giovedì 15 aprile 2010
Vellutata...pro-abbronzatura?
Ancora vellutate? Beh, in Italia da quel che sento e vedo in tv la primavera stenta un po' ad arrivare, quindi un piatto caldo si fa mangiare volentieri.
Poi con la patata rossa dolce e la carota, ricchissime entrambi in betacarotene, prendiamo due piccioni con una fava: ci si scalda e ci si prepara dall'interno alla prossima, speriamo, abbronzatura atomica!
E si sta pure leggeri, cosa che ha un certo legame con l'abbronzatura di cui sopra...
Quanto a me, sappiate che non faccio assolutamente testo: vivo immersa in un'estate perenne, e discretamente torrida. Eppure, non riesco a farne a meno.
Questa in particolare ha un sapore tutto suo, predominando la patata dolce, quindi deve piacervi il tubero in questione per poterla apprezzare!
Per me, una delle piu' buone mai mangiate...
Un'ultima nota: ma avete visto che bei premi ha scelto Cris per il suo giveaway? Altro che Babbo Natale, qui non c'e' nemmeno da essere particolarmente buoni per poter partecipare!
Vi consiglio di cliccare sul link, o sul banner qui di fianco, e di partecipare numerosi!!!

VELLUTATA DI PATATA ROSSA DOLCE E CAROTE ( per due porzioni)
una patata rossa dolce, non troppo piccola
3 carote medie
mezza cipolla bianca
sale
acqua q.b.
zenzero fresco grattugiato
pistacchi grossolamente tritati
olio extravergine d'oliva, un cucchiaio
Affettare la cipolla sottilmente e stufarla per pochi minuti in un cucchiaio d'olio allungato con un cucchiaio d'acqua. Quando risultera' ammorbidita aggiungere la patata e le carote, a tocchi grossolani.
Saltare il tutto un paio di minuti, dopodiche' aggiungere acqua sufficiente per coprire a filo le verdure ed un po' di sale.
Cuocere a tegame semicoperto per circa mezz'ora, dopodiche' controllare lo stato delle verdure, eventualmente prolungando la cottura se necessario.
Quindi scolare le verdure, conservando l'acqua di cottura, e passarle al mixer.
Diluirle con l'acqua di cottura messa da parte, a vostro piacere. Io l'ho tenuta piuttosto densa, ma potete farla piu' liquida senza alcun problema.
Versare nei piatti da portata con una leggera spolverata di zenzero fresco ed una manciata di pistacchi.
NOTE:
- lo zenzero va a piacere, ma provate a non ometterlo, da' parecchio carattere al sapore della vellutata.
- i pistacchi ci stanno molto bene, ma anche mandorle, o qualche nocciola si abbinano magnificamente.
lunedì 12 aprile 2010
Fragole con crema di riso
Non appena tra le vostre amiche si diffonde la notizia che avete un food blog, anche i regali che vi fanno cominciano a cambiare.
Queste coppette nascono cosi', da un regalo inaspettato, e si e' fatto subito urgente il bisogno di metterci dentro qualcosa.
Il dolcino che vi propongo e' di una semplicita' disarmante, ma e' di un buono...e si accompagna magnificamente anche ad altri tipi di frutta o, perche' no, ad un mix a vostro piacere.
La ricetta proviene come idea da un vecchissimo numero della Cucina Italiana, e da me poi modificata.
FRAGOLE CON CREMA DI RISO (per 6 coppette)
100 g di riso
100 g di latte intero
50 g di panna fresca da montare
un baccello di vaniglia
qualche seme di cardamomo, facoltativo
75 g di zucchero semolato
sale
per la decorazione
fragole, o altra frutta a piacere
zucchero semolato
cannella in polvere
fiori del vostro giardino, se vi va!
Cominciare sciacquando il riso per qualche istante, dopodiche' metterlo in una pentola coperto di acqua completamente insieme ad un pizzico di sale e mezzo baccello di vaniglia.
Lessarlo per circa 20 minuti, o comunque finche' sara' cotto.
In un pentolino unire il latte, la panna, lo zucchero e portare quasi a bollore. Spegnere il fuoco, unire un paio di semi di cardamomo se decidete di usarlo ed il resto della vaniglia. Far intiepidire.
Scolare il riso, e versarlo ancora caldo nel mixer con le lame. Unire il composto di latte e panna, eliminando il baccello di vaniglia ed i semi di cardamomo.
Frullare finche' la crema non risultera' perfettamente liscia, almeno un paio di minuti.
Versare la crema nelle coppette e far riposare in frigo.
Intanto condire le fragole a pezzetti con dello zucchero, e farle macerare un'oretta.
Al momento di servire, adagiate qualche fragola su ogni coppetta unendo poco del loro succo.
Guarnire con un pizzico di cannella ed il fiore che preferite: il mio, in questo caso, uno di plumbago.
NOTE:
- la crema di riso resiste egregiamente due giorni in frigo, senza essere condita con le fragole.
- per i celiaci: usare della cannella in polvere presente nel prontuario.
venerdì 9 aprile 2010
Arabafelice in cucina...per Sarah!
Certo non potevo trovare titolo di giveaway che meglio si abbinasse con il nome del mio blog!
Questa volta pero', dalla cucina dove passo tanto tempo, non escono piatti ma angoli che mi sono cari, ed in qualche modo parlano di me.
Vivendo all'estero, sono in una casa ammobiliata non scelta da me: probabilmente quindi questa non e' la cucina dei miei sogni, ma ha il pregio di essere enorme (gli arabi fanno le cose sempre in grande...) e luminosissima, con tanti spazi dove stipare padelle e pentolini, un tavolo apposta per il computer (che oramai si puo' stare senza computer in cucina?) ed una "storage room" , una specie di sgabuzzino dedicato che trabocca di stampi, stampini, barattoli, e tutto cio' che, prima o poi, potrebbe servirmi :-)
Ecco quindi l'angolo che ogni tanto suscita ilarita' prima, e preoccupazione poi, quando ricordo che li uso benissimo...
Quest'altro invece, genera solo sbigottimento ed una certa incredulita': ti piace Hello Kitty???? A te????
Ho smesso da un po' di negare, ed ammetto che in realta' a me la gattina rosa che sorride piace eccome. Non ho mai comprato nulla con il suo logo, e questi sono regali di chi ha recentemente scoperto questa debolezza ed ha deciso che non era poi cosi' grave da non poter essere assecondata.
E da ultimo, ecco cosa puo' diventare una delle mensole con libri e giornali di cucina: porta mazze da golf...ah, i mariti!
Con questo post partecipo al divertente giveaway di Sarah, il cuore in cucina
martedì 6 aprile 2010
Da 99 colombe...mille pulcini!

E' passato un anno dal terremoto in Abruzzo, e se anche volessi dimenticarlo e' impossibile, essendo stato in pratica quasi concomitante con il mio compleanno, che non mi sembro' piu' tanto importante da festeggiare...
Da allora molte cose sono cambiate, altre sono state cancellate, altre ancora cercano di rinascere.
Questo il caso dell'azienda delle Sorelle Nurzia, che a mala pena sopravvissuta, e' oggi di nuovo una realta' attiva ed in crescita grazie anche alla splendida iniziativa delle 99 colombe, che riunisce tantissimi food blogs nell'intento di far conoscere i loro ottimi prodotti.
Iniziativa di cui sono orgogliosa di far parte anche io qui da lontano...
L'idea mi e' balenata vedendo dei pulcini dolci realizzati da Martha Stewart. Lei pero' cuoceva appositamente dei dolcetti per crearli, io invece uso una colomba delle Sorelle Nurzia...spero che, avendone acquistate tante, almeno una da riciclare in un dolce differente vi sia avanzata!
I pulcini sono buoni, ma soprattutto un gran divertimento. Se avete dei bimbi, coinvolgeteli senza preoccuparvi del macello in cucina: si divertiranno un mondo come voi!
PULCINI DI COLOMBA
colomba avanzata, anche un po' rafferma
panna da montare
zucchero a piacere
farina di cocco oppure cocco disidratato in scaglie
scorza d'arancia o di limone
praline, confettini o pezzetti di liquirizia (per gli occhi)
mandorle intere con la buccia
poco succo di frutta, facoltativo
Tagliare la colomba in cubi abbastanza regolari e non troppo piccoli. Se troppo rafferma, si puo' decidere di bagnare i cubi con poco succo di frutta (io non l'ho fatto).
Mettere la farina di cocco o il cocco disidratato in scaglie in una teglia senza nulla, e tostare in forno preriscaldato a 150 gradi per pochi minuti, finche' prende un bel colore dorato.
Assolutamente vietato rispondere al telefono, al campanello, o mettersi a fare qualunque altra cosa: il bel colore dorato diventa carbone molto velocemente...ne so qualcosa :-(
Montare la panna molto bene, aggiungendo lo zucchero solo se lo si desidera.
Tagliare la scorza dell'agrume scelto in striscioline, per simulare la cresta dei pulcini.
Passare quindi a montare gli animaletti: ricoprire con la panna il cubo di dolce, evitando solo la base.
Spolverizzare con il cocco tostato:
Infine sistemare le strisce di arancia o limone sul capo del pulcino, infilare una mandorla a mo' di becco e sistemare i confettini, le praline od i pezzetti di liquirizia a simulare gli occhi.

Tenere in frigo, e prima di servirli passarli 10 minuti in freezer.
NOTE:
- potete usare la ricetta per riciclare qualunque cosa, da torte rinsecchite a muffins agonizzanti...tutto tornera' a nuova vita!
giovedì 1 aprile 2010
Pane rustico di segale
Sono affezionata a questa ricetta, mi riporta ad un bel periodo in cui, durante una delle mie visite a Roma, con mia sorella decidemmo di partecipare ad un corso di panificazione di Margherita e Valeria Simili, le fornaie bolognesi che girano il mondo per insegnare l'arte del pane, e non solo.
Questo fu il primo pane che replicammo a casa, a corso finito: piacque a tutti, con quel suo gusto integrale ma allo stesso tempo non troppo rustico come il titolo invece potrebbe far pensare.
La presenza dei semi di finocchio da' poi un profumo tutto speciale, e la formatura fa' si che il pane diventi bellissimo anche da vedere.
Lo posto ora, pensando che forse, se non siete troppo stanche dall'impastare colombe e pizze pasquali, forse vi va comunque di provarlo...anche solo per decorare la tavola.
La ricetta originale prevede che da questo quantitativo di impasto escano due filoni, ma io e la mia mania per tutto cio' che e' piccolo ci abbiamo messo lo zampino, per cui vedete dei paninetti, al loro posto.
Importante: se non si ha il lievito madre, semplicemente si omette, seguendo il resto della ricetta cosi' com'e'.
PANE RUSTICO DI SEGALE (per 8 panini medi, o 16 mignon)
400 g di farina 0
100 g di farina di segale integrale
100 g di lievito madre ( solo se disponibile, le sorelle al corso non lo usarono)
280 g di acqua ( piu' eventualmente altri 20, 30 g se necessari)
10 g di lievito di birra fresco
5 g di malto
15 g di miele
40 g di olio
12 g di sale
3 g di semi di finocchio
Mescolare il miele ed i semi di finocchio qualche ora prima di impastare, cosicche' rilascino il loro aroma.
Se procedete a mano, mescolate le farine, il malto, il miele con i semi di finocchio, il lievito sciolto in poca acqua ed il lievito madre, se lo avete. Cominciare ad impastare aggiungendo man mano l'acqua finche' otterrete un impasto non troppo morbido, ma comunque ben lavorabile.
Regolatevi quindi se l'acqua e' sufficiente, o ne va aggiunta leggermente.
Solo ad impasto gia' avviato, aggiungere il sale e, poco alla volta, l'olio, finche' il tutto non risultera' omogeneo.
Lavorare il panetto per almeno 15 minuti, sbattendolo sulla spianatoia.
Se avete l'impastatrice, mettete nella ciotola le farine, l'eventuale lievito madre, malto, miele, semi di finocchio e una parte dell'acqua. Avviare la macchina, e continuare ad aggiungere l'acqua finche' il composto sara' amalgamato.
Con la macchina sempre in funzione, aggiungere l'olio poco per volta, ed il sale.
Far impastare per almeno 20 minuti.
Prendere quindi l'impasto e farlo riposare in una ciotola, coperto, per circa 40 minuti.
Ora dovete decidere se ottenere solo due grossi pani, nel qual caso dividete l'impasto in due parti, altrimenti dividetelo in 8 pezzi, per i panini, o addirittura 16 per quelli micro.
Di ogni pezzo di impasto, qualunque sia la dimensione, fate un filoncino, e fateli riposare coperti per 10 minuti.
Ora, con il mattarello schiacciate la meta' di ogni filoncino a circa 1cm di altezza, tagliate in 3 parti, intrecciarle e rovesciare la treccia sull'altra meta'.
Credo sia piu' semplice guardare la foto dei passaggi in sequenza, che leggere la mia descrizione!
Spolverare i panini crudi con poca farina, e lasciarli lievitare coperti gia' nella teglia dove li cuocerete per circa 40 minuti.
Preriscaldare il forno a 200 gradi, ed infornare calcolando circa 40 minuti di cottura se fate i due filoni grandi, 20-25 minuti per i panini e circa 10-15 per i mignon.
Valutate comunque in base al vostro forno.
NOTE:
- questo pane regge magnificamente il congelamento. Scongelatelo a temperatura ambiente, e poi scaldatelo: torna come nuovo!
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