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venerdì 26 aprile 2024

Budini salati alla soia e gamberi

 


 Avete presente quelle zuppe dei ristoranti orientali, quelle che sembrano impossibili da replicare a casa per via dei sapori e degli aromi così peculiari?
Ebbene, quella di oggi, sebbene chiamata "custard", è una di quelle.
Una zuppa densa, quasi una crema appunto, senza ingredienti strani  o troppo complicati.
Sorprendente il risultato, per una cena esotica o una cena casalinga un po' diversa.

 

SAVOURY EGG CUSTARDS
da Ultimate Comfort Food degli Hairy Bikers
per 4 porzioni


per il ripieno:
olio per ungere
150g di gamberetti cotti
5g di zenzero grattugiato
4 cipollotti finemente tritati
1 cucchiaino di olio di sesamo
1 cucchiaino di salsa di soia
sale

per la crema:
3 uova
350-425g di dashi, o brodo di pollo o di verdura
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di mirin
1 spicchio d'aglio schiacciato o tritato

per servire:
qualche foglia di coriandolo
16 asparagi lessati o al vapore

Ungere con un po' d'olio quattro stampini individuali di misura media. Mescolare i gamberetti con lo zenzero, i cipollotti, l'olio di sesamo e la salsa di soia. Aggiungere il sale e dividere il composto tra gli stampini.
Metterli in una vaporiera.

Rompere le uova in una ciotola e pesarle. Questo è essenziale per capire quando brodo vada usato. Battere le uova leggeremente, senza renderle schiumose. Quindi aggiungere il brodo che dovrà essere 3 volte il peso delle uova, la salsa di soia ed il mirin. Mescolare tutto cercando di non incorporare troppa aria quindi filtrare il tutto in una brocca. Dividerlo quindi tra gli stampini.

Cuocere le creme in una vaporiera, o sistemarle su un cestello per cottura a vapore a sua volta posto su una pentola con acqua in ebollizione. Coprire parzialmente quindi cuocere per circa 20 minuti o finchè le creme risulteranno rapprese.
Dovranno essere comunque un po' morbide al centro. Togliere gli stampini dal cestello e metterli nei piatti da portata. Guarnire con il coriandolo ed accompagnare con gli asparagi.

NOTE

- come ho anticipato, la ricetta è buonissima! Interessante nei sapori e negli aromi senza essere troppo strana, è piaciuta anche ai più tradizionalisti difensori della cucina italiana :) leggera, specie se servita in piccole dosi come qui, ma sostanziosa grazie alla presenza dei gamberi, diventa una entrée perfetta per una cena di pesce, o per una cena orientale.

- il procedimento, ben spiegato, è molto semplice. Solo per la cottura a me è servito più tempo dei venti minuti indicati, circa una decina in più. Inutile dire che al posto del coriandolo qui è presente del prezzemolo.

- il piatto è da servire caldo, ma assicuro che è buonissimo anche a temperatura ambiente. Quella avanzata e tenuta in frigo per il giorno dopo era comunque buonissima.

mercoledì 14 febbraio 2024

RISO E GAMBERI CON MARINATA ALLE ERBE E LIME

 


 
Riso e gamberi non è forse un grande classico di tanti buffet, pranzi estivi, insalate da pic-nic?
Si, e non certo un piatto complicato se tenuto a livelli "basic".
Mi ha fatto sorridere che l'autore sottolinei come questo piatto gli ricordi la sua infanzia, quando sua madre lo cucinava...ma usando un preparato già pronto!
In effetti le scatole di qualunque cibo da farsi in pochi minuti sono diffusissime all'estero, in Italia non mi sembra di averne viste poi tante.
Tranne i preparati per purè di patate: crocifiggetemi, ma quelli li ho usati anche io.
E non solo: ho una amica che si è dannata per realizzare un purè buono come quello che realizzavano alla mensa scolastica del figlio per poi scoprire, appunto, che si trattava di una bustina a cui aggiungere il latte.
Ora, volendo elevare riso e gamberi a livello "pro" non serve tutto questo sforzo.
E nemmeno la box relativa :)
Solo qualche erba e spezia opportunamente usata.
E vedrete!


HERBED SHRIMPS WITH CILANTRO LIME RICE
per 3-4 porzioni
da The Simple Art of Rice di J.J. Johnson

Per i gamberi alle erbe:
la buccia grattugiata ed il succo di 5 lime
un mazzetto di coriandolo
un mazzetto di prezzemolo, solo le foglie
un mazzetto di erba cipollina
120 ml di olio extravergine, più dell'altro per la griglia
sale
1/2 kg circa di gamberi grossi, puliti
1/2 cucchiaino di pepe nero

Per il riso al coriandolo e lime:
2 cucchiai di burro non salato
2 tazze di riso a chicco lungo, sciacquato
3 1/2 tazze di acqua
un cucchiaino di sale
un mazzetto di coriandolo, solo le foglie, tagliuzzate
buccia grattugiata di un lime
succo di 3 lime

Preparare la marinata per i gamberi mettendo nel robot buccia e succo di lime, il coriandolo, il prezzemolo, l'erba cipollina, olio e un cucchiano di sale fino ad ottenere un composto grossolano.
Mettere i gamberi in una ciotola, condirli con un cucchiaino di sale, il pepe e tre quarti della marinata.
Mescolare in modo che ne siano ben ricoperti e mettere in frigo.
Conservare in frigo anche la rimanente marinata.

Per il riso, mettere il burro in una casseruola su fuoco medio. Aggiungere il riso e far tostare per circa 4 minuti, finchè leggermente colorito. Aggiungere l'acqua, mescolare e portare a bollore. Abbassare quindi la fiamma, coprire con un coperchio e lasciar cuocere 20 minuti.
Togliere dal fuoco e lasciar riposare, sempre coperto, altri 10 minuti.
Separare quindi i chicchi di riso con una forchetta e condire con il sale, il coriandolo, la buccia ed il succo di lime.
Preriscaldare quindi una griglia e cuocervi i gamberi per 2 minuti per lato, o comunque finchè cotti.
Trasferire i gamberi su un piatto da portata, e servirli con il riso e la restante marinata.

NOTE

- come riso ho usato un Basmati, riso che uso moltissimo perchè in casa è molto gradito. L'autore dà le indicazioni per la cottura sottolineando che vada riscaicquato e non mette mai sale nell'acqua di cottura perchè questo potrebbe alterare la consistenza del riso stesso. Così ho fatto anche se in futuro, per gusto personale, un po' nell'acqua lo metto lo stesso :) è vero però che sia i gamberi che la marinata alle erbe sono molto saporite e bilanciano bene con la neutralità del riso.

- la quantità di riso che viene preparata seguendo le indicazioni è davvero molta. Poco male perchè già uso nei miei "meal prep" lessarne parecchio e conservarlo in frigo per la settimana, ma se non volete mangiarne per dieci giorni regolatevi! Altre che 3 o 4 porzioni come indicato (che sono invece valide per gamberi e marinata)

- come sempre dico fino a diventare noiosa, in casa entriamo o io, o il coriandolo. E' stato sostituito da prezzemolo.

- la ricetta è semplice, non presenta alcuna difficoltà ed è ben spiegata. Il risultato è gustoso, saporito, molto fresco grazie alla preponderanete presenza del lime e gradito da tutti. Riso e marinata si possono realizzare in anticipo, cosa che rende il piatto anche molto pratico.

martedì 9 maggio 2023

Padellata di gamberi ed asparagi con noci di macadamia

 

Cosa c'è di più bello di un piatto che si prepara in pochissimo tempo e con pochissimo sforzo?
Ve lo dico io : che lo stesso piatto possa prepararsi con discreto anticipo ed essere scaldato quando serve senza soffrire assolutamente l'attesa.
Che al posto dei gamberi possa essere usato altro pesce, frutti di mare ed addirittura del tofu (del tipo più solido) per rendere il piatto vegetariano.
Stessa cosa per gli asparagi: non sono di stagione? Niente paura, l'autrice assicura che ci staranno benissimo persino cimette di broccoli tagliate in pezzetti o addirittura delle taccole.
Idem per le noci di macadamia: non le avete o non le trovate? Nessun problema,  saranno perfetti anche degli anacardi.
Come sottolinea l'autrice, nel tempo in cui si cuoce il riso si marineranno in gamberi con il bicarbonato ed il resto della ricetta si farà in pochissimi passaggi.
Insomma, un vero jolly da inserire nei menù settimanali:buonissimo, semplice, originale ed adattabile ad ogni esigenza.
E se non è questa "joy of better cooking", cos'altro lo è? :)

 

 

 PRAWN, MACADAMIA & ASPARAGUS STIR-FRY
da The Joy of Better Cooking di A. Zaslavsky

250g di code di gambero crude
3/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
un generoso pezzetto di zenzero fresco, più o meno lungo come un pollice
2-3 spicchi di aglio sbucciati
2 cucchiai di salsa di ostriche (oyster sauce)
1 cucchiaio di salsa di soia light
1 cucchiaio di vino di riso Shaoxing
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di amido di mais
125 ml di acqua (più altrettanta da parte)
2 cucchiai di olio vegetale
2 mazzi di asparagi, tagliati in pezzi di 5 cm
6 cipollotti, tagliati in pezzi da 5 cm (sia la parte verde che la bianca)
150 g di noci di macadamia tostate
riso jasmine, per accompagnare il piatto

Tagliare a metà i gamberi e massaggiarli con il bicarbonato. Lasciarli riposare con il bicarbonato per 15 minuti, questo processo serve ad ammorbidirli anche se sembra strano!
Grattugiare finemente metà dello zenzero e tutto l'aglio. Affettare lo zenzero rimasto in fette grossolane e mettere da parte.
In una ciotola mescolare la salsa di ostriche, lo zenzero grattugiato, l'aglio, la salsa di soia, il vino di riso, l'olio di sesamo, l'amido di mais e 125 ml di acqua finchè il tutto sarà amalgamato. Mettere da parte e questa sarà la salsa per lo stir-fry.

Sciacquare i gamberi molto bene sotto l'acqua corrente ed asciugarli con della carta da cucina.
Scaldare un cucchiaio dell'olio vegetale in un wok o in una padella capiente finchè ben caldo. Aggiungere i gamberi e far saltare per 30-60 secondi, finchè cambiano colore. Togliere dal wok e lasciare da parte.
Pulire il wok con della carta da cucina e scaldare il rimanente olio.

Mettere un bollitore con dell'acqua a scaldare. Mettere asparagi e cipollotti in un colino e porlo su un lavandino, quindi versarci sopra l'acqua bollente. Scolarli bene ed aggiungerli al wok ben caldo e far saltare per due minuti.

Dare una bella mescolata alla salsa per lo stir-fry precedentemente preparata quindi versarla nel wok portando il tutto a bollore. Aggiungere anche i gamberi e le noci di macadamia. La salsa deve risultare lucida e setosa, cosa che a contatto col calore dovrebbe avvenire pressocchè immediatamente.
Se per caso la preparazione sembra asciugarsi troppo aggiungere un po' d'acqua (circa 125 ml extra) facendoli ben incorporare.
Assaggiare e aggiustare di sale.

Servire con del riso Jasmine e con del cipollotto extra.

NOTE

- come anticipato il piatto si fa veramente in un attimo. Anche la cottura doppia degli asparagi e del cipollotto fatta prima con l'acqua bollente versata sopra e poi in padella è roba di un minuto ed assolutamente sufficiente perchè raggiungano una consistenza perfetta.

- il trucco del bicarbonato lo conoscevo ma l'avevo visto usare per la carne! I gamberi vengono morbidissimi e l'autrice nelle note assicura che funzioni anche con quelli surgelati, che consiglia di usare se non si trovassero quelli freschi. In realtà i consigli, come detto, per adattare il piatto alle esigenze di qualunque cucina sono molteplici e da una ricetta in realtà ne scaturiscono almeno un paio. Interessante il suggerimento del tofu al posto dei gamberi che però va passato nell'amido di mais prima di essere unito alla preparazione.

- è buonissimo! La salsa è divina. Questi sono ingredinenti che dove vivo si trovano tranquillamente in ogni supermercato e che uso normalmente. In Italia ho visto che vino di riso e oyster sauce sono reperibili su Amazon ma anche nei negozi di specialità alimentari. Sono assolutamente essenziali e non sostituibili in questo piatto.

- il riso rende il piatto completo. Quello indicato è un riso Jasmine, ovvero un riso a chicco lungo. Personalmente non avevo in casa il Jasmine ed ho usato un Basmati a chicco extra lungo. 

- gradito da tutti, saporito ma allo stesso tempo leggero. Il suggerimento di aggiungere il piatto alla rotazione settimanale è stata presa alla lettera dato che è stato già rifatto in presenza di un ospite celiaco.

mercoledì 18 maggio 2022

Zuppa al cocco e gamberi al curry

 

La forma, signori, la forma.
Ahimè ho cercato un cocco alla disperazione per, come sottolinea l'autore, riuscire ad ottenere l'effetto che avrebbe fatto strabuzzare gli occhi, girare le teste, cadere mascelle.
E non ultimo la mia reputazione, parole testuali, non avrebbe potuto che crescere a dismisura una volta che gli ospiti ne avessero narrato la meraviglia.
Sia chiaro, non per la bontà del piatto: ma proprio per la presentazione.
Ora, sono stata invitata a pranzi penosi ma dei quali mi è stato fatto notare che però la padrona di casa aveva preparato "tanto una bella tavola".
Soprassediamo sul fatto che le portate fossero insapori, presentate in ordine sparso senza alcun senso apparente per cui il mio augusto consorte si servì con molta moderazione pensando che fossero antipasti per finire a farsi un panino una volta a casa, dato che i parchi antipasti si rivelarono una sorta di piatti unici serviti tutti insieme (e furono parchi anche nelle quantità).
Eppure, appunto, un'altra ospite fu incantata dall'apparecchiatura, dalla tovaglia oggettivamente bellissima, dal centrotavola di design.
Mi torna in mente mentre scrivo un altro invito questa volta ricevuto da mia madre che, a pranzo sul bellissimo yacht di un notaio, a metà di una epocale mangiata di aragoste, vide arrivare in tavola rotoli di carta igienica.
Avete letto bene, carta igienica.
Pare che fossero finiti i tovaglioli, e non si trovò altra soluzione che quella.
Quindi ahimè nonostante il cibo eccezionale, l'unica cosa che venne menzionata per i trent'anni a seguire da quel pranzo luculliano e molto ben preparato fu l'orrida visione di quei rotoli che va bene tutto, ma a tavola no.
Insomma, ci sarà una via di mezzo?
Sicuramente ai tempi di Bridgerton le famiglie facoltose affermavano il loro status sociale non solo con pietanza esotiche, come può essere questa, ma anche con tavole strepitose di argenti e porcellane.
Non so in quanti abbiano realmente servito la zuppa in questione nel mezzo cocco ma sarà sembrata una vera stravaganza!
Oggi magari fa un po' anni '80, poi ovviamente vedete voi, a seconda dello stato della vostra  reputazione nei circoli della gente che conta :D

 

HEAD- TURNING COCONUT SHRIMP SOUP
da The Unofficial Bridgerton Cookbook
per 4 porzioni

una piccola patata a pasta gialla (Yukon Gold)
6 cucchiai di olio di semi
un grosso porro, affettato sottilmente
10 spicchi d'aglio di medie dimensioni, sbucciati e tritati
circa 700 g di gamberi puliti dal carapace e dal filo nero
un cucchiaino e mezzo di sale
un cucchiaino di pepe nero macinato
3 cups di latte di cocco non zuccherato (700ml circa)
6 cucchiai di curry rosso in pasta
un cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
un mazzetto di coriandolo fresco, pulito e privato dei gambi
un grosso mango maturo, sbucciato e tagliato a cubetti

 

Mettere la patata in un pentolino insieme a dell'acqua e portare a bollore su fuoco alto. Abbassare il fuoco e far cuocere finchè risulterà tenera se infilzata con una forchetta, circa 20-30 minuti.
Toglierla dal fuoco e farla raffreddare 10 minuti.
In una casseruola non troppo grande posta su fuoco medio mettere 3 cucchiai di olio (presi dal totale della ricetta), il porro e 6 spicchi d'aglio. Cuocere per 10 minuti finchè il porro sarà ammorbidito ed il tutto comincerà a sprigionare il profumo.
Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare 5 minuti.
In una casseruola più grande aggiungere l'olio rimasto, i gamberi e il resto degli spicchi d'aglio condendo con sale e pepe. Cuocere per circa 5 minuti finchè i gamberi diventano rosa (o comunque raggiungono una temperatura interna di 74 gradi).
Versare in un frullatore il latte di cocco, il porro e la patata. Frullare quindi versare il passato in una pentola insieme al curry in pasta e lo zenzero.
Scaldare per due minuti quindi versare in ciotole individuali o gusci di cocco, se si hanno.
Tagliare i gamberi in dadini della dimensione desiderata e distribuirli nelle ciotole.
Guarnire con il mango e il coriandolo e servire.


NOTE

- dunque, manca nella ricetta l'indicazione di quale latte di cocco usare. Se forse in alcune culture è più diffuso l'uso di cucine che lo prevedano tra gli ingredienti sarebbe comunque utile sottolineare che quello per cucinare non è quello sbiadito ed annacquato venduto nelle bottiglie/cartoni con cui fate i frullati ma quello serio, in barattolo. Denso e cremoso.

- l'aglio è tanto. Va bene che, giuro e so che i miei colleghi Starbooker sparsi per altri continenti lo confermeranno, l'aglio fuori dall'Italia è molto meno pungente ma qui rischia di diventare l'aroma più prepotente. Sappiatevi regolare :)

- il procedimento mi lascia un tantino perplessa, tutto è cotto separatamente e poi frullato alla fine con il latte di cocco ed il mix viene semplicemente scaldato insieme. Il risultato è gradevole ma non particolarmente "complesso" come sapori. Molto basic, aiutato comunque dalla presenza di curry in pasta (che procura anche il  bellissimo colore) e dello zenzero.

 - in casa arabafelice il coriandolo fresco non entrerà di nuovo: o lui, o noi :) Quindi è stato sostituito con del prezzemolo.

- il risultato finale non è sgradevole ma meglio servirne piccole dosi perchè il latte di cocco da solo con il resto risulta un po' predominante. Di solito nelle ricette di questo tipo di zuppa  è diluito ed insaporito con del brodo, ed anche qui avrebbe aiutato.


mercoledì 27 aprile 2022

Zuppa bianca di pesce ...con l'ingrediente segreto (Bullinada)


Se c'è un ingrediente che mi perseguita bonariamente dalla notte dei tempi dell'apertura del mio blog, quello è la maionese.
E non solo perchè la adoro e l'ho sempre adorata, comprata a quintali, fatta in casa a tonnellate pure in versione vegana quando le condizioni l'hanno richiesto.
Sul pane, sui crackers, per intingerci le verdure.
Tutto, tranne le patate fritte.
Quelle proprio no: le persone serie ci mettono il ketchup :)
Dicevo, l'amore sconfinato è diventato stalking nel momento in cui postai, ormai milioni di anni fa, certi biscotti alla maionese che divisero la platea dei miei lettori in due: quelli che li fecero, e ne decretarono il successo planetario. E quelli che non li fecero, e inorriditi mi insultarono in ogni modo.
Mi presi, e ancora mi prendo dato che ciclicamente la ricetta torna fuori, della pazza se non dell'avvelenatrice.
Di solito rispondo di provare e basta, di fidarsi, che alla fine la maionese è olio e uova, ingredienti che nei dolci ci sono sempre.
E se provano, si redimono.
Ora, sarà la seconda volta che implorerò chiunque legga di provare questa ricetta ad occhi chiusi nonostante l'ingrediente segreto.
A mia discolpa, almeno questa volta è un piatto salato!
E non lo rende pesante, nauseabondo, unto.
No, non bevete maionese.
Mangiate un piatto da re, o da regina se pensate che è la pietanza che Claudia Roden ha servito a Melissa Clark arrivata apposta per intervistarla per conto del New York Times all'uscita di Med (e ha completato il pasto con la Yogurt Cake, se siete curiosi).
Un piatto tipico della cucina catalana che merita di entrare a grandi passi nel migliore dei menù quando volete fare bella figura, o semplicemente prepararvi un piatto nuovo.
Estivo, invernale, quando volete.
La chiudo con le parole di mio cognato quando l'ha assaggiato.
Da buttarsi in terra.
E non perchè siete vi siete strozzati ;)

 

BULLINADA
per 6 porzioni

1 cipolla grande, tritata
2 cucchiai di olio d'oliva
8 spicchi di aglio (6 finemente tritati e 2 schiacciati)
un generoso pizzico di stimmi di zafferano
2 litri di brodo di pesce (usare 3 dosi di concentrato per brodo di pesce-vedere la nota)
100 ml di vino bianco secco
800 g di patate novelle, sbucciate e tagliate in fette da 1cm e mezzo)
un cucchiaino di semi di finocchio
la buccia di mezza arancia
800g di filetto di pesce bianco senza pelle, tipo merluzzo o coda di rospo
200 ml di maionese acquistata, di buona qualità
il succo di mezzo limone
un generoso pizzico di peperoncino, più dell'altro per servire
4 cucchiai di prezzemolo tritato
sale e pepe


In una padella ampia far stufare su fuoco basso la cipolla con l'olio, mescolando ogni tanto, per circa 5 minuti o comunque finchè comincerà ad ammorbidirsi. Unire l'aglio tritato e cuocere mescolando per 2 minuti, finchè comincerà a colorire.

Versare quindi gli stimmi di zafferano, il brodo di pesce ed il vino, e di seguito le patate, i semi di finocchio, la buccia d'arancia e condire con sale e pepe. Cuocere pere 20-25 minuti o comunque finchè le patate saranno morbide.

Dieci minuti prima di servire la zuppa rimuovere la buccia d'arancia ed unire il pesce. Cuocere, coprendo, per un tempo variabile tra i 4 e 10 minuti su fuoco basso: il tempo effettivo dipende dalla grandezza e dallo spessore dei filetti, ma comunque finchè il pesce cambia colore diventando opaco e si sfalda facilmente se si prova ad inserire un coltello. Rompere i filetti in pezzi.

Versare la maionese in una brocca e amalgamarla con il succo di limone, l'aglio schiacciato ed un pizzico di peperoncino.

Appena prima di servire unire un mestolo o due del brodo caldo alla maionese, girando velocemente per amalgamare il tutto quindi versare il tutto nella zuppa che appena sobolle. Non far assolutamente bollire o si rischia che il tutto si separi.
Cospargere con prezzemolo e servire con del peperoncino extra per chi voglia aggiungerne dell'altro.

 

NOTE

- la zuppa sembra indaginosa ma in realtà utilizza ingredienti di uso comune. Per il brodo di pesce viene indicato di usare il concentrato al posto dei dadi, personalmente avevo del brodo di pesce pronto e congelato ed ho usato quello. Comunque sia, niente di difficilmente reperibile.

- idem per i tempi, tutto cuoce velocemente e in 35-40 minuti è pronto.

- la zuppa può essere preparata anche con cozze, vongole o piccoli calamari. Mi riservo di provare tutte le varianti!

- l'unica difficoltà, manco a dirlo, è data dal momento in cui si unisce la maionese al brodo caldo. Personalmente l'avevo tirata fuori dal frigo perchè non fosse troppo fredda ma se si lavora velocemente e con decisione si amalgama alla perfezione. Non fatevi intimorire all'inizio, quando sembra tutto slegato. Ho usato una frusta a mano e tutto è diventato omogeneo.
Nota in più, ho avuto terrore a scaldare la zuppa avanzata invece mettendola su fuoco bassissimo non è successo assolutamente nulla.

- il sapore, come ve lo descrivo? in realtà non posso, dovete per forza assaggiare. Alle mie cavie era stato detto che c'era un ingrediente segreto e nessuno, dicasi nessuno, ha indovinato la presenza della maionese. Non è unta, non è pesante, incredibilmente leggera al palato tanto che ehm, mi sono state contestate le sei porzioni indicate dicendomi che al limite ci si mangia in tre/quattro che faranno il bis (ed il ter). Interessante, raffinata senza essere pretenziosa. Un connubio di sapori impensabile leggendo semplicemente gli ingredienti.


 

martedì 9 novembre 2021

Salmone con za'atar e salsa tahine

 

Quanto avete cucinato durante il lockdown imposto dalla diffusione del COVID-19 nel 2020?
Io, confesso, non tantissimo: ho si, avuto più tempo ma ho comunque lavorato da casa.
Per non parlare dell'ansia che allora mi attanagliava non sapendo bene come sarebbe andata, quando sarei potuta rientrare in Italia e così via.
Anche i membri dell'Ottolenghi team, che con Big Y ha lavorato a distanza a questo libro, si sono trovati spaesati e rinchiusi, non solo in case diverse ma addirittura in continenti diversi: ma a differenza della sottoscritta hanno usato il tempo extra a disposizione per spremersi le meningi su come usare gli ingredienti che avevano in casa, o come abbinarli in modo nuovo così da non lasciarli scadere in dispensa.
La salsa tahini che ormai quasi tutti conoscono non solo più come indispensabile, irrinunciabile ingrediente di un hummus che si rispetti ma anche come aggiunta interessante e sorprendente ad una serie di dolci ( l'avete provata con il cioccolato? In caso non l'abbiate fatto, evitate se tenete alla linea) qui viene abbinata al pesce.
Funziona?
Per quanto fossi curiosa, e per quanto ogni ingrediente preso singolarmente in questa ricetta mi piaccia moltissimo, non sapevo che aspettarmi.
Ebbene, ha ragione Big Y, again ;)

 


ZA'ATAR SALMON AND TAHINI
da OTK Shelf Kitchen di Y. Ottolenghi
per 4 porzioni

 4 filetti di salmone con la pelle (circa 600g totali)
2 cucchiai di za'atar
2 cucchiaini di sumac (e mezzo cucchiaino extra per spolverizzare)
60 ml di olio di oliva
250g di spinaci baby
90g di tahini
3 spicchi di aglio, schiacciati
3 cucchiai e mezzo di succo di limone
1 cucchiaio e mezzo foglie di coriandolo grossolanamente tritate
sale e pepe nero


Preriscaldare il forno a 220 gradi.
Asciugare il salmone con della carta da cucina e condirlo con sale e pepe. In una ciotola mescolare za'atar e sumac e usare il composto per creare una crosta sul salmone.

Mettere una padella che possa andare anche in forno su fuoco medio/alto e aggiungere un cucchiaio di olio. Appena caldo aggiungere gli spinaci, un pizzico di sale e pepe e cuocere per 2 o 3 minuti, giusto per farli appassire.
Mettere i filetti di salmone sugli spinaci e cospargerli con 2 cucchiai di olio. Infornare per 5 minuti.

Nel frattempo in una ciotolina mescolare tahini, aglio, 2 cucchiai e mezzo di succo di limone, un generoso pizzico di sale e 100 ml di acqua finchè il tutto risulterò liscio e piuttosto fluido.

Passati i 5 minuti di cottura versare la salsa tahini preparata attorno al pesce (ma assolutamente non sopra) e infornare nuovamente per 5 ulteriori minuti, o comunque finchè la salsa tahini sobolle e il pesce risulterà cotto.
Completare con il succo di limone restante e l'olio quindi spolverizzare con il coriandolo e il sumac.
Servire subito.

NOTE

- ricetta di facilità e rapidità evidenti, non presenta particolari insidie. L'unica, ben specificata dall'autore nell'introduzione, è che la salsa tahini debba essere di ottima qualità. Meglio controllare,  quando la si compra, che provenga da un Paese mediorientale e , aggiungo io, che il colore non sia troppo scuro.
Ha un gusto molto particolare, ma se troppo amara potrebbe essere vecchia, non compratela se troppo vicina alla scadenza.

- la salsa tahini cotta non dura molto: buonissima appena fatta, si rapprende velocemente raffreddandosi e non è più così gradevole se riscaldata nuovamente. Il piatto va fatto e servito subito come indicato.

- cosa viene fuori? Il salmone, che con i tempi indicati risulta cotto al punto giusto (nè crudo, nè stracotto) si abbina a questa salsa che oltre che di tahini sa di limone in maniera sorprendente. Il resto delle spezie dà un tocco e retrogusto mediterraneo che non risulta invasivo. Persino quell'iper-conservatore del mio augusto consorte ha approvato e continuato a raccogliere la salsa ad ogni forchettata del pesce!
Finalmente un modo nuovo di cucinare il salmone, e un sapore diverso. Semplice nell'esecuzione ma tutt'altro che banale nel risultato.
Arabafelice in cucina! © . Template by Berenica.