martedì 10 ottobre 2023
Torta di pistacchi e mandorle (senza farina nè latticini)
Quando, in quella che ormai è la notte dei tempi, è cominciata
la mia vita all'estero, l'esposizione a mille culture diverse è stata
il primo regalo.
Anche in cucina, poter provare una marea di piatti
provenienti da ogni lato del globo, cucinati da chi li conosceva davvero
ha aperto un mondo che confesso mi era completamente nuovo.
Molte di
queste ricette contravvenivano a quel poco che sapevo di cucina, o
usavano ingredienti che non avevo nemmeno mai sentito nominare.
O ancora, erano "senza" qualcosa che a me sembrava indispensabile.
E non perchè ci fosse un motivo, un'esigenza.
Ma solo perchè così era la ricetta.
Ed ovviamente, era buonissima.
Quando
cominciai a proporre queste ricette prima in un forum di cucina che
oggi nemmeno esiste più e poi nel mio blog, arrivarono una marea di
strali.
Perchè fai ricette senza qualcosa.
Sono ricette da malati.
Sei intollerante a X o Y?
Il più gentile, se vogliamo, è che fossero "strane".
Ebbene vi svelo una cosa:) non serve che abbiate un'amica celiaca per fare una torta senza glutine.
Nè l'ospite intollerante ai latticini per un dolce senza gli stessi.
Le ricette senza qualcosa che a noi sembra la normalità esistono, e sono buonissime per tutti.
Certo, risolvono la cena in caso di ospiti con necessità speciali.
Altrimenti, sono una coccola tutta per noi.
Come la torta qui oggi, tratta da OTK Extra Good Things, che viene addirittura dalla mamma di uno dei membri del team.
Che, guarda caso, viene proprio dal Medio Oriente...quindi nessuna sorpresa che l'abbia puntata subito.
Perchè tutto ciò che non rientra nei nostri schemi non è per forza "meglio" o "peggio".
Potrebbe essere solo "diverso" ;)
PISTACHIO MACARON CAKE WITH ELDERFLOWER APRICOTS
per una teglia da 24-25 cm
Per la torta:
170g di pistacchi a filetti
80 g di farina di mandorle
un pizzico di sale
3 uova grandi più un tuorlo grande
200 g di zucchero semolato
un cucchiaio di estratto di vaniglia o pasta di vaniglia
un cucchiaino di buccia di limone finemente grattugiata
40 g di mandorle a lamelle
200 ml di panna fresca, fredda di frigo
30 g di zucchero a velo, più dell'altro per spolverizzare
per le albicocche:
200 ml di sciroppo di fiori di sambuco
1 bacca di vaniglia o 2 cucchiaini di estratto
3 strisce sottili di buccia di limone
5 albicocche non troppo mature, tagliate a metà e denocciolate
Preriscaldare il forno a 170 gradi.
Imburrare una teglia da 25 cm e foderarla con carta forno in modo che esca un po' dai lati. Ungere anch'essa.
Frullare
nel robot da cucina i pistacchi finchè avranno la consistenza del cous
cous. Il risultato sarà più grossolano della farina di mandorle.
Mescolare quindi in una ciotola i pistacchi tritati, la farina di
mandorle ed il sale.
Mettere uova, tuorlo, zucchero semolato e 2
cucchiaini dell'estratto di vaniglia in una ciotola e montare con le
fruste elettriche per almeno 3-3 1/2 minuti, o finchè saranno ben
montati e chiari.
Questa è la condizione necessaria perchè la superficie della torta possa gonfiare e formare le crepe desiderate.
Unire con una spatola la buccia di limone e il composto di frutta secca con molta delicatezza, senza mischiare troppo.
Versare
nella teglia preparata e spolverizzare con le mandorle a lamelle.
Cuocere per circa 35 minuti o finchè uno spiedino inserito al centro
uscirà asciutto.
Lasciare la torta raffreddare nella teglia.
Nel frattempo preparare le albicocche.
Mettere lo sciroppo di fiori di sambuco, la bacca di vaniglia e le strisce di limone in un pentolino su fuoco medio/alto.
Intanto preparare un cerchio di carta forno con lo stesso diametro del pentolino.
Appena
il composto inizia a bollire unirvi le albicocche, lato tagliato verso
l'altro e coprire con il cerchio di carta forno, pressandole verso il
basso.
Cuocere per 3 minuti quindi rimuovere la carta forno e cuocere
altri 2 minuti o finchè le albicocche saranno morbide ma senza
sfaldarsi.
Togliere dal fuoco e trasferire albicocche e sciroppo in una ciotola.
Far raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigo.
Quando si desidera servire il dolce montare la panna con lo zucchero a velo e la vaniglia rimasta.
Sollevare
la torta dalla teglia aiutandosi con la carta forno e posizionarla su
un tagliere di legno, con la carta ancora attaccata. Fa parte del
fascino rustico del dolce!
Staccare la carta solo dai lati e spolverizzare con altro zucchero a velo.
Servire a fette con le albicocche e la panna.
NOTE
-
nessuna difficoltà nella preparazione della torta. La parte più
indaginosa può essere la frullatura dei pistacchi, che comunque da me si
trovano anche già tritati. Frutta secca ce ne vuole parecchia,
risulterà ovviamente un dolce denso ma non pesante, quasi una pasta di
mandorle pensando ad un dolce che conosciamo benissimo in Italia. Il
sapore è ottimo, non troppo dolce e che bilancia benissimo la frutta di
accompagnamento che viene cotta ma non dolcificata in nessun modo.
- le albicocche richieste dalla ricette a questo giro sono state veramente introvabili, sia fresche che surgelate. Ho quindi ripiegato su delle prugne e devo dire che il gusto asprigno della frutta si è sposato magnificamente con la dolcezza della torta e della panna. In realtà viene sottolineato come la frutta sia un "di più, e che il dolce possa essere benissimo servito senza. Ma perchè privarci :)
- casualmente, diciamo, il dolce risulta senza glutine e senza latticini. In caso di esigenze particolari ricordate di accompagnare con panna vegetale, e di usare solo olio per ungere la carta forno.
- viene servito ancora nella carta, su un tagliere. In realtà, volendo, ho verificato che si riesce a staccare senza problemi, ma in effetti il "rustic charm" che deriva da questa presentazione è delizioso.lunedì 5 giugno 2023
Dolce al lime, latte condensato e...ingrediente segreto!
Del mio notorio gusto dell'orrido in cucina ho già parlato.
Se è strano, assurdo, impensabile, contro ogni logica, mi attirerà come una calamita, tormentandomi finchè non provo.
Il bello è che più è strano, più in genere il risultato è strabiliante.
Qui nemmeno onestamente so cosa dire, se non che dovete correre a comprare i Ritz e provare.
Si, proprio i crackers Ritz.
Si sentono i crackers salati?
Assolutamente no.
E' troppo dolce?
Nemmeno?
E' stucchevole?
No.
Insomma, non si riesce a non mangiarlo.
Non si riesce nemmeno a lasciarlo in pace in frigo, che ogni tanto un pezzetto sparisce.
Nessuno ha indovinato l'ingrediente segreto.
Hanno ipotizzato qualunque biscotto sul mercato, compresi gli Oreo bianchi che del resto dei Ritz sono fratelli, venendo prodotti entrambi dalla gloriosa Nabisco.
E vi giuro prima o poi andrò alla sede principale, nel New Jersey, e riuscirò ad entrare a costo di incatenarmi ai cancelli.
Prima che questo accada, voi provate.
Non è buono.
E' ASSURDO!
10-MINUTE LIME CRACKER PIE
da F52 Genius Dessert
per una teglia ovale da 20 cm di lunghezza
una lattina di latte condensato da 397g
250ml di panna fresca da montare
un cucchiaio di buccia di lime grattugiata, più altra per servire
70 ml di succo di lime appena spremuto
una quarantina abbondante circa di crackers Ritz
Versare la panna in una ciotola capiene e montarla leggemente con una frusta a mano o elettrica. Non più di un paio di minuti, giusto per areare.
Unire il latte condensato, mescolare bene, quindi da ultimo unire il succo di lime e la scorza grattugiata mescolando con la frusta elettrica o a mano finchè il tutto addensa, per circa un minuto.
Versare un terzo del composto alla base della teglia preparata quindi coprire con uno strato di Ritz. Continuare con strati di crema e Ritz fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di crema.
Coprire e mettere in frigo per una notte.
Servire ben freddo con altra scorza grattugiata.
NOTE
- di una facilità imbarazzante, fate solo attenzione che la teglia sia abbastanza profonda perchè volete fare almeno 3 strati di crackers e crema.
- il numero esatto di Ritz da usare è impossibile da prevedere con esattezza, ma tra 40 e 50 dovrebbero bastare con una teglia delle dimensioni della mia.Mi state chiedendo se si sente il sapore: NO! Spariscono e si fondono col resto :)
- si mantiene benissimo per 3 giorni in frigo. L'ultimo pezzo potrebbe essere oggetto di sfide a duello, faide familiari, intrighi e sotterfugi per chi ci arriva prima. Siete avvisati :)
giovedì 23 febbraio 2023
Yogurt montato con fragole arrostite e salsa al burro di arachidi e cacao
Non so quanto in Italia sia diffuso l'abbinamento "PB&J" ovvero peanut butter and jelly : burro di arachidi spalmato su pane e completato da gelatina di frutta (non confettura, eh!).
La merenda tipica dei bimbi statunitensi è, credetemi, una roba veramente goduriosa.
Come potrebbe non esserlo quel connubio di dolce, salato e cremoso allo stesso tempo?
Lo so cosa state pensando: noi abbiamo la Nutella, e non ci serve altro.
Posso anche concordare, e nulla scalzerà dal posto più alto del mio personalissimo podio la crema nostrana.
Ma insisto, assaggiate.
E
potrebbe finire come per la figlia seienne di una mia collega che
stette da noi una settimana durante una improvvisa, inevitabile assenza
dei suoi genitori.
Dopo giorni di sandwich peanut butter&jelly si decise a dare una chance a una fetta di pane e Nutella.
Da quel giorno, ogni volta che mi incontrava diceva la stessa frase: thanks Mrs Stefania. Now I have two favourite things in a jar!
Ovvero
che il burro d'arachidi era stato raggiunto in gradimento dalla italica
crema, e mi ringraziava per avergliela fatta scoprire.
Qui però saliamo di livello.
Non c'è il pane, e nemmeno la gelatina di frutta.
Frutta vera, yogurt, ed il nostrano mascarpone.
Burro di arachidi, ok, ma quel tocco della salsa di soia.
Non avete idea del genio.
Che dico il genio: di più.
Perchè si sfiora il divino.
Vediamo se dopo che assaggiate mi ringraziate anche voi (e tutti insieme ringraziamo Ixta Belfrage ;)
Nota: nessuna fragola che potreste considerare fuori stagione (da voi, non da me: abbiamo bellissime fragole egiziane in questo periodo!) è stata maltrattata per la realizzazione della ricetta. Sono state usate quelle surgelate.
WHIPPED YOGHURT WITH ROASTED STRAWBERRIES AND PEANUT FUDGE SAUCE
per 4 porzioni
da Mezcla di Ixta Belfrage
per le fragole arrostite
300g di fragole molto mature (le più grandi tagliate in 4, le più piccole a metà)oppure surgelate
50 g di zucchero semolato
1/2 lime
2 bastoncini di cannella, spezzati
per lo yogurt montato
150 g di mascarpone freddo di frigo
200 g di yogurt bianco non zuccherato, freddo di frigo
1/2 cucchiaino di pasta di vaniglia
un cucchiaio di sciroppo d'acero
per la salsa
50g di burro di arachidi (liscio, non quello con i pezzettini)
15g di cacao amaro in polvere
75g di sciroppo d'acero
un cucchiaino di salsa di soia (oppure tamari)
un cucchiaio e mezzo d'acqua
Preriscaldare il forno a 220 gradi.
Mettere
tutti gli ingredienti per le fragole arrostite in una teglia che le
contenga in un unico strato, senza che si sovrappongano. Cuocerle per 20
minuti, mescolandole dopo 10, o finchè saranno morbidissimi e avranno
prodotto uno sciroppo dal colore intenso. Lasciare da parte.
Mettere
mascarpone, yogurt, vaniglia e sciroppo d'acero in una ciotola e
mescolare vigorosamente finchè il tutto sarà ben amalgamato. Mettere in
frigo fino al momento di servire.
Per la salsa, mescolare tutti
gli ingredienti finchè si otterrà un composto liscio. Potrebbe essere
necessario aggiungere più acqua o più sciroppo d'acero a seconda della
consistenza del proprio burro di arachidi, per ottenere una salsa liscia
e densa.
Suddividere il composto di yogurt in bicchieri individuali, dividere le fragole sulle porzioni e completare con la salsa.
NOTE
- può una cosa così (apparentemente) semplice sfiorare il divino, come ho accennato nell'introduzione? Ebbene si. Sarà la salsa con quella punta di salsa di soia, o le fragole arrostite che prendono tutto un altro gusto, concentrato al massimo. O sarà l'abbinamento con la base di yogurt e mascarpone, che spezza, alleggerisce, amalgama tutti quei flavour bomb così prominenti.
- le fragole cuociono sole, il resto è solo lavoro di assemblaggio. Sono pochi i piatti dove posso dire di aver lavorato meno di così! Come ho detto sono state usate fragole surgelate: quelle fresche non erano abbastanza mature per poterci realizzare il dolce. Anzi, consiglio questa come prima scelta in caso abbiate dubbi.
- l'autrice suggerisce che invece dello yogurt montato possa essere usato semplice yogurt bianco come base o del gelato alla vaniglia. Questa seconda ipotesi sarà provata ben presto in casa arabafelice.
mercoledì 28 aprile 2021
Pie al cocco con panna ai lamponi
Un intero capitolo del libro è dedicato alle "custard pies" ovvero quelle pie che racchiudono un ripieno cremoso da cuocere in forno in un guscio croccante.
Mi sento vicina all'autrice quando descrive come queste pie siano probabilmente tra le più buone, quando ben fatte.
Ma
ahimè il mondo è pieno di gusci cotti male, basi mollicce, ripieni che
diventano frittate: ad una famosa cena che il mio augusto consorte dopo
anni ogni tanto ancora ricorda come probabilmente uno dei punti più
bassi delle nostre esperienze culinarie fu portata in tavola da una
tronfia padrona di casa una specie di guscio fatto con pasta sfoglia
comprata.
Ma non fu questo il problema.
All'interno, giuro, una piscina di liquido giallo dove avvistai pezzetti di kiwi e fragole.
Non mi si è tanto cotta la crema, ma è buona uguale.
Buona
educazione volle che non ne rifiutassi una fetta, meno male che al
taglio la piscina si riversò sul piatto e a me toccò un pezzo di crosta
molliccia e bagnata.
Insomma, le pie con la crema vanno sapute fare e questa versione al cocco, amatissimo in casa arabafelice, mi ha subito ispirato.
Il guscio di phyllo una vera furbata.
Ma è la panna rosa, la rivelazione ;)
COCONUT CUSTAR PIE IN PHYLLO CRUST
da The Book on Pie di Erin Jeanne McDowell
per un piatto da pie da 23 cm
113g di uova intere
43g di tuorli
99g di zucchero semolato
283g di latte intero
173g di panna ad alto contenuto di grassi
un cucchiaino e mezzo di estratto di vaniglia
un pizzico di cannella (anche di più se piace)
un pizzico di noce moscata grattugiata
un pizzico di chiodi di garofano in polvere
un quarto di cucchiaino di sale fino
113 di cocco grattugiato zuccherato
un guscio di pasta phyllo
GUSCIO DI PASTA PHYLLO
8 fogli di pasta phyllo circa 36x46 cm (scongelati se si usa quella surgelata)
3 cucchiai di zucchero (facoltativi, io li ho usati)
cannella (non l'ho messa)
circa 100 g di burro fuso
Ungere leggeremente il piatto da pie.
Posizionare
un foglio di phyllo sulla superficie di lavoro (tenere il resto coperto
con un panno umido, tende a seccare molto velocemente all'aria) e
spennellarlo col burro fuso e spargere un po' di zucchero.
Sovrapporre
ora un secondo foglio facendo in modo che risulti leggermente sfalsato
rispetto al precedente e gli angoli non combacino.
Imburrare e
zuccherare e continuare fino ad esaurimento dei fogli, posizionandoli
sempre in modo sfalsato. Alla fine si otterrà qualcosa che può ricordare
un girasole, con tutti gli angoli dei fogli di phillo che spuntano
fuori.
Ora spostare il tutto nella teglia preparata, pressando in
modo che aderisca al fondo ed i lati, e stropicciare un po' i bordi che
fuoriescono in modo da conferire un aspetto un po' arruffato.
Lasciare da parte, coperto, mentre si prepara il ripieno.
Per il ripieno:
preriscaldare il forno a 175gradi.
In
una ciotola sbattere uova, tuorli e zucchero per circa 2 minuti.
Aggiungere latte, panna, vaniglia, cannella, chiodi di garofano, sale e
mescolare molto bene per amalgamare.
A questo punto unire il cocco.
Versare
delicatamente nella base di pasta phyllo ed infornare nella parte bassa
del forno (meglio se mettendo la teglia da pie su una teglia da forno
per circa 40-45 minuti, finchè il guscio sarà ben dorato ed il ripieno
rappreso sui bordi ma ancora leggermente tremolante al centro.
Far raffreddare completamente e mettere in frigo fino al momento di servire.
PANNA MONTATA ALLA FRUTTA DISIDRATATA
294 g di panna fresca da montare
50g di zucchero
43 g di frutta disidratata (ho usato lamponi)
In un robot da cucina frullare usando la funzione a scatti zucchero e frutta disidratata. So otterrà una polvere fine.
A
parte montare la panna e man mano aggiungere lo zucchero aromatizzato.
Continuare finchè si formeranno ciuffi sodi ed utilizzare subito.
NOTE
- che il dolce sia buonissimo è dire poco. Il ripieno è delizioso, e quello che il mio augusto consorte ha chiamato "crostone periferico" rimane croccante anche il giorno dopo.
- realizzare il guscio è facilissimo e divertente. Era prevista l'aggiunta della cannella oltre allo zucchero ma ho preferito evitare di mescolare troppi aromi.
- facile e senza nessun problema durante la preparazione, anche perchè il guscio non va cotto prima, può nascondere qualche insidia giusto per verificare la cottura. Anche su questo il libro non lesina dritte e consigli.
- la panna alla frutta esiste in diverse versioni, anche realizzata con frutta fresca. Avendo trovato dei lamponi liofilizzati ho quindi preferito questa versione, veramente semplice e bellissima da vedere. In foto non rende ma il colore era bellissimo. Per renderlo più vibrante l'autrice consiglia di aggiungere, se si vuole, qualche goccia di colorante a seconda della frutta usata. Io non l'ho fatto.
- buonissima, alla portata di tutti e con la scoperta di un modo di aromatizzare la panna (che confesso, al naturale non è che mi faccia impazzire) che non abbandonerò più.
martedì 20 ottobre 2020
Crema cotta di yogurt e latte condensato (senza uova e gluten free)
Una vera sorpresa, dice l'autore, questo dessert che fu servito alla persona che mangiava insieme a lui in un ristorante del Somerset.
Il
pranzo era stato veramente deludente per cui esitava ad ordinare il
dolce, mentre il suo amico si fece tentare: e fece bene perchè dopo
l'assaggio ne furono entrambi conquistati.
In realtà questo è un
famosissimo e comunissimo dessert indiano: il Bhapa Doi, fatto appunto
di yogurt e latte condensato mescolati insieme e cotti al forno.
Ma glielo diciamo sottovoce...
Potevo
dunque nella fattispecie non farmi attirare da questa ricetta non solo
perchè la conosco bene e so quanto sia buona, ma soprattutto per dare un
senso alle lattine di latte condensato che ormai, giuro, in casa mia ci
entrano da sole :D
BAKED VANILLA YOGURT WITH ROASTED PLUMS
da One Tin Bakes di Edd Kimber
per 6/8 porzioni
per una teglia 23x33cm
per la frutta
600g di prugne tagliate a metà e private del nocciolo (qualunque qualità va bene)
3 cucchiai di light brown sugar
30g di burro a cubetti
3 anici stellati
i semi di 3 baccelli di cardamomo
una stecca di cannella tagliata a metà
il succo di mezzo limone
per il composto di yogurt
480ml di yogurt bianco naturale non zuccherato
una lattina di latte condensato da 397g
240 ml di doppia panna da montare
i semi di una bacca di vaniglia o 2 cucchiaini di pasta di vaniglia
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Mettere
le prugne, con il lato tagliato verso l'alto nella teglia e
spolverizzarle con lo zucchero. Spargere il burro nella teglia insieme
alle spezie ed infine versare il succo di limone.
Cuocere per 15-20
minuti o comunque finchè la frutta sarà ammorbidita e la buccia comincia
a raggrinzirsi. Trasferire frutta e tutto il succo che si sarà formato
in una ciotola resistente al calore e lasciare da parte.
Lavare ed asciugare la teglia e ridurre la temperatura del forno a 120 gradi.
Mischiare
lo yogurt, la panna, il latte condensato ed i semi di vaniglia (o la
pasta di vaniglia) quindi versare il tutto nella teglia.
Cuocere per 25-30 minuti o comunque finchè il tutto sarà rappreso sui lati ma ancora tremolante al centro.
Potrebbe sembrare troppo liquido ma non dovrà rapprendersi completamente come un cheesecake.
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente per 30 minuti quindi mettere in frigo per almeno 4 ore.
Una volta che il dolce sarà ben freddo servirlo a cucchiaiate insieme alla frutta ed i suoi succhi.
NOTE
- il dolce è ottimo! La crema rimane vellutata, e ben fredda dà il meglio di sè. L'autore dice che il giorno dopo sia meno buona ma mi sento assolutamente di dissentire. Si fa in poco tempo e bisogna solo stare attenti alla cottura, che non sia troppo prolungata. Può essere usata in realtà qualunque frutta in abbinamento ma la nota acidula ci sta benissimo.
- ho seguito come sempre le istruzioni alla lettera ma nel mio forno a 120 gradi la crema è rimasta liquida per tutto il tempo indicato. A 140 abbiamo iniziato a ragionare.
- l'unica nota che mi sento di fare è sull'uso dell'unica teglia per cuocere la frutta e poi la crema. Capisco che il libro nasca su questa scommessa ma persino l'autore nelle note dice che se ne possediamo due possiamo usarle. Grazie :) Inoltre per quanto il dolce venga benissimo sarebbe comunque più indicato per delle monoporzioni: servirlo a cucchiate dalla teglia grande fa si che le porzioni risultino un po' "disordinate" all'aspetto. Per carità, il dolce rimane buonissimo lo stesso ma l'occhio vuole la sua parte. Almeno il mio.
giovedì 14 maggio 2020
Torta cocco e cioccolato, senza farina nè lievito
Non sono sparita, e non sono morta.
Anzi grazie per le tante email che mi avete mandato chiedendomi che fine avessi fatto!
Devo annoiarvi con storie che avete non solo già sentito ma, peggio, già vissuto?
A scanso di equivoci, il coronavirus è arrivato ben presto anche in Medio Oriente.
Non è il caldo ad averlo tenuto lontano nè ad averlo rallentato.
Quindi stessa trafila che avete passato voi in Italia: misure restrittive sugli spostamenti, lavoro da casa, scuole e negozi chiusi, permesso di uscire solo per cibo o medicine.
Ci aggiungiamo il coprifuoco 24h su 24 per un mese e, a differenza vostra, multe salatissime per chi non rispetta le regole: da ingenti somme di denaro all'arresto per anni, fate voi se poi non le abbiamo seguite.
Anche troppo, a volte: il tassista di fiducia che mi ha accolto in macchina spruzzando quello che mi ha detto essere un disinfettante spray è stato preciso, solerte ed attento.
Peccato che la puzza fosse insopportabile, la tosse che me ne è derivata assurda, la lacrimazione immediata.
Alla mia richiesta di farmi vedere il flacone la sorpresa: è un insetticida.
Il poveretto non leggendo l'inglese non ha capito.
Insomma non mi ha ucciso il virus ma ci hanno provato in altri modi :)
Provarci è la parola giusta per un nuovo trend che vedo ultimamente: il rimorchio al tempo delle mascherine.
I complimenti per gli occhi si sprecano, e le richieste di sollevarla per vedere il resto del visto.
Che ci avessero azzeccato tutte le arabe che mi hanno sempre detto di coprirsi per stuzzicare la curiosità?
Anche un numero di telefono ci ho visto scritto sopra, da parte di un ragazzotto che faceva lo spiritoso nella corsia dei cereali per colazione.
Perchè con centri commerciali, ristoranti e bar chiusi i locali della movida e degli incontri sono diventati i supermarket.
Ci hanno da qualche giorno alleggerito le misure restrittive, non c'è più coprifuoco 24h su 24 ma ci hanno già detto che ci richiudono tutto in corrispondenza dei giorni della Eid, la festa che sancirà la fine del corrente mese di Ramadan.
Continuiamo a prendere il sole in giardino e mi alleno ogni mattina nel mio soggiorno attrezzato a palestra.
Ma tutto questo sarebbe nulla se avessi certezza del momento in cui potrò tornare in Italia e rivedere i miei cari: come saprete i voli internazionali sono bloccati, e se anche si sbloccassero non vorrebbe dire che potremmo viaggiare subito.
Quindi facciamo tutti i bravi, dai, che vivere all'estero è bello ed affascinante.
Ma il mio sogno è rivedere Roma ed il suo casino.
E poter ricominciare a lamentarmene :)
Non faccio parte della categoria di chi in isolamento ha cucinato come una pazza: mi sono applicata solo alla pizza che finalmente viene veramente bene.
Ed a qualche nuovo dolce. Questo in particolare mi è stato ingiunto di rifarlo subito, con la scusa che non è giusto che per amore di provare sempre piatti nuovi quelli vecchi non si rifacciano mai.
Et voilà, signori, questo DOVETE provarlo.
Se dovesse servire è casualmente senza glutine, ma non per questo assaggiandolo, dice Ottolonghi, avrete l'impressione che gli manchi qualcosa.
Anzi ;)
Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Ungere lo stampo con un po' di burro e foderarlo con carta forno.
Sbattere con le fruste elettriche o nell'impastatrice con gancio a foglia il burro, lo zucchero, il cocco, la vaniglia ed il sale per almeno tre minuti, finchè il tutto sarà chiaro e montato.
Aggiungere quindi le uova, una alla volta, sbattendo ad ogni aggiunta.
Unire quindi la farina di mandorle, con la velocità delle fruste al minimo, girando solo finchè sarà amalgamato.
Versare nella teglia preparata e cuocere per circa 40 minuti se si usa lo stampo da plumcake, 50 se si utilizza le teglia tonda. Controllare comunque inserendo uno spiedino al centro che dovrà uscire pulito., è un dolce denso che necessita del suo tempo.
Coprire con alluminio se si colora troppo.
Togliere quindi dal forno e far raffreddare completamente nello stampo prima di capovolgere il dolce su una gratella da pasticceria.
Per la ganache: mettere il cioccolato spezzettato in una ciotola e lasciare da parte.
Mettere zucchero e glucosio in un pentolino su fuoco medio/basso. Mescolare per amalgamare e quando lo zucchero si scioglie alzare un po' il fuoco e far bollire, girando ogni tanto.
Far bollire per circa 7 minuti, finchè il composto avrè preso un colore ambrato.
Togliere dal fuoco e con attenzione aggiungere l'acqua: non preoccuparsi se il composto sembra separarsi e raggrumarsi, rimetterlo sul fuoco, aggiungere la vaniglia e far bollire di nuovo in modo che lo zucchero si sciolga nuovamente.
Togliere quindi dal fuoco e lasciar riposare un minuto prima di versare tutto sul cioccolato.
Aspettare un paio di minuti quindi mescolare bene. Aggiungere un pezzetto di burro alla volta, girando bene ad ogni aggiunta, finchè tutto il burro sarà stato aggiunto e la ganache avrà la consistenza di uno sciroppo denso.
Versarla sul dolce in modo che ricada al lati e servire.
NOTE
- il dolce è molto, molto più buono il giorno dopo per cui abbiate pazienza e fatelo riposare una notte senza glassarlo. Glassatelo il giorno in cui lo servite ma fate rapprendere un poco la ganache che prende la consistenza, ebbene si, della Nutella.
- è morbido ma si taglia benissimo. Immaginate un po' una barretta di Bounty gigante...ma meglio :)


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