lunedì 15 ottobre 2012
Zuppa di mais e peperoni
La ragazza con la L è spuntata da dietro il Colosseo.
Ce n'erano di turisti, eh. Ma l'ho saputo subito che era lei.
La ragazza con la L non è come me la sono immaginata.
Meno male :-)
La ragazza con la L ha occhi grandi, chiari e trasparenti.
Ci leggi entusiasmo, e passione.
La ragazza con la L ti guarda con quegli occhi, annuendo piano con la testa.
Come sa ascoltare bene, e si che ascoltare me può causare danni cerebrali permanenti...
La ragazza con la L parla.
Ha un sacco di pensieri, tanto grandi che mi chiedo come facciano a starle tutti in quel capo minuto.
La ragazza con la L tutte quelle cose di cui parla dovrebbe scriverle.
Perchè credetemi, leggerla è piacere pari solo ad ascoltarla.
La ragazza con la L non ama la mia Roma tanto quanto me.
Ma si è sciroppata una passeggiata tra i vicoli del rione Monti per farmi piacere.
E se non fosse stato il giorno più caldo della scorsa estate non ci saremmo divertite allo stesso modo.
La ragazza con la L cammina guardando in su, come la sottoscritta.
Per questo siamo inciampate almeno una volta a testa.
La ragazza con la L punta il sole che tramonta e mangia un dattero.
E sembra contenta sul serio.
La ragazza con la L mi ha regalato un libro che ho cercato di non finire mai, tanto era bello.
Ed un tè che profuma ormai del nostro incontro.
Ben poche persone hanno azzeccato tanto un dono a me destinato.
La ragazza con la L non cammina.
Vola.
Giuro, da quando l'ho conosciuta il concetto di ali ai piedi va assolutamente rivisto.
Fa a passo svelto lo stesso tratto che ho fatto io in metropolitana.
La cosa preoccupante è che ci ha messo lo stesso tempo!
La ragazza con la L dev'essere l'unica lettrice di questo blog a rifare le zuppe.
Insieme a mia sorella, si intende.
La ragazza con la L sarebbe bello averla per amica.
Peccato, la vita.
La ragazza con la L è uno dei grandi regali di questo blog. Si riconoscerà oggi? :-)
Se non fosse capitata sopra queste pagine per caso non credo proprio ci saremmo mai incontrate!
Se non fosse capitata sopra queste pagine per caso non credo proprio ci saremmo mai incontrate!
L'amica che non posso avere, perchè vita e migliaia di chilometri non lo rendono proprio possibile nel vero senso della parola.
Ma che gioia, ogni sua email.
A lei dedico la zuppa di oggi, sapendo che potrebbe piacerle parecchio.
Con un nome beneaugurante che spero faccia il suo lavoro ;-)
Ed è buonissima, ovvio!
SUNSHINE SOUP
da Kitchen di Nigella Lawson
per 4 porzioni abbondanti
un peperone giallo
un peperone arancione
2 cucchiaini d'olio, volendo aromatizzato all'aglio
un litro di brodo vegetale oppure di pollo
500 g di chicchi di mais surgelati
sale e pepe
Tagliare in quattro i peperoni, eliminare i semi e le membrane interne quindi tagliarli a strisce e metterle in una teglia coperta con alluminio.
Con le mani ungere i pezzi leggermente con l'olio e cuocerli in forno preriscaldato a 250 gradi per circa 25 minuti.
Intanto portare il brodo scelto a bollore e unirvi i chicchi di mais surgelati. Riportare a bollore quindi abbassare il fuoco, coprire con un coperchio e lasciar andare per 20 minuti.
Passati i 20 minuti rimuovere con un mestolo forato parte dei chicchi di mais ( diciamo che una mestolata è sufficiente ;-) e lasciarli da parte.
Unire al resto del liquido i peperoni a strisce e frullare tutto con un frullino ad immersione, aggiustando di sale.
Unire i chicchi lasciati da parte e servire.
NOTE:
- il colore dei peperoni non è poi così importante ai fini del sapore: usate quelli che avete!
- al posto del mais surgelato ho provato anche quello in scatola, senza apportare cambiamenti alla ricetta : funziona allo stesso modo.
- la zuppa dura benissimo tre giorni in frigo, tenendola coperta.
- la zuppa si può surgelare. Scongelarla in frigo e poi scaldarla sul fornello.
- fidatevi e provatela: è molto più buona di quel che sembri...
mercoledì 10 ottobre 2012
Starbooks di Ottobre 2012: Insalata di patate
Questa non poteva proprio scapparmi.
Troppa ghiotta l'occasione di condividere con la banda dello Starbooks una delle mie grandi passioni culinarie.
Lei, la mitica Martha Stewart.
Lei, che ho incontrato appena sposata facendo zapping tra i canali della tv.
Eh si, che a farlo all'estero si vedono cose che voi umani...
Folgorazione.
La signora no, non è particolarmente simpatica.
Un tantino algida.
Ma santissimo cielo che ricette propone.
Golose, stuzzicanti, da sgranare gli occhi.
E vengono tutte al primo colpo.
Da allora sono passati anni.
Una marea di libri, che possiedo per la maggior parte.
Un certo numero di riviste a cui sono abbonata.
Programmi tv, che cerco di seguire e registrare appena posso.
Mi ha salvato in cene che pensavo al di sopra delle mie possibilità.
Mi ha fatto fare dei figuroni che mai avrei sperato.
E mi ha aperto il mondo a una serie di furbate senza pari ;-)
Martha sa cucinare, sul serio.
E se ogni tanto usa una scorciatoia non se ne vergogna di certo.
Men che meno si è vergognata di essere stata in prigione per qualche mese, colpevole di insider trading (nonostante si sia sempre dichiarata innocente, ndr).
E nonostante le avessero cancellato un paio di programmi tv e rischiasse a questo punto l'oblio, si è rimboccata le maniche ed è tornata più forte di prima.
Una bella faccia tosta, anche con l'aiuto di un famoso chirurgo plastico ;-)
Insomma, avrete capito che lo Starbooks di questo mese è dedicato alla sua ultima fatica: "Martha's American Food - A celebration of our nation's most treasured dishes, from coast to coast"
Un libro da leggere come un romanzo in cui insieme alle ricette si trovano interessantissime note storiche su come tanti piatti, divisi per zone geografiche, siano diventati patrimonio di quel melting pot che sono gli USA.
E di come la cucina d'oltreoceano non si risolva sempre in fast food...
Foto splendide, edizione curatissima come sempre.
Ne sono già innamorata, e vedremo se il giudizio finale su questo lavoro rispecchierà le premesse.
Questo mese quindi aspettatevi una carrellata di ricette provate da me e le altre amiche della banda dello Starbooks, con una new entry entusiasta a cui dare il benvenuto :
Menu Turistico con Blueberry pancakes
Le chat egoiste con Mile High Apple Pie
La Gaia Celiaca con Peach and blueberry cobbler
Ale only kitchen con Hazelnut cookies
La Apple Pie di Mary Pie con Grilled chicken with spicy peach glaze
Arricciaspiccia con Fried rice with shrimps and snow peas
Andante con gusto con Meat loaf with mashed potatoes
Vissi d'arte e di cucina con Alexis's Egg salad sandwiches
La super Martha descrive questa ricetta come perfetta da portare ad un picnic (o da presentare su un buffet, aggiungo io). Si prepara in anticipo, si mantiene bene per diverso tempo fuori dal frigo, non è complicata.
Ma sarà la prima ciotola a finire, visto con i miei occhi...i sapori e le dosi molto ben bilanciati, le patate non sono annegate nella maionese come spesso purtroppo si vede in piatti del genere.
Il tocco della paprika ci sta proprio bene, non dimenticatelo.
Da considerare quando si ha da sfamare un esercito, con la sola accortezza di farne in quantità :-)
CLASSIC POTATO SALAD
( per 12-15 porzioni abbondanti)
2 chili di patate (meglio se rosse, ma usate quelle che avete)
1 cucchiaio di sale grosso
3 cucchiai di aceto di mele
3 uova grandi
230 g di maionese
mezzo cucchiaino di semi di sedano
1 cucchiaino di senape in polvere
mezzo cucchiaino di pepe
3 gambi di sedano
una cipolla non troppo grande
10 cetriolini sott'aceto
3 cipollotti
2 cucchiaiate di prezzemolo tritato
un cucchiaino di paprika dolce
sale fine
Mettere le patate in una pentola capiente e coprirle abbondantemente di acqua. Appena l'acqua arriva a bollore aggiungere un cucchiaio di sale grosso, quindi abbassare la fiamma e far cuocere finchè le patate saranno tenere provando ad infilzarle con la punta di un coltello, circa 25 minuti.
Scolarle subito ed aspettare qualche minuto, quindi pelarle finchè ancora calde aiutandosi con della carta da cucina.
Tagliare a cubetti da circa 2cm e mezzo, metterli in una ciotola e versarvi sopra l'aceto di mele.
Far raffreddare.
Mettere le uova in un pentolino con acqua fredda fino a coprirle completamente.
Portare a bollore e spegnere immediatamente il fuoco. Coprire con un coperchio e aspettare 11 minuti.
Quindi mettere le uova in una ciotola di acqua fredda e aspettare che freddino. Pelarle, quindi tagliarne due a cubetti e lasciarne uno da parte per la decorazione.
In una ciotola mescolare le uova a pezzetti, la maionese, i semi di sedano, la senape in polvere e salare a piacere.
Girare bene quindi unirvi le patate, il sedano a fettine sottili, la cipolla a pezzetti, i cipollotti a fettine sottilissime, i cetriolini affettati e il prezzemolo.
Mescolare e far riposare in frigo per minimo mezz'ora, meglio una notte.
Appena prima di servire decorare con le fettine di uova e spolverizzare con la paprika.
NOTE:
- come tutti i piatti del genere è molto più buona il giorno dopo e ancora ottima dopo due.
- volendo si può usare maionese senza uova per condirla.
lunedì 8 ottobre 2012
Quadrotti di nocciole e Nutella
Oltre.
Sempre oltre.
Perchè è vero che a questo mondo non bisogna mai pensare di essersi stupiti già per tutto.
Ed indignati.
Basta una passeggiata in uno dei tanti, immensi centri commerciali qui dalle mie parti.
Non si può non farci caso.
Foto pubblicitarie, cataloghi, cartelloni.
Solo uomini ritratti.
E se per sbaglio c'è una donna che si fa?
Le si nasconde la faccia con un tratto di pennarello nero.
A volte solo quella, a volte tutto il corpo.
E il tratto di colore sempre attento a non andar fuori dai margini, così che finisci con un fantasma nero dove prima c'era una graziosa signorina.
Sia chiaro che non parlo di seni al vento o sederi in bella mostra.
Parlo di visi sorridenti.
Che evidentemente hanno ben poco da ridere.
D'altronde siamo nel Paese dove potrebbe essere reato avere gli occhi del colore sbagliato.
Le vetrine dei negozi femminili non sono da meno.
O possibilmente ancora più inquietanti.
Manichini vestiti di tutto punto, con abiti sexy ad aderenti.
Da mostrare a...nessuno, se non al proprio marito.
E va bene.
Ma hanno tutti la testa mozzata.
Ed i seni tagliati.
Forse si farebbe prima a vestire da donna un manichino maschile.
Uhm, no, va.
Fosse preso per omosessuale, e da queste parti non è il caso di sbandierarlo: si viene puniti con la pena di morte.
Quella grandissima Ikea conl a scritta pure in arabo mi aveva fatto pensare per pochi attimi ad una oasi di semilibertà.
Certo, fino al momento di sfogliare il catalogo.
Dal quale sono state rimosse digitalmente tutte le donne presenti.
Capisco, sono sconvenienti.
Una mamma in pigiama che prepara la colazione.
Una ragazza seduta su uno sgabello.
Non esistono più.
Punto.
So che la Svezia, nazione da cui l'Ikea proviene e all'avanguardia per la parità di diritti tra sessi, ha presentato formale dissenso per l'accaduto.
Ikea stessa si è scusata per essere andata contro i propri principi.
Ma qui la notizia dell'accaduto non è nemmeno stata pubblicata, figuriamoci le proteste.
Ce n'è parecchia, di strada da fare.
E solo per tentare di essere normali.
Poche cose mi consolano e appagano come una cucchiaiata di Nutella. O una ditata, a dire il vero...
Questo dolce la contiene all'interno e sulla superficie: sia chiaro, è obbligatoria.
Quella copertura cremosa rende il dolce assolutamente irresistibile, e speciale.
Vi fidate? ;-)
NUTELLA BLONDIES
da Living di Martha Stewart
per una teglia rettangolare 20cm x 27cm
60 g di burro
200 g di farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di sale
220 g di brown sugar, o in alternativa zucchero di canna
2 uova intere
40 g di nocciole
un cucchiaino di estratto di vaniglia
un cucchiaione colmo di Nutella
altra Nutella, per la copertura
Per prima cosa tostare le nocciole in forno a 170 gradi per circa 10 minuti.
Togliere la pellicina e farle raffreddare.
A parte far sciogliere il burro e mescolarlo allo zucchero battendo bene con le fruste, aggiungere quindi le uova intere e la vaniglia.
Mescolare farina, sale e lievito, ed unire questo mix al composto di burro e uova mescolando con un cucchiaio.
Quando il composto è omogeneo (non è troppo morbido, va bene così) unire le nocciole grossolanamente tritate e la Nutella.
Girare bene.
Pressare il composto nella teglia coperta con carta forno leggermente imburrata.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 20-25 minuti, o finchè uno stecchino inserito al centro esce fuori con poche briciole attaccate.
Non stracuocere il dolce è il segreto della sua bontà.
Far raffreddare nella teglia prima si sformare e servire a quadrotti, che andranno coperti con un sottile strato di Nutella extra.
NOTE:
- il dolce è forse ancora più buono il giorno dopo, ma conservarlo avvolto nella pellicola.
- farlo raffreddare completamente prima di sformarlo e assaggiarlo.
- le nocciole non vanno tritate fino a farne farina ma devono potersi sentire all'interno del dolce.
- il brown sugar è uno zucchero molto usato nei dolci americani che contribuisce ad una consistenza morbida e...caramellosa. Cercatelo, e non ve ne pentirete. In alternativa si può fare in casa mescolando 200 g di zucchero semolato con un cucchiaio e mezzo di melassa.
- ottimo per le feste dei bimbi, e comodo perchè si può cuocere il giorno prima. Tagliare i quadrotti poco prima di servire e spalmarli con la Nutella.
giovedì 4 ottobre 2012
Pizza senza...forno!
Le piastrelle della mia cucina.
Proprio loro.
Quelle che mi danno tanto cruccio quando appaiono nelle foto.
A saperlo che invece sono tanto charmant.
Tanto da meritare di apparire su una rivista, ma guarda.
Proprio loro.
Quelle che mi danno tanto cruccio quando appaiono nelle foto.
A saperlo che invece sono tanto charmant.
Tanto da meritare di apparire su una rivista, ma guarda.
A saperlo l'avrei sbandierato ai quattro venti.
Ma peccato che invece mi sia ritrovata la foto in questione pubblicata senza nemmeno poter festeggiare.
A mia insaputa, si intende.
A mia insaputa, si intende.
Ma non così com'è, sarebbe troppo bello.
La tagliano giusta giusta sopra quella specie di watermark che ci appioppo sopra, pensando che basti a scoraggiare chiunque sia troppo pigro per scattarsela da sè.
Abbinata ad una ricetta che a voler essere onesti, c'entra poco e niente.
Mi arrabbio, ma con moderazione.
Mi arrabbio, ma con moderazione.
Li contatto, e sono anche ragionevoli.
Un errore.
Ops, come si fa a prendere una cosa altrui per sbaglio?
Insomma, pagheranno la foto, pare.
E' che proprio non ne trovavano una adatta alla loro ricetta.
Immagino che cucinarsela e fotografarsela non sia passato loro per la testa, e nemmeno alla "esperta di cucina e lifestyle" che la ricetta avrebbe in teoria, creato.
Poi la pubblicano sulla loro pagina Facebook.
Wow, dovrei essere doppiamente contenta?
Di nuovo quelle piastrelle.
Di nuovo quelle piastrelle.
Chiamo il responsabile, e mi becco pure il telefono sbattuto in faccia mentre sto parlando.
Certo, sono noiosa.
Sto ricordando che esiste ed è riconosciuto il diritto d'autore.
E violarlo è reato.
Che barba che noia, che noia che barba.
Perchè qualcuno dovrebbe ricordarci quello che non si fa, ma è tanto comodo fare lo stesso?
Peccato, si perde sempre occasione di essere ragionevoli.
Ma si diventa contagiosi...
Sono calma, e ce ne vuole per farmi incavolare.
Le questioni di principio però ci riescono benissimo.
E questa lo è.
Il malcostume va dai partiti che rubano a chi ti prende una foto e se la pubblica a suo piacere, "per errore".
Pazienza?
State certi che proprio no.
Ma ne riparleremo, appena il tutto andrà a buon fine ;-)
Altra ricetta che mi ha fatto sgranare gli occhi: davvero si cuoce la pizza sulla bistecchiera??? Beh, per voi non sarà una novità ma la sottoscritta una cosa simile non l'aveva mai vista.
Buonissima e con nulla da invidiare a quella cotta con il metodo classico: da provare in quel giorno in cui avete gente a cena ed il forno rotto.
Giuro, erano tutti a bocca aperta ( e non solo perchè avevano fame ;-)
Altra ricetta che mi ha fatto sgranare gli occhi: davvero si cuoce la pizza sulla bistecchiera??? Beh, per voi non sarà una novità ma la sottoscritta una cosa simile non l'aveva mai vista.
Buonissima e con nulla da invidiare a quella cotta con il metodo classico: da provare in quel giorno in cui avete gente a cena ed il forno rotto.
Giuro, erano tutti a bocca aperta ( e non solo perchè avevano fame ;-)
GRILLED PIZZA
da Everyday Food di Martha Stewart
( per 4 pizzette )
300 g di farina, più un po' per lavorare l'impasto
un cucchiaino di zucchero
un cucchiaino di sale
2 cucchiaini di olio extravergine
mezzo cubetto di lievito di birra fresco o 4 g di quello disidratato
250 ml di acqua tiepida
Versare l'acqua tiepida in una ciotola.
Versarvi il lievito e lo zucchero e far riposare 5 minuti.
Aggiungere quindi il sale e l'olio, e cominciare ad aggiungere la farina lavorando con un cucchiaio.
L'impasto è morbidissimo, così deve essere.
Versarlo su un piano abbondantemente infarinato ed impastarlo finchè sta insieme, aiutandosi con un pochino di farina extra, ma senza fargli perdere l'estrema morbidezza che lo caratterizza.
Trasferire l'impasto in una ciotola unta ed ungere anch'esso con olio.
Coprire con pellicola e far lievitare per circa un'ora.
Dopo un'ora impastarlo nuovamente e rimetterlo a lievitare una ulteriore mezz'ora.
Versare l'impasto su una superficie abbondantemente cosparsa di farina e dividerlo in quattro pezzi.
Far riposare i pezzi 10 minuti coperti con un panno.
Ungere abbondantemente d'olio la bistecchiera e metterla a scaldare bene. Stendere con le mani una delle palline di impasto in modo che stia a misura. Ungere con olio il lato che andrà a contatto con la bistecchiera.
Subito ungere anche l'altra "faccia" con un po' d'olio, ed aspettare che la base cuocia. Si vedranno apparire le bolle!
Non ci vuole molto, questione di minuti. Con l'aiuto di una paletta quindi girare la pizza in modo che cuocia anche dall'altro lato.
Aggiungere quindi il sugo di pomodoro e la mozzarella ben asciutta. A me non è servito, ma la ricetta originale prevede di coprire con un foglio di alluminio per aiutare il formaggio a sciogliersi meglio.
Trasferire sul tagliere e servire subito.
NOTE:
- quello che mettete sopra è ovviamente a vostra scelta, ma nulla che debba cuocere perchè non avrebbe il tempo.
- l'impasto è molto morbido, ma questo fa si che la pizza cuocia bene anche sulla bistecchiera.
- ungere la bistecchiera nuovamente prima di cuocere una nuova pizza.
- la dose di lievito è ovviamente modificabile a proprio piacere, aumentando i tempi di riposo della pasta.
lunedì 1 ottobre 2012
Tortina magica al cioccolato senza uova, burro, latte nè... ciotola!
Proprio a me.
D'altronde vita, casualità e fato vogliono che la sottoscritta parli un buon inglese.
Che lo pratichi tutti i santi giorni con gli amici.
Che lo insegni tutti gli stessi santi giorni in una scuola dove è la lingua ufficiale.
Che se lo goda sulle riviste, nei libri, nei programmi tv ed i film in lingua originale, che ama più delle versioni spesso malamente doppiate.
Insomma, forse è un pochino più che buono :-)
Almeno credevo, in un attimo di immotivata superbia.
Mi aiuti con l'inglese? Sto studiando dei vocaboli.
Ci risiamo.
La cara connazionale già tanto presente su queste pagine ha deciso, per l'ennesima volta, che provare a dire due parole in nella lingua di Albione potrebbe aiutarla a fare nuove amicizie, visto che gli italiani da queste parti scarseggiano.
Finalmente delizierà altri con i suoi racconti, spero io.
Tu lo sai bene, no?
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Le mie credenziali di insegnante in una American International School devono lasciarla indifferente.
Allora dico una parola e tu vedi se capisci.
Ossignore.
L'avrei impostata diversamente questa chiacchierata informale, ma pazienza.
Ed inizia una pena senza fine.
Parole storpiate sarebbe il meno.
E' che proprio diventano altro.
Un paio di risposte meccaniche, che non sortiscono alcun interesse nè effetto nella destinataria.
Si bea di ascoltarsi.
E mentre cado, ehm, un attimo nei miei pensieri ecco che mi scuote.
Come, questa non l'hai capita?
Non è che non l'abbia capita.
Ma mi rifiuto.
Non sai cos'è un canghèru (accento sulla "E")?
Andiamo bene.
La pronuncia di canguro in inglese è leggerissimamente, a voler essere gentili, diversa, ma non faccio in tempo a dire nulla.
E' quell'animale....quel quadricipite.
Quadricipite? Mi guardo la gamba per un attimo.
Immagino intenda quadrupede.
Che poi la bestia in questione sia bipede è un altro conto.
La imito e me ne salto via, va ;-)
Durante la chiacchierata surreale la signora ha ampiamente sbafato metà di questa torta con la scusa che era leggera.
Vi dico io che, incredibilmente, è anche buona :-) si fa in un secondo senza nemmeno sporcare come fa intendere il nome originale: torta al cioccolato di un giorno strapieno di impegni!
Non cuocetela troppo per non seccarla, e non privatela di un accompagnamento: crema al burro per Martha Stewart, panna montata per me. Per voi, tutto quello che volete :-)
Ah, l'augusto consorte ha goduto parecchio ad inzupparla nel cappuccino....
Semplice e senza pretese, datele una chance, quel giorno che non avrete tempo di cucinare e non avete nulla per colazione...
E' che proprio diventano altro.
Un paio di risposte meccaniche, che non sortiscono alcun interesse nè effetto nella destinataria.
Si bea di ascoltarsi.
E mentre cado, ehm, un attimo nei miei pensieri ecco che mi scuote.
Come, questa non l'hai capita?
Non è che non l'abbia capita.
Ma mi rifiuto.
Non sai cos'è un canghèru (accento sulla "E")?
Andiamo bene.
La pronuncia di canguro in inglese è leggerissimamente, a voler essere gentili, diversa, ma non faccio in tempo a dire nulla.
E' quell'animale....quel quadricipite.
Quadricipite? Mi guardo la gamba per un attimo.
Immagino intenda quadrupede.
Che poi la bestia in questione sia bipede è un altro conto.
La imito e me ne salto via, va ;-)
Durante la chiacchierata surreale la signora ha ampiamente sbafato metà di questa torta con la scusa che era leggera.
Vi dico io che, incredibilmente, è anche buona :-) si fa in un secondo senza nemmeno sporcare come fa intendere il nome originale: torta al cioccolato di un giorno strapieno di impegni!
Non cuocetela troppo per non seccarla, e non privatela di un accompagnamento: crema al burro per Martha Stewart, panna montata per me. Per voi, tutto quello che volete :-)
Ah, l'augusto consorte ha goduto parecchio ad inzupparla nel cappuccino....
Semplice e senza pretese, datele una chance, quel giorno che non avrete tempo di cucinare e non avete nulla per colazione...
BUSY-DAY CHOCOLATE CAKE
da Everyday Food di Martha Stewart
(per uno stampo quadrato da 20cm oppure uno tondo da massimo 22cm)
170 g di farina
170 g di zucchero
3 cucchiai colmi di cacao amaro
un cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di sale
6 cucchiai di olio di semi
un cucchiaino di estratto di vaniglia
un cucchiaio di aceto bianco (fondamentale)
250 ml di acqua
Ungere con poco olio la teglia antiaderente in cui si realizzerà il dolce.
Versarvi la farina, lo zucchero, il cacao, il sale ed il bicarbonato, mescolandoli con un cucchiaio.
Al centro versare quindi l'olio, l'aceto (reagisce con il bicarbonato favorendo la lievitazione, non omettetelo, il sapore non si sente per nulla!), la vaniglia e l'acqua.
Mescolare velocemente con una frusta a mano ( io quella Fiskars che essendo ricoperta in silicone non graffia la teglia)
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 35-40 minuti.
Non stracuocetela, è il segreto della sua bontà!
Servire cosparsa con zucchero a velo, e con qualcosa che l'accompagni: della panna montata magari al caramello, della crema inglese, una pallina di gelato...è una torta semplice e acquista parecchio servita in questo modo.
NOTE:
- la torta si mantiene bene per una paio di giorni purchè avvolta nella pellicola.
- non fatele mancare qualcosa per accompagnarla.
- meglio farla raffreddare nello stampo prima di sformarla.
- non usare uno stampo più grande di quello indicato pena l'ottenimento di una torta-sottiletta :-)
- secondo la sottoscritta è ancora meglio fredda di frigo.
- usate uno stampo antiaderente e unto con olio. In questo modo la torta, una volta fredda, si sformerà alla perfezione.
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