giovedì 9 ottobre 2014
La Pavlova...di cui sono fatti i sogni
Una Pavlova da sogno.
O meglio una Pavlova dei sogni di Jamie Oliver.
Perchè così la chiama nel suo nuovo libro, Jamie's Comfort Food: "the Pavlova my dreams are made of".
La base con la meringa croccante fuori e morbida dentro, come deve essere, una Chantilly fatta di panna e yogurt, tanti frutti rossi e nuvolette di marshmallow qui e là.
Ora non so voi, ma mi sa che la sottoscritta e Jamie Oliver facciano sogni molto, molto simili.
Non è una Pavlova classica, poco ma sicuro.
Le aggiunte definiamole quelle di un bambino molto, molto goloso...
Ora, magari a prima vista non ci credete.
Ma questo dolce non solo è buono.
E' perfetto.
E nonostante dosi di zucchero da far venire un mancamento, nemmeno troppo dolce.
La furbata, chiamiamola così, di macerare i frutti rossi con limone ed aceto balsamico oltre a tagliare la panna con lo yogurt sono sufficienti a dare un che di asprigno che bilancia perfettamente meringa e marshmallow.
Laboriosi solo questi ultimi, nel senso che bisogna fare attenzione a seguire pedissequamente le istruzioni.
Per il resto, anche facilmente programmabile in step separati.
Ora, se sia il dolce anche dei vostri sogni non so.
Ma invito caldamente a levarsi il dubbio ;)
DREAMY MARSHMALLOW PAVLOVA
per circa 16 persone
per la meringa
8 albumi
400 g di zucchero semolato
per i frutti di bosco
circa 600 g di frutti di bosco (ho usato lamponi)
un cucchiaio di succo di limone
un cucchiaio colmo di zucchero
un cucchiaio di aceto balsamico
due rametti di menta fresca
per la Chantilly
400 ml di panna fresca da montare, possibilmente ad alto contenuto di grassi
una bacca di vaniglia
200 ml di yogurt greco
2 cucchiai di zucchero
per il composto di marshmallow
25 g di glucosio liquido
225 g di zucchero semolato
125 ml di acqua
un albume
5 fogli di gelatina (ammollati in 62 ml di acqua)
una bacca di vaniglia
colorante alimentare, facoltativo, per me rosa
un aroma a scelta (limone, fragola, acqua di rose...)
Preparare le basi di meringa: preriscaldare il forno a 130 gradi. Montare gli albumi finchè risulteranno a neve soda e solo ora, poco alla volta e con attenzione, aggiungere lo zucchero. Continuare a montare per circa 8 minuti, finchè lo zucchero risulterà sciolto.
Foderare due placche con carta forno, quindi disegnare su ciascuna un cerchio da 24cm di diametro.
Dividere il composto tra i due cerchi, usando il retro di un cucchiaio per creare picchi decorativi.
Cuocere per un'ora e venti, quindi spegnere il forno e lasciar dentro i dischi finchè sarà completamente freddo.
Preparare i frutti di bosco: lasciarne qualcuno da parte per la decorazione finale, mettere invece tutti gli altri in una ciotola con lo zucchero, il succo di limone, l'aceto balsamico e le foglioline di menta. Lasciar riposare 10 minuti prima di usare.
Preparare la Chantilly: aprire la bacca di vaniglia e raschiare i semini in una ciotola insieme allo zucchero. Unire quindi la panna e montare tutto finchè risulterà in morbide onde, quindi unire lo yogurt greco con una spatola. Evitare di montare troppo la panna!
Per il marshmallow: questo va preparato solo quando si vuole usare, non prima perchè il composto non può riposare prima di essere versato sulla torta.
Versare in un pentolino il glucosio, lo zucchero e i 125 ml di acqua e porre su fuoco medio/basso, girando ogni tanto finchè lo zucchero sarà sciolto.
Intanto mettere la gelatina nei 62 ml di acqua.
Appena lo sciroppo di zucchero appare chiaro e trasparente aumentare il fuoco ed aspettare che questo raggiunga i 110 gradi su un termometro da pasticceria. A questo punto sciogliere la gelatina nella sua acqua su fuoco basso ed intanto montare l'albume a neve.
Appena lo sciroppo arriva a 122 gradi versarlo piano nella ciotola con l'albume a neve, continuando a montare. Unire quindi il composto di gelatina ed i semi di vaniglia, insieme all'aroma (lampone per me).
Continuare a montare per 6-8 minuti quindi unire il colorante, se lo si usa, e montare un altro paio di minuti.
Assemblare il dolce: versare subito a cucchiaiate metà del composto di marshmallow su entrambi i dischi di meringa. Scegliere quello che farà da base e versarvi sopra tre quarti della Chantilly, cercando di non coprire completamente il marshmallow. Versare al centro i frutti di bosco con i succhi che avranno rilasciato, quindi coprire con il secondo disco.
Versare quindi il resto della panna e decorare con i frutti rossi lasciati da parte e qualche foglia di menta.
NOTE
- il dolce si presenta benissimo e seguendo le istruzioni non è troppo difficile. L'unic piccolo ostacolo può essere la realizzazione del marshmallow, ma lo stesso Jamie Oliver raccomanda di leggere bene la ricetta prima di realizzarla in modo da avere tutti gli ingredienti a portata di mano, dato che si tratta di passaggi ben precisi e tempistiche da rispettare.
- le basi di meringa si possono realizzare un giorno in anticipo. Ho cotto la sera e lasciato tutta la notte a freddare in forno.
- l'assemblaggio del dolce deve per forza di cose avvenire sul piatto sul quale verrà servito, dato che poi non sarà possibile spostarlo.
- i sapori tutti insieme sono un sogno, per usare le parole di Jamie. Il marshmallow, incredibilmente, ci sta bene, specie quando ne addentate un pezzo insieme ad un lampone!
- la torta può essere assemblata un paio d'ore prima di essere servita. Di più sconsiglio per evitare che la meringa si ammorbidisca troppo.
- questo dolce sarebbe per 16 persone. Ce lo siamo mangiato in molti, molti meno :)
sabato 27 settembre 2014
Dolce di riso al latte condensato e frutta
Avete presente la sensazione di sgomento che prende nel realizzare che no, non c'è più tempo.
Che ho sbagliato a guardare il calendario.
Che ho preso una cantonata.
Forse, che mi sono solo rimbecillita.
Ma questo è processo inevitabile e senza rimedio :)
Quindi con l'acqua all gola pubblico di corsa il mio contributo per l'MTChallenge di Settembre, chiedendo umilmente scusa ad Acquaviva per aver...cialtronato con il suo bellissimo riso :)
Allora, questa cialtronata è di un buono, ma di un buono che ha stupito parecchio: l'augusto consorte ne ha fatti fuori tre con la scusa che gli ricordano qualcosa che mangiava da bambino...facilissimo, buonissimo, assolutamente non troppo dolce. Ottimo per una merenda moooolto nutriente, provate? ;)
DOLCE DI RISO AL LATTE CONDENSATO E FRUTTA
per circa 6 porzioni abbondanti
200 g di riso a chicco corto
acqua sufficiente a coprirlo
una lattina di latte condensato da 397 g
frutta fresca a piacere, qui mango
Per la cottura del riso ho seguito le indicazioni di Acquaviva: sciacquarlo e lasciarlo riposare immerso in acqua fredda per mezz'ora. Scolarlo nuovamente quindi metterlo in una pentola a fondo spesso con acqua sufficiente a superarne il livello di due/tre centimetri.
Cuocere su fuoco medio finchè prende il bollore quindi coprire con un coperchio e lasciar cuocere per circa dieci minuti, abbassando la fiamma.
Spegnere e lasciar riposare coperto altri dieci minuti, quindi togliere il coperchio ed unire subito il latte condensato girando bene. Cuocere su fuoco basso mescolando spesso per circa 20 minuti.
Versare il dolce negli stampini scelti o in coppette individuali e far raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo.
Servire con frutta fresca a piacere.
NOTE
-il dolce è più buono se realizzato con un giorno di anticipo.
- se preferite cuocere il riso come siete abituati ricordate che deve risultare cotto e morbido ma non sfatto.
lunedì 22 settembre 2014
Panna cotta con caramello all'arancia e crumble di riso e mandorle
Quando si dice andarsele a cercare.
Lei, britannica ed iraniana.
Non soddisfatta di trovarsi momentaneamente in Iran, Paese noto per i suoi mille divieti e restrizioni.
Specialmente per le donne.
Ovvio, che si sa che siamo piuttosto difficili da gestire.
Non soddisfatta del divieto assoluto per le donne di andare allo stadio.
No, il calcio non si può guardare.
O chissà se è più disdicevole stare seduta in tribuna o rifarti gli occhi su atletici giovanotti.
O tifare per una parte invece che per l'altra.
O gioire ed inveire, a seconda del risultato.
E lei che fa?
Allo stadio ci si intrufola lo stesso.
Diamole atto che la partita oggi non è di calcio.
Pallavolo maschile.
Iran-Italia.
In realtà ce l'avrebbe quasi fatta.
E' seduta.
Pronta.
Nessuno fa poi troppo caso a lei.
Ebbene, non contenta di non essere stata notata.
Non soddisfatta che la sua bravata sia andata, più o meno, a buon fine.
Che fa, la nostra eroina?
Srotola uno striscione gigantesco per protestare contro l'assurdo divieto per le donne di andare allo stadio.
La arrestano, figuriamoci.
E la rilasciano dopo poco, d'altronde mica solo a me evidentemente sembra una mezza sciocchezza.
Beh, forse non a tutti.
La arrestano di nuovo.
E lei è in galera da Giugno.
Tenuta in isolamento.
Per oltre un mese non ha potuto nemmeno vedere un avvocato.
Ah, e ancora manca un'accusa formale.
Essere coraggiosi è ancora reato, da qualche parte.
Aiutarla?
Assaltare il carcere potrebbe non essere fruttuoso.
Ma firmare la petizione per il suo rilascio, forse si ;)
Sempre e per sempre no comment :) e invece mi spreco in commenti per questa panna cotta, dolce che non facevo da tantissimo perchè mi aveva un po' stufato...ebbene, questo particolarissimo caramello all'arancia è qualcosa da doversi legare, per non finirlo a cucchiaiate, e il crumble, non parliamone.
Ormai lo farò sempre così, friabile, buonissimo e profumato come poche volte l'ho assaggiato.
Vi prego, provate: e la panna cotta non sarà più la solita ;)
PANNA COTTA CON CARAMELLO ALL'ARANCIA E CRUMBLE DI RISO E MANDORLE
di Luca Montersino, leggermente rivisitata da me
per 4 porzioni
400 ml di panna liquida fresca
75 ml di latte intero fresco
75 g di zucchero semolato
6 grammi di colla di pesce ( 3 fogli della Paneangeli)
estratto di vaniglia
per il caramello all'arancia
125 g di zucchero semolato
55 ml di acqua
85 ml di succo di arancia appena spremuto
per il crumble
75 g di farina di riso
75 g di farina di mandorle
75 g di zucchero a velo
75 g di burro
un pizzico di sale
un po' di cannella a piacere
Preparare il crumble: versare farina di riso, di mandorle, zucchero a velo, sale e cannella in un ciotola. Unire il burro freddo a pezzetti e lavorare il composto con le mani strofinando con le dita. Pian piano il burro intride le polveri amalgamandosi in un composto sbricioloso.
Versarlo in una teglia coperta da carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 160 gradi per 12-15 minuti (17 nel mio forno).
Tirar fuori e lasciare raffreddare.
Preparare la panna cotta: mettere la gelatina in ammollo in acqua fredda per dieci minuti. Versare panna e latte in un pentolino e scaldare fino all'ebollizione, togliere dal fuoco ed unire lo zucchero e la vaniglia girando bene. Unire quindi la gelatina strizzata e girare per farla sciogliere. Lasciar raffreddare dieci minuti a temperatura e versare nei bicchierini. Mettere in frigo.
Preparare il caramello: versare zucchero ed acqua in un pentolino a fondo spesso e porre su fuoco medio/basso. Far sciogliere fino ad ottenere un caramello chiaro (attenzione, più scurisce più diventa amaro!) ed unire quindi il succo di arancia scaldato a parte. Far bollire il composto circa tre/quattro minuti e togliere dal fuoco.
Assemblare il dolce: versare qualche cucchiaiata di caramello sui bicchierini di panna cotta rassodata e porre di nuovo in frigo fino al momento di servire.
Solo prima di portare a tavola unire il crumble.
NOTE
- è meglio se viene realizzato il giorno prima e fatto riposare in frigo. Coprire ogni bicchiere con della pellicola per alimenti.
- anche il crumble si può realizzare il giorno prima. Farlo raffreddare e tenerlo al riparo dall'umidità.
lunedì 15 settembre 2014
Concorsi a base di Like? NO GRAZIE!
Oggi, 15 settembre 2014, è stata organizzata una protesta contro quei concorsi in cui i vincitori non sono scelti da una giuria, ma sono decretati dai "Mi piace".
Se aderisci alla protesta, condividi questo post e, se hai un blog, pubblicane il testo anche lì.
Perché siamo contrari ai concorsi a base di LIKE?
- perché non premiano la bravura e la competenza;
- perché rappresentano per eccellenza l’anti-meritocrazia;
- perché sono la versione facebookiana delle lobby, del nepotismo, delle baronie;
- perché danneggiano anche l'azienda che vi si affida (che finisce per fare spam e non pubblicità).
Molto meglio una sana e golosa competizione a suon di mestoli, pentole e assaggi visivi, ma soprattutto… che vinca il migliore!
Diciamolo che non se ne può più.
Elemosinare pseudo voti per pseudo concorsi mi fa venire in mente solo una cosa.
Una pseudo bravura.
La gara a chi fa cliccare più gente è penosa, a dirne poco.
E quindi, facciamola finita.
Con un grazie infinito a Teresa De Masi per averlo finalmente detto a gran voce ed avermi coinvolta.
lunedì 8 settembre 2014
Teglia di verdure al forno (con ingrediente segreto ;)
Lo capisco, che è un mezzo rivoluzionario.
Gli ho resistito per un sacco di tempo, in realtà.
Non mi avrà mai.
Mai dire mai.
E quindi ormai qualche tempo fa è nata la pagina relativa a questo blog con annesso profilo.
Ma non ero preparata.
Credevo che l'umanità variegata che incontro ogni giorno, sommata a quella che mi scrive email deliranti fosse tutto.
Macchè.
Non so se sia la maggior immediatezza.
O che accidenti altro.
Ma il numero di persone quantomeno bizzarre che si annidano dietro ciò che si chiama messaggio privato o commento al post ha fatto seriamente rivalutare alla sottoscritta le sue convizioni sul genere umano.
Dunque, tutti vogliono essere amici di tutti.
Pure miei.
Non importa se non si sa chi tu sia.
Fai numero e questo basta.
Fa figo, si vede.
E soprattutto deve far figo per un uomo avere mille donne nella lista.
Manco si facesse a gara per una specie di harem virtuale, che è tale sono nella fantasia.
Chiedere il perchè di una richiesta di amicizia, uno sgarbo da non commettere.
Già, perchè presentarsi motu proprio viene difficile proprio a tanti.
Ma il beneficio del dubbio si dà a tutti.
Potrebbero essere lettori del blog.
Macchè.
Ne ho sentite diverse, ormai.
Mi piace la tua foto.
Bene. Quindi chiedi di essere amico a chiunque passi per strada ed abbia un viso che ti ispira?
Appari tra le persone che potrei conoscere.
Appunto, potresti. Vatti a ripassare il significato del condizionale.
Ho cliccato per errore sul tuo nome ma ora vorrei che mi accettassi comunque.
No comment.
Forse sono antica inside.
E non ce la posso fare.
Non nomino nemmeno i complimenti volgari.
Le proposte oscene.
E persino foto di parti intime maschili che, ok, se mi dovessi leggere sappi che non erano nemmeno così impressionanti ;)
Fino al tizio che mi ha detto che Facebook è così per forza.
Perchè lo ha detto pure Marc Zuckerber che serve per conoscere le ragazze.
Ah si?
Ma si, nel film.
E voi capite, che se l'ha detto un film c'è solo da alzare le mani ;)
Non so voi, ma se c'è un pensiero che spesso mi lambicca il cervello è trovare un contorno che non sia la solita insalata ma non troppo pesante da risultare quasi un'altra portata.
Beh, eccolo: le verdure cotte in questo modo e condite con l'aceto prendono un sapore davvero unico.
Ne metto un pochino di più di quanto indicato, nessuno lo percepisce come tale ma tutti vi chiederanno che diavolo abbiate usato per fare delle verdure così buone.
Pure leggero, semplice e realizzabile in anticipo.
Serve altro per convincervi? ;)
PAN-ROASTED VEGETABLES
da The Hairy Bikers' Perfect Pies di King & Myers
per 6-8 persone
una melanzana abbastanza grossa
2 cipolle rosse medie
2 zucchine medie
un peperone rosso
un peperone giallo
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
qualche rametto di timo
4 grossi pomodori maturi
2 spicchi d'aglio
circa 3 cucchiai di aceto di vino rosso
una manciata di foglie di basilico
sale, pepe
Tagliare la melanzana a cubetti di 2cm di lato, le cipolle a spicchi, le zucchine a fette diagonali di circa 1.5 cm, i peperoni a falde di circa 4 cm. Spellare i pomodori e tagliarli in quattro.
Mettere melanzane, cipolle, zucchine e peperoni in una teglia da forno che li contenga in un solo strato.
Aggiungere l'olio e girare molto bene. Aggiungere il timo, sale e pepe, girare ancora quindi infornare in forno preriscaldato a 220 gradi per circa 30 minuti, girandoli una sola volta a metà cottura.
Passati i 30 minuti aggiungere i pomodori, l'aglio tritato finemente e rimettere in forno per altri 10-15 minuti, finchè tutte le verdure risulteranno tenere.
Tirare fuori dal forno, aggiustare di sale e pepe e aggiungere anche l'aceto.
Servire caldo o freddo, con del basilico fresco a guarnire.
NOTE
- l'aceto dà un gusto unico alla preparazione. La faccio spesso e ne metto anche un pochino di più di quanto indicato.
- la preparazione può essere realizzata con un giorno di anticipo. Scaldare se si vuole ma di solito lo servo freddo.
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