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venerdì 18 settembre 2020

Cetrioli in barattolo

Avete presente quando vi si apre un mondo e vedete la luce.
La rivelazione: chi se l'immaginava che realizzare degli stupendi cetrioli marinati fosse così semplice!
E ve lo dice una che nel barattolo dei cetriolini, quelli comprati, una forchetta ogni tanto la infila tanto per.
Per quella botta di aspro che arriva dritta dritta in testa e mi fa l'effetto del caffè, io che caffè non ne bevo?
Non saprei, so di sicuro che mi piacciono moltissimo.
La realizzazione prende solo qualche giorno di tempo in cui tutto ciò che si deve fare è aspettare.
Sarebbe stata una perfetta ricetta da lockdown, se solo l'avessi scoperta in tempo...:)





QUICK-FERMENTED CUCUMBERS
per un barattolo da circa 3 litri di capacità 
da Summer Kitchens di Olia Hercules

20g di sale marino
10 grani di pepe nero o rosa
5 bacche di pimento
una manciata di foglie di rafano o ribes nero, oppure un pizzico di foglie di tè nero
un chilo di cetrioli piccoli (se grandi, tagliarli in quattro)
un peperoncino rosso affettato sottilmente
10 spicchi di aglio affettatti molto sottili
2 gambi di sedano, uno affettato e l'altro lasciato intero
fiori di aneto o una manciata di gambi e foglie


Mettere a bollire un litro di acqua insieme al sale, mescolando bene per farlo sciogliere.
Portare a bollore quindi aggiungere il pimento e il pepe e spegnere il fuoco facendo raffreddare il tutto a temperatura ambiente.
In un barattolo da circa 3 litri di capacità mettere le foglie, se si usano, quindi inserire i cetrioli, il peperoncino, l'aglio, il sedano affettato e l'aneto.
Versarvi sopra il liquido preparato facendo attenzione che il tutto risulti ben coperto: se i cetrioli tendessero a galleggiare usare il gambo di sedano lasciato intero messo di traverso sulla superficie per tenerli giù.
Chiudere con il tappo sterilizzato e tenere a temperatura ambiente per almeno 24 ore: in clima caldo/tiepido i cetrioli inizieranno a fermentare entra questo tempo ma se fa fresco possono volerci anche due giorni.
Saranno pronti quando la superficie del barattolo risulterà schiumosa, a questo punto si può tirar fuori con una forchetta un cetriolo ed assaggiarlo.
Dovrà risultare piacevolmente aspro, se invece il sapore non si discosta molto da un normale cetriolo prolungare la fermentazione di un giorno ulteriore.
Quando si è soddisfatti del risultato e non si vuole che i cetrioli diventino troppo forti di sapore passare il barattolo in frigo in modo che la fermentazione venga rallentata.
Se invece piacciono più forti si possono lasciare a temperatura ambiente per un altro paio di giorni.


NOTE

- come già detto nell'introduzione è una ricetta semplice, di pura attesa in pratica. Ovvio che più sarà vario il contenuto di aromi nel barattolo più il sapore finale ne guadagnerà. Non avendo foglie di rafano o ribes ho optato per il tè nero ma sono gli unici ingredienti meno comuni, il resto si trova facilmente ad ogni latitudine.

- il risultato finale è direttamente influenzato dalla temperatura esterna. Da me, aria condizionata a parte, fa comunque caldo ed in questo periodo caldissimo per cui il barattolo è stato messo in frigo in due giorni scarsi. Voi assaggiate e valutate a seconda di quanto vi piacciano forti.

- gli usi di un cetriolo marinato non devo certo spiegarvelo io :) ma sono favolosi anche solo come aggiunta ad un'insalata mentre l'autrice rammenta, facendomi sentire meno in colpa, che vada benissimo anche mangiarseli così, in piedi davanti al frigo.

- cetrioli baby da queste parti non si vedono da prima del lockdown quindi ho semplicemente preso i più  piccoli che ho trovato e tagliato in quattro i più grossi. Risultato egregio che non mi ha fatto rimpiangere l'originale.

- se vi siete stufati di conserve e marmellate questa può essere una bella idea per i regali di Natale. Perchè lo sapete si, che arriverà pure in questo pazzo 2020....

venerdì 27 marzo 2020

Lamponi in barattolo alla vaniglia e limone





Non sarà mica una ricetta!
Piuttosto un modo comodo, veloce e semplice per conservare i frutti di bosco.
Non serve nemmeno che siano freschi, visto che si può fare in mancanza di meglio con quelli surgelati.
Anche una bella idea da regalare (perchè verrà quel tempo, verrà ;)



BOTTLED RASPBERRIES WITH VANILLA AND LEMON
da Strudel, Noodles and Dumplings di Anjia Dunk
per 3 barattoli da mezzo litro di capacità ciascuno

1 kg di lamponi (anche surgelati ma vanno scongelati prima dell'uso=
150 g di zucchero di canna fine
metà bacca di vaniglia tagliata per il lungo in 3
6 strisce di buccia di limone (o lime) non trattato

Mettere i lamponi in un colino e lavarli delicatamente sotto l'acqua fredda (ovviamente con lamponi surgelati saltare questo passaggio), quindi scolarli dall'acqua in eccesso e versarli in una ciotola coprendoli man mano con lo zucchero.
Mescolare con molta delicatezza in modo che tutta la frutta sia ricoperta dallo zucchero, ma facendo attenzione a non romperla.
Coprire la ciotola con un panno pulito e lasciar riposare a temperatura ambiente una notte.
Al mattino la frutta galleggerà nello sciroppo che si sarà naturalmente formato.
Dividere la frutta ed il suo succo tra i 3 barattoli sterilizzati (devono essere ancora tiepidi, o si romperanno una volta immersi nell'acqua).
Non preoccuparsi se il succo non copre completamente la frutta, perchè altro ne verrà rilasciato durante il riposo.
Infilare un pezzo di bacca di vaniglia in ogni barattolo e anche due strisce di buccia di limone in ciascuno.
Chiudere i barattoli e preparare una pentola capiente a bordi alti con abbondante acqua.
Appena bolle infilare un panno sul fondo (aiutandosi con un mestolo spingerlo giù, senza panno i barattoli si romperebbero)
Appoggiare i barattoli nella pentola, chiudere la pentola col coperchio e lasciar sobollire per 30 minuti.
Trasferirli quindi su un piano da lavoro coperto con dei panni da cucina o giornali e far riposare 24 ore. Controllare a questo punto che si sia formato il sottovuoto: se è così i barattoli possono essere conservati anche un anno in una dispensa fresca e buia.
In caso contrario tenerli in frigo  e usare entro 5 giorni.



NOTE

- più semplice di così non si può! Nessuna cottura a parte la procedura per creare il sottovuoto alla fine: ma se non avete intenzione di conservare i barattoli a lungo potete saltarla.

- niente lamponi? La ricetta viene benissimo anche con fragole, mirtilli, more...

- una volta pronta la frutta può essere usata per aromatizzare quello che si vuole: dai dolci allo yogurt per la colazione, fino ai formaggi.

- ricetta ideale anche da realizzare con i bambini, vista la quasi-magia dello sciroppo che si forma da solo.

martedì 10 marzo 2020

Crauti



Può un libro sulla cucina tedesca non includere la ricetta dei crauti?
No, dice l'autrice, perchè è un piatto con cui ha un legame particolare come tanti altri suoi connazionali.
A me non piacevano finchè non ne assaggiai una volta di fatti in casa dalla mia amica russa: la sua cucina pareva un laboratorio dal numero di barattoli messi a fermentare.
Fermentava qualsiasi cosa le capitasse sotto mano, e anche se non sempre il profumo era invitante devo dire che lo era il risultato finale.
Tornando ai crauti, i suoi non avevano quel sapore forte e pungente dei barattoli del supermercato: delicati, buonissimi, profumati dalle spezie ed erbe.
Per non parlare del recente trend che vede nella fermentazione dei cibi un toccasana per problemi digestivi di ogni tipo, e sebbene non ci siano ancora studi che lo provino senza alcun dubbio è comunque un modo salutare per conservare i cibi.
Se fatto con le dovute accortezze, mi raccomando.
Barattoli sterilizzati, verdura pulita, ambiente areato dove fermentare.
Che oltre a quello che già c'è in giro manca solo questo ;)



SAUERKRAUT
un cavolo cappuccio oppure cavolo rosso da circa 1,2 kg
2.5, 3 cucchiaini di sale fino



Tagliare il cavolo a metà e quindi a striscioline da 2 mm.
Meglio fare questa operazione a mano piuttosto che in un robot dato che il sapore finale sarà migliore.
Mettere il cavolo in una ciotola di ceramica cospargendolo via via con il sale. Strofinarlo bene tra le dita quasi massaggiandolo, in modo che cominci a rilasciare del liquido.
All'inizio non sembra ma dopo circa 10 minuti si avrà abbastanza liquido per coprire il cavolo una volta messo in barattolo.
Mettere il cavolo in un barattolo di vetro sterilizzato da circa 1 litro di capacità, pressando bene con il manico di un mestolo via via che lo si aggiunge, assicurandosi sempre che il liquido arrivi fino in cima.
Continuare fino ad esaurimento del cavolo e versarvi anche l'eventuale liquido rimasto nella ciotola.
Riempire un barattolo più piccolo con dell'acqua e metterlo sul cavolo (all'interno del barattolo grande) in modo che lo tenga sommerso.
Coprire i barattoli con un panno da cucina pulito e lasciar fermentare in un luogo fresco ed aerato per un tempo variabile tra i 5 e 15 giorni.
Provare comunque i crauti già dopo 5 giorni, ma se si preferisce un sapore più deciso prolungare la fermentazione.
Una volta pronti togliere il barattolo che pressava il cavolo, chiudere ermeticamente quello che contiene i crauti, chiuderlo bene e conservarlo in frigo.
Il barattolo chiuso può durare anche un anno se tenuto in frigo o una cantina ben fredda.
Volendo possono essere aggiunti altri ingredienti per aromatizzare i crauti nel momento in cui si inzia il processo di sfregamento tra le mani: un cucchiaio di semi di cumino o due cucchiai di aneto fresco o un cucchiaino di semi di senape o di semi di sedano.
Se invece si vogliono aggiungere delle bacche di ginepro queste vanno messe direttamente nel barattolo.

NOTE

- la ricetta è di una facilità imbarazzante, l'unico sforzo è affettare il cavolo (non ho usato il robot, come indicato, ma non ho rinunciato alla mandolina) e massaggiarlo col sale. Il liquido in effetti comincia ad uscire subito ma bisogna avere un po' di pazienza per ottenerne a sufficienza per rimpire il barattolo.

- ho usato due barattoli piccoli come in foto invece di uno solo grande e ho aggiunto dei semi di cumino ad uno dei due. Ho assaggiato il primo dopo 5 giorni come indicato dall'autrice ed in effetti ho trovato un sapore gentile e delicato. Il secondo barattolo testato dopo 10 era già al limite del troppo forte per i gusti della sottoscritta ma comunque ancora molto buono.

-  per sterilizzare i barattoli l'autrice suggerisce due metodi: quello del lavaggio in lavastoviglie (coperchi compresi) a 60 gradi con asciugatura all'interno oppure il passaggio in forno a 140 gradi per 20 minuti. In questo secondo caso i coperchi possono essere invece fatti bollire per 10 minuti.

lunedì 17 febbraio 2020

Crema spalmabile al cacao e tahine (vegan e gluten free)



Se c'è un prodotto che regna incontrastato in casa arabafelice quello è il barattolo della Nutella.
Mai l'amore di cui io ed il mio augusto consorte la inondiamo è stato toccato o solo scalfito da tutte le campagne denigratorie che ciclicamente toccano alla golosissima crema spalmabile nostrana.
Troppo dolce.
Troppo grassa.
Troppo olio di palma.
Troppe poche nocciole.
Troppo zucchero.
Potrei continuare all'infinito, facendomi una risata ad ogni riga.
A onor del vero e perchè non si dica che siamo barricati sulle nostre ottuse e vetuste convizioni sono entrati altri barattoli in dispensa.
Di marche note da supermercato.
Di marche meno note da pasticceria.
Di marche elitarie e discriminatorie, il cui prezzo ci faceva pensare che avremmo trovato paradiso ed inferno, salvezza e perdizione insieme solo aprendone il coperchio.
Quelle fatte in casa non sono mai nemmeno entrate nella competizione.
Delle precedenti, alcune sono finite direttamente nel secchio della spazzatura.
Qualcuna è stata mangiata con discreta soddisfazione, ma senza mai eguagliare il primato della nostra amata che ha sempre guardato con superiorità dalla dispensa quei barattoli eleganti e spesso di design che l'affiancavano.
Ne resterà soltanto uno, per citare Highlander.
E quell'uno è lei.
Perchè allora provare la ricetta di una crema spalmabile???
Perchè il suo pregio è di non voler imitare la Nutella, che pure l'autrice nomina nell'introduzione come un piacevolissimo ricordo delle sue vacanze da ragazzina in Italia con la famiglia.
Li presenta come un'altra cosa: la sua versione di UNA crema spalmabile.
Un altro gusto.
Un altro sapore.
Forse, un altro mondo ;)





CHOCOLATE TAHINI SPREAD
da Cocoa di Sue Quinn
per un barattolo da circa 250g 
200 g di tahine
80 g di zucchero a velo setacciato
50g di cacao amaro setacciato
un generoso pizzico di sale in fiocchi
3 o 4 cucchiai di olio di sesamo (non quello realizzato con sesamo tostato)

Versare la tahine, il cacao, lo zucchero ed il sale in una ciotola e mescolare a mano o con delle fruste fino ad ottenere un composto bene amalgamato.
A questo punto unire tanto olio di sesamo quanto ne serve per ottenere una pasta dalla consistenza desiderata.
Si conserva tranquillamente in frigo in un barattolo ermetico per due settimane.

 NOTE

- che dire, se non usare le parole dell'autrice che sottolinea come sia più un lavoro di assemblaggio che una ricetta. Niente da cuocere, ed in realtà non servono nemmeno le fruste se avete cura di setacciare bene le polveri.

-  ho usato tutti e quattro i cucchiai di olio di sesamo menzionati, la crema la preferisco ben fluida. In frigo rassoda un po', ovvio, ma pochi minuti fuori e torna come appena fatta.

- credo quasi superfluo sottolineare come la qualità della tahine che usate qui sia assolutamente fondamentale. Quelle che spesso ho assaggiato in Italia avevano un marcato retrogusto amaro che di solito è indice di un prodotto vecchio, quindi fate l'investimento di acquistarne una chiara, magari un po' più costosa, che non vi riservi brutte sorprese. La ricetta viene meglio con un barattolo nuovo, in cui la tahine sia ancora morbida per la presenza di parecchio olio: se rimane a lungo nel barattolo aperto e si solidifica un po' sul fondo sarà più difficile ottenere un prodotto finito cremoso al punto giusto.

- il sapore, oh il sapore. Niente, dovete assaggiare per forza. Cominciate con poco su un cucchiaino e vedrete se non fa quell'effetto devastante del "oddio non so se mi piace" che capita sempre ad un gusto nuovo. In men che non si dica ci tornerete, e ritornerete e addio metà barattolo. Spiazzante ed eccezionale sono le uniche parole che mi vengono in mente, e non temo di esagerare.

- l'ho trovata perfetta da sola (ahimè :) ancora più che se accompagnata a qualcosa. Dà secondo me il meglio se abbinata a qualcosa di non dolce, come del pane a lievitazione naturale (e questa è la mia preferenza anche per la crema-cugina, la Nutella...)

lunedì 1 ottobre 2018

Confettura agrodolce di peperoni



Avete presente un invito dell'ultimo minuto.
Declino, anzi no, magari passo un attimo a salutare.
Che ormai visto il tempo che ho finirà che non andrò più da nessuna parte.
Ah si, tocca portare qualcosa.
Apro il frigo: non è che in casa mia manchino mai gli ingredienti per tirar fuori un piatto.
E' il tempo piuttosto a farsi desiderare.
Una torta ce ne vuole troppo, i biscotti idem.
Forse una di quelle cialtronate senza cottura che ho qui su queste pagine.
Potrei in effetti comprare qualcosa, il meraviglioso super sotto casa ha una sezione pasticceria e sfizi salati niente male.
Ma mi capite, lo so, se dico che è contro la mia religione :)
Quindi ok, mi sa che me la cavo facendo pure finta di aver fatto una roba alla moda.
Che qui i "cheese and fruit platters" vanno alla grande sui buffet chic.
Tanto chic alla fine non sarà, pazienza.
Un po' di formaggi, dell'uva, delle albicocche secche.
Le noci pecan che piacciono a tutti.
I mitici Triscuit, i crackers olio e rosmarino della stessa azienda che produce gli Oreo, e quindi buonissimi.
Ed in mezzo il mio asso nella manica, o nel barattolo.
La confettura di peperoni preparata pochi giorni prima.
Complici i peperoni stessi in super offerta speciale per poi scoprire, ovviamente, che tanto freschi non erano e l'offerta era in realtà una mezza "sòla", come si direbbe a Roma.
Quindi per la regola che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma i peperoni diventano confettura.
Un po' agrodolce, appena appena di piccante.
Sono stata quindici minuti, all'evento dove l'ho portata.
Sono bastati per un numero infinito di richiesta della ricetta.
Ma la migliore, la padrona di casa.
Che assaggiandola, mi fa.
Ora sai che regalarmi per Natale ;)

Divina a dir poco, fatta sempre e mi chiedo perchè mai postata prima. Ottima con i formaggi, con gli antipasti, per gli aperitivi. Ottima da regalare e con il pregio di essere gluten free e vegan.
Fatene scorta, e buon uso ;)




CONFETTURA AGRODOLCE DI PEPERONI

un kg di peperoni rossi
400 g di zucchero
200 ml di aceto bianco
2 cucchiaini di sale, o comunque a gusto personale
peperoncino secco, facoltativo

Lavare i peperoni quindi liberarli dal picciolo, aprirli in due ed eliminare tutti i semi ed i filamenti bianchi. Tagliarli quindi a strisce e quindi a dadini.
Metterli in una ciotola capiente con metà dello zucchero, mescolare, coprire con della pellicola e lasciare una notte in frigo.
Il giorno dopo versare nella pentola di cottura i peperoni e tutto il liquido che si sarà formato, aggiungere il resto dello zucchero, l'aceto ed il sale.
Far sobollire piano un'ora circa ed a questo punto dare una frullata con un frullatore ad immersione: il tutto non dovrà ridursi a crema ma solo amalgamarsi un po'.
Rimettere sul fuoco per un'altra mezz'ora ed a questo punto cominciare a controllare la consistenza con la prova piattino: versare un po' del composto in un piattino e mettere in frigo, quindi controllare dopo che si sarà raffreddato.
Continuare la cottura fino a raggiungimento della consistenza desiderata quindi aggiungere un poì dipeperoncino secco, se piace, nella quantità preferita.
Invasare la marmellata calda in barattoli sterilizzati, chiuderli e capovolgerli a formare il sottovuoto.
Lasciarli capovolti fino a completo raffreddamento.

NOTE

- anche il sale può essere un po' aumentato: assaggiate e verificate ma a fine cottura, non aggiungetene troppo all'inizio.

- si conserva per mesi nei barattoli sterilizzati e col sottovuoto. Fate attenzione che i tappi siano a prova di aceto (ormai tutti i tappi lo sono in realtà)

- per sterilizzare i barattoli vuoti : metterli in lavastoviglie con un lavaggio ad almeno 60 gradi e farli asciugare all'interno.
In alternativa passarli in forno a 100 gradi per una decina di minuti, spegnerlo e farli raffreddare completamente all'interno.


venerdì 13 novembre 2015

Chutney di pere allo zafferano





Un cucchiaio sul piatto.
Uno sguardo scettico.
Assaggio, ma solo perchè voglio far vedere che sono coraggiosa.
Nel colorato ristorante indiano dove sto mangiando profumi indefiniti.
Era fatto col mango, il mio primo.
E quel'assaggio ha sancito la nascita di uno dei miei molti grandi amori culinari.
I chutney non sono confetture, come mi è ahimè capitato di sentire, ma deliziosi accompagnamenti a piatti di carne e pesce tipici della cucina indiana  a base di frutta, verdure, zucchero, spezie ed aceto.
Adottati alla grande dalla cucina britannica per ovvi motivi storici, ne sono entrati a far parte a pieno titolo, dove sono spesso serviti insieme ai formaggi.
Questo viene nientemeno che da Gordon Ramsay, ed è a dir poco una ricetta perfetta.
Migliora col tempo, ma è consumabile da subito.
Ed un'ottima idea per i pensierini del cesto di Natale :)


CHUTNEY DI PERE ALLO ZAFFERANO
per 2/3 vasetti piccoli
un cucchiaio di olio d'oliva
una piccola cipolla
sale e pepe nero macinato al momento
50 g di zenzero fresco, pelato e grattugiato fine
un pizzico di noce moscata
un cucchiaino di cannella in polvere
da 1/2 a un cucchiaino di pepe di Cayenne
250 g di zucchero grezzo chiaro (vedere la nota sulla traduzione)
250 ml di aceto bianco
4 pere sode, possibilmente Williams (650 g di peso totale)
una mela di circa 350 g
125 g di uvetta
2 pizzichi di pistilli di zafferano
la scorza grattugiata e il succo di due arance piccole
2 pomodori tagliati a dadini
 


Scaldare l'olio in una casseruola capiente, quindi aggiungere la cipolla tritata grossolanamente e farla appassire per qualche minuto con poco sale e pepe, in modo da ammorbidirla senza farla colorire.
Aggiungere lo zenzero grattugiato, la noce moscata, la cannella ed il pepe di Cayenne.
Cuocere ancora un paio di minuti quindi aggiungere lo zucchero e mescolare su fuoco medio finchè si scioglie.
Aggiungere quindi l'aceto.
A parte sbucciare e tritare (assolutamente no: pere e mele vanno tagliate grossolanamente, a cubetti, vedere la nota sulla traduzione) pere e la mela ed aggiungere il tutto alla casseruola insieme allo zafferano, il succo d'arancia e la scorza e l'uvetta.
Portare ad ebollizione e cuocere per circa 15 minuti o comunque finchè la maggior parte del liquido sarà evaporato ed il tutto avrà una consistenza sciropposa.
Aggiungere i pomodori a dadini e cuocere altri 3 minuti circa.
Assaggiare e regolare di sale e pepe.
Versare ancora caldo nei barattoli sterilizzati e chiudere con i coperchi, facendo freddare a testa in giù.
Mettere a riposare in un luogo fresco e buio, o in frigo, e consumare entro sei mesi: il sapore migliorerà con il tempo.

NOTE

- la ricetta è assolutamente divina. Tutti gli aromi sono perfettamente bilanciati, ed essendomi attenuta pedissequamente alle dosi indicate devo dire che nessuna sovrasta l'altra, ma tutte si esaltano a vicenda.

- il sale e pepe finali sono a piacere, ma ho avuto il piacere di guardare Gordon Ramsay preparare questa ricetta in uno show televisivo e sosteneva che i chutney in Inghilterra sono sempre tenuti troppo dolci, quindi di abbondare un po' ;)

- mi ci sono voluti più di 15 minuti perchè la preparazione raggiungesse la giusta consistenza, ma ho dovuto usare un fornello piccolo perchè avevo gli altri occupati quindi la cosa non fa testo.

- il passaggio dello scioglimento dello zucchero va fatto su fuoco non troppo alto: non volete bruciarlo, perchè poi darebbe un gusto molto amaro al prodotto finito.

- si abbina benissimo sia a piatti di carne che di pesce, e con formaggi stagionati.
 Aggiungo che è buono pure a cucchiaite....

giovedì 17 ottobre 2013

Salsa di mele, o applesauce



Va bene tutto.
Beh, quasi tutto.
Vivere in un Paese dove le libertà personali sono tante limitate ha due potenziali effetti.
O diventi come loro.
O diventi il perfetto opposto.
Non che nemmeno il secondo caso sia esente da difetti, chiaro.
Ma fa di me una persona tollerante a gusti, presunti vizi, preferenze altrui come pochi altri.
Si, me lo dico da sola.
D'altronde non sono tutte caratteristiche che ci rendono interessanti, perchè tutti diversi?
Il vizio delle americanate è mio di sicuro.
E qualcuno me lo fa notare spesso,
Anche da poco.
Sempre questa roba straniera, cucini.
Queste porcherie.
Vera la prima parte: sono di certo più le pietanze americane o inglesi che quelle nostrane, a voler fare i conti in tasca a questo blog.
Sulla seconda, ho le mie rimostranze.
La cucina altrui non è una porcheria solo perchè certe preparazioni, o certi ingredienti, non rientrano in quelli che mangiamo da tutta la vita.
Il cheesecake, quello vero, tanto per fare un esempio, si fa con quel famoso formaggio cremoso che fa inorridire tanti.
Inutile volerlo convertire a nostrane ricotte, a meno di non voler fare una torta diversa.
D'altronde inorridiamo quando su certe pizze americane vediamo l'ananas insieme al pomodoro.
E mi sembra giusto.
Ma mi spiace che ogni tanto si scordi che come noi pretendiamo rispetto per la nostra bella, ineguagliabile e ricca tradizione culinaria così dovremmo fare per quella altrui.
Anche quando ci sembra strana, diversa, nuova.
Davanti a qualcosa che non piace si può sempre passare oltre.
Non per forza condannare e insultare.
E vuoi vedere che se impariamo a farlo con il cibo c'è il rischio che si riesca a farlo pure con le persone? ;)


Altra americanata, oggi, come volevasi dimostrare. Ma questa ce ne vuole a chiamarla porcheria...mele cotte in acqua e limone, il profumo delle spezie che volete e nemmeno serve lo zucchero: l'applesauce è buonissima già così!
Cosa ci si fa? Si mette sullo yogurt greco, e qualcuno di mia conoscenza lo spalma sul toast.
Ma è spesso usato per rimpiazzare il burro in molte ricette d'oltreoceano...curiosi?
Stay tuned, e ne vedrete delle belle!




APPLESAUCE
da Everyday Food di Martha Stewart

2 kg di mele, meglio se di qualità mista
375 ml di acqua
60 ml di succo di limone appena spremuto
zucchero di canna o brown sugar, facoltativo (non lo metto)
spezie a piacere (cannella, zenzero, cardamomo...)


Sbucciare le mele, eliminare i torsoli e tagliarle a cubetti.
Metterle in una pentola a fondo spesso insieme all'acqua ed al succo di limone.
Portare a bollore su fuoco medio/alto, quindi abbassare la fiamma e far sobollire senza coperchio per circa mezz'ora, girando ogni tanto.
Le mele dovranno diventare morbidissime e disfarsi.
Togliere quindi dal fuoco e passare con il minipimer, oppure ad uno schiacciapatate o ancora schiacciare bene con una forchetta.
Se sembra poco dolce si può aggiungere uno o due cucchiai di zucchero, ma ve lo sconsiglio, e le spezie che si preferiscono. In genere metto solo un pizzico di cannella.
Invasare in barattoli puliti e conservare in frigo, anche per due settimane abbondanti.

NOTE

- la lunga durata rende l'applesauce un ottimo regalino di Natale, magari con allegato un foglietto  con le istruzioni su come usarlo.

-l 'applesauce raffreddata può essere surgelata.

- una lettrice ha obiettato che conservo l'applesauce in frigo per un tempo troppo lungo per un prodotto realizzato in casa. A me non è mai successo nulla, e si è sempre conservata bene.
Ma ovviamente se il barattolo viene aperto il tempo di conservazione diminuisce.

lunedì 16 settembre 2013

Muesli croccante al forno al cocco e semi di zucca


E' sano
E' buono.
E' facile.
Si conserva a lungo.
Vi chiederanno tutti la ricetta.
E lo potete pure regalare!
Come si fa?
Trovate tutto qui!

lunedì 10 dicembre 2012

Sciroppo di mirtilli, in due ingredienti e dieci minuti!




Quando si dice un controsenso.
Proprio vero.
Esce in questi giorni in Italia il nuovo film di una regista saudita.
Nel suo Paese non lo vedrà nessuno, i cinema sono vietati.
E se si prova a chiederne il perchè le risposte sempre vaghe.
Potrebbero indurre a comportamenti illeciti.
Dev'essere il buio della sala ad impensierire.
La bicicletta verde, il titolo.
Anche qui un problemino.
Alle donne in Arabia non è vietato solo guidare l'automobile.
Anche andare in bicicletta riserva i suoi problemi.
Semplice, non si può.
Non che ci sia una legge apposita, questa volta.
Ma è consuetudine, mi viene spiegato.
Pare che possa danneggiare la virtù delle ragazze.
Come, nessuno che lo sappia.
Ebbene, la protagonista del film, una ragazzina, una bici la desidera da morire.
Per correre con il vento sulla faccia, lei che dimentica spesso di mettere il velo, con tutti i rimproveri e le conseguenze che ne derivano.
Per battere in velocità un compagno un po' sbruffone.
Ma costa un mucchio di soldi, per lei che è solo una giovane studentessa.
Si iscrive allora ad un concorso di recitazione del Corano.
Lo vince, con conseguente premio in denaro.
Ma appena confessa come vorrà utilizzarlo, le viene tolto.
Vergogna, una bicicletta.
Nemmeno avesse chiesto di frequentare un corso di lap dance.
La giovane Wadjda verrà isolata e mal giudicata.
Punita e rimproverata.
Ma non abbandonerà il suo sogno.
E dimostrerà che quelle che si svolgono dentro una casa sono rivoluzioni tanto grandi ed importanti come quelle nelle piazze.
E' difficile, da queste parti, credetemi.
Una struttura totalizzante che non lascia spazio a nulla, nemmeno ai desideri.
Non voglio svelare ora se la bicicletta verde del titolo riuscirà ad avere la meglio.
Verde è il colore dell'Islam.
Ma anche quello della speranza.
E non solo quella di vincere un Oscar ;-)


Una delizia da farsi in pochi minuti e come di moda da un po' su queste pagine con soli due ingredienti :-) un risultato delizioso alla portata della cuoca più inesperta!
E conservata dentro una bottiglietta graziosa come la mia, regalo di cari amici, diventa anche un pensierino natalizio graditissimo.
Come si usa? Ma ovunque!
Dallo yogurt al gelato tutto prenderà un gusto delizioso ;-)




BLUEBERRY SYRUP
da Nigella Express

320 g di sciroppo d'acero
210 g di mirtilli (anche surgelati)

Versare i mirtilli e lo sciroppo d'acero in un pentolino a fondo spesso.


Mettere su fuoco medio, far raggiungere il bollore ed abbassare il fuoco in modo che rimanga solo una leggera ebollizione.
Calcolare dal bollore circa 10 minuti, tempo sufficiente per far disfare i mirtilli quasi completamente.
Usare immediatamente oppure versarlo ancora caldo in un barattolo o bottiglia sterilizzati.
Conservare eventuale rimanenza in frigo.

NOTE:

- in barattolo chiuso dura oltre due settimane! Ottimo per i pensierini natalizi.

- ancora più buono se prima di usarlo lo scaldate leggermente.

- usatelo per guarnire pancakes, anche in versione dietetica o furbissimi :-) oppure gelati, yogurt, sorbetti, accompagnare budini e torte. No limits!




lunedì 23 agosto 2010

Confettura di albicocche e mandorle



























Niente da fare, le marmellate mi ricordano inevitabilmente la nonna paterna, l'unica della famiglia che abbia mai visto cimentarsi nella preparazione.
Le faceva ogni estate, quando io e mia sorella andavamo da lei per le vacanze, ed aspettavo con trepidazione il giorno che la nonna avrebbe deputato per trasformare in barattolini dorati le enormi quantità di pesche ed albicocche del suo giardino: tutto, per qualche ora, sapeva di zucchero, di buono, di dolce.
C'erano tante albicocche da denocciolare, e ne finiva in bocca una quantità industriale, talmente erano buone.
Tante prove piattino da fare, pur sapendo che era troppo presto perchè la marmellata fosse pronta.
Tanti mestoli da infilare furtivamente nel pentolone bollente appena la nonna si girava...bruciarsi la lingua non era pena tanto grave da non poter essere sopportata, pur di infilare una cucchiaiata zuccherina in bocca.
E tanti barattoli a cui ripulire i bordi con le dita, prima che fossero infilati, avvolti con strofinacci, a bollire per essere sterilizzati.
Ed a nulla valevano le raccomandazioni della nonna di non mangiare la marmellata calda, con la minaccia che mi avrebbe causato un gran mal di pancia: l'ho ignorata sistematicamente, ed il mal di pancia non si è mai presentato.

La mia confettura di oggi però non è la sua ricetta, ma quella scovata su "Pesche, prugne ed albicocche" edito dal Corriere della Sera, a cui ho apportato qualche modifica.
La nonna non apprezzava molto i cambiamenti, ed avrebbe guardato con sospetto alle mandorle ed allo zenzero, nonchè allo strano metodo di cottura che prevede uno sciroppo di zucchero in cui cuocere la frutta...ma chissà, se la potesse assaggiare forse mi perdonerebbe quella che per lei sarebbe stata un'eresia ;-)
E questa mia...estate in barattolo va al consueto appuntamento con il calendario di Ammodomio.

CONFETTURA DI ALBICOCCHE E MANDORLE

600g di albicocche, pesate con il nocciolo
500g di zucchero
50g di mandorle
il succo di un grosso limone
150ml di acqua
2 cm circa di zenzero fresco

Pulire le albicocche, denocciolarle e tagliarle in pezzetti. Irrorare con il succo di limone e far riposare mezz'ora.
In una pentola capiente versare lo zucchero e l'acqua. Su fuoco basso far sciogliere lentamente lo zucchero, mescolando. Appena sciolto, alzare un po' la fiamma e portare il composto a bollore.
Versarvi quindi le albicocche a pezzetti e lo zenzero in fettine molto sottili.
Far bollire dolcemente, sempre controllando e mescolando di tanto in tanto, per un'ora  e mezzo circa, o finchè la frutta sarà disfatta nello sciroppo.
Il fuoco troppo alto farebbe bruciare la marmellata, quindi attenzione.
Fare poi la prova piattino, dato che raffreddando addensa ulterioriormente.
A fine cottura unire le mandorle, metà tritate grossolanamente e metà intere, e bollire altri 5 minuti.
Invasare la marmellata ancora calda nei vasi puliti e sterilizzati, chiuderli e farli raffreddare capovolti.
Conservarli in dispensa.
I vasetti una volta aperti vanno conservati in frigo, e consumati nel giro di un mese circa.



NOTE:
- questa marmellata è ancora più buona se la fate riposare qualche giorno prima di gustarla, dato che le mandorle infonderanno il tutto del loro aroma.

-per sterilizzare i vasetti vuoti, basta metterli in forno a 120 gradi per un'oretta.

- se volete sterilizzare i vasetti dopo averli riempiti, si può usare il classico metodo della pentola di acqua bollente per mezz'ora. I vasetti vanno però avvolti in stracci, in modo che non si rompano, e fatti raffreddare nella stessa acqua.

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