lunedì 18 giugno 2018

Mini creme fredde al cocco e latte condensato




Un paio di mesi fa cercavo un dolce per il mio compleanno.
Una gran golosa ha aspettative di un certo tipo, ovvio.
Una gran golosa che voglia entrare nella stessa taglia che porta attualmente, anche.
Quindi per farla breve il dolce non doveva essere al cioccolato, che mi perdonerete ma non ne vado matta.
Non doveva essere troppo grande, perchè di solito i dolci in parte li regalo ma questo vista la ricorrenza volevo mangiarmelo in santa pace.
Se avesse avuto il latte condensato dentro, meglio.
Se avesse preso poco sforzo per la preparazione, idem.
E non perchè i dolci non mi piaccia farli, o non mi ci voglia applicare, anzi il desiderio segreto era una torta di Ottolenghi che ad occhio e croce non basta un pomeriggio tra farla ed assemblarla.
Ma con gli orari che ho adesso spesso non ho due ore di fila da passare in cucina.
A meno che non si parli di mettersi a preparare dalle 23 in poi, che insomma chiedo pietà anche io.
Che incontrasse il mio gran gusto per la cialtroneria che mi fa passare tranquillamente da creazioni sublimi di pasticceri affermati a barrette di Bounty.
Fritte, intendo.
Insomma la tiritera è per dire che questo è stato il prescelto.
Il latte condensato c'è, dei biscotti parenti degli Oreo pure, il cocco che adoro.
E soprattutto, si sporca pochissimo, si assembla e si lascia in frigo.
Che volere di più?
Ah, che si possa realizzare in monoporzioni non deleterie per la linea di nessuno.
Esauditi tutti i desideri, come in ogni compleanno che si rispetti ;)


INGREDIENTI
da No Bake Treats di J. Bayer
per 4 porzioni (vedere la nota)
per il pudding
2 tuorli grandi leggermente battuti
31 g di farina
128 g di zucchero semolato
473 ml di latte
 una lattina di latte condensato da 397 g
un cucchiaino di estratto di cocco
per il topping
237 ml di doppia panna
65 g di zucchero a velo
per la base
90 g di biscotti alla vaniglia sbriciolati (tipo Nilla)
43 g di burro fuso
cocco in scaglie per guarnire

Preparare il pudding: mettere in un pentolino farina e zucchero e mescolarli. Aggiungere il latte, il latte condensato e l'estratto di cocco.
Scaldare il composto su fuoco medio/basso girando sempre. Una volta che sarà caldo ma non bollente prelevarne circa 60 ml  e versarli un altro pentolino dove si saranno messi i tuorli.
Girare molto bene e quindi versare immediatamente sul composto di latte sempre mescolando e tenendo il fuoco medio /basso
Cuocere finchè il pudding comincerà ad addensare, cosa che avverrà abbastanza in fretta, quindi togliere dal fuoco e passare il composto ad un setaccio, cosa che aiuterà ad ottenere una crema liscia e setosa. Coprire con pellicola a contatto nella quale si sarà praticato qualche foro con uno stuzzicadenti e lasciare il tutto a temperatura ambiente per circa un'ora prima di passare in frigo per 4/6 ore.

Preparare il topping: mettere in freezer gli utentili che verranno usati per montare la panna per 5-10 minuti, quindi montarla con le fruste elettriche ed appena fa le bolle unire lo zucchero a velo. Sbattere finchè risulterà ben soda.

Per la base: ridurre i biscotti in polvere usando un robot. Fondere il burro al microonde e mischiarlo alle briciole.

Assemblare il dolce: dividere equamente tutti gli ingredienti tra le 4 coppe. Fare una base di biscotti sbriciolati che andranno premuti con un cucchiaio, quindi mettere sopra qualche cucchiaiata di pudding  ed infine decorare con la panna. Utilizzare il cocco in scaglie per la decorazione e tenere in frigo fino al momento di servire.

NOTE

- anche questa ricetta è semplicissima, e l'unico lavoro lungo è cuocere il pudding sul fuoco. Cosa che comunque sia prende pochi minuti. Non omettete l'aroma cocco perchè altrimenti perde molto e diventa un normale pudding alla vaniglia.

- le coppette da pudding sono più grandi dei miei bicchierini, ragion per cui ho ottenuto 8 porzioni abbondanti.

- temevo che l'insieme fosse troppo dolce persino per il mio famigerato sweet tooth e mi sbagliavo. Mi hanno magnificato il dessert per giorni, consorte compreso.

- nella foto del libro oltre alla decorazione con chips di cocco si vedeva qualche briciola della base, e così ho fatto anche io.

- c'è, come già notato in altre preparazione dallo stesso libro, qualche imprecisione nella conversione cups/grammi. Niente comunque che pregiudichi il risultato finale.


- i "Nilla wafers" indicati nella ricetta sono dei deliziosi biscotti alla vaniglia, molto semplici...unico segno particolare è che a produrli è la Nabisco, la ditta che produce anche gli Oreo, cosa che me li ha fatti essere simpatici a prima vista, oltre al fatto di essere ingrediente insostituibile del mitico banana pudding della Magnolia Bakery a New York, tappa obbligata quando vado al pari di un pellegrinaggio. 
Ultima precisazione a riguardo, quando in una ricetta americana leggete vanilla oppure chocolate wafers, non ci si riferisce ai wafer come li intendiamo in Italia, ovvero le sfoglie con la crema in mezzo. Sono semplici biscotti secchi.

venerdì 15 giugno 2018

Gelato furbissimo variegato alla cannella e...cookie dough!(senza gelatiera)



Si, mi piacciono i crudi.
E prima che mi fraintendiate, non sto parlando di tartàre, sashimi, prosciutti o quanto altro di chic ed elegante la vostra mente stia immaginando nonostante, si, mangi molto volentieri anche questi.
Cruda la frolla.
Crudo l'impasto dei biscotti.
Quello delle torte, di cui leader imbattuto rimane quello della torta allo yogurt di mia mamma.
La pizza.
Le brioche.
Se vi dico tutto, intendo tutto.
Non provo vergogna, rimorsi o chissà che altro, e rido a chiunque tenti o abbia tentato di farmi la predica a riguardo.
In Italia, perchè,udite udite, all'estero o meglio negli USA sono molto, molto più indulgenti.
Così indulgenti che il cookie dough, impasto da biscotti crudo pronto da mangiare lo vendono confezionato nei supermercati. Di tutti i tipi, compreso il vegano ed il gluten free.
Con o senza gocce di cioccolato, cannella, burro di arachidi.
Così indulgenti che di ricette di cookie dough è piena la rete, i libri ed i programmi di cucina made in USA.
Cioè, non basta una qualunque frolla: esistono impasti già destinati ad essere mangiati crudi.
Che sollievo sapere che non avrò meno biscotti di quanto indicato, come succede sempre, perchè qui l'impasto DEVO mangiarlo.
Il cookie dough è anche un gusto, come un gusto sono diventati gli Oreo, e la fa da padrone di solito nei gelati e nelle creme.
Capirete, mi sono sentita tirata in causa.
Una ricetta che insieme al latte condensato avesse un impasto crudo da essere mangiato tale è mia per destino.
Astenersi puristi, muttawa, sedicenti difensori della salute pubblica, talebani dei gusti, custodi dei sacri testi, la ricetta è solo per intenditori del settore.
Ah, ed il nome non è uno scioglilingua: gli Snickerdoodles sono biscotti alla cannella, comunissimi oltreoceano.
Crudi o cotti, of course ;)




NO-CHURN SNICKERDOODLE COOKIE DOUGH ICE CREAM
per 8 porzioni
da No Bake Treats di J.Bayer
per il cookie dough, l'impasto da biscotto:
57 g di burro
96 g di zucchero semolato
94 g di farina
 8 g di cannella in polvere
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
per il gelato:
473 ml di doppia panna (panna ad alto contenuto di grassi)
130 g di zucchero a velo
un cucchiaino di estratto di vaniglia
una lattina di latte condensato da 397 g
5 g di cannella in polvere

Per il cookie dough: ammorbidire il burro nel microonde per 10/15 secondi, quindi unirlo allo zucchero e montare a velocità media finchè il tutto sarà amalgamato, avendo cura di raccogliere l'impasto che si attaccherà ai bordi. Aggiungere a questo punto la farina, la cannella e l'estratto di vaniglia, mescolando finchè il tutto starà insieme. Lasciare da parte.

Per il gelato: prima di montare la panna mettere la ciotola e le fruste in freezer per 5/10 minuti. Versare quindi la panna nella ciotola freddissima e montare a velocità medio/alta finchè farà le prime bolle, quindi aggiungere lentamente lo zucchero a velo e la vaniglia montando a montare finchè sarà ben soda. Lasciare da parte.
Prendere 45 ml di latte condensato e metterli in ciotolina e aggiungere la cannella. Mescolare finchè il tutto risulterà amalgamato e lasciare da parte.
Ora unire il latte condensato rimasto nella panna montata usando una spatola per amalgamare con delicatezza.
Verasre un terzo di questo composto latte condensato/panna in un contenutore adatto ad andare in freezer. Versarvi sopra una cucchiaiata di latte condensato alla cannella facendo dei ghirigori ed usando la lama di un coltello o uno stuzzicadenti dare un effetto variegato.
Rompere il cookie dough in piccoli pezzi e versarli sul gelato: non siate timidi, chi non lo ama?
Ripetere altre due volte fino ad esaurimento degli ingredienti.
Potrebbe avanzare un po' do cookie dough...conservatelo per un giorno grigio e piovoso.
Scherzo! Mangiatevelo!
Coprire la superfice con un foglio di alluminio e mettere in freezer per 4/5 ore finchè sodo.


NOTE

- al solito come con certe ricette americane l'immane porcata funziona, eccome. Non è stucchevole e qui la variegatura alla cannella fa sicuramente la sua parte nel bilanciare il latte condensato. Certo, io me lo mangio direttamente dal barattolo a cucchiaiate: se l'idea vi fa orrore cambiate dessert ;)

- la ricetta è molto semplice, banale lavoro di assemblaggio. Unico sforzo realizzare il cookie dough, che poi fa tutto il mixer o le fruste. Sforzo più grande non finirlo prima che riesca ad arrivare nel dolce.

- le otto porzioni previste non sono generosissime, ma meglio così. I jeans ringrazieranno.

- viene benissimo anche con panna normale, se non trovate la doppia.

- dato l'altissimo contenuto di grassi non indurisce troppo in fretta ma soprattutto scioglie velocemente: la foto è fatta al gelato dopo 5 minuti fuori dal freezer.

mercoledì 13 giugno 2018

Tortine gelato al caffè ed Oreo




Ci hanno creato fior fiore di pubblicità, sul voler vincere facile.
Ma mi risulta che ancora non sia reato voler fare bella figura sapendo di incontrare i gusti dei propri ospiti.
E soprattutto che non sia reato volerlo fare col minimo sforzo possibile.
Perchè diciamolo: il lavoro duro lo fa il robot.
Anche se ammetto che provo sempre un minimo di dolore a vedere dei meravigliosi Oreo che potevo mangiare così com'erano trasformati in qualcos'altro, che mi piace comunque ma mi priva della gioia perversa di leccare via la crema....
Quello manuale, le fruste.
Aprire la lattina del latte condensato tocca a me, ma mi concederete di imbrodarmi dicendo che è attività che mi vede maestra ;)
Un ghirigoro di panna al cacao e sembra che ci abbia lavorato una vita.
Quindi in ordine sparso abbiamo avuto il solito copione che prevede richieste di dove sia stato acquistato il dolce.
Esclamazioni di commiserazione su quanto disturbo mi sia presa (ehm, glielo lasciamo credere)
Esclamazioni di giubilo su quanto sia buono.
Esclamazioni di terrore al pensiero di quante calorie possa avere.
Ma questa volta è stato il consorte a vincere.
Boccone bello carico, attento a prendere ogni strato come ho raccomandato.
Spalanca gli occhi, mi guarda ed esclama tutto contento: Oreo!
O tempora, o mores. 
Lo stesso uomo in altri tempi avrebbe detto, che so, eureka.
Come siamo caduti in basso :D



MOCHA MUD PIE ICECREAM CUPCAKES
per 12 pezzi (ma vedere la nota)

per la base
112 g di biscotti tipo Oreo tritati
57 g di burro non salato

per il ripieno 
118 ml di acqua
4 g di polvere di caffè espresso solubile
237 ml di doppia panna da montare
65 g di zucchero a velo
118 ml di latte condensato zuccherato

per il topping
296 ml di doppia panna da montare
65 g di zucchero a velo
14 g di cacao amaro 
59 ml di salsa calda al cioccolato, da acquistare pronta


Preparare la base: tritare i biscotti in polvere fine usando un robot da cucina. A parte fondere il burro in una ciotola adatta al microonde per 45-60 secondi, quindi versarlo sui biscotti polverizzati in modo che ne siano completamente impregnati.
Foderare le cavità di uno stampo da cupcake con gli stampini di carta appositi e suddividere il composto equalmente (circa 5 g per tortina) pressando bene con un cucchiaio.

Preparare il ripieno: scaldare l'acqua nel microonde fino a bollore quindi unire il caffè solubile e mescolare finchè si scioglie. Farlo raffreddare intanto che si prepara il resto.
Cominciare a montare la panna avendo cura di mettere prima ciotola e fruste in freezer per 5-10 minuti in modo che siano ben fredde. Montare quindi finchè sulla superficie appariranno delle bolle quindi unire poco a poco lo zucchero a velo e continuare a sbattere fino a che sarà ben soda.
Versare il latte condensato sulla panna ed amalgamare con le fruste a velocità minima. Misurare quindi 59 ml del caffè preparato ed unirli al composto, girando brevemente.
Versare quindi il composto in un sacchetto di plastica per alimenti, tagliare via un angolo ed usare questa tasca da pasticceria improvvisata per riempire le cavità dello stampo con la crema preparata.
Usarla evita di sporcare troppo!
Con la lama di un coltello livellare la crema quindi mettere il tutto in freezer per 30-60 minuti, o finchè abbastanza soda.

Preparare il topping: cominciare la panna usando lo stesso procedimento visto per il ripieno, quindi quando comincia a fare le bolle unire a poco a poco lo zucchero a velo ed il cacao montando a velocità elevata finchè il tutto sarà ben sodo.
Con una tasca da pasticceria dividere il topping sulle tortine.
Rimettere tutto in freezer per almeno tre ore o finchè completamente sode.
Per servirle, togliere lo stampino da muffin ed adagiare le tortine sui piatti.
Scaldare la salsa al cioccolato seguendo le indicazioni sulla confezione ed usarla per decorare i dolci.
Servire immediatamente: si sciolgono molto in fretta, quindi non farle aspettare ;)

NOTE 

- dolce semplicissimo in cui in pratica si tratta di montare della panna, unire poco altro, e aspettare che tutto rassodi. La parte più complicata, si fa per dire, è tritare i biscotti. Se non si ha un robot da cucina basta metterli in un sacchetto per surgelati e ...martellarli con un mattarello.


- mi ha fatto un po' sorridere l'estrema cura con cui viene indicato di montare la panna mettendo in frigo tutti gli utensili prima di farlo in modo che siano ben freddi. In effetti è però una raccomandazione da tenere presente specie se fa caldo.

- piccola nota: le dosi della base bastano per 12 tortine, quelle del ripieno invece no. Diciamo che anche al netto di, ehm, un paio di assaggi ne verranno circa 6 in stampini da muffin normali...ovviamente dipende anche da quanto si riempiono e le mie forse erano un tanto cariche. Ehm :)

- la hot fudge sauce, o salsa calda al cioccolato, è venduta comunemente nei supermercati negli Stati Uniti ed all'estero in generale. Non avrei avuto alcuna remora a comprarla, anzi, senonchè mi trovavo in frigo la mia solita salsa al cioccolato preparata per un altro dolce ed ho usato quella.


lunedì 21 maggio 2018

Polpette di granchio, crackers e maionese



 Se vi fate un giretto negli USA, meglio se nella zona del Maryland, non troverete ristorante, bar, food truck, baracchina che non serva le arcinote crabcakes.
Grazie ai rinomati granchi della zona, patrimonio nazionale, patrimonio nazionale è diventata anche questa ricetta cui si fa risalire l'origine, nella forma in cui è conosciuta oggi, ai primi del novecento.
Anzi è proprio del 1930 la prima menzione in un libro di cucina.
Sono buonissime, se preparate bene: il rischio di crabcakes secche da strozzare è sempre dietro l'angolo se si esagera troppo con quello che gli americani chiamano il filling, ovvero il resto degli ingredienti oltre alla polpa di granchio.
In realtà esistono due tipi di crabcakes: quello più diffuso, e qui mostrato, che prevede la polpa di granchio unita ad altri ingredienti dove quasi intoccabili sono crackers e maionese, e quello più raffinato, diciamo così, dove la polpa  di granchio è compattata senza altro e cotta sulla griglia.
In questo caso crackers e maionese verrano serviti a parte.
Le crabcakes in casa arabafelice piacciono moltissimo,  complice una amica americana di passaporto e giapponese di nascita che portava sempre del granchio favoloso in regalo dai rientri in madrepatria
Ma no, non mi ha insegnato lei a farle: l'amore nacque vedendo Robert Duvall prepararle con Martha Stewart in una puntata del suo show, un milione di anni fa :)





CRABCAKES
da Mon Grain de Sel di B. Laurance
per 4 persone
2 cucchiai da minestra di prezzemolo finemente tritato
2 cucchiai da minestra di cipollotti tritati oppure di erba cipollina tritata
120 g di maionese
1 uovo
15 g di senape
pepe
115 g di crackers
il succo di mezzo lime
460 g di polpa di granchio
pangrattato (facoltativo)
olio e burro salato per cuocere

Rompere l'uovo in una ciotola, aggiungere la maionese, la senape, il prezzemolo e il cipollotto. Pepare e mescolare bene.
Tritare i crackers in polvere fine usando un robot da cucina e unirli al composto precedente.
Spremere il mezzo lime ottenendo circa 10 ml di succo ed unire anch'esso al composto.
Aggiungere quindi la polpa di granchio mescolando il tutto con le mani facendo attenzione a non disfarla troppo.
Prelevare quindi una porzione di composto e arrotolarla tra i palmi quindi appiattirla, facendo lo stesso  col resto dell'impasto.
Si dovranno ottenere otto pezzi.
A questo punto, se lo si desidera, si possono passare le crabcake nel pangrattato.
Mettere una padella su fuoco dolce con 3 cucchiai da minestra di olio  e 20 g di burro salato.
E' la quantità necessaria per far si che le crabcake vengano perfettamente dorate.
Quanto il burro sfrigola, agggiungere le crabcake. Dopo 2 o 3 minuti girarle con molta delicatezza e lasciarle cuocere dall'altro lato finchè ben dorate.
Servire subito accompagnando con un'insalata.
Volendo si può sostituire la polpa di granchio con polpa di altro pesce o gamberetti.
Non saranno più crabcakes, ma ugualmente buone!


NOTE

- per polpa di granchio,  mi pare ovvio, si intende quella vera. Averla fresca sarebbe il massimo anche se pulire un granchio è una gran rogna. Si trova comunque facilmente in scatola in supermercati ben forniti o nei negozi di specialità alimentari. In ogni caso NON si parla del surimi, che di granchio ne ha al suo interno quanto io sangue russo nelle vene. Ovvero, zero.

- dosi perfette per ottenere un composto perfettamente malleabile senza risultare nè duro, nè troppo appiccicoso. Le otto porzioni che si ottengono sono piuttosto generose, forse le rifarei più piccole ma è solo questione di gusto personale. Nonostante la dimensione cuociono benissimo e risultano croccanti fuori e quasi fondenti all'interno.

- nell'introduzione l'autore raccomanda di usare crackers salati, quelli che gli americani chiamano "saltines". Ovviamente non vi è alcun problema a reperirli pressocchè in ogni supermercato del mondo, ma ho provato profonda soddisfazione nello scoprire che la Nabisco, la ditta che produce i miei amati biscotti Oreo, fa anche una linea di prodotti salati tra cui i crackers che ho immediatamente comprato con la scusa della ricetta. Si, sono buonissimi anche questi.

- la maionese richiesta è quella acquistata, una fatta in casa potrebbe risultare troppo morbida dando al composto una consistenza poi poco gestibile.

- devo dire che la ricetta è fedele all'originale made in USA ed il risultato molto gustoso. Avevo il dubbio sul fatto che non viene mai menzionato il sale ma in effetti non c'è stato bisogno di alcuna aggiunta, vista la sapidità di crackers e maionese.

martedì 15 maggio 2018

Gamberi in pastella, col trucco!




Avete mai notato come l'accanimento contro il fritto vada di pari passo con la voglia di mangiarne a più non posso?
Nessuno che voglia la patatine fritte, al ristorante, ma se malauguratamente le ordinate state certi che ci arriveranno le mani di tutti.
A me piace molto, non lo preparo spesso ma quelle poche volte deve davvero valerne la pena.
Nella ricetta in questione mi ha colpito come l'autore parlasse della maggior parte dei fritti che perdono croccantezza in maniera pressocchè irrecuperabile se non mangiati entro breve dalla cottura e di come avesse sperimentato che con la pastella in questione questo fosse, se non evitabile, almeno reversibile!
Può un fritto tornare croccante dopo la cottura?
L'autore dà il merito al fatto che non ci siano uova nell'impasto.
E capite, potevo non sperimentare?


BEIGNETS DE CREVETTES
da Mon Grain de Sel di B. Laurance
per 24 pezzi
24 grossi gamberi o gamberoni
180 g di farina (T55)
120 g di farina di riso o fecola di patate
un quarto di cucchiaino di sale
250 g di acqua freddissima
2 sacchetti di lievito chimico (vedere la nota)
poca farina extra per infarinare i gamberi
olio per friggere

Versare la farina, la farina di riso (o fecola) ed il sale in una ciotola.
Aggiungere l'acqua mescolando molto bene fino ad eliminare tutti i grumi. La pastella dovrà risultare fluida ma comunque ben spessa allo stesso tempo.
Mettere il tutto in frigo per 30 minuti, a meno che l'acqua non fosse veramente ghiacciata.
Più la pastella sarà fredda, più il lievito che verrà aggiunto in seguito farà il suo lavoro al momento della frittura.
Pulire e sbucciare i gamberi lasciando le punte delle code.
Intanto mettere sul fuoco una casseruola o una friggitrice  con abbondante olio.
Quando sarà il momento di cuocere, e quindi l'olio ben caldo, aggiungere il lievito alla pastella mescolando bene (operazione da farsi veramente all'ultimo secondo!)
Infarinare i gamberi, scuotere via l'eccesso di farina  quindi immergerli nella pastella tenendoli per le codine, quindi appoggiarli al bordo della ciotola in modo da far colare la pastella in eccedenza.
Ma cercare comunque di mantenere più pastella possibile attorno al gambero, perchè è lei che dona la croccantezza.
Immergere ogni gambero nell'olio caldo tenendolo per la codina per circa tre secondi, in modo che non vada subito a fondo e mantenga una forma più carina. Lasciare quindi il gambero in modo che finisca di cuocere, ovvero quando avrà raggiunto un bel colore dorato.
Scolare su carta da cucina e servire immediatamente magari accompagnati da una salsa agrodolce.
Per scaldare al forno: scaldare il forno a 200 gradi, infornare i gamberi adagiati su un piatto e  tenerli per otto minuti.
Far riposare tre minuti fuori dal forno e servire, avranno ritrovato tutta la loro croccantezza!


 NOTE

- ricetta assolutamente perfetta nelle dosi della pastella, che seguite al grammo hanno dato un composto dalla consistenza adatta ad avvolgere ogni gambero senza colare via.


- viene indicato di usare la farina T55, che in Italia equivale ad una farina 0. Quanto alla farina di riso, veniva proposta in alternativa la fecola e questa ho usato, avendola in casa.

- una cosa che odio, nelle ricette, è quando le dosi vengono date in "bustine", "confezioni", "pacchetti" e così via. Ovvio che se non si vive nello stesso Paese dell'autore bisognerà cercarsi il prodotto e il peso relativo per evitare errori! Qui il caso con il lievito chimico (in pratica quello per torte salate, eh, non di birra) di cui vengono indicate due generiche bustine: in Francia le marche più conosciute fanno bustine di lievito da 11 grammi, e quindi 22 grammi il peso da me usato.

- non vengono date indicazioni sulla pulizia dei gamberi dei quali viene detto solo di liberarli dal carapace. Magari una nota sul togliere il filo nero, ovvero l'intestino, sarebbe stata gradita anche se spero non ci sia più nessuno che non lo sappia.

- il risultato non è buono, è buonissimo. Croccante al punto giusto, saporito senza comunque coprire il gusto del gambero. Li ho serviti come suggerito con una salsa agrodolce (acquistata)

- la mia curiosità stava nel verificare se davvero sarebbero tornati croccanti se preparati in anticipo col passaggio in forno indicato dall'autore: quindi il San Tommaso che alberga in me ne ha fritto qualcuno con molto anticipo. Ebbene,  funziona. Dopo qualche ora la pastella ovviamente si ammorbidisce, ed il passaggio in forno seguito alla lettera ha funzionato molto bene.
Non che tornino esattamente come appena fatti, ma recuperano gran parte della croccantezza persa.

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