml))
olio di canola per friggere (ho usato olio di semi di girasole)
Preriscaldare l'olio nella friggitrice o comunque in una pentola che possa contenerne abbastanza da poter immergere i dolci. Foderare un piatto con carta da cucina.
In una ciotola mescolare gli ingredienti secchi,
aggiungere quindi il latticello a poco a poco fino ad ottenere un
composto molto umido ed appiccicoso.
Ora infarinandosi le mani
separare il composto in 8 parti e dare a ciascuna una forma rotonda.
Friggere le palline nell'olio caldo, stando attenti a non metterne
troppe tutte insieme. Cuocere finchè saranno ben dorate, non meno di
cinque minuti.
Rimuovere dal fuoco e far scolare sulla carta da cucina prima di servirle cosparse di zucchero o con panna e fragole.
NOTE
- dire che la ricetta è semplice è dir poco. Mescolate, sporcate una ciotola ed un cucchiaio ed è fatta. L'impasto è realmente molto appiccicoso ma con la farina extra si riesce a formare delle palline, consiglio comunque di aiutarsi con due cucchiai per praticità.
- il latticello l'ho adocchiato in Italia nei super più grandi, ma viene comunque indicata una alternativa da preparare con latte ed aceto. Idem per il brown sugar, anche questo visto spesso sugli scaffali della madrepatria. Una curiosità: viene richiesto il "light brown sugar", dove "light" nulla ha a che fare con calorie o simili ma si riferisce alla percentuale di melassa mescolata allo zucchero. Light è quello dove ce n'è meno, quindi più delicato, in contrapposizione al "dark" dove ce n'è ovviamente di più ed ha un gusto più marcato. Usate quello che trovate, vengono benissimo in ogni caso.
- i cucchiaini di lievito, come
del resto quelli di zucchero, andrebbero misurati proprio con i
teaspoon che trovate negli appositi set di misuratori (cups/teaspoon
etc) Attenzione a non usare cucchiaini da cucina troppo grandi.
- la dimensione dei dolci è abbastanza grande, come noterete. Nonostante questo si cuociono benissimo se si ha l'attenzione di monitorare il fuoco e soprattutto non si tolgono dall'olio troppo presto. Ho messo la foto dell'interno apposta per far vedere come devono risultare, perchè non c'è nulla di peggio di un fritto bruciato fuori e crudo dentro.
-
il sapore? Uno sfizio semplice ma buonissimo! Deliziosi da soli, con un
po' di zucchero a velo perchè comunque non sono eccessivamente dolci,
anzi, ma sublimi con panna e fragole come consigliato.
Addirittura
viene indicata la possibilità di servirli con piatti salati tipo un
arrosto con salsa e sottaceti, ovviamente saltando la spolverata di
zucchero a velo.
Sono stati una merenda graditissima da chi li ha
provati e graditissima da chi li ha preparati, dato che ci vuole
veramente un attimo.
mercoledì 27 aprile 2022
Zuppa bianca di pesce ...con l'ingrediente segreto (Bullinada)
Se c'è un ingrediente che mi perseguita bonariamente dalla notte dei tempi dell'apertura del mio blog, quello è la maionese.
E
non solo perchè la adoro e l'ho sempre adorata, comprata a quintali,
fatta in casa a tonnellate pure in versione vegana quando le condizioni
l'hanno richiesto.
Sul pane, sui crackers, per intingerci le verdure.
Tutto, tranne le patate fritte.
Quelle proprio no: le persone serie ci mettono il ketchup :)
Dicevo,
l'amore sconfinato è diventato stalking nel momento in cui postai,
ormai milioni di anni fa, certi biscotti alla maionese che divisero la
platea dei miei lettori in due: quelli che li fecero, e ne decretarono
il successo planetario. E quelli che non li fecero, e inorriditi mi
insultarono in ogni modo.
Mi presi, e ancora mi prendo dato che ciclicamente la ricetta torna fuori, della pazza se non dell'avvelenatrice.
Di
solito rispondo di provare e basta, di fidarsi, che alla fine la
maionese è olio e uova, ingredienti che nei dolci ci sono sempre.
E se provano, si redimono.
Ora,
sarà la seconda volta che implorerò chiunque legga di provare questa
ricetta ad occhi chiusi nonostante l'ingrediente segreto.
A mia discolpa, almeno questa volta è un piatto salato!
E non lo rende pesante, nauseabondo, unto.
No, non bevete maionese.
Mangiate un piatto da re, o da regina se pensate che è la pietanza che Claudia Roden ha servito a Melissa Clark arrivata apposta per intervistarla per conto del New York Times all'uscita di Med (e ha completato il pasto con la Yogurt Cake, se siete curiosi).
Un
piatto tipico della cucina catalana che merita di entrare a grandi
passi nel migliore dei menù quando volete fare bella figura, o
semplicemente prepararvi un piatto nuovo.
Estivo, invernale, quando volete.
La chiudo con le parole di mio cognato quando l'ha assaggiato.
Da buttarsi in terra.
E non perchè siete vi siete strozzati ;)
BULLINADA
per 6 porzioni
1 cipolla grande, tritata
2 cucchiai di olio d'oliva
8 spicchi di aglio (6 finemente tritati e 2 schiacciati)
un generoso pizzico di stimmi di zafferano
2 litri di brodo di pesce (usare 3 dosi di concentrato per brodo di pesce-vedere la nota)
100 ml di vino bianco secco
800 g di patate novelle, sbucciate e tagliate in fette da 1cm e mezzo)
un cucchiaino di semi di finocchio
la buccia di mezza arancia
800g di filetto di pesce bianco senza pelle, tipo merluzzo o coda di rospo
200 ml di maionese acquistata, di buona qualità
il succo di mezzo limone
un generoso pizzico di peperoncino, più dell'altro per servire
4 cucchiai di prezzemolo tritato
sale e pepe
In una padella ampia far stufare su fuoco basso la cipolla con l'olio, mescolando ogni tanto, per circa 5 minuti o comunque finchè comincerà ad ammorbidirsi. Unire l'aglio tritato e cuocere mescolando per 2 minuti, finchè comincerà a colorire.
Versare quindi gli stimmi di zafferano, il brodo di pesce ed il vino, e di seguito le patate, i semi di finocchio, la buccia d'arancia e condire con sale e pepe. Cuocere pere 20-25 minuti o comunque finchè le patate saranno morbide.
Dieci minuti prima di servire la zuppa rimuovere la buccia d'arancia ed unire il pesce. Cuocere, coprendo, per un tempo variabile tra i 4 e 10 minuti su fuoco basso: il tempo effettivo dipende dalla grandezza e dallo spessore dei filetti, ma comunque finchè il pesce cambia colore diventando opaco e si sfalda facilmente se si prova ad inserire un coltello. Rompere i filetti in pezzi.
Versare la maionese in una brocca e amalgamarla con il succo di limone, l'aglio schiacciato ed un pizzico di peperoncino.
Appena
prima di servire unire un mestolo o due del brodo caldo alla maionese,
girando velocemente per amalgamare il tutto quindi versare il tutto
nella zuppa che appena sobolle. Non far assolutamente bollire o si
rischia che il tutto si separi.
Cospargere con prezzemolo e servire con del peperoncino extra per chi voglia aggiungerne dell'altro.
NOTE
- la zuppa sembra indaginosa ma in realtà utilizza ingredienti di uso comune. Per il brodo di pesce viene indicato di usare il concentrato al posto dei dadi, personalmente avevo del brodo di pesce pronto e congelato ed ho usato quello. Comunque sia, niente di difficilmente reperibile.
- idem per i tempi, tutto cuoce velocemente e in 35-40 minuti è pronto.
- la zuppa può essere preparata anche con cozze, vongole o piccoli calamari. Mi riservo di provare tutte le varianti!
-
l'unica difficoltà, manco a dirlo, è data dal momento in cui si unisce
la maionese al brodo caldo. Personalmente l'avevo tirata fuori dal frigo
perchè non fosse troppo fredda ma se si lavora velocemente e con
decisione si amalgama alla perfezione. Non fatevi intimorire all'inizio,
quando sembra tutto slegato. Ho usato una frusta a mano e tutto è
diventato omogeneo.
Nota in più, ho avuto terrore a scaldare la zuppa
avanzata invece mettendola su fuoco bassissimo non è successo
assolutamente nulla.
giovedì 25 novembre 2021
Frutti di bosco con crumble di avena e pane raffermo
Quel sacchetto di frutti di bosco surgelati che langue nel freezer, o
quel pacco di fiocchi di avena in dispensa...così scrive Ottolenghi
introducendo la ricetta.
Ebbene, no.
Se c'è una cosa che mai avanza a casa arabafelice e della quale vengono acquistati almeno un paio di chili ogni settimana questa sono proprio i frutti di bosco e l'avena.
Quest'ultima per il mio amato oatmeal, i secondi per yogurt, frullati e chi più ne ha più ne metta.
Freschi
mi farebbero andare in bancarotta, surgelati un buon compromesso visto
che ne arrivano di ottima qualità, saporiti e tutti separati, non
orrende poltiglie come ahimè può capitare.
La ricetta però funziona sia che abbiate i frutti ben separati che l'orrida poltiglia: miracoli di Ottolenghi e il suo team :)
Come sia andata ve lo dico nelle note: intanto preparatevi a un profumo in casa che metterà a dura prova il vostro self control!
SKILLET BERRIES, BREAD AND BROWN BUTTER
da OTK Shelf Love di Y.Ottolenghi
per 6 porzioni
4 mele tipo Braeburn (650g) sbucciate, torsolo rimosso e tagliate ciascuna in 6 spicchi
un cucchiaino e mezzo di anice stellato in polvere (più poco altro per servire)
un cucchiaino e mezzo di pasta di vaniglia o estratto
130 g di burro
75g di zucchero semolato fine
120 g di pane tipo casereccio, leggermente raffermo e senza crosta, tagliato in cubetti da 1cm
100 g di fiocchi di avena
mezzo cucchiaino di sale
500 g di frutti di bosco misti surgelati
150ml di panna ad alto contenuto di grassi, molto fredda
Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Mettere
le mele, mezzo cucchiaino di anice stellato, metà della vaniglia, 30g
di burro e 30 g di zucchero in una teglia da forno capiente. Cuocere in
forno per 20-25 minuti o comunque finchè le mele si saranno ammorbidite
senza però aver perso la forma.
Mentre le mele sono in forno mettere i restanti 100g di burro in una padella capiente su fuoco medio/alto.
Appena fuso continuare la cottura per circa 4 minuti, roteando spesso la padella, o comunque finchè il burro sarà scurito.
Versare il burro nocciola in un contenitore ampio resistente al calore e rimettere la padella sul fuoco.
Metterci
il pane e tostarlo per un paio di minuti mescolandolo spessissimo,
quindi metterlo nella ciotola insieme al burro nocciola.
Riportare nuovamente la padella sul fuoco e tostarvi per circa due minuti l'avena.
Unire
anch'essa al contenitore con burro e pane, quindi aggiungervi il sale,
il resto dell'anice stellato e i rimanenti 45 g di zucchero. Mescolare
bene.
Appena le mele sono pronte unirvi i frutti di bosco ancora
congelati e due cucchiai di acqua. Versare il composto di pane e avena
sulla superficie quindi abbassare il forno a 165 gradi e cuocere il
tutto per 30 minuti, o finchè il topping risulterà dorato e la frutta
sobollirà.
Far riposare fuori dal forno per 5-10 minuti quindi spolverizzare con altro anice stellato.
Unire la vaniglia rimasta alla panna ben fredda. Servire il dolce tiepido, con la panna fredda unita all'ultimo momento.
NOTE
- Sei porzioni? Allora, questa roba è talmente buona che la teglia ve la finite da soli, in piedi, piegati sul piano della cucina. Sa di pane, burro, zucchero ma senza essere banale. Sa anche un po' di Natale, visto l'anice stellato (che in video sostituisce anche con la cannella), e sa di estate visto il colore vibrante. Potete mangiarlo tiepido, come indicato, ma è buonissimo anche a temperatura ambiente.
- difficoltà non ce ne sono. L'unica potrebbe essere la realizzazione del burro nocciola ma i tempi di cottura e le indicazioni sono precise al nanosecondo per cui mi sento di affermare che sia assolutamente alla portata di tutti. Gli ingredienti sono veramente basici, tra avena e pane raffermo.
- Le mele Braeburn sono di tipo croccante e leggermente acidulo. Non trovandole da queste parti le ho sostitute con le uniche che mi piacciano: le Granny Smith.
- la panna ci sta
benissimo, ma se vivete in climi temperati anche del gelato alla
vaniglia ci sta altrettanto bene. Viene suggerito anche dello yogurt greco.
- quindi un crumble che non è proprio un crumble, con una lavorazione velocissima e che poi fa tutto da solo in forno. Il resto lo fate voi quando ne esce :D



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