mercoledì 29 maggio 2024
French toast salato al formaggio
A me moltissimo, ed per questo che non potevo non provare questa ricetta.
Ovviamente questo è toast 2.0: ovvero diventa in pratica un french toast salato, che non è tostato ma fritto nel burro.
Spalmato di maionese e senape, e ricorperto di formaggio: si può chiedere di più dalla vita?
Si, di mangiarlo caldo appena preparato, in piedi davanti al piano della cucina.
E se non vi leccate le dita, godete solo a metà ;)
SAVOURY EGGY BREAD
da Good Eggs di Ed Smith
per 2- 4 persone
2 uova grandi
60ml di latte intero
un generoso pizzico di sale di sedano
un generoso pizzico di pepe nero appena macinato
4 fette di pane da toast, appena rafferme (circa 1,5cm di spessore)
2 cucchiai di maionese
2 cucchiai di senape di Digione
40g di burro
100g di Cheddar, il tipo più maturo, grattugiato grossolanamente
Battere
leggermente le uova con il latte, il sale di sedano ed il pepe e
versare il mix in un contenitore adatto a contenere il liquido ad uno
spessore di un centimetro.
Adagiare le fette di pane per 2 minuti per lato, 2 volte per lato. Il pane deve risultare ben imbevuto.
A parte, mescolare maionese e senape e lasciare da parte.
Sciogliere
metà del burro in una padella e friggere le fette un minuto e mezzo per
lato, girandole più volte finchè saranno ben dorate.
A metà cottura
aggiungere il resto del burro. Se la padella non è abbastanza grande per
contenere tutto il pane, procedere con meno fette alla volta e regolare
di conseguenza la quantirà di burro.
Spalmare un po' del mix di
maionese e senape su ogni fetta finchè ancora calda, quindi
spolverizzare con il formaggio e servire subito.
NOTE
-
ricetta veramente semplice e veloce, in letteralmente pochi minuti si
ha una merenda/pranzo/snack da leccarsi i baffi (e le dita). Pane fritto
nel burro, maionese e senape e il tutto spolverizzato di fomaggio che
comincia a fondere: c'è qualcuno a questo mondo a cui tutto questo
potrebbe non piacere?
- il sale di sedano usato qui è un
condimento molto comune, all'estero, e che trovo in ogni supermercato.
E' in pratica del sale comune addizionato dei semi macinati del sedano o
a volte addirittura coste di sedano essiccato. Ha un aroma piuttosto
deciso ma non avendolo a disposizione del sale comune andrà benissimo.
-
le dosi della ricetta vengono furbescamente indicate per due o quattro
persone...ma credetemi, due fette vanno giù che è una meraviglia quindi
se è un pasto a sè lo considererei sufficiente per due porzioni.
lunedì 7 agosto 2023
Ajo blanco (gazpacho bianco)
C'è caldo, anzi caldissimo.
Ma certo dalle mie parti non è una novità.
Più del solito no, sicuramente arrivato in anticipo.
Ed all'inizio benvenuto, dato che abbiamo passato l'inverno più freddo, e piovoso, che la storia di questo deserto ricordi.
Vero è che nel suddetto deserto non si cammina per strada per fare compere, ma si entra in centri commerciali dove l'aria condizionata è mantenuta a livelli da ibernazione.
Vero è che le fermate dell'autobus sono non solo coperte, ma chiuse, dotate di panchine e perfettamente climatizzate.
Vero è che simile comodità è presente anche alle stazioni dei taxi.
E per tornare agli autobus di cui sopra, non solo sono dotati di aria condizionata ma sono numerosi, comodi, frequenti e perfettamente in orario: scusate, ma per chi è di Roma come me la cosa è sempre fonte di un certo stupore.
Vero è che tutte, dicasi tutte le case sono dotate di impianti di climatizzazione, bagni compresi.
Come tutti gli uffici, o le scuole, ed i negozi.
Ogni singola automobile (si, si cuoce l'uovo sul cofano se la lasciate al sole per abbastanza tempo).
Comodo, ovvio.
Però qualche stonatura tutta questa comodità ce l'ha.
Camminavo qualche giorno fa in un'area commerciale all'aperto, di fretta per evitare di sciogliermi.
Ma non solo stranamente non fondevo, non solo, una brezza deliziosa e rinfrescante mi colpiva da ogni lato.
Un improvviso cambio del meteo?
No, un capillare impianto di climatizzazione all'aperto.
Calcolo velocemente quanto debba costare questo spreco epocale, per ricordare che il costo dell'energia qui non è un problema. Per ora.
E mentre spero che sia episodio unico ed isolato, leggo la notifica sul telefono del nuovissimo ristorante appena aperto.
Non scherzo: il ristorante è all'aperto ma in pratica le pareti sono un gigantesco frigorifero.
Consigliano di coprirsi e portare un giaccone.
Anche perchè il venerdì sera dalle 20:30 in poi c'è lo spettacolo.
Leggo due volte: ci nevica.
Giuro.
I tavoli vengono inondati da neve artificiale.
Anche io ogni tanto non so che dire.
Tranne che forse, ecco,un filo si sta esagerando :)
Ricetta senza cottura e che si fa in due colpi di frullatore: cerchiamo di rimediare agli sprechi altrui con qualcosa che almeno ci consoli il palato!
Antipasto o entréè, fate voi: in ciotola o bicchieri farete un figurone.
Ne basta poca a testa, essendo molto ricca.
Ma qui qualcuno ha fatto il bis!
AJO BLANCO
da Food52
50g di mandorle spellate non tostate
1 spicchio di aglio
150g di pane raffermo (senza glutine per commensali celiaci)
2 cucchiai di scalogno tritato
un cetriolo sbucciato a cubetti
circa 100 g di acini di uva bianca
2 cucchiai di olio extravergine
3 cucchiaini e mezzo di aceto di sherry
un cucchiaino di sale
Mettere il pane in una ciotola e versarvi sopra 125ml di acqua per ammorbidirlo.
Versare le mandorle e l'aglio nel frullatore e far andare finchè il composto sarà molto liscio. Aggiungere quindi lo scalogno, il cetirolo, l'uva, l'olio, l'aceto, il sale ed il pane ammorbidito con altri 150ml di acqua.
Frullare fino alla consistenza desiderata, assaggiare ed eventualmente aggiustare sale ed aceto.
Aggiungere ulteriore acqua se lo si desidera più liquido.
Servire ben freddo dopo un riposo in frigo di almeno un paio d'ore in ciotoline o bicchieri, guarnito con mandorle, uva ed erba cipollina.
NOTE
- la ricetta è semplicissima. Raccomando solo di assaggiare dopo averla fatta riposare, in modo da dare al sale il tempo di sciogliersi per bene ed a tutti gli aromi di amalgamarsi.
- il pane usato qui era integrale, per questo il risultato è leggermente meno "blanco" del normale :)
venerdì 14 ottobre 2022
Flatbread alla paprika e halloumi
Di flatbread è pieno il mondo, nel vero senso della parola.
Chapati,
naan, roti, paratha, pita, batbout, hobz solo per citarne alcuni che
vanno dall'India al Medio Oriente passando per L'Europa e per tornare in
casa nostra le italianissime piadine o il pane carasau, senza che mi
addentri fino alle focacce non lievitate mangiate dagli antichi Romani.
Se
negli impasti troviamo delle differenze date dalla presenza o meno di
un agente lievitante, di un grasso e a volte dello yogurt, quello che
sicuramente accomuna questi pani è la forma, ovvio, ma anche la velocità
di preparazione e cottura, almeno per gran parte di essi.
Quello
della ricetta di oggi non fa eccezione: un impasto veloce, senza troppi
fronzoli, reso lavorabilissimo dallo yogurt e dal burro.
Profumatissimo dalla paprika.
Saporitissimo dall'halloumi, il formaggio cipriota per eccellenza, di cui sono ripieni prima della cottura.
E come se non bastasse vengono accompagnati da quella che in pratica è una semplice, ma sempre vincente, insalata di pomodori.
Ora, pane e pomodoro non saremo certo noi italiani a dover imparare quanto siano buoni insieme.
L'autrice
rivela nell'introduzione di preparare questa ricetta come
accompagnamento ad altri piatti e ritrovarsi invece a pasteggiare solo
con esso.
Quindi seguite il suo, ed ora anche mio, consiglio e raddoppiate se non addirittura triplicate la dose: non andranno sprecati :)
SMOKED PAPRIKA AND HALLOUMI FLATBREADS
da A Good Day to Bake di B. Ebuhei
per 6 pezzi
50g di burro non salato
2 cucchiaini di paprika affumicata
320 g di farina forte per pane (più altra per spolverare)
un cucchiaino di zucchero semolato
un cucchiaino di sale
7 g di lievito di birra disidratato
120 g di yogurt bianco naturale
120 ml di acqua tiepida
120 g di halloumi grattugiato
per i pomodori:
150 g di pomodorini ciliegia tagliati grossolanamente
uno spicchio di aglio tritato
un cucchiaio di olio d'oliva
mezzo cucchiaino di sale
una manciata di origano fresco finemente tritato
Fondere
il burro in un pentolino su fuoco medio finchè schiumoso. Aggiungervi
la paprika e cuocere un paio di secondi prima di rimuovere dal fuoco e
versare il tutto in un contenitore per farlo raffreddare.
In un'altra
ciotola mischiare farina e zucchero. Aggiungere sale e lievito
(ciascuno in un angolo diverso, in modo che non vengano direttamente a
contatto) quindi creare un avvallamento al centro dove versare lo
yogurt, l'acqua ed il burro alla paprika mescolando fino ad avere un
composto grezzo.
Lavorare l'impasto per 6-8 minuti sul piano di lavoro leggermente spolverato di farina fino ad ottenere un composto liscio.
Metterlo
in una ciotola leggermente unta, coprirlo e farlo lievitare in luogo
tiepido per 40-60 minuti (non è necessario che raddoppi).
Trascorso
il tempo di lievitazione dividere l'impasto in sei porzioni uguali.
Appiattire ogni pezzo con le dita in un cerchio di circa 10 cm e
mettervi parte dell'halloumi, ripiegando poi i bordi verso il centro
chiudendo bene a formare una pallina che andrà poi stesa con il
mattarello (la parte con la chiusura verso il basso) fino ad ottenere
un cerchio di circa 15 cm.
Scaldare una padella antiaderente su fuoco alto.
Cuocere un pane alla volta per circa 2-3 minuti per lato (se non si servono subito tenerli in caldo in forno tiepido).
Per i pomodori, condirli con l'aglio, il sale e l'olio. Unire l'origano poco prima di servire i flatbread.
NOTE
- come accennato impasto facilmente lavorabile e proporzioni tra ingredienti liquidi e polveri assolutamente perfette. Talmente è piacevole da maneggiare che ho optato per un impasto a mano piuttosto che nella mia grande amica planetaria.
- lievita per poco tempo, d'altronde non è certo il lievito che scarseggia tra gli ingredienti...vero che l'impasto è ricco e l'autrice vive in clima ben diverso dal mio. Se preferite, diminuitelo aumentando il tempo di riposo.
- la lavorazione e stesura non presentano alcun problema: veramente una preparazione a prova di principiante. La farina forte per pane non ha altre indicazioni più specifiche, ma al super dalle mie parti la trovo esattamente con questa dicitura. La formatura è semplice e la cottura ancora di più.
- viene fuori un pane morbido e saporitissimo, quasi sfogliato, con un profumo di paprika che non è assolutamente preponderante ma accompagna senza coprire. Buonissimo tiepido sul momento (a tavola è arrivato...finito) ma sorprendentemente rimasto ottimo anche il giorno dopo, sia il pezzo scaldato che quello a temperatura ambiente. L'halloumi del ripieno è il più famoso formaggio cipriota che è perfetto da fare alla piastra o comunque in preparazioni che ne richiedano la cottura perchè mantiene la sua consistenza anche con il calore.martedì 13 settembre 2022
Koulouri, il pane di Cipro
Se avete viaggiato tra Grecia e Turchia, o semplicemente
curiosato tra siti di ricette di questi Paesi, sicuramente avrete
incontrato il Koulouri nella sua forma più comune: anelli di pane
croccante ricoperti di sesamo venduti spesso per strada.
Si perchè è
uno street food per eccellenza, o meglio la versione greca di una
barretta proteica dati gli ingredienti di cui spesso è arricchito:
tahine, frutta secca, semi. Ha origini antichissime e pare sia nato come
cibo dato agli schiavi proprio per le sue proprietà nutritive.
Thessalonika ne rivendica la paternità, insieme ad un paio di città turche.
La
versione cipriota, invece, prende la forma di un filone allungato,
ricoperto sempre di sesamo e con la caratteristica forma incisa.
Tre ingredienti differenziano questo pane dal cugino greco: il mastic, il mahlepi e i semi di anice.
L'autrice
scrive di essere conscia delle difficoltà di reperire i primi due, ma
invita a fare lo sforzo di cercarli perchè è ciò che dà unicità alla
preparazione.
DIfficile anche solo descriverne l'aroma: basti sapere
che trasformano quello che sarebbe un pane comune in un'esperienza
veramente nuova.
Una autentica " Cypriot koulouri experience" come la definisce l'autrice.
KOULOURI
da Nistisima di G.Hayden
7 g di lievito secco disidratato
1 cucchiaio e 1/2 di zucchero semolato
1 pezzetto di mastic (vedere la nota)
2 pezzi di mehlepi (vedere la nota)
500 g di farina forte per pane, più dell'altra per spolverare
un cucchiaino di sale fino
1/4 di cucchiaino di cannella
2 cucchiai di olio d'oliva, più dell'altro per ungere
4 cucchiai di semi di sesamo
2 cucchiani di semi di nigella
mezzo cucchiaino di semi di anice
Versare
330 ml di acqua tiepida in una brocca e unire il lievito ed un
cucchiaio di zucchero, quindi lasciare da parte per un paio di minuti.
Nel
frattempo macinare il mastic e il mahlepi, separatamente, insieme ad un
cucchiaio di farina (preso dal totale) fino ad ottenere una polvere
fine.
Versare il resto della farina tranne un cucchiaio che verrà
lasciato da parte in una ciotola capiente insieme al sale, la cannella,
il mastic e il mehlepi.
Mescolare bene quindi creare un foro al centro e versarvi l'acqua con il lievito insieme all'olio, girando con una forchetta.
Potrebbe essere necessario aggiungere ancora un paio di cucchiai di acqua, l'impasto deve essere morbido e non secco.
Quando il tutto sta insieme rovesciare la ciotola sul piano di lavoro ed impastare per 10 minuti.
Far attenzione a non infarinare troppo il piano.
Trasferire
l'impasto in una ciotola pulita e leggermente unta, coprire con un
panno da cucina e lasciare lievitare in un luogo tiepido per circa
un'ora/un'ora e mezzo o comunque fino al raddoppio.
Quando l'impasto è pronto rovesciarlo sul piano di lavoro e sgonfiarlo.
Arrotolarlo in un lungo cilindro di circa 30 cm e posizionarlo in diagonale su una teglia da forno unta.
Ora
usando un taglierino o un coltello ben affilato praticare 10 tagli nel
cilindro, senza arrrivare fino in fondo, e aprire leggermente le fette
con le dita.
Mescolare il cucchiaio di farina lasciato da parte con 2
cucchiai di acqua fino a creare una pasta molto morbida che verrà usata
per spennellare il pane.
Mescolare semi di sesamo, di nigella e di
anice quindi spolverizzarli sul pane in modo che aderiscano bene,
facendo attenzione che il tutto risulti in una copertura abbastanza
uniforme.
Coprire con un panno e lasciar lievitare ancora 30 minuti.
Preriscaldare il forno a 220 gradi e mettere dell'acqua a bollire.
Versare 150 ml di acqua bollente in un piccolo contenitore da forno e metterlo alla base del forno quando si inforna il pane.
Cuocere 22-25 minuti, quindi controllare che sia ben dorato.
Far raffreddare 10 minuti prima di servire.
NOTE
-
la preparazione è molto semplice. L'impasto è basilare, con tutti gli
ingredienti uniti e lavorati insieme. La particolarità come accennato
nell'introduzione è l'aggiunta di questi ingredienti inusuali. Da me si
trovano senza problemi al supermercato nel reparto spezie e frutta secca
e sono vendute in granuli trasparenti piuttosto duri. Ne risulta un
aroma complesso, a dispetto della facilità di preparazione.
- il risultato è un pane dalla mollica morbida e profumatissima. La crosticina croccante crea un bel contrasto con l'interno, ed è molto bello da vedere. Non si conserva benissimo nei giorni successivi, ma il problema non si pone dato che ne staccherete una fetta alla volta fino a finirlo in un baleno...
- molti dei piatti del libro vengono accompagnati nella foto proprio da questo koulouri, dato che si presta benissimo ad essere inzuppato in salse, dip e preparazioni cremose. Fa una bellissima figura anche al centro del cestino del pane!
venerdì 12 febbraio 2021
Pane fritto al formaggio
Dunque, il pane è buono.
Il formaggio pure.
Se li mettiamo insieme, il paradiso.
Se li mettiamo insieme in un impasto che non richiede chissà quali lavorazioni, meglio.
Ma il top assoluto lo raggiungiamo se nemmeno va accesso il forno: un pane in padella, fritto.
Insomma di fritti questo è il periodo, per la maggior parte dolci.
Buttiamoci per una volta anche su quelli salati: racconta l'autrice che questi scovergi erano lo snack preferito quando da piccola la famiglia si riuniva davanti alla televisione.
Pop corn non se ne trovavano ed invece erano gli scovergi ad essere condivisi, da qui il nome buffo di "Romanian pop corn"!
Ora
non me ne vogliano gli amanti dei pop corn tra cui si annovera anche la
sottoscritta ma qui siamo su un altro pianeta e il confronto non regge:
troppo buoni questi pani!
Al solito, rischio ustione in agguato perchè il profumo appena cotti è irresistibile: ma credetemi, ne vale tutta la pena :)
SCOVERGI
da Carpathia di Irina Georgescu
per 8 pezzi
500 g di farina
250 g di yogurt naturale
7 g di lievito di birra disidratato
1 uovo
un cucchiaino e 1/4 di sale
un cucchiaio di acqua
200 g di formaggio Cheddar, grattugiato
6-8 cucchiai di olio, per la cottura
Mischiare
in una ciotola farina, yogurt, lievito, uovo, sale e acqua. Lavorare
brevemente finchè il tutto sta insieme, coprire la ciotola e mettere in
frigo due ore.
L'impasto risulterà un po' appiccicoso ma diventerà più gestibile con il riposo.
Spolverizzare
di farina il piano di lavoro quindi riprendere l'impasto, lavorarlo
bene con le mani quindi tirarlo fino ad ottenere un cerchio spesso 2 mm.
Spolverizzarlo con farina se troppo appiccicoso quindi spargere il
formaggio grattugiato sulla superficie.
Arrotolare quindi fino ad ottenere un cilindro lungo circa 40-45 cm.
Con un coltello ricavare 8 fette tutte uguali.
Prendere
una fetta e posizionarla col lato tagliato verso l'alto (in modo che si
vedano i diversi strati di impasto e formaggio) e stenderla fino ad
ottenere un cerchio da circa 18 cm.
Scaldare un cucchiaio di olio in
una padella quindi cuocervi il cerchio per circa 3 minuti per lato o
comunque finchè ben dorato.
Continuare con le altre fette ed impilare
i flatbread pronti su un piatto coprendoli con un panno in modo che si
mantengano morbidi.
NOTE
- procedimento di una facilità disarmante, specie nella preparazione dell'impasto che non richiede alcun accorgimento o lavorazione particolare. Scordatevi giri, pieghe e quant'altro: qui si mescola tutto e si mette in frigo! Il riposo farà la magia di far stare tutto insieme.
- l'impasto è si, un po' appiccicoso, ma non l'ho trovato difficile da gestire con un poco di farina extra sul piano di lavoro come suggerito. Le fette si tagliano poi perfettamente e l'effetto anche visivo è molto gradevole.
- solito annoso problema delle quantità di lievito: ricordiamoci che questa ricette viene dalla tradizione casalinga rumena e risale a tempi in cui il riscaldamento era certamente un lusso. Comunque sia l'impasto non cresce quasi per nulla durante il riposo in frigo, ma allungate i tempi se mai ne usaste meno.
- cottura rapidissima, direi che è un fritto per cui non c'è poi molto da sacrificarsi: l'olio da usare è poco, non si schizza e non si sporca :)
- sono irresistibili. Volevo inizialmente dimezzare le dosi ma ho desistito quando ho letto della presenza di un solo uovo e non mi andava di fare alchimie per dividerlo perfettamente. Mannaggia a me, piuttosto avrei dovuto raddoppiarle tanto sono buoni!martedì 10 novembre 2020
Panini di formaggio e za'atar
l pane allo za'atar è probabilmente uno dei primi cibi a cui un expat in libera uscita in Medio Oriente si avvicina.
Sarà che di solito ha la forma di una rassicurante pizzetta, verdissima, con la quale sei ben felice di bruciarti il palato se la compri appena fatta.
E' di solito mangiato a colazione, per questo si trova pronto presto in un Paese dai ritmi decisamente più lenti.
Compagno di gite al mare, quel mar Rosso bellissimo dal lato saudita, comprato da rivenditori per la strada, strada lunga e dritta in mezzo alla sabbia dove magicamente ogni tanto si palesa un distributore di benzina e l'immancabile baracchino dei pani appena fatti: e mai arrivato a destinazione perchè ad un pezzetto alla volta è sempre finito in macchina ancor prima di raffreddarsi.
Questa è una versione un po' più sofisticata, in cui la solita forma schiacciata è sostituita da quella di un panino ripieno.
Prima di scatenare guerre sante, lo za'atar bread lo trovate in ogni Paese del Medio Oriente, ed ognuno ne reclamerà la paternità.
O quantomeno il primato di farlo meglio degli altri vicini :)
Voi fidatevi, e provatelo: è un'ottimo modo per avvicinare ad una cucina diversa anche i più scettici, visto il profumo molto mediterraneo e familiare dello za'atar, che in gran parte è realizzato con timo ed origano,
ZA'ATAR BREAD
da Falastin di Sami Tamimi
per 12 pezzi
un cucchiaino e mezzo di levito di birra disidratato
un cucchiano di zucchero semolato
170ml di acqua tiepida
320 g di farina, più dell'altra per spolverizzare
un cucchiaio di latte in polvere
un cucchiaino e una punta di curcuma in polvere
un cucchiaino e 1/4 di sale
3 cucchiai di olio di semi di girasole
3 cucchiai di olio d'oliva, più un altro per ungere
2 cucchiai di semi di sesamo più un cucchiaino e mezzo per la superficie
un cucchiaio di semi di nigella, più mezzo cucchiaino per la superficie
15 g di foglie di origano
120 g di feta sbriciolata
2 cucchiai di yogurt greco
un cucchiaio di za'atar
Mettere
lievito, zucchero e acqua in una ciotola e mescolare brevemente.
Lasciare da parte per 5 minuti finchè la superficie si coprirà di bolle.
Versare
la farina, il latte in polvere, la curcuma ed il sale nella ciotola
della planetaria a cui sarà stato montato il gancio da impasti e fare
girare un poco solo per amalgamare.
Aggiungere quindi il composto di lievito, l'olio di semi di girasole e quello di oliva.
Lavorare
per circa due minuti a bassa velocità quindi appena il tutto sta
insieme aumentarla un po' e lavorare per altri 3 minuti.
Unire i semi di sesamo, quelli di nigella e l'origano e far andare la macchina per altri 4 minuti.
L'impasto dovra risultare molto morbido.
Rovesciare
l'impasto sul piano di lavoro e formare una palla, quindi ungere la
ciotola della planetaria con l'ulteriore cucchiaio di olio, ungere anche
la tutto l'impasto e mettervelo a riposare, coperto con un telo, per
circa un'ora in luogo tiepido (o comunque fino al raddoppio).
Riprendere
l'impasto, lavorarlo dandogli la forma di un salsicciotto lungo 30 cm e
tagliarlo in 12 pezzi uguali da circa 50 g ciascuno.
Lavorare ogni
pezzo in modo da formare delle palline quindi metterle su un piatto,
coprirle con un telo pulito e lasciarle riposare per 20 minuti.
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Ora
schiacciare ogni pallina sul piano di lavoro fino a formare un disco da
circa 10 cm di diametro e 2-3 mm di spessore. Mettere al centro circa
10g di feta sbriciolata e piegare i lati verso l'interno in modo da
richiudere il ripieno e formare una pallina.
Mettere i panini sulla teglia con il lato della chiusura rivolto verso il basso e distanziandoli bene.
Spennellarli con lo yogurt, spolverizzarli con za'atar, semi di sesamo e semi di nigella.
Far riposare 5 minuti e cuocere per circa 20, finchè saranno coloriti e la base dorata.
Servirli subito oppure a temperatura ambiente.
NOTE
- preparazione molto semplice, non richiede particolari tecniche di lavorazione. L'autore dice che l'impasto lievitato può essere conservato in frigo in contenitore ermetico fino a due giorni e che i panini pronti possono essere surgelati. In questo caso meglio poi tagliarli in due e tostarli prima di consumarli.
- lo za'atar è un mix di spezie ed erbe (timo, maggiorana, origano, sesamo, sale...) che cambiano leggermente nelle proporzioni a seconda della zona del Medio Oriente in cui viene preparato. Quello palestinese è a base più "verde" diciamo, rispetto alle versioni libanese ed arabo che non disdegnano l'aggiunta del sumac, del cumino o dei semi di finocchio. Davvero qui ogni famiglia, ed ogni rivenditore, ha la sua ricetta.
- il latte in
polvere, mi raccomando, non è quello per bambini! E' normale latte
disidratato, ingrediente comunissimo in queste terre perchè molto più
facilmente conservabile di quello fresco o pastorizzato. Ci sono ancora
zone dove il frigorifero non è così diffuso, e dove anche se lo avete
potreste non avere la corrente elettrica per farlo funzionare ;)
- la ricetta è precisa al grammo! Ho molto apprezzato che ci fosse addirittura il peso dei panini e quello della quantità di formaggio da mettere in ciascuno.
- nel mio forno si sono cotti qualche minuto in meno di quanto indicato: devono risultare coloriti e croccantini fuori ma molto morbidi, quasi fondenti all'interno.
- sono buonissimi! Aggiungeteli al cestino dei pani fatti in casa a tavola e non ne avanzerà uno.

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