giovedì 28 maggio 2015
Ghiaccioli di frutta, quelli furbissimi ;)
Niente, non so dove appoggiarli.
Fatemi trovare un bicchiere, un vaso, qualunque cosa.
La mia mano davanti all'obiettivo, non ci siamo.
Serve un modello.
Anzi, IL modello.
L'augusto consorte pare non aspetti altro da anni e si arma del sorriso migliore.
Ma non ti prendo anche la faccia, che credi.
Che sia un filo di delusione quella che mi sembra di scorgere?
Impossibile, troppo schivo.
Così schivo che comincia a fare smorfie tali che forse si, dovrei immortalarle per dispetto.
Le mani, ti prego.
Ferme, vicine, lontane, muovile, tienile.
Manco fossimo sul set di America's Next Top Model.
La fotografa sbuffa.
E il modello prova a metterci del suo.
Serve una lingua?
Strabuzzo gli occhi, santo cielo, no.
La lingua non serve.
No, per animare la foto.
Allora facciamo che mi piacciono le nature morte.
Il sole, l'ombra, la luce, il mobile.
E come spesso accade, è l'ultimo minuto quello decisivo.
Aspetta, li devo appoggiare.
Non se ne parla.
Se non faccio una foto che sia almeno a fuoco non sei libero.
Una crescente (detto tra noi: giustificata, ma negherò di averlo scritto io) insofferenza.
Mi prude il collo.
Tragedia.
Lui non ha mani.
Ed io le ho occupate.
L'ultimo scatto, prima di grattare.
E fu quello buono :D
Allora, mica sarà una ricetta questa, è un'idea che trovo perfetta per mangiare la frutta in modo diverso e soprattutto farla mangiare anche ai bambini, visto che diventa un ghiacciolo buonissimo.
E con il liquido giusto, anche molto goloso!
Sfizio perfetto per colazioni estive, se amate il genere, o pomeriggi al mare.
Li provate? ;)
FRUIT SALAD ICE POPS
da un vecchio numero di Living di Martha Stewart
frutta di stagione, quella che preferite
un liquido a scelta (acqua, succo di frutta a piacere, per me Sprite Zero)
Lavare la frutta (in questo caso fragole, mirtilli, mango, pesche, kiwi) sbucciare quella che necessita dell'operazione e tagliarla in pezzi NON piccoli. I mirtilli sono interi, i kiwi a fette come pesche e mango e le fragole a metà.
Riempire gli stampi per ghiaccioli MOLTO BENE, la frutta deve stare ben stretta.
Aggiungere pian piano il liquido scelto facendo attenzione che penetri per bene fino in fondo.
Meglio versarne un po', aspettare che scenda bene, e continuare finchè lo stampino sarà ben pieno.
Mettere in freezer una notte.
NOTE
- il liquido scelto è assolutamente libero. Nel caso usiate come me la Sprite Zero versatela molto piano vista l'effervescenza.
- per la frutta potete sbizzarrirvi, potete anche metterne un solo tipo.
- se non avete gli stampi per ghiaccioli no problem, usate un bicchiere di carta e uno stecco di legno. Non avete nemmeno gli stecchi di legno? Conservate e lavate quelli dai prossimi gelati acquistati che mangerete ;)
lunedì 25 maggio 2015
Spaghetti al pomodoro, laban e za'atar
Mai sfida fu più sfida.
Non per menzionare la difficoltà a reperire uno spaghetto di marca italiana e non araba o, il Signore ce ne scampi, americana.
Non per menzionare il prezzo della suddetta, assolutamente ascrivibile alla categoria ricatto.
Non per menzionare l'ardire di ordinare dei pomodorini ciliegia, fatti arrivare, pare, direttamente dall'Olanda.
E qui invece il prezzo è stato direttamente considerato pagamento di un riscatto.
Non per menzionare che si, ho trovato gli ingredienti.
Ma non ho avuto nemmeno lo straccio di un'idea.
Niente, nada, nulla.
Gli spaghetti al pomodoro, quanto di più difficile da rinnovare.
Ma che vuoi reinterpretare quando il piatto è già perfetto?
E poi improvviso, quel ricordo.
Un vezzo di mia mamma che questo piatto lo amava moltissimo.
Aggiungeva all'ultimo una noce di burro (e questa possibilità la menziona anche Paola nel suo splendido post)
Poco, eh.
Ma santo cielo se faceva la differenza.
E allora sostituiamo il burro con il laban, il buonissimo formaggio di yogurt che si fa in tutto il Medio Oriente e dello yogurt non conserva il gusto pungente ma solo la cremosa pastosità.
Ed invece dell'origano mettiamoci lo za'atar, nome locale della spezia che indica un misto di timo, maggiorana, origano, santoreggia e qualcos'altro che il signore che me lo vende non mi svelerà mai.
E quel ricordo si rinnova.
Si adegua.
Parla una lingua nuova.
Anche se dice ancora le stesse cose :)
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di questo mese.
SPAGHETTI AL POMODORO, LABAN E ZA'ATAR
per due porzioni
160 g di spaghetti
300 g di pomodorini ciliegia
un paio di cucchiai di olio extravergine
mezzo spicchio di aglio
sale
un paio di cucchiai di laban
un cucchiaino raso di za'atar
Scaldare l'olio in una padella con l'aglio e toglierlo appena colorisce.
Versare nella padella i pomodorini lavati e tagliati in due cuocendoli per qualche minuto a fiamma viva e coperti.
Quindi schiacciarli leggermente con una forchetta, aggiustare di sale a piacere ed abbassare la fiamma.
Coprire e continuare la cottura per circa una ventina di minuti.
Lessare la pasta al dente in abbondante acqua salata e scolarla versandola nella padella con il sugo.
Aggiungere un cucchiaio di laban e saltare il tutto per pochi secondi.
Servire subito con del laban extra ed una spruzzata di za'atar.
NOTE
- del laban trovate diverse ricette anche per farlo in casa, io qui da me lo trovo fresco in ogni supermarket.
- anche lo za'atar è reperibile negli ormai molti negozi di spezie presenti in Italia ed on line.
giovedì 21 maggio 2015
Torta al cioccolato con meringa alle nocciole (senza farina)
Magari siete insoddisfatti.
Mal pagati.
Il vostro lavoro è noioso.
Ripetitivo.
Non esalta nessuna delle vostre qualità.
Magari cercate qualcosa di nuovo.
Qualcosa di diverso.
Qualcosa di originale.
Qualcosa che vi faccia spiccare, tra i discorsi degli amici.
Qualcosa che vi impegni solo per poche ore, e pochi giorni al mese.
Bello stipendio, mi pare il minimo.
Ok, ho la soluzione.
Godete di sana e robusta costituzione.
Avete un minimo di pratica con spade e sciabole.
Dunque, vi aspetto dalle mie parti.
L'Arabia Saudita ha appena aperto le assunzioni.
Cerca otto nuovi boia.
Ahimè, è un lavoro da uomini.
Ma potete farci mille dollari a testa.
Nel senso a testa che fate saltare.
Un colpo secco, e via.
Credetemi, in zona sarà difficile rimanere disoccupati.
Ci sono una marea di reati puniti con la pena di morte.
A volerti chiamare tali.
Amanti di Pulp Fiction e similari, fatevi avanti.
Folle adoranti davanti a voi.
Unico dettaglio, farsi musulmani.
Che sarà mai, per mille dollari a colpo.
Il clima è buono.
Non manca niente.
Coraggio.
Boia de'! commenta il livornesissimo augusto consorte.
Nulla, nell'occasione, mi pare più azzeccato.
Amanti delle torte al cioccolato belle umide e delle nuvole di meringa morbida, è la torta per voi.
Una scemenza farla, tanto per cambiare.
Le nocciole ed i pezzetti di cioccolato nella meringa, una sorpresa irresistibile.
Non me la farei scappare, se fossi in voi ;)
CHOCOLATE AND HAZELNUT MERINGUE CAKE
da Cakes di Martha Stewart
per una teglia da 24cm
140 g di burro
155 g di brown sugar
6 uova grandi e 4 albumi
335 g di cioccolato fondente fuso e raffreddato
112 g di cioccolato fondente tagliato grossolanamente
un cucchiaio di estratto di vaniglia
un cucchiaio di rum scuro
un pizzico di sale
130 g di nocciole tostate e grossolanamente tritate
un cucchiaio di amido di mais o fecola di patate
un quarto di cucchiaino di cremortartaro
180 g di zucchero tipo Zefiro
Battere con le fruste elettriche il burro e il brown sugar finchè il composto sarà chiaro e liscio.
Unire i 6 tuorli, uno alla volta, non unendo il successivo se il precedente non è perfettamente incorporato.
Aggiungere il cioccolato fuso, la vaniglia ed il rum. Sbattere un minuto.
In una ciotola pulita sbattere 6 albumi per due minuti di orologio con il sale e versare il composto ottenuto in quello di cioccolato con molta delicatezza per non smontare il tutto.
Versare in una teglia a cerniera unta e coperta con carta forno, anch'essa unta e leggermente infarinata, e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 25 minuti.
Intanto mescolare nocciole tritate, cioccolato tritato ed amido di mais.
Sbattere i rimanenti 4 albumi con il cremortartaro per un minuto, quindi unire lo zucchero tipo Zefiro poco alla volta, continuando a montare. Continuare a sbattere per 8 minuti, ed alla fine usando una spatola unire il composto di nocciole e cioccolato tritato alla meringa, con movimenti delicati.
Versare la meringa sulla torta cotta, livellandola.
Rimettere il dolce in forno a 180 gradi per 25-30 minuti, la meringa risulterà leggermente scurita.
Far raffreddare nella teglia prima di sformare, passando una lama tra i bordi del dolci e la teglia stessa.
Far riposare prima di tagliare a fette e servire.
NOTE
- da caldo il dolce è fragile, quindi fatelo raffreddare bene a temperatura ambiente. Non scordare di passare una lama tra i bordi e il dolce per farlo sformare bene.
- la meringa collassa un pochino e si rompe, è il fascino di questo dolce. Viene esattamente così anche nella foto del libro.
- il brown sugar è zucchero semolato addizionato di melassa, se non lo trovate e non volete farlo in casa usate zucchero di canna ( ma non è la stessa cosa)
- la base del dolce è una buonissima torta al cioccolato, se volete mangiarla senza copertura cuocetela da sola per circa 40-45 minuti.
lunedì 18 maggio 2015
Rotolo di meringa alla crema di mascarpone con lamponi e pistacchi
Avete presente uno di quei dolci bellissimi.
Quelli da incantarsi a guardarli che è quasi un peccato tagliare.
Quelli che fanno esclamare gli ospiti di sorpresa quando entrata in sala da pranzo con il vassoio.
Quelli che una fetta non basta, nonostante si cerchi di mostrarsi bene educati ed invece l'unico desiderio è finirselo tutto da soli.
Quelli che sono pronti in lampo, e non servono nemmeno ingredienti astrusi.
Vabbè, forse i petali, ma infatti qui non ci sono ;)
Insomma, se avete una cena importante.
Una suocera da impressionare.
Un fidanzato da far capitolare.
Il Papa in persona a cena.
Fate questo, vi scongiuro.
Capace che la ricetta poi la voglia anche il Santo Padre ;)
Di un buono esagerato, rispettate le proporzioni perchè il dolce non solo non risulta stucchevole ma è bilanciato alla perfezione. D'altronde Yotam Ottolenghi, il cui Plenty More era stato già esaminato dallo Starbooks, non sbaglia un colpo.
E con questa ricetta non lo sbagliate nemmeno voi !
MERINGUE ROULADE WITH ROSE PETALS AND FRESH RASPBERRIES
da Plenty More di Yotam Ottolenghi
per un rotolo da 8 porzioni
4 albumi (120 g)
250 g di zucchero semolato tipo Zefiro
un cucchiaino di estratto di vaniglia
un cucchiaino di aceto bianco
1 cucchiaino di amido di mais
per la crema
100g di mascarpone
un cucchiaio di zucchero a velo
un cucchiaino e mezzo di acqua di rose
400 ml di panna fresca da montare
per il ripieno e la decorazione
150g di lamponi freschi
2 cucchiai di petali di rosa commestibili essiccati (omessi)
un cucchiaio di pistacchi in lamelle o tritati
Preparare la meringa: Foderare uno stampo rettangolare 33cm per 24cm con carta forno lasciandola sporgere dai bordi di circa un centimetro. Imburrarla e spolverizzarla con poco amido.
In una ciotola capiente cominciare a montare gli albumi con uno sbattitore elettrico (ho usato la planetaria) e quando cominciano a prendere consistenza aggiungere lo zucchero un cucchiaio alla volta, sempre sbattendo.
Montare finchè la meringa sarà soda quindi unire aceto, amido e vaniglia girando velocemente con un cucchiaio (ho disubbidito e unito il tutto negli ultimi secondi di lavoro delle fruste)
Versare il composto nella teglia livellandolo bene con una spatola.
Cuocere in forno preriscaldato a 160 gradi per 30 minuti, finchè si forma una crosticina ma la meringa è ancora soffice al tatto (ma cotta, comunque)
Sfornare e lasciar raffreddare completamente nella teglia.
Ora coprire la meringa con un foglio di carta forno e rigirare la teglia. Staccare la meringa dalla carta usata per la cottura con delicatezza.
Intanto preparare il ripieno: versare il mascarpone in una ciotola con lo zucchero e l'acqua di rose. Montare leggermente finchè il tutto è liscio quindi unire la panna liquida.
Sbattere per pochi minuti (Ottolenghi suggerisce a mano, dato che è facile sbattere troppo la crema a questo punto) finchè la crema prende consistenza e diventa facilmente spalmabile senza colare.
Spalmare circa 3/4 della crema sulla meringa lasciando un piccolo spazio dai bordi.
Spargere i lamponi interi e alcuni petali di rosa se si usano (io non li ho trovati)
Ora aiutandosi con la carta arrotolare delicatamente la meringa dal lato lungo e sempre usando la carta far scivolare il rotolo sul piatto da portata.
Versare il resto della crema sul dolce e mettere in frigo per almeno 30 minuti.
Prima di servire spolverizzare con zucchero a velo, decorare con qualche lampone extra e spargere i pistacchi sulla superficie.
NOTE
- il dolce è di una semplicità disarmante, il tempo di cottura indicato assolutamente perfetto e non si hanno problemi ad arrotolare. Ho cotto la meringa verso le 16 e farcito il dolce verso le 19, messo in frigo e mangiato alle 22: era perfetto.
- la meringa risulta croccantina fuori ma morbida dentro.
- si riesce a tagliare in fette senza rompersi, contro ogni mia aspettativa.
- l'acqua di rose potete semplicemente ometterla se non la doveste trovare o non vi piacesse. Idem per i i petali.
giovedì 14 maggio 2015
Pane furbissimo e veloce, senza impasto
Ci hanno provato in tanti.
Per un sacco di tempo.
E giuro, per un po' ci sono pure riusciti.
A farmi sentire un po' in colpa.
Ma come, usi il lievito di birra e non quello naturale?
Sguardo di disapprovazione, ed un tentativo lo faccio.
Buonissimo, ma perdonatemi tutti voi che l'adorate.
E' una rottura.
Odio rinfrescarlo, tenerlo in vita, forzarmi ad utilizzare l'eccedenza.
Pratico una penosa eutanasia, ed amen.
Torno all'amato lievito di birra.
E ci risiamo.
Ne devi usare quantità rilevabili solo al microscopio elettronico.
O il pane ti viene pesante e non digeribile.
O ti puzza di lievito.
Sarà.
Sarà che allora abbiamo stomaci che digeriscono pure le pietre, rodati da molti anni di vita in Paesi dove ci siamo fatti anticorpi con i cosiddetti.
Sarà che ho mangiato pane venduto in strada per terra, carne tenuta fuori dal frigo, uova di chissà cosa e dove.
What doesn't kill you, makes you stronger.
Quello che non ti uccide, ti fortifica.
Sarà che il pane non mi viene affatto pesante, in barba a tutti i gufi.
E sarà anche che l'odore di lievito mi piace da impazzire.
Sarà che mi ricordo di fare il pane solo quando mi finisce e, ahimè, vivo in un posto dove anche andarlo a comprarlo non è così semplice come da altre parti.
E non pianifico mai nottate di lievitazione.
Quindi questo è il pane che faccio più spesso.
Piace a tutti.
Soprattutto a me.
Orgogliosa detentrice di stomaco da competizione ;)
Questo pane nasce da un...imbastardimento di una ricetta vista da Cindystar e ricorda molto anche il famosissimo pane senza impasto di Jim Lahey (il cui libro è stato trattato dallo Starbooks con successo).
A prova di cuoca inesperta, di cuoca svogliata, di cuoca che non ha tempo.
Provate, e non crederete ai vostri occhi ;)
PANE FURBISSIMO E VELOCE SENZA IMPASTO
per 16 pezzi piccoli, o 8 panini normali
500 g di farina
375 ml di acqua
2 cucchiaini rasi di lievito di birra disidratato oppure mezzo cubetto di quello fresco
un cucchiaino di miele (zucchero per i vegani)
2 cucchiaini di sale
Versare in una ciotola farina, lievito, miele, sale.
Aggiungere l'acqua mescolando con una forchetta finchè il tutto è amalgamato più o meno come in foto. Non impastare!
Coprire la ciotola con pellicola trasparente e far lievitare fino al raddoppio, circa un'ora e mezzo/due a seconda della temperatura.
Oar lavorando velocemente ed aiutandosi con una spatola staccare l'impasto dalla ciotola facendo attenzione a non sgonfiarlo troppo e rovesciarlo su un pezzo di carta forno ben spolverato con farina.
Dividere quindi l'impasto tagliandolo con un coltello in 8 o 16 pezzi.
Prendere con delicatezza ogni pezzo tagliato ed adagiarlo su una teglia coperta con carta forno, senza impastarlo ma arrotolandolo leggermente su se stesso.
Cuocere subito in forno preriscaldato a 230 gradi per un tempo variabile dai 25 ai 35 minuti, a seconda dei forni.
I panini dovranno risultare ben coloriti.
Far raffreddare e servire.
NOTE
- l'impasto si presta anche all'aggiunta di semini vari all'interno o sulla superficie:sbizzarritevi.
- i panini cotti si possono congelare, farli poi scongelare a temperatura ambiente.
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