giovedì 6 dicembre 2012

Biscotti furbissimi al burro di arachidi e cioccolato, senza farina



Tanto lo so che c'è da qualche parte.
L'augusto consorte che rientra dal lavoro ogni pomeriggio non è lo stesso uomo che saluto al mattino.
Si trasforma, e nemmeno che si abbia la scusa della luna piena.
Un lupo.
Mannaro non mi pare, ma mai mettere la mano dul fuoco.
O un cane da tartufo, volendo fare un paragone meno inquietante.
Entrando dalla porta sul retro, che immette direttamente in cucina, il copione è sempre quello.
Mi saluta, e comincia.
Annusando va in giro.
Cosa hai cucinato di buono?
Ma strano, non oggi.
Non è ancora il fine settimana, quello si in cui ci concediamo qualche stravizio.
Apre il forno.
C'è dentro il pesce a scongelare e chiude deluso.
Un paio di pentole, e carote lesse e cavolfiori al vapore gli sorridono non ricambiati.
Eppure lo sento.
Cosa, non si capisce.
Boh, una roba buona, tipo vaniglia.
Faccio gli occhi più sinceri che posso, e giuro che le bacche sono tutte nel loro vasetto, intonse.
I pensili, le ante, persino lo sgabuzzino
Dai che lo so che l'hai nascosto.
Comincio a preccuparmi: che il caldo di zuccheri sia talmente grave da fargli avere visioni...olfattive.
Vado a dar da mangiare al gatto in giardino, e lui dietro sospettoso.
Ma lo sento pure qui!
Sarà un vicino che cucina, e pace.
Al piano superiore, cinque minuti dopo.
Sto impazzendo, lo sento ancora.
Ed improvvisa, l'illuminazione.
Mi ci cade sopra lo sguardo.
Una nuova crema per il corpo.
Oddio, dovrebbe sapere di gelsomino in realtà.
Porgo un braccio alla prova del nove.
Annuisce: il dessert evidentemente sono io.
E se sia rimasto male o meno, ci sarà da chiederlo solo a lui ;-)


State biscottando per Natale? O anche non per Natale: ebbene, questi dovete provarli subito. Un contrasto dolce/salato che li rende irresistibili ed una facilità di esecuzione da non credere: si mischia tutto e via, niente riposo, niente attenzione all'impasto, niente di niente.
Adattissimi quindi ad essere fatti anche con i bambini!
Durano anche una settimana, se non li divorate prima: su, un tocco di USA nelle scatole natalizie starà benissimo.



FLOURLESS PEANUT BUTTER COOKIES
da Everyday Food di Martha Stewart
per una ventina abbondante di pezzi

255 g di burro di arachidi
140 g di zucchero semolato
un uovo intero
mezzo cucchiaino di bicarbonato
100 g di gocce di cioccolato
70 g di arachidi tostate e salate


Mescolare in una ciotola il burro d'arachidi con lo zucchero, l'uovo ed il bicarbonato.
Aggiungere alla fine le gocce di cioccolato e le arachidi a metà.
Ora con le mani inumidite formare tante palline non troppo piccole, distanziandole bene su carta forno.


Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 14-17 minuti ( 16 nel mio forno).
Attenzione: appena tirati fuori dal forno sono morbidissimi!!!
Non toccateli e prenderanno freddandosi la giusta consistenza.

NOTE: 

- sono deliziosi, ma forse ancora meglio con il passare dei giorni.

-si conservano anche una settimana in una scatola di latta.

- l'augusto consorte ha definito l'impasto crudo di questi biscotti come una delle cose più buone del mondo: figuratevi da cotto...

lunedì 3 dicembre 2012

Pancakes furbissimi alla banana, in due ingredienti!






Le palestre sono luoghi pericolosi.
Si rischia di incontrarvi i personaggi più strani.
Tipo la sottoscritta :-)
O il ragazzo con la fascia in testa tipo Rambo, che di Rambo ha pure lo sguardo.
Bicipiti da Rambo.
Con sufficienza mi squadra, la prima volta, fino alle scarpe da ginnastica fucsia.
Venti minuti di una mia lezione e la fascia è in terra, in un lago di sudore.
Ed ho guadagnato un certo rispetto.
Energumeno gigantesco, praticamente un armadio.
Sul tapis roulant a fianco al mio.
Non so per quale motivo cerchi di correre sempre un pelo più veloce di me.
Tanto accellero di conseguenza :-)
L'aspetto fa seriamente paura.
Chissà se la canottiera volutamente strappata lo faccia allenare meglio, o sia indossata solo per impressionare.
O se il fatto di correre scalzo sia segno di quanto sia sprezzante del pericolo.
Che poi a parlarci è anche simpatico.
Persino a mio marito, che superato l'impatto del look ogni tanto ci corre insieme.
Poi, succede.
Un pomeriggio, e l'augusto consorte rientra dalla palestra.
Sudato come non mai, ed un interrogativo in faccia.
Ma lo conosci un tizio che si chiama The Cake Boss?
Certo che lo conosco, dato che i suoi show imperversano su ogni canale.
Ma tu, piuttosto, come lo conosci???
Da non crederci.
L'energumeno non solo ha rifiutato di sintonizzare la tv della sala pesi sul Gran Premio di Formula Uno.
Non solo ha snobbato il football americano.
Non solo ha evitato accuratemento le news.
Si è incaponito a guardare Buddy Valastro.
Facendolo guardare a tutti gli attoniti astanti.
Dissertando sull'uso delle creme al burro.
Sulla resa della ganache.
Nominando ingredienti, così riferisce l'augusto consorte tra un peso ed una serie di addominali, mai sentiti prima.
Benissimo, lascia che mi ricapiti a tiro.
Ed il fatto che si chiami Nigel sembra solo a me un segno? ;-)


E' un segno di sicuro, ed infatti la ricetta di oggi è sua.
L'energumeno ama cucinare, a quanto pare, in modo piuttosto sano e mi ha dato un paio di ricette furbissime che non vedo l'ora di condividere con voi.
Intanto provate questi: NON SANNO DI FRITTATA ma proprio di pancakes!
Le banane fanno il miracolo come in tante altre preparazioni: provare per credere a merenda o a colazione.
E ormai dovreste saperlo che non mento ;-)



PANCAKES ALLA BANANA
per circa 8 pancakes piccoli

2 uova intere
una grossa banana ben matura
2 generosi pizzichi di lievito per dolci, facoltativo


Affettare finemente la banana, quindi aggiungere le due uova intere.



Ora con una forchetta schiacciare i pezzi di banana (più è matura prima si fa ;-)
Se volete usare il lievito aggiungetelo ora.
Il composto deve risultare abbastanza omogeneo ma NON frullatelo: per qualche motivo poi non vengono!


Cuocere su una griglia per pancakes o in un padellino perfettamente antiaderente unto con pochissimo olio, bastano pochi secondi per lato.


Sono già buonissimi da soli, ma per veri golosi spolverizzare con poco zucchero a velo, o Nutella...




NOTE:

- come scritto sopra NON sanno di frittata.

- più le banane sono mature più sono buoni!

- sono già ottimi da soli, ma ovviamente diventano ancora più golosi con poco zucchero a velo, un   velo di Nutella, uno di marmellata, o ancora un filo di miele...

mercoledì 28 novembre 2012

Starbooks di Novembre 2012: Torta speziata al miele con mousse all'arancia




































Tutto finisce.
Film, canzoni, barattoli di Nutella.
Idem i libri.
Per cui l'ultimo testato dalla banda Starbooks, Scandinavian Christmas di Trine Hahnemann, giunge alla sua terza ed ultima prova.
Che guardacaso coincide con l'ultimo appuntamento con lo Starbooks per il 2012, ma non temete: la rubrica torna di sicuro con l'anno nuovo ;-)
Una tortona importante, che mi ha colpito dalla foto prima, e per gli ingredienti poi.
Un impasto soffice soffice fatto di miele, senza un goccio d'olio o un grammo di burro.
Le spezie giuste giuste per farlo profumare di Natale, senza che l'augusto consorte (l'uomo per cui la cannella è una pericolosissima spezia esotica, come già detto) abbia di che lamentarsi.
Perchè questa me la dovete spiegare.
Le odia, ma le mangia tutte insieme nel Panforte.
Dice che lì stanno bene.
Mah.
Comunque stanno molto bene anche qui, fidatevi.
La base è già buonissima di suo, ma è con la mousse all'arancia che diventa tutto un altro dolce!
Qui l'unico problemino, perchè la signora Hahnemann parla di vaghi fogli di gelatina senza specificarne il peso.
Un dramma, per la sottoscritta che taglia i biscotti usando il centimetro e ama precisioni da farmacista...
Diamo per buoni i fogli che ho, da due grammi l'uno.
Ci provo anche se so dove andrò a parare.
La soffice mousse diventa cemento armato, altrochè.
Riprovo con metà dose di gelatina, ed ecco che ci siamo.
Arancia, spezie, miele.
Non può esserci più Natale di così.
E se Natale vuol dire anche regali, questo libro può serenamente farne parte.
Con la consapevolezza però che dovete regalarlo a cuoche esperte che sapranno destreggiarsi tra indicazioni non dettagliatissime e ricette non sempre perfette.
Alcune funzionano, altre meno.
Sufficiente, diciamo.
Perchè a Natale sono tutti più buoni.
Tranne me :-)


Il dolce proposto qui viene indicato dall'autrice come il classico delle grandi occasioni. E' comunque molto semplice da realizzare, e buonissimo dopo aver aggiustato la dose di gelatina nella mousse.
E se non vi va di provare la farcitura, fate almeno la base al miele: questo non si sente per nulla dopo la cottura, lasciando una torta morbida e profumata ottima per le colazioni dei giorni di vacanza.




 Ed ecco cosa ha testato oggi la banda Starbooks:


Menu Turistico con  Ring Cake
Le Chat Egoiste con  Dolcetti di Santa Lucia
La Apple Pie di Mary Pie con Danish Christmas Pastries
Ale only Kitchen con  Pepper Nuts
Vissi d'arte e di cucina con  Glogg
Arricciaspiccia con Rice pudding





HONEY LAYER CAKE WITH ORANGE MOUSSE
per uno stampo da 24 cm di diametro

4 uova
100 g di zucchero semolato
225 g di miele
250 g di farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere

per la mousse all'arancia

6 fogli di gelatina da 2g l'uno (usate solo 3 fogli, viene meglio)
50 g di zucchero a velo
200 ml di succo d'arancia appena spremuto
un cucchiaio di buccia di limone grattugiata
3 cucchiai di buccia d'arancia grattugiata
500 ml di panna fresca da montare

succo d'arancia o Grand Marnier per bagnare la torta
spicchi d'arancia


Battere 3 tuorli, un uovo intero, lo zucchero ed il miele con le fruste elettriche a lungo, almeno 10 minuti: sollevando la frusta il composto deve ricadere a nastro.
In un'altra ciotola mescolare la farina, il lievito e le spezie, quindi unire tutto al composto di uova.
Montare i 3 albumi a neve ferma ed unirli delicatamente all'impasto.
Versare in una teglia imburrata o coperta con carta forno e cuocere a 150 gradi (non di più!) per circa 45 minuti ( nel mio forno 50), facendo la prova stecchino.
Farla quindi raffreddare completamente.
Preparare la mousse: ammollare la gelatina in acqua fredda. Nella ricetta si parla genericamente di 6 fogli, ma senza indicare il peso è un'indicazione troppo vaga...comunque, dando per buoni 2 g a foglio il totale è un po' troppo: invece che una mousse viene un budino!
Usare quindi 3 fogli da 2 g l'uno e verrà benissimo.
Sciogliere lo zucchero a velo nel succo d'arancia insieme alla buccia di limone, scaldare su fuoco bassissimo finchè tiepido e sciogliere nel composto la gelatina ammollata ( la ricetta originale prevede di sciogliere la gelatina da sola e di unirla successivamente al composto di succo d'arancia. Ma se la differenza di temperatura tra i due è troppo vi ritrovate con grumi di gelatina rappresa! Meglio fare come ho suggerito).
Farlo raffreddare e passarlo attraverso un colino.
Montare la panna ed unire il succo di arancia con zucchero e gelatina con delicatezza, quindi mettere la mousse in frigo una mezz'ora.
Tagliare quindi la torta in tre dischi, spruzzare la base e quello di mezzo con il succo di arancia o il Grand Marnier.
Mettere il disco della base sul piatto da portata e ricoprirlo con un terzo della mousse e degli spicchi di arancia.
Coprire con un secondo disco, sempre con mousse e spicchi, quindi coprire con il disco finale.


Coprirlo con l'ultima parte di mousse e decorarlo con poca buccia di arancia grattugiata e gli spicchi rimanente, facendola riposare una mezz'ora perchè i sapori si amalgamino.
Tenere in frigo ma tirare fuori una mezz'ora prima di servirla.

NOTE:

- se non vi va di realizzare una torta così importante provate almeno la base: è una torta al miele buonissima e profumata di spezie...tra l'altro senza latte, olio o burro!

- meglio cuocere la torta il giorno prima rispetto a quella in cui va tagliata e farcita. Farla raffreddare e conservarla avvolta nella pellicola.

- come giustamente osservato, volendo si possono ridurre i 100g di zucchero semolato presenti nella base. Ho fatto una prova con soli 50g e una con ...zero, e la torta è venuta lo stesso benissimo.
Solo avere l'accortezza di montare molto bene uova e miele.




lunedì 26 novembre 2012

Arancini...cammellati!







Che mi squalifichino, a questo giro, ma non ce la faccio.
Gli arancini a casa mia sono sempre stati tali, e arancinE non riesco proprio a dirlo.
Legati al ricordo di tanti viaggi verso la Sicilia per le vacanze estive.
In macchina, con mamma, papà e sorella.
Non finivano mai, che l'Italia sarà un Paese piccolo ma è tanto lunga.
Attraversando lo stretto di Messina, un rito.
L'arancino sul traghetto.
Storcete pure il naso.
Alzate le sopracciglia.
Eppure erano di un buono senza pari.
Sarà che eravamo stanchi.
Sarà che eravamo affamati.
Sarà che per tutto l'inverno non ne vedevamo.
Sarà per questo che la ricetta dell'MT Challenge di questo mese mi ha folgorato.
Arabi e Siciliani, uniti dalla loro Storia.
Lo saranno anche in questo piatto.
L'ho pensato.
E l'ho fatto.
Il pezzo di carne comprato con un sospiro, ed il macellaio con un sorrisino.
Lo fotografo di nascosto, che anche fare le foto da queste parti non si può.
Ci prova da anni, a rifilarmelo.
Macinato due volte, non sia mai.
Stacco l'etichetta mentre torno a casa.
Cancello ogni prova evidente.
Da lì in poi, una passeggiata.
L'augusto consorte che esulta per il fritto non previsto.
Un paio di amici ad assaggiarli entusiasti.
Li rifai, vero?
Mea culpa, mea culpa.
Mea maxima culpa.
Amore, so che leggi, quindi scusa.
Ma non ho mentito sul ripieno.
Semplimente non me lo avete chiesto, cosa ci fosse dentro.
Non lo faccio più (forse :-)


Dunque, arancini con ragù, udite udite, di cammello! 
Ma GIURO che non si è accorto nessuno della cosa, perchè a dire il vero il cammello somiglia un po' al vitello, come sapore, quindi fate voi...
Se il cammello non fa per voi basterà usare il maiale come indicato da Pupaccena nella sua ricetta perfetta (e che non ringrazierò mai abbastanza, mi sono venuti arancini spettacolari!) :-)


 



ARANCINI...CAMMELLATI!
per circa 13 arancini
metà dose della ricetta di Pupaccena

mezzo kg di riso originario
un litro e mezzo circa di brodo vegetale
una bustina di zafferano
25g di burro
25 g di parmigiano grattugiato
una cipollina
olio extravergine, sale

per il ripieno

50g di macinato di vitello
50 g di macinato di cammello 
50 g di piselli
100 g di polpa di pomodoro
un cucchiaino di concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua
poco vino bianco per sfumare
sedano, carota, cipolla
una foglia di alloro
olio extravergine
sale

per la lega

500 ml di acqua
250 g di farina
sale
 pangrattato, per la copertura

Preparare il riso:  In una pentola capiente dare un giro d'olio e far appassire piano piano la cipolla tritata. Versare quindi il riso, farlo tostare e versare parte del brodo vegetale in cui sarà stato scolto lo zafferano.. Continuare a cuocerlo regolandosi per l'aggiunta di liquido perchè risulti ben compatto.
Togliere immediatamente dal fuoco e mantecare con burro e parmigiano.
Versare il riso in una teglia, coprirlo e metterlo in frigo almeno per 4 ore.
Preparare il ripieno: versare i piselli in una pentola con un giro d'olio in cui sarà appassita un po' di cipolla. Versare poca acqua e far cuocere finchè saranno teneri.
In una pentola capiente rosolare in poco olio un trito fine di sedano, carota e cipolla insieme alla foglia di alloro.
Aggiungere le due carni e far rosolare, sfumare quindi con il vino.


Appena evapora versare la polpa di pomodoro e il concentrato sciolto nell'ascqua.
Salare e far cuocere a fuoco basso per circa mezz'ora, fino ad ottenere un ragù piuttosto asciutto.
Togliere dal fuoco, far intiepidire e aggiungere i piselli.
Far raffreddare del tutto.
Formare gli arancini: prelevare piccole porzioni di riso, modellarlo in una palla e formare un buco all'interno il pollice, cercando di allargarlo. Farcire con abbondante ragù e richiudere.
Mescolare acqua e farina per la pastella insieme a del sale, e passarvi gli arancini scolandoli bene prima di rotolarli nel pangrattato.
Friggerli quindi in abbondante olio di semi, finchè ben dorate.
Servire caldissime!

NOTE:

- se il cammello non, ehm, è nelle vostre corde seguite alla lettera la ricetta di Pupaccena che al suo posto prevede il maiale!

- la ricetta sembra indaginosa ma in realtà può essere comodamente "rateizzata": ho preparato il ragù un paio di giorni in anticipo, il riso un giorno prima. Quindi il giorno stesso mi è rimasto solo da formare e friggere!

- ho congelato alcuni arancini crudi, già passati nella pastella e pangrattato. Basta farli scongelare in frigo una notte e friggerli, sono come nuovi.

- la ricetta originale prevede che con queste dosi vengano circa 9 arancini, a me ne sono venuti di più quindi deduco di averli fatti più piccoli degli originali :-)



mercoledì 21 novembre 2012

Starbooks di Novembre 2012: Pane dolce all'uvetta, mandorle e cardamomo

Non vorrei annoiarvi più di quello che già faccio di solito.
Ma tocca che mi ripeta, ahivoi.
Natale porta diversi guai dalle mie parti, e questo l'avete capito.
Per mille motivi, dato che viviamo nel Paese dove è più facile commettere reato che farne una giusta.
Ma business is business, ed è una frase che certo non ho inventato io.
Dolci di Natale?
Vietatissimi, in teoria.
Quindi?
Niente di più facile: si aggira l'ostacolo.
Certi supermarkets li importano e li vendono al massimo fino ai primi di Novembre.
Ad un prezzo che farebbe strabuzzare gli occhi a chiunque.
Idem, ad esempio, per le decorazioni a tema.
L'Ikea vuole venderle?
Ok, purchè non lo faccia a Dicembre.
Non vorrei chiamarla ipocrisia...
Per cui i dolci in questione me li sono sempre messi in valigia, e pazienza se ogni tanto alla dogana qualche poliziotto goloso ed evidentemente poco preparato me ne chiede uno da assaggiare facendomi ridere sotto i baffi: se sapesse...
Più divertente portarsi nel bagaglio a mano lo stampo del pandoro.
Ad un poliziotto che parlava solo arabo ho spiegato che era un vaso.
In italiano.
Mi ha guardato come si farebbe con un pazzo, e probabilmente implorando tra sè e sè che la smettessi con quel fiume di parole incomprensibili.
Per poi finire a farlo per davvero, il vaso, dato che il pandoro si, viene buono, ma quello acquistato ci piace di più.
Il panettone?
Tre giorni da incubo a sbirciare che lievitasse, e rilievitasse.
Per finire spatasciato sul pavimento un momento prima di essere infornato.
Pazienza.
Si prende allora un libro come quello che stiamo testando per lo Starbooks di Novembre, ovvero Scandinavian Christmas di Trine Hahnemann.
Si sceglie un pane dolce che non sembra troppo complicato.
Con il sapore un po' orientale del cardamomo, e la più familiare uvetta.
Si intreccia e si cuoce, sapendo già che ci piacerà moltissimo.
Che profumo.
L'augusto consorte, giudice severo, assaggia.
Sa di...
Di che???
Sa un po' di panettone. Alla lontana.
Eureka.
Natale sembra subito più vicino.
Capodanno no, quello è passato.
Infatti dal quindici Novembre siamo entrati nel nuovo anno islamico : il 1434 :-)


Un pane buonissimo, soffice, morbido e profumato.
Sa davvero lontanamente di panettone, infatti medito di rifarlo e di metterlo negli stampi da minipanettone per farne segnaposto o regalini per il nostro Natale clandestino.
Solo la quantità di lievito usata dall'autrice del libro è a dir poco esagerata: ma chissà, per lievitare a quei climi...;-)
Provatelo per una colazione deliziosa: tanto più che si congela benissimo da cotto!



 Ecco le altre ricette testate oggi dalla banda Starbooks:

Menu Turistico con  Oat Cookies
Vissi di Cucina con  Popcorn salato al cioccolato
Le chat egoiste con  Rape con panna e pancetta
La Apple Pie di Mary Pie con  Crisp Cinnamon Cookies
Arricciaspiccia con  Gingerbread Town
Andante con Gusto con  Vanilla Cookies







PULLA BREAD
per una treccia come in foto

25g di lievito di birra fresco, o 8g di quello disidratato
125 ml di latte intero appena tiepido
50g di burro salato ammorbidito
un uovo intero
350 g di farina
50g di zucchero di canna
un pizzico di sale
2 cucchiaini di semi di cardamomo pestati
50g di uvetta
25g di mandorle grossolanamente tritate

per la copertura

un uovo intero
qualche mandorla extra


Sciogliere il lievito nel latte appena tiepido (non troppo caldo!) quindi unire l'uovo e il burro morbido. A parte mescolare farina, zucchero, sale e cardamomo. Unire il tutto al mix di lievito e lavorare bene il composto.
Aggiungere verso la fine le mandorle grossolanamente tritate e l'uvetta ( l'ho ammorbidita in acqua calda, ma dalla ricetta non è richiesto).
Impastare per altri 5 minuti, a mano o nell'impastatrice, quindi mettere in una ciotola e coprire con un panno.
Lasciar lievitare per un'ora o comunque fino al raddoppio.
Riprendere l'impasto, sgonfiarlo e rilavorarlo brevemente, quindi farlo lievitare ancora una mezz'ora sempre coperto.
Dividerlo quindi in tre pezzi uguali che andranno lavorati in tre salsicciotti che andranno intrecciati.



Mettere la treccia sulla teglia in cui andrà cotta coperta con carta forno.
Coprirla con il panno e farla lievitare ancora mezz'ora.
Spennellarla quindi delicatamente con uovo battuto e spolverizzarla con qualche pezzetto di mandorla.
Cuocerla quindi in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 25-30 minuti ( 25 sono stati più che sufficienti nel mio forno)
Farla raffreddare almeno 10 minuti, quindi servirla così com'è o accompagnarla con burro e marmellata ( o Nutella, ma questo nel libro non c'è ;-)


NOTE:

- il lievito usato è a mio parere esagerato. Meglio diminuirlo aumentando di conseguenza i tempi di lievitazione.

- si conserva bene per diversi giorni, avvolta nella pellicola. Le fette vecchie di una paio di giorni possono essere tostate...e sono buonissime!

- la treccia cotta si può surgelare! Fatela scongelare avvolta nella pellicola a temperatura ambiente, quindi dare una scaldatina a bassa temperatura in forno.

- se non avete il burro salato potete sostituirlo con del burro tradizionale e mezzo cucchiaino di sale.





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