lunedì 9 gennaio 2017

Omelette broccoli, formaggio ed albumi...non la solita


Entra trionfante.
I lavori in casa arabafelice, che sia quella romana o quella saudita, pare non finiscano mai.
Sorvolo sulla sensazione di un certo straniamento data dal ritorno nel deserto dopo le vacanze.
Ah, si, quelle vacanze in cui ho avuto la febbre a quaranta a Natale.
Le stesse vacanze in cui ha avuto la stessa febbre anche l'augusto consorte, ma si sa, l'effetto pecora morta come viene a lui, a nessuno.
Le stesse vacanze in cui il frigo che andava consegnato in casa nuova non è mai arrivato.
E non per un normale disservizio del corriere, o per l'intasamento dovuto alle Feste in corso.
No: è caduto dal camion.
Avete letto bene: mentre lo scaricavano è caduto, si è danneggiato irreparabilmente ed è tornato al mittente.
Tutto bene, comunque, non sono queste le cose gravi della vita anche se ormai mi chiedo cosa debba succedermi per potermi lamentare anche io.
Al ritorno nel deserto dalle stesse vacanze alle due del mattino troviamo lo scaldabagno in giardino, i secchi a raccogliere l'acqua e un mezzo allagamento tenuto a bada dal gatto e dal ragazzo delle pulizie.
Tutto sempre meglio.
Cominciano i lavori per riparare, e chi entra trionfante alla prima riga di questo post è l'elettricista pakistano.
Alcune delle luci sotto i pensili in cucina si sono fulminate per la perdita d'acqua dal piano di sopra ed oggi ha portato finalmente i ricambi.
Ma'm, ecco le lampade.
Just a little problem.
Sono ansiosa di conoscere questo piccolo problema.
La lampada non ha interruttore indipendente, quindi dopo che la monto o la lasci sempre accesa o sempre spenta.
Giuro, mi sono messa a ridere.
E ridendo l'ho buttato fuori, lui e la sua striscia led senza interruttore.
Dopo mezz'ora è tornato.
Ora ho una striscia led montata a fianco all'interruttore più grande che abbia mai visto.
Pazienza, purchè funzioni.
Ma ancora non so che buoni propositi voglio fare per il nuovo anno.
Risparmiare le vite umane che mi intralciano il cammino potrebbe essere, comunque, un buon inizio.


Sempre e comunque no comment :) vi mostro uno dei pasti che va di più in casa arabafelice perchè non solo è sano e leggero ma è velocissimo e soprattutto buono oltre ogni aspettativa.
Lo so che la foto non è invitante, ma provate perchè veramente non è la solita omelette di albumi sciapa ed insapore: questa ha veramente una marcia in più, ed il consorte non vuole le uova in nessun'altra maniera.
Sempre grazie alla mia amica Lu che con questo libro sapeva di azzeccare i miei gusti (che poi sono i suoi :D
Provate, perchè sono certa che avete tutto in casa!



INGREDIENTI
da Vegetariana di Martha Stewart
per una omelette

mezzo cucchiaino di olio extravergine d'oliva
100 g di broccoli affettati finemente
1 cipollotto spuntato ed affettato fine in diagonale
sale e pepe
un cucchiaio e un cucchiaino di parmigiano reggiato grattugiato finemente
un uovo intero grande e due albumi
un pizzico di peperoncino secco tritato


Scaldare l'olio in una padella a fuoco medio quindi unire broccoli e cipollotto e coprire.
Far stufare per circa 4 minuti finchè saranno teneri quindi salare, pepare e trasferire in un piatto.
Spargere il formaggio in uno strato sottile in una padella antiaderente e farlo cuocere a fuoco medio finchè si scioglie dorandosi, non ci vorrà più di un minuto.
Abbassare quindi il fuoco e versarci sopra l'uovo intero cercando di non rompere il tuorlo e gli albumi.
Coprire con un coperchio e far cuocere finchè gli albumi si rapprendono e i tuorlo rimane abbastanza liquido, circa un minuto-un minuto e mezzo.
Coprire l'omelette con i broccoli e chiuderla.
Farla scivolare su un piatto, condirla con poco peperoncino  e servire.

NOTE

- non usate una padella troppo grande e fuoco troppo alto.

- se preferite il tuorlo più cotto prolungate la cottura un pochino di più con il coperchio.

- per chi fosse interssato, il piatto completo cucinato come è è scritto ha meno di duecento calorie oltre ad essere gluten free.


mercoledì 4 gennaio 2017

Palline di latte (senza cottura, glutine nè uova)



Fino al sei Gennaio tutto è concesso, vero?
Anche morire per coma glicemico :)
Questi dolcetti tipici della cucina venezuelana mi sono stati regalati da una venezuelana DOC.
Assaggiarne uno.
Realizzare che sa di...Galatine.
E chiederle la ricetta è stato tutt'uno.
In Venezuela sono molto diffusi per le feste dei bambini, ma credetemi che gli adulti non rimangono indifferenti...
Provate per gli ultimi regali del periodo o magari, incartati singolarmente tipo caramelle, anche per la calza della Befana!



BOLITAS DE LECHE


 200 g di latte condensato 
70 g di latte in polvere
zucchero a velo quanto basta, un paio d'etti più o meno
chiodi di garofano per decorare


Versare il latte condensato in un ciotola ed amalgamarvi il latte in polvere. Ora unire lo zucchero a velo a poco a poco girando prima con un cucchiaio e poi a mano quando il composto prende consistenza: dovrà sembrare plastilina, non troppo molle e nemmeno troppo duro.
Formare delle palline della dimensione desiderata rotolando piccoli pezzetti di impasto tra le mani leggermente spolverate con il latte in polvere.
Inserire un chiodo di garofano e servire.

NOTE

- difficoltà: zero. Non omettete il chiodo di garofano che regala il classico aroma a questi dolcetti.

- si conservano diversi giorni in una scatola di latta o in frigo, se vivete alle mie latitudini.

- per motivi inspiegabili non risultano stucchevoli: sanno un po' delle famose caramelle chiamate Galatine :)
 

lunedì 19 dicembre 2016

Alberi di Natale di riso soffiato e cioccolato bianco


Presto che è tardi, tanto per citare Bianconiglio.
Con l'acqua alla gola come poche altre volte è capitato ma non posso farvi vedere questa idea carinissima rubata al blog di una ragazza inglese che posta meravigliose ricette vegan.
E quando il vegan incontra la gola...beh, questa ricetta è veramente per tutti, dato che è anche gluten free!
Un segnaposto per la tavola di Natale, un pensierino goloso....fate voi, ma fateli perchè sono veramente divertenti.
A parte gli 800 chilometri, tra andare e tornare nel deserto che ho fatto per trovare il riso soffiato (ok, non dovevo fare solo quello ma non è un bene unire l'utile al dilettevole? :D



ALBERI DI NATALE DI RISO SOFFIATO E CIOCCOLATO BIANCO
per circa 6 alberi piccoli

200 g di cioccolato bianco
200 g di Rice Krispies o normale riso soffiato
colorante verde
zucchero a velo e codette per decorare, a piacere

Innanzitutto preparare i coni di carta forno: ritagliare dei cerchi da 20 cm di diametro e tagliarli a metà.
Piegare ogni metà in modo da ottenere un cono fissandolo con nastro adesivo.


Sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria in una ciotola ampia con attenzione e unire del colorante verde fino a raggiungere l'intensità desiderata. Unire il riso soffiato girando bene perchè si amalgami perfettamente e risulti coperto uniformemente.
Ora aiutandosi con un cucchiaino premere il composto ottenuto nei coni, premendo bene a compattare e facendo attenzione a raggiungere la punta. Appiattire bene la base.
Mettere ogni cono pieno e a testa in giù in un bicchiere e mettere i bicchieri in frigo per un'ora o mezz'ora in freezer.
Quando ben freddi staccare la carta forno e decorare nei modi preferiti.

NOTE

- usate cioccolato bianco di buona qualità, o che sia comunque adatto alla pasticceria. QUelli di bassa qualità non fondono bene. Usate comunque un calore moderato.

- per attaccare le decorazioni ho usato una ghiaccia fatta con zucchero a velo e pochissima acqua.

- nella ricetta originale si raccomanda di usare non usare coloranti a base acquosa perchè potrebbero far impazzire il cioccolato. Ho utilizzato quelli in polvere.

- si conservano diversi giorni ma da me è caldo e li ho tenuti in frigo.

lunedì 12 dicembre 2016

Mandorle pralinate alla cannella



Al volo come ultimamente sempre più spesso su queste pagine, ma non potevo condividere questa ricetta che per carità, non che sia una novità ma è di quelle robe da impazzire nel vano, e sottolineo vano tentativo del resistere a mangiare tutte in una volta.
Nessuna difficoltà seguendo i passaggi indicati, ma qui il segreto è solo uno: fuoco basso e soprattutto avere pazienza di non smettere di mescolare davanti al fornello.
Confezionate per benino faranno la loro figura nei cesti di Natale, con il pregio aggiuntivo di essere naturalmente vegan e gluten free.



MANDORLE PRALINATE ALLA CANNELLA

200 g di mandorle con la buccia (o altra frutta secca)
200 g di zucchero semolato
100 g di acqua
un cucchiaino di cannella (a seconda dei gusti anche di più, o se non piace può omettersi)

Mettere acqua, zucchero e cannella in una padella larga e su fuoco medio far sciogliere lo zucchero mescolando.
Appena il composto prende il bollore unire le mandorle e girare in continuazione abbassando un po' il calore.
Pian piano il liquido tenderà a diventare più sciropposo e fare delle bolle, sempre con attenzione va mescolato il tutto e soprattutto va tenuto il fuoco basso.

Infine lo zucchero tornerà ad uno strato sabbioso e qui, sempre mescolando, va aspettato che si rapprenda attorno alle mandorle che rimarranno sempre separate.




Far quindi raffreddare su un foglio di carta forno e confezionare.

NOTE

- si conservano molto, molto a lungo. Nella casa dei monaci tibetani, di persone dalla volontà ferrea,  o di chi fa fioretti molto seri :D

lunedì 5 dicembre 2016

Biscotti incredibili di mandorle e cannella (senza uova)



Non so se sia stato il tempo.
La pazienza.
La rassegnazione.
L'assuefazione.
Il fatto che ogni lustro si cambi gusto.
Ma alla fine è successo.
Dopo anni, e ripeto anni, in cui la cannella poteva essere nominata solo se si riferiva al rubinetto della cucina.
Il cui barattolo doveva essere tenuto in doppio sacchetto di plastica, perchè l'augusto consorte non ne fosse disturbato dall'aroma aprendo il mobile della cucina.
Stessi anni, in cui, strano ma vero, la suddetta spezia è stata usata, ebbene si.
Non palesata, ma buttata con moderazione qua e là.
Un pizzico dove ci andava.
E la sua presenza negata con tutte le forze, sempre.
Unica eccezione, il suo dolce preferito: il Panforte.
Ma figurati, quello è toscano, tutto è ammesso nella terra della lingua di Dante...
Che hai preparato? Il profumo si sente da fuori.
Già con lo sguardo contento, e mi tocca dargli la ferale notizia.
Niente, non ti piacciono.
Biscotti alla cannella per le mie amiche domani.
Ne vuole provare uno comunque, che il profumo è buono.
Inutile spiegargli che rimarrà deluso.
Ma soprattutto troppo veloce lui a infilarsene due in bocca, con la scusa che sono piccoli.
Sono pieni di cannella.
Ma sono buoni.
Mi tocca levarglieli da sotto il naso, per salvarne qualcuno.
La cannella non ti è mai piaciuta.
E allora ora mi piace.
Ok, si apre una nuova era in casa arabafelice.
Vediamo quanto dura ;)

Vi esorto a provare questi biscotti prima possibile, e soprattutto a regalarli in fretta. Fanno parte di quella pericolosissima sezione di dolci che invita all'assaggio e finisce con i biscotti ingurgitati perchè non ci si riesce a fermare.
Fateli piccoli perchè si gestiscono meglio, e sono anche più carini da vedere.




POLVORONES 
(Christmas Biscuits)
da Tapas Revolution di Omar Allibhoy
per 12-15 pezzi a seconda delle dimensioni

75 g di farina di mandorle
140 g di farina
90-100 g di burro morbido
50 g di zucchero a velo
un cucchiaino di cannella


Preriscaldare il forno a 170 gradi quindi mettere le due farine in una teglia e cuocerle per circa 15 minuti, in modo che diventino leggermente dorate.
Farle raffreddare quindi impastarle con il resto degli ingredienti a mano o con una impastatrice con gancio a K.
Il composto tenderà a sgretolarsi, ma non preoccupatevi, è normale che sia così, non scoraggiatevi.
Se proprio non sta insieme quando lo pressate con le mani allora unite un pochino di burro extra, ma non esagerate.
Avvolgere l'impasto nella pellicola e farlo riposare circa mezz'ora a temperatura ambiente.
Riprendere l'impasto e prenderne una parte che appiattirete con le mani su carta forno ad un'altezza di circa un centimetro e mezzo. Tagliare quindi con una formina regolare e disporre i biscotti su una teglia coperta con carta forno.
Ammassate i ritagli e tagliate i biscotti fino ad esaurimento.


Mettere la teglia con i biscotti per 5 minuti in freezer o 15 in frigo, quindi cuocete in forno a 170 gradi per circa un quarto d'ora (nel mio forno poco di più), finchè saranno dorati.
Appena tirati fuori dal forno non toccateli, sono fragili, prendono la giusta consistenza raffreddandosi.
Spolverare con poco zucchero a velo prima di servirli.

NOTE 

- come già detto l'impasto sembra ingestibile, si sgretola. E' normale che sia così, compattate con le mani quel che serve a tagliare le formine e reimpastate compattando gli scarti. Perseverate, sarete premiati :D

- i biscotti durano anche dieci giorni se conservati in una scatola di latta.

- in Spagna sono avvolti in carte colorate ed usati per i pensierini di Natale.

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