martedì 13 marzo 2018
Tortini al cioccolato senza farina con dulce de leche e panna al lime
Ogni pasto che si rispetti finisce con un dessert degno, possibilmente, di tutto ciò che si è mangiato prima.
Uno sweet tooth epocale mi porta a organizzare i miei menù spesso proprio partendo da esso e andando a ritroso abbinando pietanze che ci stiano bene...ed infatti qual è per la sottoscritta una delle più grandi tragedie del mangiar fuori?
Sbagliare l'ordinazione del dolce.
Se succede tutto il pranzo è rovinato, senza appello e senza riguardo a quanto i piatti salati delle portate precedenti possano essere stati buoni.
Chi si scusa, s'accusa.
E qui nè mi scuso ma certamente nemmeno mi accuso per aver cominciato il viaggio culinario in Portogallo proprio dalla pietanza che di solito si gusta per ultima.
Ammetto che la scelta di un dolce al cioccolato con sentore di agrume è stata pilotata dal sapere che il mio augusto consorte adora l'abbinamento in questione.
La presenza del dulce de leche una piacevole scoperta: non sarei io se non mi fiondassi sulla prima ricetta che ordini di usare il latte condensato.
L'autrice sostiene che usare il latte condensato per il dulce de leche non sia proprio una scorciatoia vietata, visto che alla fine fa risparmiare quelle ore sul fornello che servirebbero a ridurre il latte normale proprio a quello stadio.
E se lo dice lei chi sono io per contraddirla? ;)
FLOURLESS CHOCOLATE CAKES WITH LIME CREAM
per 12 tortine
200 g di cioccolato fondente di buona qualita tagliato a pezzi (almeno 70% di cacao)
200 g di burro e un altro po' per imburrare
4 uova
100 g di zucchero grezzo di canna o soft brown sugar
un cucchiaio di caffè forte
due cucchiai di rum invecchiato
200 g di panna da montare
buccia grattugiata di mezzo lime
12 cucchiaini di dulce de leche
per il dulce de leche
(dose standard del libro, per la ricetta ne serve meno)
3 barattoli di latte condensato da 400 g ciascuno
un generoso pizzico di sale
Preparare il dulce de leche:
Preriscaldare il forno a 220 gradi e preparare due barattoli resistenti al calore lavandoli con acqua molto calda e sapone da cucina e facendoli poi asciugare in forno non troppo alto per 15 minuti.
Versare il latte condensato ed il sale in una teglia o piatto a bordi alti di vetro o ceramica e coprirlo bene con alluminio.
Mettere quindi la teglia in una più grande che andrà riempita con acqua molto calda che arrivi più o meno a metà altezza della teglia con il latte condensato.
Infornare quindi per un'ora controllando che il livello dell'acqua non si abbassi troppo e in caso aggiungendone.
Dopo un'ora controllare quindi il colore del latte condensato che dovrà cominciare a diventare dorato. Attenzione al livello dell'acqua a questo punto: se troppo poca il latte cuocerà troppo prendendo un aspetto granuloso. Stessa cosa può accadere se il foglio di alluminio non è ben stretto attorno ai bordi della teglia (se dovesse succedere, niente panico: versare il latte in un'altra teglia lasciando eventuali parti bruciate e batterlo vigorosamente finchè sarà più o meno liscio. Quindi passare il composto al setaccio eliminando gli ultimi grumi. Non sarà perfettamente liscio ma comunque buono. Attenzione, indossare guanti da cucina, il tutto è pericolosamente caldo!)
Quando il latte avrà preso un uniforme colore dorato rimuoverlo dal forno e farlo raffreddare un poco prima di invasarlo nei barattoli preparati.
Chiudere, far raffreddare e conservare in frigo anche un mese.
Preparare i tortini:
Preriscaldare il forno a 180 gradi ed imburrare 12 stampini da muffin.
Mettere burro e cioccolato in un pentolino e far sciogliere il tutto a bagnomaria, facendo attenzione che la base della pentola non tocchi l'acqua.
Togliere quindi dal fuoco e far raffreddare un poco.
In una ciotola battere le uova intere, il caffè, il rum e lo zucchero per almeno tre/quattro minuti o comunque finchè il composto sarà chiaro e spumoso ( le fruste dovrebbero lasciare dei segni sulla superficie del composto quando vengono sollevate)
Con una spatola o un cucchiaio di metallo unire il composto di cioccolato e burro a quello di uova mescolando dal basso verso l'alto cercando di non smontare il tutto.
Suddividere il composto tra i dodici stampini lasciando almeno 2 mm dal bordo o il composto ne uscirà.
Cuocere quindi per 13 minuti o comunque finchè i tortini si saranno gonfiati.
Togliere dal forno e far raffreddare completamente negli stampi.
Si abbasseranno mentre raffreddano, è normale.
Quando completamente freddi passare una lama tra i dolci e i bordi degli stampi e sformarli.
Montare la panna morbida insieme alla buccia di lime.
Per servire appoggiare ogni tortino sul piatto da portata e versare un cucchiaino di dulce de leche nel piccolo cratere che si sarà formato in superficie e completare con una cucchiaiata di panna.
Servire subito.
NOTE
- comincio dal dulce de leche: l'autrice sconsiglia di utilizzare il metodo che ho usato finora, ovvero quello di bollire la lattina in pentola a pressione. Dice di aver assistito a disastri per cui si è raccolto dulce de leche anche dai soffitti...per amore di Starbooks ho quindi utilizzato il metodo del forno. Pietà, sarò incosciente ma è lungo, indaginoso perchè a seconda della temperatura si rischia un disastro, costringe a guardare a vista lo sportello del forno per cui torno alla mia pentola a pressione, almeno finchè il soffitto da ripulire non sarà il mio.
La dose data nel libro è abbondante: siccome a casa mia queste cose non si conservano ma non si ha pace finchè non sono finite ne ho fatto la metà.
- le tortine sono molto buone, con una consistenza "fondente", unico rischio quello di cuocerle troppo: in questo nuovo forno con cui come già abbondantemente detto ancora non ho feeling completo ho fatto 11 minuti e non ho sbagliato. Dovrete valutare con il vostro. Il sapore è molto intenso, deve proprio piacere il cioccolato.
- detto questo, trovo necessario per i miei gusti smorzare l'intensità con la panna ed il dulce de leche. L'aroma di lime è in realtà molto, molto delicato. Quindi mi raccomando, ad ogni cucchiaiata fare attenzione a prendere un poco di tutto ;)
- della differenza tra zucchero di canna e brown sugar abbiamo già detto molte volte: non sono due prodotti identici, il secondo è normale zucchero semolato addizionato di melassa. Si può fare in casa ma ormai si trova facilmente anche in qualche super della madrepatria.
giovedì 8 marzo 2018
Gnocchi di mascarpone al pesto...che non si lessano!
Ebbene, sono in rehab.
Rehab da accumulo compulsivo di scorte alimentari.
O almeno ci provo.
Dopo il recente trasloco dal mezzo del nulla alla civiltà lo shock è ancora da superare.
Che shock?
Ma ad esempio quello per cui qui i supermercati vengono riforniti tutti i giorni.
Nello sperduto deserto di prima ricorderete le visite settimanali all'unico super disponibile nelle vicinanze che riceveva scorte solo il giovedì mattina: quello che arrivava, bene.
Quello che mancava, pace.
Ritenta e sarai magari più fortunata la settimana prossima.
A volte lo ero.
Ma la maggior parte no.
Qui invece cominciamo col dire che non ho ancora finito il tour dei super che la piazza offre.
Tutti blandiscono la grande comunità expat di qui facendo a gara ad importare quanti più prodotti una famiglia europea o americana sia interessata a comprare.
Dalle mozzarelle italiane al vero pecorino sardo, al latte di mandorla bio e senza zucchero che amo ai semi di chia.
Carne e pesce di ogni tipo, meravigliosi.
Farine bio, e l'olio di cocco che per me era poco meno del Santo Graal.
Lo yogurt di cocco.
Il mio amato Fruyo.
E non parliamo della sezione dolciumi e biscotti dal mondo.
Signori, qui non solo si trovano banalmente gli Oreo: qui ci sono corridoi dei supermercati a loro dedicati ed a tutte le possibili varianti.
I thin, quelli sottili ma che non mi ispirano, se voglio un Oreo lo voglio intero, non la metà, come quelli mini per lo stesso motivo.
I normali, ok, che poi tanto normali non sono se presenti alla fragola, al peanut butter, alla cannella, alla zucca, all'ignoto gusto "birthday cake" che mi riprometto di scoprire di cosa sappia, alla menta, ricoperti di cioccolato fondente o bianco.
I double stuff, con doppia crema all'interno.
Le Oreo cheesecake surgelate e vendute, opportunamente, anche in fette confezionate singolarmente.
Oreo crust! Ovvero la base già fatta di Oreo sbriciolati come base di altri dolci, venduta anche con apposita teglia usa-e-getta.
Oreo ice cream, nella versione biscotto farcito o tipo classico Cornetto nostrano con i pezzetti di biscotto sopra.
Yogurt con Oreo dentro, e persino le barrette proteiche gusto Oreo (si, queste le ho comprate!)
Ho resistito a tutto (le barrette proteiche non valgono, eh)
Ma dove ho veramente vacillato, dove ho temuto che il rehab da accumulo compulsivo stesse fallendo è stato lì.
Quello scaffale in bella vista.
Just arrived from USA.
Oreo Mega Stuff.
Avete letto bene: c'è il quadruplo della crema di quelli normali.
Ho guardato la scatola imbambolata per un minuto buono.
L'ho rimessa a posto.
Ciao, mi chiamo Stefania ed ho un problema di dipendenza.
E ho deciso mentre scrivo che non mi interessa più superarlo ;)
Pasqua è alle porte e nonostante qui da me come ben sapete non solo non si festeggi la suddetta ma non sia nemmeno festiva la domenica, una bella cena quella sera non ce la leverà nessuno! I menù pasquali degli scorsi anni hanno spesso previsto piatti di carne come pezzo forte, ma ne mangiamo sempre meno...e allora via di primi piatti che poi sono i preferiti dal consorte e dalla sottoscritta.
Tra i primi Pasquali che sto sperimentando questo ha riscosso l'incondizionato amore del severo giudice di casa arabafelice e la preghiera che farà parte dei menù di casa, non solo di quello pasquale!
Se vi piacciono gli gnocchi ecco una variante interessante, e se non vi piacciono o vi hanno stancato ecco un nuovo modo di cuocerli che ve li farà rivalutare.
Come scritto nelle note possono essere anche lessati in maniera tradizionale: ma se posso darvi un consiglio, osate ;)
GNOCCHI AL MASCARPONE IN PADELLA CON PESTO DI BASILICO E RUCOLA
da Everyday Easy di Lorraine Pascale
per 4/6 persone
per gli gnocchi:
100 g di parmigiano grattugiato
un cucchiaio di timo oppure origano
350 g di mascarpone
300 g di farina
2 uova
sale, pepe
per il pesto:
30 g di parmigiano grattugiato
uno spicchio d'aglio (anche arrostito, se si vuole)
60 g di basilico fresco
60 ml di olio extravergine
60 g di pinoli leggermente tostati
sale
qualche foglia di rucola e una manciata di pinoli per decorare
poco succo di limone
olio e burro per cuocere
Preparare il condimento: mettere nel frullatore il parmigiano, l'aglio, il basilico ed i pinoli con un po' di sale. Unire quindi l'olio e frullare a scatti fino ad ottenere una crema. Lasciare da parte.
Preparare gli gnocchi: versare in una ciotola il parmigiano, il timo o origano, il mascarpone, la farina, le uova, sale e pepe a piacere. Girare il composto ed impastarlo fino ad ottenere un panetto morbido e liscio.
Dividerlo quindi in rotolini da cui ricavare degli gnocchi non troppo piccoli.
Mettere quindi sul fuoco una padella con poco olio e burro, farli scaldare, abbassare la fiamma e versare gli gnocchi in un solo strato.
Lasciarli un minuto, quindi molto delicatamente muovendo la padella e usando una spatola girarli. Devono diventare dorati e croccanti da tutti i lati, ci vorranno circa altri 4 minuti.
Versare gli gnocchi nel pesto quindi impiattarli decorando con della rucola, qualche pinolo e una spruzzata di succo di limone.
NOTE
- il piatto è semplicissimo e molto veloce. Volendo gli gnocchi possono essere anche lessati in maniera tradizionale.
- se la padella non è sufficientemente grande per contenere tutti gli gnocchi cuocerne un po' alla volta e tenere gli altri in una ciotola coperti con un foglio di alluminio perchè non freddino.
- gli gnocchi sono buonissimi! Sbizzaritevi con i condimenti. Possono anche essere surgelati dopo la formatura ma prima della cottura.
- non so quanto mangi Lorraine Pascale ma questi gnocchi sono abbastanza sostanziosi quindi noi ci abbiamo mangiato in ben più che quattro persone.
lunedì 26 febbraio 2018
Patate arrosto da sballo, con il trucco!
Succede anche nei migliori concorsi.
Alle miss più belle.
Tutto, pur di vincere.
Colpi bassi e trucchi compresi.
E cosa importa se non si tratti di signorine in costume ma di cammelli.
Avete capito benissimo.
Qui in Arabia si tiene da alcuni anni il concorso di bellezza ad essi riservato.
C'è tutta una serie di parametri, pare, per essere considerato un esemplare bellissimo.
Tra questi le labbra carnose, la posizione e la forma delle orecchie, l'intensità ed il colore del mantello.
Perchè no, sfatiamolo questo mito: i cammelli non sono solo color...cammello.
Ce ne sono, solo per fare due esempi drastici, anche bianchi o neri.
Insomma come dicevo, per la vittoria non si guarda in faccia nessuno.
O forse solo il chirurgo plastico.
Si, perchè nell'ultima edizione, ahimè, ben dodici esemplari sono stati squalificati per aver fatto ricorso, udite udite, ad iniezioni di botox per rendere le labbra più carnose e tirate.
E lo sguardo più, ehm, affascinante.
Per non parlare delle vere e proprie operazioni chirurgiche per modellare le orecchie.
O le tinte per cambiare o accentuare il colore del manto.
Addirittura, mi dicono, anche l'abile uso di extension per far risultare la coda più attraente.
E non oso pensare, ma questo è mio pensiero, agli ettolitri di profumi usati dato che al naturale il cammello, abbiate pazienza, puzza come se fosse appena uscito da una fogna.
Non c'è più religione.
D'altronde se il totale dei premi in denaro della competizione sfiora i sessanta milioni di dollari un minimo di pressione per la vittoria può risultare anche comprensibile.
A questo punto non so se sia meglio, allora, il concorso di bellezza interiore di cui parlai tempo fa.
Le miss, umane questa volta e completamente velate, dovevano dimostrare di essere esempi di virtù e moralità, oltre a conoscere gran parte del Corano a memoria.
No comment, come sempre.
Ma una via di mezzo, da queste parti, mai? ;)
Lo so che le patate arrosto le sapete fare, e magari già conoscete il trucco (e no, non parliamo di botox pure qui!) che a me invece è stato svelato da poco e si è rivelato a dir poco un miracolo.
La procedura della preparazione e cottura è ispirata a Heston Blumenthal nel suo In Search of Perfection (ma lui usa grasso d'anatra, non olio) mentre il trucco del bicarbonato è di una signora giapponese appena conosciuta!
PATATE ARROSTO DA SBALLO, CON IL TRUCCO
un kg di patate
un cucchiaio di bicarbonato
sale
olio extravergine d'oliva
rosmarino, origano, altre erbe a piacere (facoltative)
Sbucciare le patate, tagliarle in pezzi non troppo piccoli e metterle sotto l'acqua corrente del rubinetto in una ciotola. Sciacquarle bene finchè l'acqua rimarrà limpida.
Intanto mettere una pentola con abbondante acqua sul fuoco e quando raggiunge il bollore aggiungere un cucchiaio raso di sale e uno non troppo raso di bicarbonato.
Aggiungere quindi le patate e far riprendere il bollore calcolando circa 10 minuti dalla ripresa dello stesso.
Le patate dovranno fare poca resistenza se punte con un coltello ma non sfarsi, quindi attenzione al tempo di cottura che potrebbe essere leggermente più breve o più lungo.
Scolare le patate in uno scolapasta e farle raffreddare, possibilmente in uno strato solo senza sovrapporle.
Al momento di arrostirle accendere il forno a 230 gradi.
Inserire nel forno la teglia in cui si cuoceranno le patate con circa mezzo centimetro scarso di olio a scaldare.
Quando caldo versarvi le patate (attenzione ad eventuali schizzi) girandole con un cucchiaio o un mestolo in modo che vengano ben ricoperte.
Salare e cuocere per circa 20 minuti senza muoverle, quindi girarle con delicatezza e continuare la cottura 20-30 minuti ulteriori o comunque finchè ben dorate e croccanti.
Servire subito aggiustando di sale, se dovesse servire.
NOTE
- la ricetta sembra lunga ma ci si può organizzare con la bollitura delle patate con molte ore in anticipo.
- eventuali erbe e spezie andrebbero aggiunte verso fine cottura.
lunedì 19 febbraio 2018
Coppette al latticello e fragole al miele, arancia e cardamomo
Qual è l'altro problema dopo il forno che ancora mi odia?
Semplice, trovare l'angolo adatto per le foto.
Nella vecchia casa quel piano bianco che altro non era che la lavatrice davanti ad una provvidenziale finestra ha fatto da sfondo a tutte le foto del mio blog.
Nella nuova ancora devo capire, e si che che in una casa dove metà delle pareti sono finestre a tutta altezza non avere luce adatta sembra impossibile.
Eppure ancora non ci siamo.
Certo, direte, me la vado anche a cercare: cercare di fotografare una ricetta tutta bianca, in contenitori bianchi, su sfondo bianco?
Non si fa, o almeno non lo fanno le foodblogger serie.
Siccome non sono nè l'una, nè l'altra cosa ve la propino così.
Perchè non fa niente che il libro si intitoli Salt is Essential , e salt ce n'era abbastanza nella prima ricetta che ho provato.
Salt is Essential nel senso che il sapore lo è, che tutto quello che è sciapo, bland come direbbero gli inglesi, ha abbondantemente stufato.
Qui il sapore c'è eccome: gli agrumi, mio grande amore, il latticello a dare una sferzata alla panna, le fragole con il cardamomo e il miele.
Oso dire che l'autore abbia trovato in pratica l'anello di congiunzione tra una panna cotta ed un posset.
Ed è buono come la somma di entrambi ;)
BUTTERMILK PUDDINGS WITH CARDAMOM AND HONEY STRAWBERRIES
per 4 - 6 porzioni
400 ml di doppia panna
250 g di zucchero semolato tipo zefiro
un baccello di vaniglia aperto a metà per il lungo ed i semini versati nella panna
4 strisce di scorza d'arancia
il succo di mezzo limone
3 fogli di gelatina ammorbiditi in acqua fredda per 20 minuti
600 ml di latticello
per le fragole:
una vaschetta di fragole, private del picciolo e tagliate a metà
un cucchiaio di zucchero semolato tipo zefiro
un cucchiaino colmo di bacche di cardamomo pestate
succo di un' arancia
un cucchiaio di miele
Versare il resto della panna in un pentolino con lo zucchero, la vaniglia e la buccia d'arancia e portare a bollore. Togliere quindi dal fuoco e versarvi il succo di limone e la gelatina.
Filtrare e versare in un contenitore pulito, quindi unire lentamente il latticello, mescolando.
Lasciar raffreddare completamente.
Una volta freddo, unire la panna montata al composto e versarlo in contenitori da creme caramel o simili, facendo riposare una notte in frigo.
Il giorno dopo versare le fragole in un contenitore, ed a parte scaldare il miele, i semi di cardamomo, il succo d'arancia ed il miele in un pentolino.
Versare il tutto sulla frutta e servirla con i dolci.
NOTE
- il dolce ha una consistenza morbida e vellutata. L'autore osserva come troppa gelatina dia come risultato una palla da tennis, e poca invece faccia correre il rischio che si spatasci nel tentativo di sformarlo. Dice infatti di servirlo negli stessi contenitori in cui viene realizzato, ed in effetti la foto del libro conferma che anche lui sia andato sul sicuro...comunque sia ricorda le parole di uno chef austriaco che diceva che comunque un piatto venga, bisogna dire che era proprio il risultato che speravamo....:D
- riguardo la gelatina, Paese che vai, tipo che trovi! In Inghilterra la marca più comune venduta nei supermercati è in fogli da circa 1.8 grammi l'uno, quindi la nostrana Paneangeli da 2 grammi a foglio andrà più che bene. Usando gelatine diverse va comunque tenuto a mente che anche a parità di peso la forza della stessa può risultare differente.
- la differenza tra soft peaks e stiff peaks nel montare la panna è abbastanza intuitiva. Nel dubbio su Google trovate facilmente le foto che indicano entrambi gli stadi.
- le fragole con l'arancia, il miele ed il cardamomo sono una scoperta! Userò sicuramente l'abbinamento anche per altri dolci che le prevedano.
- quanto alle dosi indicate, credo ci sia un errore di stampa dato che a me sono venuti il doppio di quanto indicato, a parità di stampini usati.
mercoledì 14 febbraio 2018
Biscotti salati al gorgonzola, in tre ingredienti!
Anno nuovo, casa nuova, cucina nuova.
Che vuol dire anche forno nuovo.
Dunque, ammetto che per un po' l'ho odiato: ne è uscito un pesce crudo, una pizza bruciata ed una meringa gialla proprio il giorno che volevo fare bella figura portando una delle Pavlove che di solito mi vengono bene.
Dopo aver dubitato delle mie già scarse capacità di cuoca ma confidando che non potevo aver disimparato a cucinare solo per un cambio di latitudine/longitudine, ho ripiegato su un difetto del suddetto e relativo tecnico che è venuto a controllarlo.
Non regge la temperatura minima, gli spiego.
E allora? Apri la porta del forno così scende subito.
Inutile spiegare al tizio che non sempre si possa, e mi ha guardato come una rompiscatole di prima categoria.
Risultato: forno nuovo.
Pare, e lo dico piano, che vada meglio ma come dico sempre con i forni bisogna farci amicizia e sapere che sono lenti, a concederla...
Messo alla prova quindi con questi biscotti direi che forse comincio a piacergli.
E lui a me.
Il segreto qui è osservare pedissequamente le indicazioni sulla dimensione dei biscotti, che vanno fatti veramente piccoli, e per la cottura quelle sul colore: ben dorati.
In caso contrario vi restano mollicci dentro.
Se invece li cuocete bene avete una specie di shortbread salato, che farà si mille briciole, ma sa il Cielo se valga la pena quel passaggio di aspirapolvere dopo averli mangiati che raccomanda anche l'autore...
BLUE CHEESE AND SESAME BISCUITS
per 20 pezzi circa
da Salt is Essential di Shaun Hill
da Salt is Essential di Shaun Hill
100 g di burro non salato a cubetti
100 g di formaggio tipo Gorgonzola, Roquefort, Stilton, sbriciolato
100 g di farina autolievitante
50 g di semi di sesamo
Nel robot da cucina mettere la farina e il burro freddo a pezzi. Far andare le lame con la funzione a scatti finchè il composto avrà l'aspetto di grosse briciole.
Unire quindi il formaggio a pezzi e far andare le lame per pochissimi secondi: quello che NON si vuole ottenere è una purea blu!
Rovesciare il composto sul piano di lavoro e lavorarlo brevemente a mano per incorporare meglio il formaggio, quindi avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigo mezz'ora.
Se si può, prima della cottura passarlo un attimo in freezer.
Prelevare dall'impasto dei piccoli pezzi che andranno rotolati tra i palmi a formare delle palline.
Fatele piccole, massimo due centimetri e mezzo di diametro.
Passare quindi le palline nel sesamo in modo che le ricopra completamente e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 10 minuti, o comunque finchè ben dorate e sode.
NOTE
- la ricetta è in apparenza facilissima, visto che fa tutto il robot da cucina e gli ingredienti sono pochi. D'altro canto il rischio di bruciare il burro lavorandolo troppo è sempre in agguato con questo genere di preparazione: attenersi ai pochi secondi indicati dalla ricetta è cruciale per la buona riuscita.
- viene specificato che il formaggio debba essere abbastanza sodo, quindi tenetelo in frigo fino al momento di usarlo. Per la farina autolievitante invece ormai si trova facilmente in ogni supermercato, ma in caso non l'aveste basta mescolare 250 g di farina con 2 cucchaini di baking powder (lievito per dolci in caso di ricette dolci, lievito per torte salate nel caso contrario: il baking powder che si trova all'estero è neutro)
- grazie al Cielo viene sottolineato di congelare brevemente l'impasto prima della cottura, ma onestamente ha più senso farlo a biscotti già formati.
- guardando anche la foto del libro mi sono resa conto che debbano venire proprio ben coloriti, e temevo che prendessero un retrogusto amaro: per fortuna non è successo ed immagino sia merito della cottura tutto sommato breve.
- la cottura deve appunto essere breve, e quindi i biscotti devono essere piccoli: facendone alcuni leggermente più grandi ho verificato che o cuocevano male all'interno oppure bruciavano leggermente all'esterno.
- il sapore è marcato, visto il formaggio che viene usato, anzi viene indicato come la ricetta sia un ottimo modo per riciclarne degli avanzi.
- deliziosi per un aperitivo o uno snack, della serie uno-tira-l'altro. Friabili come uno shortbread se cotti bene.
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